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Les Pensées de Blaise Pascal: la versione elettronica con le diverse edizioni e i manoscritti originali

Pensées Pascal

Les Pensées de Blaise Pascal è l’interessante e preziosa versione elettronica dell’omonima opera del filosofo francese che permette di scoprire le diverse edizioni del testo e i manoscritti originali. È possibile navigare nelle diverse edizioni e fare ricerche testuali.

Sono presenti nel sito altre sezioni interessanti (alcune in costruzione) che consentono di approfondire l’opera e la “critica” testuale:

  • Notions et thémes
  • Documents
  • Ètudes techniques

“Cette édition d’un genre nouveau propose à la fois le texte tel qu’il apparaît dans les éditions classiques, texte modernisé et accompagné de commentaires nécessaires, et toutes les étapes qui y conduisent, du Recueil des originaux des Pensées de Pascal, et des Copies manuscrites qui en ont été établies peu de temps après la mort de Pascal, entre 1662 et 1666, puis des éditions établies par Port-Royal jusqu’aux principales éditions savantes majeures. Elle propose aussi au chercheur les manuscrits originaux accompagnés d’une analyse qui tient compte de l’état des connaissances actuelles sur le texte, les papiers et les écritures qui apparaissent sur le manuscrit et les copies.”

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Ebner Online Edition: le opere di Ebner online

ebner

L’Ebner Online Edition è la versione online dell’edizione critica delle opere di Ferdinand Ebner con la possibilità di fare ricerche testuali nei testi digitalizzati.

“Ferdinand Ebner (1882-1931) gilt als einer der Begründer der Dialogphilosophie, die nach dem Ersten Weltkrieg entstand und eine der großen Strömungen in der Philosophie des 20. Jahrhunderts ist. Unter dem Titel „Das Wort und die geistigen Realitäten“ schrieb Ebner zwischen 1918 und 1919 jenes Werk, mit dem er in die Philosophiegeschichte eingegangen ist.”

Il progetto di pubblicare online l’intero corpus di opere del filosofo risale al 1999 e presenta sia l’edizione critica sia note editoriali e di commento. Le opere digitalizzate rispecchiano l’ordine di pubblicazione dell’edizione del 1967: Philosophischen Werken, Künstlerische, Notize e Korrespondenz.

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L’edizione digitalizzata e ricercabile del Dictionnaire historique et critique di Pierre Bayle

Bayle

Nel sito dell’ARTFL Project trovate l’edizione digitalizzata e ricercabile  del Dictionnaire historique et critique di Pierre Bayle (quinta edizione del 1570 in 4 voll.). Potete effettuare diversi tipi di ricerca all’interno del testo.

Il Dictionnaire (1a ed. 2 voll., 1695-96; poi 4 voll., ed. definitiva a cura di P. Desmaizeaux, 1730 e 1740), che nel primitivo progetto voleva correggere gli errori del Dictionnaire di L. Moréri e della precedente tradizione biografica, mette in evidenza la sterminata erudizione di Bayle e rivela un grande disegno di ricostruzione e interpretazione storica non solo di personaggi (l’impianto del Dictionnaire è biografico) ma, attraverso di essi, di grandi problemi. È soprattutto nelle «note» (remarques), la parte prevalente dell’opera, che vengono affrontati problemi eruditi (autenticità di fonti, correzioni di date e biografie della storia sacra e profana), così come i grandi temi della cultura contemporanea (celebri, per es., gli articoli: Manichéens, Maronites, Pauliciens per il problema del male e del dualismo; Rorarius per la discussione sull’anima delle bestie; Spinoza per l’interpretazione critica della sua filosofia..)” (tratto da Treccani.it)

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La versione online di Socratis et Socraticorum Reliquiae

socrate

Socratis et Socraticorum Reliquiae Source è la digitalizzazione dell’omonimo testo curato da Giannantoni e pubblicato nel 1990.
Lo scopo della raccolta è quello di fornire  l’intero corpus delle fonti antiche su Socrate e il movimento socratico. Accanto perciò alle “Socraticorum reliquiae”, è presente la prima raccolta delle fonti antiche su Socrate, la raccolta aggiornata di quelle su Eschine e l’indicazione di quelle su gli altri uditori e seguaci di Socrate.

“Il termine “socratico” così come l’espressione “scuola socratica” vanno intesi nell’accezione che hanno assunto nella storia degli studi e possono quindi essere legittimamente usati in una raccolta che comprende personaggi come Teodoro l’ateo, come Diodoro Crono, come Diogene di Sinope, come Cratete di Tebe, che certo sarebbe altrimenti difficile considerare “socratici”. Ciò corrisponde del resto allo stato della tradizione antica, che non consente di separare nettamente le fonti relative ai Socratici veri e propri da quelle relative ai placita delle scuole con essi collegate, ma che non sempre possono essere attribuiti direttamente ai cosiddetti “fondatori”. Per ciò che concerne la disposizione del materiale, ho indicato con un numero romano progressivo le singole sezioni (I. Socratici in generale; II. La scuola megarica; ecc.). All’interno di ciascuna sezione ho contraddistinto con una lettera A, B, e, ecc. i singoli esponenti della scuola. Infine ho enumerato progressivamente le fonti all’interno di ciascun esponente (G. Giannantoni, Socratis et Socraticorum Reliquiae, cit., vol. IV, pp. 1-2).”

Sappiamo tutti che, poiché Socrate non ha scritto nulla, manca nel suo caso qualsiasi possibilità di ricorrere a quella sorgente di informazione, che Brickhouse e Smith hanno chiamato di ‘grado A’: intendo le fonti originali, gli scritti di un autore conservati attraverso la lunga e spesso difficile opera di trasmissione fino a noi dei testi antichi (cfr. T.C. Brickhouse-N.D. Smith, The Philosophy of Socrates, Boulder/Oxford 2000, sp. pp. 11-12). E questa possibilità ci è preclusa totalmente, non possiamo sperare di arrivare a carpire brandelli dell’originale pensiero socratico, neppure ridotto ai minimi termini di un minuscolo frammento – come accade nel caso di molti dei cosiddetti filosofi presocratici o in quello di scuole filosofiche d’età ellenistica, Stoici ed Epicurei su tutti.

Questo scacco di partenza non deve tuttavia indurre alla rinuncia, fino al punto di negare storicità alla figura di Socrate, né a trasformare Socrate in un’entità di pura leggenda (come pure è stato fatto, ad esempio, da Gigon o ancor prima da Dupréel: cfr. rispettivamente O. Gigon, Sokrates. Sein Bild in Dichtung und Geschichte, Bern 1947 e E. Dupréel, La légende socratique et les sources de Platon, Bruxelles 1922). In realtà possediamo moltissime informazioni ‘ di seconda mano’, o addirittura di ‘terza e quarta mano’ su Socrate; si può quasi dire che un vero e proprio imbarazzo nasca non dalla povertà, ma dalla sovrabbondanza delle notizie. E’ quanto sottolineava già Levi (cfr. A. Levi, Sul pensiero di Socrate, in Studi di filosofia greca. Pubblicazione in onore di R. Mondolfo, a cura di V.E. Alfieri e M. Untersteiner, Bari 1950), e che Paolo Rossi ha ribadito in modo netto e convincente (cfr. P. Rossi, Per una storia della storiografia socratica, in Problemi di storiografia filosofica, a cura di A. Banfi, Milano 1951, sp. p. 85).

Dunque è impossibile chiudere gli occhi di fronte alla sensazione sfuggente che la massa di dati a nostra disposizione ci trasmette; è impossibile negare che Socrate sembra venirci incontro come un simbolo poliforme, mediato di volta in volta da rappresentazioni diverse, e perfino opposte, piuttosto che come un personaggio storico definito nei suoi contorni o come un ‘filosofo’, le cui posizioni siano univocamente e inequivocabilmente ricostruibili. Anzi rispetto a quest’ultimo problema, a voler essere sinceri fino in fondo, si dovrebbe convenire con una constatazione avanzata proprio da Gabriele Giannantoni, secondo cui le varie testimonianze a nostra disposizione “ci dicono molto poco sulla filosofia di Socrate, almeno rispetto alle notizie – più o meno storicamente fondate – sulla sua vita e alla ricchezza dell’aneddotica e dell’apoftegmatica” (cfr. Socrate. Tutte le testimonianze da Aristofane e Senofonte ai Padri cristiani, a cura di G. Giannantoni, Roma-Bari 1986, p. XVIII).

Nonostante questa difficile situazione, non credo si debba gettare la spugna, né tanto meno cedere alle lusinghe di un improduttivo scetticismo ermeneutico. Al contrario, la strada da percorrere è quella che chiaramente ci hanno indicato molti studiosi di Socrate, primo fra tutti Schleiermacher, e più in generale la grande tradizione della filosofia classica tedesca: comparare le fonti, metterle criticamente l’una accanto all’altra, farle interagire per coglierne le caratteristiche essenziali, gli elementi di reciproca diversità, o anche le relazioni di dipendenza o di consapevole distanza (cfr. F. Schleiermacher, Über den Werth des Sokrates als Philosophen, in Id., Sämtliche Werke, III.2, Berlin 1838, pp. 287ss. Su questa strada si muovono, ad esempio, i contributi di A. Brancacci su Socrate e i Socratici raccolti in Lezioni Socratiche, a cura di G. Giannantoni e M. Narcy, Napoli 1999: cfr. rispettivamente pp. 121-151; 153-177; 279-301; 303-327).

E su questa strada il passo più importante da compiere non poteva che essere quello di una raccolta sistematica ed esaustiva di tutte le testimonianze relative alla figura di Socrate. Insomma, il passo più arduo e insieme più utile, euristicamente produttivo non poteva essere che quello compiuto da Gabriele Giannantoni, il quale ha dedicato uno sforzo continuo, sin dall’inizio della sua carriera scientifica, alla raccolta e all’interpretazione di tutte le notizie riguardanti non solo Socrate, ma anche i vari ‘semi’ che da lui si sono generati e hanno fruttificato.”

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Richard Rufus Project (RRP)

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Richard Rufus Project (RRP) è il sito dell’omonimo e interessante progetto della Stanford University coordinato dalla Prof.ssa Rega Wood dell’Indiana University che mette in linea le edizioni delle opere di Riccardo Rufo di Cornovaglia.

RRP rescues from obscurity a great, but virtually unknown philosopher, Richard Rufus of Cornwall, who helped transform Western education and reintroduce Aristotle’s so-called libri naturales, his metaphysics and natural philosophy, to Western Europe. Before 1225, medieval scholastics were forbidden to lecture on the libri naturales, and medieval education was restricted to the seven liberal arts—music, ge-ometry, astronomy, grammar, logic etc. After 1250, thanks in part to Richard Rufus, logic focused on Aristotle’s more advanced logical works, and exams covered most of the libri naturales.

Aristotle’s libri naturales were fundamental to the development of Western civilization because they contained a comprehensive view, new to the West, of the workings of the cosmos and prompted Western thinkers to look to natural causes to explain observed phenomena and metaphysical quandaries. This outlook provided the foundation for medieval science and paved the way for the 17th century’s scientific revolution.”

Nel ricco sito potete trovare interessanti risorse:

 

 

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Presocratics Source: i presocratici nell’edizione originale di Diels e Kranz e nella traduzione italiana a cura di Giannantoni

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Presocratics Source contiene la raccolta delle testimonianze e dei frammenti dei Presocratici in novanta capitoli edita da H. Diels and W. Kranz (Die Fragmente der Vorsokratiker, ed. by H. Diels-W. Kranz, 3 vol., Weidmann, Berlin, 19582), accompagnata dalla traduzione italiana curata da G. Giannantoni (I Presocratici. Testimonianze e frammenti, a cura di G. Giannantoni, Laterza, Roma-Bari, 19832).

La piattaforma Philosource consente agli utenti di accedere ai testi, di effettuare su di essi ricerche complesse, di applicare sui dati pubblicati nei siti regole di inferenza e di arricchirli semanticamente.

“La pubblicazione elettronica di questo ricco corpus di testi si propone di mantenere vivo e di sviluppare ulteriormente un dibattito di alto livello fra gli studiosi, con l’obiettivo di portare di nuovo al centro dell’attenzione le molteplici strategie ermeneutiche che il variegato mondo dei presocratici sicuramente ha fatto e farà sorgere all’interno della comunità scientifica degli specialisti”.

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MONtaigne à l’Œuvre (MONLOE): edizione digitale delle opere di Montaigne

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MONtaigne à l’Œuvre (MONLOE)  è l’interessante progetto francese dell’edizione digitale dell’opera di Montaigne. Nel progetto è inclusa anche l’Università di Cambridge che conserva il fondo “Gilbert de Botton”, ossia la Montaigne Library che raccoglie testi connessi al filosofo e dieci opere della biblioteca personale del pensatore.

L’obiettivo di MONLOE è quello di rendere disponibili nel web: le principali edizioni degli Essais, l’edizione critica dell’esemplare detto “di Bordeaux ”  del 1588 con le note autografe del filosofo, tutti i testi appartenuti al pensatore ora dispersi in varie biblioteche pubbliche e private (si tratta di una ventina di biblioteche europee) e una selezione di opere considerate fonti ispiratrici degli  Essais. In sintesi, si vuole offrire uno strumento in linea che renda conto delle diverse fasi di scrittura dell’opera del pensatore.

Nel dettaglio il portale contiene:

  • les éditions majeures des Essais
  • l’édition « archéologique » de l’exemplaire dit « de Bordeaux » (1588, avec les corrections et additions presque toutes autographes)
  • la traduction de Raymond Sebond
  • l’édition de La Boétie par Montaigne
  • tous les ouvrages portant la signature de Montaigne conservés dans les différentes bibliothèques publiques et privées, dont certains annotés par La Boétie et d’autres par Montaigne
  • des documents relatifs à Montaigne:
  • arrêts du Parlement au rapport de Montaigne, et Éphéméride de Beuther, avec les éditions intégrales par Alain Legros ;
  • lettres
  • Journal de voyage
  • inscriptions du tombeau et du collège de Guyenne et autres archives
  • une nouvelle édition des inscriptions de sa « librairie » par Alain Legros

Il progetto si propone inoltre di ricostruire la biblioteca del pensatore di cui viene offerta anche un modello in 3D con le immagini delle 68 sentenze che Montaigne aveva fatto scrivere sul soffitto.

“MONLOE met l’accent sur ce que l’on peut découvrir de la dimension créative d’une œuvre à partir d’un corpus numérisé : processus d’élaboration, additions et corrections, modification des textes-sources et des compilations, interventions d’auteur, invention de l’«essai» et configuration des concepts les plus significatifs des Essais (« humaine condition », doute, prudence, inscience, bonne foi, « fantaisie »…). La comparaison effectuée grâce à l’alignement entre les différentes éditions des Essais, le marquage des citations, la transcription encodée en XML-TEI de l’Exemplaire de Bordeaux (EB), constituent des défis techniques et scientifiques stimulants pour la mise en valeur d’un patrimoine littéraire exceptionnel. La reconstitution de la bibliothèque en 3D permettra à un large public de bénéficier des résultats de l’entreprise.

Le trascrizioni e le digitalizzazioni sono state raggruppate in tre “contenitori”:

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eBook di filosofia: La biblioteca ideale di Giordano Bruno: tutte le opere online

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La Biblioteca ideale di Giordano Bruno. Le opere e le fonti: è il corpus completo delle opere volgari e latine di Giordano Bruno, con l’individuazione e la trascrizione delle fonti. I testi sono corredati dagli indici dei nomi.

Un simbolo del libero pensiero. Filippo della famiglia dei Bruni assunse il nome di Giordano (che avrebbe poi sempre mantenuto) quando vestì a 17 anni l’abito domenicano nel convento di S. Domenico Maggiore a Napoli. In questo convento trascorse la maggior parte dei suoi anni di chiostro come novizio, professo (1566), sacerdote (1573) e dottore in teologia (1575); spirito irrequieto e ribelle, acquisì uno straordinario sapere leggendo avidamente e meditando poeti, scienziati e filosofi, ortodossi ed eretici, la letteratura ermetica, magica, astrologica e cabalistica; di alcuni autori in partic. subì il fascino: Eraclito, Parmenide, Lucrezio, Plotino, Lullo, Cusano, Ficino, Pico e Copernico. Da queste letture, dopo l’iniziale adesione a metafisica e cosmologia aristoteliche, B. fu spinto all’inquieta ricerca di nuovi orientamenti. Nel 1576, sospettato di eresia, riparò a Roma, di qui, deposto l’abito ecclesiastico, errò di città in città; fu a Ginevra (1579), dove per alcuni mesi abbracciò il calvinismo, a Tolosa e a Parigi, dove, grazie alle sue eccezionali conoscenze mnemotecniche e lulliane, si mise in luce alla corte di Enrico III che gli conferì un lettorato di filosofia alla Sorbona. A Parigi, nel 1582 pubblicò, oltre alla commedia il Candelaio, tre scritti (De umbris idearum, Cantus circaeus e De compendiosa architectura et complemento artis Lullii) nei quali espone le due tanto vantate arti combinatoria e mnemotecnica. La prima, o arte lulliana, intende risolvere un problema logico-metafisico: costruire il sistema delle relazioni fra le idee, nella convinzione, di matrice platonica, che ciò significhi costruire il sistema del reale; a tal fine essa procede per mezzo di tavole e figure: determinando gli elementi primi del pensiero (soggetti e predicati) che rappresenta con lettere (alfabeto della grande arte) in una specie di tavola pitagorica, e poi inscrive in triangoli e circoli, fatti rotare per trarne le varie combinazioni (sillabario e dizionario dell’arte). Il meccanismo dell’arte combinatoria viene applicato da B. anche all’arte della memoria (e più tardi anche all’ars venatoria o inventiva). Nella mnemotecnica si tratta di risolvere il problema della memoria fondandosi sulle leggi dell’associazione; ma B., nel ricorrere per le idee all’unione con immagini sensibili, si basa su un principio filosofico: che le nostre idee, ombre delle idee eterne, sono, come queste, legate tra loro in una lunga catena e si illuminano a vicenda, perché unica è la luce che in tutte risplende. Ospite dell’ambasciatore francese, B. passò quindi in Inghilterra (1583-1585); qui, in un ambiente aperto ai nuovi stimoli culturali, visse anni di fervida attività creativa nei quali iniziò a pubblicare le prime opere strettamente filosofiche: a Londra apparvero, con il finto luogo di Parigi e di Venezia, La cena de le Ceneri, De la causa, principio et uno, De l’infinito universo et mondi, Spaccio de la bestia trionfante (1584); Cabala del cavallo pegaseo. Con l’aggiunta dell’asino cillenico, e De gl’heroici furori (1585). La cena e De l’infinito presentano, contro la cosmologia geocentrica, la visione di un Universo infinito dedotta dalla cosmologia copernicana e dal principio dell’infinità divina; in seguito, nel De la causa, dall’unità del primo principio divino e dell’anima universale, che tutto muove e governa, B. giunge all’unità divina dell’infinita natura; nello Spaccio, infine, applicando all’uomo, specchio dell’Universo, l’immanenza del divino, definisce un percorso di «purgazione» morale, che, esaltando lavoro, giustizia e amore come i principi etici fondamentali dell’umanità, conduce lo spirito all’unità più profonda con l’universalità divina. A questa meta, che si realizza solo nella contemplazione della verità, si arriva (come viene illustrato nella Cabala e nell’Asino) liberando la via dall’ostacolo della «santa asinità» (cioè la pedanteria), nemica dell’investigazione del vero; gli Eroici furori, infine, fanno percorrere la scala ascendente della conoscenza e dell’amore fino alla visione dell’infinita natura, nella cui unità la mente ritrova Dio e in lui s’immedesima. Durante il soggiorno inglese, per alcuni mesi (1583) B. fu a Oxford, ma dopo poche lezioni nelle quali espose il nucleo centrale della sua cosmologia e ontologia (che avrebbe poi presentato nei dialoghi italiani), fu accusato di plagio e sospeso dall’insegnamento. Tornato a Parigi nel 1585, trovò un clima culturale minato da profonde tensioni religiose e dopo poco decise di ripartire. Nell’agosto del 1586 passò in Germania e, dopo continui spostamenti da Magonza a Wittenberg, da Praga a Helmsted e a Zurigo, tra il 1590 e 1591 pubblicò tre poemi latini (De triplici minimo et mensura, De monade, numero et figura, De immenso et innumerabilibus) a Francoforte. In questa città (1591) gli arrivò l’invito di un patrizio veneziano, G. Mocenigo, che intendeva farsi insegnare da lui la mnemotecnica, e forse la magia; si recò pertanto a Venezia, dove però poco dopo fu denunziato come eretico dal suo ospite, probabilmente insoddisfatto di non essere riuscito a carpirgli insegnamenti magici e reso diffidente dagli atteggiamenti ereticali del filosofo. Nel 1592 venne arrestato dall’Inquisizione e processato. Si dichiarò disposto a fare ammenda, ma, trasferito all’Inquisizione di Roma (1593), e sottoposto a un nuovo processo che durò sette anni, rifiutò di ritrattarsi, e fu come eretico condannato al rogo, che affrontò con coraggio a Roma in Campo de’ Fiori.

La cosmologia. Il pensiero di B., in continuo fermento, ricco di presentimenti e di novità, è pervaso da una forte tensione e animato da un’eloquenza piena di entusiasmo e spesso lirica. Lo sviluppo di tale pensiero, originale e affascinante, va colto nel contesto dei due grandi eventi che stavano portando alla crisi della cultura europea nel passaggio tra Cinquecento e Seicento: la rivoluzione copernicana e la Riforma. B. accettò infatti entusiasticamente la teoria eliocentrica di Copernico e seguì con interesse le scoperte di Tycho Brahe sulle comete, e, d’altro canto, si interessò costantemente, fin dai tempi napoletani, al pensiero riformato. Dopo l’iniziale ribellione alla cultura aristotelico-scolastica, accusata di pedanteria, B. si era in un primo tempo avvicinato al materialismo atomistico di Democrito e degli epicurei, ma, forte dei suoi studi sul neoplatonismo e insoddisfatto di una visione troppo schematica della realtà naturale, finì per approdare a un naturalismo potentemente rafforzato dalla convinzione che ogni momento di tale realtà è ordinato e sorretto da una forza vivente. B., infatti, prescinde da una speculazione di tipo teologico e incentra la sua indagine sul mondo della natura, nel quale soltanto si può trovare la presenza del divino, che appunto con tale realtà si identifica. Nel dialogo La cena de le Ceneri, in cui si racconta di una disputa il cui protagonista è il Nolano (cioè scopertamente lo stesso B.), questi espone una nuova cosmologia che porta alle estreme conseguenze le scoperte scientifiche di Copernico, innestandole su una concezione dell’Universo di matrice ficiniana e cusaniana: il cielo è pervaso di materia e di vita, è uno spazio sconfinato che ospita la moltitudine degli astri. Il cosmo è infatti «infinito effetto dell’infinita causa, il vero e vivo vestigio de l’infinito vigore», cioè il mondo è infinito per effetto dell’infinita potenza di Dio, e negare l’infinità del primo significa negare l’infinità del secondo. La caduta della concezione geocentrica aristotelica sotto i colpi di Copernico e il conseguente rivolgimento dell’assetto cosmologico a favore della centralità del Sole portano B. a una comprensione fondamentale: se la Terra non è un corpo immobile al centro dell’Universo, ma si muove attorno al Sole determinando un’orbita al pari di altri, allora è un corpo celeste come tanti, e neppure può reggersi la concezione del cielo come luogo finito; l’Universo è dunque uno spazio infinito con un numero infinito di mondi e di astri. Viene a cadere la separazione tra mondo celeste e mondo sublunare, e quindi tra fisica celeste e fisica terrestre: gli stessi principi devono regolare l’Universo infinito, privo di centro e di circonferenza, e il divenire cosmico. Il movimento della vita, continuo e inesauribile, rimanda all’infinità degli spazi: «Ogni cosa partecipa de vita… e quando veggiamo alcuna cosa che se dice morire, non doviamo tanto credere quella morire, quanto che la si muta, e cessa quella accidentale composizione e concordia, rimanendo le cose che quella [la morte] incorreno sempre immortali».

La radicale unità del tutto: il monismo bruniano. L’Universo, infinito e animato, discende da un principio unico, eterno e immutabile. Così, riprendendo la dottrina neoplatonica, B. accentua già nel De umbris l’affermazione dell’unità del principio che tutto eternamente anima, nella molteplicità e mutevolezza delle cose singole; e viene delineando quella filosofia monistica, grazie alla quale (dice nella dedica del Candelaio) «l’animo mi s’aggrandisse e me si magnifica l’intelletto». La dottrina dell’infinità dell’Universo, che B. presenta nella Cena, nel De l’infinito e nel De immenso è da lui esaltata al massimo: nella sua ardimentosa visione si dissolvono le sfere cristalline, il centro e la periferia assoluti, i luoghi naturali dei vari elementi, l’opposizione fra cielo e Terra, il motore estrinseco. Come il nostro pensiero procede di spazio in spazio senza fine, così nella realtà si distende uno spazio infinito, in cui centro, circonferenza e ogni altra determinazione sono relativi; e un’infinita materia riempie tutto, mossa dalla stessa infinita causa intrinseca (anima universale), che forma e imprime un moto rotatorio a innumerevoli mondi. Questo cosmo, in cui tutto è vita e le parti si corrispondono l’una all’altra, è retto da un principio vitale, l’intelletto universale (prima e principale facoltà dell’anima del mondo), definito «motore de l’Universo», «artefice interno», «fabro del mondo», che agisce come forma seminale interna. In tale concezione del mondo retto da un’unica forza, che si moltiplica e si rifrange stabilendo connessioni e rimandi da una cosa all’altra, e quindi corrispondenze e consonanze segrete, trova fondamento la magia: il mago è colui che conosce i modi di operare della natura, e pertanto sa dominarne le forze.

Religione: l’universale presenza di Dio. Il rapporto tra Dio e il mondo non è quindi il rapporto tra un essere trascendente e un mondo finito, ma è un rapporto che esprime la tensione tra l’infinito assoluto, in cui si identificano atto e potenza e in cui gli opposti coincidono, e l’infinito che si espande e si manifesta nel tempo e nello spazio. B. arriva così a una chiara intuizione della infinità della natura e dei mondi di sapore panteistico: l’uno-Dio, infinito in un solo atto, si riverbera e moltiplica in infinite esistenze attraverso un processo di discesa necessario e immanente alla stessa natura divina. Sicché ovunque Dio è visibile e sensibile; onde religione è il riconoscere Dio ovunque, risalire dalle forme mutevoli alla divinità. Questa religione sottostà – e insieme sovrasta – le religioni storiche, che sono modi diversi di riconoscere Dio, ma anche creazioni ‘politiche’ atte a educare le masse incolte. Il compito della religione per B. è soprattutto morale; di qui la sua preferenza per il cattolicesimo, che riconosce il valore delle opere e il libero arbitrio. La rivelazione divina nelle Scritture non vuol essere insegnamento teorico «come se fusse filosofia», ma fondamento e indirizzo alla norma morale per tutti quelli (e sono i più) che hanno bisogno di un comando e di una sanzione per seguire e operare il bene. Ciò implica che la religione deve essere intesa come principio d’unione e d’amore, e che i saggi devono pragmaticamente aderire alla Chiesa del paese in cui vivono, consapevoli del danno di scismi e di discordie, senza peraltro che la loro libertà debba essere limitata dal giudizio dei teologi. È indispensabile dunque il libero esercizio e la libera espressione del pensiero; ed ecco il nemico più fiero: l’intolleranza e lo spirito di setta, di cui massima rappresentante è per B. la Riforma (Spaccio).

La logica. Al senso dell’unità del tutto si riallaccia anche la logica, fortemente legata alla tradizione lulliana. L’Universo va colto nella sua radicale unità, per questo occorre risalire dalle ombre alla luce, cioè dalle ombre delle idee alle idee. Le ombre sono espresse dai segni, i quali si rapportano tra loro secondo l’arte combinatoria che permette di costruire catene e legami tra i segni che rinviano alla struttura del cosmo e la rendono conoscibile. L’arte combinatoria, insieme all’arte della memoria, è contrapposta all’astrattezza della logica scolastica in quanto permette di conoscere e trova l’unità risalendo dalla molteplicità all’uno, ripercorrendo quindi a ritroso i gradi attraverso i quali dall’uno è disceso il molteplice.

L’etica. Alla metafisica bruniana si salda la sua morale che rompe il determinismo insito nella circolarità di uno e molteplice: il ritorno all’uno è iniziativa e conquista, rottura delle leggi del fato, «impeto razionale», «eroico furore», in cui l’atto conoscitivo è anche atto di libertà. L’etica inizia con la liberazione dai vizi e dai pregiudizi, secondo il programma di riforma esposto nello Spaccio, e celebra poi il trionfo dell’uomo in una prospettiva del tutto mondana, contro ogni etica ascetica e contro la dottrina della predestinazione dei riformati. Il percorso morale dell’uomo culmina nell’eroico furore, quando, libero dalle passioni, egli si converte tutto in Dio: «Doviene un Dio dal contatto intellettuale di quel nume oggetto; e d’altro non ha pensiero che delle cose divine». L’uomo raggiunge così la sua più vera libertà rientrando nell’armonia del tutto.

Il valore letterario delle opere. Anche nel campo letterario B. è tra coloro che preannunciano, nell’ultimo Cinquecento e nel primo Seicento, la letteratura moderna. Risolutamente, in nome della libertà del poeta e dell’uomo, B. si pone contro le regole letterarie dell’epoca ricavate dalla Poetica di Aristotele, e contro le imitazioni di modelli illustri, in partic. di Petrarca: violenta è la sua satira contro il pedante, cioè contro l’erudizione fine a sé stessa e la letteratura che si appaga di una funzione ornamentale. In un linguaggio rozzo, dialettale, sovente contorto e torrenziale, B. esprime tuttavia, spesso con rara potenza nella satira o nella esaltazione intellettuale, la sua ansia di dignità e di verità.” (tratto da Treccani.it)

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La Bibbia nel ‘500. Edizioni interpretazioni censure

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La Bibbia nel ‘500. Edizioni interpretazioni censure è il sito che si propone di rispecchiare la complessità della storia rinascimentale della Bibbia e della riflessione intorno ad essa.

“In età umanistico-rinascimentale la Bibbia riveste un ruolo di primo piano all’interno della riflessione teologica, filosofica, artistica; non si esaurisce però qui la sua importanza, essendo la questione dell’interpretazione del testo scritturale e le vicende editoriali dello stesso strettamente legate, in questo periodo, alla storia non soltanto religiosa ma anche politica e sociale, e a quella dello sviluppo del diritto e delle scienze.
Le esigenze di riforma della religione che nel testo biblico trova il proprio fondamento portano, da un lato, alla ridefinizione del testo stesso – ad esempio sulle basi stabilite dalla nuova filologia – e a nuovi orientamenti esegetici; dall’altro, provocano la produzione di una costellazione di testi che offrono interpretazioni anche più sfumate e complesse rispetto alle posizioni principali del dibattito fra cattolici e riformati”.

Il sito, la cui struttura articolata rispecchia la complessità della riflessione sulla Sacra Scrittura in epoca umanistica-rinascimentale, permette di consultare edizioni significative della Bibbia, riprodotte in formato immagine e, in alcuni casi, rese disponibili in formato testo ricercabile, ma anche testi di filologia, opere di riformatori italiani e le documentazioni inerenti a importanti processi per eresia, in modo da offrire uno spaccato che, pur non potendo essere esauriente, si propone comunque di ritrarre nei suoi tratti principali la vivacità di un processo di cambiamento del rapporto dell’uomo con il testo sacro della religione cristiana.
La sezione dedicata alla Bibbia ospita la riproduzione integrale in formato immagine di venti esemplari, corrispondenti ad altrettante edizioni, scelte fra le più significative, della Bibbia, due delle quali, la Bibbia Sisto-Clementina e la Diodatina, sono rese disponibili anche in formato testo; gli apparati iconografici di ogni Bibbia, unitamente ad altri elementi di natura tipografica e bibliologica, sono stati classificati e analizzati.
Si possono inoltre consultare altri testi, distinti in tre categorie, corrispondenti ad altrettanti percorsi tematici: opere di filologia umanistica sacra, testi di riformatori italiani e documentazione inerente a processi per eresia.
Nella sezione dedicata ai cataloghi si può consultare un catalogo delle edizioni della Bibbia – all’interno del quale si segnalano anche le edizioni di singoli libri appartenenti al corpus biblico o di gruppi di libri – e una serie di strumenti accessori per la ricostruzione della storia delle trasformazioni e della circolazione del testo biblico nei primi secoli dell’arte della stampa.
La sezione dedicata alla ricerca raccoglie diversi strumenti, corrispondenti ad altrettanti canali di interrogazione del materiale contenuto nel sito, mediante i quali si può reperire un versetto biblico, si può operare una ricerca per stringa di caratteri o lemmi all’interno dei testi, si può cercare tra gli elementi iconografici che corredano le edizioni della Bibbia, o si può interrogare il catalogo delle edizioni umanistico-rinascimentali della Bibbia al fine di un più veloce reperimento delle informazioni bibliografiche desiderate.

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Montesquieu.it, il portale ricco di risorse dedicato a Montesquieu

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Montesquieu.it è il portale dedicato al filosofo francese curato da Domenico Felice. Il sito è ricco di risorse interessanti. Sono presenti:

Biografia
Edizioni e Traduzioni delle opere di Montesquieu

Studi Critici

Bibliografia  (Montesquieu in Italia): alla prima sezione dedicata allo spoglio di articoli e saggi usciti da 1996 al 2005, si aggiungono le segnalazioni aggiornate

Dintorni, una sezione dedicata ad articoli e saggi su diversi argomenti filosofici

Rivista Montesquieu, il periodico annuale dell’Università di Bologna dedicato al pensatore francese.

 

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