eBook di filosofia: Henri Bergson, Matière et Mémoire

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Henri Bergson, Matière et Mémoire, Parigi, Félix Alcan, 1929.
” Tre opere, l’Essai, già citato, Matière et mémoire (1896; trad. it. Materia e memoria. Saggio sulla relazione tra il corpo e lo spirito), L’évolution créatrice (1907; trad. it. L’evoluzione creatrice), segnano lo sviluppo della filosofia di Bergson. Nella prima è definito il concetto, centrale nel pensiero del filosofo, del tempo vissuto, o durata, attraverso una verifica interna. Se noi astraiamo dallo spazio, dai concetti dell’intelletto e dal linguaggio, strumento di rapporti di ordine sociale, immergendoci nel più profondo di noi stessi, veniamo a contatto immediato con una realtà che è assolutamente qualitativa, mobile e indivisa. Essa è costituita da stati di coscienza che si fondono in maniera da produrre una continuità vivente, un amalgama in continua evoluzione, un flusso sempre nuovo e originale, ma la cui eterogeneità è tale che ogni suo momento, ricco com’è del passato e già contenente il futuro, rispecchia a suo modo il tutto. Questa è la durata, che non è riconducibile alle categorie dell’unità e della molteplicità, e quindi nemmeno allo spazio, al numero, alla misura. Lo spazio è omogeneità quantitativa, la durata eterogeneità qualitativa; il primo può essere scomposto e ricomposto secondo leggi, l’altra ha un ritmo proprio, semplice, individuale e imprevedibile. A partire da questa realtà, che costituisce la vera spiritualità dell’uomo, B. sviluppa una critica del tempo fisico-matematico. Questo comprende soltanto una serie di simultaneità o una successione di istanti perfettamente uguali e del tutto staccati l’uno dall’altro, e si lascia sfuggire la specificità della durata, che è invece flusso. La fisica proietta all’esterno questo movimento interiore e lo ‘spazializza’, rappresentandolo, per es. secondo lo schema dei quadranti dell’orologio che dividono il fluire del tempo in momenti successivi staccati tra loro. Ma questa è solo un’astrazione. La scienza fisico-matematica nasce da esigenze di carattere economico, per ordinare e classificare gli oggetti dell’esperienza interna o esterna. È invece la memoria a caratterizzare la vita della coscienza, raccogliendo il passato e custodendolo nella profondità della psiche. ” (tratto da Treccani.it)

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