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eBook di filosofia: M. Reale, Le ragioni della politica. J. J. Rousseau dal “Discorso sull’ineguaglianza” al “Contratto”

mario reale

Mario Reale, Le ragioni della politica. J. J. Rousseau dal “Discorso sull’ineguaglianza” al “Contratto”

“Il saggio riprende la difficile discussione su tema, ineliminabile per la comprensione dell’intero Rousseau politico, che è il suo giusnaturalismo; l’analisi è accompagnata da una disamina critico-filologica della celebre e singolare posizione di Ulpiano, e quindi, tra molti altri testi, degli autori più o meno vicini all’analisi di Rousseau: Montaigne, Pascal, Spinoza, Montesquieu, Diderot. La conclusione accerta insieme l’ardua problematicità e l’originalità della riflessione roussoiana sulla legge di natura. “

Grazie ai progetti di Alternanza Scuola Lavoro e “Esercitare il pensiero”, a cura di Antonio Coratti, è possibile fruire dell’opera digitalizzata Le ragioni della politica di Mario Reale nel portale “Filosofia in movimento“.

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Phenomenology and Mind: una rivista online di filosofia

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Phenomenology and Mind è la rivista online internazionale e interdisciplinare che si propone di animare confronti e dibattiti su diversi approcci metodologici in filosofia. Il periodico nato nel 2011 come  rivista online di PERSONA dell’Unviersità San Raffaele, si rinnova nel 2014 con l’apporto di altri centri di ricerca dello stesso Ateneo: CRESA (Research Centre in Experimental and Applied Epistemology), CeSEP (Center for Studies in Ethics and Politics), CRISI (Interdisciplinary Research Centre in the History of Ideas) e l’Interfaculty Centre for gender studies.

promotes discussion and interchange among various methodological approaches, thereby overcoming barriers no longer justified in the present age of international, interdisciplinary research communities. Without renouncing its standards of analytical rigour and disciplined experience, in close cooperation with experimental research and historical scholarship, our journal will periodically host monographic issues edited by the various Research Centres”

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eBook di filosofia: M. Geuna, Francisco de Vitoria e la questione della guerra giusta

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Marco Geuna, Francisco de Vitoria e la questione della guerra giusta

“Domenicano, è considerato il restauratore della teologia tomistica spagnola e uno dei fondatori del diritto internazionale. […] Quale primo teorico del diritto internazionale espresse la profondità della sua dottrina nei corsi del 153839 all’università di Salamanca: in quello dal titolo De Indis ricerca i titoli giuridici (diritto naturale delle nazioni a comunicare fra loro, diritto della religione di Cristo a estendersi in tutto il mondo, ecc.) che giustificano la conquista delle terre d’America contro gli “Indî”, considerati da lui legittimi possessori di esse; nel secondo corso, dal titolo De iure belli, afferma esser lecito ai cristiani muovere guerra, sostiene il diritto di respingere la forza con la forza, definisce giusta la guerra dichiarata “por la República” o da chi la rappresenta, e unica causa di guerra giusta è per lui quella di aver ricevuto un’offesa; infine tratta ampiamente delle azioni che è lecito compiere contro il nemico in caso di guerra giusta.”

tratto da Enciclopedia online, Treccani.it

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eBook di filosofia: A. Senaldi e X. Chiaramonte (a cura di), Violenza politica. Una ridefinizione del concetto oltre la depoliticizzazione

Violenza politica

Alessandro Senaldi e Xenia Chiaramonte (a cura di), Violenza politica. Una ridefinizione del concetto oltre la depoliticizzazione

“La violenza è l’impensato della politica e al medesimo tempo ciò che ne scuote l’ordine presunto. Numerosi pensatori hanno proposto delle teorie per dare un ruolo alla violenza nelle faccende della politica. Eppure a noi giunge chiara una duplicità: la violenza o è minimizzata per proporre un’immagine edulcorata e bonaria di coloro che la adoperano, oppure viene presa per sinonimo di criminalità. Abbiamo provato, con queste ricerche empiriche e teoriche, a smontare i meccanismi che la filosofia e le scienze sociali ci hanno consegnato, per ripensare il nesso fra politica e violenza nelle società contemporanee.”

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eBook di filosofia: G. Simmel, Il conflitto della civiltà moderna

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George Simmel, Il conflitto della civiltà moderna. Traduzione e prefazione di Giuseppe Rensi (1871-1941), Torino, F.lli Bocca, 1925

“La presenza di conflitto è una condizione normale, anche se problematica, della vita sociale. Secondo G. Simmel, il conflitto è una forma fondamentale di interazione sociale, che coinvolge necessariamente almeno due parti. Il conflitto ha origine nella stessa relazione originaria Ego-Alter. Di fronte a un altro essere umano ci troviamo infatti dinanzi al seguente dilemma: l’altro è risorsa o problema? Amico o nemico? Il conflitto non proviene da esperienze esterne alla dinamica in cui si muove la vita sociale, ma si origina dal suo stesso interno.

Il conflitto nasce nel momento in cui una parte tende a considerare le intenzioni o le azioni della parte opposta come un impedimento o una minaccia al conseguimento dei propri obiettivi. Si può dire che il conflitto ha per scopo la soluzione di tensioni divergenti nei vari ambiti della vita sociale. Tali tensioni possono avere una pluralità di cause, sono assai frequenti e si riproducono continuamente. È la loro assenza, e non la loro presenza, che va considerata come una condizione straordinaria: la pluralità degli attori, la contrapposizione degli interessi, i diversi orientamenti culturali e valoriali, i differenziali di potere e di status, l’esistenza di confini di gruppo, sono tutti fattori che possono generare dei conflitti. Su queste basi si originano poi delle lotte – condotte in modi e con strumenti molto diversi – dirette ad acquisire prestigio, potere e risorse, e a neutralizzare, ferire o eliminare il rivale. Da questo punto di vista il c. s. può essere interpretato come un effetto emergente delle relazioni e delle condizioni strutturali nelle quali si svolge la vita sociale. Una volta riconosciuto che il conflitto, così come il potere o la disuguaglianza, è un elemento costitutivo della vita sociale, la questione si sposta sulle sue forme e sulla sua intensità.”

tratto da Conflitto sociale, di Mauro Magatti – Enciclopedia Italiana – VII Appendice (2006) http://www.treccani.it/enciclopedia/conflitto-sociale_%28Enciclopedia-Italiana%29/

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eBook di filosofia: Aristotele, Politica

Aristotele

Aristotele, Politica. Traduzione note e proemio di Vincenzo Costanzi (1863-1929) Bari, Laterza, 1925

” Opera di Aristotele, in 8 libri, in cui si esaminano i fondamenti e la necessità dello Stato e delle varie forme di costituzione (libri I-III), se ne studiano le trasformazioni storiche e si prospetta un ideale politico di democrazia moderata (libri IV-VI), si delinea quindi la costituzione dell’ottimo Stato (libri VII-VIII). La critica moderna spesso inverte l’ordine dei due ultimi gruppi di libri (libri I-III; VII-VIII; IV-VI) in base a criteri di svolgimento logico, da posizioni idealistiche e posizioni realistiche. Nel V libro si ricorda la morte di Filippo II di Macedonia (336 a.C.); ma i vari libri si dispongono variamente intorno a quella data. Scopo dell’analisi politica di Aristotele non è individuare il modello di uno Stato ideale, come fa Platone, bensì studiare in concreto come gli uomini si costituiscano in uno Stato politico e suggerire come organizzarlo in modo da promuovere il bene comune. L’uomo è per natura un «animale politico»; lo Stato non è quindi il prodotto di un contratto o di una convenzione tra gli individui, ma il fine cui tende naturalmente l’uomo associandosi in comunità. La prima forma di comunità è la famiglia, che nasce dai bisogni immediati dell’essere umano; la seconda forma è il villaggio che sorge dall’unione di più famiglie; infine da più villaggi nasce la πόλις o «città-Stato», organizzazione complessa che può bastare a sé stessa. Lo Stato, quindi, in quanto forma più perfetta, è il fine cui tendono le associazioni naturali inferiori. Per Aristotele non c’è una forma di costituzione perfetta dello Stato. Sono buone, o rette, tutte le forme di costituzione nelle quali il governo esercita il proprio potere in vista dell’utilità comune. Aristotele ne distingue tre: la monarchia (governo di uno solo), l’aristocrazia (governo dei migliori, o dei privilegiati), la politìa (gr. πολιτεία, cioè la «costituzione» per eccellenza). A queste, si contrappongono le tre forme di costituzione corrotte, o degenerate, nelle quali il potere è esercitato a vantaggio non di tutti bensì dei governanti, e cioè: la tirannide (degenerazione della monarchia), l’oligarchia (dell’aristocrazia) e la democrazia (della politìa). Delle tre forme rette, è preferibile la politìa in quanto concede uguale libertà ai cittadini e tutti possono partecipare al governo. Tutti i cittadini, ma non tutti gli individui: alcuni uomini «per natura» sono incapaci di realizzare la vera natura dell’uomo, la vita intellettuale, e sono schiavi, utili allo Stato ma solo come strumenti.”

tratto da Treccani.it, Dizionario di Filosofia

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eBook di filosofia: D. Mazzola, The Migrant Crisis and Philosophy of Migration: Reality, Realism, Ethics

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Dario Mazzola, The Migrant Crisis and Philosophy of Migration: Reality, Realism, Ethics

Tesi di dottorato discussa presso l’Università degli Studi di Milano (2017), tutor prof. Marco Geuna

 

 

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eBook di filosofia: Nicholas Allott, Chris Knight, and Neil Smith (a cura di), The Responsibility of Intellectuals. Reflections by Noam Chomsky and Others after 50 years

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Nicholas Allott, Chris Knight, and Neil Smith (a cura di), The Responsibility of Intellectuals. Reflections by Noam Chomsky and Others after 50 years

“With the publication of ‘The Responsibility of Intellectuals’ half a century ago, Noam Chomsky burst onto the US political scene as a leading critic of the war in Vietnam. Privilege, he argues, brings with it the responsibility to tell the truth and expose lies, but our intellectual culture only pays lip-service to this ideal. The essay has been described as ‘the single most influential piece of anti-war literature’ of the Vietnam War period.

Since then, Chomsky has continued to equip a growing international audience with the facts and arguments needed to understand – and change – our world. According to The New York Times, Chomsky ‘may be the most widely read American voice on foreign policy on the planet today’.

This book revisits ‘The Responsibility of Intellectuals’ half a century on. It includes six new essays written to celebrate Chomsky’s famous intervention and explore its relevance in today’s world. Nicholas Allott, Chris Knight, Milan Rai and Neil Smith have studied and written about Chomsky’s thought for many years, while Craig Murray and Jackie Walker describe the personal price they have paid for speaking out. The book finishes with Chomsky’s recollections of the background to the original publication of his essay, followed by extensive commentary from him on its 50th anniversary.”

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eBook di filosofia: R. Sarti, Servo e padrone, o della (in)dipendenza. Un percorso da Aristotele ai nostri giorni

Schiavi

Raffaella Sarti,  Servo e padrone, o della (in)dipendenza. Un percorso da Aristotele ai nostri giorni I. Teorie e dibattiti

In: Quaderni di Scienza & Politica (2). A cura di: Schiera, Pierangelo

“Muovendosi tra filosofia politica, storia politica, storia culturale, storia di genere, storia sociale, demografia storica e sociologia, questo libro, composto di due volumi, anzitutto ripercorre sul lungo periodo, a partire da Aristotele e con un focus sull’età moderna, i modi di concepire il rapporto servo-padrone, cercando di valutarne l’influenza sulla costruzione della categoria di cittadinanza (vol. I, cap. I). L’attenzione si sposta poi sulla Prima Rivoluzione inglese e la Rivoluzione francese, due momenti fondamentali nell’elaborazione delle moderne categorie di cittadinanza, ricostruendo il tortuoso percorso che trasformò i domestici da esclusi in cittadini (vol. I, cap. II): un percorso mai del tutto concluso, come mostra l’analisi della persistente influenza delle asimmetrie costruite dentro la sfera domestica. Balza qui in primo piano il ruolo del genere nella costruzione della dipendenza, così come quello della “razza”, dell’etnicità, della condizione migrante (vol. I, cap. III). Il primo volume dell’opera mostra il rapporto servo-padrone dal punto di vista della vischiosità dei modi di concepire la dipendenza nell’ambito della sfera domestica in un’ottica di lungo periodo, pur documentando, al contempo, le profonde trasformazioni dei soggetti coinvolti in tale rapporto. Questa è solo una parte della storia: accontentarsi di questa prospettiva implicherebbe una lettura parziale e fuorviante (vol. I, Conclusione). Il secondo volume presenterà le categorie di servo e padrone come terreno di una microfisica del potere fatta di incessanti contrattazioni e lotte quotidiane, individuali e collettive, nelle quali anche le elaborazioni teoriche, le leggi e la letteratura normativa costituiscono armi utilizzate in un duro scontro, in cui l’oggetto del contendere è (banalmente?) il potere.”

 

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Analysis. Claves de Pensamiento Contemporáneo: una rivista online di filosofia

Analysis

Analysis. Claves de Pensamiento Contemporáneo è la rivista online accademica nel campo degli studi umanistici e sociali. La rivista è pubblicata dalla rete Studia Humanitatis-REDESEP ed è sempre aperta a contributi sul pensiero, la società, la scienza e la creazione artistica e letteraria.

“Analysis también ofrece ensayos y artículos breves que tienen por objetivo proporcionar interpretaciones rápidas, autorizadas y perspicaces sobre las tendencias actuales y futuras que afectan al pensamiento, la sociedad, la ciencia y la creación artística y literaria. El propósito de esto es el intercambio fácil, ágil y oportuno de la investigación y producción académica de los investigadores y comunidades académicas.”

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