eBook di filosofia: G. Leopardi, Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl’Italiani

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Giacomo Leopardi, Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl’Italiani

“Sarà il Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl’italiani (1824) lo scritto che intreccerà la teoria sociale di Leopardi a una trattazione storica e antropologica della modernità finalizzata a descrivere i costumi degli italiani. Nelle moderne società strette sono scomparse le illusioni che cementavano l’unione comunitaria, come quella patriottica e mitico-religiosa, ma permangono – è il caso delle più progredite tra le nazioni europee, come l’Inghilterra e la Francia –, se pure in forma affievolita, illusioni legate alla stima e alla dignità reciproche e confluenti nella cosiddetta opinione pubblica. Non così in Italia, dove la tendenza all’individualismo egoistico ha raggiunto, anche per cause storico-politiche, una tale estensione da produrre una vera e propria forma di cinismo sociale, che ha cancellato la possibilità stessa di una sfera dell’opinione pubblica, riducendo la socialità a passatempo, svago o superficiale espressione religiosa: «Il passeggio, gli spettacoli, e le Chiese sono le principali occasioni di società che hanno gl’italiani, e in essi consiste, si può dir, tutta la loro società», ed è per questo che «dell’opinione pubblica gl’italiani in generale, e parlando massimamente a proporzione degli altri popoli, non ne fanno alcun conto» (G. Leopardi, Tutte le poesie e tutte le prose, a cura di L. Felici, E. Trevi, 1997, p. 1015).

Lo sguardo alla società moderna, con la significativa torsione interpretativa su quella italiana, si inserisce, in definitiva, in una complessa teoria dello sviluppo dei processi di civilizzazione che fa tesoro di conoscenze antropologiche, sia sul mondo antico che sulle comunità primitive extraeuropee, di osservazioni sociologiche sulla modernità, espresse per la prima volta in ambiente illuministico, di frammenti di analisi morale, tesaurizzati dalla grande tradizione moralistica francese nata con le Pensées di Blaise Pascal. In quest’ultima direzione va considerata la meditata raccolta aforistica dei 111 Pensieri, che riunisce e ordina in un progetto di precettistica morale empirica e materialistica applicata alla modernità pensieri variamente tratti dallo Zibaldone, in una direzione più antropologica che filosofica, più consentanea a Francesco Guicciardini che non a Niccolò Machiavelli.” (tratto da Treccani.it)

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