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eBook di filosofia: A. Zhok, Introduzione alla Filosofia della psicologia di L. Wittgenstein, 1946-1951

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Andrea Zhok, Introduzione alla Filosofia della psicologia di L. Wittgenstein, 1946-1951

Il testo è presente nell’account del docente in Academia.edu
 

Gli ultimi anni della riflessione di Ludwig Wittgenstein, dal 1945-6 fino alla morte,sono caratterizzati da una crescente focalizzazione della sua indagine su questioni connesse alla natura dei concetti psicologici rispetto alle analisi dedicate in precedenza prevalentementea tematiche logiche, semantiche ed epistemologiche. Questo spostamento di interesse avvieneperò senza soluzioni di continuità rispetto al lavoro precedente e non è dunque possibilestabilire senza una certa dose di arbitrarietà, un punto testuale o cronologico in cui laconcettualità psicologica diventi realmente il tema dominante nella teorizzazionewittgensteiniana. Ciò che è possibile dire è che nel corso dell’elaborazione delle Ricerche Filosofiche i temi della comprensione del significato e dell’immagine, centrali sin dai lavori preparatori alla redazione del
 Tractatus, vengono analizzati con crescente riferimento a problemi tradizionalmente appartenenti alla sfera delle analisi psicologiche: la natura dellesensazioni, delle emozioni, del pensiero, della volontà, ecc” (tratto dall’Introduzione)

*Il copyright delle opere linkate appartiene ai rispettivi autori. Citandola in questa pagina ci si avvale del principio del fair dealing in quanto la diffusione che ne viene fatta è a fini di critica, recensione, informazione e insegnamento e non ha scopi economici. Gli autori possono comunque e in qualunque momento richiederne la rimozione.

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eBook di filosofia: B. Pascal, The provincial letters

Blaise Pascal

Blaise Pascal,  The provincial letters

“Scritte fra il gennaio del 1656 e il marzo 1657, e pubblicate sotto lo pseudonimo di Louis de Montalte, le L. P. segnano il deciso intervento di Pascal a favore del giansenismo francese e contro i gesuiti nella polemica successiva alla bolla di condanna emessa da papa Innocenzo X il 31 maggio 1653 contro cinque proposizioni dell’Augustinus di Giansenio (pubblicato postumo nel 1640). Pascal, ispirato anche da Arnauld e Nicole, confuta anzitutto che le proposizioni indicate siano realmente comprese nell’opera di Giansenio, ma estende poi la sua polemica alle rilassate pratiche religiose correnti e alla morale gesuitica dei casi di coscienza. Contro l’intelligenza politico-mondana dei gesuiti, Pascal richiama fermamente il rigore della carità e della fede vissuta intensamente e radicalmente, in prospettiva agostiniana, come cristianizzazione della vita, incentrata non sulla verità ‘umana’, ma sulla verità incarnata in Cristo” (tratto da Treccani.it)

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eBook di filosofia: M. Barcaro, Le condizioni di accesso al mondo nel pensiero di Jan Patočka. Una lettura fenomenologica

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Marco Barcaro, Le condizioni di accesso al mondo nel pensiero di Jan Patočka. Una lettura fenomenologica

Tesi di dottorato discussa presso l’Università di Padova

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eBook di filosofia: M. Andreozzi, S. Castignone, A. Massaro (a cura di), Emotività animali. Ricerche e discipline a confronto

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Matteo Andreozzi, Silvana Castignone, Alma Massaro (a cura di), Emotività animali. Ricerche e discipline a confronto

Gli animali non-umani provano emozioni? Chiunque conviva o abbia convissuto con un cane, un gatto o un qualsiasi altro animale da compagnia resterebbe stupito di fronte ad una simile domanda, e risponderebbe senza esitazione «ma certo!», citando, ad esempio, le manifestazioni di affetto di Fido quando ritorna a casa, o il suo sguardo supplichevole rivolto alla porta e al guinzaglio quando vuole uscire, e così via, con una sfilza interminabile di esempi. Tuttavia, per molti la questione non è così pacifica: quelle degli animali non-umani – dicono – sono semplici reazioni istintive, dovute all’abitudine e al training, nei confronti di qualcosa che desiderano o che dà loro fastidio o dolore, e non hanno nulla a che fare con le vere emozioni che sono soltanto le nostre, quelle umane. Le emozioni infatti sono moti dell’anima, presuppongono consapevolezza di sé, autocoscienza e un grado di complessità e di sensibilità sconosciuto agli animali di qualunque specie non-umana. Ma anche le emozioni umane non è poi detto che abbiano sempre goduto di una buona stampa, perché sono considerate irrazionali, tali da impedirci di agire per il meglio, in grado di obnubilare il nostro raziocinio e di trascinarci fuori dalla retta via, che è quella del ragionamento, delle decisioni prese con calma, con riflessione. Nel contrasto ragione-emozione la risposta tradizionale va tutta a favore della prima, vista come l’unica vera caratteristica che distingue l’essere umano. Le emozioni rappresentano un po’ il nostro lato profondo, complicato, che conosciamo ancora poco, nonostante l’aiuto della psicologia: come possiamo pensare di attribuirle anche agli animali non-umani?

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eBook di filosofia: B. Russell, Introduction to Mathematical Philosophy

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Bernard Russell, Introduction to Mathematical Philosophy

“Il suo contributo logico-filosofico è caratterizzato dal tentativo di raggiungere conclusioni originali, e al passo con i tempi, all’interno del tradizionale empirismo inglese. Particolarmente significativo lo sforzo di R. di portare a compimento i tentativi di fondazione logica dell’aritmetica già intrapresi da Cantor, Peano e Frege. Nelle sue opere (A critical exposition of the philosophy of Leibniz, 1900, trad. it. La filosofia di Leibniz; The principles of mathematics, 1903, trad. it. I principi della matematica; Principia mathematica, 3 voll., in collab. con A.N. Whitehead, 1a ed. 1910-13, 2a ed. 1925-27; Introduction to mathematical philosophy, 1919, trad. it. Introduzione alla filosofia matematica), R., oltre a fornire numerosi strumenti formali largamente utilizzati dai logici del 20° sec., elaborò alcune teorie in grado di risolvere i paradossi di fronte a cui pareva essersi arenato lo studio dei fondamenti della matematica. Particolarmente fortunata la sua teoria dei tipi, per cui ogni funzione proposizionale e ogni classe viene considerata di tipo logicamente più elevato di quello in cui rientrano i loro elementi. R. presentava nelle sue prime opere una filosofia della matematica decisamente realistica che considerava il numero come un’entità esistente; la successiva riflessione filosofica di R. fu rivolta ad abbandonare questa concezione realistica della matematica e della logica. L’originale realismo viene però già superato sia elaborando la teoria delle descrizioni, che permetteva di mettere da parte l’assunzione che ogni termine del linguaggio dovesse necessariamente avere un referente, sia considerando le classi, elemento centrale della ricostruzione logicista della matematica proposta da R., come simboli incompleti, che, pur avendo un uso, non significano niente di per sé. ” (tratto da Treccani.it)

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eBook di filosofia: B. Russell, The Principles of Mathematics

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Bernard Russell, The Principles of Mathematics

Versione ricercabile

“Il suo contributo logico-filosofico è caratterizzato dal tentativo di raggiungere conclusioni originali, e al passo con i tempi, all’interno del tradizionale empirismo inglese. Particolarmente significativo lo sforzo di R. di portare a compimento i tentativi di fondazione logica dell’aritmetica già intrapresi da Cantor, Peano e Frege. Nelle sue opere (A critical exposition of the philosophy of Leibniz, 1900, trad. it. La filosofia di Leibniz; The principles of mathematics, 1903, trad. it. I principi della matematica; Principia mathematica, 3 voll., in collab. con A.N. Whitehead, 1a ed. 1910-13, 2a ed. 1925-27; Introduction to mathematical philosophy, 1919, trad. it. Introduzione alla filosofia matematica), R., oltre a fornire numerosi strumenti formali largamente utilizzati dai logici del 20° sec., elaborò alcune teorie in grado di risolvere i paradossi di fronte a cui pareva essersi arenato lo studio dei fondamenti della matematica. Particolarmente fortunata la sua teoria dei tipi, per cui ogni funzione proposizionale e ogni classe viene considerata di tipo logicamente più elevato di quello in cui rientrano i loro elementi. R. presentava nelle sue prime opere una filosofia della matematica decisamente realistica che considerava il numero come un’entità esistente; la successiva riflessione filosofica di R. fu rivolta ad abbandonare questa concezione realistica della matematica e della logica. L’originale realismo viene però già superato sia elaborando la teoria delle descrizioni, che permetteva di mettere da parte l’assunzione che ogni termine del linguaggio dovesse necessariamente avere un referente, sia considerando le classi, elemento centrale della ricostruzione logicista della matematica proposta da R., come simboli incompleti, che, pur avendo un uso, non significano niente di per sé.” (tratto da Treccani.it)

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eBook di filosofia: L. Sozzi, L’Italia di Montaigne e altri saggi sull’autore degli “Essais”

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Lionello Sozzi, L’Italia di Montaigne e altri saggi sull’autore degli “Essais”

“Montaigne non racconta solo la scoperta dei vizi e delle virtù degli “italiani” ma, ancor più, segna la nascita di una nuova antropologia: «Gli uomini sono diversi e tuttavia ogni uomo porta in sé i segni e i caratteri dell’umana condizione». È il confronto con gli “altri” che aiuta a liberarsi di ogni schema e a studiare il reale nella sua tangibile evidenza. Inedito per il suo tempo, il suo sguardo investiga l’umanità in tutte le sue contraddizioni con uno stile che non giudica ma riferisce, trascrive, descrive, in una parola: “rispetta”.”

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eBook di filosofia: J. Habermas, Ciencia y Tecnica como “Ideologia”

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Jürgen Habermas, Ciencia y Tecnica como “Ideologia”

“Jürgen Habermas currently ranks as one of the most influential philosophers in the world. Bridging continental and Anglo-American traditions of thought, he has engaged in debates with thinkers as diverse as Gadamer and Putnam, Foucault and Rawls, Derrida and Brandom. His extensive written work addresses topics stretching from social-political theory to aesthetics, epistemology and language to philosophy of religion, and his ideas have significantly influenced not only philosophy but also political-legal thought, sociology, communication studies, argumentation theory and rhetoric, developmental psychology and theology. Moreover, he has figured prominently in Germany as a public intellectual, commenting on controversial issues of the day in German newspapers such as Die Zeit.

However, if one looks back over his corpus of work, one can discern two broad lines of enduring interest, one having to do with the political domain, the other with issues of rationality, communication, and knowledge” (tratto da Stanford Encyclopedia of Philosophy)”

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eBook di filosofia: M. Priarolo, E. Scribano (a cura di), Le ragioni degli altri. Dissidenza religiosa e filosofia nell’età moderna

copertina Priarolo, Emanuela Scribano (a cura di), Le ragioni degli altri. Dissidenza religiosa e filosofia nell'età moderna

Mariangela Priarolo, Emanuela Scribano (a cura di), Le ragioni degli altri. Dissidenza religiosa e filosofia nell’età moderna

Nell’epoca moderna, la dissidenza religiosa in ambito cattolico e riformato ha instaurato un dialogo fecondo con la filosofia e suscitato interrogativi importanti, fino a sollecitare un ripensamento complessivo della categoria ‘Cristianesimo’.

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eBook di filosofia: K. C. Clement, Frege and the Logic of Sense and Reference

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Kevin C. Clement, Frege and the Logic of Sense and Reference

Reperito nel sito dell’autore

“I lavori di F. hanno notevole importanza, sia dal punto di vista filosofico sia da quello tecnico, nel quadro storico della logica matematica. Il valore della sua opera, pressoché ignorata in vita, fu pienamente riconosciuto solo dopo la sua morte. La posizione di F. è un rigoroso logicismo: egli sostiene infatti (e a lui s’ispirò, tra gli altri, Russell) che i concetti matematici fondamentali debbono essere esprimibili mediante concetti logici; vi sono cioè certi tipi di proposizioni e di operazioni inferenziali, quelle «puramente logiche», che sono privilegiate rispetto alle proposizioni delle teorie per così dire «applicate», in partic. dell’aritmetica; queste ultime teorie si considerano basate su premesse sicure solo se sono riconducibili alla logica pura. Tale atteggiamento portò F. a una serrata polemica con i formalisti. A F. si deve inoltre la distinzione tra il senso e la denotazione di un’espressione linguistica (nome, predicato, enunciato), distinzione che è stata al centro della logica filosofica e della filosofia del linguaggio del Novecento. La relazione di denotazione è poi alla base della teoria del concetto, termine con cui F. intende non qualcosa di psicologico ma, oggettivamente (e con rilevanti concessioni al realismo platonico), un’entità logica sui generis denotata da un’espressione predicativa; sua caratteristica fondamentale è la non saturazione, espressa, sul piano logico-linguistico, da una funzione proposizionale, cioè un’espressione con una variabile non vincolata da quantificatori (per es., «x è un numero primo») e che, prendendo oggetti come argomenti, assume come valore il vero o il falso. Tra i suoi scritti: Begriffsschrift, eine der arithmetischen nachgebildete Formelsprache des reinen Denkens (1879; trad. it. Logica e aritmetica), in cui viene costruito per la prima volta un calcolo degli enunciati e dei predicati e viene elaborato un opportuno linguaggio simbolico destinato a sostituire, in una formulazione rigorosa, l’ambiguo e impreciso linguaggio comune; Die Grundlagen der Arithmetik (1884; trad. it. Leggi fondamentali dell’aritmetica), in cui si tenta di definire il concetto di numero naturale; Grundgesetze der Arithmetik (2 voll., 1893, 1903), l’opera principale, in cui le ricerche precedenti vengono riprese e ampliate; Über Begriff und Gegenstand (1892) e Über Sinn und Bedeutung (1892), i due importanti articoli dedicati rispettivamente al concetto e al significato. Una trad. it. delle opere di F. è apparsa con il titolo Senso, funzione e concetto: scritti filosofici (1891-97).” (tratto da Treccani.it)

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