Archivi categoria: Estetica

eBook di filosofia: M. Pascali, Estetica ed etica del “cibo-senza cibo”

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Michelangelo Pascali, Estetica ed etica del “cibo-senza cibo”

“The excess of food – so typical to our Western civilization – has paradoxically brought about the fact that we concentrate on managing a surplus rather than a deficit. This shift both from our daily natural necessity to feed ourselves and from our natural need has generated a further separation from nature itself. This process, thrusting its roots in the cultural history of rational modern man, is connected with a new way of seeing the role, the figure, and the social image of modern man himself. With its originality, today’s food-related collective thought can adequately indicate these major developments. As a matter of fact, the presentation of the “void” and of the “artificial” represents a binding criterion to adjust to in offering some courses/dishes which are the expression of social belonging and status.”

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eBook di filosofia: I. Taillandier-Guittard (a cura di), Métaphore et musique

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Inès Taillandier-Guittard (a cura di), Métaphore et musique

“Figure de style indissociable de toute entreprise rhétorique, la métaphore a toujours occupé une place privilégiée au sein des discours sur la musique, quelles que soient leur nature et leur visée. Par ailleurs, la musique est elle-même utilisée comme élément de comparaison lorsqu’il s’agit d’appréhender des phénomènes extra-musicaux. La métaphore s’est pourtant vue critiquée, voire rejetée, notamment au nom de théories qui revendiquent la pureté de toute contemplation esthétique, ou en raison de son inadéquation supposée au phénomène qu’elle entend élucider.
Mais que l’on en fasse le réquisitoire ou le plaidoyer, la métaphore demeure au centre de toute réflexion sur l’intelligibilité du sonore et – inversement – sur la musique comme source d’intelligibilité de phénomènes non musicaux. Le présent ouvrage cherche dès lors à rendre compte d’une omniprésence qui procède, certes, d’une habitude langagière, mais qui met surtout au jour la singularité d’un mode de perception, ainsi que l’originalité des analyses et des descriptions qu’il engendre.”

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eBook di filosofia: Cahier de traductions de Theodor Lipps

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Mildred Galland-Szymkowiak  e Natalie Depraz (a cura di), Cahier de traductions de Theodor Lipps

“Ce cahier de traductions de textes de Thedor Lipps (1851-1914) a été conçu en lien direct avec la publication d’un numéro double consacré dans la revue de Métaphysique et de Morale à cet auteur (n° 2017/4 et 2018/1). Les textes traduits relèvent de différents domaines de la psychologie de Lipps : conception de la psychologie, de la conscience et de l’inconscient ; perception et connaissance d’autrui ; esthétique. La première version du cahier sur HAL comprend les traductions associées au premier volume. Une deuxième version sera augmentée des traductions associées au deuxième volume (trad. par N. Depraz, Jean-François Lavigne, Maria Gyemant). Pour la version 1, associée à RMM 2017/4, les textes traduits de Lipps sont les suivants : Leitfaden der Psychologie, Leipzig, Wilhelm Engelman, 3e éd. 1909, p. 48-51, trad. fr. par Natalie Depraz ; Ästhetik. Psychologie des Schönen und der Kunst. I. Teil : Grundlegung der Ästhetik, Leipzig, Voss, 1903, p. 224-243, trad. fr. par Michel Espagne ; Raumästhetik und geometrisch-optische Täuschungen, Leipzig, J. A. Barth, 1897, p. 3-21, trad. fr. par Mildred Galland-Szymkowiak. “

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eBook di filosofia: C. L. Montesquieu (trad. R. Campi), Saggio sul gusto nelle cose della natura e dell’arte

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Charles Louis Montesquieu (traduzione di Riccardo Campi), Saggio sul gusto nelle cose della natura e dell’arte

“Il gusto è particolarmente importante, perché consente agli individui di effettuare delle operazioni di classificazione mediante le quali attribuiscono un ordine e un senso al mondo naturale e sociale in cui vivono. Il suo funzionamento però è ancora in gran parte un mistero. I primi studiosi a cercare di comprenderlo sono stati i filosofi, a cominciare da Montesquieu, che ha pubblicato nel 1757 il suo Saggio sul gusto all’interno della celebre Enciclopedia curata da Diderot e D’Alembert. In tale saggio il gusto veniva considerato come la facoltà umana di scoprire il livello di piacere che il soggetto può ricevere da parte di ogni oggetto che entra nel suo ambito di percezione. L’interpretazione di Montesquieu ci fa comprendere come nel XVIII secolo la concezione del gusto si sia profondamente modificata. L’imporsi nella società della cultura moderna, basata sul culto della razionalità umana e sulla centralità del punto di vista del singolo individuo, ha messo bruscamente in discussione infatti la tradizionale concezione del ruolo dell’estetica, i cui canoni derivavano dalla natura o comunque da qualcosa che era indipendente dall’esperienza umana. L’individuo moderno invece si è posto il problema di conciliare la soggettività della sua percezione, cui è attribuita per la prima volta una notevole importanza, con l’oggettività di tutto quello che è presente al suo esterno.” Vanni Codeluppi , Gusto in http://www.doppiozero.com

 

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eBook di filosofia: A. P. Olivier, Hegel’s Last Lectures on Aesthetics in Berlin 1828/29 and the Contemporary Debates on the End of Art

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Alain Patrick Olivier, Hegel’s Last Lectures on Aesthetics in Berlin 1828/29 and the Contemporary Debates on the End of Art

” The thesis of the “death of art” or the “end of art” is both a central and a structural thesis in Hegel’s Aesthetics and one of the most discussed of his philosophy. One can wonder, nevertheless, how the End-of-Art is compatible, even constitutive of a theory of contemporary art. The problem is both a current and a historical one. In this paper, I try to consider this paradox while returning to the very sources of Hegel’s philosophy, i.e. to what is deemed the origin of the “rumour” of an “end of art” thesis, namely in the letters written by his student and composer Felix Mendelssohn Bartholdy. I take then into account how the thesis appears in the last lecture on aesthetics given by Hegel at the Berlin University in 1828/29, in order to clarify to what extent the thesis is compatible or not with the possibility of modern art, and if Arthur Coleman Danto’s and Dieter Henrich’s assumptions for example are tenable regarding the new sources”

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eBook di filosofia: F. Bandi, Mikel Dufrenne e l’esperienza estetica

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[Dino Formaggio con Mikel Dufrenne]

Fabrizia Bandi, Mikel Dufrenne e l’esperienza estetica

Tesi di dottorato conseguita nel 2016 presso l’Università degli Studi di Palermo

“Il pensiero di Mikel Dufrenne si inserisce in modo originale negli esisti dell’estetica fenomenologica, che già si era sviluppata in ambito tedesco a partire dagli studi delle Ricerche Logiche, e della quale Dufrenne deve essere considerato l’unico prosecutore nel panorama francese.

La sua non è chiaramente una fenomenologia rigorosa, come egli stesso ammette più di una volta, ma si inserisce nell’ambito di quella fenomenologia francese che esalta la percezione del corpo, a discapito degli aspetti trascendentali della soggettività. Pur con queste sfumature, il nucleo imprescindibile dal quale Dufrenne dà avvio ad ogni riflessione è sempre il rapporto intenzionale tra soggetto e oggetto. La fenomenologia, nonostante gli esiti della sua filosofia, alimenta sempre il suo pensiero. Riflette, amplia e distorce, se vogliamo, i concetti della fenomenologia husserliana, non per abbandonarli però, ma per ricomprenderli, al punto, come già aveva fatto Merleau-Ponty, da voler vedere perfino oltre le pagine husserliane.” (dall’Introduzione)

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eBook di filosofia: E. Mareschi, Videoestetiche dell’emergenza. L’immagine della crisi nella sperimentazione audiovisiva

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Elena Mareschi, Videoestetiche dell’emergenza. L’immagine della crisi nella sperimentazione audiovisiva

“Crisi, emergenze, catastrofi. I fatti dell’11 settembre 2001 hanno inaugurato un millennio in cui sembrano intensificarsi guerre e conflitti, pandemie, emergenze ecologiche, e il nuovo disordine mondiale genera impoverimento e disuguaglianze, esaspera paure personali e collettive. Con un approccio interdisciplinare che non trascura cenni storici, antropologici e sociologici, il libro propone l’analisi di un ampio ventaglio di opere realizzate da artisti di vari paesi del mondo nell’ultimo quindicennio su emergenze e crisi planetarie. Una produzione “deterritorializzata”, in cui la pratica e l’etica del cinema del reale sono recuperate in modo innovativo, tra le estetiche incerte degli smartphone e l’eredità del cinema sperimentale e della videoarte in dialogo col digitale.”

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roots§routes: una rivista online di cultura visuale

logo routes

roots§routes. Research on visual cultures è la rivista online indipendente di cultura visuale.

“[Il periodico] nasce dall’esigenza di aprire uno spazio di riflessione sul ruolo che svolgono, o potrebbero svolgere, le estetiche contemporanee in relazione a tematiche o contesti di tipo antropologico, rispetto a uno scenario mondiale che ridiscute e problematizza il concetto di coloniale e postcoloniale”. […]

La rivista intende operare una rilettura contestuale e posizionata del coloniale e  del postcoloniale come processi di portata globale e transnazionale che hanno riguardato – e riguardano tuttora – tanto i Paesi colonizzatori quanto quelli colonizzati (seppure in modi diversi) ma anche quei paesi che, apparentemente, non hanno mai attraversato l’esperienza diretta del colonialismo.”

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Mediascapes Journal: una rivista online sulla comunicazione e sui mass media

MediascapeJournal

Mediascapes Journal è una rivista online accademica semestrale sul mondo della comunicazione e dei mass media.

Il periodico è organizzato in due parti: una sezione monografica di saggi, in cui diversi studiosi si confrontano sui temi di maggiore attualità e “percorsi di ricerca” con contributi teorici ed empirici di diversa provenienza, attraverso una call for papers sempre aperta.

“Nata nel 2013, Mediascapes Journal è la prima rivista italiana espressamente dedicata ai media studies, dove studiosi di diverse generazioni e approcci di analisi possono confrontare teorie, metodologie e sguardi critici.”

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Flusser Studies: la rivista online dedicata a Vilém Flusser

Flusser studies

Flusser Studies è la rivista oline accademica che pubblica articoli e saggi sul pensiero di Vilém Flusser (1920-1991), ponendo l’accento sull’approccio multidisciplinare e multilingue delle sue opere. La rivista è semestrale, pubblica in lingua inglese, tedesca, francese, ceca, spagnola e italiana e accetta contributi.

 “The journal seeks to promote scholarship on different aspects of specifically interdisciplinary and multilingual approaches Flusser himself developed in the course of his career as a writer and philosopher. These approaches range from Communication Theory to Translation Studies, Cultural Anthropology to the New Media.

Flusser wrote his texts in different languages, translating himself over and over again, moving from English, to Portuguese, German, French and back again. Similarly he worked by juxtaposing and contaminating different discourses: philosophy, anthropology, communication theory, art and design, zoology to mention only a few.

Among his most original contributions in this context are his philosophical fictions – above all Vampyroteuthis infernalis – scientific fables on the borderline of literature, science and philosophy.”

Vi segnaliamo anche la ricca linkografia presente nel sito della rivista, la sezione dedicata alle news (segnalazione di pubblicazioni, traduzioni, convegni…) e quella dedicata alle recensioni e agli interventi fatti in convegni a tema.

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