S I E F A R – Dictionnaire des femmes de l’Ancienne France: dizionario online delle donne francesi

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S I E F A R – Dictionnaire des femmes de l’Ancienne France è il dizionario online che si propone di colmare l’assenza di figure femminili (poetesse, filosofe, intellettuali…) nella maggior parte dei dizionari presenti. Sono presenti nel dizionario donne che hanno scritto in lingua francese e/o che hanno avuti contatti con l’ambiente culturale francese.

Ogni voce contiene:

  • biografia
  • elenco delle opere
  • bibliografia sintentica
  • scelta iconografica
  • linkografia
  • notizie sulla “fortuna” del personaggio analizzato.

 

 

 

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The Reasoner: un bollettino online di logica

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The Reasoner è il bollettino mensile, supportato dal  Centre for Reasoning dell’Università del Kent, che si occupa di ragionamento, induzione e di “method broadly construed“. L’editor è il prof. Hykel Hosni, docente di Logica presso l’Università degli Studi di Milano.

Al suo interno potete trovare segnalazioni, approfondimenti, notizie ed eventi sulle tematiche proposte.

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eBook di filosofia: Nicholas Allott, Chris Knight, and Neil Smith (a cura di), The Responsibility of Intellectuals. Reflections by Noam Chomsky and Others after 50 years

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Nicholas Allott, Chris Knight, and Neil Smith (a cura di), The Responsibility of Intellectuals. Reflections by Noam Chomsky and Others after 50 years

“With the publication of ‘The Responsibility of Intellectuals’ half a century ago, Noam Chomsky burst onto the US political scene as a leading critic of the war in Vietnam. Privilege, he argues, brings with it the responsibility to tell the truth and expose lies, but our intellectual culture only pays lip-service to this ideal. The essay has been described as ‘the single most influential piece of anti-war literature’ of the Vietnam War period.

Since then, Chomsky has continued to equip a growing international audience with the facts and arguments needed to understand – and change – our world. According to The New York Times, Chomsky ‘may be the most widely read American voice on foreign policy on the planet today’.

This book revisits ‘The Responsibility of Intellectuals’ half a century on. It includes six new essays written to celebrate Chomsky’s famous intervention and explore its relevance in today’s world. Nicholas Allott, Chris Knight, Milan Rai and Neil Smith have studied and written about Chomsky’s thought for many years, while Craig Murray and Jackie Walker describe the personal price they have paid for speaking out. The book finishes with Chomsky’s recollections of the background to the original publication of his essay, followed by extensive commentary from him on its 50th anniversary.”

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Go Philosophy: il blog del “Geography Philosophy Project”

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Go Philosophy è il blog ufficiale del “Geography of Philosophy Project. An Interdisciplinary Cross-Cultural Exploration of Universality and Diversity in Fundamental Philosophical Concepts”.

Il progetto interidisciplinare si propone di indagare su tre concetti filosofici chiave nella cultura occidentale e orientale, in particolare sulla loro universalità e diversità: comprensione, conoscenza e speranza.

“The question that motivates our project is whether fundamental philosophical concepts – concepts that play a central role in the world-view of contemporary Americans and Western Europeans – are religious and cross-cultural universals that are used by people around the world, or if there is diversity in these concepts. Our focus is on the following concepts: understanding, knowledge, and wisdom.

Queste le due finalità del progetto:

“Our project has two overarching goals. The first is to dramatically advance what is known about the extent to which three fundamental philosophical concepts – knowledge, understanding and wisdom – are shared across religions and cultures. These concepts, which loom large in contemporary philosophical and religious discourse, play a major role in organizing our thinking about what to believe, how to conduct inquiry, and how to structure our lives. In order to achieve this goal, we have assembled religiously and culturally diverse interdisciplinary teams of researchers in many regions around the world. Our second goal is to build on the foundation of these Research Teams to create a new, multi-cultural research community focused on studying important philosophical concepts using the tools and insights of a wide variety of disciplines including philosophy, anthropology, linguistics, psychology, neuroscience, and cultural studies. To achieve these ends, the project seeks to improve upon extant cross-cultural research by:

  • expanding the methodologies, the range of cultures considered, and the cultural and disciplinary diversity of the investigators engaged in inquiry;
  • motivating and enabling researchers around the world to become involved in cross-cultural, interdisciplinary research on philosophical concepts by sponsoring workshops in Africa, Asia and South America where our research teams can interact with scientists and scholars in the region;
  • presenting our findings both in scholarly publications and in an integrated format accessible to non-specialists;
  • fostering discussion about the implications of the findings for venerable philosophical debates and for practical contemporary issues.”

 

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eBook di filosofia: L. Veinstein, Violence et langage. Une lecture de la «Critique de la violence» de Walter Benjamin

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Léa Veinstein, Violence et langage. Une lecture de la « Critique de la violence » de Walter Benjamin

“Quels liens unissent le droit et la violence ? Peut-il y avoir une violence pure de cette relation au pouvoir ? C’est en 1921 que Walter Benjamin se pose ces questions, et publie « Pour une critique de la violence ». Partant des situations les plus concrètes que lui donne à penser la politique, il emmène son analyse dans le champ du mythe, de la théologie, inaugurant une articulation nouvelle entre le concept de violence et la philosophie du langage. Ce travail se propose d’analyser ce texte ligne à ligne afin d’en rendre la vivacité philosophique, la force politique, et le mystère poétique.”

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La biblioteca di Leonardo: la mostra online con la ricostruzione digitale dei testi

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La biblioteca di Leonardo è la mostra online curata dal Museo Galileo in collaborazione con l’Edizione Nazionale dei Manoscritti e dei Disegni di Leonardo da Vinci, l’Accademia Nazionale dei Lincei e la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, realizzata nel quadro del progetto di ricerca FISR «Scienza, storia, società in Italia. Da Leonardo a Galileo alle “case” dell’innovazione», promosso e sostenuto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

La mostra è la ricostruzione virtuale della biblioteca di Leonardo che è uno degli aspetti meno conosciuti del suo laboratorio vinciano, perché si tratta di una biblioteca “perduta”. Un solo libro è stato finora identificato, il celebre trattato di architettura e ingegneria di Francesco di Giorgio Martini (nel manoscritto della biblioteca Laurenziana, postillato da Leonardo). Di tutti gli altri libri è possibile però ricostruire la fisionomia analizzando le molte indicazioni presenti nei codici vinciani (nomi di autori, titoli di opere, liste di libri, citazioni). La biblioteca online raccoglie le digitalizzazioni di tutti i libri, selezionati nell’esemplare a stampa o manoscritto più vicino a quello citato, posseduto o utilizzato da Leonardo, e consente di consultarli in un unico ambiente di ricerca. Gli autori e i testi sono introdotti da schede descrittive elaborate da un’équipe internazionale di specialisti dell’opera di Leonardo e degli autori presenti nella biblioteca. Tutti i contenuti della biblioteca sono interrogabili con modalità di ricerca semplice ed avanzata, e collegati direttamente alle pagine dei codici vinciani.

“Dopo l’iniziale formazione fiorentina, legata alla cultura popolare dei mercanti e delle botteghe di artisti, artigiani e ingegneri, Leonardo si era avvicinato con crescente interesse al mondo dei libri e della parola scritta, diventando un appassionato lettore. Alla fine della sua vita, arrivò a possedere quasi duecento volumi: un numero straordinario, un numero straordinario per un artista-ingegnere del Quattrocento: testi tecnici, scientifici, filosofici, ma anche letterari e religiosi, testimonianza di un ininterrotto dialogo con gli autori antichi e moderni (o, come li chiamava lui, gli «altori»). Cosa leggeva Leonardo? Da ragazzo e da giovane, figlio di notaio (ser Piero) e nipote di mercante (nonno Antonio) si era formato in un ambiente in cui i libri e la scrittura erano del tutto familiari. Tra le sue prime letture, Dante e la Bibbia, e poi la poesia epico-cavalleresca (il Morgante di Pulci), la poesia lirica (Petrarca) e quella giocosa (Burchiello), le novelle, le facezie, le favole, le cronache e le storie. Isuoi primi libri sul mondo e sulla natura sono la Storia naturale di Plinio il Vecchio e le Metamorfosi di Ovidio: grandi opere aperte alle notizie del fantastico, del meraviglioso e del mito. Sono quasi tutti libri in volgare: Leonardo non conosceva il latino, e avrebbe tentato di impararlo da solo dopo i quarant’anni, raccogliendo un po’ di testi di grammatica e retorica, e di vocabolari, per migliorare la lingua e lo stile.Nel giro di pochi anni, però, lo scaffale scientifico e tecnologico si arricchisce di testi di medicina e chirurgia, filosofia, fisica, meccanica, ottica, matematica, geometria.  Alcuni «altori» fondamentali sono avvicinati anche con l’aiuto di maestri come Francesco di Giorgio e Luca Pacioli, che traducono e spiegano all’amico artista i testi più difficili. La lettura di Vitruvio ispira il celebre disegno dell’Uomo vitruviano (oggi a Venezia), che nasce come contributo visivo al dibattito sulle proporzioni ideali dell’uomo esposte nel De architectura. Euclide e Archimede sono avvicinati nel tentativo di rifondare la prospettiva e la scienza della pittura su basi matematiche, e di individuare i princìpi unificanti di tutta la ricerca scientifica (l’ottica, la prospettiva, l’astronomia, la meccanica). Tra i moderni, l’autore più amatoè Leon Battista Alberti, di cui Leonardo conosce gran parte delle opere tecniche e artistiche: il De pictura, il De statua, il De re aedificatoria, i Ludi matematici, il De nave.

Leonardo entra in contatto diretto con la nuova rivoluzionaria tecnologia di diffusione dei testi e della cultura, l’invenzione della stampa a caratteri mobili, avviata da Gutenberg in Germania alla metà del Quattrocento e subito diffusa in tutta Europa. Gran parte dei suoi libri è a stampa: incunaboli di formati e tipologie diverse, dalle piccole edizioni popolari, in quarto o in ottavo, di pochi fogli, ai grandi volumi in folio. Tra essi, alcuni dei più belli libri illustrati del Rinascimento: il trattato del Valturio, con le immagini delle macchine belliche; il Fasciculo de medicina con le prime illustrazioni scientifiche del corpo umano; la Cosmografia di Tolomeo, il primo libro moderno di geografia con la rappresentazione visiva del planisfero e delle regioni del mondo (non a caso, nel proemio al trattato di anatomia, Leonardo avrebbe paragonato le tavole anatomiche del corpo umano, chiamato «mondo minore» e cioè microcosmo, alle carte geografiche di Tolomeo).  In molti libri è fondamentale il rapporto tra parola e immagine,ereditatodallatradizione manoscritta alla fine del Medioevo, e già ben familiare a Leonardo (negli zibaldoni di artisti e ingegneri del Quattrocento come Francesco di Giorgio, Taccola, Ghiberti). I loro apparati di immagini, a loro volta, erano fonte di ispirazione, e anche una sfida ad andare oltre, a migliorarnela rappresentazione visiva con nuoveinvenzioni e scoperte (si pensiai mirabili disegni vinciani di macchine o di parti del corpo umano). L’unità dei linguaggi è al centro del metodo di Leonardo, sintetizzato dall’espressione «figurare e descrivere».

 

 

 

 

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Alius Bulletin: interviste online sul tema della coscienza

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ALIUS Bulletin. Exploring the diversity of Consciouness è il bollettino annuale che pubblica interviste con ricercatori e docenti universitari che si occupano di coscienza e degli stati alterati di coscienza (ASCs)

The goal of the Bulletin is to present a clear outline of current research on ASCs across a variety of disciplines, with an emphasis on empirical work. It also aims at dispelling the widespread stigma that still plagues the notion of ASC, while allowing a wider audience to discover rigorous scientific work on the topic presented by authors in their own words.

Il bollettino è un’iniziativa dell’ALIUS Research Group che si propone la ricerca scientifica e sistematica sulla coscienza. Il Gruppo è multidisciplinare e si avvale del contributo di informatici, biologi, neuroscienziati, psicologi, filosofi, psichiatri e antropologi.

ALIUS Research Group aims at investigating consciousness in a scientific and systematic manner, claiming that the study of consciousness should not be solely confined to a specific subset of conscious states and human subjects. Understanding consciousness requires taking into account the great diversity of states humans can experience – accounting for multiple factors and variables such as age, culture, practices, mental health and pathologies. The study of consciousness thus requires charting the cartography of the multifarious types of conscious states experienced by humans across the globe and across the full spectrum of biological and cultural differences.

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Querelle: il sito che raccoglie le opere della “querelle des femmes”

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Querelle è l’interessante sito canadese che raccoglie le opere degli autori che intervennero nella querelle des femmes. Più precisamente sono presenti i testi scritti in lingua inglese, francese, italiana e latina, prodotti tra il 1487 (quando Goggio scrisse il De Mulieribus) e il 1693 (data di pubblicazione da parte di Gabrielle Suchon del Traité de la morale et de la politique). Querelle è parte del progetto “Equality and Superiority in Renaissance and Early Modern Pro-Woman Treatises” (“Equality Project”), diretto dalla prof.ssa Marguerite Deslauriers del Dipartimento di Filosofia della McGill University.

“The querelle was a debate about the nature and worth of women that unfolded in Europe from the medieval to the early modern period. Our research focuses primarily on the 16th and 17th centuries, and on authors in Italy and France — both women and men — who circulated some of the earliest feminist arguments.

Nel sito trovate anche una timeline e una sezione dedicata agli autori (Authors page), mentre sono in fase di implementazione altre sezioni orientate all’analisi testuale e alla ricaduta didattica della tematica.

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Società italiana per le donne in filosofia: una nuova iniziativa

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Vi segnaliamo il sito di SWIP Italia (Società italiana per le donne in filosofia).

La Società nasce nel 2018 sul modello di altre SWIP in Europa e nel mondo con lo scopo di promuovere il lavoro delle donne filosofe, sostenerle nella professione, denunciare e contrastare la discriminazione di genere in ambito universitario e nella ricerca.

Nel sito potete trovate le attività promosse dalla Società, una linkografia e una bibliografia dedicata all’argomento, oltre a una panoramica sulle società già operanti all’estero.

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eBook di filosofia: R. T. Devitt, Foucault and Literature: Finitude, Feigning, Fabulation

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Ryan Thomas Devitt, Foucault and Literature: Finitude, Feigning, Fabulation

Tesi di laurea discussa presso l’Università di Waterloo

“The dissertation is composed of two related parts, each applying aspects of Michel Foucault’s thought to contemporary American avant-garde writing. Part One brings together Foucault’s neglected early essays on literature, reading them against the backdrop of the major works published during this period (1961-1966) and deducing from them a method and framework of interpretation, which I call feigning. Feigning, in turn, reveals the themes common to Foucault’s early work: finitude as a strict limit, the sovereignty of language as proof of this limit, and repetition as 1) the proof of sovereignty, but also 2) the form of an incredible experience that disrupts the origin, calls being into question, and requires a complete openness to the “irreducible enigma the world conceals” (Legros 111). Feigning as such is applied to contemporary works of American “fabulation” by Robert Coover, John Barth, and Donald Barthelme. My reading of these authors demonstrates the reach and relevance of feigning as a rich, complex method of interpretation that is not limited to the French avant-garde of the mid-twentieth century. Part Two of the dissertation reevaluates the method of feigning according to Foucault’s return to art and writing in his final work. Here, literature functions not simply as an “experience of the outside” that casts everything in doubt, but serves instead as equipment and aid in the critical, careful assessment of the formation of self. Renewing the themes of Part One and drawing on the pure research of Foucault’s final lectures, I argue for the potential of feigning as an “art of life” that bears upon the cultivation of attitude and ēthos.”

 

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