Archivi categoria: Filosofia della storia

eBook di filosofia: D. Bondì, Filosofia e storiografia nel dibattito anglo-americano sulla svolta linguistica

Bondì

Davide Bondì, Filosofia e storiografia nel dibattito anglo-americano sulla svolta linguistica

“Questo libro propone una disamina critica dei principali approcci della storiografia contemporanea, volta a farne emergere le strutture concettuali latenti. «La conoscenza storica» – ha scritto Reinhart Koselleck – «verte sempre su qualcosa di più di quel che si trova nelle fonti», si tratta di esplicitarne le teorie e i valori, fatti particolari e storici essi stessi, malamente innalzati a universali. Attraverso un percorso che va dalla storiografia alla filosofia– da Pierre Nora, Carlo Ginzburg, Lynn Hunt a Hayden White, Jacques Derrida, Frank Ankersmit; dalla New Cultural History e dalla histoire de la mémoire al narrativismo e alle filosofie del sublime storico – sono messe a fuoco le forme preminenti del nostro rapporto con il passato. Disciolti i lacci della speculazione, è forse possibile aspirare a una nuova alleanza tra pensiero storico e filosofico, delimitare uno “spazio di mezzo” tra il prassismo acefalo di una storiografia senza filosofia a l’idealismo ipertrofico di una filosofia senza storia”

Lascia un commento

Archiviato in eBook di Filosofia, Filosofia della storia, Uncategorized

eBook di filosofia: Le «borie» vichiane come paradigma euristico

Giambattista_Vico_1

Le «borie» vichiane come paradigma euristico

“I contributi di questo volume convergono nel tentativo di assumere la teoria vichiana delle «borie» come un paradigma euristico per indagare diverse forme di tracotanza di popoli e di saperi.

Il lavoro è ripartito in tre sezioni. Nella prima (Un possibile paradigma vichiano) il tema viene analizzato all’interno della specifica costellazione di pensiero del filosofo napoletano. Nella seconda sezione (Una retrospettiva) viene delineato un possibile cammino all’indietro: espressioni di arroganza dei popoli e dei saperi vengono indagate in autori più vicini a Vico e anche più lontani nel tempo, come Doria, Molina, Montaigne e Diodoro Siculo, che di Vico è una fonte. La terza sezione (Con Vico oltre Vico) ospita contributi di studiosi che hanno verificato il paradigma delle borie in pensatori e scrittori che vanno da Cartesio a María Zambrano, da Italo Svevo a Samuel Beckett. Ne risulta un quadro teorico e storico del problema che – senza avere la pretesa di essere organico o esaustivo – costituisce comunque un vario e articolato sondaggio della questione”

Lascia un commento

Archiviato in eBook di Filosofia, Filosofia della storia, Filosofia moderna

Bibliografie di filosofia in PhilPapers

logo

Vi segnaliamo che in PhilPapers, il ricco portale bibliografico free per la filosofia, potete trovare bibliografie aggiornate.

Al momento le bibliografie sono inerenti a 4988 categorie, articolate in 6 sezioni principali e sono curate da uno staff di 514 editor volontari:

Metaphysics and Epistemology

 

Lascia un commento

Archiviato in Bibliografie, Estetica, Etica, Filosofia ambientale, Filosofia analitica, Filosofia antica, Filosofia araba, Filosofia contemporanea, Filosofia del linguaggio, Filosofia dell'educazione, Filosofia della medicina, Filosofia della mente, Filosofia della scienza, Filosofia della storia, Filosofia delle religioni, Filosofia ebraica, Filosofia medievale, Filosofia moderna, Filosofia politica, Filosofie orientali, Logica

eBook di filosofia: Hegel, Filosofia della storia

hegel(11)

Georg Wilhelm Friedrich Hegel, Filosofia della storia

Hegel’s philosophy of history is perhaps the most fully developed philosophical theory of history that attempts to discover meaning or direction in history (1824a, 1824b, 1857). Hegel regards history as an intelligible process moving towards a specific condition—the realization of human freedom. “The question at issue is therefore the ultimate end of mankind, the end which the spirit sets itself in the world” (1857: 63). Hegel incorporates a deeper historicism into his philosophical theories than his predecessors or successors. He regards the relationship between “objective” history and the subjective development of the individual consciousness (“spirit”) as an intimate one; this is a central thesis in his Phenomenology of Spirit (1807). And he views it to be a central task for philosophy to comprehend its place in the unfolding of history. “History is the process whereby the spirit discovers itself and its own concept” (1857: 62). Hegel constructs world history into a narrative of stages of human freedom, from the public freedom of the polis and the citizenship of the Roman Republic, to the individual freedom of the Protestant Reformation, to the civic freedom of the modern state. He attempts to incorporate the civilizations of India and China into his understanding of world history, though he regards those civilizations as static and therefore pre-historical (O’Brien 1975). He constructs specific moments as “world-historical” events that were in the process of bringing about the final, full stage of history and human freedom. For example, Napoleon’s conquest of much of Europe is portrayed as a world-historical event doing history’s work by establishing the terms of the rational bureaucratic state. Hegel finds reason in history; but it is a latent reason, and one that can only be comprehended when the fullness of history’s work is finished: “When philosophy paints its grey on grey, then has a shape of life grown old. … The owl of Minerva spreads its wings only with the falling of the dusk” ((Hegel 1821: 13). (See O’Brien (1975), Taylor (1975), and Kojève (1969) for treatments of Hegel’s philosophy of history.)

It is worth observing that Hegel’s philosophy of history is not the indefensible exercise of speculative philosophical reasoning that analytic philosophers sometimes paint it. His philosophical approach is not based solely on foundational apriori reasoning, and many of his interpretations of concrete historical developments are quite insightful. Instead he proposes an “immanent” encounter between philosophical reason and the historical given. His prescription is that the philosopher should seek to discover the rational within the real—not to impose the rational upon the real. “To comprehend what is, this is the task of philosophy, because what is, is reason” (1821: 11). His approach is neither purely philosophical nor purely empirical; instead, he undertakes to discover within the best historical knowledge of his time, an underlying rational principle that can be philosophically articulated (Avineri 1972).” (tratto da Philosophy of History, SEP)

 

Lascia un commento

Archiviato in eBook di Filosofia, Filosofia contemporanea, Filosofia della storia

eBook di filosofia: O. Spengler, The Decline of the West

28614_Spengler-Oswald

Oswald Spengler, The Decline of the West, 1926

” La sua fama è legata a un’opera, Der Untergang des Abendlandes, concepita già prima della guerra mondiale e pubblicata a Monaco subito dopo la sua fine, tra il 1918 e il 1922 (trad. it. 1957). In essa sono chiaramente avvertibili i segni della profonda crisi cui la Germania si andava avviando in quegli anni, insieme con le conseguenze più radicali alle quali lo storicismo tedesco appariva destinato a causa del suo latente relativismo. Profondamente relativistica, infatti, è la dottrina spengleriana della storia, malgrado il suo intento fondamentale di offrire all’uomo moderno l’unica prospettiva in grado di anticipare con esattezza scientifica il corso storico degli eventi. All’inizio della sua opera S. affronta il problema metodologico, sottolineando la diversità del conoscere storico rispetto a quello scientifico-naturalistico. Mentre quest’ultimo, essenzialmente basato sul metodo matematico, è volto in effetti a cogliere le forme “statiche”, il primo mira alla realtà viva, in divenire, e ha bisogno perciò del metodo dell’analogia. È dunque a partire dalla contrapposizione tra la realtà come natura e la realtà come storia che S. si sforza di delineare la propria “morfologia storica”, proponendosi di dimostrare da un lato che il numero delle forme indagabili è limitato e che le epoche, le situazioni e le stesse personalità si ripetono secondo una precisa tipologia, dall’altro che l’umanità non si sviluppa secondo uno schema rettilineo, ma viene piuttosto articolandosi in una pluralità di culture, ognuna destinata a ripetere, al pari di un organismo vivente, il medesimo ciclo fatto di nascita, sviluppo e decadenza. S. distingue nel complesso della storia universale otto civiltà (babilonese, egiziana, indiana, cinese, ellenico-romana, araba, occidentale e centro-americana dei Maya), nelle quali soltanto, a suo avviso, si è veramente compiuta la realtà storica. Pur nella diversità che caratterizza ciascuna di queste otto culture, è possibile mettere in luce degli elementi comuni a tutte, a cominciare dalla durata media, che Der Untergang des Abendlandes indica in un millennio circa. In tale arco di tempo, solo eccezionalmente reso più breve da cause esterne e occasionali, ogni civiltà passa attraverso fasi corrispondenti alle diverse età della vita, risultando caratterizzata ai suoi inizî dallo stesso slancio creativo che anima la giovinezza, nel periodo intermedio dal raggiungimento di quei traguardi di positività e consapevolezza che contraddistinguono l’età matura dell’individuo, nella decadenza, infine, da un declino delle forze fisiche e spirituali per molti versi analogo a quello che affligge la parabola discendente della vita umana. Compiuto il proprio ciclo ogni civiltà esce, per così dire, dalla storia, e anche se in taluni casi, come in India e in Cina, sembra sopravvivere a sé stessa e perpetuarsi ancora per lungo tempo, la sua vicenda è da considerarsi conclusa, assumendo i caratteri di un puro e semplice vegetare. In fase di avanzata decadenza, assai prossima alla fine, si trova, secondo S., la nostra civiltà occidentale, mentre insieme al suo tramonto già si annuncia all’orizzonte l’avvento della nuova, vale a dire della russa. L’opera di S., per la drasticità della sua prognosi, suscitò al suo apparire una polemica lunga e particolarmente vivace, che dette un contributo significativo all’instaurarsi di quel clima apocalittico destinato a favorire in Germania l’ascesa dell’ideologia nazionalsocialista.” (tratto da Treccani.it)

Lascia un commento

Archiviato in eBook di Filosofia, Filosofia contemporanea, Filosofia della storia

Risorse bibliografiche su Oswald Spengler

Oswald Spengler2

L’Institute for Oswald Spengler Studies è stato fondato nel 2010 con la finalità di diffondere e approfondire l’opera e il pensiero di Oswald Spengler.

Nel sito potete trovare queste risorse:

Potete inoltre trovare tutte le opere dell’autore in lingua originale nella biblioteca digitale zeno.org.

Lascia un commento

Archiviato in Bibliografie, Biografie, eBook di Filosofia, Filosofia contemporanea, Filosofia della storia