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eBook di filosofia: M. Scandella, La determinazione dell’esistenza: Nietzsche e Spinoza

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Mattia Brancato, La determinazione dell’esistenza: Nietzsche e Spinoza

Tesi di dottorato discussa presso l’Università degli Studi di Bologna. Dottorato di ricerca in Filosofie della cultura, 25 Ciclo.

“La tesi indaga i temi fondamentali, i limiti e le implicazioni della relazione tra le filosofie di Nietzsche e di Spinoza, sia analizzando storiograficamente il ruolo di Spinoza nei testi di Nietzsche (I parte), sia sviluppando una proposta teoretica a partire dai due autori (II, III e IV parte). L’indagine storiografica procede presentando le riflessioni che Nietzsche dedica a Spinoza secondo un criterio tematico-cronologico. Durante l’esposizione sono discusse le fonti utilizzate da Nietzsche e il significato che le menzioni di Spinoza ricoprono nell’economia generale del pensiero nietzschiano. La seconda parte della ricerca indaga le ragioni per le quali la connessione tra Nietzsche e Spinoza può risultare teoreticamente convincente, in particolare a partire dall’istanza propriamente critica della loro riflessione, che si manifesta come domanda “empia” sul mondo delle credenze condivise. In particolare, è la nozione di “causa” a fungere da rifugio per la credenza metafisica nel soggetto anche all’interno dell’universo deterministico in cui opera la scienza. Come va invece pensato un determinismo che sia filosoficamente coerente? Le ultime due parti di questa ricerca sviluppano alcune ipotesi in proposito, considerando singolarmente le filosofie di Spinoza e di Nietzsche.”

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eBook di filosofia: A. Lossi, L’io postumo: autobiografia e narrazione filosofica del sé in Friedrich Nietzsche

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Annamaria Lossi, L’io postumo: autobiografia e narrazione filosofica del sé in Friedrich Nietzsche

“La strana coincidenza di autore e personaggio nell’autobiografia costituisce uno strano “paradosso” che impedisce una definizione precisa di questo genere letterario. Accanto al complesso mondo autobiografico è possibile individuare un’altra modalità di auto-narrazione, connessa all’autobiografia: la narrazione filosofica del sé di Friedrich Nietzsche (1844-1900) mette in opera una strategia che coinvolge l’“io” in maniera riflessiva, fisiologica e psicologica e costituisce un tratto saliente del suo stesso filosofare. Questa originalità stilistico-narrativa caratterizza già i primi scritti, ma è difficilmente catalogabile come “costruzione”, “ritrovamento” o “invenzione” del sé, tipici dell’autobiografia, avvicinandosi semmai ad una particolare forma di identità narrativa. I tentativi autobiografici del giovane Nietzsche si modificano man a mano in testi che, sulla scorta delle riflessioni filologico-filosofiche, giungono con esiti diversi a Ecce Homo. Soprattutto a partire dallo scritto del 1885 Al di là del bene e male l’approccio stilistico-narrativo evidenzia l’esigenza autoriale di riproporre attraverso nuovi paratesti, le prefazioni del 1886, una filosofia che non è altro che l’«autoconfessione involontaria» del proprio autore che si è sempre compreso come inattuale. Questi tratti culmineranno in Ecce Homo, un testo narrativamente difficile da definire, in cui tuttavia si ritrovano i motivi tipici dell’autonarrazione filosofica di Nietzsche.”

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eBook di filosofia: B. Collina, Between Philosophy and Economics. A critical Re-Examination of Carl Menger’s Scientific Contribution

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Beatrice Collina, Between Philosophy and Economics. A critical Re-Examination of Carl Menger’s Scientific Contribution

Tesi di dottorato discussa presso l’Università degli Studi di Bologna. Dottorato di ricerca in Science, cognition and technology, 28 Ciclo a.a. 2015/2016

“The aim of this dissertation is to offer an innovative revising of the methodological and economic contributions of the Austrian economist Carl Menger (1840-1921), and to shed light on the actual influence of his work in the history of the discipline of economics. From an economic standpoint, Menger is renowned for his contribution to the “marginal revolution” of the 19th century. However, during the past decades several critics have questioned the originality of his position. Menger was accused of having made full use of typical elements of the Aristotelian tradition and having employed economic principles already developed by his contemporaries. From a methodological standpoint, Menger’s approach has been investigated mostly with regard to the so-called “Methodenstreit”. However, this debate represents only one of the several relevant aspects at stake. The discrepancies and partiality of these criticisms induced me to fully reconsider Menger’s perspective, without a priori embracing any of the contrasting positions emerged so far. To this aim, in this dissertation I am proposing a rational reconstruction of Menger’s approach. Chapter 1 and Chapter 2 will be addressed to a survey of epistemological and methodological issues. I will especially discuss how Menger concretely applied his methodology to the study of political economy. Chapter 3 will be devoted to critically evaluate some widespread psychological readings of Menger’s work. Then, the last two Chapters will have instead a historical nature. In Chapter 4, I will investigate the neglected relationship between Menger and the German Historical School of Law. In Chapter 5, I will originally consider the mutual influences between Menger and his German colleagues. This multifaceted analysis of Menger’s contribution will also allow me to outline a fundamental contextualization of the state of affairs of the discipline of economics in the second half of the 19th century.”

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eBook di filosofia: T. Possamai, Consulenza filosofica e soggettività

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Tiziano Possamai, Consulenza filosofica e soggettività

Tesi di dottorato di ricerca discussa nell’a.a. 2008/2009 presso l’Università di Trieste

“Questo lavoro di ricerca s’interroga, da un lato, sul possibile ruolo e significato di un fenomeno come la “consulenza filosofica”, cioè di qualcosa che ha a che fare con una pratica specifica, nel quadro della nostra società contemporanea, rispetto alla quale è vista, prima ancora che come un possibile agente attivo di soggettivazione o cura, come un effetto o sintomo; dall’altro, sui possibili effetti di questa pratica, e più in generale di ogni pratica discorsiva come questa, a livello del soggetto che noi siamo (in termini di costituzione, risignificazione, condizionamento, emancipazione ecc.) e di quel quadro contestuale all’interno del quale, insieme alle condizioni di produzione e di possibilità del primo, si situano anche le condizioni di produzione e di possibilità di quella stessa pratica. In altre parole, questa ricerca s’interroga sul ruolo e sul significato della consulenza filosofica in relazione al suo contesto di emergenza e ai soggetti che costituiscono e si costituiscono all’interno di quel contesto, nonché su alcuni nodi che scaturiscono dal porre la questione (ma forse sarebbe meglio dire le questioni) in questi termini, cioè dal lato delle sue condizioni di produzione e di possibilità. Condizioni di produzione e di possibilità (e quindi nodi) che in questa prospettiva non riguardano solo il fenomeno consulenza filosofica, evidentemente, ma anche quegli stessi contesti e quelle stesse soggettività da cui essa in qualche modo scaturisce.”

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eBook di filosofia: F. Scutari, La questione estetica nella filosofia di Theodor Wiesengrund Adorno

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Francesco Scutari, La questione estetica nella filosofia di Theodor Wiesengrund Adorno

Tesi di dottorato discussa nell’a.a. 2016/2017 presso l’Università “La Sapienza” di Roma

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eBook di filosofia: F. De Carolis, Verso un’ontologia della vita: Ricoeur lettore di Spinoza

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Francesco De Carolis, Verso un’ontologia della vita: Ricoeur lettore di Spinoza

Tesi di dottorato discussa presso l’Università “Federico II” di Napoli (a.a. 2008/2009)

 

 

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eBook di filosofia: M. Gisondi, La formazione intellettuale e politica di Antonio Banfi

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Marcello Gisondi, La formazione intellettuale e politica di Antonio Banfi

Tesi di dottorato discussa presso l’Università Federico II di Napoli (a.a. 2010/2011)

“La tesi segue il percorso della formazione intellettuale di Antonio Banfi (Vimercate 1886 – Milano 1957), centrando l’attenzione sulla lenta maturazione del suo pensiero politico, nel tentativo di comprendere se e in che misura esso si pone in continuità con i suoi presupposti gnoseologici ed etici. Il lavoro del candidato si muove sui piani interconnessi della ricerca storica e della riflessione teoretica, utilizzando come fonti bibliografiche le pubblicazioni prettamente filosofiche dell’autore, i suoi carteggi, i suoi interventi sulla stampa, alcuni suoi inediti e molti sue opere postume. L’obiettivo non è solo quello di chiarire il significato delle scelte politiche banfiane e l’influenza che esse hanno avuto sullo sviluppo del suo razionalismo: attraverso la sua esperienza si tenta infatti di analizzare criticamente uno dei possibili sensi del rapporto fra teoresi e prassi. La tesi si sviluppa secondo un filo cronologico che copre il periodo che va dalla nascita del filosofo al 1922, anno di pubblicazione della sua prima monografia e del suo primo articolo di argomento politico, nonché momento di affermazione definitiva del fascismo. La formazione di Banfi avviene nella Lombardia di fine ‘800, in un ambiente familiare e culturale fortemente influenzato degli ideali patriottici mazziniani e garibaldini. Il candidato segue l’emergenza di questi ideali nella gioventù del filosofo e il loro successivo infrangersi, attorno al 1905, contro una visione sempre più spietata della borghesia industriale italiana. Questo passaggio coincide approssimativamente con la scoperta del pensiero hegeliano, che avviene poco prima che Banfi abbandoni gli studi di lettere per dedicarsi, sotto la guida di Piero Martinetti, a quelli di filosofia. Il candidato ricostruisce il percorso personale e filosofico che porta Banfi ad abbracciare le istanze etiche del kantismo martinettiano, pur mantenendo un prospettiva metafisica hegeliana. Nel 1910 l’autore si trasferisce a Berlino, dove trova in Georg Simmel il suo secondo e più determinante maestro. Con il berlinese Banfi scopre una dimensione più terrigena della cultura, abbandonando le sue remore per l’analisi dei fenomeni di massa, ed interessandosi finalmente, anche a causa dell’incontro con il rivoluzionario italo-russo Andrea Caffi, alla politica. Tornato in Italia, si dedica all’insegnamento liceale, collabora brevemente con «La Voce» di Giuseppe Prezzolini e comincia ad interessarsi sempre di più al socialismo. Intanto chiarifica la sua posizione gnoseologica, eliminando molti residui della metafisica hegeliana ed elaborando il concetto di autocoscienza pura, col quale riassume la posizione dell’a priori in un processo continuo d’interazione fra soggetto e oggetto. Riformato alla leva, rimane fuori dal primo conflitto mondiale. Il candidato ricostruisce l’ambiente culturale che circonda il filosofo, mostrando quanto isolata ed assoluta sia la sua scelta pacifista. Filosofia ed analisi politica convergono, e Banfi giunge ad una condanna senza mezzi termini dell’idealismo assoluto, colpevole, sul piano metafisico di fraintendere la struttura del reale, su quello storico di fiancheggiare il bellicismo che già dilaga in Europa. Gli autori su quali fonda la sua critica del conflitto sono principalmente Karl Marx, Lev Tolstoj e Romain Rolland: la prospettiva etica dei due scrittori e quella economico-politica del filosofo procedono parallele nel discorso banfiano, ponendosi come due momenti complementari della critica dell’etica borghese e della civiltà liberale. Sposatosi intanto con la contessa Daria Banfi Malaguzzi e divenuto padre, Banfi si ritrova alla fine del conflitto in uno stato di forte isolamento culturale. La sua adesione al socialismo, non ancora definitiva, non è condivisa dai suoi corrispondenti, ed egli stesso nutre forti dubbi a causa dell’idiosincrasia per il positivismo che innerva la cultura socialista stessa. Ciò nonostante, alla fine del 1919 si iscrive alla camera del lavoro di Alessandria e comincia ad organizzare scuole di cultura popolare. La sua idea è quella di fornire alle classi lavoratrici degli strumenti per uscire dal giogo dell’inferiorità culturale. Le sue posizioni sono però ancora molto critiche sia nei confronti del socialismo italiano, sia verso il neonato comunismo. All’inizio del 1922 Banfi pubblica La filosofia e la vita spirituale, monografia filosofica in cui Marx assume valore positivo come analista dei fenomeni sociali, ma non come autore unico di riferimento per un tentativo di cambiamento dell’incancrenita società borghese. Il candidato sottolinea la distanza che separa Banfi dalla teoria e dalla pratica della lotta di classe, rendendo la sua posizione politica estremamente complessa. Il suo razionalismo ormai maturo non muterà sostanzialmente di molto, mentre la sua posizione politica si sublimerà durante il fascismo in un senso d’attesa che avrà occasione di manifestarsi soltanto nel corso della seconda guerra mondiale con l’adesione alle forze della resistenza partigiana.”

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eBook di filosofia: P. Cecere, La costruzione umana dello spazio

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Paolo Cecere, La costruzione umana dello spazio

Tesi di dottorato discussa presso l’Università Federico II di Napoli (a.a. 2013-2014)

“La ricerca mira ad approfondire il significato dello spazio architettonico, il senso che la sua edificazione riveste per l’uomo e per la costruzione del suo mondo e la sua importanza in relazione alla condizione umana. Lo studio mette in evidenza che lo spazio che l’uomo edifica svolge un ruolo decisivo nella conformazione del mondo materiale e nella formazione della cultura, del pensiero e della spiritualità e che, inoltre, solo nella sua forma architettonica lo spazio artificiale può garantire all’uomo una dimora degna d’essere abitata e tramandata, perché capace di accogliere in sé l’universo, la terra e gli elementi naturali, di prendersene cura e di renderli partecipi, assieme alla storia, di una realtà sempre singolare e densa di significati che vanno al di là di quelli puramente materiali e funzionali. Da questo punto di vista si chiarisce che l’aggettivo ‘umana’ presente nel titolo della tesi si lega al sostantivo ‘costruzione’ in un duplice senso: da un lato, segnalando che la città, la casa e ogni altro edificio sono frutto dell’opera costruttiva, dall’altro, che quest’ultima deve volgersi a edificare uno spazio entro il quale l’uomo possa pienamente realizzare la sua umanità e dal quale possa essere sollecitato a valorizzare se stesso, il suo mondo, il rapporto con i suoi simili e con la terra che da sempre lo accoglie. Questo spazio è quello a cui mette capo l’architettura quando ha modo di realizzarsi nella sua autentica natura di arte del costruire.”

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eBook di filosofia: L. Ferrara, Paradigmi della temporalità in Kant e Bergson

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Luca Ferrara, Paradigmi della temporalità in Kant e Bergson

Tesi di dottorato discussa presso l’Università degli Studi Napoli, a.a. 2015/2016

“Il nostro lavoro ha assunto come oggetto di indagine la nozione di tempo in Kant e Bergson. Nel primo capitolo viene analizzato in modo attento la bibliografia secondaria sul complesso tema del confronto tra Kant e Bergson, pervenendo alla necessità di superare l’impostazione metodologica degli unici due studiosi (Clifford Wellington Webb e Barthélemy-Madalue ) che si sono cimentati in un lavoro affine a quello svolto dal dottorando nella sua tesi. Inoltre, viene prestata particolare attenzione ai diversi paradigmi della temporalità, sedimentatisi nel corso della storia del pensiero occidentale. Nel secondo capitolo, viene studiato il rapporto tra tempo e spazio, come è teorizzato in Kant e Bergson, tenendo presente a riguardo la teorizzazione dei rispettivi autori del concetto di numero e le antinomie nelle interpretazioni dei due filosofi. Poi, nel terzo capitolo, quello più denso speculativamente, ho proposto una lettura dei due filosofi, facendo leva, da un lato sul rapporto tra tempo e coscienza, da un altro sulla relazione tra la coscienza e le sue stratificazioni. Infine, viene presentata in appendice una traduzione di un significativo inedito bergsoniano, sia da un punto di vista filologico, sia teoretico, che riguarda le Lezioni sulla filosofia moderna di Bergson dedicate alla Critica della ragion pura di Kant, dove sono anche elencate analiticamente tutte le occorrenze kantiane nei testi bergsoniani.”

 

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eBook di filosofia: L. Laino, L’autonomia del logos. Esposizione della filosofia di Ernst Cassirer da un punto di vista epistemologico

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Luigi Laino, L’autonomia del logos. Esposizione della filosofia di Ernst Cassirer da un punto di vista epistemologico

Tesi di dottorato discussa presso l’Università “Federico II” di Napoli (aa 2012/2013)

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