Trivium. Revue franco-allemande de sciences humaines et sociales

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Trivium. Revue franco-allemande de sciences humaines et sociales è una rivista online fondata nel 2008 e pubblicata dalle Éditions de la Fondation Maison des sciences de l’homme in partenariato con il Deutsches Historisches Institut de Paris (DHI-Paris) che si propone di essere uno spazio di scambio e di collaborazione tra la cultura scientifica e accademica francofona e germanofona nel campo delle scienze umane e sociali.

Tutti gli articoli pubblicati sono infatti tradotti in lingua francese e tedesca e presentano sempre punti di vista originali e diversi.

 

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eBook di filosofia: B. Waldenfels, Estraneo, straniero, straordinario. Saggi di fenomenologia responsiva

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Bernhard Waldenfels, Estraneo, straniero, straordinario. Saggi di fenomenologia responsiva

“Al centro dell’attenzione di Waldenfels è il tema dell’estraneità, considerato, in controtendenza con le teorie più diffuse, elemento originario dell’esperienza. La sua fenomenologia mette a fuoco tutti i passaggi in cui l’ordinario e lo straordinario, il soggetto e l’altro si intrecciano.
Ne viene un’analisi minuziosa e appassionante della vita quotidiana, ma anche dell’arte e dei modi della rappresentazione fino a un ripensamento delle forme della politica e a un abbozzo di etica fondata sul primato dell’attenzione. In tal modo la filosofia di Waldenfels fa vedere al lettore come nei diversi fenomeni dell’esperienza sia sempre presente come motivo originario una stra-ordinarietà a cui è opportuno prestare attenzione perché un ordine possa costituirsi, nella vita ma pure nella politica e nell’arte.
Il volume si colloca al centro dei dibattiti filosofici contemporanei e dialoga criticamente con i maggiori autori degli ultimi decenni: Foucault, Derrida, Levinas, Marion in Francia; Henrich e Habermas in Germania, ma attinge anche ampiamente alla letteratura, all’arte e alla musica, così da offrire anche al lettore non specialista copia di osservazioni acute e illuminanti.”

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Laboratori di Filosofia: M. Davo, Je est un autre. Montaigne e Pessoa attorno all’Io

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Michela Davo, Je est un autre. Montaigne e Pessoa attorno all’io con bibliografia

“Questi brevi saggi, composti da studenti di questo Ateneo (Università degli Studi di Milano), iscritti alla Laurea Magistrale in Scienze filosofiche, sono il risultato di un Seminario interno al corso di Filosofia Morale LM dell’a. a. 2016-2017, tenutosi dal 9/11/2016 al 30/11/2016. Il seminario ha costituito il momento didattico culminante del corso, che aveva come intitolazione: “L’arte del vivere in Montaigne”.

Esso faceva seguito ad un precedente corso sulla “Filosofia dell’autobiografia”, che si era incentrato nella rilettura degli Scritti autobiografici di Jean Jacques Rousseau. Il corso su Montaigne ha rappresentato un ideale proseguimento di quella indagine, che aveva al centro il rapporto tra scrittura autobiografica e pratica morale della cura di sé, come forma moderna di ricerca di saggezza. La lettura degli Essais ha consentito di meglio considerare i rapporti tra questa pratica e i modelli antichi di cura dell’anima, platonici, stoici ed epicurei.

I saggi offerti alla lettura e alla discussione del Blog della Biblioteca di Filosofia Unimi sono una selezione degli interventi meglio riusciti, appositamente rielaborati in vista della pubblicazione.”

Prof. Amedeo Vigorelli

Il testo è pubblicato con la licenza: Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 3.0

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nostos. Laboratorio di ricerca storica e antropologica: una rivista online di antropologia

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nostos. Laboratorio di ricerca storica e antropologica è la giovane rivista online di antropologia edita dall’Associazione internazionale Ernesto de Martino.

“Sulla rivista potranno trovare spazio testi volti ad approfondire temi legati alle ricerche di de Martino e ai suoi molteplici interessi, contributi di ricerca su tematiche antropologiche, filosofiche e storico-religiose, riflessioni su questioni culturali contemporanee. La rivista ospiterà anche recensioni di volumi e la riproduzione, opportunamente introdotta e commentata, di testi scelti all’interno del corpus demartiniano.”

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eBook di filosofia: M. Zambrano, Filosofía y Poesía

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María Zambrano, Filosofía y Poesía

“Maria Zambrano critica la filosofia contemporanea per il divorzio fra logica ed esistenza ed è convinta che «ogni verità pura, razionale e generale, deve sedurre la vita; deve farla innamorare»: una filosofia sganciata dal mondo è vuota, sterile e asfittica, mentre la vita, senza una parola che la rischiari, la potenzi, la innalzi o dichiari i suoi fallimenti, si disperde nel nonsenso e in ordini simbolici stranieri. Un pensiero così incarnato arriva fino alle viscere e si snoda, senza dualismo, fra passività e attività: mai immunizzato rispetto al mondo, da un lato si lascia ferire e modificare dalle realtà con cui entra in contatto, fossero anche le più piccole, e dall’altro, paradossalmente proprio attraverso quest’aderenza pensante, diviene attivo e crea uno squilibrio che scombina – ma anche polarizza in altro modo – la realtà, offrendo imprevedibilmente aperture e squarci dapprima impossibili. La filosofia di Maria Zambrano vuole dunque essere poetica, pensiero che vive «secondo la carne» e non si stacca né dalle cose né dall’origine, e materna in quanto disponibile a rinunciare alla dialettica e all’astrazione per mantenersi aderente al concreto, accogliente e generante. Sarà questa ratio a condurre Zambrano sui sentieri del sacro, oscura e viscerale matrice della vita. Da un lato, il sacro affascina perché può salvare, ma dall’altro terrorizza, perché può distruggere. Cercando di gestire quest’inquietante ambiguità, la filosofia ha oscillato tra un atteggiamento di rimozione e uno sforzo di nominazione che lo rendesse divino, cioè in qualche modo avvicinabile. Oggi, scrive Zambrano, l’Occidente non fa più questo lavoro di tessitura: gli uomini raccontano la loro storia, esaminano il loro presente e progettano il loro futuro senza tener conto di Dio o di qualunque forma di eccedenza. Tutt’al più, mantengono un pallido ricordo del Dio cristiano, ma solo del suo lato potente e creatore e mai di quello oblativo che l’ha portato a donarsi loro in pasto. Pensando di poter assumere tale potenza, essi hanno rinnegato la propria creaturalità, per rifare il mondo a loro misura. Tuttavia, smettendo di essere figli hanno soffocato la propria umanità e si sono votati ad un destino di distruzione, lasciando un’Europa violenta e agonizzante, che ha realizzato la democrazia solo a parole.
Maria Zambrano, allora, consegna all’Occidente un’eredità impegnativa: realizzare un mondo effettivamente democratico, dove ciascuno e ciascuna possa essere persona, unica realtà che davvero conti, perché solo nella persona «il futuro si fa strada». L’avvenire auspicabile dovrà essere una sinfonia, un’armonizzazione delle differenze che, per essere davvero incontrate e non malamente sopportate, domandano pietà, cioè «sapienza di trattare con il diverso, con ciò che è radicalmente altro da noi».
Quello che Maria Zambrano offre è allora una filosofia della speranza: il sapere delle cose della vita è stato per lei frutto di lunghi patimenti, ma fino alla fine è rimasta certa che tale sapere «può – anzi dovrebbe – sgorgare dall’allegria e dalla felicità».” (tratto da Enciclopedia delle donne)

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Critical Studies in Improvisation: una rivista online sull’improvvisazione

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Critical Studies in Improvisation/ Études critiques en improvisation è una rivista online accademica dell’Università di Guelph sull’improvvisazione e sull’analisi dell’impatto sociale di questa pratica.

“While improvisational music has historically been analyzed within specific musical disciplines, what distinguishes the research profiled in CSI/ECI is its emphasis on improvisation as a site for the analysis of social practice. We contend that improvisation demands shared responsibility for participation in community, an ability to negotiate differences, and a willingness to accept the challenges of risk and contingency. Yet improvisation is a contested term. Its cultural significance is in dispute both in the academy and in the broader public understanding. CSI/ECI seeks to reveal the complex structures of improvisational practices and to develop an enriched understanding of the social, political, and cultural functions those practices play.

We are particularly interested in historically and contextually specific articles that interrogate improvisation as a social and musical practice, and that assess how innovative performance practices play a role in developing new, socially responsive forms of community building across national, cultural, and artistic boundaries.”

 

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eBook di filosofia: R. Shusterman, Etica ed estetica: somaestetica e l’arte di vivere

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Richard Shusterman, Etica ed estetica: somaestetica e l’arte di vivere

“Ethics and aesthetics tend to be sharply distinguished and frequently opposed as rival realms of value. The apparent conflict between them is discomforting for artists and theorists who seek to combine aesthetic values and ethical aims in their work. My article strives to ease this theoretical tension in two ways. First, through a genealogical analysis of the complexity of our concepts of ethics and aesthetics, I argue that, in some of their historical conceptions, they display considerable convergence. Here I appeal both to classical Western and Asian theories of ethics and aesthetics. Second, I show how these notions converge in the pragmatist, somaesthetic notion of an embodied art of living.”

Per approfondire il tema della somaestetica, si segnala una bibliografia tematica

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Film-Philosophy: una rivista online sul rapporto tra film e filosofia

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Film-Philosophy è la rivista online accademica pubblicata dall’Università di Edinburgo che indaga il rapporto fecondo tra film e filosofia.

“The journal is interested in the ways in which films develop and contribute to philosophical discussion. We particularly welcome articles that set up an active engagement between film studies and philosophy, thereby sustaining a thoughtful re-evaluation of key aspects of each discipline.”

 

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eBook di filosofia: E. Severino, Volontà, destino, linguaggio. Filosofia e storia dell’Occidente

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E. Severino, Volontà, destino, linguaggio. Filosofia e storia dell’Occidente

“La filosofia è sorta con un atto di divisione che ha separato ciò che sta, immutabile e incontrovertibile, da ciò che da questo essere è retto, ovvero con la divisione, celeberrima, tra essere e apparenza. Il mondo dell’apparenza, interpretato come luogo del divenire, ha assunto i tratti del non essere, imponendo ai filosofi l’esigenza di mettere in relazione il non essere con l’essere, ovvero di trovare una compatibilità tra contraddittori.
La soluzione severiniana, che è qui ripercorsa in 6 dense lezioni, ha il pregio della semplicità e il rigore di un ferreo argomentare logico. Egli nega al divenire l’evidenza fenomenologica che comunemente gli si attribuisce. È certamente vero che i fenomeni entrino ed escano dalla percezione della coscienza mortale, ma senza che questo debba essere attribuito a un loro presunto divenire. Che l’apparenza sia il luogo del divenire è piuttosto un modo filosofico per rendere ragione dell’apparire dell’apparenza.
Su queste basi la proposta di Severino offre un superamento del dualismo essere-apparenza e aiuta a leggere l’apparenza in manifestazione necessaria ed eterna dell’essere.”

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Mnemosyne. Meanderings through Aby Warburg’s Atlas: online dieci pannelli

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Mnemosyne, l’ultimo progetto di Aby Warburg, è un “atlante figurativo composto da una serie di tavole, costituite da montaggi fotografici che assemblano riproduzioni di opere diverse: testimonianze di ambito soprattutto rinascimentale (opere d’arte, pagine di manoscritti, carte da gioco, etc.); ma anche reperti archeologici dell’antichità orientale, greca e romana; e ancora testimonianze della cultura del XX secolo (ritagli di giornale, etichette pubblicitarie, francobolli).”

The actual panels of the “last version” are no longer extant; only black and white photographs (18 x 24 cm) of them remain, held in the archives of the Warburg Institute. However, seventy-one years after Warburg’s death, Martin Warnke with the assistance of Claudia Brink, produced a magnificent edition of the atlas based on the “last version.” [See Der Bilderatlas: Mnemosyne in Warburg’s Gesammelte Schriften, II.1 (Berlin: Akademie Verlag, 2000 [reprinted in 2003, 2008]). The other volumes in the Gesammelte Schriften, from the two volumes of Warburg’s published writings [I.1-2], the Tagebuch der Kulturwissenschaftlich Bibliothek Warburg [VII] to the just published, Austellungen [II.3], offer other avenues for interpreting and supplementing the Mnemosyne Atlas.] In addition to providing Warburg’s draft Introduction to the Mnemosyne Atlas – a key if characteristically knotty fragmentary text – they also reproduce Fritz Saxl’s illuminating letter to a prospective publisher regarding the Atlas, while Warnke’s own Introduction provides important details about the Mnemosyne Atlas, its genesis, scope, and potential meanings.

We know, then, that Warburg’s plan had been to complete at least 79 and perhaps as many as 200 panels. Typically, though, Warburg’s vision was not fully realized. As we have it, the Atlas is frozen in a provisional state: panels appear without titles; individual images – there are 971 in all – were for the most part displayed without titles or other identifying information; and while some photographs are matted, most are not. Fortunately, though, in a notebook titled Überschriften: Synopsis of Plates [WIA, III.104.1], Warburg’s colleague Gertrud Bing, following her mentor’s lead, offers brief headings for each panel, furnishing thereby a kind of conceptual shorthand signposting main subjects and themes. For instance, the headings summarizing the astrological symbolism of panel 22 read: “Spanish-Arabic practice. (Alfonso). Manipulation. The cosmic system as dice table. Sorcery. Lithomancy.” Such abbreviated, aphoristic indications of what and how we are to interpret resemble the headings of an encyclopedic entry – albeit an encyclopedia consisting entirely of pictures. Or, if you will, the photographs of the panels serve as a set of post-modern grisailles, a belated memory palace, which invites us to contemplate Warburg’s syncretic vision of the afterlife of pagan symbolism and cosmography in medieval, Renaissance, and post-Renaissance art and thought.”

Nel sito Mnemosyne. Meanderings thorugh Aby Warburg’s Atlas trovate le fotografie di questi dieci pannelli accompagnati da una spiegazione e da suggerimenti bibliografici:

Panel B traces correspondences between the human being and the cosmos that underlie all other analogical associations in Warburg’s atlas. Spyros Papapetros offers this guided pathway.
Panel C addresses the epistemology and the practice of the creation of symbols. Claudia Wedepohl guides this pathway.
Panel 8 is given over to antique cults that centered on solar deities. Elizabeth Sears lights the way.
Panel 45 depicts excessive and alarming occurrences, the dangers of intense and unmediated passions. Hans Christian Hönes is our guide.
Panel 46 presents variations on the gesture of “bearing something/someone to something/someone else.” Andrea Pinotti elucidates.
 

Panel 47 is concerned with Florentine art of the later fifteenth century, exploring themes of protection and slaughter through the figure of the nymph. Ben Anderson provides this guided pathway.
Panel 48 is concerned with the shifting uses of the pagan goddess Fortuna in medieval and Renaissance imagery. Florian Fuchs provides this guided pathway.
Panel 61-64  is concerned with the storms of ambivalence, transformation, and conflict that characterize the of transmission Antiquity, despite the putative stability of the heritage. Lisa Robertson navigates.
Panel 70 is devoted to “Baroque Pathos.” This guided pathway traces the status of the Baroque in Warburg’s Atlas, which tends to privilege the Renaissance and its reception of antiquity. Jane O. Newman is our guide, with Laura Hatch.
Panel 79 has as its principal theme the Eucharist. Christopher D. Johnson provides this guided pathway.

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