Archivi categoria: Filosofia contemporanea

eBook di filosofia: A. Giacomelli, Simbolica per tutti e per nessuno. Linguaggio e figurazione in “Così parlò Zarathustra”

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Alberto Giacomelli, Simbolica per tutti e per nessuno. Linguaggio e figurazione in “Così parlò Zarathustra”

Tesi di dottorato discussa presso l’Università degli Studi di Padova (2012)

“I personaggi simbolici (Sinn-bilder) di Also sprach Zarathustra sono immagini sensibili, maschere sotto le quali si celano figure che vanno dallo spirito libero al melanconico, dallo scienziato positivista al genio artistico, dal socialista al libertino. Si tratta da un lato di archetipi simbolici senza tempo, di simboli eterni che costituiscono il basso continuo dell’antropologia filosofica, dall’altro di configurazioni dell’umano che rappresentano lo specchio di malattie tipicamente moderne, quali il venir meno di riferimenti assoluti (Sinnlosigkeit) e di fondamenti (Grundlosigkeit), che si articolano nelle molteplici sfaccettature del nichilismo. Alla modalità simbolica della personificazione s’intreccia nell’opera l’utilizzo, altrettanto simbolico e mutuato dalle favole e dai bestiari medievali, degli animali (Tier-bilder, Tier-gestalten) e delle cose, che si configurano come geroglifici, mezzi simbolici, che per lo più sfuggono ad un’interpretazione univoca e ad una decodificazione esaustiva, di cui Nietzsche-Zarathustra si serve per veicolare tutto il suo pensiero critico, tutta la propria filosofia.
La presente dissertazione propone dunque esegesi simbolica dell’opera più controversa del pensiero nietzscheano. Nel primo capitolo si è tentato di mettere in luce l’innovativo e peculiare rapporto tra contenuto e forma che caratterizza il linguaggio e lo stile scritturale dello Zarathustra, in cui attraverso il simbolo, l’allegoria, la metafora e l’enigma si esprime quell’intreccio filosoficamente essenziale non solo per l’estetica, ma per la filosofia in senso lato, tra filosofia e poesia, riflessione e ispirazione, volontà di verità e amore per la maschera.
Nel secondo capitolo viene proposta un’esegesi del Prologo, che si configura come sfida allegorica volta a selezionare il lettore degno di essere iniziato ai misteri dell’opera. Senza mai prescindere dall’ inevitabile quanto costante riferimento ai capitoli che costituiscono i primi tre libri dell’opera, si proporranno in una prima sezione alcune riflessioni sul rapporto intrattenuto tra Also sprach Zarathustra e Die fröliche Wissenschaft, nonché sul problema del tramonto della soggettività e della dialettica della maschera. In una seconda sezione verranno prese in considerazione le costellazioni metaforiche legate al simbolo del Sole e alla nozione di «virtù che dona», infine in una terza sezione si tenterà di delineare la controversa dottrina dell’Übermensch e di completare l’analisi simbolica del Prologo.
Nel terzo capitolo è stata presa in considerazione una serie di immagini essenziali contenute nei primi tre libri dell’opera: oltre ai temi celebri – e forse persino inflazionati – dell’ Übermensch e dell’eterno ritorno, a costituire un occulto elemento unificante sono i riferimenti alle Stimmungen della malinconia e ai simboli del cosiddetto «spirito di gravità» (der Geist der Schwere – Schwermut). Questo rapporto tra Zarathustra e la rimuginante divinità saturnina consentirà, oltre ad una serie di riflessioni su una questione da sempre teoreticamente centrale quale quella del tempo, una riflessione sulla critica alla massificazione metropolitana e all’emblematico luogo della città.
La seconda e ultima sezione di questo capitolo prevede infine un’analisi puntuale dei cosiddetti «uomini superiori» («l’indovino», «i due re», «il coscienzioso dello spirito», «il mago», «l’ultimo papa», «l’uomo più brutto», «il mendicante volontario», «l’ombra») descritti nel quarto libro dell’opera.
Dall’esigenza di una disamina dei tipi umani (Charaktertypen), e degli esperimenti esistenziali che costituiscono quel volto insieme inquietante ed iridescente dell’epoca coeva ed immediatamente successiva alla vita di Nietzsche, nonché dall’auspicio di far emergere il colorito e folto consesso di paradigmi antropici e tipologie caratterologiche che abita l’opera nella sua dinamica vitalità, nasce quindi la sfida di un’indagine sulla simbolica dello Zarathustra, ossia di un’opera che vuol farsi per il lettore vera e propria esperienza di vita”

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eBook di filosofia: M. Zambrano, Persona y Democracia

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María Zambrano, Persona y Democracia

Raggiungeremo l’ordine democratico solo con la partecipazione di tutti in quanto persone, il che corrisponde alla realtà umana. E l’uguaglianza di tutti gli uomini, «dogma» fondamentale della fede democratica, dovrà essere uguaglianza tra persone umane, non tra qualità o caratteri, perché uguaglianza non significa uniformità. È, al contrario, il presupposto che permette di accettare le differenze, la ricca complessità umana e non solo quella del presente, ma anche quella dell’avvenire. È la fede nell’imprevedibile.” M. Zambrano, Persona e democrazia. La storia sacrificale, Bruno Mondadori, Milano 2000, p. 197

Approfondimenti sul testo in Nunzio Bombaci, Persona e democrazia nel pensiero di María Zambrano

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eBook di filosofia: S. Aurora, Filosofia e scienze nel primo Husserl. Per una interpretazione strutturalista delle Ricerche logiche

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Simone Aurora, Filosofia e scienze nel primo Husserl. Per una interpretazione strutturalista delle Ricerche logiche

Tesi di dottorato discussa presso l’Università degli Studi di Padova (2015)

“La dissertazione si prefigge un duplice scopo. Dal punto di vista storico-filosofico, essa intende ricostruire, nella prima parte, la genesi della fenomenologia husserliana, dagli anni della formazione scientifica e filosofica del giovane Husserl sino alla pubblicazione delle Ricerche logiche, dando particolare rilievo alle trasformazioni che coinvolgono la matematica e la psicologia negli ultimi tre decenni del XIX secolo. Da un punto di vista teoretico, invece, essa intende dimostrare come la filosofia del primo Husserl – di cui le Ricerche logiche, testo al quale è dedicata tutta la seconda parte, costituiscono senza dubbio l’esito più importante – risulti pienamente solidale a quella rottura epistemologica che avviene a cavallo tra Otto e Novecento e che consiste nell’emergenza, in vari ambiti disciplinari, di un paradigma scientifico di tipo strutturale.”

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eBook di filosofia: A. Manchisi, L’idea di bene in Hegel. Una teoria della normatività pratica

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Armando Manchisi, L’idea di bene in Hegel. Una teoria della normatività pratica.

Tesi di dottorato discussa presso l’Università degli Studi di Padova (2017)

“Oggetto del presente lavoro è il capitolo sull’idea del bene nella Logica di Hegel. Alla sua base si collocano tre ipotesi interpretative, fra sé legate:

a) che l’idea del bene riguardi il rapporto fra normatività pratica e realtà;
b) che sia possibile leggerla come una metaetica, ovvero come una riflessione di carattere ontologico, epistemologico e metodologico intorno alla sfera dell’agire libero;
c) che sia in grado di dialogare in modo proficuo con la riflessione metaetica contemporanea.

La tesi si divide in quattro capitoli. Il primo fornisce le coordinate generali per leggere e comprendere l’idea del bene. Obiettivo di queste pagine è soprattutto mostrare la rilevanza dell’analisi hegeliana per una teoria della normatività pratica.
A partire da ciò, il lavoro si confronta con quelle che possono essere considerate le tre coordinate fondamentali della normatività, ossia: oggettività (nel capitolo 2), realtà (nel capitolo 3), e verità (nel capitolo 4).
Il secondo capitolo si concentra sulla definizione hegeliana dell’idea del bene come autodeterminazione. Al centro di queste pagine si colloca il confronto fra il testo di Hegel e il modello metaetico costruttivista di matrice kantiana (Korsgaard).
Il terzo capitolo analizza la definizione dell’idea del bene come realizzazione, sviluppando un confronto con la posizione etica del proiettivismo (Mackie).
Il punto di arrivo di entrambe queste analisi è la critica all’antirealismo etico, ossia alla concezione che intende la realtà come priva di portata morale e che relega quindi la sfera dei valori e dei doveri entro i confini della soggettività.
Il quarto capitolo, infine, prende in considerazione l’idea del bene sotto una duplice prospettiva: da una parte, in rapporto all’idea del vero, dall’altra, nel suo passaggio all’idea assoluta. Questa analisi fa riferimento soprattutto al dibattito etico sul non-cognitivismo. L’affermazione di Hegel secondo la quale l’idea pratica può compiersi solo se integra quella teoretica consente di leggere in modo originale il rapporto fra conoscenza e volontà e, più in generale, fra normatività e realtà.”

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eBook di filosofia: G. Leone, L’opera letteraria tra interpretazione e metafora: a partire da Nelson Goodman

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Giulia Leone, L’opera letteraria tra interpretazione e metafora: a partire da Nelson Goodman

Tesi di dottorato discussa presso l’Alma Mater Studiorum Università di Bologna. Dottorato di ricerca in Filosofia (estetica ed etica), 22 Ciclo (2013)

“Che rapporto intercorre tra un’opera letteraria e una sua interpretazione? Che cosa fa sì che la prima supporti la seconda? Come possiamo discernere un’interpretazione valida da una che non lo è ? Come può una stessa opera avere interpretazioni differenti e a volte incompatibili tra loro? Assumendo come punto di partenza la proposta di Nelson Goodman di qualificare l’opera letteraria come allografica e, quindi, di definire l’identità dell’opera sulla base della sua compitazione, cercare un risposta alle domande proposte implica un riflessione tanto sul linguaggio, quale strumento simbolico, quanto sulle modalità di riferimento proprie delle opere letterarie. In particolare, di fronte al dissolversi del mondo nella molteplicità delle versioni che il linguaggio può offrire di esso, una peculiare concezione della metafora, intesa come proiezione di un regno del linguaggio su un altro regno dello stesso, si qualifica come un buon modello per la comprensione del rapporto che lega opere letterarie e loro interpretazioni. In tal modo l’opera stessa non solo diviene significativa, ma, attraverso tale significazione, riesce anche a farsi produttiva, modificando, ampliando, ristrutturando la versione dal mondo dalla quale l’interprete-lettore prende le mosse. Ciascuna lettura di un’opera letteraria può infatti essere concepita come una via attraverso la quale ciò che nell’opera è detto viene proiettato sulla visione del mondo propria dell’interprete e di quanti possono condividerne il punto di vista. In tal modo le interpretazioni pongono le opere cui si riferiscono nelle condizioni di fornire un apporto significativo tanto alla comprensione quanto alla costituzione della nostra versione del mondo. E se ciò può avvenire in diversi modi, mutando le interpretazioni a seconda di chi le produce e delle circostanze in cui sorgono, l’opera evita la dissoluzione in virtù della compitazione che la identifica. “

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Revue K. Revue trans-européenne de philosophie et arts: una rivista online di filosofia ed estetica

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Revue K. Revue trans-européenne de philosophie et arts è la giovane rivista online di filosofia ed estetica che nasce dalla collaborazione tra il laboratorio CECILLE (Centre d’Etudes en Civilisations, Langues et Littératures Etrangères) dell’Università di Lille e il dipartimento di Filosofia dell’Università di Messina.

Qui est K. ? Une lettre pour une autre, qui ne dit presque rien. Une référence à Kafka peut-être. Façon de se défendre, comme l’écrivain pragois, en dissipant son identité dans l’anonymat, façon de répondre par l’absence. Façon de faire face à la catastrophe, en écrivant, en continuant à écrire. Dans une note de son journal, Kafka écrit : « Celui qui, vivant, ne vient pas à bout de la vie, a besoin d’une main pour écarter un peu le désespoir qui lui cause son destin, mais de l’autre main, il peut écrire ce qu’il voit sous les décombres ». La revue K. veut faire de cette réflexion sur la catastrophe (qui dure longtemps) une expression collective, d’écriture, de pensée, d’amitié, à travers plusieurs disciplines (notamment la philosophie, la politique, l’esthétique, les littératures et les arts) et plusieurs espaces géographiques, capable de mettre à l’épreuve du doute l’ordre du discours dominant.

Ouvrir après cette lettre, ce nom qui comporte sa propre négation, un espace d’écriture collective implique pour les initiateurs la même suspension. K. travaillera à partir du concept de « pouvoir destituant ».

Le pouvoir destituant est un contrecoup conceptuel face aux milliers de gestes et de raisonnements artistiques, politiques, existentiels qui pratiquent la défection, se soustraient au principe du pouvoir en place et de son renversement dialectique, la résistance. L’expansion globale des pouvoirs, la diffusion tentaculaire et supranationale des agences économiques et politiques destinées à gouverner le monde, ont épuisé la validité de la logique politique moderne qui a imposé l’opposition entre un pouvoir et un contre-pouvoir. La constellation inédite de subjectivités, liées à des formes nouvelles de la production et du pouvoir (les migrants, les travailleurs précaires, les travailleurs cognitifs, par exemple), impose, d’une part, de tracer une généalogie des figures, des gestes, des pensées qui se sont placés non contre, mais au-delà du pouvoir (Antigone, Chaplin, Kafka, Malevitch, Benjamin…), d’autre part, de produire des cartes des « contre-conduites », politiques, existentielles et artistiques, qui, aujourd’hui, sont en train de délégitimer l’ordre du moderne”

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P.O.I. Rivista di indagine filosofica e di nuove pratiche della conoscenza: una rivista online di filosofia

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P.O.I. – Points of Interest. Rivista di indagine filosofica e di nuove pratiche della conoscenza è una giovane rivista on-line, open access che pubblica numeri monotematici, a cadenza semestrale, di ambito filosofico.

“In linea con l’interesse per le pratiche filosofiche, l’indagine sul tema di ciascun numero potrà occasionalmente essere integrata e arricchita da interviste e testimonianze dirette, nella specifica sezione “Pratiche”. Infine, la rivista si riserva di ospitare, su ciascun numero, uno o più interventi extratematici in una rubrica intitolata “Filosofia e…”, dedicata al confronto (o all’incontro e alle sue modalità) tra la filosofia e le altre discipline.”

 

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eBook di filosofia: R. Fumagalli, Philosophical foundations of Neuroeconomics: Economics and the revolutionary challenge from Neuroscience

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Roberto Fumagalli, Philosophical foundations of neuroeconomics: economics and the revolutionary challenge from neuroscience

Tesi di dottorato discussa presso “The London School of Economics and Political Science” (2011)

“This PhD thesis focuses on the philosophical foundations of Neuroeconomics, an innovative research program which combines findings and modelling tools from economics, psychology and neuroscience to account for human choice behaviour. The proponents of Neuroeconomics often manifest the ambition to foster radical modifications in the accounts of choice behaviour developed by its parent disciplines. This enquiry provides a philosophically informed appraisal of the potential for success and the relevance of neuroeconomic research for economics. My central claim is that neuroeconomists can help other economists to build more predictive and explanatory models, yet are unlikely to foster revolutionary modifications in the economic theory of choice. The contents are organized as follows. In chapters 1-2, I present neuroeconomists’ investigative tools, distinguish the most influential approaches to neuroeconomic research and reconstruct the case in favour of a neural enrichment of economic theory. In chapters 3-7, I combine insights from neuro-psychology, economic methodology and philosophy of science to develop a systematic critique of Neuroeconomics. In particular, I articulate four lines of argument to demonstrate that economists are provisionally justified in retaining a methodologically distinctive approach to the modelling of decision making. My first argument points to several evidential and epistemological concerns which complicate the interpretation of neural data and cast doubt on the inferences neuroeconomists often make in their studies. My second argument aims to show that the trade-offs between the modelling desiderata that neuroeconomists and other economists respectively value severely constrain the incorporation of neural insights into economic models. My third argument questions neuroeconomists’ attempts to develop a unified theory of choice behaviour by identifying some central issues on which they hold contrasting positions. My fourth argument differentiates various senses of the term ‘revolution’ and illustrates that neuroeconomists are unlikely to provide revolutionary contributions to economic theory in any of these senses.”

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eBook di filosofia: W. James, The Letters of William James

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William James, The Letters of William James, Volume 1

William James, The Letters of William James, Volume 2

“Fratello dello scrittore Henry, dopo aver studiato in molte univ. americane ed europee, iniziò (1872) la sua carriera come instructor in physiology nella Harvard University, dove fondò il primo laboratorio americano di psicologia sperimentale insegnò fino al 1907. È uno dei maggiori filosofi americani e il principale assertore del pragmatismo, per quanto J. stesso preferisse chiamare la sua dottrina «empirismo radicale». Opere principali: The principles of psychology (2 voll., 1890); Psychology briefer course (1892), compendio dell’opera precedente; The will to believe (1897; trad. it. La volontà di credere); Talks to teachers on psychology and to students on some of life’s ideals (1899; trad. it. Discorsi agli insegnanti e agli studenti sulla psicologia e su alcuni ideali della vita); The varieties of religious experience (1902; trad. it. Le varie forme dell’esperienza religiosa); Pragmatism (1907; trad. it. Pragmatismo: un nome nuovo per certi vecchi modi di pensare); The meaning of truth (1909); A pluralistic universe (1909; trad. it. Un universo pluralistico); Some problems of philosophy (post., 1911); Essays in radical empiricism (post., 1912; trad. it. Saggi sull’empirismo radicale). Le lettere di J. sono state pubblicate dal figlio Henry (2 voll., 1920); gli scritti di parapsicologia e metapsichica sono stati raccolti ed editi postumi da G. Murphy e R.O. Ballou (1960), con il titolo W. James on psychical research.”(tratto da Dizionario di Filosofia, http://www.treccani.it)

 

 

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Design Philosophy Papers (DPP): una rivista online dedicata alla filosofia del design

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Design Philosophy Papers (DPP) è la rivista online, da quest’anno putroppo cessata, che si occupa di design da un punto di vista “filosofico”.

” It welcomes contributions from a variety of disciplines and a range of philosophical perspectives. It is particularly interested in issues such as sustainability, unsustainability, design ethics, design futures and intercultural design theory.

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