Archivi categoria: Filosofia contemporanea

eBook di filosofia: F. De Carolis, Verso un’ontologia della vita: Ricoeur lettore di Spinoza

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Francesco De Carolis, Verso un’ontologia della vita: Ricoeur lettore di Spinoza

Tesi di dottorato discussa presso l’Università “Federico II” di Napoli (a.a. 2008/2009)

 

 

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eBook di filosofia: M. Gisondi, La formazione intellettuale e politica di Antonio Banfi

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Marcello Gisondi, La formazione intellettuale e politica di Antonio Banfi

Tesi di dottorato discussa presso l’Università Federico II di Napoli (a.a. 2010/2011)

“La tesi segue il percorso della formazione intellettuale di Antonio Banfi (Vimercate 1886 – Milano 1957), centrando l’attenzione sulla lenta maturazione del suo pensiero politico, nel tentativo di comprendere se e in che misura esso si pone in continuità con i suoi presupposti gnoseologici ed etici. Il lavoro del candidato si muove sui piani interconnessi della ricerca storica e della riflessione teoretica, utilizzando come fonti bibliografiche le pubblicazioni prettamente filosofiche dell’autore, i suoi carteggi, i suoi interventi sulla stampa, alcuni suoi inediti e molti sue opere postume. L’obiettivo non è solo quello di chiarire il significato delle scelte politiche banfiane e l’influenza che esse hanno avuto sullo sviluppo del suo razionalismo: attraverso la sua esperienza si tenta infatti di analizzare criticamente uno dei possibili sensi del rapporto fra teoresi e prassi. La tesi si sviluppa secondo un filo cronologico che copre il periodo che va dalla nascita del filosofo al 1922, anno di pubblicazione della sua prima monografia e del suo primo articolo di argomento politico, nonché momento di affermazione definitiva del fascismo. La formazione di Banfi avviene nella Lombardia di fine ‘800, in un ambiente familiare e culturale fortemente influenzato degli ideali patriottici mazziniani e garibaldini. Il candidato segue l’emergenza di questi ideali nella gioventù del filosofo e il loro successivo infrangersi, attorno al 1905, contro una visione sempre più spietata della borghesia industriale italiana. Questo passaggio coincide approssimativamente con la scoperta del pensiero hegeliano, che avviene poco prima che Banfi abbandoni gli studi di lettere per dedicarsi, sotto la guida di Piero Martinetti, a quelli di filosofia. Il candidato ricostruisce il percorso personale e filosofico che porta Banfi ad abbracciare le istanze etiche del kantismo martinettiano, pur mantenendo un prospettiva metafisica hegeliana. Nel 1910 l’autore si trasferisce a Berlino, dove trova in Georg Simmel il suo secondo e più determinante maestro. Con il berlinese Banfi scopre una dimensione più terrigena della cultura, abbandonando le sue remore per l’analisi dei fenomeni di massa, ed interessandosi finalmente, anche a causa dell’incontro con il rivoluzionario italo-russo Andrea Caffi, alla politica. Tornato in Italia, si dedica all’insegnamento liceale, collabora brevemente con «La Voce» di Giuseppe Prezzolini e comincia ad interessarsi sempre di più al socialismo. Intanto chiarifica la sua posizione gnoseologica, eliminando molti residui della metafisica hegeliana ed elaborando il concetto di autocoscienza pura, col quale riassume la posizione dell’a priori in un processo continuo d’interazione fra soggetto e oggetto. Riformato alla leva, rimane fuori dal primo conflitto mondiale. Il candidato ricostruisce l’ambiente culturale che circonda il filosofo, mostrando quanto isolata ed assoluta sia la sua scelta pacifista. Filosofia ed analisi politica convergono, e Banfi giunge ad una condanna senza mezzi termini dell’idealismo assoluto, colpevole, sul piano metafisico di fraintendere la struttura del reale, su quello storico di fiancheggiare il bellicismo che già dilaga in Europa. Gli autori su quali fonda la sua critica del conflitto sono principalmente Karl Marx, Lev Tolstoj e Romain Rolland: la prospettiva etica dei due scrittori e quella economico-politica del filosofo procedono parallele nel discorso banfiano, ponendosi come due momenti complementari della critica dell’etica borghese e della civiltà liberale. Sposatosi intanto con la contessa Daria Banfi Malaguzzi e divenuto padre, Banfi si ritrova alla fine del conflitto in uno stato di forte isolamento culturale. La sua adesione al socialismo, non ancora definitiva, non è condivisa dai suoi corrispondenti, ed egli stesso nutre forti dubbi a causa dell’idiosincrasia per il positivismo che innerva la cultura socialista stessa. Ciò nonostante, alla fine del 1919 si iscrive alla camera del lavoro di Alessandria e comincia ad organizzare scuole di cultura popolare. La sua idea è quella di fornire alle classi lavoratrici degli strumenti per uscire dal giogo dell’inferiorità culturale. Le sue posizioni sono però ancora molto critiche sia nei confronti del socialismo italiano, sia verso il neonato comunismo. All’inizio del 1922 Banfi pubblica La filosofia e la vita spirituale, monografia filosofica in cui Marx assume valore positivo come analista dei fenomeni sociali, ma non come autore unico di riferimento per un tentativo di cambiamento dell’incancrenita società borghese. Il candidato sottolinea la distanza che separa Banfi dalla teoria e dalla pratica della lotta di classe, rendendo la sua posizione politica estremamente complessa. Il suo razionalismo ormai maturo non muterà sostanzialmente di molto, mentre la sua posizione politica si sublimerà durante il fascismo in un senso d’attesa che avrà occasione di manifestarsi soltanto nel corso della seconda guerra mondiale con l’adesione alle forze della resistenza partigiana.”

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Philosophical Journal of Conflict and Violence (PJCV): una rivista online interdisciplinare dedicata al conflitto e alla violenza

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Il Philosophical Journal of Conflict and Violence (PJCV) è la rivista online semestrale che pubblica articoli e saggi su tematiche come il conflitto, la guerra, il crimine e l’aggressione. Il taglio è interdisciplinare: dalla filosofia, alla psichiatria, psicologia, antropologia e teoria politica.

“Specifically, the main ambition of the journal is to form a database on the conceptual, metaphysical, ethical and epistemological issues related to past and contemporary phenomena of violence.”

Ogni numero sviluppa una tematica specifica attraverso una call for papers.

 

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eBook di filosofia: L. Ferrara, Paradigmi della temporalità in Kant e Bergson

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Luca Ferrara, Paradigmi della temporalità in Kant e Bergson

Tesi di dottorato discussa presso l’Università degli Studi Napoli, a.a. 2015/2016

“Il nostro lavoro ha assunto come oggetto di indagine la nozione di tempo in Kant e Bergson. Nel primo capitolo viene analizzato in modo attento la bibliografia secondaria sul complesso tema del confronto tra Kant e Bergson, pervenendo alla necessità di superare l’impostazione metodologica degli unici due studiosi (Clifford Wellington Webb e Barthélemy-Madalue ) che si sono cimentati in un lavoro affine a quello svolto dal dottorando nella sua tesi. Inoltre, viene prestata particolare attenzione ai diversi paradigmi della temporalità, sedimentatisi nel corso della storia del pensiero occidentale. Nel secondo capitolo, viene studiato il rapporto tra tempo e spazio, come è teorizzato in Kant e Bergson, tenendo presente a riguardo la teorizzazione dei rispettivi autori del concetto di numero e le antinomie nelle interpretazioni dei due filosofi. Poi, nel terzo capitolo, quello più denso speculativamente, ho proposto una lettura dei due filosofi, facendo leva, da un lato sul rapporto tra tempo e coscienza, da un altro sulla relazione tra la coscienza e le sue stratificazioni. Infine, viene presentata in appendice una traduzione di un significativo inedito bergsoniano, sia da un punto di vista filologico, sia teoretico, che riguarda le Lezioni sulla filosofia moderna di Bergson dedicate alla Critica della ragion pura di Kant, dove sono anche elencate analiticamente tutte le occorrenze kantiane nei testi bergsoniani.”

 

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eBook di filosofia: F. Nietzsche, Works

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Friedrich Nietzsche, Works

Index of The Project Gutenberg Works of Friedrich Nietzsche

Vita e opere.   Studiò filosofia classica a Bonn e Lipsia e a questo periodo risale il suo entusiasmo per il pensiero di Schopenhauer e per la musica di Wagner, con cui strinse anche un’amicizia destinata però presto a sfaldarsi per gravi divergenze di pensiero. Prof. di filologia classica a Basilea nel 1869, nel 1872 pubblicò una delle sue opere più chiare ed efficaci – Geburt der Tragödie aus dem Geiste der Musik (trad. it. La nascita della tragedia) – alla quale si affiancarono gli studi sui presocratici e soprattutto l’importante saggio inedito del 1873, Über die Philosophie im tragischen Zeitalter der Griechen (trad. it. La filosofia nell’età tragica dei Greci). Seguirono le quattro Unzeitgemässe Betrachtungen (trad. it. Considerazioni inattuali) del 1873-76, dedicate rispettivamente a D.F. Strauss e il problema religioso, al problema dell’utilità o del danno della storia per la vita, a Schopenhauer, a Wagner. Le sue condizioni di salute andavano però sempre peggiorando e si facevano sempre più frequenti i disturbi psichici (dovuti forse a una paralisi progressiva) che dovevano portarlo successivamente alla pazzia. Nel 1879 N. lasciò definitivamente l’insegnamento e soggiornò poi a lungo in Italia e in Engadina. Questo periodo, segnato dalla rottura con Wagner e dalla pubblicazione di Menschliches Allzumenschliches (1878; trad. it. Umano, troppo umano), Morgenröte (1881) e, soprattutto, Die fröhliche Wissenschaft (1882; trad. it La gaia scienza), rappresenta la fase ‘critica’, o, come a volte si è detto, ‘illuministica’ di N., tutto impegnato in una critica serrata dei valori tradizionali e nello studio «genealogico» della cultura e della morale della civiltà europea. Frattanto si delineava però la svolta verso l’ultimo periodo, nel quale dominano i temi del superuomo, dell’eterno ritorno dell’identico e della volontà di potenza, svolta che, secondo il racconto di N. stesso, si colloca nell’ag. del 1881, quando, durante una passeggiata lungo il lago di Silvaplana, in Engadina, ebbe l’intuizione dell’«eterno ritorno dell’identico». L’affermarsi di nuovi temi comporta anche un mutamento stilistico rilevante, soprattutto nel celebre Also sprach Zarathustra (1883-85; trad. it. Così parlò Zarathustra), caratterizzato da un tono profetico ed enigmatico; insieme si fa sempre più forte l’annuncio del destino nichilistico della civiltà europea. Seguirono Jenseits von Gut und Böse (1886; trad. it. Al di là del bene e del male), Genealogie der Moral (1887; trad. it. Genealogia della morale), Der Fall Wagner (1888) e Nietzsche contra Wagner (1889; trad. it. in vol. unico: Scritti su Wagner), Götzendämmerung (1889). Di quest’ultimo periodo dell’attività di N. sono anche Antichrist (trad. it. L’Anticristo) e Ecce homo (trad. it. Ecce homo: come si diventa ciò che si è). Nel genn. del 1889 le condizioni di N. si aggravarono decisamente, fino alla crisi di follia, sopraggiunta a Torino, dalla quale N. non si riprese più. Trascorse gli ultimi anni della sua vita affidato alle cure della sorella Elisabeth a Naumburg e della madre a Weimar. Rimase perciò incompiuta l’opera a cui N. intendeva affidare la formulazione ultima del suo pensiero e che comparve poi nel 1906, a cura della sorella e di P. Gast, con il titolo Der Wille zur Macht (trad. it. La volontà di potenza); si trattava però di un’edizione condotta con criteri tutt’altro che rigorosi e a volte anche deformanti, per cui l’opera destò molte perplessità e polemiche: solo di recente si è giunti ad averne un’edizione critica.” (tratto da Dizionario di Filosofia, http://www.treccani.it)

 

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eBook di filosofia: J. F. Herbart, The science of education

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Johann Friedrich Herbart, The science of education. Its general principles deduced from its aim and The aesthetic revelation of the world

” Nel campo della pedagogia, che è la parte più interessante del suo pensiero, Herbart sostiene che questa scienza ha il compito di indagare i principi universali che presiedono all’attività educativa nei suoi vari aspetti e, come l’estetica, deve essere integrata da una tecnica, l’arte educativa, cui spetta l’attuazione di quei principi. Essa si fonda da un lato nell’etica, che le assegna il fine, dall’altro nella psicologia, che le indica i mezzi, svelandole il meccanismo psichico dell’alunno. Il fine dell’educazione è la formazione del carattere morale. L’intuizione atomistica e matematizzante della realtà, il ripudio di ogni idea di svolgimento, la riduzione di ogni forma di attività all’autoconservazione puntuale dei «reali», contrastano profondamente, in Herbart, con la costante preoccupazione d’interpretare e giustificare filosoficamente la sua seria esperienza del mondo morale e dei problemi dell’educazione” (tratto da Dizionario di Filosofia, http://www.treccani.it)

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eBook di filosofia: F.Deivison Mendes, Introductory Notes on “Africana Philosophy” and Lewis Gordon’s Postcolonial Humanism

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Faustino Deivison Mendes, Introductory Notes on “Africana Philosophy” and Lewis Gordon’s Postcolonial Humanism (articolo in lingua portoghese)

“Can humanism be postcolonial? What is African Philosophy? And who is this Lewis Gordon guy? This paper presents some elements specific to the thinking of the Jamaican philosopher Lewis Gordon and relates it to the philosophical strand called African Philosophy, in order to delimit its theoretical influences and its application of the concepts of theodicy, bad faith and reason to the understanding of racism black ant It is argued for the singular contribution of this author to different areas, especially for political philosophy and the social and human sciences.”

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eBook di filosofia: E.Cassirer, An essay on man. An introduction to a philosophy of human culture

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Ernst Cassirer, An essay on man. An introduction to a philosophy of human culture

“Cassirer concepisce anche il mito, il linguaggio, la religione, l’arte, ecc., come forme simboliche per mezzo delle quali lo spirito dà un senso al reale. Tali forme, tra loro differenti a seconda del principio spirituale operante in esse ma unite dal fatto di essere creatrici di simboli (intuitivi o concettuali), permettono di eliminare la tradizionale contrapposizione tra epoche storiche in favore di una continuità funzionale tra le prime fasi mitico-magiche e quelle razionali della scienza contemporanea. Nel delineare la struttura complessiva del sistema delle forme simboliche, interagenti entro l’unità dello spirito, Cassire, pur mantenendo ferma l’impostazione kantiana, risentì fortemente l’influsso della fenomenologia di Hegel. Il concetto di forma simbolica rimase il principio fondamentale delle sue successive opere teoriche: Zur Logik der Kulturwissenschaften (1942; trad. it. Sulla logica delle scienze della cultura); An essay on man (1944; trad. it. Saggio sull’uomo); The myth of the State (1946; trad. it. Il mito dello Stato)” (tratto da Dizionario di Filosofia, http://www.treccani.it)

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eBook di filosofia: A. Gupta, Kierkegaard’s Romantic Legacy. Two Theories of the Self

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Anoop Gupta, Kierkegaard’s Romantic Legacy. Two Theories of the Self

“In Kierkegaard’s Romantic Legacy, Anoop Gupta develops an original theory of the self based on Kierkegaard’s writings. Gupta proceeds by historical exegesis and considers several important ways of thinking about self outside of the natural sciences. His study moves theories of the self from theology toward sociology, from a God-relationship to a social one, and illustrates how a loss in theological underpinnings partly contributes to the rise in the popularity of cultural relativism. By drawing on Kierkegaard’s writings, Gupta develops a metaphysical account of the self that provides an alternative to the idea that there is no such thing as human nature. “

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eBook di filosofia: L. Laino, L’autonomia del logos. Esposizione della filosofia di Ernst Cassirer da un punto di vista epistemologico

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Luigi Laino, L’autonomia del logos. Esposizione della filosofia di Ernst Cassirer da un punto di vista epistemologico

Tesi di dottorato discussa presso l’Università “Federico II” di Napoli (aa 2012/2013)

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