eBook di filosofia: Maine de Biran, Influence de l’habitude sur la faculté de penser

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Maine de Biran, Influence de l’habitude sur la faculté de penser, 1799

” La critica dell’abitudine come criterio esplicativo conduce M. de B. a individuare nell’effort, nella tensione volontaria e cosciente dell’Io, il fatto fondamentale della vita della coscienza. Partendo dal piano dell’esperienza interiore, M. de B. contrappone l’Io – inteso come attività originaria, sforzo, causa efficiente – al corpo, sul quale intende agire e che sente resistergli. Questa contrapposizione originaria – irriducibile in termini logico-concettuali e che conduce M. de B. a sostituire il cartesiano cogito ergo sum con il suo volo ergo sum – è anche all’origine di tutte le nozioni della metafisica (sostanza, causalità, estensione, unità, ecc.). Nell’immediata consapevolezza del suo potere di agire, l’Io si riconosce come libero (la stessa consapevolezza della passività, in taluni casi, presuppone la coscienza dell’attività). Di qui il rifiuto dell’innatismo e del sensismo (che intenderebbe la sensazione come passività), nonché delle filosofie idealistiche. La netta distinzione tra la sfera della coscienza, che fa dell’uomo una ‘persona’, e quella del corpo, che accomuna l’uomo agli animali, è offuscata secondo M. de B. dall’abitudine, che rappresenta una ‘meccanizzazione’ della volontà libera”. (tratto da Treccani.it)

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