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eBook di filosofia: J. Searle, Coscienza, linguaggio, società

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John Searle, Coscienza, linguaggio, società

“Negli ultimi anni Searle ha prodotto una teoria che delinea le caratteristiche fondamentali della realtà sociale in cui viviamo e degli oggetti che ne fanno parte. Questo libro espone con chiarezza straordinaria le posizioni di Searle e permette di seguirne gli approfondimenti e le evoluzioni. Anche chi ha meno familiarità con gli sfondi culturali a cui Searle si richiama – specie i risultati della neurobiologia e l’analisi linguistica – non potrà non stupire per la ricchezza e per la capacità di rispettare la complessità dei problemi di cui il testo dà prova. Searle inscrive la coscienza e la libertà entro un “naturalismo biologico” che però per non essere riduzionistico contempla la possibilità che vi siiano livelli diversi di descrizione dello stesso ambito di realtà. Il linguaggio è il luogo privilegiato per mostrare la relazione tra ciò che sta entro la mia mente e oggetti circostanti. Tra gli atti linguistici, che mostrano ricchezza e varietà di modi di adattarsi alla realtà, quello che più interessa oggi Searle è quello che sta all’origine della società. Infatti oltre alla capacità di rappresentare il mondo o di modificarlo, il linguaggio possiede la singolare possibilità performativa di creare un adattamento attraverso la semplice rappresentazione dell’adattamento stesso come già avvenuto. Dichiarando che “la seduta è tolta” non si “causa” la chiusura della seduta stessa, ma la si rappresenta come già conclusa. Attraverso il linguaggio si possono così imporre a cose e persone funzioni che prima non avevano, si generano cioè funzioni di status, come quando si dichiara che qualcuno è presidente degli Stati Uniti e, da allora in poi, gli si riconosce una serie di poteri reali.”

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eBook di filosofia: C. Larmore, Dare ragioni. Il soggetto, l’etica, la politica

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Charles Larmore, Dare ragioni. Il soggetto, l’etica, la politica

“Un volume edito solo in italiano, in cui il noto filosofo americano condensa il suo percorso che si misura con le grandi questioni dell’etica, della verità, del soggetto, della politica. Senza essere scettico, il suo approccio soppesa le ragioni di una scelta filosofica riconoscendo che altre scelte hanno anc’hesse buone ragioni per essere fatte valere: è ciò che egli chiama la “legge della conservazione dell’imbarazzo”. Proprio per il fatto che la filosofia affronta problemi reali, e dunque complessi, tali cioè da lasciarsi attraversare secondo diverse prospettive, il dubbio resta legittimo. Contro il dubbio scettico vale solo ridiscutere e approfondire le ragioni delle scelte. Si tratta di far valere le buone ragioni (ossia buoni argomenti), nella consapevolezza però che esse rispondono a ragioni obiettive, ossia a principi che ci obbligano senza che per questo siano stati posti dalla ragione. Dare ragioni non significa insomma istituire norme, ma rispondere, sul piano etico, nella vita quotidiana, in politica, a principi che riconosciamo buoni e di cui siamo in grado di dar conto argomentando. La verità, dice Larmore, è qualcosa che appare capace di catturare al meglio il modo in cui sono fatte realmente le cose. Questo “realismo”, questo convincimento che esistano ragioni obiettive, si svolge, sul piano morale e su quello della teoria della verità, in una direzione che Larmore stesso chiama platonica. In politica esso conduce a una radicalizzazione della posizione liberal nel senso della grande tradizione del liberalismo classico, come visione del mondo prima che come concezione politica. Curato da Ugo Perone, il volume prosegue la serie in collaborazione con la Scuola di Alta Formazione Filosofica, che ogni sei mesi invita a Torino un grande filosofo contemporaneo per un seminario avanzato.”

“Charles Larmore (1950), è stato Chairman alla Columbia University e professore di Filosofia e Scienze Politiche all’Università di Chicago. Attualmente insegna alla Brown University. Larmore appartiene alla schiera di filosofi morali e politici post-rawlsiani che hanno caratterizzato la filosofia politica e morale americana dell’ultimo trentennio. Difensore di una posizione realista in morale, ha mosso una radicale critica a Rawls e appartiene senz’altro a quel gruppo di filosofi che ha avanzato le questioni relative alla legittimità, ai fondamenti, alla relazione fra etica e politica, fra conoscenza e etica. Formatosi, oltre che a Harvard e Yale, in Germania (Università di Münster) e in Francia (Ecole Normale Superieure), è presente nel dibattito filosofico europeo con contributi in francese e in tedesco.” (tratto da http://sdaff.it/vips/charles.larmore)

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eBook di filosofia: G. Sibertin-Blanc (dir.), Violences. Anthropologie, politique, philosophie

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Guillaume Sibertin-Blanc (dir.), Violences. Anthropologie, politique, philosophie

“Cet ouvrage comporte une série d’études sur la question de la violence dans la pensée du XXe siècle. Chaque étude interroge à sa façon la circularité critique que la question de la violence introduit entre pensée politique et anthropologie. À partir d’Arendt, de Fanon ou d’Althusser, de Deligny ou de Girard, de Deleuze ou de Balibar, chacune met en question la possibilité d’une fondation anthropologique de la politique, et la possibilité d’un discours anthropologique qui ne présuppose déjà une politique.”

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eBook di filosofia: C. Mastroberti, Assoggettamento e passioni nel pensiero politico di Judith Butler

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Chiara Mastroberti, Assoggettamento e passioni nel pensiero politico di Judith Butler

“Chiara Mastroberti ripercorre i momenti più decisivi dell’opera di Judith Butler con l’intento di approfondirne il pensiero in merito al rapporto tra assoggettamento politico e passioni individuali. Rileggendo La vita psichica del potere e Parole che provocano (1997), passando per Vite precarie (2004) e Critica della violenza etica (2005), l’autrice analizza la trattazione butleriana di paura, paranoia, melanconia e desiderio, inquadrandola nella più ampia riflessione etico-politica della filosofa. Al centro di questa riflessione è la dialettica della “vita psichica”, oscillante tra adesione e resistenza alla norma sociale: proprio le passioni sono la chiave di lettura di questo testo per comprendere l’origine e il limite del soggetto contemporaneo, la sua “passività” e il segreto della sua sopravvivenza.”

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Rivista politica

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Rivista politica è la giovane rivista online interamente  dedicata alla politica con un taglio interdisciplinare.

“La Politica è tanto una possibilità teoretica di verità, quanto una necessità pratico-operativa.

L’uomo, per realizzare socialmente la coesistenza, deve lottare contro la forma di male che è rappresentata dalla forza intesa quale legge naturale del più forte. Per fare questo, egli deve sottomettere la forza all’autorità politica, garantendo così, con la giustizia delle leggi, i diritti necessari all’esercizio della libertà personale, nel perseguimento del bene comune di un popolo unito.

La Politica è quindi importante, anzi importantissima. Ma, nell’esperienza storica, individuale e collettiva, non è la cosa più importante. Certamente più importanti sono l’elemento religioso, l’amore, la famiglia, la filosofia, l’arte, la letteratura, in particolare la poesia. La Politica può essere decisiva per la storia delle persone, della società, delle istituzioni, delle nazioni, dell’umanità ma, senza l’amore, senza la religione e la teologia, senza la filosofia e le scienze, non può attingere i suoi scopi, né adempiere la sua funzione, né adoperare adeguatamente i suoi strumenti essenziali: le leggi costituzionali, civili, penali, processuali, amministrative; le leggi giuridiche relative agli interventi pubblici per la sicurezza, la difesa, la giurisdizione, l’uguaglianza, l’equità e le dovute perequazioni in una prospettiva di progressivo miglioramento sociale, economico, civile, culturale.

La Politica è per l’uomo, non il contrario. Pertanto, l’uomo deve poter sempre esercitare un controllo diretto sulla Politica, imponendole il primato dell’appartenenza sociale e nazionale di tutti i cittadini, e il principio della loro partecipazione attiva alla vita politica: è la cittadinanza a dover fare la politica, e non viceversa. Potere politico e cittadinanza attiva hanno il compito di cooperare a scongiurare la soggezione pre-politica, l’indifferenza preter-politica, l’arbitrio dell’anti-politica, che preparano il ritorno alla violenza naturale.”

 

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eBook di filosofia: M. Geuna, Machiavelli e le congiure: la prospettiva dei Discorsi

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Marco Geuna, Machiavelli e le congiure: la prospettiva dei Discorsi

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eBook di filosofia: C. Mastroberti, Assoggettamento e passioni nel pensiero politico di Judith Butler

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Chiara Mastroberti, Assoggettamento e passioni nel pensiero politico di Judith Butler

Chiara Mastroberti ripercorre i momenti più decisivi dell’opera di Judith Butler con l’intento di approfondirne il pensiero in merito al rapporto tra assoggettamento politico e passioni individuali. Rileggendo La vita psichica del potere e Parole che provocano (1997), passando per Vite precarie (2004) e Critica della violenza etica (2005), l’autrice analizza la trattazione butleriana di paura, paranoia, melanconia e desiderio, inquadrandola nella più ampia riflessione etico-politica della filosofa. Al centro di questa riflessione è la dialettica della “vita psichica”, oscillante tra adesione e resistenza alla norma sociale: proprio le passioni sono la chiave di lettura di questo testo per comprendere l’origine e il limite del soggetto contemporaneo, la sua “passività” e il segreto della sua sopravvivenza.

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eBook di filosofia: B. Casalini, L. Cini (a cura), Giustizia, uguaglianza e differenza. Una guida alla lettura della filosofia politica contemporanea

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Brunella Casalini, Lorenzo Cini (a cura), Giustizia, uguaglianza e differenza. Una guida alla lettura della filosofia politica contemporanea

“Almeno fino all’inizio degli anni Novanta, quando il paradigma del riconoscimento è sembrato soppiantare il paradigma delle teorie della giustizia redistributiva, tutte le maggiori teorie politiche contemporanee hanno cercato di individuare l’ingiustizia in una qualche forma di diseguaglianza e tentato in vario modo di rendere gli individui uguali all’interno di un determinato spazio per l’elaborazione di confronti interpersonali: sia esso lo spazio delle libertà fondamentali, del reddito, della ricchezza, delle condizioni per il rispetto di sé, del benessere, delle opportunità di benessere o delle capacità. L’obiettivo di questo lavoro è ricostruire le principali concezioni dell’uguaglianza e della giustizia emerse dal dibattito filosofico-politico contemporaneo e, al tempo stesso, rendere conto delle teorie critiche che esse hanno ispirato, dalle teorie nelle quali si integra o si supera il linguaggio dell’eguaglianza con quello della differenza ai paradigmi che si collocano radicalmente al di là di tutte quelle posizioni normative che più o meno esplicitamente si rifanno alla tradizione liberale, come il paradigma della biopolitica e quello del capitalismo cognitivo.”

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eBook di filosofia: R. Gatti, Da Machiavelli a Rousseau: profili di filosofia politica

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Roberto Gatti, Da Machiavelli a Rousseau: profili di filosofia politica

“Questo libro parte dalla ponderata convinzione che i modi attuali di fare filosofia -anche quelli che si sono costituiti a partire dalla polemica verso la tradizione- conducano a sacrificare, molto spesso, quell’individualità degli autori, quel nesso tra vita e forma, quel rapporto tra esistenza e scrittura, che è invece un elemento essenziale; portano, altresì, a supporre continuità e/o discontinuità nette là dove spesso ci sono invece sentieri molto meno lineari di quanto ci suggeriscono, il più delle volte, i manuali o i libri a tesi. E, soprattutto, tendono -specie rispetto ai filosofi del passato- a schiacciare l’irriducibile specificità di ognuno entro categorie statiche, preconfezionate, ripetitive. Nel volume l’autore cerca, senza intenti di sistematicità, di accennare appena e con molta prudenza una (molto parziale) microstoria per problemi di quell’epoca così controversa che chiamiamo, con maggiore o minore spirito simpatetico, modernità. In sostanza, si punta a leggere in modo non consueto e, anzi, in qualche caso decisamente controcorrente alcuni autori salienti (Machiavelli, Montaigne, Pascal) ed altri che sono sembrati particolarmente utili allo scopo: Nicole, Hobbes, Locke. Una microstoria implica l’attenzione alla specificità di ciascuno e, contemporaneamente, il tentativo di individuare le questioni che connettono percorsi di riflessione diversi, senza per questo andare a costituire tappe di un’autostrada che esiste solo nell’immaginazione di chi non sopporta (anche quando ne fa l’apologia) la frequente frammentarietà, l’inevitabile non conclusività, la costitutiva provvisorietà di quell’esercizio del pensare che chiamiamo filosofia.”

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eBook di filosofia: John of Salisbury, Policratus

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John of Salisbury, Policratus

“Non meno importante, soprattutto per la storia delle dottrine politiche, è il Polycraticus sive de nugis curialium et vestigiis philosophorum, in cui sostiene l’origine divina del potere regale, e quindi la sua dipendenza dal potere sacerdotale, ma considera al contempo lecita l’uccisione del re quando si tramuti in tiranno.” (tratto da Treccani.it)

 

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