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eBook di filosofia: M. Gisondi, La formazione intellettuale e politica di Antonio Banfi

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Marcello Gisondi, La formazione intellettuale e politica di Antonio Banfi

Tesi di dottorato discussa presso l’Università Federico II di Napoli (a.a. 2010/2011)

“La tesi segue il percorso della formazione intellettuale di Antonio Banfi (Vimercate 1886 – Milano 1957), centrando l’attenzione sulla lenta maturazione del suo pensiero politico, nel tentativo di comprendere se e in che misura esso si pone in continuità con i suoi presupposti gnoseologici ed etici. Il lavoro del candidato si muove sui piani interconnessi della ricerca storica e della riflessione teoretica, utilizzando come fonti bibliografiche le pubblicazioni prettamente filosofiche dell’autore, i suoi carteggi, i suoi interventi sulla stampa, alcuni suoi inediti e molti sue opere postume. L’obiettivo non è solo quello di chiarire il significato delle scelte politiche banfiane e l’influenza che esse hanno avuto sullo sviluppo del suo razionalismo: attraverso la sua esperienza si tenta infatti di analizzare criticamente uno dei possibili sensi del rapporto fra teoresi e prassi. La tesi si sviluppa secondo un filo cronologico che copre il periodo che va dalla nascita del filosofo al 1922, anno di pubblicazione della sua prima monografia e del suo primo articolo di argomento politico, nonché momento di affermazione definitiva del fascismo. La formazione di Banfi avviene nella Lombardia di fine ‘800, in un ambiente familiare e culturale fortemente influenzato degli ideali patriottici mazziniani e garibaldini. Il candidato segue l’emergenza di questi ideali nella gioventù del filosofo e il loro successivo infrangersi, attorno al 1905, contro una visione sempre più spietata della borghesia industriale italiana. Questo passaggio coincide approssimativamente con la scoperta del pensiero hegeliano, che avviene poco prima che Banfi abbandoni gli studi di lettere per dedicarsi, sotto la guida di Piero Martinetti, a quelli di filosofia. Il candidato ricostruisce il percorso personale e filosofico che porta Banfi ad abbracciare le istanze etiche del kantismo martinettiano, pur mantenendo un prospettiva metafisica hegeliana. Nel 1910 l’autore si trasferisce a Berlino, dove trova in Georg Simmel il suo secondo e più determinante maestro. Con il berlinese Banfi scopre una dimensione più terrigena della cultura, abbandonando le sue remore per l’analisi dei fenomeni di massa, ed interessandosi finalmente, anche a causa dell’incontro con il rivoluzionario italo-russo Andrea Caffi, alla politica. Tornato in Italia, si dedica all’insegnamento liceale, collabora brevemente con «La Voce» di Giuseppe Prezzolini e comincia ad interessarsi sempre di più al socialismo. Intanto chiarifica la sua posizione gnoseologica, eliminando molti residui della metafisica hegeliana ed elaborando il concetto di autocoscienza pura, col quale riassume la posizione dell’a priori in un processo continuo d’interazione fra soggetto e oggetto. Riformato alla leva, rimane fuori dal primo conflitto mondiale. Il candidato ricostruisce l’ambiente culturale che circonda il filosofo, mostrando quanto isolata ed assoluta sia la sua scelta pacifista. Filosofia ed analisi politica convergono, e Banfi giunge ad una condanna senza mezzi termini dell’idealismo assoluto, colpevole, sul piano metafisico di fraintendere la struttura del reale, su quello storico di fiancheggiare il bellicismo che già dilaga in Europa. Gli autori su quali fonda la sua critica del conflitto sono principalmente Karl Marx, Lev Tolstoj e Romain Rolland: la prospettiva etica dei due scrittori e quella economico-politica del filosofo procedono parallele nel discorso banfiano, ponendosi come due momenti complementari della critica dell’etica borghese e della civiltà liberale. Sposatosi intanto con la contessa Daria Banfi Malaguzzi e divenuto padre, Banfi si ritrova alla fine del conflitto in uno stato di forte isolamento culturale. La sua adesione al socialismo, non ancora definitiva, non è condivisa dai suoi corrispondenti, ed egli stesso nutre forti dubbi a causa dell’idiosincrasia per il positivismo che innerva la cultura socialista stessa. Ciò nonostante, alla fine del 1919 si iscrive alla camera del lavoro di Alessandria e comincia ad organizzare scuole di cultura popolare. La sua idea è quella di fornire alle classi lavoratrici degli strumenti per uscire dal giogo dell’inferiorità culturale. Le sue posizioni sono però ancora molto critiche sia nei confronti del socialismo italiano, sia verso il neonato comunismo. All’inizio del 1922 Banfi pubblica La filosofia e la vita spirituale, monografia filosofica in cui Marx assume valore positivo come analista dei fenomeni sociali, ma non come autore unico di riferimento per un tentativo di cambiamento dell’incancrenita società borghese. Il candidato sottolinea la distanza che separa Banfi dalla teoria e dalla pratica della lotta di classe, rendendo la sua posizione politica estremamente complessa. Il suo razionalismo ormai maturo non muterà sostanzialmente di molto, mentre la sua posizione politica si sublimerà durante il fascismo in un senso d’attesa che avrà occasione di manifestarsi soltanto nel corso della seconda guerra mondiale con l’adesione alle forze della resistenza partigiana.”

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La Scuola di Milano: numero speciale della rivista online “ViaBorgogna3”

ViaBorgogna

ViaBorgogna3 è il bimestrale online della Casa della Cultura di Milano che si propone di rielaborare i dibatti e le ricerche dell’associazione fondata nel 1946 da Antonio Banfi.

Il primo numero è interamente dedicato alla Scuola di Milano e ai suoi protagonisti con interventi (tra gli altri) di Elio Franzini, Fabio Minazzi, Fulvio Papi, Emilio Renzi, Gabriele Scaramuzza, Carlo Sini e Amedeo Vigorelli.

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eBook di filosofia: G. Scaramuzza, Aporie della realizzazione. Il confronto critico tra Antonia Pozzi e Antonio Banfi

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Gabriele Scaramuzza, Aporie della realizzazione. Il confronto critico tra Antonia Pozzi e Antonio Banfi (intervento del 15/12/2014 presso “Filosofia in circolo”)

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eBook di filosofia: Antonio Banfi, Mario Dal Pra, Giulio Preti, Paolo Rossi, La crisi dell’uso dogmatico della ragione

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Antonio Banfi,  Mario Dal Pra, Giulio Preti, Paolo Rossi, La crisi dell’uso dogmatico della ragione, Milano, Bocca, 1953

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eBook di filosofia: Antonio Banfi, La ricerca della realtà

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Antonio Banfi, La ricerca della realtà. 1, Firenze, Sansoni, 1959, pp. XII-367; La ricerca della realtà. 2, Firenze, Sansoni, 1959

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Sito della Mostra “Banfi a Milano: l’università, l’editoria e il partito”

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In occasione del Convegno e della Mostra “Banfi a Milano: l’università, l’editoria e il partito” che si terranno il 22 maggio, la Biblioteca di Filosofia ha realizzato il sito della Mostra che si propone di presentare il Fondo Antonio Banfi e Daria Malaguzzi Valeri.

Il Fondo, acquisito dalla Biblioteca tra la fine del 2012  e l’inizio del 2013, comprende un lascito di manoscritti e documenti appartenuti ad Antonio Banfi (1886-1957), conservati e sommariamente ordinati dalla moglie Daria Banfi Malaguzzi Valeri, nel periodo che va dalla morte di Banfi alla pubblicazione del volume biografico Umanità, da lei curato nel 1967 per i tipi delle Edizioni Franco di Reggio Emilia.

La mostra inoltre conclude il percorso didattico e di ricerca che si è svolto nell’ambito delle attività della cattedra di Filosofia Morale del prof. Amedeo Vigorelli nell’A.A. 2013-2014. Nel laboratorio si è proceduto a una ricognizione storico-biografica della figura di studioso e di intellettuale di Antonio Banfi, utilizzando la bibliografia edita e le risorse presenti in biblioteca, ma procedendo contemporaneamente alla acquisizione della documentazione inedita conservata negli archivi pubblici. Gli studenti frequentanti hanno contribuito inoltre al lavoro di ricerca e di preparazione alla Mostra, con la decifrazione e trascrizione di lettere e manoscritti, messi a disposizione in versione digitale.

Nel sito trovate molte risorse interessanti:

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I fondi librari della Biblioteca di Filosofia Unimi nel sito “Biblioteche filosofiche private in età moderna e contemporanea”

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Biblioteche Filosofiche Private in Età Moderna e Contemporanea è l’interessante sito del Gruppo di ricerca sulle Biblioteche filosofiche private in età moderna  che si propone di ricostruire la letteratura filosofica presente nelle biblioteche private di filosofi, scienziati ed eruditi. La finalità è quella di pubblicare cataloghi e inventari che

una volta selezionati e resi disponibili alla comunità scientifica, potranno essere proficuamente utilizzati non solo ai fini della ricostruzione di una storia ‘materiale’ delle istituzioni, ma anche sotto un’angolatura più ampia, concernente il profilo culturale di singoli autori o di interi periodi di storia intellettuale.

La disponibilità di cataloghi di biblioteche private, raccolte nel corso degli ultimi quattro secoli, risulta dunque utile allo studioso che intenda:

  1. dar conto del corso degli studi, delle competenze e degli interessi di un autore, lavorando sull’elenco dei suoi libri;
  2. indagare la circolazione e la fortuna dei suoi scritti, allargando l’analisi alle biblioteche delle generazioni successive;
  3. acquistare dimestichezza con la fisionomia intellettuale di un’epoca;
  4. studiare la storia delle trasformazioni delle biblioteche private nel passaggio da un’epoca all’altra, fornendo così contributi che rientrino in una sorta di ‘sociologia dei sistemi bibliotecari’;
  5. registrare i mutamenti che intervengono sul piano del ‘sistema dei saperi’, dei rapporti reciproci tra discipline diverse (può risultare interessante indagare come evolva l’insieme dei testi filosofici presenti nelle biblioteche di giuristi, linguisti, naturalisti etc.);
  6. seguire la circolazione di testi, o raccolte di testi, straordinariamente rari”.

All’interno del sito, trovate le schede e i cataloghi anche dei seguenti fondi librari presenti nella Biblioteca di Filosofia:

A breve sarà pubblicata la scheda del fondo librario Mario Dal Pra.

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