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eBook di filosofia: F. Scutari, La questione estetica nella filosofia di Theodor Wiesengrund Adorno

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Francesco Scutari, La questione estetica nella filosofia di Theodor Wiesengrund Adorno

Tesi di dottorato discussa nell’a.a. 2016/2017 presso l’Università “La Sapienza” di Roma

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eBook di filosofia: T. Adorno (…), The Authoritarian Personality

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Theodor Adorno,  Else Frenkel-Brunswik, Daniel J. Levinson e R. Nevitt Sanford, The Authoritarian Personality

“Hegel, Marx, Husserl e Freud sono i pensatori che più hanno influenzato la complessa opera di Adorno. Fin dalla giovinezza Adorno si proclamava marxista: si trattava, però, di un marxismo prevalentemente filosofico, recepito attraverso le opere del primo Lukács e di Korsch, e mai approfondito sul piano dell’analisi economica. Del marxismo ad A. interessava soprattutto il metodo dialettico. Pur esprimendo un’adesione di fondo al materialismo storico, Adorno (come Horkheimer) si impegnò al tempo stesso in campi di indagine e applicò metodi molto lontani dal marxismo ortodosso. Basti pensare all’influsso che Freud e la psicoanalisi esercitarono su di lui, influsso percepibile in molti suoi lavori sociologici, soprattutto in The authoritarian personality, dove l’autoritarismo, il razzismo e il fascismo sono esaminati e spiegati attraverso un metodo psicologico e sociale. Profondo studioso di Husserl, A. ne condivise l’atteggiamento critico verso la scienza moderna, verso il naturalismo e lo psicologismo, nonché verso il formalismo della logica contemporanea, sostenendo poi che Husserl non era riuscito a soddisfare le esigenze da lui sollevate. Nonostante i suoi meriti, infatti, Husserl era caduto per Adorno in una forma di descrittivismo fenomenologico, che diventava spesso una mera accettazione dell’esistente e dunque, di nuovo, una forma di positivismo. La concezione filosofica di A. è in realtà profondamente influenzata da Hegel, secondo tre aspetti principali: egli ritiene che il reale abbia un significato e possa essere compreso mediante gli strumenti della ragione; che il reale consista nella sua processualità storico-dialettica; che soggetto e oggetto non costituiscano due sfere eterogenee e autonome (a questo proposito A. sottoscrive tutta la critica di Hegel a Kant). Tale ispirazione hegeliana del pensiero di Adorno costituisce l’immediato presupposto della sua polemica contro vari aspetti della riflessione filosofica contemporanea, in primo luogo contro l’esistenzialismo heideggeriano, contro la teorizzazione dell’assurdità, dell’opacità e dell’insensatezza dell’esistente, contro l’irrazionalismo, ecc. La filosofia di Hegel (in partic. la sua critica dell’intelletto) influì non poco anche sulla critica di Adorno all’Illuminismo e alla scienza: tanto l’uno che l’altra si basano sul principio della razionalità analitica, accettano positivisticamente il reale così com’è e mirano soltanto a inserirlo o a riprodurlo all’interno di operazioni tecnico-pratiche, le quali però mostrano sempre che il dominio dell’uomo sulla natura implica il dominio dell’uomo sull’uomo, che la razionalità della scienza è astratta e oppressiva, perché tratta gli uomini come oggetti, esprimendo in ciò le tendenze più profonde della società borghese. La stessa ispirazione negativa e antipositivistica caratterizza gli studi musicologici di Adorno, per il quale la musica, in quanto esprime le contraddizioni della società, nega la situazione esistente, prospetta la necessità di un suo superamento e indica il passaggio a una condizione interamente nuova.” (tratto da Treccani.it)

 

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eBook di filosofia: C. Pettazzi, Th. Wiesengrund Adorno. Linee di origine e di sviluppo del pensiero (1903-1949)

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Carlo Pettazzi, Th. Wiesengrund Adorno. Linee di origine e di sviluppo del pensiero (1903-1949), Firenze, La Nuova Italia, 1979, pp. XVI-295 (86)

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