Archivi categoria: Estetica

eBook di filosofia: B. Blumson, Resemblance and Representation. An Essay in the Philosophy of Pictures

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Ben Blumson,  Resemblance and Representation. An Essay in the Philosophy of Pictures

“It’s a platitude – which only a philosopher would dream of denying – that whereas words are connected to what they represent merely by arbitrary conventions, pictures are connected to what they represent by resemblance. The most important difference between my portrait and my name, for example, is that whereas my portrait and I are connected by my portrait’s resemblance to me, my name and I are connected merely by an arbitrary convention. The first aim of this book is to defend this platitude from the apparently compelling objections raised against it, by analysing depiction in a way which reveals how it is mediated by resemblance.

It’s natural to contrast the platitude that depiction is mediated by resemblance, which emphasises the differences between depictive and descriptive representation, with an extremely close analogy between depiction and description, which emphasises the similarities between depictive and descriptive representation. Whereas the platitude emphasises that the connection between my portrait and me is natural in a way the connection between my name and me is not, the analogy emphasises the contingency of the connection between my portrait and me. Nevertheless, the second aim of this book is to defend an extremely close analogy between depiction and description.

The strategy of the book is to argue that the apparently compelling objections raised against the platitude that depiction is mediated by resemblance are manifestations of more general problems, which are familiar from the philosophy of language. These problems, it argues, can be resolved by answers analogous to their counterparts in the philosophy of language, without rejecting the platitude. So the combination of the platitude that depiction is mediated by resemblance with a close analogy between depiction and description turns out to be a compelling theory of depiction, which combines the virtues of common sense with the insights of its detractors.”

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eBook di filosofia: E. Burke, Ricerca sull’origine delle idee del sublime e del bello

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Edmond Burke, Ricerca sull’origine delle idee del sublime e del bello

“Quali sono le cause del bello e del sublime? Che cos’è che suscita in noi questa impressione? E cosa li differenzia? Le passioni, le sensazioni e le impressioni ci influenzano e ci fanno percepire il mondo in determinati modi; il tutto coinvolgendo i nostri sensi. Vista, tatto, olfatto, gusto e udito vengono stimolati in maniera diversa dagli oggetti e dall’ambiente.

Se analizziamo la sensazione di vastità essa cambia al mutare dello stesso oggetto; una parete molto lunga e uniforme ci stimola in maniera diversa da una di egual misura ma riccamente decorata. Un ambiente luminoso ci induce una sensazione piacevole poichè possiamo apprezzare gli oggetti che ci circondano; al contrario, il buio totale, può stimolare uno stato di tensione nervosa fino a indurci una sensazione di ansia o paura. Tensioni che si riscontrano, ad esempio, nelle lamentele di un amante abbandonato, dove noteremo che insisterà maggiormente sui piaceri a cui anelava piuttosto che a quelli passati insieme.

Come racconta Proust in Alla ricerca del tempo perduto, quando narra dei momenti sublimi che passava mentre si immaginava gli incontri con Albertine, Madame Swann o la Signora di Stermaria. Perciò, si potrebbe dire che: la sensazione del bello è materiale e desta nell’animo un’impressione gradevole; invece il sublime è un concetto più legato alla metafisica, è la soglia più alta, è un’emozione, una condizione, che può condurci, come nel caso della paura – in particolar modo della morte –, all’azione e alla distruzione.

Burke fu tra i primi a segnare il passaggio dall’Illuminismo al Romanticismo. La Ricerca sull’origine delle idee del sublime e del bello, che fu ispirata, probabilmente, dal Paradiso perduto di Milton, sarebbe passata in sordina se non avesse attirato l’attenzione di grandi pensatori come I. Kant, il quale sviluppando anch’esso il tema del bello e del sublime dichiarò che Burke fu il primo ad osservare tali sensazioni ed a porre i primi solchi su cui lui sviluppò i suoi approfondimenti in tale materia.”(Raffaele Fantazzini)

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eBook di filosofia: E. C. Corriero (a cura di), Libertà e natura. Prospettive schellinghiane

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Emilio Carlo Corriero (a cura di), Libertà e natura. Prospettive schellinghiane

“La natura della libertà è in fondo la libertà della natura stessa, ossia la sua insopprimibile soggettività.
Attorno a questa inestricabile relazione, illuminata e indagata a fondo dalla filosofia di Schelling, alcuni fra i più autorevoli interpreti contemporanei s’interrogano sull’impossibile sistema del sapere a cui il filosofo tedesco lavorò per tutta la vita, individuando proprio nella libertà quel fondamento necessario eppure apparentemente inattuabile.
Il risultato è un quadro composito e aggiornato degli esiti in ambito teoretico, etico ed estetico della filosofia di Schelling, che oggi vive una rinascita di livello internazionale.”

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eBook di filosofia: M. Pascali, Estetica ed etica del “cibo-senza cibo”

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Michelangelo Pascali, Estetica ed etica del “cibo-senza cibo”

“The excess of food – so typical to our Western civilization – has paradoxically brought about the fact that we concentrate on managing a surplus rather than a deficit. This shift both from our daily natural necessity to feed ourselves and from our natural need has generated a further separation from nature itself. This process, thrusting its roots in the cultural history of rational modern man, is connected with a new way of seeing the role, the figure, and the social image of modern man himself. With its originality, today’s food-related collective thought can adequately indicate these major developments. As a matter of fact, the presentation of the “void” and of the “artificial” represents a binding criterion to adjust to in offering some courses/dishes which are the expression of social belonging and status.”

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eBook di filosofia: I. Taillandier-Guittard (a cura di), Métaphore et musique

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Inès Taillandier-Guittard (a cura di), Métaphore et musique

“Figure de style indissociable de toute entreprise rhétorique, la métaphore a toujours occupé une place privilégiée au sein des discours sur la musique, quelles que soient leur nature et leur visée. Par ailleurs, la musique est elle-même utilisée comme élément de comparaison lorsqu’il s’agit d’appréhender des phénomènes extra-musicaux. La métaphore s’est pourtant vue critiquée, voire rejetée, notamment au nom de théories qui revendiquent la pureté de toute contemplation esthétique, ou en raison de son inadéquation supposée au phénomène qu’elle entend élucider.
Mais que l’on en fasse le réquisitoire ou le plaidoyer, la métaphore demeure au centre de toute réflexion sur l’intelligibilité du sonore et – inversement – sur la musique comme source d’intelligibilité de phénomènes non musicaux. Le présent ouvrage cherche dès lors à rendre compte d’une omniprésence qui procède, certes, d’une habitude langagière, mais qui met surtout au jour la singularité d’un mode de perception, ainsi que l’originalité des analyses et des descriptions qu’il engendre.”

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eBook di filosofia: Cahier de traductions de Theodor Lipps

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Mildred Galland-Szymkowiak  e Natalie Depraz (a cura di), Cahier de traductions de Theodor Lipps

“Ce cahier de traductions de textes de Thedor Lipps (1851-1914) a été conçu en lien direct avec la publication d’un numéro double consacré dans la revue de Métaphysique et de Morale à cet auteur (n° 2017/4 et 2018/1). Les textes traduits relèvent de différents domaines de la psychologie de Lipps : conception de la psychologie, de la conscience et de l’inconscient ; perception et connaissance d’autrui ; esthétique. La première version du cahier sur HAL comprend les traductions associées au premier volume. Une deuxième version sera augmentée des traductions associées au deuxième volume (trad. par N. Depraz, Jean-François Lavigne, Maria Gyemant). Pour la version 1, associée à RMM 2017/4, les textes traduits de Lipps sont les suivants : Leitfaden der Psychologie, Leipzig, Wilhelm Engelman, 3e éd. 1909, p. 48-51, trad. fr. par Natalie Depraz ; Ästhetik. Psychologie des Schönen und der Kunst. I. Teil : Grundlegung der Ästhetik, Leipzig, Voss, 1903, p. 224-243, trad. fr. par Michel Espagne ; Raumästhetik und geometrisch-optische Täuschungen, Leipzig, J. A. Barth, 1897, p. 3-21, trad. fr. par Mildred Galland-Szymkowiak. “

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eBook di filosofia: C. L. Montesquieu (trad. R. Campi), Saggio sul gusto nelle cose della natura e dell’arte

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Charles Louis Montesquieu (traduzione di Riccardo Campi), Saggio sul gusto nelle cose della natura e dell’arte

“Il gusto è particolarmente importante, perché consente agli individui di effettuare delle operazioni di classificazione mediante le quali attribuiscono un ordine e un senso al mondo naturale e sociale in cui vivono. Il suo funzionamento però è ancora in gran parte un mistero. I primi studiosi a cercare di comprenderlo sono stati i filosofi, a cominciare da Montesquieu, che ha pubblicato nel 1757 il suo Saggio sul gusto all’interno della celebre Enciclopedia curata da Diderot e D’Alembert. In tale saggio il gusto veniva considerato come la facoltà umana di scoprire il livello di piacere che il soggetto può ricevere da parte di ogni oggetto che entra nel suo ambito di percezione. L’interpretazione di Montesquieu ci fa comprendere come nel XVIII secolo la concezione del gusto si sia profondamente modificata. L’imporsi nella società della cultura moderna, basata sul culto della razionalità umana e sulla centralità del punto di vista del singolo individuo, ha messo bruscamente in discussione infatti la tradizionale concezione del ruolo dell’estetica, i cui canoni derivavano dalla natura o comunque da qualcosa che era indipendente dall’esperienza umana. L’individuo moderno invece si è posto il problema di conciliare la soggettività della sua percezione, cui è attribuita per la prima volta una notevole importanza, con l’oggettività di tutto quello che è presente al suo esterno.” Vanni Codeluppi , Gusto in http://www.doppiozero.com

 

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eBook di filosofia: A. P. Olivier, Hegel’s Last Lectures on Aesthetics in Berlin 1828/29 and the Contemporary Debates on the End of Art

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Alain Patrick Olivier, Hegel’s Last Lectures on Aesthetics in Berlin 1828/29 and the Contemporary Debates on the End of Art

” The thesis of the “death of art” or the “end of art” is both a central and a structural thesis in Hegel’s Aesthetics and one of the most discussed of his philosophy. One can wonder, nevertheless, how the End-of-Art is compatible, even constitutive of a theory of contemporary art. The problem is both a current and a historical one. In this paper, I try to consider this paradox while returning to the very sources of Hegel’s philosophy, i.e. to what is deemed the origin of the “rumour” of an “end of art” thesis, namely in the letters written by his student and composer Felix Mendelssohn Bartholdy. I take then into account how the thesis appears in the last lecture on aesthetics given by Hegel at the Berlin University in 1828/29, in order to clarify to what extent the thesis is compatible or not with the possibility of modern art, and if Arthur Coleman Danto’s and Dieter Henrich’s assumptions for example are tenable regarding the new sources”

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eBook di filosofia: F. Bandi, Mikel Dufrenne e l’esperienza estetica

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[Dino Formaggio con Mikel Dufrenne]

Fabrizia Bandi, Mikel Dufrenne e l’esperienza estetica

Tesi di dottorato conseguita nel 2016 presso l’Università degli Studi di Palermo

“Il pensiero di Mikel Dufrenne si inserisce in modo originale negli esisti dell’estetica fenomenologica, che già si era sviluppata in ambito tedesco a partire dagli studi delle Ricerche Logiche, e della quale Dufrenne deve essere considerato l’unico prosecutore nel panorama francese.

La sua non è chiaramente una fenomenologia rigorosa, come egli stesso ammette più di una volta, ma si inserisce nell’ambito di quella fenomenologia francese che esalta la percezione del corpo, a discapito degli aspetti trascendentali della soggettività. Pur con queste sfumature, il nucleo imprescindibile dal quale Dufrenne dà avvio ad ogni riflessione è sempre il rapporto intenzionale tra soggetto e oggetto. La fenomenologia, nonostante gli esiti della sua filosofia, alimenta sempre il suo pensiero. Riflette, amplia e distorce, se vogliamo, i concetti della fenomenologia husserliana, non per abbandonarli però, ma per ricomprenderli, al punto, come già aveva fatto Merleau-Ponty, da voler vedere perfino oltre le pagine husserliane.” (dall’Introduzione)

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eBook di filosofia: E. Mareschi, Videoestetiche dell’emergenza. L’immagine della crisi nella sperimentazione audiovisiva

Videoestetiche

Elena Mareschi, Videoestetiche dell’emergenza. L’immagine della crisi nella sperimentazione audiovisiva

“Crisi, emergenze, catastrofi. I fatti dell’11 settembre 2001 hanno inaugurato un millennio in cui sembrano intensificarsi guerre e conflitti, pandemie, emergenze ecologiche, e il nuovo disordine mondiale genera impoverimento e disuguaglianze, esaspera paure personali e collettive. Con un approccio interdisciplinare che non trascura cenni storici, antropologici e sociologici, il libro propone l’analisi di un ampio ventaglio di opere realizzate da artisti di vari paesi del mondo nell’ultimo quindicennio su emergenze e crisi planetarie. Una produzione “deterritorializzata”, in cui la pratica e l’etica del cinema del reale sono recuperate in modo innovativo, tra le estetiche incerte degli smartphone e l’eredità del cinema sperimentale e della videoarte in dialogo col digitale.”

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