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The International Journal of Illich Studies: la rivista online dedicata a Illich

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The International Journal of Illich Studies è la rivista online fondata nel 2009 e dedicata al pensiero e all’opera di Ivan Illich. 

Articles/Reviews/Reflections are invited on any subject that intersects with the wide range of IIlich’s ideas, or that represent a version of the social critique for which he became famous on matters such as modern socio-economic development, industrialized “progress,” institutional bureaucratization & professionalism, the privatization of the commons, et al.

 

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eBook di filosofia: F. A. Hayek, The Use of Knowledge in Society

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Friedrich A. Hayek, The Use of Knowledge in Society

Critica del razionalismo costruttivistico. Nell’opera di H. la riflessione economica è strettamente connessa con l’indagine sulla genesi delle istituzioni sociali e politiche e sullo statuto epistemologico delle scienze sociali. Il punto di partenza è dato dalla critica alle economie pianificate: il piano non può produrre gli effetti desiderati perché presuppone la conoscenza simultanea di una immensa quantità di informazioni particolari che sono disperse tra milioni di individui e che è impossibile concentrare in una sola autorità. La ‘presunzione’ implicita nell’idea di piano deriva, per H., dallo scientismo, ossia dal tentativo di estendere e applicare in modo acritico i metodi delle scienze naturali alle scienze sociali. E tale tentativo discende a sua volta dal ‘razionalismo costruttivistico’, ossia da quell’abuso della ragione consistente nel pensare che le istituzioni sociali, essendo create dagli uomini, possano essere modificate da questi ultimi secondo i loro desideri e i loro ‘disegni’. In realtà – afferma H. rifacendosi alla tradizione scozzese che da Mandeville giunge a Hume, Smith e Ferguson – le istituzioni umane nascono dalle azioni umane, ma non sono il frutto dell’umano progettare: il linguaggio, il mercato e il diritto sono il frutto di un lungo processo evolutivo nel corso del quale le azioni intenzionali provocano continuamente effetti inintenzionali, dando vita a un ordine spontaneo (in genere superiore agli ordini costruiti, come dimostrano l’economia e la biologia). In tutti i settori della vita associata, dalla sfera economica a quella intellettuale e morale, le migliori soluzioni non derivano quindi dal sapere di un soggetto (sia esso un individuo, una classe, un partito, un’élite), ma da un processo di sperimentazione collettiva fondato sulla libertà individuale e sulla consapevolezza dei limiti della ragione: «Solo là dove sia possibile sperimentare un gran numero di modi diversi di fare le cose – scrive H. – si otterrà una varietà di esperienze, di conoscenze e di capacità individuali tali da consentire, attraverso la selezione ininterrotta delle più efficaci tra queste, un miglioramento costante».

Liberalismo, statalismo e democrazia. In questa prospettiva, per H. è impensabile scindere, in ambito politico, la libertà economica dalla libertà politica: «Il controllo economico non è il semplice controllo di un settore della vita umana che possa essere separato dal resto; è il controllo dei mezzi per tutti i nostri fini»; di conseguenza, se vi è un possessore unico (o prevalente) dei mezzi di produzione, come avviene nei regimi socialisti o in certe forme di Stato assistenziale, vi sarà anche un controllore unico (o prevalente) dei fini considerati leciti. In altre parole, la libertà scomparirà o sarà gravemente compromessa. È questo un assunto-cardine della tradizione liberale che H. vede, dagli anni Trenta agli anni Sessanta, sempre più dimenticato: di qui la sua battaglia, a lungo isolata, a favore del mercato e contro ogni forma di statalismo (non va tuttavia dimenticato che H. riconosce allo Stato alcune importanti funzioni e ritiene che le società avanzate debbano garantire a tutti un ‘reddito minimo’). Nel quadro del suo classical liberalism H. rivolge una serrata critica alla ‘degenerazione’ della legge nelle democrazie contemporanee. Per la tradizione britannica, la legge è l’insieme delle norme di condotta lecita, che hanno un carattere universale e astratto: esse sono la libertà di contratto, l’inviolabilità della proprietà (che include lockianamente vita e libertà), il dovere di compensare i terzi per danni dovuti alla nostra colpa. È a questo tipo di legge che si riferivano i liberali anglosassoni quando collegavano la libertà al principio del rule of law: la libertà è possibile soltanto sotto la legge, perché quest’ultima, lungi dall’essere l’espressione della volontà particolare di uno o di molti, è una norma di condotta generale valida per tutti. Ma nelle democrazie contemporanee la legge viene confusa con la legislazione, ossia con quei comandi che le maggioranze parlamentari adottano per realizzare i loro programmi e avvantaggiare gruppi sociali particolari. In tal modo è ‘saltata’, secondo H., quella separazione dei poteri alla quale Montesquieu e i padri della costituzione americana si affidarono per sconfiggere il dispotismo e garantire la libertà individuale. Per tale ragione H. propone un piano di riforma istituzionale delle democrazie (che dovrebbero prendere il nome di demarchie), consistente nel separare nettamente l’assemblea legislativa (chiamata a occuparsi delle norme di condotta lecita e composta con criteri e durata particolari) dall’assemblea governativa, incaricata di dare espressione alla volontà e agli interessi della maggioranza attraverso l’ordinaria legislazione.” (tratto da Treccani.it)

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eBook di filosofia: E. Mach, Papers, 1865-1918

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Ernst Mach, Papers, 1865-1918

“Most of the letters in this volume were written by Mach to Eduard Kulke. Other correspondents include Josef Popper-Lynkeus and Paul Tausig.
Additional material includes Czechoslovakian and German seminar announcements.

The identity of the original owner of the scrapbook and collector of the materials is unknown. A note in the Dibner Library’s provenance file speculates that the scrapbook was put together in 1938, but the source of that information is not given.[…]

Tipped-in printed booklets include: Gomperz, H. “Ernst Mach.” (Separatabdruck aus dem ‘Archiv für Geschichte der Philosophie;’ Bd. 29, 4; pages [321]-328). Einstein, A. “Ernst Mach.” (Sonderdruck aus der Physikalischen Zeitschrift, Verlag von S. Hirzel in Leipzig, 17. Jahrgang, 1916; 4 pages). An issue of Die Naturwissenschaften (5. Jahrgang, Heft 5, 2 Februar 1917). Haas, K. “Hofrat Dr. Ernst Mach.” (Separatabdruck aus ‘Vierteljahrsberichte des Wiener Vereines zur Förderung des physikalischen und chemischen Unterrichtes, Jahrgang 1916, Heft 1; 14 pages). Helm, G. “Ernst Mach, dem naturwissenschaftlichen Denker, zum Gedächtnis.” (Abhandlungen der naturwissenschaftlichen Gesellschaft ISIS in Dresden, 1916; pages [45]-54). Höfler, A. “Ernst Mach.” (Sonderabdruck aus der Zeitschrift für den physikalischen und chemischen Unterricht. 29. Jahrgang, 2. Heft; März 1916; pages [57]-63 plus portrait). Petzoldt, Joseph. “Ernst Mach.” (Sonderabdruck au Kunstwart 29, 12; [2] pages). Lampa, Anton. “Ernst Mach.” (Sonderdruck aus der Monatschrift ‘Deutsche Arbeit’, Jahrgang 15, Heft 11, pages [608]-619). Baege, M.H. Die Naturphilosophie von Ernst Mach. Berlin: Psychologisch-Soziologischer Verlag, 1916 (31 pages). Lampa, Anton. Ernst Mach. Prag: Verlag Deutsche Arbeit, 1918 (64 pages)

An unidentified item, probably a printed booklet (based on the size of the frame cut into the preceding leaves that would have surrounded the document) has been removed from one of the endleaves

Scrapbook containing a mixture of mounted or tipped-in materials, including: 99 letters (typescript and holograph, dating from between 1865-1915; some of the typescript letters were mechanically reproduced; some include hand-drawn diagrams); 40 postcards (typed and holograph); 7 calling cards; portraits and photographs; 1 telegram; 2 holograph manuscripts; 8 newspaper excerpts (obituaries); 2 memorial booklets (1916, 1918); and 13 journal articles by Einstein, Gomperz, Popper, and others”

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eBook di filosofia: E. Mach, Contributions to the analysis of the sensations

Mach

Ernst Mach, Contributions to the analysis of the sensations

“Altra caratteristica saliente della sua mentalità è la concezione economicistica della scienza: le leggi scientifiche hanno la precisa caratteristica di costituire una descrizione compendiata dell’esperienza, in modo da favorire la predizione; lo scopo della scienza non è la ricerca delle cause, ma la connessione dei fenomeni mediante relazioni matematiche. Anche il concetto, lungi dall’essere una copia del fenomeno, è visto come una determinazione di esso, una definizione mediante misura. Le leggi della natura sono pertanto regole che riassumono economicamente il succedersi delle nostre sensazioni. Mach è considerato uno dei più autorevoli esponenti dell’empiriocriticismo, che assume il fatto elementare della sensazione come contenuto immediato di coscienza. Secondo questa posizione i corpi diventano aggregati di sensazioni spazio-temporali; la categoria di causa viene eliminata e sostituita con il concetto matematico di funzione: la stessa nozione tradizionale dell’Io viene dissolta. Conseguentemente, l’unica differenza tra fisica e psicologia è ridotta alle differenti modalità con le quali esse esaminano un materiale comune, cioè le sensazioni.” (tratto da Treccani.it)

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eBook di filosofia: S. Freud, Totem and Taboo

Freud

Sigmund Freud, Totem and Taboo

“Più ambizioso è Totem e tabù, pubblicato in un primo momento sotto forma di tre saggi tra il 1912 e il 1913 nella rivista “Imago”, l’organo di informazione culturale fondato pochi anni prima dagli psicanalisti. Questo breve testo infatti offre niente di meno che una storia congetturale della fondazione della società umana. Al pari di molti altri scritti, anche quest’opera attesta la propensione di Freud a collegare ambiti diversi dell’esperienza, e rivela altresì la vena speculativa di uno scienziato che si dichiara peraltro – e spesso è di fatto – rigorosamente ancorato all’evidenza empirica. Le letture nel campo dell’antropologia culturale e le esperienze con i pazienti nevrotici, le riflessioni sulle analogie tra le credenze dei bambini e le pratiche magiche dei ‘selvaggi’ indussero Freud a sostenere che in un certo momento nel remoto passato, quando i gruppi umani erano organizzati in bande, i figli ribelli si rivoltarono contro il padre, lo uccisero e se ne cibarono; poi, soverchiati dai sensi di colpa, istituirono una serie di divieti, in particolare il tabù dell’incesto, su cui si sarebbero fondate le strutture della civiltà. Una volta morto, scrive Freud, il padre si rivelò più potente di quanto non fosse stato in vita. È interessante notare che tra gli ispiratori di questa audace opera speculativa figurino sia Charles Darwin che James Frazer. Nel primo dei tre saggi, L’orrore dell’incesto, Freud si rifece all’antropologia culturale per le informazioni sui Bantu e sui Polinesiani; nel terzo, intitolato Animismo, magia e onnipotenza delle idee, egli cercò di connettere ciò che aveva appreso sulle credenze infantili con la cosiddetta ‘religione primitiva’. Al pari degli antropologi, Freud considerava fondamentalmente unica l’esperienza umana, per quanto varia. Sebbene persino gli psicanalisti si ribellassero alla ricostruzione speculativa di un presunto evento storico (o preistorico) tentata da Freud, egli non cessò di avventurarsi su questo terreno infido. Le tesi sconcertanti formulate in Totem e tabù potrebbero rivendicare una certa credibilità, a patto però di essere considerate come una rappresentazione simbolica di un problema ricorrente nella fase puberale – l’ostilità che i figli adolescenti mostrano nei confronti dell’autorità paterna – e non già come la descrizione di un evento specifico verificatosi effettivamente in un dato luogo e in un dato momento del passato. Tuttavia, a tutto detrimento del suo costrutto teorico, Freud rifiutò di intraprendere questa strada: nonostante la sua spiccata avversione per i dogmi, a volte peccava anch’egli di dogmatismo”(tratto da Treccani.it)

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Ebner Online Edition: le opere di Ebner online

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L’Ebner Online Edition è la versione online dell’edizione critica delle opere di Ferdinand Ebner con la possibilità di fare ricerche testuali nei testi digitalizzati.

“Ferdinand Ebner (1882-1931) gilt als einer der Begründer der Dialogphilosophie, die nach dem Ersten Weltkrieg entstand und eine der großen Strömungen in der Philosophie des 20. Jahrhunderts ist. Unter dem Titel „Das Wort und die geistigen Realitäten“ schrieb Ebner zwischen 1918 und 1919 jenes Werk, mit dem er in die Philosophiegeschichte eingegangen ist.”

Il progetto di pubblicare online l’intero corpus di opere del filosofo risale al 1999 e presenta sia l’edizione critica sia note editoriali e di commento. Le opere digitalizzate rispecchiano l’ordine di pubblicazione dell’edizione del 1967: Philosophischen Werken, Künstlerische, Notize e Korrespondenz.

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eBook di filosofia: Husserl digital

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Versione online delle edizioni originali delle opere di Edmund Husserl

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Risorse bibliografiche su Viktor Frankl

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Se volete approfondire la vita e il pensiero di Viktor Frankl, vi segnaliamo il sito del Viktor Frankl Institute di Vienna. Vi trovate molte risorse interessanti:

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Early Carnap in Context: le trascrizioni online dei diari di Carnap (1910-1935)

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Vi segnaliamo Early Carnap in Context. Three Case Studies and the Diaries, il progetto sviluppato dall’Institute Vienna Circle e coordinato da Christian Damböck, che si propone di rendere disponibili in rete  le trascrizioni e i lavori preparatori dei diari di Carnap (1910-1935).

There will take place a number of workshops, in the course of this project, on non-experimental psychologies, on system-philosophy, on the German youth-movement, and, of course, on the philosophy of Rudolf Carnap. Moreover, the project is intended as a pilot project to a more comprehensive edition project that might cover several sources from the Nachlass of Rudolf Carnap, in the sense of a “Parallelaktion” to the Collected Works of Rudolf Carnap

Questo è il link alle pagine del progetto.

Al momento è in rete la prima versione della trascrizione di tutti i diari di Carnap curata da Brigitta Arden und Brigitte Parakenings.

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eBook di filosofia: B. Smith, Austrian Philosophy. The Legacy of Franz Brentano

Brentano

Barry Smith, Austrian Philosophy. The Legacy of Franz Brentano

Preface and Introduction  1

Austrian Philosophy and the Brentano School  7

  1. The Rise of Scientific Philosophy
  2. Philosophy and Politics
  3. The Neurath-Haller Thesis
  4. The School of Franz Brentano
  5. Brentano’s Philosophy: A Preliminary Outline

Franz Brentano I: On Mind and Its Objects  37

  1. Intentionality
  2. The Psychology of Aristotle
  3. Psychology from an Empirical Standpoint
  4. The Unity of the Soul
  5. From Psychology to Ontology

Franz Brentano II: On Substance and Accident  64

  1. Brentano’s Metaphysics
  2. Mutual and One-Sided Separability
  3. Aristotle on Separability
  4. Brentano on Separability
  5. Mereological Potentialism vs. Mereological Actualism
  1. Places and Times

Anton Marty: On Being and Truth  87

  1. Brentano and Marty
  2. Stumpf, Cantor and the Doctrine of Immanence
  3. Bases and Operations
  4. Collectives and Relations
  5. Space
  6. States of Affairs
  7. A Correspondence Theory of Intentionality
  8. The Martian Theory of Truth
  9. On Value‑Contents, Fictions and Linguistic For

Alexius Meinong and Stephan Witasek: On Art and Its Objects  130

  1. Meinong and the Problem of Non-Veridical Intentionality
  2. The Phantasy Modification
  3. The Marks of Phantasy Phenomena
  4. The Aesthetics of the Graz School
  5. Aesthetic Pleasure
  6. Art and Illusion
  7. Gestalt and Expression
  8. Empathy and Sympathy
  9. Musical Presentations

Kasimir Twardowski: On Content and Object  160

  1. Twardowski and Polish Philosophy
  2. On the Absolute Theory of Truth
  3. The Theory of the General Object
  4. Sachverhalt vs. Judgment-Content: Immanence and Ideal­ism
  5. Process and Product
  6. From Psychology to Logic

Tadeusz Kotarbinski: On Things and their Phases  201

  1. The Development of Reism
  2. Reism and Truth
  3. Kotarbinskian Psychology
  4. The Aristotelian Concept of Thing
  5. Time and Tense
  6. In Defence of a Bicategorial Ontology
  7. Kotarbinski and Brentano
  8. The Varieties of Reism

Christian von Ehrenfels I: On the Theory of Gestalt  255

  1. The Theory of Gestalt Qualities
  2. Husserl, Meinong, Stumpf
  3. The Graz Production Theory
  4. The Berlin School
  5. On the Parsing of Ontological Structure
  6. Conclusion

Christian von Ehrenfels II: On Value and Desire  295

  1. Foundations of a General Theory of Value
  2. The Relation between Desire and Feeling
  3. The Objects of Desire
  4. On the Nature of Values
  5. The Struggle for Existence among Values

Carl Menger: On Austrian Philosophy and Austrian Economics  313

  1. The Intellectual Background of Austrian Economics
  2. A Priori and Analytic Truths
  3. Linguistics and Economics
  4. Ludwig von Mises and the Synthetic A Priori
  5. Two Kinds of Subjectivism
  6. Austrian Aristotelianism
  7. Aristotelianism in the Social Sciences
  8. Fallibilistic Apriorism

References   349

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