eBook di filosofia: F. Voltaire, Dialogue entre un brahmane et un jésuite sur la nécessité et l’enchaînement des choses (trascrizione e traduzione in lingua inglese)

Voltaire

Voltaire, Dialogue entre un brahmane et un jésuite sur la nécessité et l’enchaînement des choses

Edizione digitale con introduzione, note editoriali, trascrizione a cura di Ruggero Sciuto e traduzione a cura Kelsey Rubin-Detlev

Strictly linked as it is to the problem of evil as well as to the notions of causation and moral freedom, the idea of determinism (or ‘fatalisme’, in eighteenth-century French parlance) was crucial to Voltaire’s philosophy and surfaces regularly in his works. From well-known contes philosophiques such as Candide or Zadig to understudied texts such as the Lettres de Memmius à Cicéron and the Traité de métaphysique, from the great historiographical works to the letters that he exchanged with Frederick II of Prussia and others, Voltaire constantly engaged with the problem of determinism and human freedom, offering various and often contrasting solutions to it.

Although short and apparently light in tone, the Dialogue entre un brahmane et un jésuite sur la nécessité et l’enchaînement des choses, presented here in a digital edition, is a key text in the evolution of Voltaire’s philosophical views. The two interlocutors – a Brahmin and a Jesuit – discuss precisely the question of whether human actions are free or not, with preference being clearly given to the latter position, which is expounded by the Brahmin and which solidly rests on the notion of the causal chain (or ‘chaîne des événements’). To be sure, anticipating what is today termed ‘the butterfly effect’, the Brahmin emphasises the extraordinary consequences that apparently minor causes can trigger. This is quite a common trope in eighteenth-century French texts, which has at its root Pascal’s famous statement in the Pensées that, had Cleopatra’s nose been slightly shorter than it was, the whole world would have been completely different.

The Dialogue entre un brahmane et un jésuite, of which, regrettably, no manuscript survives, was probably written in 1751 and was first published anonymously in the periodical Abeille du Parnasse of 5 February 1752. It then underwent several reprints during Voltaire’s lifetime, which, however, display only a limited number of variants. Our digital edition of this text, which is not meant to be definitive but is rather conceived as a prototype for future digital projects, is based on a 1756 edition, with variants collated from only one other witness of 1768. For a full scholarly edition, we refer the reader to the Œuvres Complètes de Voltaire, Oxford: Voltaire Foundation, 1968-, vol.32A, p.97-117.”

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eBook di filosofia: N. Tosel, La giurisprudenza come avvenire della filosofia. Il ruolo del diritto nel pensiero di Gilles Deleuze

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Natascia Tosel, La giurisprudenza come avvenire della filosofia. Il ruolo del diritto nel pensiero di Gilles Deleuze

Tesi di dottorato discussa presso l’Università degli Studi di Padova (2017)

“La tesi si propone di analizzare il concetto di giurisprudenza all’interno del pensiero di Gilles Deleuze. Nonostante quest’ultimo non abbia dedicato molto spazio alla nozione sopracitata, le riflessioni che ci ha lasciato al riguardo fanno emergere tutta una costellazione di concetti (quali quello di legge, di istituzione, di caso, di singolarità) che ruotano intorno alla giurisprudenza e che permettono di ricostruirne il ruolo eminentemente politico che Deleuze le assegnava. Secondo l’autore di Differenza e ripetizione, infatti, la giurisprudenza va intesa come una pratica di invenzione del diritto, capace di rispettare i casi concreti e di far emergere la singolarità di una vita (secondo l’espressione che Deleuze utilizza nel suo ultimo testo, ossia Immanenza: una vita..). Il diritto viene qui concepito come la creazione di nuove relazioni, di nuovi rapporti di forza e di nuove istituzioni, che, però, provengono dalla potenza inventiva ed eccedente della vita, piuttosto che dalle mani dei governi. Creare diritto significa, dunque, per Deleuze, lottare per la vita e opporsi tanto al potere quanto alle differenti immagini della legge che quest’ultimo ci impone: la giurisprudenza si occupa di inventare un nuovo popolo e una nuova Terra, nel tentativo di dare avvio a nuovi processi di soggettivazione che sfuggano alle strategie di controllo messe in atto dal capitalismo. Alla luce di tale compito politico, la giurisprudenza potrebbe porsi, dunque, come l’avvenire della filosofia: con ciò non si intende dire che quest’ultima verrà soppiantata dalla pratica del diritto, ma piuttosto che la capacità di creare concetti propria della filosofia può cooperare con la potenza inventiva della giurisprudenza, al fine di rendere il diritto una macchina da guerra efficace per una vita e in grado di aprire nuove possibili forme di fare-comune.”

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eBook di filosofia: M. Settura, Noema und Sinn. Logica del senso e filosofia trascendentale in Edmund Husserl. Con un’appendice su Gilles Deleuze lettore di Husserl.

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Matteo Settura, Noema und Sinn. Logica del senso e filosofia trascendentale in Edmund Husserl. Con un’appendice su Gilles Deleuze lettore di Husserl.

Tesi di dottorato discussa presso l’Università degli Studi di Padova (Ciclo 29, 2017)

“La tesi consiste in una ricostruzione storico-teoretica dello sviluppo del concetto di senso in Edmund Husserl, con l’obiettivo di farne emergere la centralità per la definizione dell’idea di filosofia trascendentale. Si assume come filo conduttore l’interpretazione di Gilles Deleuze il quale, in Logique du sens, definisce la «scoperta del senso» come caratteristica distintiva della filosofia trascendentale. A partire da questa chiave di lettura, l’originalità del lavoro si configura nei termini di una presa di distanza dalla «detrascentalizzazione» (English) della fenomenologia proposta da numerosi allievi ed interpreti di Husserl. La ricerca mira quindi alla riaffermazione del carattere necessariamente trascendentale del pensiero di Husserl e individua nel concetto di senso il punto archimedico su cui poggia tale necessità. Il lavoro ripercorre lo sviluppo di questo concetto a partire dalla V Ricerca Logica per arrivare ad Ideen I (1913). Lungo questo percorso è possibile rintracciare, sulla base di circostanziate analisi testuali, l’intrinseca connessione tra la progressiva autonomizzazione della sfera del senso e la “svolta” trascendentale operata da Husserl (databile tra il 1907 ed il 1908), che apre alla definizione della struttura della coscienza in termini di correlazione noetico-noematica. Il concetto di senso esprime il tentativo di pensare il carattere “proteiforme” del «Logos» fenomenologico (Ms. B III 12 VIII), come dimensione irriducibile tanto al versante puramente logico-semantico della Bedeutung, quanto alla dimensione della Wahrnehmung ordinaria. Nel primo capitolo, viene dunque tracciata una genealogia del concetto fenomenologico di senso, mostrando come esso sorga da una fusione tra un modo intenzionalista (Brentano, Twardowski) e un modo non-intenzionalista (Bolzano, Frege) di pensare la struttura del discorso (Rede), organizzato secondo la tripartizione Vorstellung, Sinn, Gegenstand. In questo contesto, il concetto di senso mostra la sua intrinseca connessione con la definizione stessa dell’intenzionalità fenomenologica, nella misura in cui permette ad Husserl di contrapporsi tanto al rischio di una ipostatizzazione del significato, quanto a quello, opposto e complementare, di una riduzione del significato ad immagine, raffigurazione o copia psichico-coscienziale dell’oggetto. Nel secondo capitolo, viene messa in luce la “crisi metodologica” che seguì alla pubblicazione delle LU, la quale determinò una profonda ristrutturazione del concetto di datità fenomenologia e di datità immanente. Questa crisi si connette a sua volta, da un lato, ad una rinnovata problematizzazione del compito gnoseologico della fenomenologica, dall’altro, ai risultati delle analisi sulle presentificazioni intuitive (fantasia, rimemorazione) e sulla coscienzainterna del tempo del 1904/05. Questi risultati spinsero Husserl a rivedere la concezione ancora fondamentalmente psicologico-descrittiva ed empirico-scientifica dell’evidenza del dato fenomenologico e lo obbligarono quindi a superare la definizione della fenomenologia come «psicologia descrittiva», ancora valida nelle LU. Nel terzo capitolo, si mostra come l’insoddisfazione rispetto all’incompletezza della Erkenntniskritik condotta nelle LU porti Husserl a porre in termini radicali il problema del Triftigkeitsanspruch conoscitivo e ad un conseguente allargamento dell’indagine fenomenologica dalla dimensione ancora prevalentemente logico-verificazionista delle LU alla dimensione propriamente gnoseologica di una teoria differenziata delle molteplici modalità della coscienza intenzionale. In questo contesto si verifica un corrispettivo riassestamento della definizione stessa della fenomenologia, con l’introduzione dell’oggetto intenzionale (il senso come Gegenstand “als solcher” distinto dal Gegenstand schlechthin) nell’ambito dell’immanenza fenomenologica (WS 1906/07) e una conseguente ridefinizione di tale immanenza non più nei termini di una immanenza reell-coscienziale, ma di una immanenza intenzionale-trascendentale. Nel quarto capitolo, dedicato al concetto di noema e di correlazione noetico-noematica in Ideen, si ripercorre lo sviluppo della III e IV Sezione di Ideen I con l’obiettivo di mettere in luce la centralità del concetto di noema per la comprensione trascendentale della fenomenologia. Si procede inoltre ad una disamina delle principali interpretazioni di questo concetto, orientate, da un lato alla sua comprensione in termini puramente logico-analitici (Føllesdal, Smith, Mc Intyre), dal lato opposto alla sua riconduzione alla sfera percettivo-fenomenalista (Gurwitsch, Dreyfus). Su questa linea, l’appendice, su Gilles Deleuze lettore di Husserl, accenna al passaggio di Husserl al metodo della fenomenologia genetica (databile intorno al 1917/18) che viene interrogato dal punto di vista della funzione del concetto di senso oggettuale nella ricostruzione della genesi della predicazione e della costituzione delle oggettualità percettive e categoriali. La retrocessione husserliana dalla dimensione logico-formale alla dimensione geneticotrascendentale incrocia la critica di Deleuze a Kant, incentrata sulla necessità di non ricalcare le strutture trascendentali, da un lato, sulle strutture empirico-ordinarie dell’esperienza, dall’altro, sulle strutture logico-formali del giudizio predicativo.”

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eBook di filosofia: A. Frigo, “La vittima più istruttiva del cristianesimo”. Nietzsche lettore e interprete di Pascal

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Alberto Frigo, “La vittima più istruttiva del cristianesimo”. Nietzsche lettore e interprete di Pascal in “Giornale critico della filosofia italiana”, pp. 275-298

“La presenza di Pascal nel pensiero di Nietzsche è un dato difficile da sottostimare. […] Pascal rappresentava per Nietzsche una sorta di alter ego. Ma ben più dei dati esteriori fu la profondità della sua filosofia a farne un «compagno diviaggio» dal quale Nietzsche sempre volle «farsi dare ragione e torto» e sul quale si sforzò di «tenere gli occhi fissi».”

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Digital Aristoteles Latinus Environment (DALE): la lista online dei manoscritti medievali di Aristotele

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Digital Aristoteles Latinus Environment (DALE) è la digitalizzazione della versione  a stampa dei due libri dell’Aristotele latinus.

Il testo contiene la lista di circa 2.200 manoscritti che in epoca medievale riportavano la copia o la traduzione delle opere di Aristotele. La lista è stata organizzata in base a un criterio geografico.

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eBook di filosofia: Fortunato Tito Arecchi, Cognizione e realtà

FUP Cognizione

Fortunato Tito Arecchi, Cognizione e realtà

“Cognizione implica percezione e giudizio. La percezione consiste nell’interpretare uno stimolo sensoriale: è un processo comune a tutti gli animali con cervello e si può descrivere come una inferenza di Bayes in cui l’algoritmo interpretativo è immagazzinato nella memoria a lungo termine. Il giudizio riguarda, invece, il confronto fra due percezioni codificate in un linguaggio, in cui la precedente viene ripresentata dalla memoria a breve termine e confrontata con la successiva. L’operazione – chiamata Bayes inverso – non presuppone un algoritmo, ma ne costruisce uno nuovo attraverso il confronto. Nel libro si mostra come i salti algoritmici legati a operazioni linguistiche catturino aspetti della realtà non raggiungibili attraverso catene di inferenze di Bayes guidate dallo stesso algoritmo. Oggi sperimentiamo i successi dell’Intelligenza Artificiale (AI), la quale, però, opera per Bayes diretto, velocizza le catene ricorsive, ma non ricorre a salti algoritmici; pertanto, non contribuisce al linguaggio umano. “

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eBook di filosofia: V. Moro, Voci femminili nelle tragedie sofoclee. Una critica all’idea di “discorso pubblico” nell’Atene classica

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Valentina Moro, Voci femminili nelle tragedie sofoclee. Una critica all’idea di “discorso pubblico” nell’Atene classica

Tesi di dottorato discussa presso l’Università degli Studi di Padova (2018)

“Lo scopo generale della dissertazione consiste nel produrre un’analisi storico-concettuale politica del linguaggio delle tragedie sofoclee, e utilizza un approccio interdisciplinare, impiegando un’analisi filologica e storiografica. In particolare, tale analisi vuole approfondire lo statuto di parlante della donna nell’Atene del V secolo e l’efficacia della parola delle figure femminili più rilevanti nella drammaturgia sofoclea. Si è indagata la politicità del linguaggio tragico, ovvero la capacità dei discorsi di costruire relazioni, legami, di produrre un determinato agire all’interno di una comunità politica, a partire da una dimensione istituzionalizzata e codificata. Ci siamo concentrati sulle tragedie Trachinie, Antigone ed Elettra, e in particolare sulla presa di parola delle protagoniste femminili di ciascun dramma.
Nel corso del lavoro di ricerca, si è posta la necessità di approfondire e mettere in questione concetti come quelli di “pubblico”, “performatività”, “agency”, per mezzo dei quali la ricezione critica – specialmente quella della filosofia e della political theory americana contemporanea – ha indagato la politicità del linguaggio della tragedia classica. Lo spazio del pubblico in Grecia antica (quello del teatro, delle assemblee, dei tribunali), tradizionalmente concepito come lo spazio del “politico”, è anche lo spazio della parola maschile. Dunque, si è reso necessario un approfondimento delle modalità attraverso le quali si produce il discorso femminile in modo da produrre una critica all’idea stessa di “discorso pubblico” ad Atene. In particolare ci siamo concentrati su tre forme istituzionalizzate del discorso, quali: il discorso pronunciato in tribunale, gli agoni, la lamentazione.
Il percorso argomentativo si struttura nelle seguenti fasi:
– Un’introduzione di carattere generale che spiega gli obiettivi che ci siamo posti, la scelta di usare la tragedia come materiale per una riflessione filosofico-politica, e la scelta di guardare al discorso dei personaggi femminili.
– Il capitolo I, che spiega i materiali usati e la metodologia. Contiene anche una ricognizione bibliografica e la contestualizzazione storica.
– Il capitolo II, incentrato su Deianira, protagonista delle Trachinie. Nella prima parte il tema centrale è l’istituzione del matrimonio, nella seconda il discorso giudiziario.
– Il capitolo III, incentrato sugli agoni tra sorelle, rispettivamente nell’Antigone e nell’Elettra. La prima metà riguarda gli scambi discorsivi agonistici tra Antigone e Ismene, la seconda quelli tra Elettra e Crisotemi.
– Il capitolo IV, incentrato sulle lamentazioni e sugli scambi discorsivi col coro, ancora nell’Antigone e nell’Elettra.
– Le osservazioni conclusive che rimarcano l’intento iniziale di produrre una critica politica all’idea stessa di “discorso pubblico” nell’Atene classica.”

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Mirabilia Journal: una rivista online di “cultural history”

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Mirabilia Journal. Eletronic Journal of Antiquity, Middle & Modern Ages è la rivista online accademica, supportata dall’Institut d’Estudis Medievals, che pubblica articoli e saggi sul mondo antico, medievale e moderno.

Si occupa di storia culturale indagando gli aspetti letterari, religiosi, filosofici e artistici dei diversi momenti storici e insieme alle loro relazioni.

 

 

 

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Didattica della Filosofia: la nuova pagina del blog dedicata alla didattica

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É online la nuova sezione del blog dedicata alla Didattica della Filosofia. Nella pagina troverete alcune risorse utili per la didattica. L’elenco non è esaustivo ma vuole essere un punto di partenza. Queste sono le macroaree che abbiamo scelto:

  • Riviste online di didattica
  • Riviste online di Filosofia per/con bambini
  • Portali e aggregatori di riviste online
  • Indici online di riviste
  • Software per gestire ultime uscite di riviste
  • Enciclopedie filosofiche online
  • Bibliografie online
  • Biblioteche digitali online (testi fuori copyright)
  • Ebook free open access (testi pubblicati da enti di ricerca)
  • Tesi online
  • Film e filosofia (liste)
  • Software
  • Associazioni e Società filosofiche

Si tratta di un work in progress: sono benvenute le vostre segnalazioni.

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International Review of Information Ethics (IRIE): la rivista dedicata all’etica della tecnologia informatica

IRE

International Review of Information Ethics (IRIE) è la rivista online, edita dall’International Center for Information Ethics (ICIE).

La rivista pubblica articoli e saggi sull’impatto da punto di vista etico della tecnologia informatica sulle attività dell’uomo e sulle relazioni sociali.

“Information ethics as understood here deals with ethical questions in the field of digital production and reproduction of phenomena and processes such as the exchange, combination and use of information. Maintaining a broad focus on the corresponding ethical issues and being open for the fast developments in the field the IRIE is particularly devoted to ethical questions of all kinds of digital devices affecting through their code and/or content social interaction as raised in:

  • the internet
  • computer science (computer ethics)
  • library and information science”

 

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