Archivi categoria: Filosofia contemporanea

Filosofía de la Economía: una rivista online dedicata alla filosofia e all’economia

Filosofia economia

Filosofía de la Economía è la rivista semestrale di epistemologia e di filosofia applicata all’economia del “Centro de Investigación en Epistemología de las Ciencias Económicas” dell’ Università di Buenos Aires.

“Filosofía de la economía is a journal of epistemology and philosophy of economics published in paper and available under an open access format on-line. Even though its principal focus is the methodology of economics, it also deals with philosophical aspects concerning the history of economic thought and social sciences, as well as problems of management’s philosophy and accounting.”

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eBook di filosofia: G. R. Cervo, Mondo, libertà, finitezza: Eugen Fink e la questione meontica dell’origine

Husserl e Fink

Giulia Roberta Cervo, Mondo, libertà, finitezza: Eugen Fink e la questione meontica dell’origine

Tesi di dottorato discussa presso l’Università degli Studi di Trento (a.a. 2015-2016)

“La tesi ricostruisce l’evoluzione del pensiero di Eugen Fink, dalla meditazione fenomenologica degli anni Trenta alla filosofia cosmologica del dopoguerra, inaugurata nel 1946 dallo scritto Nietzsches Metaphysik des Spiels, mostrando come sia improprio parlare di una “svolta” cosmologica nel pensiero finkiano e scorgendo anzi nella Weltfrage, oltre che nel concetto della “meontica”, il filo conduttore che consente di cogliere la continuità della riflessione del filosofo: la questione cosmologica non entra in scena con il dopoguerra, ma è anzi ciò che motiva l’interesse di Fink per la fenomenologia di Husserl, costituendo il banco di prova di fronte al quale si deve provare la validità del metodo fenomenologico. Ulteriore scopo del lavoro è far emergere l’originalità della filosofia finkiana sia rispetto a Husserl, sia e soprattutto rispetto a Heidegger, sulla base dei manoscritti inediti conservati presso l’Universitätsarchiv della Albert-Ludwigs-Universität di Freiburg im Breisgau – di cui si propongono, tradotti, alcuni passi – nonché attraverso confronti più circoscritti con una serie di altri autori (tra i quali Marx, Adorno, Gehlen e, soprattutto, Patočka). Dopo un’introduzione volta a ricostruire lo stato attuale delle ricerche e le principali interpretazioni dell’opera finkiana, il primo capitolo illustra gli elementi di novità che la Sesta meditazione cartesiana introduce rispetto all’impostazione husserliana, individuando in tale scritto la prima effettiva presa di distanza di Fink dal maestro e scorgendo l’originalità del contributo finkiano soprattutto nel ruolo assegnato allo spettatore trascendentale, concepito come mero “esponente funzionale” della riflessione fenomenologica, operante uno sfondamento del piano ontologico della coscienza trascendentale. Dopo avere mostrato il debito di Fink nei confronti di Hegel per la concezione dialettica dell’Assoluto fenomenologico, si illustrano le differenze tra Fink e Husserl nel modo di intendere la “mondanizzazione secondaria”, nonché le ripercussioni della teoria della riduzione come de-umanizzazione (Entmenschung) sui compiti pedagogici della fenomenologia e in relazione alla possibilità di un’etica fenomenologica. Trait d’union tra primo e secondo capitolo è la critica del concetto husserliano di mondo. Il secondo capitolo muove da un confronto tra l’interpretazione heideggeriana di Hegel e quella finkiana, incentrata sul concetto cosmologico della “Vita”, per poi svolgere un confronto tra differenza ontologica e differenza cosmologica, principalmente alla luce del Colloquio sulla Dialettica e dell’Heraklit-Seminar, mostrando come la cosmologia finkiana, lungi dall’essere una mera integrazione dell’ontologia di Heidegger, implichi una diversa concezione dell’essere, realizzando una vera e propria “rivoluzione della comprensione ontologica”, che sfocia in una differente esplicazione della libertà, vista non più come corrispondenza alla chiamata dell’Essere all’interno dell’Ereignis, ma come l’auto-produzione (Selbstherstellung) dell’uomo. Il terzo capitolo mostra infine come la filosofia finkiana del dopoguerra sia di fatto l’articolazione cosmologica di quella “Lehre von der Freiheit” che costituiva il nucleo profondo della stessa fenomenologia husserliana: l’esame del gioco quale essenza positiva della libertà, il confronto con Patočka, e, non da ultimo, una lettura fenomenologica della nietzscheana “trasvalutazione dei valori”, sono i momenti teoretici che consentono di delineare i tratti di una originale e inedita “fenomenologia della libertà”, nella quale si esprime il medesimo ideale finkiano – inaugurato dalla radicalizzazione della riduzione fenomenologica come “riduzione tematica dell’idea di essere” nella Sesta meditazione cartesiana – della filosofia quale liberazione dall’ “irretimento mondano” (“Weltbefangenheit”)”

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eBook di filosofia: R. Sember, Rephrasing Heidegger. A Companion to “Being and Time”

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Richard Sember, Rephrasing Heidegger. A Companion to “Being and Time”

“Richard Sembera introduces the reader to the essential features of Being and Time, Heidegger’s main work in clear and unambiguous English. He dispels the nimbus of unintelligibility surrounding Heidegger’s thought, a nimbus that Heidegger himself helped create and that has tended to confine serious Heidegger scholarship to closed circles. This is not a work about the Heidegger for beginners. Rephrasing Heidegger interprets the philosopher on his own terms, covering all the main aspects of Being and Time, and is particularly interesting for its detailed analysis of the structure and contents of this epoch-making philosophical work. Rephrasing Heidegger includes a unique glossary of technical terms which recur frequently throughout Being and Time whose translation is problematic or uncertain. It also includes a German-English lexicon which catalogues the translations of Heidegger\u2019s terms in the most important English translations of Being and Time. This is the first detailed commentary in English by a Heidegger specialist trained at Heidegger’s own university by the world-renowned Heidegger scholar Prof. F.-W. von Herrman, the editor of the most important volumes of Heidegger’s collected works in German.”

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eBook di filosofia: C. Descrivere il futuro. Scienza e utopia in Francia nell’età del positivismo

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Claudio De Boni,  Descrivere il futuro.  Scienza e utopia in Francia nell’età del positivismo

“Il volume ricostruisce le tensioni utopiche presenti nel positivismo, proiettate in genere verso descrizioni immaginarie del futuro, partendo dal Sistema di politica positiva di Comte in cui si descrive una società ideale basata sulla collaborazione fra classi diverse. La tentazione di descrivere il futuro in termini di realizzazione della perfezione accomuna molti altri autori vicini al positivismo. Tuttavia il libro evidenzia come le operazioni ucroniche alimentino talvolta un’immagine non fiduciosa, ma anzi preoccupata per le sue conseguenze sulla qualità umane, di un mondo troppo fondato sulla tecnologia e sui valori materiali dello sviluppo economico”

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eBook di filosofia: G. Signoracci, Hegel on Indian Philosophy: Spinozism, Romanticism, Eurocentrism

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Gino Signoracci, Hegel on Indian Philosophy: Spinozism, Romanticism, Eurocentrism

Tesi di dottorato discussa presso l’Università del New Mexico

“This study examines nineteenth-century German philosopher G.W.F. Hegel’s appraisal of philosophies of India. In Hegel’s time, classical Indian texts such as the Vedas, Upaniṣads, and Bhagavadgītā had only recently been translated into European languages, and were generating tremendous controversy. Hegel carved out a unique and hugely influential position by devotedly reading fledgling translations of source texts alongside European interpretations, attempting to comprehend the philosophical significance of Indian thought. Hegel’s legacy proved deeply problematic, however, both because his views were not entirely consistent or unambiguous over time, and because his evident relegation of Indian ideas to pre- or unphilosophical status became the dominant practice among Europeans and Westerners through the twentieth century even while Hegel’s star, relatively speaking, went into a period of decline. While Hegel spent much more time and space discussing Indian philosophy in detail than did many philosophers who succeeded him in Europe and elsewhere, today his philosophy is too-frequently either reflexively labeled Eurocentric to legitimize ignoring or summarily dismissing it, or studied and written about exclusively in the context of “Western” ideas as if India were of little or no serious concern to him.

This work first situates Hegel’s interest in and attention to Indian ideas in the context of the philosophical trends of Spinozism and Romanticism that he sought to navigate from his earliest forays into theology and philosophy. It then interrogates his analyses and judgments of Indian philosophical systems over the course of his career, revealing the increasing depth and innovation in his engagement with India over time while also critiquing his readings of Indian texts and his characterizations of Indian thought and culture. In doing so, it endeavors to supply the complete account of Hegel’s approach to Indian philosophy in its full complexity.”

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EBSCO Open Dissertation: online tesi di laurea e di dottorato

EBSCO

EBSCO Open Dissertation è la nuova banca dati online che offre l’accesso ad oltre 800.000 tesi di laurea e dottorato in formato elettronico, provenienti da oltre 30 istituzioni. Per accedere al testo integrale delle tesi, dopo aver effettuato la ricerca, bisogna cliccare all’interno della scheda nell’URL riportata.

Gli autori possono chiedere l’inclusione della tesi nel portale.

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eBook di filosofia: J.-H. Barthélémy, Life and Technology. An Inquiry Into and Beyond Simondon

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Jean-Hugues Barthélémy, Life and Technology. An Inquiry Into and Beyond Simondon

“The philosophy of Gilbert Simondon has reinvigorated contemporary thinking about biological and technological beings. In this book, Jean-Hugues Barthélémy takes up Simondon’s thought and shows how life and technology are connected by a transversal theme: individuation. In the first essay, Barthélémy delivers a contemporary interpretation of Simondon’s concept of ontogenesis against the backdrop of biology and cybernetics. In the second essay, he extends his reflections to propose a non-anthropological understanding of technology, and so sets up a confrontation with the work of Martin Heidegger.”

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eBook di filosofia: J. M. Reynolds,  Merleau-Ponty, World-Creating Blindness, and the Phenomenology of Non-Normate Bodies

Merleau Ponty

Joel Michael Reynolds, Merleau-Ponty, World-Creating Blindness, and the Phenomenology of Non-Normate Bodies

“In increasing number of scholars at the intersection of feminist philosophy and critical disability studies have turned to Merleau-Ponty to develop phenomenologies of disability or of what, following Rosemarie Garland-Thomson, I call “non-normate” embodiment. These studies buck the historical trend of philosophers employing disability as an example of deficiency or harm, a mere litmus test for normative theories, or an umbrella term for aphenotypical bodily variation. While a Merleau-Pontian-inspired phenomenology is a promising starting point for thinking about embodied experiences of all sorts, I here draw a cautionary tale about how ableist assumptions, implicit or explicit, can easily undermine accounts of non-normate experience. I first argue that the problematic treatment or omission of disability within the history of philosophy in general and the phenomenological tradition in particular is due to the inheritance of what I call “the ableist conflation” of disability with pain, suffering, and disadvantage. I then show that Merleau-Ponty’s famous reading of the blind man’s cane is problematic insofar as it omits the social dimensions of disabled experiences, misconstrues the radicality of blindness as a world-creating disability, and operates via an able-bodied simulation that confuses object annexation or extension with incorporation. In closing, I contend that if phenomenology is to overcome the errors of traditional philosophy, as Merleau-Ponty once hoped, it must heed the insights of “crip” or non-normate phenomenology, which takes the lived experience of disability as its point of departure.”

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eBook di filosofia: Penser l’espace. Rencontre épistémologique entre géographies et philosophies actuelles

Penser

Hervé Regnauld, Patricia Limido et Nathalie Blanc (a cura di), Penser l’espace. Rencontre épistémologique entre géographies et philosophies actuelles

“La géographie et la philosophie ont des préoccupations communes (l’espace, le lieu, le monde) qu’elles travaillent selon des méthodes différentes. Elles élaborent à leurs sujets des savoirs et des concepts qui ne sont pas également signifiants pour les deux disciplines. Il n’est, par exemple, pas simple de comprendre où un espace lisse deleuzo-guattarien pourrait être trouvé sur la Terre actuelle. Pour autant le concept d’espace lisse a un sens culturel riche. Symétriquement la notion d’habitat en géographie ne correspond pas facilement avec l’être-là du Dasein.

Ce numéro de Géographie et Cultures tente d’explorer comment philosophie et  géographie peuvent, ensemble et malgré leurs irréductibles particularités épistémologiques, aider à appréhender l’ensemble de la planète Terre”.

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eBook di filosofia: E. Burke, Ricerca sull’origine delle idee del sublime e del bello

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Edmond Burke, Ricerca sull’origine delle idee del sublime e del bello

“Quali sono le cause del bello e del sublime? Che cos’è che suscita in noi questa impressione? E cosa li differenzia? Le passioni, le sensazioni e le impressioni ci influenzano e ci fanno percepire il mondo in determinati modi; il tutto coinvolgendo i nostri sensi. Vista, tatto, olfatto, gusto e udito vengono stimolati in maniera diversa dagli oggetti e dall’ambiente.

Se analizziamo la sensazione di vastità essa cambia al mutare dello stesso oggetto; una parete molto lunga e uniforme ci stimola in maniera diversa da una di egual misura ma riccamente decorata. Un ambiente luminoso ci induce una sensazione piacevole poichè possiamo apprezzare gli oggetti che ci circondano; al contrario, il buio totale, può stimolare uno stato di tensione nervosa fino a indurci una sensazione di ansia o paura. Tensioni che si riscontrano, ad esempio, nelle lamentele di un amante abbandonato, dove noteremo che insisterà maggiormente sui piaceri a cui anelava piuttosto che a quelli passati insieme.

Come racconta Proust in Alla ricerca del tempo perduto, quando narra dei momenti sublimi che passava mentre si immaginava gli incontri con Albertine, Madame Swann o la Signora di Stermaria. Perciò, si potrebbe dire che: la sensazione del bello è materiale e desta nell’animo un’impressione gradevole; invece il sublime è un concetto più legato alla metafisica, è la soglia più alta, è un’emozione, una condizione, che può condurci, come nel caso della paura – in particolar modo della morte –, all’azione e alla distruzione.

Burke fu tra i primi a segnare il passaggio dall’Illuminismo al Romanticismo. La Ricerca sull’origine delle idee del sublime e del bello, che fu ispirata, probabilmente, dal Paradiso perduto di Milton, sarebbe passata in sordina se non avesse attirato l’attenzione di grandi pensatori come I. Kant, il quale sviluppando anch’esso il tema del bello e del sublime dichiarò che Burke fu il primo ad osservare tali sensazioni ed a porre i primi solchi su cui lui sviluppò i suoi approfondimenti in tale materia.”(Raffaele Fantazzini)

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