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Laboratori di Filosofia: M. Davo, Je est un autre. Montaigne e Pessoa attorno all’Io

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Michela Davo, Je est un autre. Montaigne e Pessoa attorno all’io con bibliografia

“Questi brevi saggi, composti da studenti di questo Ateneo (Università degli Studi di Milano), iscritti alla Laurea Magistrale in Scienze filosofiche, sono il risultato di un Seminario interno al corso di Filosofia Morale LM dell’a. a. 2016-2017, tenutosi dal 9/11/2016 al 30/11/2016. Il seminario ha costituito il momento didattico culminante del corso, che aveva come intitolazione: “L’arte del vivere in Montaigne”.

Esso faceva seguito ad un precedente corso sulla “Filosofia dell’autobiografia”, che si era incentrato nella rilettura degli Scritti autobiografici di Jean Jacques Rousseau. Il corso su Montaigne ha rappresentato un ideale proseguimento di quella indagine, che aveva al centro il rapporto tra scrittura autobiografica e pratica morale della cura di sé, come forma moderna di ricerca di saggezza. La lettura degli Essais ha consentito di meglio considerare i rapporti tra questa pratica e i modelli antichi di cura dell’anima, platonici, stoici ed epicurei.

I saggi offerti alla lettura e alla discussione del Blog della Biblioteca di Filosofia Unimi sono una selezione degli interventi meglio riusciti, appositamente rielaborati in vista della pubblicazione.”

Prof. Amedeo Vigorelli

Il testo è pubblicato con la licenza: Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 3.0

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eBook di filosofia: E. Minkowski, Devant une feuille de papier blanche

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Eugène Minkowski, Devant une feuille de papier blanche. Avant-dernières pensées in “Revue Philosophique de Louvain“, 61(1963), n.70, pp. 241-281

Biografia e bibliografia di Eugène Minkowski nel sito dell’Association Françoise et Eugène Minkowski

 

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eBook di filosofia: E.Lévinas, Discorso ed Etica

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Emmanuel Lévinas, Discorso ed Etica

Saggio tratto da E. Lévinas, Totalità e infinito. Saggio sull’esteriorità, Jaca Book, Milano 1982, pp. 70-73

“Filosofo lituano naturalizzato francese (Kaũnas 1905 – Parigi 1995). Si trasferisce con la famiglia in Francia nel 1923. Fu prof. all’École normale israélite orientale (1946-63), alle univ. di Poitiers e di Paris-Nanterre e infine alla Sorbona (1973-75). Muovendo da studi husserliani (Théorie de l’intuition dans la phénoménologie de Husserl, 1930; trad. it. La teoria dell’intuizione nella fenomenologia di Husserl), ha tratto dalla fenomenologia gli strumenti metodici per un pensiero che considera l’etica come filosofia prima, inglobante in sé ogni ontologia. Il pensiero predicativo non è rispettoso dell’«altro» (autrui), perché tende a identificarlo e ad appropriarsene, riportando la sua esteriorità infinita all’interno dello «stesso» (même). Al principio della totalità, che ha dominato l’ontologia occidentale, L. oppone il principio dell’alterità, che si manifesta anzitutto nell’esteriorità, costitutiva del rapporto etico (Totalité et infini. Essai sur l’exteriorité, 1961; trad. it. Totalità e infinito. Saggio sull’esteriorità). Solo all’interno del rapporto autenticamente etico con l’altro sarà possibile infrangere la continuità dell’essere aprendo all’infinità e alla trascendenza; e sempre all’interno di tale rapporto sarà possibile riconferire senso alla soggettività, intesa come responsabilità per l’altro. Altre opere: Difficile liberté. Essais sur le judaïsme (1963; trad. it. Difficile libertà. Saggi sul giudaismo); L’humanisme de l’autre homme (1972; trad. it. Umanesimo dell’altro uomo); Autrement qu’être, ou audelà de l’essence (1974; trad. it. Altrimenti che essere, o al di là dell’essenza); Transcendance et intelligibilité (1984; trad. it. Trascendenza e intelligibilità); Dieu, la mort et le temps (1992; trad. it. Dio, la morte e il tempo); Altérité et transcendance (1995; trad. it. Alterità e trascendenza).” (tratto da Treccani.it)

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Risorse bibliografiche su René Girard nel sito dell’Association Recherches Mimétiques

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Nel sito dell’Association Recherches Mimétiques, fondata nel dicembre 2006, trovate risorse interessanti su René Girard. L’associazione infatti si propone di diffondere e di strutturare la teoria del desiderio mimetico di Girard che è stato infatti presidente onorario dell’associazione.

Nel sito trovate:

 

 

 

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eBook di filosofia: J. An, Sur la transformation spinoziste de l’idée de transcendantal dans la première philosophie de G. Deleuze

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Jing An, Sur la transformation spinoziste de l’idée de transcendantal dans la première philosophie de G. Deleuze

Tesi di dottorato (Université Toulouse le Mirail – Toulouse II, 2013)

“L’idée de transcendantal, selon son inventeur E. Kant, doit être conçue comme la condition pure et préalable de toute expérience possible. Mais, pour G. Deleuze, une telle idée de transcendantal implique deux défauts fondamentaux : d’une part, elle n’est pas susceptible de rendre compte de la singularité de l’expérience réelle et sensible ; d’autre part, elle présuppose illégitimement qu’il existe un rapport de ressemblance entre le transcendantal qui est la condition et l’empirique qui est le conditionné. Ayant l’ambition de renouveler l’idée de transcendantal en dépassant ces deux limites foncières du transcendantalisme kantien, Deleuze élabore son propre empirisme transcendantal qui détermine le principe générateur du sensible singulier comme la différence d’intensité et définit la condition transcendantale non-semblable comme la différence de virtualité. La différence d’intensité et la différence de virtualité sont respectivement les objets des deux parties de l’empirisme transcendantal qui sont l’esthétique impliquante et la dialectique problématique. De plus, la différence d’intensité et la différence de virtualité, toutes les deux sont les multiplicités qui s’opposent à la simplicité de l’essence de la métaphysique traditionnelle. Et la théorie deleuzienne de la multiplicité complètement différenciée et absolument infinie trouve son origine de la philosophie de Spinoza qui se déploie à travers trois moments qui sont la substance en tant que Multiplicité suprême, l’attribut en tant que multiplicité intensive, et le mode existant en tant que multiplicité extensive.”

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eBook di filosofia: P. King, Between logic and psycology: Jean Buridan on mental language

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Peter King, Between logic and psycology: Jean Buridan on mental language

 

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eBook di filosofia: P. King, Introduction to “Jean Buridan’s Logic”

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Peter King, Introduction to “Jean Buridan’s Logic”

 

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eBook di filosofia: C. Collamati, La ragione dialettica come esperienza critica : praxis, storia ed etica nella filosofia di Jean-Paul Sartre

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Chiara Collamati, La ragione dialettica come esperienza critica : praxis, storia ed etica nella filosofia di Jean-Paul Sartre

Tesi di dottorato

“Il lavoro di ricerca si propone di circoscrivere, all’interno del pensiero sartriano degli anni ’60, il perimetro mobile entro cui si definice l’etica come possibilità ulteriore del pensiero critico, come assunzione soggettiva della sua politicità. Lo spostamento operato nella riflessione storico-politica di Sartre si compie in una direzione –seguita finora solo parzialmente dagli interpreti ‒ volta ad assumere i manoscritti degli anni ’60 sull’etica dialettica come complemento fondamentale dell’esperienza critica condotta nella Critique de la Raison dialectique (1960) ‒ il cui blocage, esito di un limite strutturale ed interno ad ogni concettualizzazione dell’esperienza storica, impedirà la pubblicazione del secondo tomo dell’opera. Nella Critique, la possibilità di rendere una storia intelligibile è sospesa alla rifondazione della dialettica come metodo d’indagine del concreto storico. A partire da tale rifondazione è possibile determinare tanto le basi epistemologiche di un’antropologia storica e strutturale, quanto le condizioni d’insorgenza dell’agire in comune degli uomini.

Nella nostra lettura, tale prospettiva si sottrae alla logica del futuro anteriore, caratterizzante il moderno dispositivo sovranista. Fissati questi punti, la ricerca ruota attorno a due assi problematici principali. Il primo valuta, su un piano al contempo metodologico ed epistemologico, la tenuta del tentativo sartriano di fornire una teoria della conoscenza al marxismo, reso possibile dalla convinzione che quest’ultimo sia un esperimento teorico-pratico ancora da compiere. A questa altezza, il metodo regressivo-progressivo di Sartre viene confrontato con quello adottato dal Marx critico dell’economia politica, per valutarne i punti di vicinanza e di superamento. Attorno al secondo asse, trasversale al primo, si profila il plesso più propriamente storico-politico: la comprensione dialettica degli eventi che connotano in senso soggettivo (e quindi politico) il corso del tempo storico, non è separabile da un’interrogazione sulla storicità dei soggetti che, in tale movimento, sono implicati. Per questo motivo, lo statuto della soggettività nel pensiero sartriano degli anni ‘60 viene analizzato mediante un’interrogazione sul carattere normativo del sociale: il focus sulla nozione di normatività permette infatti da un lato, di comprendere l’interiorità reciproca di soggettivazione ed oggettivazione e, dall’altro, d’individuare le basi per un’assiologia marxista.
Tale prospettiva consente di valorizzare l’efficacia storica della dimensione etica della praxis, attraverso cui Sartre analizza i problemi posti dallo stalinismo e dalle lotte di liberazione coloniale, ma anche d’illuminare la torsione cui egli sottopone la nozione di bisogno per farne, materialisticamente, la radice di un’etica che diviene passaggio obbligato per ogni politica.”

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eBook di filosofia: J. Baudrillard, [Utopia delle immagini, atopie del reale]

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Jean Baudrillard (traduzione di Giuseppe Crivella), [Utopia delle immagini, atopie del reale]

*Testo inedito di J. Baudrillard. Il titolo è stato assegnato dalla rivista Kasparhauser

“Partendo da una revisione della teoria marxiana dei bisogni attraverso gli apporti dello strutturalismo e della semiologia (Le système des objects, 1968, trad. it. Il sistema degli oggetti; Pour une critique de l’économie politique du signe, 1972, trad. it. Per una critica dell’economia politica del segno; La société de consommation, 1974, trad. it. La società dei consumi), B. analizza il processo di progressiva «dematerializzazione» della realtà che si verifica nella società postmoderna, in cui la «simulazione» indotta dai mezzi di comunicazione di massa annulla di fatto qualsiasi riferimento alla natura e ai bisogni. Codici, modelli e segni diventano le forme di organizzazione di un nuovo ordine sociale dominato dalla simulazione e da una paradossale «iperrealtà» (De la séduction, 1980, trad. it. Della seduzione; Simulacres et simulation, 1981; Les stratégies fatales, 1983, trad. it. Le strategie fatali; Amérique, 1986, trad. it. America). Il tema della «morte della realtà» torna di frequente negli scritti successivi di B. (Le crime parfait, 1995, trad. it. Il delitto perfetto), che focalizza l’attenzione sul modo in cui le nuove tecnologie dell’informazione e i mezzi di comunicazione di massa riproducono in maniera identica ma dentro una formula perfetta, depurandolo e quindi annullandolo, questo Universo reale, imperfetto e contraddittorio, pieno di negatività e di morte. Dopo gli attentati del settembre 2001, B. ha espresso le sue riflessioni sul terrorismo in saggi come L’esprit du terrorisme (2002, tratto dall’articolo apparso su Le Monde nel nov. 2001) e La violence du monde (2003, con E. Morin). ” (tratto da Treccani.it)

 

 

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eBook di filosofia: G. Deleuze, Bergsonism

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Gilles Deleuze, Bergsonism

” In this companion book to Bergson’s Matter and Memory, Deleuze demonstrates both the development and the range of three fundamental Bergsonian concepts: duration, memory, and the élan vital. Bergsonism is also important to an understanding of Deleuze’s own work, influenced as it is by Bergson.”

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