Sophismata Project

Sophismata

Sophismata Project è un progetto ormai concluso dell’Università di Ginevra, coordinato da Alain de Libera e incentrato sullo studio dei sophismata.

“La littérature des sophismata constitue l’une des innovations les plus importantes de la logique médiévale, qui fait l’objet d’une attention croissante de la part des historiens de la philosophie, des spécialistes de logique, de philosophie du langage et des historiens des idées linguistiques. C’est dans le cadre des disputes ” sophismatiques ” que les avancées théoriques les plus remarquables de la logica modernorum ont été réalisées, tant dans le domaine de la sémantique générale que dans celui des logiques épistémique, déontique et temporelle. A la fois forme littéraire, genre pédagogique et outil d’analyse, les sophismata sont attestés dans l’activité philosophique et théologique des universités médiévales, du XIIIe à la fin du XVe siècle.”

Nel sito potete trovare risorse interessanti sull’argomento:

 

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eBook di filosofia: S. Parigi, Teoria e storia del problema di Molineux

Molyneux_(1656-1698)

Silvia Parigi, Teoria e storia del problema di Molineux

“Nel 1693, William Molyneux sottopose al suo amico John Locke un “problema curioso”: se un uomo nato cieco recupera la vista e gli si chiede di riconoscere un cubo e una sfera, che egli già era perfettamente in grado di riconoscere con il tatto, sarà capace di vederli e dire quale sia la sfera e quale il cubo senza toccarli?

Questo enigma,che Locke incluse nella seconda edizione del Saggio sull’intelletto umano (1694), era destinato a divenire uno dei problemi filosofici più importanti del ‘700, specialmente a partire dal 1728, quando il chirurgo William Chesselden riuscì chirurgicamente a restituire la vista a un ragazzo di 14 anni nato cieco, e esaminò il suo comportamento dopo l’operazione.

In questo saggio mostrerò che: a) il problema di Molyneux non costituì una prova decisiva nel confronto tra empirismo e innatismo; b) il caso di Chesselden non funse da experimentum crucis; c) George Berkeley fu l’unico a dare una risposta empiristica coerente al problema di Molyneux.”

 

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Contemporary Studies in Kantian Philosophy: saggi brevi sulla filosofia kantiana

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Contemporary Studies in Kantian Philosophy è il progetto del Contemporary Kantian Philosophy (CKP), in collaborazione con la North American Kant Society (NAKS), che si propone di pubblicare online brevi saggi originali e inediti sulla filosofia kantiana.

“CSKP) is a publication of the Contemporary Kantian Philosophy (CKP) project, whose basic aim is to develop and disseminate first-rate, original—and especially challenging, creative, and unorthodox—research in Kantian philosophy, broadly construed”.

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Ordered Universe Project: il sito sui testi scientifici di Grossatesta

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Ordered Universe Project è il sito dell’interessante progetto degli atenei di Durham e di Oxford con altri partner internazionali, dedicato allo studio dei testi scientifici di Roberto Grossatesta. Il gruppo del progetto ha curato nel 2013 la pubblicazione del De colore mentre sono in fase di lavorazione le edizioni del De iride, De generatione sonorum e del De liberalibus artibus.

Nel sito potete trovare oltre alle segnalazioni di eventi e al blog connesso al progetto queste risorse significative:

 

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The Philosophy Paperboy: ultimi articoli usciti nelle riviste di filosofia

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The Philosophy Paperboy è l’interessante sito ideato da  Andrea Raimondi, dottorando presso l’Università di Nottingham, che segnala giornalmente gli ultimi articoli pubblicati nelle principali riviste di filosofia.

Al momento le riviste analizzate dal sito sono 540. Potete effettuare anche ricerche tematiche usando il box di ricerca nella homepage.

 

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Project Agon: bibliografia e banca dati sulle “dispute” di età moderna

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Il Project Agon. La dispute: cas, querelle, controverse and création à l’époque moderne è l’interessante progetto di ricerca online sulle dispute che videro “fronteggiarsi” in età moderna in Francia e in Inghilterra letterati, filosofi e scienziati e sul loro rapporto con la produzione scritta.

All’interno del ricco sito vi segnaliamo:

  • la bibliografia
  • la banca dati AGON che riporta per ogni voce le informazioni sulle dispute (partecipanti, cronologia, bibliografia, documenti…). É possibile fare ricerche per persona, data, tema e scorrere tutte le dispute inserite.

“The major debates of the early modern period probed epistemological, religious and philosophical questions. They divided scholars and intellectuals across the Republic of Letters. These conflicts were both local and had repercussions throughout Europe, were formulated in a variety of genres from treatises to correspondence, periodicals to pamphlets. They grew out of meetings and discussions in salons, clubs, Academies and cafés. It is thus essential to get a sense of the practices and interactions at play in these milieu: the developing literary field in France is characterised by both the world of the salons (a female, mondain space), and that of the academies (a male, scholarly space); but the querelles tended to transcend these two worlds.  In England, the spaces of cultural and literary interaction were different, composed of coffee-houses, clubs, academies and societies. But in both countries, the modus operandi of these spaces encouraged participants to think about their practice, and sometimes, their discipline. Distinctions between areas of knowledge, between ways of thinking and writing were debated, giving rise to new conceptions of genre and discipline.”

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eBook di filosofia: T. Adorno (…), The Authoritarian Personality

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Theodor Adorno,  Else Frenkel-Brunswik, Daniel J. Levinson e R. Nevitt Sanford, The Authoritarian Personality

“Hegel, Marx, Husserl e Freud sono i pensatori che più hanno influenzato la complessa opera di Adorno. Fin dalla giovinezza Adorno si proclamava marxista: si trattava, però, di un marxismo prevalentemente filosofico, recepito attraverso le opere del primo Lukács e di Korsch, e mai approfondito sul piano dell’analisi economica. Del marxismo ad A. interessava soprattutto il metodo dialettico. Pur esprimendo un’adesione di fondo al materialismo storico, Adorno (come Horkheimer) si impegnò al tempo stesso in campi di indagine e applicò metodi molto lontani dal marxismo ortodosso. Basti pensare all’influsso che Freud e la psicoanalisi esercitarono su di lui, influsso percepibile in molti suoi lavori sociologici, soprattutto in The authoritarian personality, dove l’autoritarismo, il razzismo e il fascismo sono esaminati e spiegati attraverso un metodo psicologico e sociale. Profondo studioso di Husserl, A. ne condivise l’atteggiamento critico verso la scienza moderna, verso il naturalismo e lo psicologismo, nonché verso il formalismo della logica contemporanea, sostenendo poi che Husserl non era riuscito a soddisfare le esigenze da lui sollevate. Nonostante i suoi meriti, infatti, Husserl era caduto per Adorno in una forma di descrittivismo fenomenologico, che diventava spesso una mera accettazione dell’esistente e dunque, di nuovo, una forma di positivismo. La concezione filosofica di A. è in realtà profondamente influenzata da Hegel, secondo tre aspetti principali: egli ritiene che il reale abbia un significato e possa essere compreso mediante gli strumenti della ragione; che il reale consista nella sua processualità storico-dialettica; che soggetto e oggetto non costituiscano due sfere eterogenee e autonome (a questo proposito A. sottoscrive tutta la critica di Hegel a Kant). Tale ispirazione hegeliana del pensiero di Adorno costituisce l’immediato presupposto della sua polemica contro vari aspetti della riflessione filosofica contemporanea, in primo luogo contro l’esistenzialismo heideggeriano, contro la teorizzazione dell’assurdità, dell’opacità e dell’insensatezza dell’esistente, contro l’irrazionalismo, ecc. La filosofia di Hegel (in partic. la sua critica dell’intelletto) influì non poco anche sulla critica di Adorno all’Illuminismo e alla scienza: tanto l’uno che l’altra si basano sul principio della razionalità analitica, accettano positivisticamente il reale così com’è e mirano soltanto a inserirlo o a riprodurlo all’interno di operazioni tecnico-pratiche, le quali però mostrano sempre che il dominio dell’uomo sulla natura implica il dominio dell’uomo sull’uomo, che la razionalità della scienza è astratta e oppressiva, perché tratta gli uomini come oggetti, esprimendo in ciò le tendenze più profonde della società borghese. La stessa ispirazione negativa e antipositivistica caratterizza gli studi musicologici di Adorno, per il quale la musica, in quanto esprime le contraddizioni della società, nega la situazione esistente, prospetta la necessità di un suo superamento e indica il passaggio a una condizione interamente nuova.” (tratto da Treccani.it)

 

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eBook di filosofia: P. Tillich, Filosofia de la Religión

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Paul Tillich, Filosofia de la Religión

“Il suo pensiero, profondamente influenzato dalla filosofia moderna, e in particolare dall’idealismo tedesco, pone in primo piano la contrapposizione tra l’essere e il non essere, forza demoniaca; l’uomo, continuamente tentato dal non essere, è salvato da Cristo. Nella sua vastissima produzione, Das Dämonische (1926; trad. it. 1929) e Systematische Theologie (3 voll., 195163). […]

Uno dei poli della speculazione di Tillich è l’essere, come identificazione di soggetto e oggetto, cui si contrappone il non essere come opposizione costante, forza demoniaca; l’essere, nella sua infinità, è detto anche abisso, secondo un’antica terminologia mistica, a indicare l’insondabile profondità divina che sorregge ogni esistente. L’uomo, continuamente tentato dal non essere (stato di alienazione), è salvato da Cristo nel quale Dio viene a partecipare della situazione umana e l’uomo acquista un nuovo essere nella sua unità con Dio. È questo il senso del messaggio del Nuovo Testamento, che diviene simbolo della condizione storica umana, tesa fra la negatività dell’esistenza (la croce) e il trionfo dell’essere sul non essere, superamento dell’alienazione (resurrezione). Forte in Tillich il richiamo all’impegno intramondano in cui vive e si realizza la trascendenza; di qui anche il valore positivo di quei movimenti di massa che si realizzano sotto la spinta degli ideali socialisti, cui andarono le simpatie di Tillich.” (tratto da Treccani.it)”

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eBook di filosofia: M. Heidegger, Ponderings II-VI. Black notebooks 1931-1938

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Martin Heidegger, Ponderings II-VI. Black notebooks 1931-1938

“Ponderings II–VI begins the much-anticipated English translation of Martin Heidegger’s “Black Notebooks.” In a series of small notebooks with black covers, Heidegger confided sundry personal observations and ideas over the course of 40 years. The five notebooks in this volume were written between 1931 and 1938 and thus chronicle Heidegger’s year as Rector of the University of Freiburg during the Nazi era. Published in German as volume 94 of the Complete Works, these challenging and fascinating journal entries shed light on Heidegger’s philosophical development regarding his central question of what it means to be, but also on his relation to National Socialism and the revolutionary atmosphere of the 1930s in Germany. Readers previously familiar only with excerpts taken out of context may now determine for themselves whether the controversy and censure the “Black Notebooks” have received are deserved or not. This faithful translation by Richard Rojcewicz opens the texts in a way that captures their philosophical and political content while disentangling Heidegger’s notoriously difficult language.”

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eBook di filosofia: F. Blaise, Une étape singulière dans l’histoire de l’interprétation du Protagoras de Platon : la lecture du dialogue par Natorp

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Fabienne Blaise Une étape singulière dans l’histoire de l’interprétation du Protagoras de Platon : la lecture du dialogue par Natorp

“Au XIXème siècle, en Allemagne, l’étude de Platon – comme celle d’Homère – a permis à la philologie de se constituer en une discipline qui s’est définie par les questions qu’elle posait aux textes à l’exclusion d’autres problématiques possibles. Dès lors, les philologues ont occupé le terrain des études platoniciennes en affirmant la spécificité de leur démarche et en prenant leurs distances par rapport à la philosophie. Du côté des philosophes, Paul Natorp témoigne lui aussi de cette rupture. Même si sa position s’inscrit dans une tradition fortement marquée par la philologie, son projet, en avouant son caractère philosophique, se distingue nettement de celui des philologues, et sera d’ailleurs à ce titre écarté par la philologie de son temps. À y regarder de plus près, il apparaîtra pourtant que la démarcation, pour réelle qu’elle soit, ne se trouve pas forcément là où les uns et les autres la posent, et que l’antagonisme entre philologie et philosophie réside moins, en fin de compte, dans le rejet ou la revendication d’un point de vue théorique que dans la manière de mettre en oeuvre une position qui est au départ, dans tous les cas, philosophique. “

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