Archivi categoria: Filosofia antica

Encyclopædia Iranica: l’enciclopedia online dedicata alla civiltà iranica

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L’Encyclopædia Iranica è l’enciclopedia online dedicata alla storia e alla cultura (compreso l’aspetto filosofico) della civiltà iranica diffusa nel Medio Oriente, Caucaso, Asia centrale e India. L’enciclopedia è il frutto di un progetto internazionale guidato dalla Columbia University e coordinato da  Ehsan Yarshater insieme a un team di Consulting Editors.

” The geographical focus is on Iran and Afghanistan, as well as parts of the Middle East, the Caucasus, Central Asia, and the Indian subcontinent; however, relations between these societies, their direct neighbors, and other parts of the world are included. The time span covered extends from the dawn of prehistory to the present, but biographies of living persons are not included.”

Nel sito della rivista trovate anche una ricca linkografia, segnalazioni di eventi e congressi e una gallery di opere di artisti iraniani supportati dalla Encyclopaedia Iranica Foundation.

L’enciclopedia ha lanciato anche il tag project: si possono suggerire delle tag per arricchire e aumentare l’accesso alle voci.

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Areté. Revista de filosofia: una rivista online di filosofia

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Areté. Revista de filosofia è la rivista online semestrale di filosofia edita dal “Departamento de Humanidades” della Università Cattolica del Perú (PUCP).

La rivista pubblica articoli e saggi in lingua spagnola e inglese che possano dare un contributo significativo alla discussione e alla riflessione filosofica. In ogni numero è presente la rubrica dedicata alle recensioni, oltre a resoconti di dibattiti e interviste a filosofi.

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Klēsis. Revue philosophique: una rivista online di filosofia

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Klēsis. Revue philosophique è una rivista online di filosofia che vuole offrire una vetrina alle ricerche che si svolgono in Francia e in Europa. La rivista, nata nel 2006, è curata da un equipe di giovani ricercatori coordinata da un comitato scientifico internazionale.

“Klēsis souhaite continuer de représenter une plateforme d’échanges entre spécialistes de différents domaines d’études, de discussions entre étudiants et professeurs et, finalement, de dialogues entre philosophes et sympathisants de la philosophie. D’inspiration philosophique, la revue reste ouverte aux autres disciplines qui entretiennent de près ou de loin un lien avec la philosophie. 

 

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Dizionario di Filosofia Treccani

 

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Nel portale Treccani.it, potete trovare la digitalizzazione del Dizionario di Filosofia Treccani, un importante strumento per le vostre ricerche.

Potete digitare le parole che vi interessano o scorrere le voci seguendo, per esempio, le macro aree dell’enciclopedia:

Biografie: la riflessione critico-razionale sugli aspetti piu generali del reale e dell’attivita intellettuale e pratica dell’uomo attraverso le biografie dei maggiori pensatori di tutti i tempi.

Dottrine teorie e concetti: le correnti di pensiero, le teorie, i postulati, le scuole filosofiche e la terminologia specialistica della filosofia dall’antichita a oggi.

Epistemologia: l’epistemologia come scienza della conoscenza scientifica e come indagine critica intorno alla struttura logica e alla metodologia delle scienze.

Estetica: dapprima “disciplina riguardante la conoscenza sensibile o la percezione”, dal 19? sec. in poi il suo significato prevalente e quello di “disciplina riguardante il bello, la produzione e i prodotti dell’arte e il giudizio di gusto su di essi”.

Etica e morale: il ramo della filosofia che si occupa del comportamento umano in quanto frutto di una scelta consapevole tra azioni ugualmente possibili, appartenenti alle opposte categorie del bene e del male, del giusto e dell’ingiusto.

Logica: l’insieme delle dottrine che presiedono al corretto uso dell’argomentazione e del linguaggio al fine di stabilire la verita o la falsita di un enunciato.

Storia del pensiero filosofico: La nascita e l’evoluzione del pensiero filosofico: i termini, i concetti, le teorie e gli orientamenti della filosofia antica.

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eBook di filosofia: Platone, Menone

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Platone (a cura di Dario Zucchello), Menone. Introduzione, traduzione e commento

“Dialogo di Platone. Vi si affronta il problema della virtù per stabilire se essa possa essere insegnata (come pretendono i sofisti). Socrate, personaggio del dialogo, mediante il procedimento ironico, mostra quanto sia difficile definire cosa sia la virtù in quanto forma unica cui ricondurre tutte le virtù particolari: il coraggio, la temperanza, la giustizia, ecc. (72 c-d). Con il suo tocco di torpedine (79 a-d) egli lascia frastornati gli interlocutori che tentano di definire la virtù in relazione alla politica e al comando, al bello e al buono, e alla capacità di procurarselo (77 a-78 b). Occorre stabilire se della virtù vi sia scienza e, successivamente, se, in quanto oggetto di scienza, essa sia insegnabile. Socrate illustra il procedimento dialettico condotto in base all’interrogazione (75 d), la maieutica, e successivamente se ne avvale per interrogare uno schiavo sulle proprietà geometriche del quadrato in modo che questi le ‘ricordi’ benché non sapesse di conoscerle. È così illustrata la teoria dell’anamnesi. «Non v’è da stupirsi se [l’anima] possa far riemergere alla mente ciò che prima conosceva» (81 c) e, in tal senso, conoscere è ricordare (85 d). La scienza, al modo della scienza matematica, prende avvio da assunti ipotetici per approdare a conoscenze che l’anima, immortale, possiede da sempre. La virtù non è però innata, al modo della scienza (dunque ricavabile mediante l’anamnesi), e non è neppure insegnabile, come dimostra il fatto che politici eminenti, quali Temistocle o Aristide, pur possedendola, non abbiano potuto insegnarla ai figli. Essa dipende non dalla scienza, ma dall’opinione «vera» (ἀληθὴς δόξα) o «retta» (ὀρθὴ; 98 b-c), la quale, non meno buona o utile della scienza, è però una «ispirazione divina», al modo della μανία dei poeti e degli indovini.” (tratto da Treccani.it)

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Indici online della rivista Philosophie Antique

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Philosophie Antique è la rivista dedicata alla filosofia antica  che non solo dà spazio  ad articoli e saggi di studiosi francesi ma che si propone di contribuire al confronto e alla ricerca pubblicando lavori di studiosi di altri paesi in lingua francese o nella loro lingua di origine.

“Son ambition est en effet d’être l’écho des recherches en cours, aussi bien de celles de chercheurs confirmés que de jeunes chercheurs.”

Nel sito della rivista trovate gli indici e gli abstract dei numeri pubblicati.

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Risorse bibliografiche su Damascio

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Se volete approfondire il pensiero di Damascio, ultimo rappresentante della Scuola di Atene, vi segnaliamo la pagina a lui dedicata del De Wulf , Mansion Centre for Ancient, Medieval and Renaissance Philosophy .

Vi trovate le edizioni e le traduzioni del pensatore e una bibliografia a cui si può contribuire inviando segnalazioni.

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eBook di filosofia: A. Arci, L’orizzonte del vivente. Individui, parti e sostanze in Aristotele

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Annalisa Arci, L’orizzonte del vivente. Individui, parti e sostanze in Aristotele

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History of Philosophy without any gaps: podcast di storia della filosofia

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History of  Philosophy without any gaps è il portale che raccoglie podcast sulla storia della filosofia ad ampio raggio: è inclusa anche quella indiana e araba e in generale pensatori ritenuti “minori”.

Il portale è curato da Peter Adamson, docente di Filosofia presso Professor of Philosophy la  LMU di Monaco e il  King’s College di Londra.

“Basically it means that I cover minor figures as well as major ones, and try to tell a continuous story. I also take it to mean paying attention to material that is arguably not “philosophical,” but is at least of importance to the history of philosophy, such as natural science, theology and mysticism, as well as a fair amount of plain old historical context. On the blog I put up a series of “rules” for doing the history of philosophy, spelling out this methodology and its motivations at greater length. Two important consequences of the approach are that I am covering women in the history of philosophy as much as possible, and looking at non-Western cultures (apart from the aforementioned series on India, Islamic philosophy has already been dealt with in immense detail).”

 

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eBook di filosofia: Plotinos, Complete Works

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Plotinos, Complete Works in chronological order, grouped in four periods; with biography by Porphyry, Eunapius, & Suidas, commentary by Porphyry, illustrations by Jamblichus & Ammonius, studies in sources, development, influence, index of subjects, thoughts and words

Fino all’età di 49 anni ca. Plotino non scrisse nulla, fedele all’accordo stipulato con i suoi sodali per cui non avrebbe rivelato niente della filosofia del maestro Ammonio. Compose successivamente 54 trattati, raccolti da Porfirio in sei gruppi di nove scritti ciascuno, le Éννεάδες, pubblicati secondo un criterio sistematico e non cronologico; la prima enneade riguarda l’individuo, la seconda e la terza sono dedicate al mondo sensibile, la quarta all’anima, la quinta all’intelletto, la sesta all’Essere e all’Uno. Il neoplatonismo plotiniano, che del sistema platonico riprende specialmente le formulazioni più tarde, sviluppa l’idea della discesa graduale dal divino al mondano, ma cercando di eliminare da quella idea ogni elemento contrastante con il dogma fondamentale della teologia classica, e cioè con l’idea della perfezione immobile e inattiva di Dio. In esso perciò il concetto della creazione appare sostituito da quello dell’emanazione, cioè del singolare processo per cui ogni realtà molteplice dell’Universo discende dall’assoluta unità di Dio, senza peraltro che questa deroghi in nulla dalla sua purissima trascendenza e sia in alcuna misura diminuita da tale derivazione. Secondo l’immagine a cui più spesso ricorre questa filosofia, il principio divino è come la realtà luminosa, da cui la luce si diffonde incessante senza che per ciò a quella realtà venga meno neppure la minima parte della sua sostanza: di qui il nome di «effulgurazione» (περίλαμψις, ἔλλαμψις, lat. effulguratio), che sempre più si afferma nell’ulteriore corso del neoplatonismo e che viene usato talvolta per fornire all’idea dell’emanazione una maggiore evidenza intuitiva. Plotino parla talvolta di uno «scorrere», di un «defluire» (ῥεῖν, ἀπορρεῖν) di tutte le molteplici determinazioni del mondo dalla prima fonte dell’Uno, ma avverte che tale espressione è puramente metaforica, perché l’Uno non perde, per tale efflusso, nulla della sua sostanza: questa è la ragione per cui egli ricorre più spesso alle metafore attinte alla sfera dei fenomeni luminosi. Il termine πρόδος («processione») si incontra occasionalmente nelle Enneadi, ma sono frequenti i verbi corrispondenti προιέναι e προβαίεναι. La processione ipostatica è descritta attraverso l’immagine della luce che va progressivamente affievolendosi nella sesta Enneade (4, 9). La processione è un’operazione che si compie nella dimensione dell’eterno: l’Uno genera ab aeterno l’Intelligenza, per una sorta di sovrabbondanza della sua essenza; l’Intelligenza genera l’Anima del mondo e le anime individuali in quanto contempla l’Uno: il suo contemplare è un generare; l’Anima genera infine il mondo sensibile in virtù della sua contemplazione nel νοῦς dei paradigmi ideali delle cose. Centrale è nel sistema plotiniano la prima determinazione dell’assoluto principio (cioè dell’Uno affatto indeterminato e ineffabile), a proposito del quale P. si ricollega all’antico motivo eleatico-zenoniano dell’unità sovrastante a ogni determinazione molteplice, non senza però valersi anche dell’accentuazione della trascendenza divina operata dal medio platonismo e da Filone di Alessandria, culminanti nella tesi che tale primo e divino principio potesse essere definito soltanto negativamente, attraverso l’astrazione da ogni determinazione concreta. Tale prima determinazione è quella per cui l’Uno stesso si sdoppia nella dualità del νοοῦν e del νοοῦμενον, del pensante e del pensato, e si pone perciò come νοῦς «intelletto», che, pur distinguendosi in quei termini, s’identifica con entrambi, perché la sua assoluta consapevolezza non sussisterebbe se la realtà intelligente non fosse la stessa realtà intelletta, e viceversa. Questa autocoscienza resta d’altronde formulata sullo schema della teologia aristotelica, assumendo poi insieme anche un aspetto schiettameme platonico, in quanto l’intelletto viene a identificarsi con lo stesso «mondo intelligibile» (κόσμος νοητός) in cui si vede compreso (anche qui attraverso le interpretazioni del medio platonismo e di Filone) tutto il mondo delle idee, propriamente considerate come concetti, contenuti logici di coscienza. S’intende quindi come il terzo momento in cui si articola il processo emanativo plotiniano sia quella stessa «anima» (ψυχή), che nel sistema platonico appare per certi aspetti come realtà intermediaria tra il mondo ideale e quello materiale: materiale, infatti, o meglio costituito di idealità e di materialità e procedente per gradi verso una sempre maggiore assenza della prima e presenza della seconda (da cui, come si è detto, la sua somiglianza con il mondo aristotelico delle sostanze materiate), è tutto il complesso delle realtà che discendono da queste prime tre ipostasi e che, attraverso la terza, traggono principalmente il loro lume dalla seconda. Qui il sistema di P. accoglie in sé anche elementi stoici, perché, in quanto principi generatori della realtà molteplice nella natura, le idee costituenti il κόσμος νοητός dell’intelletto si riflettono nell’anima come λόγοι σπερματικοί, rationes seminales, cioè come principi in cui la pura razionalità dell’intelligibile si arricchisce di un carattere concretamente creativo. L’Intelligenza dà infatti le ragioni seminali all’Anima dell’Universo, «l’anima che procede da questa ed è dopo l’Intelligenza le dà all’anima che viene dopo di sé illuminandola e informandola e quest’ultima, quasi per incarico, produce le cose» (Enneadi, II, 3, 17). L’Uno, l’Intelletto e l’Anima universale sono dunque le tre «ipostasi» (ὑποστάσεις, e cioè, anche etimologicamente, substantiae, realtà sussistenti in sé come ideale fondamento di tutte le altre), che nel neoplatonismo plotiniano, conciliante nella sua sintesi le più importanti concezioni della metafisica e della gnoseologia precedenti, manifestano il processo di discesa dal principio supremo fino ai limiti del sensibile e forniscono così l’esempio fondamentale di quel processo emanatistico, che da un lato deduce il mondo da Dio e dall’altro mira a non abbassare Dio nel mondo. Se il motivo dell’emanazione viene in tal modo a definirsi come originale compromesso tra la teologia ellenica della trascendente inattività divina e la teologia cristiana che afferma la presenza di Dio nel mondo, operante come volontà creatrice (per cui vasto fu l’influsso di P. sulla stessa patristica greca), è anche vero che la conclusione morale del suo sistema resta inquadrata nell’ambito dell’etica classica, fondata sull’ideale pratico dell’inerte e indifferente considerazione delle cose. Riprendendo le concezioni platoniche e aristoteliche, egli afferma infatti la superiorità della teoria sulla prassi e indica nella contemplazione il modo di attuazione di quella assimilazione al divino (ὁμοίωσις ϑεῷ), che costituisce il fine ultimo dell’umano operare, mentre nell’intuizione del primo principio culmina l’ascesa etica, che, progredendo dalle virtù etiche a quelle dianoetiche, si attua come ritorno all’Uno di ciò che dall’Uno ha tratto origine. Ma d’altronde, in quanto l’Uno trascende ogni determinazione logica, la sua intuizione non potrà essere razionale conoscere e contemplare (cui la pluralità è infatti necessariamente connessa nella distinzione del soggetto e dell’oggetto), ma si attuerà misticamente, come slancio d’amore e completa dedizione, nell’uscita dell’individuo da sé stesso (ἔκστασις); l’estasi è infatti distacco dal sensibile, dal razionale, da ogni dimensione puramente individuale, attraverso la quale l’anima può risalire i gradi dell’emanazione e ritrovarsi sola con l’Uno: «Questa è la vita degli dei e degli uomini divini e beati; distacco dalle cose di quaggiù, vita che non si compiace più delle cose terrene, fuga di solo a solo» (Enneadi, VI, 9, 11). Nella Vita di Plotino, per sottolineare l’eccezionalità di questa esperienza, Porfirio racconta come essa sia stata vissuta dal maestro soltanto quattro volte. Quello di estasi è un concetto tipico del pensiero plotiniano, che costituisce il limite in cui la teoreticità dello spirito greco, impegnato a risolvere problemi che sono ormai essenzialmente etico-religiosi, sembra annullarsi come tale. Nel momento in cui si rende evidente il declino del paganesimo, si afferma un clima religioso in cui è sempre più frequente il ricorso a pratiche magico-teurgiche, cresce lo spazio concesso all’irrazionalismo e si acutizza il conflitto con la religione cristiana, il pensiero di P. si propone tuttavia come la rivendicazione di una filosofia razionale e spirituale erede di una tradizione che ha ancora l’ambizione di rispondere agli interrogativi e alle esigenze del suo tempo.” (tratto da Treccani.it)

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