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eBook di filosofia: A. Brusadin, Wittgenstein e Hanslick. Per una valutazione del formalismo musicale

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Alessandra Brusadin, Wittgenstein e Hanslick. Per una valutazione del formalismo musicale

Tesi di dottorato discussa presso l’Università di Padova (2013)

“Obiettivo del presente lavoro è offrire una valutazione del formalismo musicale, così come è stato concepito da Eduard Hanslick nel Bello musicale, a partire dalle riflessioni sull’estetica e sulla musica di Ludwig Wittgenstein. Dopo una breve ricostruzione della storia del concetto di musica assoluta e del contesto storico-estetico in cui questo ha avuto origine – vale a dire l’estetica romantica della musica, rappresentata ai suoi esordi da autori come Wilhelm Heinrich Wackenroder, E. T. A. Hoffmann e Arthur Schopenhauer – viene proposta una definizione di formalismo in linea con le tesi contenute nel trattato di Hanslick. A partire da questa formulazione viene avviato un confronto fra la visione della musica hanslickiana e le riflessioni sulla musica e, in generale, sull’estetica di Wittgenstein, con riguardo tanto agli scritti della prima fase della produzione del filosofo – in particolare il Tractatus logico-philosophicus – quanto agli scritti della seconda fase – nello specifico le Ricerche filosofiche e le Lezioni sull’estetica. Le considerazioni sulle corrispondenze e divergenze che si possono scorgere fra il pensiero di Hanslick e quello di Wittgenstein aprono la discussione a una valutazione della plausibilità della dicotomia formalismo-antiformalismo e, in particolare, a una riflessione sulla direzione verso la quale l’estetica dovrebbe tendere per essere un momento di effettiva comprensione delle opere d’arte e del nostro rapporto con esse.”

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eBook di filosofia: M. Semi, Musica come Scienza dell’uomo. I caratteri del sapere musicale nel Settecento britannico

Musica

Maria Semi, Musica come Scienza dell’uomo. I caratteri del sapere musicale nel Settecento britannico

Tesi di dottorato discussa presso l’Università degli Studi di Bologna (2009)

“The departure point of the present work is the idea that in order to understand what music meant to British society in the Eighteenth-Century an interdisciplinary approach is necessary. Natural philosophy, moral philosophy, musical treatises and histories of music: all these sources concur both to the creation of a new idea about what music and its ‘science’ are, and to question the place which music ought to have in the realm of the Science of Man. The dissertation is divided into two sections. In the first one we will take into account philosophical sources (from John Locke, Joseph Addison and Lord Shaftesbury, to Lord Kames and Adam Smith), and we will examine their thoughts on music. In the second one we will deal with musical sources (from the Treatise of Musick of Alexander Malcom, to the Histories of Music of Charles Burney and John Hawkins) in order to show their connection with the philosophical literature before mentioned. The main aim of the work it to show that the development of specific philosophies of the human mind, such as the ones of John Locke and David Hume, did influence the way in which music was thought. Particularly we will point out the case of Adam Smith’s interpretation of instrumental music, which is heavily indebted to the humeian model of the human mind. “

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eBook di filosofia: B. A. Waterhouse, Strati, piano, rizoma. John Cage e la filosofia di Gilles Deleuze e Félix Guattari

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Brent Alton Waterhouse, Strati, piano, rizoma. John Cage e la filosofia di Gilles Deleuze e Félix Guattari

“In base ad una recensione esaustiva dei riferimenti alla musica e al sonoro nella produzione filosofica di Gilles Deleuze e Félix Guattari, la presente ricerca s’incentra sulla posizione che il pensiero musicale di John Cage occupa in alcuni testi deleuziani. Il primo capitolo tratta del periodo creativo di Cage fra il 1939 e il 1952, focalizzandosi su due aspetti principali: la struttura micro-macrocosmica che contraddistingue i suoi primi lavori, e i quattro elementi che in questo momento sintetizzano per Cage la composizione musicale. Questi ultimi sono considerati in riferimento alla teoria della doppia articolazione che Deleuze e Guattari riprendono da Hjelmslev; entrambi gli aspetti rimandano al sistema degli strati e della stratificazione esposta su Mille piani. Il secondo capitolo analizza la musica dei decenni centrali della produzione cagiana alla luce del luogo in Mille piani dove Cage è messo in rapporto al concetto di “piano fisso sonoro”. Un’attenzione particolare è posta al modo in cui Cage concepisce il rapporto fra durata e materiali sonori, e al grado variabile in cui sono presenti il caso e l’indeterminazione. Le composizioni del periodo in questione sono inoltre viste in riferimento al concetto deleuzo-guattariano di cartografia, e nelle loro implicazioni per il tempo musicale. L’ultimo quindicennio della produzione di Cage è considerata attraverso il concetto di rizoma inteso come teoria delle molteplicità. In primo luogo è esaminata la partitura di Sylvano Bussotti che figura all’inizio di Mille piani; in seguito, i lavori testuali e musicali di Cage sono considerati secondo le procedure compositive cagiane del mesostico, delle parentesi di tempo che concorrono a formare una struttura variabile, e dell’armonia anarchica dell’ultimo Cage.”

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eBook di filosofia: P. Giordanetti, Kant e la musica

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Piero Giordanetti, Kant e la musica

“Sebbene la teoria musicale della Critica del Giudizio sia stata oggetto di giudizi disparati, vi è consenso generale almeno su di una affermazione: «Kant non capiva assolutamente nulla di musica». Kant avrebbe dunque elaborato una teoria irrilevante per la storia dell’estetica musicale, ed entro il contesto del suo sistema filosofico le affermazioni sulla musica sarebbero completamente prive di interesse. Analizzata in profondità, la teoria si rivelerebbe disseminata di contraddizioni e priva di
qualsiasi coerenza interna. Ma è veramente accettabile questo ritratto?

Le ricerche che qui si presentano si prefiggono di ricostruire fonti e genesi della teoria musicale elaborata dalla Critica del Giudizio. Il capitolo I traccia il quadro delle discussioni nel quale la teoria di Kant si è inserita, riportando alla luce le dottrine note al filosofo. Il capitolo II ricostruisce le diverse fasi dell’estetica musicale kantiana nelle loro linee fondamentali, mettendone in rilievo l’evoluzione. Il capitolo III è incentrato sull’opera pubblicata nel 1790 in prima edizione, nel 1793 e nel 1799 in seconda e terza edizione.”

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eBook di filosofia: G. Piana, Il tema dell’ineffabilità nella filosofia della musica di Jankélévitch

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Giovanni Piana, Il tema dell’ineffabilità nella filosofia della musica di Jankélévitch

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Thesaurus Musicarum Latinarum: il corpus di teoria musicale dal Medioevo al Rinascimento

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Thesaurus Musicarum Latinarum è l’interessante database che contiene l’intero corpus di teoria musicale, scritta in latino, dal Medioevo al Rinascimento. Questa preziosa risorsa è curata dal “Center for the History of Music Theory and Literature” dell’Indiana University di Bloomington.

Al momento, è online una versione beta a causa di un attacco informatico ma è in preparazione la versione definitiva con nuove funzionalità.

Potete fare ricerche libere o scorrere l’elenco cronologico.

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eBook di filosofia: A. Bertirotti, L’uomo, il suono e la musica

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Alessandro Bertirotti, L’uomo, il suono e la musica

“Fra i canali d’espressione dell’uomo il più ricco è forse la musica, che permette di esprimere le proprie emozioni – in un continuum che va dalla gioia al dolore, dalla esaltazione alla depressione – in modi socialmente e culturalmente accessibili e accettabili. Il volume affronta, dal punto di vista della scienza cognitiva, gli aspetti coinvolti sia nel produrre che ascoltare musica. Questi argomenti, che possono sembrare di non facile comprensione ai non specialisti, sono affrontati con un linguaggio chiaro e accessibile. Viene così costruito un appassionante percorso su alcuni aspetti del rapporto dell’uomo con la musica, che evidenzia come il lungo cammino dai primi suoni che l’uomo ha prodotto e individuato nella natura sino alle composizioni più moderne sia il risultato di un processo di razionalizzazione che ha visto al centro il multiforme rapporto fra uomo, ambiente e creazione musicale”

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eBook di filosofia: G. Piana, Teoria del sogno e dramma musicale. La metafisica della musica di Schopenhauer

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Giovanni Piana, Teoria del sogno e dramma musicale. La metafisica della musica di Schopenhauer

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De Musica: la rivista online dedicata alla filosofia della musica

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De Musica è la rivista online annuale del Seminario Permanente di Filosofia della Musica dell’Università degli Studi di Milano.

Il periodico si occupa dei rapporti tra filosofia e teoria della musica, di psicologia della musica, delle implicazioni filosofiche nell’analisi musicale, delle esperienze musicali del ventesimo secolo, di tematiche di filosofia della musica e di estetica musicale e di argomenti attinenti alle culture musicali non-occidentali.

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eBook di filosofia: C. Migliaccio, L’odissea musicale nella filosofia di Vladimir Jankélévitch

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C. Migliaccio, L’odissea musicale nella filosofia di Vladimir Jankélévitch

“Filosoficamente l’odissea è il percorso dell’allontanamento dal sé, della peregrinazione nell’esteriorità e del ritorno alla patria, ossia il ritrovamento di un autentico rapporto tra l’io e il mondo. Se già Schelling attribuiva tale processo al movimento della coscienza, Jankélévitch lo estende sia al riconoscimento dell’intenzione morale sia all’individuazione di un possibile, anche se problematico, senso dell’esistenza. In questo contesto la musica assume un ruolo privilegiato, non solo nel rappresentare l’impalpabilità e l’ineffabilità dell’oggetto filosofico, ma soprattutto nel riuscire a costituire, in virtù della sua essenza temporale, l’articolazione più vivida e concreta di un cammino metafisico, di un’odissea, appunto, che parte dalla finzione per giungere alla realtà, dallo smarrimento esistenziale per approdare a una possibile prospettiva utopica. I nodi cruciali del pensiero jankélévitchiano, che qui vengono ripercorsi e analizzati, acquisiscono così, grazie al loro intrinseco rapporto con la musica, un’inedita apertura teorica. “

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