Archivi categoria: Filosofia morale

Death: un corso online di filosofia morale

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Death è il titolo del corso online del prof. Shelly Kagan, docente di Filosofia presso la Yale University.

Il corso online si articola in  26 sessioni video e comprende anche una bibliografia di riferimento. I video sono registrazioni di lezioni tenute dal prof. Kagan nella primavera del 2007.

“There is one thing I can be sure of: I am going to die. But what am I to make of that fact? This course will examine a number of issues that arise once we begin to reflect on our mortality. The possibility that death may not actually be the end is considered. Are we, in some sense, immortal? Would immortality be desirable? Also a clearer notion of what it is to die is examined. What does it mean to say that a person has died? What kind of fact is that? And, finally, different attitudes to death are evaluated. Is death an evil? How? Why? Is suicide morally permissible? Is it rational? How should the knowledge that I am going to die affect the way I live my life?”

 

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eBook di filosofia: A. Manchisi, L’idea di bene in Hegel. Una teoria della normatività pratica

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Armando Manchisi, L’idea di bene in Hegel. Una teoria della normatività pratica.

Tesi di dottorato discussa presso l’Università degli Studi di Padova (2017)

“Oggetto del presente lavoro è il capitolo sull’idea del bene nella Logica di Hegel. Alla sua base si collocano tre ipotesi interpretative, fra sé legate:

a) che l’idea del bene riguardi il rapporto fra normatività pratica e realtà;
b) che sia possibile leggerla come una metaetica, ovvero come una riflessione di carattere ontologico, epistemologico e metodologico intorno alla sfera dell’agire libero;
c) che sia in grado di dialogare in modo proficuo con la riflessione metaetica contemporanea.

La tesi si divide in quattro capitoli. Il primo fornisce le coordinate generali per leggere e comprendere l’idea del bene. Obiettivo di queste pagine è soprattutto mostrare la rilevanza dell’analisi hegeliana per una teoria della normatività pratica.
A partire da ciò, il lavoro si confronta con quelle che possono essere considerate le tre coordinate fondamentali della normatività, ossia: oggettività (nel capitolo 2), realtà (nel capitolo 3), e verità (nel capitolo 4).
Il secondo capitolo si concentra sulla definizione hegeliana dell’idea del bene come autodeterminazione. Al centro di queste pagine si colloca il confronto fra il testo di Hegel e il modello metaetico costruttivista di matrice kantiana (Korsgaard).
Il terzo capitolo analizza la definizione dell’idea del bene come realizzazione, sviluppando un confronto con la posizione etica del proiettivismo (Mackie).
Il punto di arrivo di entrambe queste analisi è la critica all’antirealismo etico, ossia alla concezione che intende la realtà come priva di portata morale e che relega quindi la sfera dei valori e dei doveri entro i confini della soggettività.
Il quarto capitolo, infine, prende in considerazione l’idea del bene sotto una duplice prospettiva: da una parte, in rapporto all’idea del vero, dall’altra, nel suo passaggio all’idea assoluta. Questa analisi fa riferimento soprattutto al dibattito etico sul non-cognitivismo. L’affermazione di Hegel secondo la quale l’idea pratica può compiersi solo se integra quella teoretica consente di leggere in modo originale il rapporto fra conoscenza e volontà e, più in generale, fra normatività e realtà.”

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File audio delle lezioni del prof. Gianfranco Mormino (storia della filosofia morale)

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Nel portale ARMIDA (Archivio sperimentale dei materiali didattici delle facoltà e dei corsi di laurea dell’Università degli Studi di Milano) potete accedere direttamente ai file audio delle lezioni del prof. Gianfranco Mormino.

Sono presenti le registrazioni dei corsi tenuti negli anni accademici 2016/2017 (Storia della filosofia morale) e 2017/2018 (Human-Animal Studies).

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eBook di filosofia: L. Manfrini, Il peccato originale come figura del conoscere. Studio a partire dal Manuskript der Philosophie der Religion di Hegel

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Leonardo Manfrini, Il peccato originale come figura del conoscere. Studio a partire dal Manuskript der Philosophie der Religion di Hegel

Tesi di dottorato (28. ciclo, Università degli Studi di Milano. Anno Accademico 2015). Tutor: prof. R. Pettoello, prof. L. Hühn ; coordinatore: prof. M. Massimini

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eBook di filosofia: T. Siebers, The Ethics of Criticism

Ethics of Criticism

Tobin Siebers, The Ethics of Criticism

“Tobin Siebers asserts that literary criticism is essentially a form of ethics. The Ethics of Criticism investigates the moral character of contemporary literary theory, assessing a wide range of theoretical approaches in terms of both the ethical presuppositions underlying the critical claims and the attitudes fostered by the approaches. Building on analyses of the moral legacies of Plato, Kant, Nietzsche, and Freud, Siebers identifies the various fronts on which the concerns of critical theory impinge on those of ethics.”

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eBook di filosofia: J. M. Reynolds,  Merleau-Ponty, World-Creating Blindness, and the Phenomenology of Non-Normate Bodies

Merleau Ponty

Joel Michael Reynolds, Merleau-Ponty, World-Creating Blindness, and the Phenomenology of Non-Normate Bodies

“In increasing number of scholars at the intersection of feminist philosophy and critical disability studies have turned to Merleau-Ponty to develop phenomenologies of disability or of what, following Rosemarie Garland-Thomson, I call “non-normate” embodiment. These studies buck the historical trend of philosophers employing disability as an example of deficiency or harm, a mere litmus test for normative theories, or an umbrella term for aphenotypical bodily variation. While a Merleau-Pontian-inspired phenomenology is a promising starting point for thinking about embodied experiences of all sorts, I here draw a cautionary tale about how ableist assumptions, implicit or explicit, can easily undermine accounts of non-normate experience. I first argue that the problematic treatment or omission of disability within the history of philosophy in general and the phenomenological tradition in particular is due to the inheritance of what I call “the ableist conflation” of disability with pain, suffering, and disadvantage. I then show that Merleau-Ponty’s famous reading of the blind man’s cane is problematic insofar as it omits the social dimensions of disabled experiences, misconstrues the radicality of blindness as a world-creating disability, and operates via an able-bodied simulation that confuses object annexation or extension with incorporation. In closing, I contend that if phenomenology is to overcome the errors of traditional philosophy, as Merleau-Ponty once hoped, it must heed the insights of “crip” or non-normate phenomenology, which takes the lived experience of disability as its point of departure.”

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eBook di filosofia: E. C. Corriero (a cura di), Libertà e natura. Prospettive schellinghiane

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Emilio Carlo Corriero (a cura di), Libertà e natura. Prospettive schellinghiane

“La natura della libertà è in fondo la libertà della natura stessa, ossia la sua insopprimibile soggettività.
Attorno a questa inestricabile relazione, illuminata e indagata a fondo dalla filosofia di Schelling, alcuni fra i più autorevoli interpreti contemporanei s’interrogano sull’impossibile sistema del sapere a cui il filosofo tedesco lavorò per tutta la vita, individuando proprio nella libertà quel fondamento necessario eppure apparentemente inattuabile.
Il risultato è un quadro composito e aggiornato degli esiti in ambito teoretico, etico ed estetico della filosofia di Schelling, che oggi vive una rinascita di livello internazionale.”

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eBook di filosofia: M. Pascali, Estetica ed etica del “cibo-senza cibo”

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Michelangelo Pascali, Estetica ed etica del “cibo-senza cibo”

“The excess of food – so typical to our Western civilization – has paradoxically brought about the fact that we concentrate on managing a surplus rather than a deficit. This shift both from our daily natural necessity to feed ourselves and from our natural need has generated a further separation from nature itself. This process, thrusting its roots in the cultural history of rational modern man, is connected with a new way of seeing the role, the figure, and the social image of modern man himself. With its originality, today’s food-related collective thought can adequately indicate these major developments. As a matter of fact, the presentation of the “void” and of the “artificial” represents a binding criterion to adjust to in offering some courses/dishes which are the expression of social belonging and status.”

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eBook di filosofia: A. Chiessi, Mandeville e l’umorismo del male minore

NPG 1261; Unknown man, formerly known as Sir James Thornhill by John Closterman

Alessandro Chiessi, Mandeville e l’umorismo del male minore

Tesi di dottorato, Alma Mater Studiorum Università di Bologna. Dottorato di ricerca in Filosofie della cultura, 25 Ciclo (2013)

“Questa ricerca propone una lettura comparata degli scritti di Bernard Mandeville. L’intento è di porre in relazione gli argomenti morali, etici e politici con le “grandi voci” dell’epoca: primi fra tutti Hobbes e Locke. L’impianto interpretativo è strutturato in modo da delineare il metodo adottato nelle riflessioni filosofiche mandevilliane e da qui, mantenendo una divisione di piani, rintracciare i concetti di riferimento sia dal punto di vista metafico sia da quello ontologico. Si ritiene, allora, che il metodo basato sull’uomorismo, come forma oggettivante del fenomeno – sociale e non – porti alla definizione della nozione di natura umana a partire da una conzione di natura in sé corrotta metafisicamente. Ciò trova nel paradigma di “naturalismo fisiologico” un riferimento da cui muovere l’analisi antropologica e morale degli uomini in società. Un’indagine che rintraccia nell'”etica del male minore” un modello con cui valutare le scelte e le azioni in ambito collettivo e pubblico. La lettura dei vari testi, allora, mostra come la politica sia influenzata da questo modello nello strutturare istituzioni che stimolino la produzione e l’incremento della ricchezza, seppur questo non sia alla portata di tutti. La sperequazione economica, allora, a fronte di un benessere collettivo elevato appare come un “male minore”.”

 

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eBook di filosofia: C. Nadeau, Justice et démocratie. Une introduction à la philosophie politique

Nadeau, Justice et démocratie

Christian Nadeau, Justice et démocratie. Une introduction à la philosophie politique

“Comment un philosophe ou un théoricien aborde-t-il une question en philosophie politique ? À quel exercice de la pensée se prête-t-il pour régler les problèmes bien réels et souvent très complexes qui se présentent à lui ? Pour l’auteur de cette introduction à la philosophie politique, l’investigation des concepts et des intuitions ainsi que le développement du sens critique sont des étapes nécessaires à la compréhension des principaux débats qui nous occupent encore aujourd’hui.
Dans ce livre, il s’agit donc de présenter des questions, mais aussi des théories. Christian Nadeau y traite de justice et de démocratie à travers le prisme de l’argumentation philosophique. Peut-on concevoir la démocratie comme un obstacle à la justice ? Est-ce que la démocratie est par définition juste et ne peut donc donner lieu qu’à des décisions justes ? Ces problématiques, comme celles de la liberté, des conflits sociaux, du pluralisme sont disséquées à la lumière du débat contemporain et des différentes approches théoriques.
Finalement, au-delà des questions politiques soulevées, le lecteur trouvera dans la singularité de cet ouvrage toutes les bases d’une initiation à la philosophie, qui lui permettront d’élaborer sa propre réflexion sur les sujets qui l’intéressent.”

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