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Philosophy for Children and P.E.A.C.E.: corso online gratuito di filosofia per bambini

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Sull’ European Multiple MOOC Aggregator (EMMA), la piattaforma europea che aggrega corsi online (MOOC) gratuiti, coordinata dall’Università degli Studi di Napoli, potete trovare il corso Philosophy for Children and P.E.A.C.E che presenta i fondamenti teorici della filosofia per bambini e che prevede anche la visione diretta per i partecipanti di una sessione pratica di filosofia per bambini.

“It aims to demonstrate how important philosophy is to the development of critical and creative thinking. It aims to show teachers how they can use stories, sketches and games to translate the complexity of philosophical enquiry into manageable and profitable discussion with the children in their classes. The course looks at the background and theory behind P4C, and then introduces the method and approach used. It then takes participants into different classrooms as observers of P4C sessions in practice, with guided observation tasks to aid understanding. The P.E.A.C.E project illustrates a specific application of the P4C approach; it uses philosophy to foster a more tolerant and cosmopolitan mindset in children. The final module enables participants to gain first-hand experience of P4C by involving them in a P4C pratical session of their own with one of the P4C trainers from the University of Naples. “

Il corso, articolato in cinque lezioni, è coordinato dalla prof.ssa Maura Striano sotto l’egida del Dipartimento di Studi umanistici dell’Università di Napoli e del PEACE (People Events Around the Countries of Europe) project.

Questi gli obiettivi didattici del corso:

“The course introduces participants to the origins, theory and practice of Philosophy for Children. It shows how the technique is used in the classroom and, through the PEACE project, illustrates how it can be used to address specific areas of children’s education e.g. living in a multicultural classroom/society. Participants discover a series of materials that can be used or adapted for use in their own classroom, and gain first-hand experience of using the P4C methodology in a practical session. 

 

 

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eBook di filosofia: I. Millon e O. Brenifier, Esercizi filosofici

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Isabelle Millon e Oscar Brenifier, Esercizi filosofici
Da più anni, Oscar Brenifier si occupa della pratica della filosofia, con bambini e adulti, in Francia e in numerosi altri paesi. Con Isabelle Millon ha fondato l’Istituto di Pratiche Filosofiche la cui vocazione è di promuovere questa pratica e sviluppare la formazione in questo campo. È l’autore di molte opere di filosofia per bambini, pubblicate in una trentinadi lingue. È anche uno degli autori del rapporto dell’Unesco sulla filosofia nel mondo: La filosofia, scuola di libertà (2007). Nella presente opera, tenta di esporre un’analisi di questo nuovo approccio dell’insegnamento filosofico, fondato sulla maieutica, e propone un certo numero di esercizi per metterla in pratica.”
Questo libro contiene diversi esercizi filosofici che possono essere svolti da soli o in gruppo, da adulti e bambini. Sono classificati per livello di difficoltà e per natura delle abilità richieste.Questo lavoro permette di chiarire i numerosi atti mentali che caratterizzano il pensare: argomentazione, analisi, interpretazione, problematizzazione, concettualizzazione, ecc. Un’introduzione fornisce alcuni suggerimenti per la loro realizzazione, in particolare per l’insegnante che desidera introdurre tale pratica come strumento pedagogico.”

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eBook di filosofia: Teaching philosophy in Europe and in North America

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UNESCO, Teaching philosophy in Europe and in North America, 2011

Un quadro piuttosto aggiornato delle diverse modalità dell’insegnamento della filosofia dall’infanzia alla scuola superiore in Europa e nel Nord America

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eBook di filosofia: O. Brenifier I. Millon, La pratica della filosofia nella scuola primaria

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Oscar Brenifier, Isabelle Millon (traduzione a cura di Valentina Ventrice), La pratica della filosofia nella scuola primaria

“L’idea di praticare la filosofia con i bambini si considera piuttosto sorprendente, visto che anche i giovani adulti che devono cimentarsi in questa strana attività hanno qualche difficoltà. L’autore di questo libro si chiede al contrario: a diciott’anni non sarà quasi troppo tardi per iniziare a fare filosofia?

Filosofare è imparare a pensare, e a pensare coscientemente, da sé, attraverso gli altri. E’ approfondire e analizzare idee e problemi. Questo libro fornisce molti suggerimenti pratici e teorici per l’insegnante o il genitore che crede che non è mai troppo presto per imparare a pensare, che il domandare del bambino debba essere valorizzato e incoraggiato.”

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eBook di filosofia: M. Lipman, Philosophy for children e pensiero critico

Lipman

Matthew  Lipman, Philosophy for children e pensiero critico

“Evitando di entrare in specifiche questioni di merito relativamente al valore della dimensione storica nell’insegnamento della filosofia, quello che qui si vuole porre in risalto è l’obiettiva difficoltà di avvicinare due differenti modelli di educazione filosofica. Il primo, quello della nostra tradizione storicistica, punta essenzialmente sull’acquisizione di un congruo bagaglio culturale come momento di consapevole sintesi storico-teoretica; l’altro, corrispondente alla proposta di Lipman, dopo essersi sbarazzato di ogni aspetto formale proveniente dalla tradizione, ambisce a recuperare il senso della filosofia come pratica quotidiana di ricerca. Il distacco è avvenuto sull’onda dell’insoddisfazione per l’insegnamento tradizionale esplicitamente dichiarata da Lipman allorché egli era docente di filosofia alla Columbia University. Di fronte alla protesta studentesca del 1968, di fronte alle incomprensioni, agli irrigidimenti e alle intemperanze delle parti in lotta, egli rimaneva sconcertato dallo scarso ricorso alla ragione constatato e incominciava a nutrire seri dubbi sull’utilità dell’insegnamento della filosofia rispetto ad aspettative come la criticità del pensiero, l’autonomia di giudizio, la ragionevolezza della prassi. […] Alla base del programma IAPC (Institute for the Advancement of Philosophy for Children), nella qualità di motivo pedagogico ispiratore, troviamo l’idea di una possibile pervasività didattica della riflessione e della ricerca filosofica. Le implicazioni di questa premessa sono numerose e rilevanti e racchiudono interessanti prospettive didattiche. La prima condizione che rende possibile la trasversalità di un insegnamento è la sua natura formale. Da qui la messa in parentesi degli specifici contenuti disciplinari (testi, autori, astrusità linguistiche, specificità lessicali, e così via). Ciò che resta della filosofia, quello che veramente vale la pena di insegnare a tutti i ragazzi fin dal primo giorno di scuola, è, secondo Lipman, lo straordinario patrimonio di idee che la tradizione ha accumulato (con particolare riguardo alla logica) e, soprattutto, quella peculiare attitudine alla ricerca che si sostanzia nella pratica del confronto dialogico. Questa l’autentica dimensione formativa dell’insegnamento filosofico, la via di accesso alla quale, in una scuola di massa , non può essere rappresentata però dai classici (inaccessibili ai più) e tanto meno dai manuali (sono inerti e nozionistici). Ecco , allora, l’alternativa proposta: una serie di racconti scritti col consapevole obiettivo di fornire strumenti, adatti alle singole tappe dello sviluppo, per aiutare ad apprendere a pensare correttamente.

C’è un passo di uno di questi racconti in cui l’obiettivo viene illustrato dal protagonista con le parole seguenti: <<A scuola noi pensiamo alla matematica, pensiamo all’ortografia, pensiamo alla grammatica. Ma quando mai ci è capitato di pensare al pensiero? […] Se noi pensiamo all’elettricità, possiamo capirla meglio, e allora, se pensiamo al pensiero, potremo capire meglio noi stessi>>. E’ qui che è racchiuso il carattere formale di questo insegnamento filosofico e, quindi, il suo possibile valore formativo, nonché la sua vocazione transdisciplinare. In realtà, il suo nucleo didattico, definito in termini di finalità generali, consiste nell’attivazione e nell’incremento di ciò che Lipman indica coi termini Thinking skills.

Prendendo posto in un’area della ricerca educativa nell’ambito della quale si tende ad enfatizzare il valore dell’attività strutturante propria di ogni soggetto che apprende, Lipman ha così ripensato il ruolo dell’insegnamento della filosofia in chiave squisitamente formativa, trovando nella originaria attitudine alla meraviglia e all’eterno interrogarsi insieme i principi di una proposta per una vera e propria riforma dell’educazione. I suoi maestri non sono tanto pedagogisti e psicologi; sono soprattutto i filosofi che hanno saputo usare il linguaggio come strumento di accesso alle idee e come veicolo di comunicazione; soprattutto i Presocratici e Socrate, presso i quali la preminenza della comunicazione orale assicurava alla filosofia la costante compenetrazione con la concretezza del vissuto individuale e sociale. Da questo punto di vista, la ricchezza della filosofia non consisterebbe propriamente nella rete dei suoi concetti, sempre discutibili, quanto, in primo luogo, nel fatto che nella forma socratica <<il far filosofia – asserisce Lipman – era emblematico di una ricerca comune come modo di vivere. […] Rappresenta paradigmaticamente l’educazione del futuro come forma di vita che non è ancora stata realizzata, e come tipo di prassi>>.

Così intesa, la filosofia è chiamata a riaffermare la sua funzione educativa essenziale in un rinnovato appello al “Conosci te stesso” che non cessa di riconoscere la mediazione dello scambio comunicativo come tramite insostituibile per la sua realizzazione. Del dialogo Lipman ha fatto la bandiera di un rinnovato attivismo pedagogico. Se da Socrate deriva il senso etico della ricerca in comune, la misura della problematicità di ogni sapere, da Dewey è direttamente mutuato il valore sociale dell’educazione nel senso moderno della stretta interdipendenza di “scuola e società”: la scuola non può esimersi dal produrre competenze per la società a cui si riferisce come suo ambiente. E, tuttavia, la nozione di funzionalità è posta da Lipman già al di là di ogni negativa strumentalità asservita. E’ posta esattamente nella relazione positiva coi bisogni e le forme di articolazione propri di quella grande comunità di ricerca che è l’umanità e, in un senso più profondo, in relazione anche con quella realtà bifronte che è il razionalismo occidentale, la cui crisi può anche significare l’annuncio della fine della metafisica (del potere della metafisica), ma anche, contemporaneamente, l’avvento di un moderno tribalismo. Con piglio illuministico Lipman non esita ad addossare al sistema scolastico la maggiore responsabilità delle disfunzioni e dei mali che affliggono le nostre società. Essi gli sembrano riconducibili, in ultima analisi, ad un grave deficit di razionalità riscontrabile nella prassi ordinaeria, a dispetto dell’incomparabile dispiegamento di razionalità tecnologica che caratterizza la nostra società.” (tratto da Antonio Cosentino, Lipman e la Philosophy for Children)

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E se nessuno mi becca. Parliamo di etica con i ragazzi: blog e kit da scaricare per gli insegnanti

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E se nessuno mi becca. Parliamo di etica con i ragazzi è l’interessante blog costruito a partire dal testo tradotto in italiano dall’editrice Il Castoro di Bruce Weinstein e Tuono Pettinato, E se nessuno mi becca? Breve trattato di etica per ragazzi,   il  libro che mira a guidare i ragazzi verso la costruzione di una convivenza più rispettosa e serena con gli altri ma anche, e soprattutto, con se stessi.

Nel blog trovate innanzitutto il kit da scaricare curato e sviluppato da Annalisa Strada, autrice per ragazzi e docente,  che  si propone di tradurre in pratica in classe i principi e le attività contenute nel libro. L’idea è di creare sul territorio nazionale un laboratorio diffuso di etica nelle scuole, attraverso questo kit di attività pratiche e semplici linee guida all’uso del libro.
Il blog fa da punto di riferimento per le scuole e i lettori, che possono inviare le loro osservazioni sul campo, riscontri dei progetti sviluppati nelle classi, i feedback di insegnanti e ragazzi.

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Journal of Philosophy in Schools

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Il Journal of Philosophy in Schools (JPS) è la giovanissima rivista ufficiale della Federation of Australasian Philosophy in Schools Associations (FAPSA) che, come è evidente già dal titolo, si occupa della pratica filosofia a scuola segnalando testi e risorse per l’insegnamento.

The focus of the journal is research into philosophy with school-aged children. What was once called Philosophy with Children has developed into a sub-discipline of philosophy with its own history, traditions and pedagogy and incorporates philosophical inquiry in the classroom, reflective education and Socratic dialogue through the use of the Community of Inquiry (CoI) methodology. The journal focuses on academic research articles into the pedagogy and practice of philosophy in schools. The journal also reviews new books on philosophy in schools along with new teacher resources for philosophy in schools.

 

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TeachingChildrenPhilosophy: il sito dedicato alla filosofia per bambini

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TeachingChildrenPhilosophy è il wiki che si propone di fornire delle tracce per fare filosofia con i bambini della scuola elementare. Gli incontri vengono articolati attraverso la presentazione ragionata di libri per bambini, di cui vengono fornite delle schede che rendono conto delle tematiche “filosofiche” presenti.

É presente anche una bibliografia sull’argomento e una linkografia a risorse ed enti dedicati.

 

 

 

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Childhood & philosophy: la rivista online di filosofia per bambini

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Childhood & philosophy è il periodico semestrale online dedicato alla filosofia per i bambini dell’International Council for Philosophical with Children (ICPIC).

is a journal dedicated to the intersections and interfaces of philosophy, childhood, children’s philosophies, and philosophical inquiry with children“.

La rivista accetta articoli, saggi, recensioni e resoconti in ogni lingua.

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