eBook di filosofia: R. Sarti, Servo e padrone, o della (in)dipendenza. Un percorso da Aristotele ai nostri giorni

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Raffaella Sarti,  Servo e padrone, o della (in)dipendenza. Un percorso da Aristotele ai nostri giorni I. Teorie e dibattiti

In: Quaderni di Scienza & Politica (2). A cura di: Schiera, Pierangelo

“Muovendosi tra filosofia politica, storia politica, storia culturale, storia di genere, storia sociale, demografia storica e sociologia, questo libro, composto di due volumi, anzitutto ripercorre sul lungo periodo, a partire da Aristotele e con un focus sull’età moderna, i modi di concepire il rapporto servo-padrone, cercando di valutarne l’influenza sulla costruzione della categoria di cittadinanza (vol. I, cap. I). L’attenzione si sposta poi sulla Prima Rivoluzione inglese e la Rivoluzione francese, due momenti fondamentali nell’elaborazione delle moderne categorie di cittadinanza, ricostruendo il tortuoso percorso che trasformò i domestici da esclusi in cittadini (vol. I, cap. II): un percorso mai del tutto concluso, come mostra l’analisi della persistente influenza delle asimmetrie costruite dentro la sfera domestica. Balza qui in primo piano il ruolo del genere nella costruzione della dipendenza, così come quello della “razza”, dell’etnicità, della condizione migrante (vol. I, cap. III). Il primo volume dell’opera mostra il rapporto servo-padrone dal punto di vista della vischiosità dei modi di concepire la dipendenza nell’ambito della sfera domestica in un’ottica di lungo periodo, pur documentando, al contempo, le profonde trasformazioni dei soggetti coinvolti in tale rapporto. Questa è solo una parte della storia: accontentarsi di questa prospettiva implicherebbe una lettura parziale e fuorviante (vol. I, Conclusione). Il secondo volume presenterà le categorie di servo e padrone come terreno di una microfisica del potere fatta di incessanti contrattazioni e lotte quotidiane, individuali e collettive, nelle quali anche le elaborazioni teoriche, le leggi e la letteratura normativa costituiscono armi utilizzate in un duro scontro, in cui l’oggetto del contendere è (banalmente?) il potere.”

 

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eBook di filosofia: L. Ercoli, Il paradigma nostalgico da Rousseau alla società di massa

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Lucrezia Ercoli, Il paradigma nostalgico da Rousseau alla società di massa

Tesi di dottorato discussa presso l’Università di RomaTre (2016)

“In Retro We Trust, recita uno slogan pubblicitario. Il fenomeno della nostalgia è in espansione. Il passato non è mai stato così presente. La nostalgia è una malattia che contagia tutto: la filosofia, la società, la politica, ma anche il cinema, la letteratura, la fotografia, la televisione, la tecnologia, il cibo, l’arte, la moda, i viaggi, gli stili di vita. Il paradigma nostalgico è diventato il tratto distintivo della cultura contemporanea, indissolubilmente legato alla diffusione della popular culture, filtrato dalle memorie individuali di spettatori-consumatori. La nostalgia non è solo un modo tra gli altri per rapportarsi con il passato, ma la possibilità privilegiata – forse unica – di contatto con il tempo e con la storia.

La tesi – ripercorrendo le tappe dello sviluppo del paradigma nostalgico che coinvolge tutta la tradizione occidentale da Esiodo a Rousseau – evidenzia i nodi tematici e le domande che le interpretazioni della nostalgia contemporanea lasciano aperte. Se la nostalgia contemporanea è un mero tentativo di abuso e di sfruttamento della memoria individuale e collettiva, che cosa rimane del sentimento struggente della nostalgia romantica? Se la nostalgia contemporanea è un prodotto artificiale di un sistema socio-economico che assume le sembianze di un passato inventato, che cosa rimane dell’originario desiderium di ovidiana memoria? Se la nostalgia contemporanea è un bisogno indotto votato ad alimentare il consumismo globale, che cosa rimane del dolore della rimembranza poetica? In altri termini il presente lavoro si domanda: la rammemorazione [Eingedenken], cara al pensiero filosofico del Novecento, è diventata stile à la page, superficiale tendenza? La nostalgia, il sentimento caro al romanticismo, ha perso la sua “aura” diventando riproducibile su youtube?

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eBook di filosofia: F. Gambetti, Parmenide filosofo della natura

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Francesca Gambetti, Parmenide filosofo della natura

Tesi di dottorato discussa presso l’Università di RomaTre (2011)

“Il presente lavoro si propone di considerare alcuni nodi esegetici relativi alla figura e alla riflessione di Parmenide, alla luce delle recenti acquisizioni della ricerca sul pensiero presocratico in generale. Nonostante l’impossibilità di accedere integralmente al testo parmenideo, a causa della frammentarietà con cui è stato tramandato, tuttavia importanti mutamenti nel paradigma filosofico e storiografico, consentono di superare alcune “rigidità” ermeneutiche, che in passato hanno portato a vedere nel filosofo di Elea, in maniera alternativa, ora un mistico, ora il padre della metafisica occidentale, ora uno scienziato geniale in grado di precorrere alcune importanti intuizioni della fisica contemporanea.

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eBook di filosofia: F. Brezzi, Il bene, l’individuo, la virtù : la filosofia morale di Iris Murdoch

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Francesca Brezzi, Il bene, l’individuo, la virtù : la filosofia morale di Iris Murdoch

Tesi di dottorato discussa presso l’Università di RomaTre (2011)

“L’itinerario che ho tracciato nella mia tesi di filosofia morale è quello della riscoperta della virtù nella Oxford degli anni Trenta, dove ho colto la proposta filosofico morale di Iris Murdoch, imperniata su tre nodi teoretici essenziali: il Bene, l’individuo e la virtù.

Nella prima parte della tesi ho considerato come Iris Murdoch fa parte di un cenacolo di donne filosofe come Elizabeth Anscombe, Philippa Foot, Rosalind Hursthouse, Mary Midgley e Mary Warnock, unite dal desiderio di riscoprire la vita interiore e la virtù. Riscoprendo l’etica della virtù di Aristotele e Platone, la sola capace di sviluppare una stretta unione tra filosofia ed etica, queste filosofe partecipano ad una fase di gestazione della rinascita della filosofia pratica. In via preliminare da un lato ho analizzato la nozione di virtù, soffermandomi su: Elizabeth Anscombe e sul suo scritto Moral Modern Philosophy, 1958; Philippa Foot con il saggio Virtù e vizi, 1978; Rosalind Hursthouse con On virtue ethics, 1998. Dall’altro ho approfondito il concetto di vizio nel pensiero di Mary Midgley in Wickedness, 1984, e l’analisi dell’immaginazione compiuta da Mary Warnock in Imagination, 1976.

Nella seconda e nella terza parte della tesi ho analizzato il pensiero morale di Iris Murdoch la quale a differenza delle sue colleghe dialoga con Platone. Ho delineato tre periodi che scandiscono lo sviluppo cronologico e contenutistico delle sue riflessioni: 1) l’incontro/scontro con Sartre nei saggi 1950-1957, 2) un periodo polemico nei confronti della filosofia inglese, il positivismo logico, in cui la filosofa giustifica l’esistenza della vita interiore, nei saggi 1951-1956, 3) un grande periodo neoplatonico negli scritti dal 1962 al 1992  La sovranità del Bene, 1970, Un dialogo sugli dei e la religione, in Acasto, 1986, e Metaphysics as a guide to morals, 1992. Nella seconda parte della tesi, ho approfondito i primi due periodi che scandiscono lo sviluppo del pensiero murdochiano. Il primo periodo è caratterizzato dall’incontro/scontro con Sartre: anche se la Murdoch condivide il suo interesse per la coscienza, tuttavia lo critica per aver fornito una raffigurazione solipsistica dell’individuo, che non ha alcuna relazione con la realtà trascendente. Nei saggi di carattere polemico, nel secondo periodo, la filosofa dimostra l’esistenza della vita interiore criticando la posizione assunta da positivismo logico e non-cognitivismo poiché hanno rigettato la metafisica ed hanno ridotto l’etica ad un’analisi neutrale di azioni osservabili.

Nella terza parte della tesi ho approfondito il terzo periodo, quello neoplatonico, negli scritti dal 1962 al 1992 dove la filosofa, criticando la tesi della filosofia della linguaggio secondo cui dentro «è tutto buio e silenzio», sottolinea come la colpa di questi filosofi è stata quella di delegare alla scienza la conoscenza della natura dell’uomo: in realtà i concetti morali che riguardano l’individuo non si muovono all’interno di un mondo concreto di fatti analizzabili attraverso la scienza, ma abitano in mondo differente, oggetto esclusivo della morale. Dato che esiste una stretta correlazione tra conoscenza e bontà, la filosofa delinea un processo di apprendimento e progresso dove la conoscenza dell’altro e della realtà sono il frutto di continui atti di attenzione  termine che la filosofa riprende da Simone Weil che vanno «coltivati» con sforzo e pazienza. Iris Murdoch delinea inoltre il pellegrinaggio morale come suggestiva rilettura del mito della caverna che implica il progresso morale. Attraverso l’esercizio sia della virtù nella vita quotidiana che dell’unselfing («uscire da noi stessi»), l’agente morale riesce a cogliere il bene ad un grado inferiore: così in seguito può ascendere al Bene, e discendere nel mondo vedendo i concetti attraverso i quali è asceso nella loro vera essenza e cogliendo l’unità delle virtù. L’amore è il sentimento che spinge l’agente a muoversi istintivamente verso il Bene: è la tensione fra l’anima imperfetta e la perfezione magnetica. Ho poi analizzato tre importanti nodi teoretici presenti nell’ultima opera della filosofa, Metaphysics as a guide to morals, 1992: la prova ontologica, la relazione tra moralità e religione e la teoria dell’obbligazione imperniata sui concetti di dovere, volontà e assioma. In primo luogo, Iris Murdoch utilizza la prova ontologica di Anselmo per dimostrare l’esistenza del Bene: attraverso l’argomento logico dimostra l’esistenza necessaria dell’idea del Bene correlata della coscienza pensante. In secondo luogo, Murdoch considera che il Bene è il «ponte» che unisce la morale e la religione. La religione, nel pensiero murdochiano, è un lavoro perpetuo composto da continui atti di attenzione nei confronti delle cose e degli altri. Terzo, anche se nel suo pensiero morale l’idea del bene «rimane il magnete», esso mostra un’ulteriore articolazione dato che prevede anche una teoria dell’obbligazione, composta da volontà, dovere e assioma.

Infine ho considerato alcune interpretazioni del pensiero morale di Iris Murdoch: Martha Nussbaum delinea la concezione murdochiana dell’amore; Maria Antonaccio mette in evidenza come la tensione presente nei suoi romanzi tra il santo e l’artista, in realtà è presente, anche se in modo diverso, nel suo pensiero morale.

La ricezione critica di Murdoch in area italiana è composta da alcuni saggi composti da importanti filosofi: Luisa Muraro, che ha colto la relazione esistente tra scritti filosofici e letterari; Piergiorgio Donatelli ha poi considerato come Iris Murdoch concepisca “l’etica come lavoro concettuale”; infine Carla Bagnoli considera l’importanza che la “mente morale” ha nel pensiero murdochiano. In un’epoca caratterizzata dalla crisi delle ideologie, anche l’universo dei valori appare in continua trasformazione in cerca di fondamenti altri. In tale contesto ho trovato nella proposta morale di Iris Murdoch, coerenza di pensiero e ricchezza nel provvedere degli schemi concettuali e delle figure esplicative in relazione con il Bene.”

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Analysis. Claves de Pensamiento Contemporáneo: una rivista online di filosofia

Analysis

Analysis. Claves de Pensamiento Contemporáneo è la rivista online accademica nel campo degli studi umanistici e sociali. La rivista è pubblicata dalla rete Studia Humanitatis-REDESEP ed è sempre aperta a contributi sul pensiero, la società, la scienza e la creazione artistica e letteraria.

“Analysis también ofrece ensayos y artículos breves que tienen por objetivo proporcionar interpretaciones rápidas, autorizadas y perspicaces sobre las tendencias actuales y futuras que afectan al pensamiento, la sociedad, la ciencia y la creación artística y literaria. El propósito de esto es el intercambio fácil, ágil y oportuno de la investigación y producción académica de los investigadores y comunidades académicas.”

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eBook di filosofia: A. M. Nunziante, Il normativo e il naturale. Saggi su Leibniz

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Antonio M. Nunziante, Il normativo e il naturale. Saggi su Leibniz

“Il naturalismo di Leibniz, prima del nostro, ha fatto i conti col problema della normatività. C’è un conflitto di paradigmi che prende forma nel suo pensiero: da una parte, c’è il lessico dell’ontologia aristotelica, fatto di sostanze individuali dotate di «nature», dall’altra c’è il lessico degli eventi e delle leggi descritte dalle scienze naturali. Al centro si pone una strategia radicalmente nominalista, perché quello che davvero esiste sono soltanto gli individui, con i loro stati percettivi e le loro dinamiche appetitive. Nel mondo degli eventi naturali descritto dalle leggi della fisica chi è allora propriamente soggetto di azione? Ovvero: come si giustifica l’azione individuale in un mondo dominato da processi e che cosa significa essere persona in un universo di eventi che non è stato creato da noi? Ecco il cuore del placement problem leibniziano.”

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eBook di filosofia: A. Bragantini Valeria Moro (a cura di), polis, eros, parrhesia. Tragedia greca, questioni contemporanee: letture etico-politiche

polis eros
“La tragedia greca rappresenta una drammaturgia di condotte, dilemmi morali, problemi politici che segnano l’esistenza individuale e la convivenza sociale. Il combinarsi di storie, che investono la parola e i corpi dei personaggi, con la riflessione sulla vita umana, offre concetti e indica piste di pensiero.
Questo spiega l’intensa rilettura di Eschilo, Sofocle e Euripide da parte di pensatrici e pensatori nel secondo Novecento e nei primi anni Duemila, anche al di là di un interesse prettamente storico-letterario e storico-filosofico. Che siano recuperate le sue figure, le vicende in essa agite, il carattere stesso di performance pubblica che la connota, la tragedia greca ha fornito molteplici strumenti per una riflessione di carattere etico-politico su diverse questioni urgenti del presente.
Questa raccolta (che trae origine dall’esperienza della giornata di studi tenutasi il 9 novembre 2016 presso il Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata dell’Università degli Studi di Padova) propone alcune delle diverse vie per le quali oggi la ricerca si lascia volentieri stimolare dagli interrogativi della tragedia.
Ne risulta una lettura critica, ma anche appassionata: consapevole della distanza dal testo e dal suo autore, ma anche della possibilità, che la tragedia greca reca con sé, di mettere il presente in discussione.”

 

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eBook di filosofia: M. Semi, Musica come Scienza dell’uomo. I caratteri del sapere musicale nel Settecento britannico

Musica

Maria Semi, Musica come Scienza dell’uomo. I caratteri del sapere musicale nel Settecento britannico

Tesi di dottorato discussa presso l’Università degli Studi di Bologna (2009)

“The departure point of the present work is the idea that in order to understand what music meant to British society in the Eighteenth-Century an interdisciplinary approach is necessary. Natural philosophy, moral philosophy, musical treatises and histories of music: all these sources concur both to the creation of a new idea about what music and its ‘science’ are, and to question the place which music ought to have in the realm of the Science of Man. The dissertation is divided into two sections. In the first one we will take into account philosophical sources (from John Locke, Joseph Addison and Lord Shaftesbury, to Lord Kames and Adam Smith), and we will examine their thoughts on music. In the second one we will deal with musical sources (from the Treatise of Musick of Alexander Malcom, to the Histories of Music of Charles Burney and John Hawkins) in order to show their connection with the philosophical literature before mentioned. The main aim of the work it to show that the development of specific philosophies of the human mind, such as the ones of John Locke and David Hume, did influence the way in which music was thought. Particularly we will point out the case of Adam Smith’s interpretation of instrumental music, which is heavily indebted to the humeian model of the human mind. “

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eBook di filosofia: E. Schiro, Baudrillard metafisico. Una ricerca attraverso la critica

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Enrico Schiro, Baudrillard metafisico. Una ricerca attraverso la critica

Tesi di dottorato discussa presso l’Università degli Studi di Bologna (2018)

“Obiettivo del lavoro è offrire un contributo positivo a una lettura filosofica dell’opera di Jean Baudrillard, che ne metta in rilievo il carattere metafisico, attraverso una ricognizione della critica e un confronto con alcune voci del dibattito contemporaneo. La tesi si compone di tre capitoli. Nel primo viene delineata la problematica e il contesto della ricerca. Attraverso la ricognizione di interviste, dialoghi e diari si fornisce una preliminare visione della metafisica di Baudrillard. Segue un confronto con alcune voci critiche sulle possibili interpretazioni della svolta occorsa nel pensiero di Baudrillard tra il 1976 e il 1977, in conclusione del quale proponiamo una nostra lettura di tale svolta, coerente con l’ipotesi di un esito metafisico del suo pensiero. Il secondo capitolo è incentrato sul riesame dello stato della critica e tiene conto delle ragioni che ci sembrano spiegare la marginalità della tematica metafisica nei principali studi baudrillardiani. Esaminiamo la produzione critica che ha posto esplicita attenzione al carattere metafisico del pensiero baudrillardiano e contestualizziamo lo sviluppo della problematica relativa alla leggibilità dell’opera, focalizzandoci su due questioni codificate nella letteratura secondaria: How to read Baudrillard (Kroker, Kellner, Gane, Butler) e l’effet Baudrillard (Gauthier, L’Yvonnet, Jacquemond, Capovin). Nel terzo e ultimo capitolo, invece, mettiamo alla prova la nostra lettura metafisica di Baudrillard attraverso un confronto con due voci dell’attuale dibattito sullo Speculative Realism (Harman e Meillassoux). Grazie al confronto puntuale con le tesi di questi due autori, la specificità del pensiero baudrillardiano viene individuata nell’aver saputo aprire una strada parallela alla via maggiore del pensiero post-metafisico, declinando la deriva iper-riflessiva e meta-linguistica della filosofia contemporanea in chiave speculativa.”

 

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eBook di filosofia: C. Zani, Bergson e la filosofia tedesca. 1907-1932

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Caterina Zani, Bergson e la filosofia tedesca. 1907-1932

“Questo saggio racconta una storia in gran parte dimenticata: quella dei rapporti di Bergson con la filosofia tedesca del suo tempo. Da L’evoluzione creatrice (1907) a Le due fonti della morale e della religione (1932) Bergson ridefinisce profondamente la propria filosofia, arricchendola di nuovi temi antropologici nei quali sono riconoscibili gli echi del dibattito tedesco sulla filosofia della vita. Attraverso l’analisi delle polemiche «tedesche» che in quegli anni riguardarono o coinvolsero Bergson, viene qui studiata non soltanto la ricezione dell’opera bergsoniana in Germania ma anche l’impatto durevole di questo intenso dialogo, sia sulla filosofia del pensatore francese (Le due fonti) che su quella di autori del calibro di Eucken, Simmel, Driesch, Windelband e Scheler. Le quattro tappe in cui il libro articola questo incontro filosofico (corrispondenti alle città di Jena, Berlino, Heidelberg e Gottinga) ci consegnano un profilo nuovo del pensiero bergsoniano, che si dimostra perfettamente all’altezza del dibattito contemporaneo sui temi brucianti della tecnica, della storia e della guerra.”

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