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eBook di filosofia: M. Saison, La nature artiste. Mikel Dufrenne de l’esthétique au politique

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Maryvonne Saison, La nature artiste. Mikel Dufrenne de l’esthétique au politique

Mikel Dufrenne a croisé les principales problématiques qui ont traversé la seconde moitié du xxsiècle. Il les a considérées avec un regard attentif et critique, soucieux de tracer un chemin singulier mais désireux de s’inscrire dans une tradition de pensée philosophique spécifique et exigeante.

La réception de son œuvre pose question : encensée dans les années 1950, elle s’est progressivement réduite en France, notamment vers les années 1970, alors qu’elle fait l’objet aujourd’hui d’un regain d’intérêt. L’étude entend montrer que de telles fluctuations sont liées au malentendu qui fait de Dufrenne l’auteur d’un seul livre, la Phénoménologie de l’expérience esthétique,qui à lui seul ne rend pas compte de l’originalité de sa pensée.

Lire Dufrenne, c’est découvrir l’importance de sa réflexion éthique et politique et la stabilité d’une pensée dédiée à la défense des valeurs de « l’humain » et de «  l’homme ». C’est aussi se livrer au plaisir de l’élaboration de fictions philosophiques répondant à la tentation de rationaliser une vision du monde par le biais d’une philosophie de la Nature relayée par la notion d’a priori. L’unité de cette œuvre réside dans l’hypothèse d’une Nature artiste que le philosophe veut penser dans le cadre d’une philosophie non théologique.”

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eBook di filosofia: M. Ghilardi, L’unità di buono, vero e bello in Nishida Kitaro

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Marcello Ghilardi, L’unità di buono, vero e bello in Nishida Kitaro

Premio Nuova Estetica 2009

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Musica /Tecnologia: una rivista online sul rapporto tra musica e tecnologia

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Musica /Tecnologia è la rivista open access pubblicata dalla Fondazione Ezio Franceschini sul rapporto tra musica e tecnologia.

“Solo dopo l’avvento dell’elettricità e delle sue applicazioni strumentali il rapporto fra musica e tecnologia è divenuto del tutto presente a coloro che operano nell’ambito musicale. Eppure la musica ha sempre avuto una dimensione tecnologica. Musica/Tecnologia tenta di esplorare questa dimensione, nella consapevolezza che i rapporti tra mondo musicale e mondo tecnologico spesso non sono lineari, bensì caratterizzati da sfasamenti cronologici e ambientali. L’urgenza a cui la rivista tenta di rispondere è quella di comprendere i meccanismi produttivi in cui la musica si inserisce, e di intraprendere una riflessione che consenta di non esserne inconsapevolmente sopraffatti.”

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eBook di filosofia: R. Pavoni, Gli sguardi degli altri. Filmare il paesaggio urbano come esperienza multi-culturale e multi-identitaria

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Raffaele Pavoni, Gli sguardi degli altri. Filmare il paesaggio urbano come esperienza multi-culturale e multi-identitaria

“Lo sguardo dell’esule è sempre plurale e in grado non solo di cogliere, ma anche di promuovere le diverse dimensioni della cultura: un evento, un paesaggio, un’attività umana si dispiegano infatti davanti al suo sguardo sempre sullo sfondo del ricordo di un ambiente diverso, lontano nel tempo. La prima edizione dell’iniziativa Filmare l’Alterità, realizzata dal Dipartimento SAGAS dell’Università di Firenze, è nata con un obiettivo ben chiaro: provare a rappresentare tale sguardo, attraverso i dispositivi mobili e le immagini in movimento. Ciò che abbiamo chiesto di fare ai cittadini stranieri residenti a Firenze e comuni limitrofi è stato di raccontarci non la loro vita, bensì la nostra, e di farlo a partire dal paesaggio urbano.”

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eBook di filosofia: A. Brusadin, Wittgenstein e Hanslick. Per una valutazione del formalismo musicale

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Alessandra Brusadin, Wittgenstein e Hanslick. Per una valutazione del formalismo musicale

Tesi di dottorato discussa presso l’Università di Padova (2013)

“Obiettivo del presente lavoro è offrire una valutazione del formalismo musicale, così come è stato concepito da Eduard Hanslick nel Bello musicale, a partire dalle riflessioni sull’estetica e sulla musica di Ludwig Wittgenstein. Dopo una breve ricostruzione della storia del concetto di musica assoluta e del contesto storico-estetico in cui questo ha avuto origine – vale a dire l’estetica romantica della musica, rappresentata ai suoi esordi da autori come Wilhelm Heinrich Wackenroder, E. T. A. Hoffmann e Arthur Schopenhauer – viene proposta una definizione di formalismo in linea con le tesi contenute nel trattato di Hanslick. A partire da questa formulazione viene avviato un confronto fra la visione della musica hanslickiana e le riflessioni sulla musica e, in generale, sull’estetica di Wittgenstein, con riguardo tanto agli scritti della prima fase della produzione del filosofo – in particolare il Tractatus logico-philosophicus – quanto agli scritti della seconda fase – nello specifico le Ricerche filosofiche e le Lezioni sull’estetica. Le considerazioni sulle corrispondenze e divergenze che si possono scorgere fra il pensiero di Hanslick e quello di Wittgenstein aprono la discussione a una valutazione della plausibilità della dicotomia formalismo-antiformalismo e, in particolare, a una riflessione sulla direzione verso la quale l’estetica dovrebbe tendere per essere un momento di effettiva comprensione delle opere d’arte e del nostro rapporto con esse.”

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eBook di filosofia: A. Cappabianca, La parata dei fantasmi. Proposte per una filosofia post-cinema

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Alessandro Cappabianca, La parata dei fantasmi. Proposte per una filosofia post-cinema

“L’invenzione del cinema, perfezionamento della fotografia, ha dato modo agli umani di vedere doppi realistici di corpi in azione, in realtà ombre, fantasmi, spettri, prima muti, poi parlanti, suscitabili a piacere a ogni proiezione, con il solo limite d’essere condannati a ripetere ogni volta gli stessi gesti, a pronunciare le stesse parole. Eppure questo limite non è solo una condanna, non è solo ripetizione, non ricalca necessariamente i sentieri dell’identico. Il cinema, in certi casi, è in grado di veicolare con le sue immagini qualcosa come una quintessenza, e quelle ombre, quegli spettri, quei doppi, sono in grado di dirci, sul nostro corpo, sul rapporto con il mondo, sui movimenti, sui gesti, sul tempo, sull’identità, sulla memoria, sul mito, qualcosa di rilevante anche sul piano filosofico.
È quanto si spera risulti dalla lettura di queste note, avvertendo comunque che esse, nel loro andamento non sistematico, si appoggeranno a oggetti e soggetti filmici in apparenza eterogenei, da Pasolini a Orson Welles, da Rossellini a Bela Tarr, da Raul Ruiz a Bressane, da Tsai Ming Liang a Cronenberg, da Ejzenštejn a Godard, da Dreyer a Scorsese, da Fellini a Gianikian e Ricci Lucchi, da Chantal Akerman a Twin Peaks 3, non senza qualche rapido excursus teatrale, tra Artaud e Carmelo Bene.”

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Quaderni di PsicoArt: una collana editoriale online dedicata alle relazioni tra arte e psicologia

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I “Quaderni di PsicoArt” costituiscono una collana di testi on line, diretta da Stefano Ferrari, che affianca l’attività di “PsicoArt. Rivista on line di arte e psicologia”.

PsicoArt si propone come autonomo luogo di ricerca e riflessione sulle relazioni tra arte e psicologia. Molte sue iniziative sono collegate alle attività della IAAP – International Association for Art and Psychology – sezione di Bologna, che ha presso il Dipartimento delle Arti la sua sede legale e operativa.

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PsyArt Journal: una rivista online di psicologia delle arti

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PsyArt Journal è l’interessante rivista accademica online dedicata allo studio psicologico delle arti.

Il periodico pubblica circa 15 articoli per anno e ha iniziato le pubblicazioni nel 1997. La rivista è “spogliata” nelle seguenti banche dati: PMLAPsycInfo e DOAJ.

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eBook di filosofia: E. G. Carlotti, Esperienza e coscienza. Approcci alle arti performative

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Edoardo Giovanni Carlotti, Esperienza e coscienza. Approcci alle arti performative

“Esperienza e coscienza sono concetti in grado di collegare approcci all’emozione estetica distanti per impostazione e cultura come quelli del pensiero indiano medioevale, della teoria psicologica vygotskijana e delle moderne neuroscienze cognitive. Le arti performative costituiscono un campo di studio ideale per cercare di individuare gli elementi che identificano l’esperienza estetica come fenomeno peculiare del comportamento umano, ove i dati della percezione sono elaborati nel contesto di uno stato della coscienza distinto da quello quotidiano. Ogni indagine di questo fenomeno, che oltrepassa il mero interesse artistico, deve necessariamente articolarsi secondo un approccio interdisciplinare, armonizzando dati empirici e fenomenologici all’interno di definite coordinate storico-culturali.”

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eBook di filosofia: L. Ercoli, Il paradigma nostalgico da Rousseau alla società di massa

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Lucrezia Ercoli, Il paradigma nostalgico da Rousseau alla società di massa

Tesi di dottorato discussa presso l’Università di RomaTre (2016)

“In Retro We Trust, recita uno slogan pubblicitario. Il fenomeno della nostalgia è in espansione. Il passato non è mai stato così presente. La nostalgia è una malattia che contagia tutto: la filosofia, la società, la politica, ma anche il cinema, la letteratura, la fotografia, la televisione, la tecnologia, il cibo, l’arte, la moda, i viaggi, gli stili di vita. Il paradigma nostalgico è diventato il tratto distintivo della cultura contemporanea, indissolubilmente legato alla diffusione della popular culture, filtrato dalle memorie individuali di spettatori-consumatori. La nostalgia non è solo un modo tra gli altri per rapportarsi con il passato, ma la possibilità privilegiata – forse unica – di contatto con il tempo e con la storia.

La tesi – ripercorrendo le tappe dello sviluppo del paradigma nostalgico che coinvolge tutta la tradizione occidentale da Esiodo a Rousseau – evidenzia i nodi tematici e le domande che le interpretazioni della nostalgia contemporanea lasciano aperte. Se la nostalgia contemporanea è un mero tentativo di abuso e di sfruttamento della memoria individuale e collettiva, che cosa rimane del sentimento struggente della nostalgia romantica? Se la nostalgia contemporanea è un prodotto artificiale di un sistema socio-economico che assume le sembianze di un passato inventato, che cosa rimane dell’originario desiderium di ovidiana memoria? Se la nostalgia contemporanea è un bisogno indotto votato ad alimentare il consumismo globale, che cosa rimane del dolore della rimembranza poetica? In altri termini il presente lavoro si domanda: la rammemorazione [Eingedenken], cara al pensiero filosofico del Novecento, è diventata stile à la page, superficiale tendenza? La nostalgia, il sentimento caro al romanticismo, ha perso la sua “aura” diventando riproducibile su youtube?

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