Archivi del giorno: febbraio 1, 2017

Proteus. Cahiers de théories de l’art: una rivista online di estetica

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Proteus.Cahiers de théories de l’art è la rivista online semestrale accademica, fondata nel 2009 e aperta a tutti gli approcci e le discipline utili per comprendere i molteplici aspetti dell’espressione artistica.

“Cette perspective a pour objectif la dynamisation d’un corps d’étude qui nous est cher, par l’établissement d’un examen critique des relations qu’entretient la théorie avec l’art. Ceci inclut tout d’abord une volonté de renouveler l’approche critique des questions esthétiques, à un moment où le terme vogue, indécis, entre la cosmétique et le jargon de spécialiste, tout en rappelant l’ouverture des théories de l’art à d’autres champs et approches avec la rigueur inhérente à une démarche scientifique. Par la diffusion nécessairement transdisciplinaire des travaux les plus récents, nous entendons jeter sur l’esthétique un regard neuf à même d’élargir le lectorat des publications de recherche en sciences humaines, et donc de revaloriser cette recherche elle-même.”

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eBook di filosofia: M. Ciastellardi, Le architetture liquide. Dalle reti di pensiero al pensiero in rete

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Matteo Ciastellardi, Le architetture liquide. Dalle reti di pensiero al pensiero in rete

La crescita esponenziale delle tecniche e degli strumenti di informazione digitale non innesca semplicemente una trasformazione delle pratiche quotidiane e delle risorse cognitive: ciò che muta nel contesto delle attuali forme elettroniche è anche il modo di percepire oggetti, ambienti, persone, concetti e idee. Il pensiero cambia così nel suo atto costitutivo e proiettivo, venendo reinvestito e ri(pro)dotto dagli stessi media che lo articolano. Il volume porta l’indagine sull’interazione tra le forme canonizzate e rigide delle risorse di una cultura informatica e le reti polivoche del pensiero, ricostruendo nel paradigma delle architetture liquide un modello trasversale di rilettura dei dispositivi di conoscenza e di comunicazione ed esaminando quella particolare iper-cultura propria di un mondo in cui i legami interpersonali si rimodulano tra accesso e scambio, tra reti brevi e reti lunghe, tra insiemi di segni liquidi, che mutano la loro cifra significativa ogni volta che li si ri legge e li si re interpreta. Le architetture liquide si propongono così come un percorso da affrontare non solo alla luce degli aspetti tecnologici di fattibilità dei dispositivi, ma anche assieme all’intero apparato culturale di ogni società, che vive l’evoluzione dei media e dei loro caratteri peculiari di velocità e d’interattività: in esse si ravvisa il momento di rottura con il tradizionale riscontro esegetico di ogni forma antica del sapere, condizione indispensabile per poter tradurre le pratiche, troppo spesso confinate nei paradigmi rigidi e negli schemi sociali propri della tecnica, in un ambito di applicazione in cui il patrimonio umanistico e filosofico gioca un ruolo di disvelamento assolutamente nuovo.”

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