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Design Philosophy Papers (DPP): una rivista online dedicata alla filosofia del design

design philosophy papers (dpp)

Design Philosophy Papers (DPP) è la rivista online, da quest’anno putroppo cessata, che si occupa di design da un punto di vista “filosofico”.

” It welcomes contributions from a variety of disciplines and a range of philosophical perspectives. It is particularly interested in issues such as sustainability, unsustainability, design ethics, design futures and intercultural design theory.

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eBook di filosofia: S. Sebenico, I mostri dell’Occidente medievale: fonti e diffusione di razze umane mostruose, ibridi ed animali fantastici

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Sara Sebenico, I mostri dell’Occidente medievale: fonti e diffusione di razze umane mostruose, ibridi ed animali fantastici

“Nell’Occidente medievale i mostri sono ovunque: nei bestiari, nella letteratura di viaggio, nelle enciclopedie, nei romanzi, ma anche nei sermoni recitati in Chiesa. I mostri sono diffusissimi nell’arte, in particolare nel periodo romanico e gotico nella scultura religiosa e nella miniatura. I mostri nel Medioevo comprendono le razze umane mostruose, come cinocefali e acefali, gli animali fantastici come grifone, basilisco, unicorno e gli ibridi, ma c’erano anche ibridi vegetali, come l’anatra vegetale o l’agnello vegetale. Il grande successo dei mostri durante il Medioevo non è dovuto a semplice ignoranza o a ingenuità, perché le radici dei mostri sono molto profonde e varie: i mostri medievali sono il frutto dell’eredità greco-romana e degli apporti del Medio e dell’Estremo Oriente, delle tradizioni orali, del Cristianesimo, ma anche di errori di copiatura e di errori di percezione.”

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eBook di filosofia: F. Scutari, La questione estetica nella filosofia di Theodor Wiesengrund Adorno

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Francesco Scutari, La questione estetica nella filosofia di Theodor Wiesengrund Adorno

Tesi di dottorato discussa nell’a.a. 2016/2017 presso l’Università “La Sapienza” di Roma

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eBook di filosofia: E. Crescimano, Implexe, fare, vedere. L’estetica nei Cahiers di Paul Valéry

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Emanuele Crescimano, Implexe, fare, vedere. L’estetica nei Cahiers di Paul Valéry

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eBook di filosofia: P. Cecere, La costruzione umana dello spazio

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Paolo Cecere, La costruzione umana dello spazio

Tesi di dottorato discussa presso l’Università Federico II di Napoli (a.a. 2013-2014)

“La ricerca mira ad approfondire il significato dello spazio architettonico, il senso che la sua edificazione riveste per l’uomo e per la costruzione del suo mondo e la sua importanza in relazione alla condizione umana. Lo studio mette in evidenza che lo spazio che l’uomo edifica svolge un ruolo decisivo nella conformazione del mondo materiale e nella formazione della cultura, del pensiero e della spiritualità e che, inoltre, solo nella sua forma architettonica lo spazio artificiale può garantire all’uomo una dimora degna d’essere abitata e tramandata, perché capace di accogliere in sé l’universo, la terra e gli elementi naturali, di prendersene cura e di renderli partecipi, assieme alla storia, di una realtà sempre singolare e densa di significati che vanno al di là di quelli puramente materiali e funzionali. Da questo punto di vista si chiarisce che l’aggettivo ‘umana’ presente nel titolo della tesi si lega al sostantivo ‘costruzione’ in un duplice senso: da un lato, segnalando che la città, la casa e ogni altro edificio sono frutto dell’opera costruttiva, dall’altro, che quest’ultima deve volgersi a edificare uno spazio entro il quale l’uomo possa pienamente realizzare la sua umanità e dal quale possa essere sollecitato a valorizzare se stesso, il suo mondo, il rapporto con i suoi simili e con la terra che da sempre lo accoglie. Questo spazio è quello a cui mette capo l’architettura quando ha modo di realizzarsi nella sua autentica natura di arte del costruire.”

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eBook di filosofia: D. Diderot, Rameau’s Nephew – Le Neveu de Rameau

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Denis Diderot,  Rameau’s Nephew – Le Neveu de Rameau. A Multi-Media Bilingual Edition

“In a famous Parisian chess café, a down-and-out, HIM, accosts a former acquaintance, ME, who has made good, more or less. They talk about chess, about genius, about good and evil, about music, they gossip about the society in which they move, one of extreme inequality, of corruption, of envy, and about the circle of hangers-on in which the down-and-out abides. The down-and-out from time to time is possessed with movements almost like spasms, in which he imitates, he gestures, he rants. And towards half past five, when the warning bell of the Opera sounds, they part, going their separate ways.

Probably completed in 1772-73, Denis Diderot’s Rameau’s Nephew fascinated Goethe, Hegel, Engels and Freud in turn, achieving a literary-philosophical status that no other work by Diderot shares. This interactive, multi-media and bilingual edition offers a brand new translation of Diderot’s famous dialogue, and it also gives the reader much more. Portraits and biographies of the numerous individuals mentioned in the text, from minor actresses to senior government officials, enable the reader to see the people Diderot describes, and provide a window onto the complex social and political context that forms the backdrop to the dialogue. Links to musical pieces specially selected by Pascal Duc and performed by students of the Conservatoire national supérieur de musique et de danse de Paris, illuminate the wider musical context of the work, enlarging it far beyond its now widely understood relation to opéra comique”

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eBook di filosofia: A. Muho, Immagine del pensiero e potenze del Differente nella filosofia di Gilles Deleuze

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Alment Muho, Immagine del pensiero e potenze del Differente nella filosofia di Gilles Deleuze

Tesi di dottorato di ricerca in Filosofia (estetica ed etica), 22 Ciclo, Università degli Studi di Bologna (2011)

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Im@go: una rivista online sull’immaginario sociale

Im@go

Im@go. A Journal of the Social Imaginary è la rivista online semestrale che pubblica articoli e saggi sull’immaginario sociale, tema considerato da una prospettiva interdisciplinare.

” The aim of the journal is to bring together scholars, practitioners and young researchers working in different field and disciplines with a view to developing an interdisciplinary and cross-cultural approach to the Social Imaginary. Im@go encourages critical debates on these and other relevant issues spanning not only the theoretical and methodological dimensions of the Social Imaginary but also their practical and socially relevant outcome.”

 

 

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eBook di filosofia: B. Blumson, Resemblance and Representation. An Essay in the Philosophy of Pictures

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Ben Blumson,  Resemblance and Representation. An Essay in the Philosophy of Pictures

“It’s a platitude – which only a philosopher would dream of denying – that whereas words are connected to what they represent merely by arbitrary conventions, pictures are connected to what they represent by resemblance. The most important difference between my portrait and my name, for example, is that whereas my portrait and I are connected by my portrait’s resemblance to me, my name and I are connected merely by an arbitrary convention. The first aim of this book is to defend this platitude from the apparently compelling objections raised against it, by analysing depiction in a way which reveals how it is mediated by resemblance.

It’s natural to contrast the platitude that depiction is mediated by resemblance, which emphasises the differences between depictive and descriptive representation, with an extremely close analogy between depiction and description, which emphasises the similarities between depictive and descriptive representation. Whereas the platitude emphasises that the connection between my portrait and me is natural in a way the connection between my name and me is not, the analogy emphasises the contingency of the connection between my portrait and me. Nevertheless, the second aim of this book is to defend an extremely close analogy between depiction and description.

The strategy of the book is to argue that the apparently compelling objections raised against the platitude that depiction is mediated by resemblance are manifestations of more general problems, which are familiar from the philosophy of language. These problems, it argues, can be resolved by answers analogous to their counterparts in the philosophy of language, without rejecting the platitude. So the combination of the platitude that depiction is mediated by resemblance with a close analogy between depiction and description turns out to be a compelling theory of depiction, which combines the virtues of common sense with the insights of its detractors.”

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eBook di filosofia: E. Burke, Ricerca sull’origine delle idee del sublime e del bello

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Edmond Burke, Ricerca sull’origine delle idee del sublime e del bello

“Quali sono le cause del bello e del sublime? Che cos’è che suscita in noi questa impressione? E cosa li differenzia? Le passioni, le sensazioni e le impressioni ci influenzano e ci fanno percepire il mondo in determinati modi; il tutto coinvolgendo i nostri sensi. Vista, tatto, olfatto, gusto e udito vengono stimolati in maniera diversa dagli oggetti e dall’ambiente.

Se analizziamo la sensazione di vastità essa cambia al mutare dello stesso oggetto; una parete molto lunga e uniforme ci stimola in maniera diversa da una di egual misura ma riccamente decorata. Un ambiente luminoso ci induce una sensazione piacevole poichè possiamo apprezzare gli oggetti che ci circondano; al contrario, il buio totale, può stimolare uno stato di tensione nervosa fino a indurci una sensazione di ansia o paura. Tensioni che si riscontrano, ad esempio, nelle lamentele di un amante abbandonato, dove noteremo che insisterà maggiormente sui piaceri a cui anelava piuttosto che a quelli passati insieme.

Come racconta Proust in Alla ricerca del tempo perduto, quando narra dei momenti sublimi che passava mentre si immaginava gli incontri con Albertine, Madame Swann o la Signora di Stermaria. Perciò, si potrebbe dire che: la sensazione del bello è materiale e desta nell’animo un’impressione gradevole; invece il sublime è un concetto più legato alla metafisica, è la soglia più alta, è un’emozione, una condizione, che può condurci, come nel caso della paura – in particolar modo della morte –, all’azione e alla distruzione.

Burke fu tra i primi a segnare il passaggio dall’Illuminismo al Romanticismo. La Ricerca sull’origine delle idee del sublime e del bello, che fu ispirata, probabilmente, dal Paradiso perduto di Milton, sarebbe passata in sordina se non avesse attirato l’attenzione di grandi pensatori come I. Kant, il quale sviluppando anch’esso il tema del bello e del sublime dichiarò che Burke fu il primo ad osservare tali sensazioni ed a porre i primi solchi su cui lui sviluppò i suoi approfondimenti in tale materia.”(Raffaele Fantazzini)

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