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eBook di filosofia: E. Lucca, Una visione dialettica della storia ebraica. Gershom Scholem e l’eredità del messianismo

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Enrico Lucca, Una visione dialettica della storia ebraica. Gershom Scholem e l’eredità del messianismo

Tesi di dottorato. Tutor: M. Bartolomei ; coordinatore: P. Spinicci. – Milano : Università degli studi di Milano, 2012 (24. ciclo, Anno Accademico 2011)

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eBook di filosofia: C. D. Ginsburg, The Kabbalah. Its doctrines, development, and literature

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Christian D. Ginsburg, The Kabbalah. Its doctrines, development, and literature

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International Journal of Dharma Studies

International Dharma Studies

International Journal of Dharma Studies è la rivista online annuale che vuole offrie uno spazio interdisciplinare per la riflessione e la ricerca sulle tradizioni del Dharma.

International Journal of Dharma Studies aims to (i) investigate, present, interpret, and envision the shared and distinct categories of the life-worlds of the Indic Religions, globally, in a (ii) multidisciplinary format with articles from Religious Studies, Philosophy, Ethics, Cultural Studies, Musicology, Film, Contemporary Issues, Sociology, Anthropology, and the Arts, within (iii) a structure that maintains the rigor of conventional academic discourse, but adds methodological contextualization and investigative, epistemic, hermeneutical and evaluative perspectives from these religious and cultural traditions (iv) in conversation with the world’s religions and the concerns of our time.”

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eBook di filosofia: Confucio, The Analects

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Confucio, The Analects

“Nei Dialoghi (Lunyu), opera composta dai discepoli di C. e considerata una raccolta di conversazioni, aforismi e aneddoti, l’entità divina per antonomasia, il «Cielo» (tian), ricorre sommessamente e solo due sole volte viene menzionato il tianming («mandato celeste»); questo però non deve indurre a credere che C., dal momento che non parla «mai di eventi straordinari […] e di divinità» (Lunyu VII, 21), negasse il soprannaturale. È invece la profonda crisi politico-sociale dell’epoca che lo induce a riservare esclusiva attenzione e premura all’uomo e al suo agire nella società. Non è dunque il rifiuto del soprannaturale, ma solo lo sforzo di esortare continuamente l’uomo a migliorare la propria natura e ad agire per il bene dei propri simili: «Se non sai onorare gli uomini, come puoi pensare di onorare divinità e spiriti?» (Lunyu XI, 12). Questa è la «via» (dao), una via già esperita dai virtuosi e saggi sovrani della remota antichità, che diffuse ovunque armonia e giustizia e, tra gli uomini, anche il metodo del buon governo. Tale via si rivela autenticamente all’uomo quando egli si addentra nella ricerca interiore, sorretto dallo studio, dalla disciplina e dalla osservanza di antiche norme. In ciò l’uomo è agevolato dalla condotta di un sovrano virtuoso o di un maestro esemplare: «Se viaggiassimo in tre – disse il maestro – certamente avrei sempre un maestro accanto: dell’uno coglierei i pregi per trarne esempio, dell’altro coglierei i difetti per emendarmi» (Lunyu VII, 22). Solo l’uomo che agisce lealmente (zhong) e che non impone agli altri ciò che non desidera per sé (shu) è sulla retta via. Costui è l’uomo nobile (junzi), che con l’azione del pensiero (si), lo studio (xue) e il controllo del proprio impulso egoistico (keji) ottiene la virtù per eccellenza: l’umana benevolenza (ren). La grafia stessa del carattere cinese ren – il radicale significante «uomo» (ren) unito al carattere per esprimere «due» (er) – afferma il senso profondo della condizione dell’umana benevolenza: condizione che si dà solo nella relazione con l’altro e che l’uomo realizza prima nel seno della propria famiglia e poi, forte di questa esperienza, nella vita sociale: «L’uomo dotato di benevolenza – disse il maestro –, desiderando essere saldo, fa sì che lo siano gli altri, desiderando progredire, fa sì che gli altri progrediscano. Assumi come esempio quel che puoi fare per chi ti è vicino: è la strada verso la benevolenza» (Lunyu VI, 30). Così l’uomo nobile di animo si distingue radicalmente da tutti e soprattutto da chi è mediocre e dappoco, perché questi bada solo al profitto e al proprio vantaggio: «L’uomo nobile di animo tiene alla benevolenza, l’uomo dappoco agli agi; l’uomo nobile di animo tiene all’imparzialità, l’uomo dappoco al favore» (Lunyu IV, 11). Nella condotta quotidiana l’uomo nobile di animo è orientato dai «riti» (li), tramandati dagli uomini dell’antichità, e la loro osservanza è in definitiva la vera esperienza religiosa, tutta umana e volta a stabilire una permanente armonia col mondo e col cosmo.” (tratto da Treccani.it)

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eBook di filosofia: Sacred Books of the East

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Sacred Books of the East, opera intrapresa da Friedrich Max Müller:  collezione di traduzioni in lingua inglese di testi sacri dell’Oriente in 50 volumi, in tre serie (187594).

1. The Upanishads, Part 1 of 2. Chandogya Upanishad. Talavakara (Kena) Upanishad. Aitareya Upanishad. Kausitaki Upanishad. Vajasaneyi (Isa) Upanishad.

 

2. The Sacred Laws of the Aryas, vol. 1 of 2. The sacred laws of the Aryas as taught in the school of Apastamba, Gautama, Vâsishtha, and Baudhâyana. pt. I. Apastamba and Gautama. (The Dharma Sutras).

 

3. The Sacred Books of China, vol. 1 of 6. Part I of The Texts of Confucianism. The Shû king (Classic of History). The religions portions of the Shih king (Classic of Poetry). The Hsiâo king (Xiao Jing).

 

4. The Zend-Avesta, vol. 1 of 3. The Vendîdâd.

 

5. Pahlavi Texts, vol. 1 of 5. The Bundahis, Bahman Yast, and Shayast La-Shayast.

 

6. The Qur’an, vol. 1 of 2.

 

7. The Institutes of Visnu.

 

8. The Bhagavadgita With the Sanatsugâtiya and the Anugitâ.

 

9. The Qur’an, vol. 2 of 2.

 

10. The Dhammapada and The Sutta-Nipâta, a collection of discourses; being one of the canonical books of the Buddhists, translated from Pāli; and The Dhammapada, a collection of verses, translated from Pāli.

 

11. Buddhist Suttas. The Mahâ-parinibbâna Suttanta, The Dhamma-kakka-ppavattana Sutta, The Tevigga Sutta’anta, The Âkankheyya Sutta’a, The Ketokhila Sutta’a, The Mahâ-Sudassana Sutta’anta, The Sabbâsava Sutta’a.

 

12. The Satapatha Brahmana according to the text of the Mâdhyandina school, vol. 1 of 5.

 

13. Vinaya Texts, vol. 1 of 3. The Patimokkha. The Mahavagga, I-IV.

 

14. The Sacred Laws of the Aryas, vol. 2 of 2. The sacred laws of the Aryas as taught in the school of Apastamba, Gautama, Vâsishtha, and Baudhâyana. pt. II. Vâsishtha and Baudhâyana.

 

15. The Upanishads, part 2 of 2. Katha Upanishad. Mundaka Upanishad. Taittiriya Upanishad. Brhadaranyaka Upanishad. Svetasvatara Upanishad. Prasña Upanishad. Maitrayani Upanishad.

 

16. The Sacred Books of China, vol. 2 of 6. Part II of The Texts of Confucianism. The Yi King: (I Ching).

 

17. Vinaya Texts, vol. 2 of 3. The Mahavagga, V-X, the Kullavagga I-II.

 

18. Pahlavi Texts, vol. 2 of 5. The Dâdistân-î Dinik and the Epistles of Mânûskîhar.

 

19. The Fo-sho-hing-tsan-king, a life of Buddha, by Ashvaghosha, Bodhisattva; translated from Sanskrit into Chinese by Dharmaraksha, A. D. 420.

 

20. Vinaya Texts, vol. 3 of 3. The Kullavagga, IV-XII.

 

21. The Saddharma-Pundarika or The Lotus of the True Law.

 

22. Jaina Sûtras, vol. 1 of 2, translated from the Prâkrit. The Âkârânga sûtra. The Kalpa sûtra.

 

23. The Zend-Avesta, vol. 2 of 3. The Sîrôzahs, Yasts, and Nyâyis.

 

24. Pahlavi Texts, vol. 3 of 5. Dinai Mainög-i khirad, Sikand-Gümanik Vigar, Sad Dar.

 

25. The Laws of Manu. Translated, with extracts from seven commentaries.

 

26. The Satapatha Brahmana according to the text of the Mâdhyandina school, vol. 2 of 5, Books III-IV

 

27. The Sacred Books of China, vol. 3 of 6. Part III of the texts of Confucianism. The Lî Kî (Book of Rites), part 1 of 2.

 

28. The Sacred Books of China, vol. 4 of 6. Part IV of the texts of Confucianism. The Lî Kî (Book of Rites), part 2 of 2.

 

29. The Grihya-sutras; rules of Vedic domestic ceremonies. vol. 1 of 2. Sankhyayana-Grihya-sutra. Asvalayana-Grihya-sutra. Paraskara-Grihya-sutra. Khadia-Grihya-sutra.

 

30. The Grihya-sutras; rules of Vedic domestic ceremonies. vol. 2 of 2. Gobhila, Hiranyakesin, Apastamba (Olderberg); Yajña Paribhashasutras (Müller).

 

31. The Zend-Avesta, vol. 3 of 3. The Yasna, Visparad, Afrînagân, Gâhs, and miscellaneous fragments.

 

32. Vedic Hymns, vol. 1 of 2. Hymns to the Maruts, Rudra, Vâyu, and Vâta., with a bibliographical list of the more important publications on the Rig-veda.

 

33. The Minor Law-Books: Brihaspati. (Part 1 of 1).

 

34. The Vedanta-Sutras, vol. 1 of 3. Commentary by Sankaracharya, part 1 of 2. Adhyâya I-II (Pâda I-II).

 

35. The Questions of King Milinda, vol. 1 of 2. Milindapañha.

 

36. The Questions of King Milinda, vol. 2 of 2. Milindapañha.

 

37. Pahlavi Texts, vol. 4 of 5. Contents of the Nasks.

 

38. The Vedanta-Sutras, vol. 2 of 3, commentary by Sankaracharya, part 1 of 2. Adhyâya II (Pâda III-IV) -IV.

 

39. The Texts of Taoism, Part 1 of 2. The Sacred Books of China, vol. 5 of 6. Also: The Tâo the king (Tao te Ching): The writings of Kwang-tze, books I-XVII.

 

40. The Texts of Taoism, Part 2 of 2. Includes The Writings of Kwang Tse, books XVII-XXXIII, The Thâi-shang tractate of actions and their retributions, other Taoist texts, and the Index to vols. 39 and 40.

 

41. The Satapatha Brahmana according to the text of the Mâdhyandina school, vol. 3 of 5. Books V, VI, VII.

 

42. Hymns of the Atharvaveda, Together With Extracts From the Ritual Books and the Commentaries.

 

43. The Satapatha Brahmana according to the text of the Mâdhyandina school, vol. 4 of 5, Books VII, IX, X.

 

44. The Satapatha Brahmana according to the text of the Mâdhyandina school, vol. 5 of 5, Books XI, XII, XIII, XIV.

 

45. Jaina Sûtras, vol. 2 of 2, translated from Prâkrit. The Uttarâdhyayana Sûtra, The Sûtrakritânga Sûtra.

 

46. Vedic Hymns, vol. 2 of 2. Hymns to Agni (Mandalas I-V).

 

47. Pahlavi Texts, vol. 5 of 5. Marvels of Zoroastrianism.

 

48. The Vedanta-Sutras, vol. 3 of 3, with the commentary of Râmânuja.

 

49. Buddhist Mahâyâna Texts. Part 1. The Buddha-karita of Asvaghosha, translated from the Sanskrit by E. B. Cowell. Part 2. The larger Sukhâvatî-vyûha, the smaller Sukhâvatî-vyûha, the Vagrakkedikâ, the larger Pragñâ-pâramitâ-hridaya-sûtra, the smaller Pragñâ-pâramitâ-hridaya-sûtra, translated by F. Max Müller. The Amitâyur dhyâna-sûtra, translated by J. Takakusu.

 

50. General index to the names and subject-matter of the sacred books of the East.

 

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eBook di filosofia: Avesta

Avesta

Zend Avesta o Zand Avesta:

Yasna, Gathas, Hom Yasht
Vendidad       Visperad      Yashts
Khordeh Avesta (Kanga)      Khordeh Avesta
Baj      Gah      Nyaish      Afringan     Sirozeh      Fragments

” Nome (dal medio persiano apastāg, forse «testo fondamentale») del complesso dei libri sacri della religione di Zarathustra (➔ zoroastrismo). I libri sono da distinguere dai commenti (zend, «esegesi») sorti intorno a essi e redatti in pahlavico. La redazione dell’A. che attualmente possediamo risale all’età sasanide e si compone di 5 parti: Yasna («preghiera»), Visprat o Vispered («tutti i capi», invocazioni e formule d’integrazione del precedente), Vidēvdād o Vendidād («legge contro i demoni», prescrizioni per purezza rituale, pene ecclesiastiche e norme giuridiche), Yasht («adorazione, sacrificio», 21 inni) e Khvartag apastāg o Khorda A., («piccolo A.» libro di preghiere, per i laici). Secondo la tradizione l’A. sarebbe stato scritto in lettere d’oro su 12.000 pelli di bue da un discepolo di Zarathustra, Kavi Vishtaspa, o da Giamaspa, ministro di Vishtaspa. La redazione definitiva avvenne verosimilmente sotto Sapore II (309-379).” (tratto da Treccani.it)

The Avesta that has survived destruction is organized in different ways.

System One – Five Sections

One system organizes them as five books and miscellaneous fragments – the manner in which they are published in print. And this can vary from one edition to the next, especially in the composition of the Khordeh Avesta selections. The five books are the Yasna (including the Gathas), Visperad, Vendidad, Yashts and Khordeh Avesta.

System Two – Two Sections

Another system divides the Avesta into two sections:

The first section consists of the Vendidad, Visperad and Yasna – texts used in priestly liturgies of the inner circle. The manuscripts are found in two different forms: separately, each with a Pahlavi translation, and together, with chapters of each book intermingled according to the requirements of a particular liturgy. The latter form does not contain Pahlavi translations and is therefore called the Vendidad Sadah (plain).

The second section consists of the Khordeh Avesta – texts for liturgies of the outer circle and those used by both, priest and laity in their daily prayers and activities. Under this system, the balance of the texts not found in the first section are found in this section – texts including the Yashts.

Avesta Contents

Yasna

Yasna (also spelt izeshne in later texts) means service, prayers and dedications – the words of worship (cf. Sanskrit yajna and yana). Priests recite the Yasna as part of the liturgy when performing their priestly duties and functions. The gathas or hymns of Zarathushtra are part of the book of Yasna.

Visperad

The Visperad is recited as part of the liturgy used to solemnize Gahambars (seasonal gatherings and feasts) and Nowruz (New Year’s Day). The Visperad is always recited with the Yasna.

Vendidad

The name Vendidad is a later form of Videvdat, which is in turn a contraction of Vi-Daevo-Data, the law against devas or evil. They are the prayers used by priests in purification ceremonies. The Vendidad is also a store of Zoroastrian history.

Yasht

The Yasht (yasht is commonly translated as worship) are hymns dedicated to Zoroastrian ideals together with the related angel (such as the ideals of friendship, the word as bond, and kindness, and the guardian of these ideals – the angel Mithra), and Zoroastrian concepts such as the fravashi. Originally there were thirty Yashts, one dedicated to each named day of the month. Today only twenty one survive. The Yashts are sometimes recited by the laity as prayers on the named day of the month or on an specific occasion (for instance the Farvardin Yasht, dedicated to the Fravashis, is recited during memorials).

Khordeh Avesta

The Khordeh Avesta, or concise Avesta, are selections of the Avesta used by the laity for daily prayers or when performing certain tasks. The Yashts, either in their entirety or selected Yashts, are sometimes included in the Khordeh Avesta since both are recited as prayers by the laity. Included in the Khordeh Avesta are the baj prayers said before undertaking a task. The baj are also prayers said for the dead on the occasion of a death anniversary. The baj can be recited before eating or drinking when it can be compared to grace said by Christians.
Also included in the Khordeh Avesta are the niayesh which in Persian means prayers – prayers recited in conjunction with gahs. The gahs, in turn, are prayers for the five periods of the day.

Fragments

Included in the Avestan fragments are the afringans which are liturgies of the outer circle – blessings offered during a Jashne / Jashan (thanksgiving) ceremony, and the Siroozeh or Sirozah (also called Siroja Yasht in India), short dedications to the thirty days of the month.

As mentioned above, the gahs are prayers for the five periods of the day. ” (tratto da http://www.heritageinstitute.com/zoroastrianism/scriptures/#contents)

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eBook di filosofia: H.Høffding, The philosophy of religion

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Harald Høffding, The philosophy of religion 

“Sotto l’influsso dell’empirismo e dello psicologismo inglese e francese, ma non senza esperienza del pensiero tedesco, cercò di risolvere i massimi problemi della filosofia morale e religiosa, insistendo sulla volontà soggettiva e sullo sviluppo culturale inteso come processo di liberazione.” (tratto da Treccani.it)

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Giornale di Filosofia della Religione: una rivista online di filosofia della religione

Giornale Filosofia della religione

La nuova serie del Giornale di Filosofia della Religione è online. La rivista è edita dall’Associazione italiana di Filosofia della Religione e si propone di promuovere nella cultura italiana lo studio, la ricerca, l’approfondimento e la comprensione del fenomeno religioso nella sua complessità, nelle sue strutture portanti, nei suoi molteplici rapporti con l’esperienza umana complessiva.

La rivista è articolata in diverse sezioni:

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eBook di filosofia: Bhagavad Gita

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Bhagavad Gita

“Poema in 18 canti contenuto nell’epica indiana Mahābhārata e che rappresenta il dialogo fra Kr̥ṣṇa, forma umana di Dio (➔ avatāra), e il guerriero Arjuna pochi istanti prima della battaglia in cui Arjuna, i suoi fratelli e il loro esercito combatteranno contro i propri cugini e il loro esercito. Nonostante la causa di Arjuna sia giusta, all’inizio della Bh. egli afferma di non voler combattere contro propri parenti e maestri e di preferire l’umiliazione e una vita da asceta rinunciante. Kr̥ṣṇa risponde ricordandogli l’illusorietà della morte fisica, ma anche la necessità, per un guerriero, di adempiere al proprio dharma. Kr̥ṣṇa contrappone alla via della rinuncia all’azione, vagheggiata inizialmente da Arjuna, la via dell’azione (karman), unita però all’affidamento a Dio (➔ bhakti) cui solo compete di decidere quale esito debba avere l’azione intrapresa. Dunque, la responsabilità umana si limita all’intrapresa dell’azione, mentre i suoi frutti non dipendono dall’uomo. L’azione corretta sarà quella che mira solo all’esecuzione del proprio dovere (o sva-dharma, dharma) e non al raggiungimento di un certo frutto, il quale è comunque fuori dall’influenza umana. Chi agisca in questo modo, ossia privo di attaccamento per i frutti dell’azione, non porta le conseguenze karmiche negative dell’azione compiuta. La Bh., che raccoglie probabilmente materiali di origine (Sāṅkhya, Yoga e bhakti) ed età diverse, è diventata il testo più venerato dell’induismo. Assieme a Bhāgavatapurāṇa e Brahmasūtra rappresenta il ‘triplice fondamento’ delle scuole vaiṣṇava. È stata oggetto di molteplici commenti, da Abhinavagupta fino ad Aurobindo Ghose. In particolare, molte scuole vedāntiche hanno elaborato un proprio commento alla Bh. in cui la interpretano alla luce della propria visione del rapporto fra anima individuale e assoluto. Śaṅkara la considera perciò un testo monista, mentre Rāmānuja ne enfatizza il valore devozionale. La Bh. è stata tradotta innumerevoli volte in lingue occidentali e ha profondamente influenzato molti pensatori, fra cui Beauvoir, soprattutto per la concezione dell’azione indipendente dal risultato.” (tratto da Treccani.it)

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eBook di filosofia: M. Eliade, Mito e realtà

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M. Eliade, Mito e realtà

“Acquisì fama internazionale come storico delle religioni, approfondendo in particolare lo studio dell’interiorità dell’esperienza di devozione, da lui intesa come tentativo tipicamente umano di contrapporre il tempo interiore (mito) alla storia, e conferire dunque alla vita un valore sacrale al di fuori del tempo della civiltà; tale impostazione lo ha portato a polemizzare con la «sterilità spirituale» del relativismo” (tratto da Treccani.it)

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