Archivi tag: Cinquecento

Laboratori di filosofia: E. G. Lucente, Michel de Montaigne a cavallo tra universalità della ragione e relativismo linguistico in relazione a recenti studi etnolinguistici

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Elena Gabriella Lucente, Michel de Montaigne a cavallo tra universalità della ragione e relativismo linguistico in relazione a recenti studi etnolinguistici

Questi brevi saggi, composti da studenti di questo Ateneo (Università degli Studi di Milano), iscritti alla Laurea Magistrale in Scienze filosofiche, sono il risultato di un Seminario interno al corso di Filosofia Morale LM dell’a. a. 2016-2017, tenutosi dal 9/11/2016 al 30/11/2016. Il seminario ha costituito il momento didattico culminante del corso, che aveva come intitolazione: “L’arte del vivere in Montaigne”.

Esso faceva seguito ad un precedente corso sulla “Filosofia dell’autobiografia”, che si era incentrato nella rilettura degli Scritti autobiografici di Jean Jacques Rousseau. Il corso su Montaigne ha rappresentato un ideale proseguimento di quella indagine, che aveva al centro il rapporto tra scrittura autobiografica e pratica morale della cura di sé, come forma moderna di ricerca di saggezza. La lettura degli Essais ha consentito di meglio considerare i rapporti tra questa pratica e i modelli antichi di cura dell’anima, platonici, stoici ed epicurei.

I saggi offerti alla lettura e alla discussione del Blog della Biblioteca di Filosofia Unimi sono una selezione degli interventi meglio riusciti, appositamente rielaborati in vista della pubblicazione.”

Prof. Amedeo Vigorelli

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Laboratori di filosofia: A. Cecconato, Montaigne e la medicina: contrasto e soluzione

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Alessandro Cecconato, Montaigne e la medicina: contrasto e soluzione

Questi brevi saggi, composti da studenti di questo Ateneo (Università degli Studi di Milano), iscritti alla Laurea Magistrale in Scienze filosofiche, sono il risultato di un Seminario interno al corso di Filosofia Morale LM dell’a. a. 2016-2017, tenutosi dal 9/11/2016 al 30/11/2016. Il seminario ha costituito il momento didattico culminante del corso, che aveva come intitolazione: “L’arte del vivere in Montaigne”.

Esso faceva seguito ad un precedente corso sulla “Filosofia dell’autobiografia”, che si era incentrato nella rilettura degli Scritti autobiografici di Jean Jacques Rousseau. Il corso su Montaigne ha rappresentato un ideale proseguimento di quella indagine, che aveva al centro il rapporto tra scrittura autobiografica e pratica morale della cura di sé, come forma moderna di ricerca di saggezza. La lettura degli Essais ha consentito di meglio considerare i rapporti tra questa pratica e i modelli antichi di cura dell’anima, platonici, stoici ed epicurei.

I saggi offerti alla lettura e alla discussione del Blog della Biblioteca di Filosofia Unimi sono una selezione degli interventi meglio riusciti, appositamente rielaborati in vista della pubblicazione.”

Prof. Amedeo Vigorelli

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Laboratori di filosofia: I. Iannuzzi, La pittura del tempo in Montaigne

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Ilaria Iannuzzi, La pittura del tempo in Montaigne

Questi brevi saggi, composti da studenti di questo Ateneo (Università degli Studi di Milano), iscritti alla Laurea Magistrale in Scienze filosofiche, sono il risultato di un Seminario interno al corso di Filosofia Morale LM dell’a. a. 2016-2017, tenutosi dal 9/11/2016 al 30/11/2016. Il seminario ha costituito il momento didattico culminante del corso, che aveva come intitolazione: “L’arte del vivere in Montaigne”.

Esso faceva seguito ad un precedente corso sulla “Filosofia dell’autobiografia”, che si era incentrato nella rilettura degli Scritti autobiografici di Jean Jacques Rousseau. Il corso su Montaigne ha rappresentato un ideale proseguimento di quella indagine, che aveva al centro il rapporto tra scrittura autobiografica e pratica morale della cura di sé, come forma moderna di ricerca di saggezza. La lettura degli Essais ha consentito di meglio considerare i rapporti tra questa pratica e i modelli antichi di cura dell’anima, platonici, stoici ed epicurei.

I saggi offerti alla lettura e alla discussione del Blog della Biblioteca di Filosofia Unimi sono una selezione degli interventi meglio riusciti, appositamente rielaborati in vista della pubblicazione.”

Prof. Amedeo Vigorelli

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eBook di filosofia: T. d’Aragona, Dialogo della infinità d’amore

Tullia d'Aragona

Tullia d’Aragona, Dialogo della infinità d’amore

“Nel suo dialogo”, scrive Monika Antes, “Tullia si distingue visibilmente dai modelli coevi. Benché le sue argomentazioni siano radicate nella dottrina erotica platonica, come già mise in evidenza Benedetto Varchi, molti temi sono trattati prendendo una certa distanza dai filosofi”.

Particolare elemento di rottura è il concetto di parità tra uomo e donna, esposto rifiutando le teorie di Platone e l’idea aristotelica dell’inferiorità femminile, in una concezione che è tata etichettata come “femminismo rinascimentale”.

Per approfondire

Jung Kyunghee, La trattatistica d’amore nel Cinquecento e il “Dialogo dell’infinità d’amore” di Tullia d’Aragona

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Laboratori di Filosofia: P. Maccolini, L’educazione alla vita: la moderazione nella varietà

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Petra Maccolini, L’educazione alla vita: la moderazione nella varietà 

“Questi brevi saggi, composti da studenti di questo Ateneo (Università degli Studi di Milano), iscritti alla Laurea Magistrale in Scienze filosofiche, sono il risultato di un Seminario interno al corso di Filosofia Morale LM dell’a. a. 2016-2017, tenutosi dal 9/11/2016 al 30/11/2016. Il seminario ha costituito il momento didattico culminante del corso, che aveva come intitolazione: “L’arte del vivere in Montaigne”.

Esso faceva seguito ad un precedente corso sulla “Filosofia dell’autobiografia”, che si era incentrato nella rilettura degli Scritti autobiografici di Jean Jacques Rousseau. Il corso su Montaigne ha rappresentato un ideale proseguimento di quella indagine, che aveva al centro il rapporto tra scrittura autobiografica e pratica morale della cura di sé, come forma moderna di ricerca di saggezza. La lettura degli Essais ha consentito di meglio considerare i rapporti tra questa pratica e i modelli antichi di cura dell’anima, platonici, stoici ed epicurei.

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Laboratori di filosofia: F. Colombo, Prospettiva autobiografica in Montaigne: un autoritratto scritto

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Francesco Colombo, Prospettiva autobiografica in Montaigne: un autoritratto scritto

“Questi brevi saggi, composti da studenti di questo Ateneo (Università degli Studi di Milano), iscritti alla Laurea Magistrale in Scienze filosofiche, sono il risultato di un Seminario interno al corso di Filosofia Morale LM dell’a. a. 2016-2017, tenutosi dal 9/11/2016 al 30/11/2016. Il seminario ha costituito il momento didattico culminante del corso, che aveva come intitolazione: “L’arte del vivere in Montaigne”.

Esso faceva seguito ad un precedente corso sulla “Filosofia dell’autobiografia”, che si era incentrato nella rilettura degli Scritti autobiografici di Jean Jacques Rousseau. Il corso su Montaigne ha rappresentato un ideale proseguimento di quella indagine, che aveva al centro il rapporto tra scrittura autobiografica e pratica morale della cura di sé, come forma moderna di ricerca di saggezza. La lettura degli Essais ha consentito di meglio considerare i rapporti tra questa pratica e i modelli antichi di cura dell’anima, platonici, stoici ed epicurei.

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Laboratori di filosofia: G. U. Rignano, Il problema dell’educazione in Montaigne

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Giulia Ulla Rignano, Il problema dell’educazione in Montaigne

“Questi brevi saggi, composti da studenti di questo Ateneo (Università degli Studi di Milano), iscritti alla Laurea Magistrale in Scienze filosofiche, sono il risultato di un Seminario interno al corso di Filosofia Morale LM dell’a. a. 2016-2017, tenutosi dal 9/11/2016 al 30/11/2016. Il seminario ha costituito il momento didattico culminante del corso, che aveva come intitolazione: “L’arte del vivere in Montaigne”.

Esso faceva seguito ad un precedente corso sulla “Filosofia dell’autobiografia”, che si era incentrato nella rilettura degli Scritti autobiografici di Jean Jacques Rousseau. Il corso su Montaigne ha rappresentato un ideale proseguimento di quella indagine, che aveva al centro il rapporto tra scrittura autobiografica e pratica morale della cura di sé, come forma moderna di ricerca di saggezza. La lettura degli Essais ha consentito di meglio considerare i rapporti tra questa pratica e i modelli antichi di cura dell’anima, platonici, stoici ed epicurei.

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eBook di filosofia: R. Bacone, Lettera a papa Clemente IV

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Ruggero Bacone, Lettera a papa Clemente IV

Incontro con l’opera

(tratto dai Contenuti digitali di M. De Bartolomeo – V. Magni, Storia della filosofia)

” Della vasta opera di Bacone sono da ricordare anzitutto l’Opus maius, l’Opus minus e l’Opus tertium, inviati tra il 1267 e il 1268, forse insieme al Tractatus de multiplicatione specierum, a Clemente IV come anticipazione di un Opus o Scriptum principale, grande enciclopedia delle scienze in 4 parti (che avrebbe forse dovuto avere il titolo di Compendium philosophiae) cui stava lavorando ma che non riuscì mai a portare a termine (ne restano alcune parti, tra le quali il Compendium studii philosophiae, i Communia mathematicae, i Communia naturalia); e inoltre le giovanili quaestiones su scritti di Aristotele, l’Epistola de secretis operibus naturae e il Compendium studii theologiae, la sua ultima opera (1292). Agostiniano, B. accentua il valore dell’illuminazione divina come fondamento di tutto l’umano conoscere (distinguendo in essa sette gradi, dalle illuminationes pure scientiales, fino al rapimento mistico), e della rivelazione concessa ai primi uomini per soddisfare l’innato desiderio di sapere e destinata a essere completata dalla rivelazione concessa al popolo ebreo e conservata nella Bibbia. La rivelazione biblica – manifestazione di quella stessa luce di verità presente nell’intelletto umano (B. vede in Dio l’intelletto agente, come Guglielmo d’Alvernia e Adamo di Marsh – diviene così condizione indispensabile non soltanto per il discorso teologico ma per la stessa verità filosofica; ché anzi propriamente non si dà distinzione formale tra filosofia e teologia, che si intrinsecano con il netto primato della teologia. Di qui la polemica di B. contro i «peccati della teologia» contemporanea, individuati anzitutto nel prevalere della filosofia aristotelica nella teologia e nell’abbandono della Bibbia, sostituita dal testo delle Sentenze, e da una tecnica argomentativa che eliminava la dimensione storica della riflessione teologica legata alla Bibbia (di qui anche la richiesta di un più approfondito studio della Sacra Scrittura attraverso la conoscenza dell’ebraico, e anche la necessità di emendare il testo, corrotto da cattivi copisti: sono temi cari a B.). Ma connessa a questo aspetto – che riprende i temi più caratteristici della tradizione agostiniana e francescana – va tenuta presente un’altra fondamentale caratteristica della personalità di B., l’amore cioè per l’osservazione empirica, per la scientia experimentalis (con significato che non coincide però con quello più moderno) e anzitutto per la matematica che, seguendo Grossatesta, egli intende come essenziale per un’adeguata spiegazione dei fenomeni fisici; e alla matematica si connette l’ottica (e questa alla ‘metafisica della luce’), la quale diviene la scienza di valore metodologico paradigmatico. Animato dal gusto per l’osservazione della natura (pur accettando, uomo del suo tempo, quanto di fantastico conteneva l’idea di natura del 13° sec.), B. seppe intendere – soprattutto per l’influenza di Pietro di Maricourt e per la lettura di libri astrologici e ‘magici’ arabi – il valore delle tecniche nella conoscenza della natura e i fini pratici del sapere (di qui anche le sue intuizioni su future possibilità dell’uomo nel dominio dei fenomeni). Va poi notato che tale interesse scientifico-pratico di B. non resta estraneo o giustapposto ai motivi religiosi e teologici del suo pensiero, ma anzi con questi si connette strettamente in una prospettiva di riforma della Chiesa che comprendeva la conversione di tutto il genere umano (con suggestioni apocalittiche). Per questa ragione egli aveva dedicato le sue opere al papa, al quale a suo avviso spettava, in quanto ‘Dio terreno’, la direzione di tutta l’umanità e quindi anche l’iniziativa e la responsabilità della riforma. ” (tratto da Treccani.it)

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Laboratori di filosofia: F. Pecchi, Montaigne, o l’arte della naturalezza

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Francesco Pecchi, Montaigne, o l’arte della naturalezza

“Questi brevi saggi, composti da studenti di questo Ateneo (Università degli Studi di Milano), iscritti alla Laurea Magistrale in Scienze filosofiche, sono il risultato di un Seminario interno al corso di Filosofia Morale LM dell’a. a. 2016-2017, tenutosi dal 9/11/2016 al 30/11/2016. Il seminario ha costituito il momento didattico culminante del corso, che aveva come intitolazione: “L’arte del vivere in Montaigne”.

Esso faceva seguito ad un precedente corso sulla “Filosofia dell’autobiografia”, che si era incentrato nella rilettura degli Scritti autobiografici di Jean Jacques Rousseau. Il corso su Montaigne ha rappresentato un ideale proseguimento di quella indagine, che aveva al centro il rapporto tra scrittura autobiografica e pratica morale della cura di sé, come forma moderna di ricerca di saggezza. La lettura degli Essais ha consentito di meglio considerare i rapporti tra questa pratica e i modelli antichi di cura dell’anima, platonici, stoici ed epicurei.

I saggi offerti alla lettura e alla discussione del Blog della Biblioteca di Filosofia Unimi sono una selezione degli interventi meglio riusciti, appositamente rielaborati in vista della pubblicazione.”

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Laboratori di filosofia: E. Margutti, La trama del sogno: verità e menzogna in Montaigne. Decartes e Pascal sullo sfondo del retrobottega di Michel

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Elisa Margutti, La trama del sogno: verità e menzogna in Montaigne. Decartes e Pascal sullo sfondo del retrobottega di Michel

“Questi brevi saggi, composti da studenti di questo Ateneo (Università degli Studi di Milano), iscritti alla Laurea Magistrale in Scienze filosofiche, sono il risultato di un Seminario interno al corso di Filosofia Morale LM dell’a. a. 2016-2017, tenutosi dal 9/11/2016 al 30/11/2016. Il seminario ha costituito il momento didattico culminante del corso, che aveva come intitolazione: “L’arte del vivere in Montaigne”.

Esso faceva seguito ad un precedente corso sulla “Filosofia dell’autobiografia”, che si era incentrato nella rilettura degli Scritti autobiografici di Jean Jacques Rousseau. Il corso su Montaigne ha rappresentato un ideale proseguimento di quella indagine, che aveva al centro il rapporto tra scrittura autobiografica e pratica morale della cura di sé, come forma moderna di ricerca di saggezza. La lettura degli Essais ha consentito di meglio considerare i rapporti tra questa pratica e i modelli antichi di cura dell’anima, platonici, stoici ed epicurei.

I saggi offerti alla lettura e alla discussione del Blog della Biblioteca di Filosofia Unimi sono una selezione degli interventi meglio riusciti, appositamente rielaborati in vista della pubblicazione.”

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