eBook di filosofia: P. Foscarini, Lettera sopra l’opinione de’ Pitagorici, e del Copernico

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Paolo Foscarini, Lettera sopra l’opinione de’ Pitagorici, e del Copernico: della mobilità della Terra e stabilità del Sole e del nuovo Pittagorico sistema del mondo

Fine dichiarato della Lettera è dimostrare quanto l’opinione copernicana non sia in contrasto con la Bibbia e la perfetta conciliabilità della nuova scienza con la Sacra Scrittura: il Foscarini raggruppa in sei “classi” le principali opposizioni al copernicanesimo della Scrittura, dei padri della Chiesa e dei teologi, e a queste classi contrappone altrettanti “fondamenti” o principî che, applicati all’esegesi della Scrittura, la renderebbero perfettamente concordante con la nuova teoria.

Dai riferimenti rintracciabili nella Lettera è certo che il Foscarini lesse almeno il primo libro del De revolutionibus orbium coelestium di Copernico, anche se i limiti, esplicitamente dichiarati, della sua competenza lo mettevano al riparo dal pronunciare giudizi definitivi. Nonostante questa formale cautela, l’entusiasmo che manifestò nel difendere la verosimiglianza della teoria copernicana, la ricerca di ogni effetto naturale che la potesse comprovare e la puntuale confutazione dei presupposti della scienza aristotelica sono chiari segni della sua convinta adesione alla nuova scienza.

Il Foscarini guardava ai principî del sistema copernicano come agli unici capaci di una descrizione dell’universo armoniosa e ordinata. Che, però, ancora molti fossero i suoi dubbi sulle conseguenze fisiche del moto della Terra è testimoniato da una lettera a Galilei, senza data né firma, ma che per il suo contenuto si è potuto con sicurezza attribuire al Foscarini e collocare tra il 1615 e il 1616. In questo scritto, inserito da Favaro nella sua edizione delle Opere di Galilei, il Foscarini chiede chiarimenti allo scienziato pisano su alcuni fenomeni legati al moto di rotazione terrestre e le sue incertezze al riguardo sono indizio di una fede copernicana più accettata per ragioni di armonia cosmica che non dedotta da solide ragioni fisiche. In questa stessa lettera il Foscarini delinea il piano di un’opera in cui, dopo aver preliminarmente discusso i principî cosmologici della nuova scienza, si sarebbe diffusamente occupato dell’ipotesi copernicana, distinguendo in essa ciò che vi era di più probabile dagli aspetti ancora incerti e contraddittori (Galilei, Opere, XII, p. 215).

Il trattato, previsto in forma di disputa, era molto atteso dai sostenitori di Galileo, poiché si sarebbe così acquisito un autorevole sostegno nella disputa teologico-filosofica, in grado di rassicurare gli ambienti ecclesiastici sulla perfetta compatibilità tra i principî galileiani e l’ortodossia della Scrittura. Scrisse Foscarini Cesi a Galileo il 20 maggio 1615: “L’opera del Padre [Foscarini] presto arrivarà… Allhora, tolte le difficultà e levato ogni attacco alla passione, l’opinione restarà permessa et approvata tanto pienamente, che chi vorrà tenerla potrà liberamente farlo” (ibid., p. 190). I successivi avvenimenti dovevano, però, smentire la fiducia del Cesi.”

Tratto da FOSCARINI, Paolo Antonio, Dizionario Biografico degli Italiani – Volume 49 (1997) di Pamela Anastasio

 

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