Archivi tag: Francia

eBook di filosofia: B. Pascal, The provincial letters

Blaise Pascal

Blaise Pascal,  The provincial letters

“Scritte fra il gennaio del 1656 e il marzo 1657, e pubblicate sotto lo pseudonimo di Louis de Montalte, le L. P. segnano il deciso intervento di Pascal a favore del giansenismo francese e contro i gesuiti nella polemica successiva alla bolla di condanna emessa da papa Innocenzo X il 31 maggio 1653 contro cinque proposizioni dell’Augustinus di Giansenio (pubblicato postumo nel 1640). Pascal, ispirato anche da Arnauld e Nicole, confuta anzitutto che le proposizioni indicate siano realmente comprese nell’opera di Giansenio, ma estende poi la sua polemica alle rilassate pratiche religiose correnti e alla morale gesuitica dei casi di coscienza. Contro l’intelligenza politico-mondana dei gesuiti, Pascal richiama fermamente il rigore della carità e della fede vissuta intensamente e radicalmente, in prospettiva agostiniana, come cristianizzazione della vita, incentrata non sulla verità ‘umana’, ma sulla verità incarnata in Cristo” (tratto da Treccani.it)

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eBook di filosofia: L. Sozzi, L’Italia di Montaigne e altri saggi sull’autore degli “Essais”

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Lionello Sozzi, L’Italia di Montaigne e altri saggi sull’autore degli “Essais”

“Montaigne non racconta solo la scoperta dei vizi e delle virtù degli “italiani” ma, ancor più, segna la nascita di una nuova antropologia: «Gli uomini sono diversi e tuttavia ogni uomo porta in sé i segni e i caratteri dell’umana condizione». È il confronto con gli “altri” che aiuta a liberarsi di ogni schema e a studiare il reale nella sua tangibile evidenza. Inedito per il suo tempo, il suo sguardo investiga l’umanità in tutte le sue contraddizioni con uno stile che non giudica ma riferisce, trascrive, descrive, in una parola: “rispetta”.”

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eBook di filosofia: Alexandre Kojève et Tran-Duc-Thao. Correspondance inédite

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Gwendoline Jarczyk Pierre-Jean Labarrière (a cura di), Alexandre Kojève et Tran-Duc-Thao. Correspondance inédite

Tran Duc Thao Filosofo vietnamita (Hanoi 1917- Parigi 1993). Trasferitosi in Europa negli anni Trenta, studiò all’École normale supérieure di Parigi con Merleau-Ponty, diplomandosi con una tesi su ­Hegel per poi dedicarsi a un’attività di ricerca sulla filosofia husserliana all’Archivio Husserl di Lovanio. All’inizio degli anni Cinquanta fece ritorno in patria, per poi stabilirsi definitivamente in Francia nel 1991. Al centro del suo pensiero vi è il tentativo di operare una sintesi tra la filosofia fenomenologica e il marxismo. In Phénoménologie et materialisme dialectique (1951; trad. it. Fenomenologia e marxismo) egli cerca di superare i presupposti idealistici della fenomenologia utilizzando le categorie del marxismo-leninismo. In questa prospettiva la coscienza non è vista come il prodotto di una ‘co­stituzione trascendentale’, ma nei termini di una attività materiale concreta di soggettivizzazione dell’oggetto, ossia di umanizzazione della natura attraverso il lavoro. Nella stessa linea di pensiero, Recherches sur l’origine du language et de la ­conscience (1973) propone un modello materialistico che attinge alle prospettive della psicologia evolutiva e dell’antropologia per spiegare il ruolo dei segni e dei segnali (semiotica) nella comparsa di Homo sapiens e nello sviluppo della coscienza e del linguaggio” (tratto da Treccani.it)

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eBook di filosofia: G. Didi-Huberman, “Le immagini e i mali”. Usi e disagi della sublimazione

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Georges Didi-Huberman, “Le immagini e i mali”. Usi e disagi della sublimazione

“Questo scritto, pubblicato come postfazione alla nuova edizione di Invention de l’hystérie. Charcot et l’iconographie photographique de l’hystérie (Macula, Paris, 2012 e sgg., pp. 364-405) con il titolo Des images et des maux, è la versione completa del testo di una conferenza organizzata dall’Association psychanalytique de France, e tenutasi il 24 settembre 2011, dal titolo L’Usage de la sublimation. Partendo da alcune considerazioni sul suo primo libro, l’Autore esamina limiti e potenzialità della sublimazione in riferimento agli argomenti dell’arte e della creazione artistica, e suggerisce una diversa via di approccio.”

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eBook di filosofia: D. de Rougemont, O Amor e o Ocidente

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Denis de Rougemont, O Amor e o Ocidente

“Conseguita la licenza in lettere all’Univ. di Neuchâtel, nel 1930 si stabilì a Parigi, dove fu direttore letterario della casa editrice Je sers. Impegnato nella corrente filosofica del personalismo, fu tra i fondatori delle riviste Esprit e L’ordre nouveau, e di Hic et Nunc, un periodico di teologia che traeva ispirazione tra gli altri da Karl Barth. Collaborò a numerosi periodici, tra cui la Nouvelle revue française, nel cui ambito elaborò nel 1932 il fascicolo speciale sui giovani chiamato “quaderno delle rivendicazioni”. Introdusse in Francia l’opera di Søren Kierkegaard e di Barth. “Intellettuale disoccupato” tra il 1933 e il 1935, visse nel sud ovest della Francia; nel 1934 pubblicò Politique de la personne, sorta di manifesto dell’impegno degli intellettuali, in cui difese il primato della persona, libera e responsabile, e del suo indissolubile vincolo con la comunità. Lettore all’Univ. di Francoforte sul Meno (1935-36), poté osservare da vicino il regime nazista. Muovendo dalla constatazione che il disordine del mondo moderno era all’origine di una profonda divaricazione tra pensiero e azione, lo scrittore affermò in Penser avec les mains (1936) la necessità di ristabilire un’autentica “comune misura umana”, liberamente accolta con un atto di fede.

Nel 1939 pubblicò la sua opera principale, L’amore e l’Occidente, tesi sull’origine storica e spirituale della coscienza poetica e amorosa dell’Occidente cristiano e della forma sociale in crisi che la accompagna, il matrimonio. A una psiche occidentale combattuta tra l’avventura individuale della passione e la morale collettiva della comunità, l’autore propose un’etica del matrimonio fondata sulle nozioni di decisione, impegno, libertà e responsabilità della persona.

Su commissione dell’Institut neuchâtelois, compose l’oratorio Nicolas de Flue (1939), musicato da Arthur Honegger. Mobilitato come primo tenente, nel 1940 pubblicò Mission ou démission de la Suisse e nel medesimo anno fondò la Lega del Gottardo, di cui redasse il manifesto programmatico. In seguito a un articolo sull’entrata delle truppe hitleriane a Parigi, le autorità sviz. lo inviarono negli Stati Uniti per tenervi delle conferenze sull’Europa e l’hitlerismo, attività che svolse anche in Argentina dove venne invitato nel 1941. Insegnò nel 1942 all’Ecole libre des hautes études a New York, divenne redattore alla sezione franc. dell’Ufficio per l’informazione di guerra statunitense (1942-43) e dal 1943 ottenne una borsa dalla Fondazione Bollingen. Rientrato nel 1947 in Europa, militò nei movimenti federalisti europei e si impegnò attivamente nella costruzione dell’Europa. Redasse il rapporto culturale del Congresso dell’Europa e il “Messaggio agli Europei” (L’Aia, maggio 1948) e organizzò la prima Conferenza europea della cultura a Losanna (1949); a Ginevra nel 1950 diede vita al Centro europeo della cultura, che diresse fino alla morte. Dal 1952 al 1966 presiedette il Congresso per la libertà della cultura. Nell’opera L’aventure occidentale de l’homme (1957) descrisse i principi di coerenza, le implicazioni filosofiche e le credenze che danno alla propria cultura senso e ragion d’essere. Al principio distruttore dello Stato nazione, origine di tutte le guerre in Europa, contrappose un federalismo creatore, basato sui com. e le regioni, individuando il fondamento dell’unione dell’Europa nella sua cultura. Nel 1963 creò a Ginevra l’Ist. univ. di studi europei, dove insegnò storia delle idee europee e federalismo (fino al 1985) e che diresse fino al 1978. Membro fondatore del Gruppo di Bellerive, organismo di riflessione sugli orientamenti della società industriale, nel 1977 diede alle stampe L’avenir est notre affaire, in cui esaminò a fondo la crisi globale dei sistemi sociopolitici causata da una gestione catastrofica del pianeta. Nel 1978 fondò la rivista Cadmos, ispirata al mito greco simbolo della ricerca di Europa, trasformando la nozione di un’Europa introvabile in un atto creatore esemplare. Fu insignito dei dottorati h.c. della facoltà di diritto dell’Univ. di Zurigo nel 1971 e dell’Univ. di Galway (Irlanda) nel 1981 nonché del gran premio Schiller nel 1982.
Archivi
– Centro europeo della cultura, Ginevra
– Fondo presso BPUN
Bibliografia
– B. Ackermann, D. de Rougemont, 2 voll., 1996 (con bibl.)
– B. Ackermann, D. de Rougemont, 2000
– M. Buss, Intellektuelles Selbstverständnis und Totalitarismus: D. de Rougemont und Max Rychner – zwei Europäer der Zwischenkriegszeit, 2005
– A.-C. Graber, D. de Rougemont, 2007
– E. Santschi, Par delà la France et l’Allemagne: Gonzague de Reynold, D. de Rougemont et quelques lettrés libéraux suisses face à la crise de la modernité, 2009

(tratto dal Dizionario storico della Svizzera)

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eBook di filosofia: É. Hoppenot e A. Milon (a cura di), Maurice Blanchot et la philosophie

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Éric Hoppenot e Alain Milon (a cura di),  Maurice Blanchot et la philosophie suivi de trois articles de Maurice Blanchot

“Dans Le Pas au-delà, Maurice Blanchot fait le constat suivant : « Derrière le discours parle le refus de discourir, comme derrière la philosophie parlerait le refus de philosopher : parole non parlante, violente, se dérobant, ne disant rien et tout à coup criant. » Cette résistance de Blanchot à l’égard de la philosophie montre les limites de la qualification d’une œuvre, qu’elle soit philosophique, littéraire ou poétique. L’écriture philosophique est-elle plus ou moins philosophique dans le fragment d’Héraclite, le système d’Hegel ou l’aphorisme de Nietzsche ? De tout cela, Blanchot semble se moquer. Et qu’importe de savoir si Blanchot est philosophe. Notre intention dans cet ouvrage est ailleurs. Elle est dans le souhait d’interroger le « et », chacun avec ses lectures et ses convictions. Ce « et » dans Blanchot et la philosophie, faut-il l’envisager comme une addition, une disjonction, une impossibilité, un ou bien ou bien, un ni ni, une localisation… ? Où est Blanchot en fin de compte ?”

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Laboratori di filosofia: E. Caruso, Starobinski lettore di Rousseau e Montaigne

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Eduardo Caruso, Starobinski lettore di Rousseau e Montaigne

Questi brevi saggi, composti da studenti di questo Ateneo (Università degli Studi di Milano), iscritti alla Laurea Magistrale in Scienze filosofiche, sono il risultato di un Seminario interno al corso di Filosofia Morale LM dell’a. a. 2016-2017, tenutosi dal 9/11/2016 al 30/11/2016. Il seminario ha costituito il momento didattico culminante del corso, che aveva come intitolazione: “L’arte del vivere in Montaigne”.

Esso faceva seguito ad un precedente corso sulla “Filosofia dell’autobiografia”, che si era incentrato nella rilettura degli Scritti autobiografici di Jean Jacques Rousseau. Il corso su Montaigne ha rappresentato un ideale proseguimento di quella indagine, che aveva al centro il rapporto tra scrittura autobiografica e pratica morale della cura di sé, come forma moderna di ricerca di saggezza. La lettura degli Essais ha consentito di meglio considerare i rapporti tra questa pratica e i modelli antichi di cura dell’anima, platonici, stoici ed epicurei.

I saggi offerti alla lettura e alla discussione del Blog della Biblioteca di Filosofia Unimi sono una selezione degli interventi meglio riusciti, appositamente rielaborati in vista della pubblicazione.”

Prof. Amedeo Vigorelli

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Laboratori di filosofia: A. Colleoni, Montaigne e l’etica della compassione

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Alessandro Colleoni, Montaigne e l’etica della compassione

Questi brevi saggi, composti da studenti di questo Ateneo (Università degli Studi di Milano), iscritti alla Laurea Magistrale in Scienze filosofiche, sono il risultato di un Seminario interno al corso di Filosofia Morale LM dell’a. a. 2016-2017, tenutosi dal 9/11/2016 al 30/11/2016. Il seminario ha costituito il momento didattico culminante del corso, che aveva come intitolazione: “L’arte del vivere in Montaigne”.

Esso faceva seguito ad un precedente corso sulla “Filosofia dell’autobiografia”, che si era incentrato nella rilettura degli Scritti autobiografici di Jean Jacques Rousseau. Il corso su Montaigne ha rappresentato un ideale proseguimento di quella indagine, che aveva al centro il rapporto tra scrittura autobiografica e pratica morale della cura di sé, come forma moderna di ricerca di saggezza. La lettura degli Essais ha consentito di meglio considerare i rapporti tra questa pratica e i modelli antichi di cura dell’anima, platonici, stoici ed epicurei.

I saggi offerti alla lettura e alla discussione del Blog della Biblioteca di Filosofia Unimi sono una selezione degli interventi meglio riusciti, appositamente rielaborati in vista della pubblicazione.”

Prof. Amedeo Vigorelli

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Laboratori di filosofia: A. Miglioli, Montaigne lettore di Platone e Plutarco

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Andrea Miglioli, Montaigne lettore di Platone e Plutarco

Questi brevi saggi, composti da studenti di questo Ateneo (Università degli Studi di Milano), iscritti alla Laurea Magistrale in Scienze filosofiche, sono il risultato di un Seminario interno al corso di Filosofia Morale LM dell’a. a. 2016-2017, tenutosi dal 9/11/2016 al 30/11/2016. Il seminario ha costituito il momento didattico culminante del corso, che aveva come intitolazione: “L’arte del vivere in Montaigne”.

Esso faceva seguito ad un precedente corso sulla “Filosofia dell’autobiografia”, che si era incentrato nella rilettura degli Scritti autobiografici di Jean Jacques Rousseau. Il corso su Montaigne ha rappresentato un ideale proseguimento di quella indagine, che aveva al centro il rapporto tra scrittura autobiografica e pratica morale della cura di sé, come forma moderna di ricerca di saggezza. La lettura degli Essais ha consentito di meglio considerare i rapporti tra questa pratica e i modelli antichi di cura dell’anima, platonici, stoici ed epicurei.

I saggi offerti alla lettura e alla discussione del Blog della Biblioteca di Filosofia Unimi sono una selezione degli interventi meglio riusciti, appositamente rielaborati in vista della pubblicazione.”

Prof. Amedeo Vigorelli

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Laboratori di filosofia: C. Salvatore, Grandezza e miseria dell’uomo. Un’antitesi da superare o piuttosto da assumere?

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Camilla Salvatore, Grandezza e miseria dell’uomo. Un’antitesi da superare o piuttosto da assumere?

Questi brevi saggi, composti da studenti di questo Ateneo (Università degli Studi di Milano), iscritti alla Laurea Magistrale in Scienze filosofiche, sono il risultato di un Seminario interno al corso di Filosofia Morale LM dell’a. a. 2016-2017, tenutosi dal 9/11/2016 al 30/11/2016. Il seminario ha costituito il momento didattico culminante del corso, che aveva come intitolazione: “L’arte del vivere in Montaigne”.

Esso faceva seguito ad un precedente corso sulla “Filosofia dell’autobiografia”, che si era incentrato nella rilettura degli Scritti autobiografici di Jean Jacques Rousseau. Il corso su Montaigne ha rappresentato un ideale proseguimento di quella indagine, che aveva al centro il rapporto tra scrittura autobiografica e pratica morale della cura di sé, come forma moderna di ricerca di saggezza. La lettura degli Essais ha consentito di meglio considerare i rapporti tra questa pratica e i modelli antichi di cura dell’anima, platonici, stoici ed epicurei.

I saggi offerti alla lettura e alla discussione del Blog della Biblioteca di Filosofia Unimi sono una selezione degli interventi meglio riusciti, appositamente rielaborati in vista della pubblicazione.”

Prof. Amedeo Vigorelli

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