Archivi categoria: Teologia

Aisthema. International Journal: una rivista online di estetica

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Aisthema. International Journal. Philosophy Theology Aesthetic è la rivista online internazionale che pubblica contributi, filosofici e teologici, che vertono su quegli ambiti tradizionalmente afferenti alla disciplina estetica: dalla poesia alla letteratura, dalla pittura alla musica, dal teatro al cinema.

La rivista è edita dal Seminario permanente di Studi Storico-Filosofici “Pasquale Orlando” della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, sezione “S. Tommaso d’Aquino”, su iniziativa del Laboratorio di Estetica del suddetto Seminario permanente.

L’obiettivo di Aisthema, nella consapevolezza della dimensione sapienziale e metafisica della filosofia, è quello di promuovere la ricerca filosofica anche per mezzo della diffusione di testi che, consacrati a problemi classici o contemporanei, sappiano guardare, oltre gli steccati dei rigidi curricula accademici, alla commistione e all’incrocio di saperi, metodologie e linguaggi diversificati.

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eBook di filosofia: J. Wycliff, De veritate sacrae scripturae

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John Wycliff’s de veritate sacrae scripturae. Now first edited from the manuscripts with critical and historical notes

Nei testi filosofici e teologici composti negli anni Sessanta, Wycliff, richiamandosi all’agostinismo (tendenza diffusa nell’Università di Oxford) contro l’empirismo di Guglielmo di Occam, sostiene la realtà degli universali: questi non sono soltanto concetti o parole, ma idee che hanno un’esistenza reale al di là della coscienza umana; le idee, provenienti da Dio, si manifestano nelle cose concrete e attraverso le idee, gradualmente, dalla più bassa alla più alta, l’uomo giunge fino allo spirito divino. Negli anni Settanta, nel suo commento alla Bibbia e in De veritate Sacrae Scripturae, W. afferma di aver scoperto tale realismo meditando sui testi biblici, i cui insegnamenti, compresi però soltanto da coloro che si avvicinano a essi con umiltà e pronti all’espiazione, sono eterni: questi testi contengono anche le regole della grammatica e della logica alle quali la mente umana dovrebbe obbedire. Ispirato appunto dal realismo degli universali, W. oppone, negli scritti degli anni Ottanta, una Chiesa ideale di coloro che sono destinati alla salvezza alla Chiesa che è nella storia: il rapporto tra i singoli e Dio, essendo immediato, non ha bisogno di un clero che funga da mediatore; tuttavia, la Chiesa può esercitare una funzione di mediazione se, come ai tempi di Gesù e degli apostoli, si libera di ogni ricchezza e potere mondano, a essa concessi nel 4° sec. da Costantino. A questa epoca W. fissa la datazione della decadenza dell’istituzione ecclesiastica, che può essere arrestata solo da una ripresa dei temi e dei motivi presenti nei Vangeli. […]

Difese la lettura diretta da parte di ogni credente del testo biblico tradotto nelle lingue volgari, la disobbedienza all’autorità ecclesiastica nel caso di indegnità di questa, un’interpretazione dell’eucarestia che nega in essa la transustanziazione del pane in corpo di Cristo dopo la consacrazione. Nel 1381 tale interpretazione venne condannata da una commissione nominata dal cancelliere dell’univ. di Oxford William Barton. A questa condanna seguì nel 1382 la condanna di tesi di W. giudicate erronee da parte dei domenicani londinesi. W. fu inoltre considerato l’ispiratore di una rivolta di contadini, avvenuta nella primavera del 1381, violentemente repressa. Nell’ottobre 1381 si ritirò in Lutterworth dove attese ad altre sue opere di tono antimonastico e ­antigerarchico, a commenti della Scrittura, a modelli di prediche.” (tratto da Treccani.it)

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eBook di filosofia: Jan Hus, De ecclesia

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Jan Hus, De ecclesia

traduzione in inglese: Jan Hus, The Church

Per approfondire:

D. S. Shaff, John Hus. His life, teaching and death after five hundred years, 1915

“Teologo e riformatore religioso boemo (Husinec, Boemia, 1371 ca. – Costanza 1415). Iscritto alla facoltà delle Arti dell’univ. di Praga intorno al 1390 e decano di questa Facoltà nel 1401, compì studi di teologia dal 1398, intraprendendo la carriera ecclesiastica nel 1400. Assunto dal 1401 l’importante ruolo di predicatore presso la chiesa di S. Michele, a Praga, difese la necessità dell’uso della lingua ceca nel servizio liturgico e combatté la corruzione del clero e dei laici. Intorno al 1400 nell’univ. di Praga si accese un conflitto tra i fautori e gli avversari del riformatore religioso inglese John Wycliffe, preparato dal conflitto tra realisti e nominalisti, i primi sostenitori dei poteri della ragione riguardo alla conoscenza della realtà, i secondi dei limiti; H. nel 1410, ricoprendo la carica di rettore, prese posizione a favore dei fautori, rendendo pubblica una sua Defensio del Liber de trinitate di Wycliffe, condividendone nei suoi sermoni la visione della Chiesa come comunità di predestinati, considerando nel suo trattato De libris hereticorum legendis le dottrine eretiche degne di attenzione in quanto anch’esse contenenti verità. Protetto dal re Venceslao IV – difensore dell’indipendenza della nazione ceca in materia religiosa contro la nazione tedesca e la curia romana, che avevano condannato nel 1409 le idee di Wycliffe – in occasione della scomunica dell’arcivescovo di Praga Zbyňek di Hasenburg (1410), cui era seguita un’interdizione lanciata contro la città, H. pronunciò nel 1412 una Defensio articulorum Wyclifi. Nell’autunno 1412, tuttavia, essendosi opposto radicalmente agli abusi della Chiesa nella concessione delle indulgenze, fu costretto all’esilio da Praga. Risiedendo in Boemia compose negli anni 1412-13 opere in latino e in ceco riguardanti la condotta cristiana, la preghiera, l’organizzazione ecclesiastica. In De ecclesia (1413) proclama, contro l’autorità del papa, solo Cristo capo della Chiesa, formata dalla comunità invisibile di tutti gli eletti. Tornato nel 1414 a Praga, si propose di partecipare sotto la protezione del fratellastro di Venceslao, Sigismondo, eletto re della Germania nel 1410, al Concilio di Costanza che si sarebbe tenuto nell’autunno di quell’anno. Prima della sua partenza, tra i suoi seguaci ebbe inizio la discussione sulla possibilità per i laici di assumere sotto forma di vino il sangue di Cristo nella Cena, in cui H. intervenne con riservatezza. Questa possibilità sarà attuata dalla comunità degli hussiti ‘utraquisiti’. A Costanza venne però arrestato nel nov. 1414. Avendo rifiutato di ritrattare quelle dottrine di Wycliffe che aveva ripreso nei suoi scritti, H. fu condannato dal Concilio a morte sul rogo come ostinato eretico. La storia del movimento hussita (anticipatore della Riforma del 16° sec.), a partire dal 15° sec. fino al 20° sec., è inseparabile dalla storia della nazione ceca.” (tratto da Treccani.it)

 

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International Journal of Philosophy and Theology

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L’ International Journal of Philosophy and Theology  è la giovane rivista internazionale  dell’American Research Institute, interessata alla filosofia e alla teologia. Gli articoli e i saggi pubblicati sono sottoposti a peer-review.

“The journal strives to strengthen connections between research and practice, so enhancing professional development and improving practice within the field of philosophy and theology”.

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eBook di filosofia: H. Davis, The Persian Mystics. Jalaludin Rumi

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H. Davis, The Persian Mystics. Jalaludin Rumi

“L’origine della parola sufismo viene spesso riferita al sostantivo ṣūf («lana»), che alluderebbe al materiale del saio indossato dai primi asceti; ma il termine è stato anche fatto derivare da ṣafā’(«purezza») o da ṣuffa («portico»), con riferimento forse al portico adiacente alla casa di Maometto a Medina, sotto cui il profeta aveva ospitato alcuni pii personaggi. Sul finire dell’8° sec. si ha la prima attestazione conosciuta del termine ṣūfī, per indicare un devoto di al-Kūfa, e attorno alla metà del 9° sec. s’indicavano con questa espressione coloro che si dedicavano con particolare intensità alle discipline spirituali; di poco successiva è la diffusione del termine taṣawwuf («professare di essere ṣūfī») per indicare la tendenza nel suo complesso. Il s. si presenta come un insieme di metodi e dottrine piuttosto articolato, e ciò ha indotto a discutere sulle sue origini storiche. Alla convinzione che esso fosse la risultante del contatto con l’ascetismo cristiano d’Oriente, o con il neoplatonismo, o con la religiosità iranica, o ancora con la spiritualità indù, si è oggi sostituita la certezza che si tratti di un prodotto genuino dell’islam, al quale hanno potuto contribuire indubbiamente pratiche e credenze estranee, ma che resta fondamentalmente legato alla tradizione musulmana, al Corano e all’insegnamento del Profeta. Sin dalle origini il s. ha assunto diversi indirizzi e si è articolato in varie scuole. Fra le maggiori, la scuola irachena, quella del Khorāsān, quella dell’Asia centrale, alle quali si sono via via aggiunti, con l’espansione dell’islam, nuovi insediamenti con fisionomie e caratteristiche peculiari. Il fondo comune a queste scuole è stato quello dell’approfondimento interiore dei dati religiosi, sia che si trattasse degli atti di culto sia della professione di credenze. Tutti i ṣūfī hanno voluto preservare la comunità dei credenti dal rischio di una sclerotizzazione della fede e da un letteralismo arido e legalistico. Ciò ha portato spesso al conflitto con l’autorità religiosa dei dottori della legge, sfociato anche in clamorose condanne, come quella che sentenziò la messa al patibolo di al-Ḥallāǵ (m. 922). Successivamente il s. tenderà sempre più alla prudenza, differenziando nettamente l’ambito dei profani (῾awāmm) da quello degli iniziati (khawāṣṣ), onde evitare interferenze con il dominio dell’esteriorità religiosa. La definitiva consacrazione del s. e la sua accettazione nel quadro dell’ortodossia sunnita si possono far risalire all’opera di al-Ghazzālī, che considerò essenziali per la complessa visione ortodossa i principi di un s. epurato da abusi e da eccessi dottrinali. Trattandosi di una disciplina di perfezionamento spirituale, nel s. ha assunto particolare rilevanza il rapporto tra maestro (shaikh o murshid) e discepolo (murīd). Tale rapporto, inizialmente informale, si è andato col tempo strutturando, fino ad arrivare fra il 12° e il 13° sec. alla costituzione di veri e propri ordini e confraternite, ciascuna delle quali trae il nome dal santo fondatore e dispone di una regola che stabilisce norme rituali e di comportamento per i propri aderenti, organizzati in un sistema gerarchico di struttura piramidale. Il s. delle confraternite ha inoltre contribuito alla generale affermazione del culto dei santi (awliyā’) vivi e defunti, riuscendo a superare l’ostilità delle componenti rigoriste dell’islam nei confronti di tale genere di devozione”.”

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eBook di filosofia: Maimonide, The Guide for the Perplexed

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Maimonide, The Guide for the Perplexed (La Guida dei perplessi)

“Dalāla al-Ḥā’irīn (trad. it. La guida dei perplessi) redatta verso il 1190 in giudeo-arabo, cioè arabo scritto in caratteri ebraici, e tradotta in ebraico da Shĕmū’ēl ibn Ṭibbōn nel 1204 (con il titolo Mōrēh nĕbūkīm). Divisa in tre parti (la prima su Dio e i suoi attributi, la seconda sul mondo, la creazione e la rivelazione, la terza sull’uomo, la conoscenza e l’etica), La guida si presenta al contempo come una summa di teologia filosofica e un trattato sul rapporto tra fede e ragione: essa deve infatti guidare i fedeli che, imbattutisi nella filosofia di tradizione aristotelica nonché nella speculazione islamica, restano «perplessi» di fronte ai dati della fede. L’opera esercitò una certa influenza sul pensiero latino medievale e scatenò intense discussioni in ambito ebraico. Tre sono i temi portanti della riflessione di Maimonide: quello del rapporto tra fede e ragione e quelli – al precedente intimamente legati – della profezia e dell’interpretazione dei testi sacri. È infatti sulla base della certezza della rivelazione (e sul conseguente concetto di verità rivelata) che Maimonide affronta i temi cruciali della speculazione teologica e filosofica dell’epoca: la creazione, l’esistenza di Dio e la discussione dei suoi attributi, la provvidenza e il rapporto tra creazione, legge e libertà. La discussione di tali temi si costruisce peraltro sempre anche in base alla discussione delle opinioni filosofiche e teologiche precedenti (importante è il confronto con la teologia islamica, il kalā’m). ” (tratto da Treccani.it)

 

 

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eBook di filosofia: Testi taoisti

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Testi taoisti

Indirizzo filosofico e religione soteriologica della Cina, il cui concetto centrale è rappresentato dal dao, articolato in dao jia e dao jiao. Il dao jia («scuola del dao») indica la filosofia taoista legata ai nomi di Yang Zhu, Lao Zi (probabilmente inizio 4° sec. a.C.), Zhuang Zi (369-286 a.C.) e Lie Zi (3° sec. a.C.) ed espressa soprattutto nel Daodejing, prima scrittura taoista da noi conosciuta e tradizionalmente attribuita a Lao Zi nel Zhuangzi (risalente però, oltre che al maestro, ai suoi discepoli) e nel Liezi (che prende nome dal semileggendario filosofo e il cui cap. 17 è dedicato a Yang Zhu).” (tratto da Treccani.it)

 

*Il copyright delle opere linkate appartiene ai rispettivi autori. Citandola in questa pagina ci si avvale del principio del fair dealing in quanto la diffusione che ne viene fatta è a fini di critica, recensione, informazione e insegnamento e non ha scopi economici. Gli autori possono comunque e in qualunque momento richiederne la rimozione.

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Journal of Analytic Theology: rivista online di teologia analitica

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Il Journal of Analytic Theology è la giovane rivista open-access internazionale che pubblica articoli, recensioni e resoconti di convegni che esplorino il campo teologico e meta-teologico con lo stesso rigore della filosofia analitica. Sulla teologica analitica si rimanda all’introduzione di Analytic Theology. New Essays in the Philosophy of Theology (OUP, 2009).

Il periodico è pubblicato dal Center for Philosophy of Religion dell’Università di Notre Dame e dalla Baylor University.

 

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Risorse bibliografiche su Sergij Bulgakov

 

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Il Forschungsstelle Sergij Bulgakov è il centro di ricerca della Facoltà teologica dell’Università di Friburgo interamente dedicato a Bulgakov, filosofo, teologo ed economista russo.  Nel sito potete trovare molte risorse interessanti sul pensatore:

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Bibellexikon im Internet (WiBiLex), un lessico biblico online

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Il Bibellexikon im Internet (WiBiLex) è il dizionario biblico online.  Si tratta dell’interessante progetto della Deutschen Bibelgesellschaft che si propone di rendere disponibile in rete un lessico accurato per l’intera Bibbia; le singole voci infatti sono scritte da studiosi e ricercatori.

Al momento, sono presenti più di 1.200 lemmi tratti dall’Antico Testamento, ma il progetto prevede l’immissione di più di 3.000 voci complessivamente sull’Antico e sul Nuovo Testamento. 

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