Archivi categoria: eBook di Filosofia

eBook di filosofia: Aristotele, La Metafisica

Aristotle-Raphael

Aristotele, La Metafisica

” In Aristotele, è la dottrina, da lui chiamata «filosofia prima» (πρώτη ϕιλοσοϕία) e definita come teoria dell’«ente in quanto ente» (ὂν ὄν, ens qua ens), che studia la realtà considerata in quei soli caratteri universalissimi che la fanno esser tale, ed esclusi quei caratteri specifici che le conferiscono la natura di realtà determinata, oggetto di una scienza particolare; è intrinseco, nel concetto di questa distinzione, che la conoscenza teoretica della realtà ha carattere di conoscenza assoluta, rispetto alla relatività di tutte le altre. Successivamente, nella storia del pensiero, la metafisica si presenta a volte (nei sistemi filosofici realistici o oggettivistici) come ontologia, o teoria dell’essere, a volte invece (nei sistemi idealistici o soggettivistici) viene a identificarsi con la psicologia o con la gnoseologia o con la logica o con la dialettica, o anche, talora, con l’etica. Per ciò che riguarda il nome di metafisica, esso non è stato coniato da Aristotele, ma è dovuto a un fatto estrinseco: nella edizione degli scritti aristotelici curata nel 1° sec. d. C. da Andronico di Rodi le trattazioni concernenti i problemi più universali della filosofia furono collocate dopo quelle relative agli aspetti e alle leggi della natura; e poiché queste ultime furono raccolte sotto il titolo complessivo di τὰ ϕυσικά («le trattazioni concernenti la natura»), quelle furono dette τὰ μετὰ τὰ ϕυσικά (cioè «le trattazioni che seguono a quelle circa la natura»); il μετά, che inizialmente voleva indicare soltanto la successione di un gruppo di scritti a un altro, ricevette poi, in base al carattere intrinseco dell’opera aristotelica, una interpretazione diversa, come se volesse esprimere un giudizio di superiorità e di trascendenza delle realtà studiate nella metafisica rispetto a quelle trattate nella fisica, e il termine divenne, da titolo di un’opera, nome comune di una parte della filosofia, mutando anche il genere, da neutro plur. (con cui il lat. metaphysica appare in Boezio) a femm. sing., come s’incontra nella versione di Averroè e rimane poi nella terminologia scolastica medievale.”

tratto da http://www.treccani.it

 

 

Lascia un commento

Archiviato in eBook di Filosofia, Filosofia antica

eBook di filosofia: G. Varouxakis e M. Philp (a cura di), Happiness and Utility

Hapiness

Georgios Varouxakis e Mark Philp (a cura di),  Happiness and Utility. Essays Presented to Frederick Rosen

“Happiness and Utility brings together experts on utilitarianism to explore the concept of happiness within the utilitarian tradition, situating it in earlier eighteenth-century thinkers and working through some of its developments at the end of the nineteenth and beginning of the twentieth centuries. Drawing on a range of philosophical and historical approaches to the study of the central idea of utilitarianism, the chapters provide a rich set of insights into a founding component of ethics and modern political and economic thought, as well as political and economic practice. In doing so, the chapters examine the multiple dimensions of utilitarianism and the contested interpretations of this standard for judgement in morality and public policy. The chapters are written in celebration of the career of Professor Frederick Rosen. They follow his work by concentrating on Bentham and the two Mills, and by the subtleties and sophistication of their understanding of one of the most alluring but elusive ideas of modern times. The volume will be of interest not only to admirers of Rosen but to academics and postgraduate students in disciplines such as Philosophy, Political Theory, History of Political Thought, Legal Theory and Legal History.

Lascia un commento

Archiviato in eBook di Filosofia, Filosofia morale

eBook di filosofia: H. Salazar (a cura di), Introduction to Philosophy: Philosophy of Mind

Introduction

Heather Salazar (a cura di), Introduction to Philosophy: Philosophy of Mind

“Introduction to Philosophy: Philosophy of Mind surveys the central themes in philosophy of mind and places them in a historical and contemporary context intended to engage first-time readers in the field. It focuses on debates about the status and character of the mind and its seemingly subjective nature in an apparently more objective world.”

Lascia un commento

Archiviato in Didattica della filosofia, eBook di Filosofia, Filosofia della mente

eBook di filosofia: E. Cucinotta, Produzione poetica e storia nella prassi e nella teoria greca di età classica

Cucinotta

Emilia Cucinotta, Produzione poetica e storia nella prassi e nella teoria greca di età classica

“Nella Poetica, Aristotele ammette la storia tra i temi possibili per la poesia a condizione che il poeta raggiunga il piano dell’universale narrando eventi che rispettino le norme dell’eikos e dell’anankaion. Con l’alterazione della storia di Atene nel Menesseno e il poema di Solone su Atlantide nel Crizia Platone precorre la riflessione di Aristotele e riserva al racconto storico un ruolo centrale per la paideia dei cittadini. Nel V secolo, la poesia greca d’argomento storico, dai Persiani di Eschilo ai Persiani di Timoteo, anticipa nella prassi i temi che Platone e Aristotele svilupperanno sul piano teorico: l’intreccio tra il particolare della storia e l’universale della poesia, i modelli per la mimesis, l’adesione del destinatario tra eleos, phobos e geloion.”

Lascia un commento

Archiviato in eBook di Filosofia, Filosofia antica, Filosofia della letteratura

eBook di filosofia: R. Pavoni, Gli sguardi degli altri. Filmare il paesaggio urbano come esperienza multi-culturale e multi-identitaria

gli sguardi

Raffaele Pavoni, Gli sguardi degli altri. Filmare il paesaggio urbano come esperienza multi-culturale e multi-identitaria

“Lo sguardo dell’esule è sempre plurale e in grado non solo di cogliere, ma anche di promuovere le diverse dimensioni della cultura: un evento, un paesaggio, un’attività umana si dispiegano infatti davanti al suo sguardo sempre sullo sfondo del ricordo di un ambiente diverso, lontano nel tempo. La prima edizione dell’iniziativa Filmare l’Alterità, realizzata dal Dipartimento SAGAS dell’Università di Firenze, è nata con un obiettivo ben chiaro: provare a rappresentare tale sguardo, attraverso i dispositivi mobili e le immagini in movimento. Ciò che abbiamo chiesto di fare ai cittadini stranieri residenti a Firenze e comuni limitrofi è stato di raccontarci non la loro vita, bensì la nostra, e di farlo a partire dal paesaggio urbano.”

Lascia un commento

Archiviato in eBook di Filosofia, Estetica, Filosofia contemporanea

eBook di filosofia: A. Brusadin, Wittgenstein e Hanslick. Per una valutazione del formalismo musicale

Wittgenstein2     Hanslick3

Alessandra Brusadin, Wittgenstein e Hanslick. Per una valutazione del formalismo musicale

Tesi di dottorato discussa presso l’Università di Padova (2013)

“Obiettivo del presente lavoro è offrire una valutazione del formalismo musicale, così come è stato concepito da Eduard Hanslick nel Bello musicale, a partire dalle riflessioni sull’estetica e sulla musica di Ludwig Wittgenstein. Dopo una breve ricostruzione della storia del concetto di musica assoluta e del contesto storico-estetico in cui questo ha avuto origine – vale a dire l’estetica romantica della musica, rappresentata ai suoi esordi da autori come Wilhelm Heinrich Wackenroder, E. T. A. Hoffmann e Arthur Schopenhauer – viene proposta una definizione di formalismo in linea con le tesi contenute nel trattato di Hanslick. A partire da questa formulazione viene avviato un confronto fra la visione della musica hanslickiana e le riflessioni sulla musica e, in generale, sull’estetica di Wittgenstein, con riguardo tanto agli scritti della prima fase della produzione del filosofo – in particolare il Tractatus logico-philosophicus – quanto agli scritti della seconda fase – nello specifico le Ricerche filosofiche e le Lezioni sull’estetica. Le considerazioni sulle corrispondenze e divergenze che si possono scorgere fra il pensiero di Hanslick e quello di Wittgenstein aprono la discussione a una valutazione della plausibilità della dicotomia formalismo-antiformalismo e, in particolare, a una riflessione sulla direzione verso la quale l’estetica dovrebbe tendere per essere un momento di effettiva comprensione delle opere d’arte e del nostro rapporto con esse.”

Lascia un commento

Archiviato in eBook di Filosofia, Estetica, Filosofia contemporanea, Filosofia della musica, Tesi

eBook di filosofia: B. Mandeville , Un traité sur les passions hypocondriaques et hystériques

Maldeville

Bernard Mandeville , Un traité sur les passions hypocondriaques et hystériques

A cura di Sylvie Kleiman-Lafon; Traduttore: Sylvie Kleiman-Lafon

“De l’œuvre très riche de Bernard Mandeville, la postérité n’a guère retenu que la très controversée Fable des abeilles, qui lui vaut encore aujourd’hui de passer pour l’apôtre du libéralisme le plus cynique. Son Traité des passions hypocondriaques et hystériques, seul ouvrage médical de ce médecin philosophe, fait partie de ses œuvres les moins connues en Grande-Bretagne comme en France.
Il mérite cependant d’être lu à plus d’un titre, car Mandeville y fait entendre un discours pragmatique étonnamment moderne sur la relation entre le malade et le patient. La parole et le récit de soi sont au centre du processus de guérison, et annoncent la cure par la parole théorisée par la psychanalyse. La forme du dialogue n’y est pas une simple stratégie didactique, elle est le véhicule de la cure et la cure elle-même.
Le Traité de Mandeville s’inscrit également dans une tradition de réflexion sur la mélancolie qui remonte à l’antiquité mais qui affirme son actualité au xviie siècle avec la parution de l’œuvre majeure de Robert Burton (The Anatomy of Melancholy) en 1621, et devient ce « mal anglais » que décrira George Cheyne un siècle plus tard (The English Malady), en 1733, soit trois ans seulement après la seconde édition révisée et augmentée du Traité de Mandeville.”

Lascia un commento

Archiviato in eBook di Filosofia, Filosofia della medicina, Filosofia moderna, Storia e Filosofia della Scienza

eBook di filosofia: M. Pigliucci, Cicero and Stoicism

cicerone_800x600

 

Massimo Pigliucci, Cicero and Stoicism. Brief Introductions to De Finibus, Stoic Paradoxes, and Tusculan Disputations

 

Lascia un commento

Archiviato in eBook di Filosofia, Filosofia antica

eBook di filosofia: L. Illeterati, Sul concetto di filosofia. Le aporie della scientificità

philosophers4

Luca Illeterati, Sul concetto di filosofia. Le aporie della scientificità, in «Giornale di Metafisica» (XI, 2/2018), dal titolo “Meta-filosofia: pensare la filosofia tra attività e disciplina”, a cura di L. Corti, L. Illetterati e G. Miolli.

“La questione che si intende mettere qui a tema, per quanto attraverso un itinerario certamente parziale, è quella dello statuto della filosofia, del suo modo d’essere, e dunque, seppure in termini molto generali, del suo stesso senso. Per farlo si assumerà un filtro particolare: la possibilità o meno di considerare la filosofia come una delle forme del discorso scientifico. L’idea che fa da guida al percorso che si andrà a svolgere è che proprio nella difficoltà o addirittura nell’aporia nella quale la filosofia si trova nel momento in cui affronta la questione della propria scientificità si possano rintracciare le tracce di un senso del discorso filosofico che non si esaurisce né nella riduzione della filosofia a scienza tra le scienze, né nella sua pretesa di porsi al di là o al di sopra dell’orizzonte della scienza.”

Lascia un commento

Archiviato in eBook di Filosofia, Epistemologia

eBook di filosofia: Aristotele, Metafisica

aristotele

Aristotele, Metafisica. Introduzione, traduzioni e note di Giovanni Reale con testo greco a fronte, Milano, Rusconi, 1993

Nell’edizione degli scritti aristotelici, che nel sec. I a. C. fu curata da Andronico di Rodi, le trattazioni concernenti i problemi più universali della filosofia furono posposte a quelle riferentisi agli aspetti e alle leggi della natura fisica: e come queste furono raccolte sotto il titolo complessivo di τὰ ϕυσικά (le trattazioni concernenti la natura”), così quelle ebbero il nome di μετὰ τὰ ϕυσικά (“le trattazioni posteriori a quelle circa la natura”). Il μετὰ non esprimeva quindi che il materiale susseguirsi di un gruppo di scritti all’altro, senza alcuna allusione al reciproco rapporto di valore del loro contenuto: né avrebbe potuto essere altrimenti, perché da tale punto di vista il μετὰ avrebbe piuttosto significato la “posteriorità” e quindi l’inferiorità ideale della “metafisica” rispetto alla “fisica”, mentre per rendere l’idea di un’ “ultrafisica” si sarebbe invece dovuto parlare di τὰ ὑπερ τὰ ϕυσικά, “iperfisica”. Solo dal carattere intrinseco che, a parte il loro postumo titolo, possedevano gli aristotelici μετὰ τὰ ϕυσικά derivò dunque la nuova interpretazione linguistica, che nel μετὰ sentì espresso il carattere di superiorità e trascendenza proprio delle realtà studiate dalla metafisica nei confronti di quelle studiate dalla fisica. Già presente nella tarda antichità, questa interpretazione, che trasforma il titolo del libro aristotelico nel nome comune della scienza in esso trattata, si afferma soprattutto nel Medioevo: così, se il plurale metaphysica appare già in Boezio, come singolare esso s’incontra nella versione di Averroè, e il nuovo valore etimologico che gli vien dato risulta evidente dal termine di transphysica, che la filosofia scolastica pone come equivalente di quello di metaphysica. Ed è da questo mutato senso linguistico che deriva, infine, anche l’uso moderno del prefisso meta-, adoperato per designare scienze, e in genere forme, di considerazione teorica, concernenti zone di realtà analoghe a quelle che formano oggetto delle scienze al cui nome quel prefisso si aggiunge, ma giacenti comunque al di là dei loro confini: così si parla di “metapsichica” come di teoria indagante una realtà psichica più profonda di quella studiata dalla psicologia, di “metastorica” come di dottrina delle leggi trascendenti che dominano i fatti descritti dalla storia, e via dicendo.

Gli scritti aristotelici compresi sotto il nome di metafisica sono costituiti, di fatto, da diverse trattazioni, alcune delle quali nate in un periodo in cui Aristotele si sente ancora legato alla scuola platonica e pur criticando la dottrina delle idee vede in essa il problema centrale della filosofia, e altre rispondenti a una fase di sviluppo spirituale in cui il suo pensiero ha raggiunto un’autonomia più decisa. Ma, pur nella varietà dei loro atteggiamenti, tanto le une quanto le altre vertono sugli stessi problemi fondamentali dell’interpretazione della realtà. Quel che in esse si propone Aristotele è la determinazione dei principî ultimi, da cui si debba far dipendere l’esistenza di tutte le cose. Per ciò egli critica l’idealismo platonico e accademico enucleando le difficoltà implicite nel concetto di un’esistenza indipendente delle idee o dei numeri, da cui debba dipendere ogni realtà particolare; per ciò elabora il suo concetto della sostanza individua, a cui il principio ideale è immanente in quanto ne costituisce la forma che vi si determina nella materia, e interpreta il binomio di materia e forma nel senso dinamico di quello di potenza e atto; per ciò, infine, considera la gerarchia delle sostanze come perenne processo della potenza verso l’atto e pone al suo vertice la divinità, che come forma e atto puro di materia e di potenza rappresenta l’ideale a cui tende tutto il divenire cosmico, e ne è così l’immobile motore. A questa scienza che studia la realtà assoluta Aristotele dà il nome di “filosofia prima” (πρώτη ϕιλοσοϕία); e la definisce come teoria dell'”ente in quanto ente” (ὄν ᾗ ὄν, ens qua ens), cioè della realtà considerata in quei soli caratteri universalissimi che la fanno esser tale, ed esclusi tutti quei caratteri specifici che le conferiscono la natura di realtà determinata, oggetto di una scienza particolare. Tale definizione corrisponde invero, nell’evoluzione del pensiero di Aristotele, a una fase ulteriore a quella per cui oggetto della suprema scienza filosofica non è ancora l’ente nella sua universalità, ma solo l’ente divino: ma tale distinzione, chiarita soltanto dalla più recente critica storica (W. Jaeger), non ha importanza, dal punto di vista dell’influsso esercitato dal pensiero aristotelico su tutta la storia della filosofia fin quasi all’età presente, appunto in quanto la sua metafisica influì sulla metafisica posteriore nella forma complessiva in cui essa si presentava nell’opera che le aveva dato il nome.

Si vede dunque come dal contenuto della “filosofia prima” di Aristotele, sia derivato il senso che nella tradizione è rimasto legato al nome di “metafisica”, da quello dell’opera in cui essa appariva esposta. Intrinseco alla metafisica è il concetto di una fondamentale distinzione, onde una realtà assoluta e universale si contrapponga a una realtà relativa e particolare, costituendone la base ultima, e conferendo così alla conoscenza teoretica di quella realtà il carattere di conoscenza assoluta, rispetto alla relatività di tutte le altre. Si parla quindi in generale di metafisica in occasione di qualsiasi dottrina che ponendosi come scienza della realtà assoluta si presenti come fondamentale rispetto alle scienze delle realtà che da quella dipendono: per quanto, s’intende, estremamente vario possa essere il modo in cui vien concepito tanto quell’assoluto quanto la sua relazione al relativo, e di conseguenza la natura e il rapporto reciproco delle scienze che vi si riferiscono. Così, p. es., nei sistemi filosofici realistici o oggettivistici, scorgenti comunque il fondamento ultimo delle cose in una realtà esistente in sé antecedentemente al pensiero, la metafisica appare come ontologia, o teoria dell’essere, nel più alto senso della parola; mentre nei sistemi idealistici o soggettivistici, che la realtà ultima vedono invece nel principio conoscitivo e intellettivo, la metafisica viene a identificarsi con la psicologia o con la gnoseologia o con la logica o con la dialettica, o anche con l’etica, quando il regno dell’assoluto sia scorto soltanto nella sfera dei valori morali. Né la superiorità della metafisica sulle altre scienze si presenta sempre sotto l’aspetto del rapporto onde la suprema forma speculativa sovrasta alle particolari discipline filosofiche: perché non sempre sussiste la distinzione tra scienze speculative e scienze empiriche, e la metafisica domina sulle altre discipline o come unica scienza generale (e perciò filosofica) della natura sulle sue scienze particolari, o come “prima” fra tutte le scienze filosofiche, ma in un sistema in cui queste esauriscano pienamente il mondo dello scibile e non abbiano quindi al disotto di sé ulteriori discipline empiriche. E quest’ultima, di fatto, è la posizione che nel sistema aristotelico ha quella “prima filosofia”, dalla cui tradizione editoriale derivò il nome della “metafisica”.”

Tratto da Enciclopedia Treccani

Lascia un commento

Archiviato in eBook di Filosofia, Filosofia antica