eBook di filosofia: A. Meinong, Sugli oggetti di ordine superiore e il loro rapporto con la percezione interna

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A. Meinong,  Sugli oggetti di ordine superiore e il loro rapporto con la percezione interna

Articolo di Meinong tradotto in italiano da Venanzio Raspa e pubblicato alle pp. 157-227 di Teoria dell’oggetto (a cura di V. Raspa), Parnaso, Trieste, 2002. Il testo qui messo a disposizione precede la correzione delle bozze da parte del curatore e traduttore e potrebbe quindi differire in qualche dettaglio dal testo definitivo presente nel libro.

“Meinong  può essere considerato come il fondatore della cosiddetta teoria degli oggetti; in questa teorizzazione l’oggetto è concepito, diversamente dalla metafisica tradizionale, come oggetto puro, oggetto in quanto tale, indipendentemente dalla sua effettiva esistenza. Questa assunzione dell’oggetto come il genere più ampio, di cui possono ricercarsi soltanto differenze specifiche, permette una classificazione degli oggetti basata su una loro caratteristica fondamentale, quella cioè di sussistere come correlati di processi psichici (rappresentazioni, pensieri, sentimenti, desideri). Particolarmente importante la distinzione tra oggetti della rappresentazione (Objekte: per es., numeri, colori, ecc.) e oggetti del giudizio (Objektive: corrispondenti a una clausola dipendente introdotta dalla particella ‘che’; per es., ‘che Socrate sia uomo’). Meinong sviluppò inoltre una teoria del modo di cogliere l’oggetto (erfassen), distinguendo nell’ambito dei processi psichici o Erlebnisse un Vorerlebnis (presentazione pura e semplice dell’oggetto) da una Haupterlebnis (in cui l’oggetto è presentato come «opinato», gemeint; di qui l’importanza di ciò che Meinong chiama Annahmen, assunzioni, intermedie tra rappresentazioni e giudizi). La filosofia di Meinong rappresenta un originale sviluppo delle dottrine di Brentano, spesso in antitesi con il maestro, contemporanea all’affermarsi della fenomenologia husserliana (con cui condivide alcuni punti di partenza e alcuni interessi, risentendo inoltre, come del resto la speculazione del primo Husserl, dei contatti con il neocriticismo kantiano; in partic., per Meinong, della filosofia dei valori)” (tratto da Treccani.it)

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