eBook di filosofia: N. Cusano, De Mente

cusano

Nicola Cusano, De Mente (trad. in inglese)

Il De mente ruota attorno alla definizione cusaniana della mente come misura: «La mente è ciò da cui è il termine e la misura di tutte le cose. Ritengo che la mente si chiami così dal misurare». (Mentem esse, ex qua omnium rerum terminus et mensura. Mentem quidem a mensurando dici conicio). Questa definizione si adatta, indifferentemente, alla mente divina quanto alla nostra; in questo passo, infatti, Cusano non distingue tra le due, ma si limita a dare una definizione generale della mens. Ciò ingenera immediatamente confusione nell’interpretazione del passo ed ha ragione, dunque, Hopkins nel richiamare l’analogia tra questo e analoghi passi di Tommaso. Nel De mente viene però ribadita incessantemente la natura privilegiata della mens rispetto agli altri enti, con un’enfasi che non si lascia ricondurre facilmente al tomismo. Cusano ribadisce come solo la mente può e deve essere chiamata imago dei piuttosto che explicatio dei. […]

La definizione cusaniana della mente «immagine di Dio» si spinge ben oltre Agostino (mens imago dei, imago trinitatis), in quanto qui Cusano pone non una analogia, una somiglianza basata sull’attività dello spirito in generale, ma definisce un rapporto strutturale tra la mente umana e Dio tale che l’intera struttura ontologica del reale ne risulta modificata. Occorre però anzitutto sottolineare come il termine imago non sia affatto univoco né qui né nel resto del dialogo. Esso sembra alludere ad una pluralità di sensi (almeno tre) tra loro connessi ma non esplicitatamente da Cusano.

  1. Anzitutto l’imago indica una realtà originaria rispetto alla explicatio. Ciò può essere inteso in due sensi:

    1. Essa ha, infatti, anzitutto una funzione «interna» all’Uno: si pensi al rapporto unitas/aequalitas in cui il secondo termine viene definito da Cusano «immagine» dell’unità.
    2. L’imago ha però anche un valore «esterno» rispetto all’Uno: si allude qui al rapporto tra l’aequalitas (che è momento dell’articolazione stessa dell’assoluto) e la mens umana che di essa è immagine. La mente umana sembra essere, in altri termini, «immagine dell’immagine dell’Uno».
  2. Il passo di Cusano appena letto, però, fa presagire anche una distinzione interna al concetto stesso di immagine, nel momento in cui distingue la mente dalle altre immagini della complicazione (qui ancora non definite).

  3. Infine — è un problema su cui occorrerà soffermarsi in seguito — questo passo del De mente pone la questione del rapporto tra le «forme» e le «immagini delle forme». (tratto da Marco Maurizi, Sintesi e unità nel De mente di Cusano. Note su un dibattito gnoseologico)

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