Archivi del mese: gennaio 2017

eBook di filosofia: M. Geiger, Introducción a la estética

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Moritz Geiger, Introducción a la estética

“Allievo di H. Lipps e di H. Wundt in psicologia e di Husserl in filosofia, collaborò con quest’ultimo allo Jahrbuch für Philosophie und phänomenologische Forschung. Prof. a Gottinga (1923-33), all’avvento del nazismo fu costretto a trasferirsi negli Stati Uniti, dove insegnò nel Vassar College di Poughkeepsie (N. Y.). Esponente del circolo fenome­nologico di Monaco, espresse nelle sue opere (tra cui Die philosophische Bedeutung der Relativitätst theorie, 1921; Systematische Axiomatik der Euklidischen Geometrie, 1924; Die Wirklichkeit der Wissenschaften und die Metaphysik, 1930) una posizione di empiri­smo radicale e l’esigenza di consi­derare l’analisi fenomenologica come una rigorosa riduzione dei fenomeni alla loro struttura essenziale. G. applicò questa interpretazione della fenome­nologia ai fonda­menti della matematica e ai problemi dell’inconscio, ma soprattutto importante è l’analisi della ‘espe­rienza estetica’ nei suoi Zugänge zur Aesthetik (1928; trad. it. Vie all’estetica: studi fenome­nologici), con cui pone le basi di una estetica fenome­nologica.” (tratto da Treccani.it)

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Gli inventari degli archivi di pensatori di scuola fenomenologica del circolo di Monaco

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Nel sito della Biblioteca digitale della Bayerische Staatsbibliothek di Monaco trovate la digitalizzazione degli inventari degli archivi presenti nella biblioteca stessa di alcuni pensatori di scuola fenomenologica:

Alexander Pfänder (Pfänderiana), Johannes Daubert (Daubertiana), Moritz Geiger (Ana 347), Theodor Conrad (Ana 378), Adolf Reinach (Ana 379), Maximilian Beck (Ana 354), Hedwig Conrad-Martius (Conrad-Martiusiana)

Ogni inventario è preceduto da una accurata nota biografica e da una bibliografia sintetica.

Qui trovate il link al testo completo:

Eberhard Avé-Lallemant, Die Nachlässe der Münchener Phänomenologen in der Bayerischen Staatsbibliothek, Wiesbaden, 1975

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eBook di filosofia: E. Gasco, Mach’s contribution to the origin of Inertia

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Enrico Gasco, Mach’s contribution to the origin of Inertia

“Einstein riconobbe che la lettura degli scritti di Hume e di Mach rese «enormemente più facile» il suo lavoro critico e aprì la via alla sostituzione della meccanica newtoniana con la meccanica relativistica. Mach parte dal concetto di massa, ne critica la definizione newtoniana e le successive, ne dà una nuova definizione per astrazione (definisce, cioè, il rapporto delle masse di due corpi) e conclude che questa nuova impostazione rende ridondante il terzo principio della dinamica o principio di azione e reazione, che esprimerebbe una seconda volta lo stesso fatto utilizzato nella definizione.” (tratto da Treccani.it)

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Risorse bibliografiche su René Girard nel sito dell’Association Recherches Mimétiques

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Nel sito dell’Association Recherches Mimétiques, fondata nel dicembre 2006, trovate risorse interessanti su René Girard. L’associazione infatti si propone di diffondere e di strutturare la teoria del desiderio mimetico di Girard che è stato infatti presidente onorario dell’associazione.

Nel sito trovate:

 

 

 

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Open Philosophy: un convegno e un edidathon sulla filosofia in rete

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La Biblioteca e il Dipartimento di Filosofia organizzano l’evento “Open Philosophy“, un’iniziativa articolata in due momenti: il convegno “Open Philosophy. Le ragioni dell’Open e la filosofia in rete” e  in biblioteca “Open Philosophy. Editathon Wikipedia in biblioteca“, un workshop aperto a tutti gli studenti per imparare a usare Wikipedia in maniera critica e attiva. 

“Il termine Open è presente nel linguaggio comune da alcuni anni e viene genericamente inteso come un libero accesso a risorse e contenuti digitali.
Di solito il pensiero va ai prodotti targati Open Source e Open Access. Invece sempre più prodotti culturali vengono offerti in una forma di accesso libero, ma in grado di tutelare i loro creatori. Lo sviluppo dei vari modelli collaborativi e dei sistemi legali che tutelano gli appartenenti alle comunità (le licenze: GPL, Creative Common, ecc.) ha permesso un’espansione tale che oggi alcuni studiosi parlano di una vera e propria Open Culture.
Anche lo studio della filosofia si è affacciato sul mondo Open. Dalla nascita delle prime riviste in Open Access alla pubblicazione on line di veri e propri archivi digitali completi e liberi, le risorse disponibili con tema filosofico sono ormai tantissime.
Quello che manca ancora, però, è una “visione” dello sforzo collettivo in atto, una “visione” che possa portare a un vero sapere filosofico in rete e che non si riduca a una pur enorme raccolta di Repository di contenuti. Qualcosa che possa in futuro assomigliare a un ecosistema digitale per la produzione di contenuti e idee. Forse il modello dell’enciclopedia filosofica è quello che potrebbe permetterci di individuare meglio questa “visione”.
Questo convegno vuole essere un momento di riflessione sulle concezioni che stanno alla base dell’Open Culture, e insieme offrire una, anche se parziale, fotografia dello stato dell’arte dell’accesso alle risorse filosofiche on line, nonché affrontare l’uso critico di Wikipedia quale progetto mondiale di accesso libero alla conoscenza.

Il Convegno si svolgerà il 27 gennaio 2017 in Aula Crociera Alta di Filosofia (via Festa del Perdono 7) e sarà diviso in due parti: una serie di relazioni a cui seguirà, a conclusione, nel tardo pomeriggio una Tavola rotonda.

Ecco il programma:
9:30. Massimo Parodi (Università degli Studi di Milano – Doctor Virtualis): Presentazione del convegno
9:45. Alessandro Zucchi (Direttore del Dipartimento di Filosofia): Saluti istituzionali
10:00. Elio Franzini (Università degli Studi di Milano): La filosofia è open?
10:30. Maria Chiara Pievatolo (Università degli Studi di Pisa): Un promettente avvenire dietro le spalle: l’esperienza del “Bollettino telematico di filosofia politica”
11:00. Coffee Break
11:30. Roberto Caso (Università degli Studi di Trento): L’impero della valutazione e la repubblica della scienza aperta
12:00. Lorenzo Losa (Presidente di Wikimedia Italia): Wikipedia. Collaborare per costruire e diffondere la conoscenza
12:30. Caterina Fortarezza (Università degli Studi di Milano – Biblioteca di Filosofia): L’esperienza di bibliofilosofiamilano, il blog della biblioteca sulle risorse digitali Open di filosofia
13:00-14:00. Pausa pranzo

14:00. Francesco Tava (Francesco Tava (Institute of Philosophy, KU Leuven) e Patrick Flack, (Charles University Prague & Institute of Slavic Studies, Humboldt University Berlin): Open Commons of Phenomenology: idea e prospettive;
14.30. Nicola Cavalli (Università degli Studi di Milano Bicocca – Ledizioni): Editori e ricercatori di fronte alle sfide dell’Open Science
15:00. Coffee Break
15:30-17:30. Tavola rotonda con:
prof. Matteo Ciastellardi (Politecnico di Milano),
prof. Rossella Fabbrichesi (Università degli Studi di Milano),
dott. Paola Galimberti (Università degli Studi di Milano),
dott. Lorenzo Losa (Presidente di Wikimedia Italia),
prof. Paolo Spinicci (Università degli Studi di Milano).
modera: prof. Massimo Parodi (Università degli Studi di Milano)

 

Ecco alcuni abstract degli interventi:

Maria Chiara Pievatolo (Università degli Studi di Pisa), Un promettente avvenire dietro le spalle: l’esperienza del “Bollettino telematico di filosofia politica”

“Sia nei circoli esoterici dei pitagorici, sai per le strade di Atene, la filosofia è nata e vissuta nella conversazione. Gli strumenti di questa conversazione e il loro grado di accessibilità condizionano la qualità del dialogo filosofico. Per quanto diventino più spesso oggetto di attenzione diretta durante le rivoluzioni mediatiche, essi non possono mai ridursi a oggetto di questioni meramente tecniche, da trattare con indifferenza o con ostilità.
Quando i filosofi stanno attenti a come parlano, i loro media non sono “il messaggio”, bensì espedienti per proporre discorsi che li eccedono e invitano a considerarne le possibilità, i limiti, e anche i valori inconsapevolmente incorporati nel loro dispositivo. Così Platone, per esempio, ha a un tempo scelto di scrivere dialoghi e criticato la scrittura, mentre Kant ha costruito il suo ideale di uso pubblico della ragione sul modello della stampa ma ha trattato la mediazione editoriale come un problema da affrontare.
La storia del “Bollettino telematico di filosofia politica”, nato come una rivista cartacea meccanicamente trasferita in rete, segue la scia di queste assai più importanti esperienze: è, cioè, un’iniziativa editoriale che ha tentato di farsi critica editoriale. La sua storia, neppure particolarmente rilevante, può tuttavia indurre a chiedersi che cosa succederebbe se la critica al dispositivo oligarchico dell’editoria scientifica diventasse qualcosa di più di una teoria e, soprattutto, di una prassi non più minoritaria.”

Roberto Caso (Università degli Studi di Trento): L’impero della valutazione e la repubblica della scienza aperta

“In Italia i processi valutativi della ricerca riguardanti strutture e singole persone costruiti nonché messi in atto dal MIUR e dell’ANVUR – “valutazione di stato” – si basano sull’idea di un controllo autoritario e verticistico della scienza. Un’alleanza tra potere statale, scientifico-accademico ed economico concentra nelle mani di pochi attori istituzionali il controllo della scienza. La valutazione di stato è una scelta politica che non si fonda su solide basi scientifiche idonee a dimostrare la capacità dei processi valutativi di migliorare i risultati della scienza e dell’università. Una normativa statale ipertrofica, astrusa, contradittoria e mutevole, procedure opache, criteri di valutazione imposti ex post sono solo alcuni esempi delle distorsioni mediante le quali i processi valutativi è stato concepito e messo in pratica, generando un mostruoso e infinito contenzioso davanti ai giudici amministrativi. Un caso emblematico è rappresentato dall’imposizione, nei settori c.d. non bibliometrici, di un rating di riviste scientifiche ordinato per fasce di qualità. In definitiva, i processi valutativi italiani delineano un sistema di incentivi che orienta la scienza nella direzione opposta a quella dell’apertura. Per scienza aperta, infatti, si intende un sistema che garantisce attraverso l’uso pubblico della ragione (o, se si preferisce, la norma mertoniana del “comunismo”) l’autonomia, il decentramento del giudizio, il pluralismo delle idee, la trasparenza e la democraticità dei processi di creazione di nuova conoscenza. Senza una totale rinuncia alla valutazione di stato o, almeno, un cambiamento profondo dei processi valutativi è impossibile immaginare che la scienza aperta possa affermarsi in futuro.”

Caterina Fortarezza (Università degli Studi di Milano – Biblioteca di Filosofia): L’esperienza di bibliofilosofiamilano, il blog della biblioteca sulle risorse digitali Open di filosofia

“bibliofilosofiamilano è il blog nato nel 2012 e curato dalla Biblioteca di Filosofia che segnala risorse web open per la filosofia. Il blog è il perno su cui fa leva tutta la piattaforma di comunicazione della biblioteca che, attraverso strumenti diversi che interagiscono fra loro, ha l’obiettivo di creare una community di utenti (e non utenti) interessati alla filosofia.”

 

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eBook di filosofia: C. Mastroberti, Assoggettamento e passioni nel pensiero politico di Judith Butler

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Chiara Mastroberti, Assoggettamento e passioni nel pensiero politico di Judith Butler

“Chiara Mastroberti ripercorre i momenti più decisivi dell’opera di Judith Butler con l’intento di approfondirne il pensiero in merito al rapporto tra assoggettamento politico e passioni individuali. Rileggendo La vita psichica del potere e Parole che provocano (1997), passando per Vite precarie (2004) e Critica della violenza etica (2005), l’autrice analizza la trattazione butleriana di paura, paranoia, melanconia e desiderio, inquadrandola nella più ampia riflessione etico-politica della filosofa. Al centro di questa riflessione è la dialettica della “vita psichica”, oscillante tra adesione e resistenza alla norma sociale: proprio le passioni sono la chiave di lettura di questo testo per comprendere l’origine e il limite del soggetto contemporaneo, la sua “passività” e il segreto della sua sopravvivenza.”

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eBook di filosofia: J. An, Sur la transformation spinoziste de l’idée de transcendantal dans la première philosophie de G. Deleuze

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Jing An, Sur la transformation spinoziste de l’idée de transcendantal dans la première philosophie de G. Deleuze

Tesi di dottorato (Université Toulouse le Mirail – Toulouse II, 2013)

“L’idée de transcendantal, selon son inventeur E. Kant, doit être conçue comme la condition pure et préalable de toute expérience possible. Mais, pour G. Deleuze, une telle idée de transcendantal implique deux défauts fondamentaux : d’une part, elle n’est pas susceptible de rendre compte de la singularité de l’expérience réelle et sensible ; d’autre part, elle présuppose illégitimement qu’il existe un rapport de ressemblance entre le transcendantal qui est la condition et l’empirique qui est le conditionné. Ayant l’ambition de renouveler l’idée de transcendantal en dépassant ces deux limites foncières du transcendantalisme kantien, Deleuze élabore son propre empirisme transcendantal qui détermine le principe générateur du sensible singulier comme la différence d’intensité et définit la condition transcendantale non-semblable comme la différence de virtualité. La différence d’intensité et la différence de virtualité sont respectivement les objets des deux parties de l’empirisme transcendantal qui sont l’esthétique impliquante et la dialectique problématique. De plus, la différence d’intensité et la différence de virtualité, toutes les deux sont les multiplicités qui s’opposent à la simplicité de l’essence de la métaphysique traditionnelle. Et la théorie deleuzienne de la multiplicité complètement différenciée et absolument infinie trouve son origine de la philosophie de Spinoza qui se déploie à travers trois moments qui sont la substance en tant que Multiplicité suprême, l’attribut en tant que multiplicité intensive, et le mode existant en tant que multiplicité extensive.”

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Open Insight: la rivista free di filosofia

Web

Open Insight è la rivista online open di filosofia che si rivolge principalmente ai ricercatori e agli studenti di filosofia proponendo articoli e saggi in lingua spagnola e inglese.

La rivista è pubblicata dal Centro de Investigación Social Avanzada / CISAV

“Temáticamente, Open Insight está abierta a todas las áreas de la filosofía, siempre y cuando se respeten la seriedad y el rigor argumentativo propios de una publicación científica filosófica; no obstante, tiene el objetivo de fomentar y privilegiar la investigación sobre las cuestiones contemporáneas de la filosofía y considera especialmente los problemas filosóficos que surgen en los órdenes moral, social, antropológico y religioso de la vida humana. Esto no excluye, por supuesto, los trabajos dedicados a la filosofía clásica, el pensamiento interdisciplinario o la aproximación hacia algún aspecto particular de la historia de la filosofía”.

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eBook di filosofia: P. King, Between logic and psycology: Jean Buridan on mental language

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Peter King, Between logic and psycology: Jean Buridan on mental language

 

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Encyclopædia Iranica: l’enciclopedia online dedicata alla civiltà iranica

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L’Encyclopædia Iranica è l’enciclopedia online dedicata alla storia e alla cultura (compreso l’aspetto filosofico) della civiltà iranica diffusa nel Medio Oriente, Caucaso, Asia centrale e India. L’enciclopedia è il frutto di un progetto internazionale guidato dalla Columbia University e coordinato da  Ehsan Yarshater insieme a un team di Consulting Editors.

” The geographical focus is on Iran and Afghanistan, as well as parts of the Middle East, the Caucasus, Central Asia, and the Indian subcontinent; however, relations between these societies, their direct neighbors, and other parts of the world are included. The time span covered extends from the dawn of prehistory to the present, but biographies of living persons are not included.”

Nel sito della rivista trovate anche una ricca linkografia, segnalazioni di eventi e congressi e una gallery di opere di artisti iraniani supportati dalla Encyclopaedia Iranica Foundation.

L’enciclopedia ha lanciato anche il tag project: si possono suggerire delle tag per arricchire e aumentare l’accesso alle voci.

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