eBook di filosofia: F. van den Enden, Free Political Propositions and Considerations of State

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Franciscus van den Enden (a cura di Wim Klever), Free Political Propositions and Considerations of State.

“Nel corso degli anni sessanta si diffuse la voce che Van den Enden fosse ateo, sostanzialmente confermata da due brevi testi che pubblicò, anonimi, in questo periodo: Kort Verhael van Nieuw Nederland (“Breve resocoto sui nuovi Paesi Bassi”), del 1662, e Vrye Politijke Stellingen (“Libere proposte politiche”), del 1665. In questi testi, in effetti, Van den Enden esponeva le convinzioni filosofico-politiche che aveva gradualmente maturato, influenzato anche dagli studi che aveva portato avanti tra gli anni cinquanta e sessanta (nel trattato del 1665 compaiono, ad esempio, riferimenti diretti a Machiavelli e Grozio). Van den Enden affermava energicamente i principi di uguaglianza e di partecipazione collettiva alla vita politica, ritenendo che solo su di essi avrebbe potuto basarsi uno Stato stabile perché equo; era fautore di un ideale democratico radicale che sviluppò, nei suoi fondamenti e nelle sue implicazioni verosimili, tratteggiando nel Kort Verhael una proposta di costituzione per le colonie olandesi dell’America settentrionale, dove insisteva sulla libertà di pensiero, di parola e di culto, e sulla fondamentale separazione della sfera religiosa da quella politica. Giungeva a sostenere l’opportunità di estromettere dalle comunità desiderose di restare libere i predicatori, la cui influenza sulle opinioni considerava assolutamente deleteria. Affermava il principio dell’elettività delle cariche pubbliche e della votazione a maggioranza, con un suffragio basato sul criterio dell’istruzione ma tale da non fare alcuna distinzione tra uomini e donne. L’ostilità di Van den Enden rispetto alle ingerenze del potere religioso nella vita politica (del tutto analoga a quelle di Spinoza, anche se resta difficile stabilire con sicurezza relazioni di influenza) contribuì probabilmente a far nascere intorno a lui la fama di ateo; De Nazelle sosteneva che a Van den Enden si potesse attribuire, al massimo, un blando deismo, mentre uno dei primi biografi di Spinoza, Colerus, affermava senza esitazione che Van den Enden era responsabile della corruzione dei suoi studenti e della loro deviazione verso l’ateismo.” (tratto da Wikipedia)

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