Intellettuali in fuga dall’Italia fascista: un progetto online

Intellettuali in fuga

É stato presentato il 24 maggio il progetto Intellettuali in fuga dall’Italia fascista. Migranti, esuli e rifugiati per motivi politici e razziali, promosso dall’Università di Firenze e coordinato da  Patrizia Guarnieri, in occasione dell’80° anniversario delle leggi razziali, all’interno del Quarto Seminario de “Il Mestiere di Storico” (Scrivere biografie. La ricerca storica e il genere biografico) , tenutosi  a Firenze il 23 e il 24 maggio 2019.

L’obiettivo di questo progetto è richiamare l’attenzione sull’emigrazione intellettuale dal fascismo, tuttora poco conosciuta sia nei numeri sia nelle vicende biografiche, nei percorsi e negli esiti accademici e professionali. Durante il ventennio, infatti, soprattutto dopo l’emanazione delle leggi antisemite, anche accademici e scienziati, studenti e studiosi espatriarono da soli o con le loro famiglie. In cerca di libertà e lavoro, e poi anche di salvezza, emigrarono nelle Americhe, in Inghilterra, in Palestina (’Eretz-Yisra’el), si rifugiarono in altri paesi europei finché sembravano sicuri, ed infine in Svizzera.

“Si tratta di un fenomeno numericamente limitato ma importante di brain drain, che per l’Italia non è stato ancora indagato, se non con studi su singoli casi più famosi, e che è difficile ricostruire. La gravità delle perdite fu naturalmente negata dal regime che le definiva irrilevanti; i vuoti furono rimpiazzati più rapidamente che adeguatamente nelle università che nell’agosto 1938 avevano censito colleghi e studenti ebrei favorendone di fatto l’immediata espulsione. Su di loro calarono silenzi ed effettive cancellazioni; e nel dopoguerra prevalse un generalizzato bisogno, da parti opposte e per ragioni diverse, di voltare pagina dimenticando o mettendo tra parentesi quanto era accaduto. Davanti alle atrocità delle deportazioni e dello sterminio appaiono ben poca cosa l’espulsione dal lavoro e dallo studio, il divieto di pubblicare, la radiazione dall’albo professionale, o la revoca del titolo che abilitava alla docenza. Eppure queste ingiustizie hanno inflitto gravi sofferenze a uomini e donne, a famiglie e bambini, hanno spaesato e cambiato le loro vite, e hanno comportato danni pesanti alla cultura e al futuro di tutti. ”

All’interno del sito trovate, oltre alle normative e all’indicazioni delle fonti, un elenco alfabetico degli intellettuali esuli. Si tratta di un work in progress e la redazione accoglie integrazioni, nuove segnalazioni e modifiche. Vi segnaliamo infine che nella lista è inserito anche Rodolfo Mondolfo, il cui archivio è conservato presso la Biblioteca di Filosofia.

“L’elenco e le biografie sono aperte e soggette a nuovi inserimenti, aggiornamenti e modifiche. Il carattere in progress dipende soprattutto dalle complessità e specificità di un fenomeno migratorio per decenni minimizzato e nascosto, le cui tracce vanno cercate in luoghi diversi e distanti, in fondi d’archivi pubblici e privati spesso non inventariati né ordinati, talvolta accessibili solo per contatti personali, e nel delicato bagaglio delle memorie trasmesse. Molto è stato abbandonato nelle partenze e negli spostamenti, altro è andato perso e distrutto a più riprese, oppure non è stato mai documentato da parte di istituzioni e persone che sistematicamente si dedicarono a radiare, allontanare, escludere. E i protagonisti non parlavano volentieri di quel passato.”

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