Archivi categoria: Filosofia delle religioni

eBook di filosofia: L. Albinus, Religion as a philosophical matter

Lars Albinus, Religion as a philosophical matter. Concerns about truth, name, and habitation

“The book works out new perspectives for a philosophy of religion that aims beyond the internal questions of rationality within a theological tradition, on the one hand, and the outer criticism of religion from naturalistic quaters, on the other. Instead it places itself within a wider philosophical view in line with groundbreaking thoughts about culture and a basic human ‘conditionality’ among interwar philosophers such as Ernst Cassirer, Ludwig Wittgenstein, Walter Benjamin, and Martin Heidegger. The book also offers a concrete interpretation of examples of religious phenomena displaying a human world-relation that centers on issues of ‘truth’, ‘name’, and ‘habitation’. Finally, lines are drawn to Jean-Luc Nancy’s current rethinking of Christianity.”

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Il pensiero filosofico-religioso italiano del Novecento: un dizionario bio-bibliografico online

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Il pensiero filosofico-religioso italiano del Novecento. Un dizionario bio-bibliografico  è un’enciclopedia online curata da Omar Brino che offre in rete voci biografiche dei pensatori italiani che si sono occupati di filosofia della religione nel secolo scorso.

Tutte le voci presentano un rapido profilo su vita, opere e pensiero filosofico-religioso dell’autore e una biblio-sitografia aggiornata che presenta gli scritti principali e la letteratura secondaria, con particolare riferimento al pensiero religioso.

Il dizionario verrà completato progressivamente, con alcune voci già attive e altre che verranno aggiunte man mano; sono previsti anche aggiornamenti periodici alle biblio-sitografie delle voci già on-line.

 

 

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eBook di filosofia: W. Herberg (a cura di), The Writings of Martin Buber

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Will Herberg (a cura di), The Writings of Martin Buber

“Di famiglia ebrea proveniente dalla Galizia (od. Polonia), fu seguace del sionismo dal 1898 e ne diresse la rivista ufficiale, Die Welt, e poi i periodici Der Jude (1916-1924) e Die Kreatur (1926-1930). Insegnò nell’univ. di Francoforte sul Meno (1923-33), e dal 1938 – quando, a causa della persecuzione antisemita, si stabilì in Palestina – nell’univ. ebraica di Gerusalemme. Sin dagli anni giovanili si dedicò allo studio della tradizione ebraica a partire dai tempi biblici fino al movimento sionistico contemporaneo. Nelle sue opere sul giudaismo volle anzitutto rispondere alla sfida lanciata alla fede dal pensiero e dalla cultura occidentali quali si presentavano nella Germania prenazista. Nel complesso della sua opera, tuttavia, sugli aspetti scientifici in senso tecnico e accademico, prevalgono quelli morali e religiosi, grazie ai quali B. si inserisce attivamente nella stessa tradizione che studia, diventando uno dei rappresentanti più eminenti dell’ebraismo novecentesco. Ispirandosi alla tradizione ebraica del hasidismo, che fece conoscere al mondo occidentale (Die chassidischen Bücher, 1927; trad. it. Il cammino dell’uomo secondo l’insegnamento chassidico), B. concepì la fede non come insieme di precetti legali, ma come santificazione della vita quotidiana. La sua filosofia si incentrò sul concetto di relazione e sul principio dialogico: il senso fondamentale dell’esistenza sta nella capacità di entrare in rapporto con la natura, con gli uomini e con le entità spirituali (Ich und Du, 1923; trad. it. L’io e il tu). L’uomo si definisce come persona nella relazione con l’altro (relazione Io-Tu), nella quale prende coscienza di sé stesso come soggettività. L’idea del dialogo, dell’Io-Tu, è allargata fino all’incontro con Dio, il Tu eterno, cui l’uomo arriva attraverso i singoli Tu. L’accento posto da B. su un tale tipo di rapporto ha fatto situare il pensiero del filosofo al di fuori della corrente principale del giudaismo, in cui l’obbedienza alla volontà di Dio è tutto. B. dimostra il suo atteggiamento anticonvenzionale, dal punto di vista ebraico, anche nel preferire l’esperienza di vita al sapere dei libri: «Eccovi una prova infallibile; – scrive – immaginate di essere soli, completamente soli sulla terra, e di vedervi offrire l’alternativa tra la compagnia di un libro o la compagnia di un vostro simile. Spesso ho udito uomini vantare la loro solitudine, ma questo avviene solo perché vi sono ancora degli uomini in qualche luogo sulla terra, anche se lontani. Nulla sapevo di libri quando uscii dal grembo di mia madre, e senza libri morirò, con la mano di un mio simile nella mia. È vero che qualche volta chiudo la porta e mi abbandono alla lettura di un libro, ma solo perché posso riaprirla e vedere un essere umano che mi guarda». Tra le sue opere: Die jüdische Bewegung (1920), Rede über das Erzieherische (1926), Königtum Gottes (1932, 2a ed. 1936; trad. it. La regalità di Dio), Il problema dell’uomo (in ebr. 1942), Mosè (in ebr. 1945), Dialogisches Leben (1947), Der Glaube der Propheten (1950; trad. it. La fede dei profeti), Israel und Palästina (1950), Zwei Glaubensweisen (1950; trad. it. Due tipi di fede), Die chassidische Botschaft (1952), Gottesfinsternis (1953; trad. it. L’eclissi di Dio), Die Legende des Baalschem (1955), Schuld und Schuldgefühle (1958).” (tratto da Treccani.it, Dizionario di Filosofia)

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eBook di filosofia: P. Tillich, Filosofia de la Religión

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Paul Tillich, Filosofia de la Religión

“Il suo pensiero, profondamente influenzato dalla filosofia moderna, e in particolare dall’idealismo tedesco, pone in primo piano la contrapposizione tra l’essere e il non essere, forza demoniaca; l’uomo, continuamente tentato dal non essere, è salvato da Cristo. Nella sua vastissima produzione, Das Dämonische (1926; trad. it. 1929) e Systematische Theologie (3 voll., 195163). […]

Uno dei poli della speculazione di Tillich è l’essere, come identificazione di soggetto e oggetto, cui si contrappone il non essere come opposizione costante, forza demoniaca; l’essere, nella sua infinità, è detto anche abisso, secondo un’antica terminologia mistica, a indicare l’insondabile profondità divina che sorregge ogni esistente. L’uomo, continuamente tentato dal non essere (stato di alienazione), è salvato da Cristo nel quale Dio viene a partecipare della situazione umana e l’uomo acquista un nuovo essere nella sua unità con Dio. È questo il senso del messaggio del Nuovo Testamento, che diviene simbolo della condizione storica umana, tesa fra la negatività dell’esistenza (la croce) e il trionfo dell’essere sul non essere, superamento dell’alienazione (resurrezione). Forte in Tillich il richiamo all’impegno intramondano in cui vive e si realizza la trascendenza; di qui anche il valore positivo di quei movimenti di massa che si realizzano sotto la spinta degli ideali socialisti, cui andarono le simpatie di Tillich.” (tratto da Treccani.it)”

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Fogli campostrini: la rivista online dedicata alla filosofia delle religioni

logo Fogli Campostrini

Fogli campostrini è la rivista online delle iniziative culturali e scientifiche della Fondazione Centro Studi Campostrini e del “Centro Studi del Fenomeno Religioso” della stessa fondazione.

Obiettivo del Centro è il lavoro di ricerca, particolarmente orientato alla valorizzazione delle risorse più giovani della ricerca, e mirato sopratutto alla discussione filosofica della religione e allo studio scientifico e comparato delle religioni, con una speciale attenzione alla prospettiva interdisciplinare.

” Il Centro adotta una metodologia “fenomenologica” nella misura in cui muove le sue analisi sempre a partire dallo studio di fenomeni concreti della religiosità. Inoltre, esso si caratterizza per l’interesse verso tutte le religioni esistenti, impegnandosi così anche in un lavoro comparatistico. In quest’ottica, è chiaro che la dimensione religiosa è considerata nella sua connessione con tutte le altre forme della vita umana, per cui il Centro non può che aprirsi ad un tipo di ricerca essenzialmente interdisciplinare”.

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eBook di filosofia: O. Rudolf, The idea of the holy

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Otto Rudolf, The idea of the holy. An inquiry into the non-rational factor in the idea of the divine and its relation to the rational

” Partendo su basi luterane da Kant, Schleiermacher, Fries, W.M.L. De Wette, e accentrando il proprio interesse intorno alla conoscibilità scientifica, all’essenza e alle forme del fatto religioso, nell’opera fondamentale Das Heilige (1917; trad. it. Il sacro) formulò per primo con risolutezza la tesi dell’autonomia del fenomeno religioso rispetto a tutti gli altri campi dello spirito e della sua natura essenzialmente irrazionale. Tentò un’analisi fenomenologica del sacro con il termine, da lui introdotto negli studi, del «numinoso», che egli considerava come un’irriducibile realtà obiettiva, accessibile all’uomo mediante una particolare facoltà dello spirito, quella religiosa. Ne rilevò e descrisse gli aspetti, ritenuti fondamentali, che distinse con termini latini (tremendum, maiestosum, energicum, fascinosum, augustum). Un lungo soggiorno in Oriente e lo studio dei testi indiani gli permisero di tracciare confronti tra la mistica cristiana e quella orientale. Si occupò anche di liturgia, propugnando l’introduzione di riforme nella liturgia protestante. Convinto della base obiettiva unica di qualsiasi esperienza religiosa, fondò una Lega religiosa dell’umanità (Religiöser Menschheitsbund). L’elemento duraturo del suo influsso consiste nella netta separazione del fenomeno religioso da altri (scientifico, morale, poetico) e in diverse osservazioni fenomenologiche.” (tratto da Treccani.it)

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eBook di filosofia: E. Lucca, Una visione dialettica della storia ebraica. Gershom Scholem e l’eredità del messianismo

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Enrico Lucca, Una visione dialettica della storia ebraica. Gershom Scholem e l’eredità del messianismo

Tesi di dottorato. Tutor: M. Bartolomei ; coordinatore: P. Spinicci. – Milano : Università degli studi di Milano, 2012 (24. ciclo, Anno Accademico 2011)

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eBook di filosofia: C. D. Ginsburg, The Kabbalah. Its doctrines, development, and literature

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Christian D. Ginsburg, The Kabbalah. Its doctrines, development, and literature

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International Journal of Dharma Studies

International Dharma Studies

International Journal of Dharma Studies è la rivista online annuale che vuole offrie uno spazio interdisciplinare per la riflessione e la ricerca sulle tradizioni del Dharma.

International Journal of Dharma Studies aims to (i) investigate, present, interpret, and envision the shared and distinct categories of the life-worlds of the Indic Religions, globally, in a (ii) multidisciplinary format with articles from Religious Studies, Philosophy, Ethics, Cultural Studies, Musicology, Film, Contemporary Issues, Sociology, Anthropology, and the Arts, within (iii) a structure that maintains the rigor of conventional academic discourse, but adds methodological contextualization and investigative, epistemic, hermeneutical and evaluative perspectives from these religious and cultural traditions (iv) in conversation with the world’s religions and the concerns of our time.”

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eBook di filosofia: Confucio, The Analects

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Confucio, The Analects

“Nei Dialoghi (Lunyu), opera composta dai discepoli di C. e considerata una raccolta di conversazioni, aforismi e aneddoti, l’entità divina per antonomasia, il «Cielo» (tian), ricorre sommessamente e solo due sole volte viene menzionato il tianming («mandato celeste»); questo però non deve indurre a credere che C., dal momento che non parla «mai di eventi straordinari […] e di divinità» (Lunyu VII, 21), negasse il soprannaturale. È invece la profonda crisi politico-sociale dell’epoca che lo induce a riservare esclusiva attenzione e premura all’uomo e al suo agire nella società. Non è dunque il rifiuto del soprannaturale, ma solo lo sforzo di esortare continuamente l’uomo a migliorare la propria natura e ad agire per il bene dei propri simili: «Se non sai onorare gli uomini, come puoi pensare di onorare divinità e spiriti?» (Lunyu XI, 12). Questa è la «via» (dao), una via già esperita dai virtuosi e saggi sovrani della remota antichità, che diffuse ovunque armonia e giustizia e, tra gli uomini, anche il metodo del buon governo. Tale via si rivela autenticamente all’uomo quando egli si addentra nella ricerca interiore, sorretto dallo studio, dalla disciplina e dalla osservanza di antiche norme. In ciò l’uomo è agevolato dalla condotta di un sovrano virtuoso o di un maestro esemplare: «Se viaggiassimo in tre – disse il maestro – certamente avrei sempre un maestro accanto: dell’uno coglierei i pregi per trarne esempio, dell’altro coglierei i difetti per emendarmi» (Lunyu VII, 22). Solo l’uomo che agisce lealmente (zhong) e che non impone agli altri ciò che non desidera per sé (shu) è sulla retta via. Costui è l’uomo nobile (junzi), che con l’azione del pensiero (si), lo studio (xue) e il controllo del proprio impulso egoistico (keji) ottiene la virtù per eccellenza: l’umana benevolenza (ren). La grafia stessa del carattere cinese ren – il radicale significante «uomo» (ren) unito al carattere per esprimere «due» (er) – afferma il senso profondo della condizione dell’umana benevolenza: condizione che si dà solo nella relazione con l’altro e che l’uomo realizza prima nel seno della propria famiglia e poi, forte di questa esperienza, nella vita sociale: «L’uomo dotato di benevolenza – disse il maestro –, desiderando essere saldo, fa sì che lo siano gli altri, desiderando progredire, fa sì che gli altri progrediscano. Assumi come esempio quel che puoi fare per chi ti è vicino: è la strada verso la benevolenza» (Lunyu VI, 30). Così l’uomo nobile di animo si distingue radicalmente da tutti e soprattutto da chi è mediocre e dappoco, perché questi bada solo al profitto e al proprio vantaggio: «L’uomo nobile di animo tiene alla benevolenza, l’uomo dappoco agli agi; l’uomo nobile di animo tiene all’imparzialità, l’uomo dappoco al favore» (Lunyu IV, 11). Nella condotta quotidiana l’uomo nobile di animo è orientato dai «riti» (li), tramandati dagli uomini dell’antichità, e la loro osservanza è in definitiva la vera esperienza religiosa, tutta umana e volta a stabilire una permanente armonia col mondo e col cosmo.” (tratto da Treccani.it)

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