eBook di filosofia: Marco Aurelio, A se stesso (Pensieri)

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Marco Aurelio, A se stesso (Pensieri)

” Di Marco Aurelio abbiamo una specie di diario, i Colloqui con sé stesso (Tὰ εἰς έαυτόν, divisi poi in 12 libri), noti nella traduzione italiana con il titolo di Ricordi (o di Pensieri); questo testo è il documento dell’intuizione del mondo di Marco Aurelio, che è quella del tardo stoicismo, principalmente rappresentato, oltre che dallo stesso Marco Aurelio, da Seneca e da Epitteto. Il pensiero di Marco Aurelio, che dipende più direttamente da quest’ultimo, è tutto permeato dall’ideale dell’«adiaforia». Temperamento meno energico e sistematico di Epitteto, egli mostra assai più palesemente le antinomie intrinseche a quell’ideale, e la sua riflessione ne assume spesso un tono di scetticismo e pessimismo. Tipico a questo proposito è il modo (che costituisce il tratto più originale del suo stoicismo) in cui egli riprende la concezione eraclitea del perpetuo flusso delle cose, sentendovi in primo luogo l’inevitabile dissoluzione di ogni realtà. Ciò corrisponde, del resto, alla viva angoscia che l’assale di fronte al problema della morte, e che lo ravvicina sentimentalmente al platonismo, non del tutto estraneo anche ad alcune sue deviazioni dalla classica psicologia stoica, come quella per cui egli distingue nettamente il υoῦς, l’«intelletto», dal complesso psicofisico della ψυχήe del σῶμα, dell’anima e del corpo. Tale separazione, tuttavia, non lascia adito in Marco Aurelio all’idea dell’individuale immortalità dell’anima. Di qui l’incertezza di Marco Aurelio di fronte al problema della sopravvivenza e la sua intima tendenza a rifugiarsi piuttosto nella meno luminosa ma anche meno incerta idea dell’insensibilità, con cui la morte affranca da ogni dolore. Questa posizione, originariamente socratica, era stata poi pienamente valutata e messa in luce dall’epicureismo: anche in Marco Aurelio si può quindi constatare la singolare coincidenza per cui alcuni motivi pessimistici del più tardo ascetismo stoico vengono a incontrarsi con motivi analoghi di quello epicureo”. (tratto da Treccani.it)

 

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