eBook di filosofia: G. Rensi, Lettere spirituali

220px-GiuseppeRensi

Giuseppe Rensi, Lettere spirituali

“Le Lettere spirituali, il testo postumo del 1943 che raccoglie un cospicuo numero di brevi scritti degli ultimi anni, rendono molto bene l’idea dello sviluppo del pensiero rensiano in questa direzione. Per un verso, vi è un nesso costitutivo che collega le riflessioni contenute in quest’opera con quelle svolte nella Filosofia dell’assurdo:

La storia non è che un insieme di casi, di assurdi, di iniquità e di stoltezze. Ed è […] proprio perciò che essa ti può innalzare ad un elevatissimo spirito religioso (Lettere spirituali, 19872, p. 94).

Per l’altro verso, Rensi approda decisamente a una concezione religiosa che, sulla scorta dell’identificazione «Dio» = «Nulla», entra senza alcun dubbio in una dimensione di tipo mistico (l’autore più citato, in tal senso, è Meister Eckhart):

Dio non lo puoi pensare che come non spaziale […]. Quindi lo puoi solo pensare come un non posto davanti a ciò che, soltanto, per noi è Essere, vale a dire ciò che ha estensione, che è nello spazio, ossia a tutto questo universo visibile e tangibile, a tutto ciò che è reale, a tutto ciò che […] noi possiamo pensare come realtà. Ossia Dio non lo puoi pensare che come Non-Essere, Nulla.

Questo è appunto il pensiero forse di tutti i più grandi religiosi, e certamente di quelli tra essi in cui la vita religiosa raggiunge maggiori profondità, cioè dei mistici (p. 98).

Ma, al tempo stesso, questa concezione religiosa assume una forte colorazione etica. Il «Nulla» di cui Rensi parla, un «Nulla» che appunto si contrappone all’«Essere» ‘reale’ del nostro mondo, ma che in realtà si configura come il ‘vero’ «Essere», acquista infine un contenuto ben preciso: i «valori morali e spirituali», che dovrebbero guidare l’agire umano contro ogni ragione terrena e contro ogni calcolo di convenienza. Scrive Rensi, lapidario: «La vera religione, la vera credenza in Dio, è la credenza nella realtà di valori morali e spirituali» (p. 167). Ed è su queste basi che egli elabora, da ultimo, una prospettiva etica a sfondo religioso che, rifiutando qualsiasi presupposto di carattere razionale o materiale (a essere criticate sono soprattutto le dottrine dell’utilitarismo anglosassone), ruota tutta intorno all’idea di «morale come pazzia»: è la prospettiva che recupera alcune fulminanti intuizioni del periodo dell’idealismo ‘trascendente’ e che è oggetto, nell’anno accademico 1933-34, del suo ultimo corso universitario, prima della dolorosa interruzione” (tratto da Rensi, Giuseppe di Fabrizio Meroi in Il Contributo italiano alla storia del Pensiero – Filosofia)

Lascia un commento

Archiviato in eBook di Filosofia, Filosofia contemporanea

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...