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The Deleuze Seminars: i seminari di Deleuze in lingua inglese e francese

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The Deleuze Seminars è il nuovo sito ospitato dal Purdue University Data Repository che offre le traduzioni in lingua inglese e le trascrizioni in lingua francesce dei seminari tenuti da Deleuze all’Università di Parigi e Vincennes-St. Denis tra il 1971 e il 1987. Il sito prosegue e completa le iniziative che si sono susseguite dopo la morte del filosofo.

“Shortly after Deleuze’s death on 4 November 1995, one of his students, the musician Richard Pinhas, with the cooperation of Deleuze’s family (his wife Fanny, and children Julien and Émilie), created a website entitled WebDeleuze (https://www.webdeleuze.com/) that was dedicated to Deleuze’s thought. The site not only initiated the project of transcribing Deleuze’s seminar lectures, but also included a wide range of resources and links for scholars interested in Deleuze’s work (including transcriptions of lectures by colleagues such as Félix Guattari, Jean-François Lyotard, André Scala; a complete bibliography of Deleuze’s writings by Timothy Murphy; scans of Deleuze’s manuscripts, etc.). The site was recently redesigned by Benoit Maurer and remains a valuable resource.

In 1999, the Bibliothèque Nationale de France (BNF) (French National Library) in Paris, recognizing the importance of Deleuze’s work as a part of France’s national patrimony, established an audio archive of all the seminars Deleuze gave at the Université de Paris 8 between 1979 and 1987. The archive was based on cassette recordings that had been made by a Japanese student, Hidenobu Suzuki, who unfailingly sat in the seat next to Deleuze and recorded the seminars for almost ten years. The archive includes 273 cassettes of 180 separate lectures, comprising 413 hours of recordings. The BNF converted Suzuki’s cassette recordings into digital files and made them accessible online through the Gallica search engine (https://gallica.bnf.fr/). A detailed summary of the holdings at the Bibliothèque Nationale has been published as a separate book by Frederic Astier, Les cours enregistrés de Gilles Deleuze, 1979-1987 (Mons, Belgium: Éditions Sils Maria, 2006).  

Two years later, in 2001, a group of preeminent French scholars, initially headed by the philosopher Alain Badiou, constituted a not-for-profit organization entitled L’Assocation Siècle Deleuzien (The ‘Deleuzian Century’ Association) whose aim was to build on the work of the BNF and to produce written transcriptions of the seminar recordings that had been collected in the archive. The project took fourteen years to complete. The French transcriptions are freely available at a website called La Voix de Gilles Deleuze (The Voice of Gilles Deleuze), which is hosted and maintained by the University of Paris 8 (http://www2.univ-paris8.fr/deleuze/).”

Qui, abbiamo trascritto dal sito l’elenco completo dei seminari:

A Thousand Plateaus III: Continuous Variation

Cinema: The Classification of Signs and Time

Cinema, Truth, and Time: The Falsifier

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eBook di filosofia: E. Mancuso, Je est un autre. La questione dell’identità nella riflessione di Merleau-Ponty, Simondon e Deleuze

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Erika Mancuso, Je est un autre. La questione dell’identità nella riflessione di Merleau-Ponty, Simondon e Deleuze

Tesi di dottorato discussa presso l’Università degli Studi di Padova, 2013

“Il lavoro svolto ha tentato una riflessione sulla diade con la quale si oppone tradizionalmente l’io all’altro, mettendola in discussione e facendo emergere, così come appare sin dal titolo di tale dissertazione, la stretta coimplicazione dei due termini. Le linee guida attraverso le quali ci si è mossi sono state le riflessioni di Merleau-Ponty, Simondon e Deleuze, nelle quali si trova un medesimo tentativo di superamento delle dicotomie tradizionali attraverso un pensiero che torna alle cose stesse, prima di ogni categorizzazione dicotomica, prima di ogni dualismo io-altro. Attraverso le riflessioni merleau-pontyana, simondoniana e deleuziana si giunge alla peculiare piega di ogni individuo, costitutivamente diversa da qualsiasi altro, attraversata da linee e in movimento: perennemente sottoposto a deterritorializzazioni, l’individuo sempre si riterritorializza in nuove strutturazioni, in moto nel suo divenir costamente altro. L’individuo accade, e accade in quell’intermezzo che esiste tra una piega e l’altra, tra un soggetto e l’altro in quel territorio comune che ne fa essere e l’io e l’altro in un divenire insieme. È questo quel Dividuo, il cui Je est une autre.”

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eBook di filosofia: M. Saison, La nature artiste. Mikel Dufrenne de l’esthétique au politique

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Maryvonne Saison, La nature artiste. Mikel Dufrenne de l’esthétique au politique

Mikel Dufrenne a croisé les principales problématiques qui ont traversé la seconde moitié du xxsiècle. Il les a considérées avec un regard attentif et critique, soucieux de tracer un chemin singulier mais désireux de s’inscrire dans une tradition de pensée philosophique spécifique et exigeante.

La réception de son œuvre pose question : encensée dans les années 1950, elle s’est progressivement réduite en France, notamment vers les années 1970, alors qu’elle fait l’objet aujourd’hui d’un regain d’intérêt. L’étude entend montrer que de telles fluctuations sont liées au malentendu qui fait de Dufrenne l’auteur d’un seul livre, la Phénoménologie de l’expérience esthétique,qui à lui seul ne rend pas compte de l’originalité de sa pensée.

Lire Dufrenne, c’est découvrir l’importance de sa réflexion éthique et politique et la stabilité d’une pensée dédiée à la défense des valeurs de « l’humain » et de «  l’homme ». C’est aussi se livrer au plaisir de l’élaboration de fictions philosophiques répondant à la tentation de rationaliser une vision du monde par le biais d’une philosophie de la Nature relayée par la notion d’a priori. L’unité de cette œuvre réside dans l’hypothèse d’une Nature artiste que le philosophe veut penser dans le cadre d’une philosophie non théologique.”

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eBook di filosofia: S. de Grouchy, Letters on Sympathy

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Sophie de Grouchy, Letters on Sympathy

“[Sono] otto [le] Lettres sur la sympathie che, nel 1798, Sophie de Grouchy fa apparire alla fine della sua traduzione – La Théorie des sentiments moraux – del trattato di filosofia morale del filosofo scozzese Adam Smith, The Theory of moral sentiments. Indirizzate ad un certo C***, che per la maggior parte dei biografi di Mme Condorcet corrisponde al cognato Cabanis, le Lettres nascono innanzitutto dalla volontà di completare e approfondire le considerazioni di Smith sulla questione della simpatia.

La nozione di simpatia, investendo molteplici saperi, dalla chimica e la fisica fino alla medicina e la psicologia, la filosofia morale e la politica, si colloca nel cuore del complesso gioco di influenze tra il corpo e lo spirito, la ragione e la sensibilità. È per questo che i discorsi sulla simpatia fecondano e rinnovano l’immaginario scientifico, filosofico e letterario nel corso del xviii secolo dando vita a un’antropologia più ottimista rispetto al passato, che intende valorizzare l’attività spontanea della sensibilità umana.

Le Lettres sur la sympathie, così come la traduzione dell’opera di Smith, contribuiscono a ridefinire in profondità lo spirito della filosofia morale scozzese, che de Grouchy rilegge alla luce delle principali tesi del materialismo e del sensualismo francese.” (tratto da https://journals.openedition.org/studifrancesi/4707)

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eBook di filosofia: E. De Toni, Ovunque e in nessun luogo. Sensazione, immaginazione e ragione nel pensiero di Maurice Merleau-Ponty

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Emanuela De Toni, Ovunque e in nessun luogo. Sensazione, immaginazione e ragione nel pensiero di Maurice Merleau-Ponty

Tesi di dottorato discussa presso l’Università degli Studi di Padova (2018)

“La tesi prova a ricostruire il percorso di allargamento della ragione, auspicato a più riprese da Merleau-Ponty, attraverso la perlustrazione degli assi portanti della sua filosofia. Si è tentato di vedere nella riabilitazione ontologica della sensazione, in particolare delle qualità secondarie tanto avversate dall’ontologia razionalistica cartesiana, non soltanto il punto di partenza ma anche la linfa vitale della proposta filosofica di Merleau-Ponty. L’enfasi sulla a-concettualità della sensazione percettiva conduce ad una riforma dell’intelletto e ad una apertura del concetto che ha per correlato essenziale un’estensione ipertrofica del potere dell’immaginazione. Sulla base dell’immaginazione produttiva di Kant, filtrata dalla lettura di Lachièze-Rey che ne fa una facoltà corporalmente strutturata, Merleau-Ponty definisce l’immaginazione come il fondo naturale del Cogito. Quest’ultimo è concepito come “pensée existante”. Una siffatta immaginazione, unitamente all’enfasi accordata al carattere d’esistenza del pensiero (di contro ad ogni lettura essenzialista), porta Merleau-Ponty a ricollocare la genesi dell’idealità entro la culla della sensorialità. Una volta articolata in tal modo l’immaginazione, Merleau-Ponty è libero di esplorare il terreno fecondo dell’immaginario, non più costretto entro i termini restrittivi dell’antinomia al reale imposti dal regime della Sinngebung. Sarà proprio il tema dell’immaginario ad emergere con forza dalla disamina dei contributi di trascendenza offerti dall’istanza psicoanalitica. La psicoanalisi consente a Merleau-Ponty di mutuare una metodologia che oltrepassa il gioco delle facoltà e delinea una causalità di sovradeterminazione simbolica, indipendente dalle rigide nozioni di “soggetto” e “oggetto”. Essa gli permette inoltre di ribadire vigorosamente la peculiare riflessività del corpo. Grazie alla dottrina bergsoniana della durata, ma anche in contrasto con essa, Merleau-Ponty elabora una idea di temporalità e spazialità secondo la quale tempo e spazio sono implicati nella strutturazione ontologica dei rapporti riflessivi stessi. Ciò è corroborato dalla nozione psicoanalitica di inconscio e dal portato ontologico e simbolico dei sogni. Lo spazio viene ampiamente rivalutato da Merleau-Ponty, rispetto alla riduzione cui l’ha costretto Bergson nella tesi latina Quid Aristoteles de loco senserit e nel capitale saggio Essai sur les données immédiates de la conscience. La teoria merleau-pontyana della simultaneità cogenerativa di spazio e tempo è correlata all’analisi della relazione chiasmatica tra il visibile e l’invisibile, nonché con il concetto di “deiscenza” dell’Essere. Il contatto con l’invisibilità immaginaria del sensibile ― inteso nella duplice accezione di sensibile e sensibile-senziente corporeo ― ridefinisce il piano di lavoro del pensiero e del concetto nei termini di una delucidazione mai completa degli enigmi dell’Essere, di cui facciamo esperienza nel regime naturale della fede percettiva. La riforma della ragione viene pertanto a coincidere con l’appello ad esaminare lo strato (“couche”) primordiale degli esseri sensibili, la cui “texture” Merleau-Ponty, di contro al principio di non-osservabilità dell’immaginario stabilito da Sartre, scopre essere connotata precisamente di immaginario. Dal punto di vista metodologico, questa rivalutazione dei rapporti tra immaginario e reale induce Merleau-Ponty a sostenere che la riflessione filosofica, interrogando il fondo primordiale dell’Essere, è inevitabilmente portata a mettere in questione i suoi stessi strumenti tecnici (lo scetticismo del dubbio cartesiano e la riduzione eidetica della fenomenologia). Essi si rivelano le modalità insopprimibili, anche se insufficienti, di cui disponiamo per “nous apprivoiser” all’Essere. “

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eBook di filosofia: M. Reale, Le ragioni della politica. J. J. Rousseau dal “Discorso sull’ineguaglianza” al “Contratto”

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Mario Reale, Le ragioni della politica. J. J. Rousseau dal “Discorso sull’ineguaglianza” al “Contratto”

“Il saggio riprende la difficile discussione su tema, ineliminabile per la comprensione dell’intero Rousseau politico, che è il suo giusnaturalismo; l’analisi è accompagnata da una disamina critico-filologica della celebre e singolare posizione di Ulpiano, e quindi, tra molti altri testi, degli autori più o meno vicini all’analisi di Rousseau: Montaigne, Pascal, Spinoza, Montesquieu, Diderot. La conclusione accerta insieme l’ardua problematicità e l’originalità della riflessione roussoiana sulla legge di natura. “

Grazie ai progetti di Alternanza Scuola Lavoro e “Esercitare il pensiero”, a cura di Antonio Coratti, è possibile fruire dell’opera digitalizzata Le ragioni della politica di Mario Reale nel portale “Filosofia in movimento“.

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eBook di filosofia: A. Lanzieri, Henri Bergson e la filosofia della mente contemporanea. Una lettura di Matière et mémoire (1896)

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Alfonso Lanzieri, Henri Bergson e la filosofia della mente contemporanea. Una lettura di Matière et mémoire (1896)

Tesi di dottorato discussa presso l’Università degli Studi “Federico II” di Napoli (2017)

“Il lavoro si propone di evidenziare le profonde consonanze – fino ad ora non adeguatamente rilevate – tra l’interpretazione dell’esperienza di Bergson in “Materia e memoria” e le più attuali teorie della filosofia della mente. In particolare, il ruolo assegnato da Bergson al corpo e alla sua interazione pragmatica con l’ambiente circostante in relazione all’esperienza cosciente, anticipa la centralità della dinamica corpo-ambiente rilevata,ad esempio, nel paradigma dell’Embodied cognition. Di più ancora, l’affermazione dell’originarietà di una “coscienza in” rispetto alla “coscienza-di”, permette di collocare immediatamente Bergson nel perimetro delle opzioni teoriche fondamentali di una buona parte dei pensatori riconducibili all’alveo del cosidetto “esternalismo” e specificatamente nel gruppo di quelli più critici verso l’idea di rappresentazione.”

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Les essentiels de la philosophie française: i classici online della filosofia francese

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In Gallica, la ricchissima biblioteca digitale della Biblioteca nazionale di Francia, potete trovare “Les essentiels de la philosophie française“.

Il portale presenta una selezione online delle edizioni originali dei classici della filosofia francese dal 1500 al secolo scorso.

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S I E F A R – Dictionnaire des femmes de l’Ancienne France: dizionario online delle donne francesi

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S I E F A R – Dictionnaire des femmes de l’Ancienne France è il dizionario online che si propone di colmare l’assenza di figure femminili (poetesse, filosofe, intellettuali…) nella maggior parte dei dizionari presenti. Sono presenti nel dizionario donne che hanno scritto in lingua francese e/o che hanno avuti contatti con l’ambiente culturale francese.

Ogni voce contiene:

  • biografia
  • elenco delle opere
  • bibliografia sintentica
  • scelta iconografica
  • linkografia
  • notizie sulla “fortuna” del personaggio analizzato.

 

 

 

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eBook di filosofia: R. T. Devitt, Foucault and Literature: Finitude, Feigning, Fabulation

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Ryan Thomas Devitt, Foucault and Literature: Finitude, Feigning, Fabulation

Tesi di laurea discussa presso l’Università di Waterloo

“The dissertation is composed of two related parts, each applying aspects of Michel Foucault’s thought to contemporary American avant-garde writing. Part One brings together Foucault’s neglected early essays on literature, reading them against the backdrop of the major works published during this period (1961-1966) and deducing from them a method and framework of interpretation, which I call feigning. Feigning, in turn, reveals the themes common to Foucault’s early work: finitude as a strict limit, the sovereignty of language as proof of this limit, and repetition as 1) the proof of sovereignty, but also 2) the form of an incredible experience that disrupts the origin, calls being into question, and requires a complete openness to the “irreducible enigma the world conceals” (Legros 111). Feigning as such is applied to contemporary works of American “fabulation” by Robert Coover, John Barth, and Donald Barthelme. My reading of these authors demonstrates the reach and relevance of feigning as a rich, complex method of interpretation that is not limited to the French avant-garde of the mid-twentieth century. Part Two of the dissertation reevaluates the method of feigning according to Foucault’s return to art and writing in his final work. Here, literature functions not simply as an “experience of the outside” that casts everything in doubt, but serves instead as equipment and aid in the critical, careful assessment of the formation of self. Renewing the themes of Part One and drawing on the pure research of Foucault’s final lectures, I argue for the potential of feigning as an “art of life” that bears upon the cultivation of attitude and ēthos.”

 

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