Archivi tag: filosofia morale

eBook di filosofia: D. Brugnaro, Judging. Origini e articolazioni dell’indagine sul giudizio di Hannah Arendt

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Davide Brugnaro, Judging. Origini e articolazioni dell’indagine sul giudizio di Hannah Arendt

Tesi di dottorato discussa presso l’Università degli Studi di Padova (2018)

“La ricerca riguarda la questione del giudizio in Hannah Arendt, la parte incompiuta e uno degli aspetti più controversi della sua opera. L’intento è quindi duplice, ricostruttivo e interpretativo. Il lavoro si compone di tre sezioni. La prima si rivolge soprattutto agli anni Cinquanta della produzione arendtiana. In quel periodo, infatti, Arendt appronta la cornice concettuale del suo successivo itinerario intellettuale, al punto che la riflessione sul giudizio può essere considerata come l’ultima espressione del tentativo di pensare la relazione fra l’uomo posto al singolare e l’uomo posto al plurale. All’interpretazione fortemente critica di Platone, Arendt contrappone la positività della figura di Socrate, al fine delineare un diverso modo di concepire e praticare la filosofia rispetto a quello divenuto egemone nella tradizione della filosofia occidentale e, di conseguenza, una possibile conciliazione fra modo di vita filosofico e politico. Il secondo capitolo si propone di mostrare la legittimità della distinzione fra giudizio politico, storico e morale, al fine di comprendere la complessità di significati e funzioni che Arendt andava attribuendo alla facoltà del giudizio. Il capitolo prende in esame la dimensione prettamente politica del giudicare. La chiave utilizzata per approcciare la multiforme facoltà giudicativa è quella della figura dello spettatore, la quale rappresenta l’uomo colto nell’esercizio della sua facoltà di giudicare. Se si danno diverse modalità di giudizio, a seconda degli ambiti dell’umana esperienza coinvolti, vi saranno anche diverse tipologie di spettatorialità. Questa parte del lavoro si confronta con l’interpretazione politica che Arendt offre della terza Critica kantiana. Uno degli intenti perseguiti è quello di mostrare l’insostenibilità della lettura che ha visto in Arendt la presenza di due diverse teorie del giudizio (una che lo considera facoltà relativa alla vita politica e un’altra come componente della vita mentale). Pur riconoscendo differenze e oscillazioni, si è cercato di evidenziare la fondamentale e simbiotica relazione esistente fra l’attore e lo spettatore, nonché una certa unità di fondo nel percorso arendtiano, che non si è mai tradotto in una depoliticizzazione della facoltà di giudicare. L’ultima parte del lavoro prende in considerazione l’aspetto morale del pensiero arendtiano, cercando di evidenziare che cosa significhi giudicare moralmente. Si sono esaminate le questioni relative al male, alla dualità insita nel pensiero e ai suoi effetti etico-politici, all’insegnamento morale socratico e allo spettatore interiore, nonché ai complessi e problematici rapporti che Arendt tratteggia fra il dominio dell’etica e quello della politica. Considerato l’accento che Arendt pone, nella sua interpretazione del giudizio morale, sul giudicare a partire da sé, ossia sull’autonomia in esso implicata, ci si chiede, in sede di conclusione, in che termini sia legittimo parlare di un momento singolare, oltre che plurale, nell’attività giudicativa, avanzando infine la proposta di riconsiderare, nella questione del giudizio, accanto alla categoria della pluralità, anche la dimensione della singolarità.”

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eBook di filosofia: F. Trentani, La realizzazione dei fini della ragione pratica. L’ultima fase delle riflessioni di Kant sulla morale

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Federica Trentani, La realizzazione dei fini della ragione pratica. L’ultima fase delle riflessioni di Kant sulla morale

Tesi di dottorato discussa presso l’Università di Padova (2012)

“Il mio lavoro concerne la Metafisica dei costumi e la filosofia pratica kantiana degli anni ’90; la mia interpretazione sottolinea che i temi-chiave dell’ultima fase del pensiero morale di Kant riguardano la realizzazione della morale nella sfera mondana e gli aspetti concreti dell’esperienza morale. Il primo capitolo analizza gli elementi teleologici dell’etica nella Tugendlehre con l’obiettivo di riconnettere quest’opera alle Grundlegungsschriften; a questo riguardo intendo sostenere che in relazione al problema della Bestimmung des Menschen la prospettiva kantiana può essere intesa come una teoria dello sviluppo umano. Il secondo capitolo mostra che la filosofia pratica di Kant può costituire un importante punto di riferimento per il dibattito contemporaneo sul tema dello sviluppo umano; per giustificare questa linea interpretativa, intendo esaminare la prospettiva di Amartya Sen, la quale costituisce l’esempio più rilevante della riflessione contemporanea su questa tematica. Il terzo capitolo, dedicato al ruolo della praktische Urteilskraft nella mediazione tra la ragione pura pratica e la prassi concreta della virtù, cerca di mettere a fuoco la relazione che intercorre tra il Giudizio pratico, la formulazione delle massime, l’immaginazione e la reflektierende Urteilskraft. Il quarto capitolo analizza le riflessioni kantiane sull’educazione sottolineando che Kant considera anche gli aspetti contestuali che influiscono sulla realizzazione della sfera dell’umano; sulla base della centralità  dei risvolti intersoggettivi della formazione individuale è possibile evidenziare che secondo Kant lo sviluppo di ciascun essere umano è sempre connesso al contesto complessivo della comunità  in cui vive.”

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eBook di filosofia: J. G. Kormelink, Responsible Innovation. Ethics, Safety and Technology

Textbook

Joost Groot Kormelink, Responsible Innovation. Ethics, Safety and Technology

“This textbook is based on the MOOC Responsible Innovation offered by the TU Delft. It provides a framework to reflect on the ethics and risks of new technologies. How can we make sure that innovations do justice to social and ethical values? How can we minimize (unknown)risks?
The book explains:

  • The concept and importance of responsible innovation for society
  • Key ethical concepts and considerations to analyse the risks of new technologies
  • Different types of innovation (e.g. radical, niche, incremental, frugal)
  • Roadmap for Responsible Innovation by Industry
  • The concept of Value Sensitive Design (VSD)

It includes a link to all the web lectures as well as case studies ranging from care robots and nuclear energy to Artificial Intelligence and self-driving vehicles.”

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eBook di filosofia: Animals & Ethics 101. Thinking Critically About Animal Rights

Animals Ethics

Nathan Nobis,  Animals & Ethics 101. Thinking Critically About Animal Rights

“This book provides an overview of the current debates about the nature and extent of our moral obligations to animals. Which, if any, uses of animals are morally wrong, which are morally permissible (i.e., not wrong) and why? What, if any, moral obligations do we, individually and as a society (and a global community), have towards animals and why? How should animals be treated? Why?

We will explore the most influential and most developed answers to these questions – given by philosophers, scientists, and animal advocates and their critics – to try to determine which positions are supported by the best moral reasons.”

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eBook di filosofia: G. Varouxakis e M. Philp (a cura di), Happiness and Utility

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Georgios Varouxakis e Mark Philp (a cura di),  Happiness and Utility. Essays Presented to Frederick Rosen

“Happiness and Utility brings together experts on utilitarianism to explore the concept of happiness within the utilitarian tradition, situating it in earlier eighteenth-century thinkers and working through some of its developments at the end of the nineteenth and beginning of the twentieth centuries. Drawing on a range of philosophical and historical approaches to the study of the central idea of utilitarianism, the chapters provide a rich set of insights into a founding component of ethics and modern political and economic thought, as well as political and economic practice. In doing so, the chapters examine the multiple dimensions of utilitarianism and the contested interpretations of this standard for judgement in morality and public policy. The chapters are written in celebration of the career of Professor Frederick Rosen. They follow his work by concentrating on Bentham and the two Mills, and by the subtleties and sophistication of their understanding of one of the most alluring but elusive ideas of modern times. The volume will be of interest not only to admirers of Rosen but to academics and postgraduate students in disciplines such as Philosophy, Political Theory, History of Political Thought, Legal Theory and Legal History.

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eBook di filosofia: M. Ricchiari, Spinoza e Cristo: la liberazione come salvezza

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Massimo Ricchiari, Spinoza e Cristo: la liberazione come salvezza

Tesi di dottorato discussa presso l’Università degli Studi “Federico II” di Napoli (2017)

“Il lavoro di tesi analizza il problema cristologico nella filosofia di Spinoza alla luce delle riletture contemporanee sul tema, attraversando questioni di argomento etico, pedagogico e religioso. Viene condotto dall’autore un meticoloso lavoro di analisi relativo alle occorrenze testuali delle espressioni riferite a Cristo e ai Cristiani nell’intera produzione spinoziana. Sebbene il tema cristologico non sia affrontato quasi mai in modo esplicito dal filosofo olandese, il lavoro di tesi mostra quanto diffusi siano tali riferimenti e come possa essere interessante rileggere Spinoza proprio a partire dalla sua profonda ammirazione nei confronti della figura più affascinante della storia dell’Occidente.”

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eBook di filosofia: F. Brezzi, Il bene, l’individuo, la virtù : la filosofia morale di Iris Murdoch

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Francesca Brezzi, Il bene, l’individuo, la virtù : la filosofia morale di Iris Murdoch

Tesi di dottorato discussa presso l’Università di RomaTre (2011)

“L’itinerario che ho tracciato nella mia tesi di filosofia morale è quello della riscoperta della virtù nella Oxford degli anni Trenta, dove ho colto la proposta filosofico morale di Iris Murdoch, imperniata su tre nodi teoretici essenziali: il Bene, l’individuo e la virtù.

Nella prima parte della tesi ho considerato come Iris Murdoch fa parte di un cenacolo di donne filosofe come Elizabeth Anscombe, Philippa Foot, Rosalind Hursthouse, Mary Midgley e Mary Warnock, unite dal desiderio di riscoprire la vita interiore e la virtù. Riscoprendo l’etica della virtù di Aristotele e Platone, la sola capace di sviluppare una stretta unione tra filosofia ed etica, queste filosofe partecipano ad una fase di gestazione della rinascita della filosofia pratica. In via preliminare da un lato ho analizzato la nozione di virtù, soffermandomi su: Elizabeth Anscombe e sul suo scritto Moral Modern Philosophy, 1958; Philippa Foot con il saggio Virtù e vizi, 1978; Rosalind Hursthouse con On virtue ethics, 1998. Dall’altro ho approfondito il concetto di vizio nel pensiero di Mary Midgley in Wickedness, 1984, e l’analisi dell’immaginazione compiuta da Mary Warnock in Imagination, 1976.

Nella seconda e nella terza parte della tesi ho analizzato il pensiero morale di Iris Murdoch la quale a differenza delle sue colleghe dialoga con Platone. Ho delineato tre periodi che scandiscono lo sviluppo cronologico e contenutistico delle sue riflessioni: 1) l’incontro/scontro con Sartre nei saggi 1950-1957, 2) un periodo polemico nei confronti della filosofia inglese, il positivismo logico, in cui la filosofa giustifica l’esistenza della vita interiore, nei saggi 1951-1956, 3) un grande periodo neoplatonico negli scritti dal 1962 al 1992  La sovranità del Bene, 1970, Un dialogo sugli dei e la religione, in Acasto, 1986, e Metaphysics as a guide to morals, 1992. Nella seconda parte della tesi, ho approfondito i primi due periodi che scandiscono lo sviluppo del pensiero murdochiano. Il primo periodo è caratterizzato dall’incontro/scontro con Sartre: anche se la Murdoch condivide il suo interesse per la coscienza, tuttavia lo critica per aver fornito una raffigurazione solipsistica dell’individuo, che non ha alcuna relazione con la realtà trascendente. Nei saggi di carattere polemico, nel secondo periodo, la filosofa dimostra l’esistenza della vita interiore criticando la posizione assunta da positivismo logico e non-cognitivismo poiché hanno rigettato la metafisica ed hanno ridotto l’etica ad un’analisi neutrale di azioni osservabili.

Nella terza parte della tesi ho approfondito il terzo periodo, quello neoplatonico, negli scritti dal 1962 al 1992 dove la filosofa, criticando la tesi della filosofia della linguaggio secondo cui dentro «è tutto buio e silenzio», sottolinea come la colpa di questi filosofi è stata quella di delegare alla scienza la conoscenza della natura dell’uomo: in realtà i concetti morali che riguardano l’individuo non si muovono all’interno di un mondo concreto di fatti analizzabili attraverso la scienza, ma abitano in mondo differente, oggetto esclusivo della morale. Dato che esiste una stretta correlazione tra conoscenza e bontà, la filosofa delinea un processo di apprendimento e progresso dove la conoscenza dell’altro e della realtà sono il frutto di continui atti di attenzione  termine che la filosofa riprende da Simone Weil che vanno «coltivati» con sforzo e pazienza. Iris Murdoch delinea inoltre il pellegrinaggio morale come suggestiva rilettura del mito della caverna che implica il progresso morale. Attraverso l’esercizio sia della virtù nella vita quotidiana che dell’unselfing («uscire da noi stessi»), l’agente morale riesce a cogliere il bene ad un grado inferiore: così in seguito può ascendere al Bene, e discendere nel mondo vedendo i concetti attraverso i quali è asceso nella loro vera essenza e cogliendo l’unità delle virtù. L’amore è il sentimento che spinge l’agente a muoversi istintivamente verso il Bene: è la tensione fra l’anima imperfetta e la perfezione magnetica. Ho poi analizzato tre importanti nodi teoretici presenti nell’ultima opera della filosofa, Metaphysics as a guide to morals, 1992: la prova ontologica, la relazione tra moralità e religione e la teoria dell’obbligazione imperniata sui concetti di dovere, volontà e assioma. In primo luogo, Iris Murdoch utilizza la prova ontologica di Anselmo per dimostrare l’esistenza del Bene: attraverso l’argomento logico dimostra l’esistenza necessaria dell’idea del Bene correlata della coscienza pensante. In secondo luogo, Murdoch considera che il Bene è il «ponte» che unisce la morale e la religione. La religione, nel pensiero murdochiano, è un lavoro perpetuo composto da continui atti di attenzione nei confronti delle cose e degli altri. Terzo, anche se nel suo pensiero morale l’idea del bene «rimane il magnete», esso mostra un’ulteriore articolazione dato che prevede anche una teoria dell’obbligazione, composta da volontà, dovere e assioma.

Infine ho considerato alcune interpretazioni del pensiero morale di Iris Murdoch: Martha Nussbaum delinea la concezione murdochiana dell’amore; Maria Antonaccio mette in evidenza come la tensione presente nei suoi romanzi tra il santo e l’artista, in realtà è presente, anche se in modo diverso, nel suo pensiero morale.

La ricezione critica di Murdoch in area italiana è composta da alcuni saggi composti da importanti filosofi: Luisa Muraro, che ha colto la relazione esistente tra scritti filosofici e letterari; Piergiorgio Donatelli ha poi considerato come Iris Murdoch concepisca “l’etica come lavoro concettuale”; infine Carla Bagnoli considera l’importanza che la “mente morale” ha nel pensiero murdochiano. In un’epoca caratterizzata dalla crisi delle ideologie, anche l’universo dei valori appare in continua trasformazione in cerca di fondamenti altri. In tale contesto ho trovato nella proposta morale di Iris Murdoch, coerenza di pensiero e ricchezza nel provvedere degli schemi concettuali e delle figure esplicative in relazione con il Bene.”

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eBook di filosofia: A. Bragantini Valeria Moro (a cura di), polis, eros, parrhesia. Tragedia greca, questioni contemporanee: letture etico-politiche

polis eros
“La tragedia greca rappresenta una drammaturgia di condotte, dilemmi morali, problemi politici che segnano l’esistenza individuale e la convivenza sociale. Il combinarsi di storie, che investono la parola e i corpi dei personaggi, con la riflessione sulla vita umana, offre concetti e indica piste di pensiero.
Questo spiega l’intensa rilettura di Eschilo, Sofocle e Euripide da parte di pensatrici e pensatori nel secondo Novecento e nei primi anni Duemila, anche al di là di un interesse prettamente storico-letterario e storico-filosofico. Che siano recuperate le sue figure, le vicende in essa agite, il carattere stesso di performance pubblica che la connota, la tragedia greca ha fornito molteplici strumenti per una riflessione di carattere etico-politico su diverse questioni urgenti del presente.
Questa raccolta (che trae origine dall’esperienza della giornata di studi tenutasi il 9 novembre 2016 presso il Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata dell’Università degli Studi di Padova) propone alcune delle diverse vie per le quali oggi la ricerca si lascia volentieri stimolare dagli interrogativi della tragedia.
Ne risulta una lettura critica, ma anche appassionata: consapevole della distanza dal testo e dal suo autore, ma anche della possibilità, che la tragedia greca reca con sé, di mettere il presente in discussione.”

 

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eBook di filosofia: G. Gaimari C. Keen (a cura di), Ethics, Politics and Justice in Dante

Ethics in Dante

Giulia Gaimari and Catherine Keen (a cura di), Ethics, Politics and Justice in Dante

“Ethics, Politics and Justice in Dante presents new research by international scholars on the themes of ethics, politics and justice in the works of Dante Alighieri, including chapters on Dante’s modern ‘afterlife’.

Together the chapters explore how Dante’s writings engage with the contemporary culture of medieval Florence and Italy, and how and why his political and moral thought still speaks compellingly to modern readers. The collection’s contributors range across different disciplines and scholarly traditions – history, philology, classical reception, philosophy, theology – to scrutinise Dante’s Divine Comedy and his other works in Italian and Latin, offering a multi-faceted approach to the evolution of Dante’s political, ethical and legal thought throughout his writing career.

Certain chapters focus on his early philosophical Convivio and on the accomplished Latin Eclogues of his final years, while others tackle knotty themes relating to judgement, justice, rhetoric and literary ethics in his Divine Comedy, from hell to paradise. The closing chapters discuss different modalities of the public reception and use of Dante’s work in both Italy and Britain, bringing the volume’s emphasis on morality, political philosophy, and social justice into the modern age of the nineteenth, twentieth, and twenty-first centuries.”

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Death: un corso online di filosofia morale

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Death è il titolo del corso online del prof. Shelly Kagan, docente di Filosofia presso la Yale University.

Il corso online si articola in  26 sessioni video e comprende anche una bibliografia di riferimento. I video sono registrazioni di lezioni tenute dal prof. Kagan nella primavera del 2007.

“There is one thing I can be sure of: I am going to die. But what am I to make of that fact? This course will examine a number of issues that arise once we begin to reflect on our mortality. The possibility that death may not actually be the end is considered. Are we, in some sense, immortal? Would immortality be desirable? Also a clearer notion of what it is to die is examined. What does it mean to say that a person has died? What kind of fact is that? And, finally, different attitudes to death are evaluated. Is death an evil? How? Why? Is suicide morally permissible? Is it rational? How should the knowledge that I am going to die affect the way I live my life?”

 

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