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eBook di filosofia: E. Schiro, Baudrillard metafisico. Una ricerca attraverso la critica

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Enrico Schiro, Baudrillard metafisico. Una ricerca attraverso la critica

Tesi di dottorato discussa presso l’Università degli Studi di Bologna (2018)

“Obiettivo del lavoro è offrire un contributo positivo a una lettura filosofica dell’opera di Jean Baudrillard, che ne metta in rilievo il carattere metafisico, attraverso una ricognizione della critica e un confronto con alcune voci del dibattito contemporaneo. La tesi si compone di tre capitoli. Nel primo viene delineata la problematica e il contesto della ricerca. Attraverso la ricognizione di interviste, dialoghi e diari si fornisce una preliminare visione della metafisica di Baudrillard. Segue un confronto con alcune voci critiche sulle possibili interpretazioni della svolta occorsa nel pensiero di Baudrillard tra il 1976 e il 1977, in conclusione del quale proponiamo una nostra lettura di tale svolta, coerente con l’ipotesi di un esito metafisico del suo pensiero. Il secondo capitolo è incentrato sul riesame dello stato della critica e tiene conto delle ragioni che ci sembrano spiegare la marginalità della tematica metafisica nei principali studi baudrillardiani. Esaminiamo la produzione critica che ha posto esplicita attenzione al carattere metafisico del pensiero baudrillardiano e contestualizziamo lo sviluppo della problematica relativa alla leggibilità dell’opera, focalizzandoci su due questioni codificate nella letteratura secondaria: How to read Baudrillard (Kroker, Kellner, Gane, Butler) e l’effet Baudrillard (Gauthier, L’Yvonnet, Jacquemond, Capovin). Nel terzo e ultimo capitolo, invece, mettiamo alla prova la nostra lettura metafisica di Baudrillard attraverso un confronto con due voci dell’attuale dibattito sullo Speculative Realism (Harman e Meillassoux). Grazie al confronto puntuale con le tesi di questi due autori, la specificità del pensiero baudrillardiano viene individuata nell’aver saputo aprire una strada parallela alla via maggiore del pensiero post-metafisico, declinando la deriva iper-riflessiva e meta-linguistica della filosofia contemporanea in chiave speculativa.”

 

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eBook di filosofia: C. Zani, Bergson e la filosofia tedesca. 1907-1932

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Caterina Zani, Bergson e la filosofia tedesca. 1907-1932

“Questo saggio racconta una storia in gran parte dimenticata: quella dei rapporti di Bergson con la filosofia tedesca del suo tempo. Da L’evoluzione creatrice (1907) a Le due fonti della morale e della religione (1932) Bergson ridefinisce profondamente la propria filosofia, arricchendola di nuovi temi antropologici nei quali sono riconoscibili gli echi del dibattito tedesco sulla filosofia della vita. Attraverso l’analisi delle polemiche «tedesche» che in quegli anni riguardarono o coinvolsero Bergson, viene qui studiata non soltanto la ricezione dell’opera bergsoniana in Germania ma anche l’impatto durevole di questo intenso dialogo, sia sulla filosofia del pensatore francese (Le due fonti) che su quella di autori del calibro di Eucken, Simmel, Driesch, Windelband e Scheler. Le quattro tappe in cui il libro articola questo incontro filosofico (corrispondenti alle città di Jena, Berlino, Heidelberg e Gottinga) ci consegnano un profilo nuovo del pensiero bergsoniano, che si dimostra perfettamente all’altezza del dibattito contemporaneo sui temi brucianti della tecnica, della storia e della guerra.”

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Bibliografie online di e su Foucault

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Per orientarvi nella ricca produzione filosofica di Michel Foucault, vi segnaliamo due bibliografie:

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eBook di filosofia: C. Mogno, Il pensiero politico di Pierre Clastres

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Clara Mogno, Il pensiero politico di Pierre Clastres

Tesi di dottorato discussa presso l’Università degli Studi di Padova (2018)

“Il lavoro che presentiamo qui si compone principalmente di due parti. In primo luogo proponiamo un lavoro di ricostruzione e di problematizzazione del pensiero politico di Pierre Clastres, lavoro di tesi vero e proprio; in secondo luogo, una serie di materiali d’archivio inediti (Appendice I) e di testi clastriani mai tradotti in italiano fino ad ora (Appendice II).
La prima parte, intitolata Il pensiero politico di Pierre Clastres, si articola in tre capitoli. Il primo consiste in una ricostruzione della traiettoria intellettuale dell’autore attraverso un’analisi del contesto rispetto ai dibattiti politici e intellettuali parigini degli anni 1960 – 1970. Questo lavoro storico ci ha permesso di cogliere la specificità del pensiero clastriano e i riferimenti, impliciti ed espliciti, presenti nei suoi testi. Abbiamo analizzato, ovviamente, i suoi rapporti con il PCF, con progetti intellettuali e politici quali Socialisme ou Barbarie e Libre, le sue relazioni con Lévi-Strauss, Lefort, Métraux, Sebag e altri.
Il secondo capitolo, Contre (Contro), è dedicato all’analisi della tesi clastriana delle “società primitive” concepite come delle società che si organizzano contro la comparsa dello Stato. Abbiamo qui ricostruito la genesi della proposta clastriana, analizzando in particolare la sua interpretazione della teoria dello scambio proposta da Lévi-Strauss. Infatti è a partire da una messa in questione dello scambio al livello della chefferie e alla luce dell’osservazione del fenomeno guerriero che l’autore ha costruito la sua antropologia politica. In seguito, abbiamo provato a problematizzare il concetto di “Stato” utilizzato da Clastres nella prospettiva della storia concettuale (Begriffsgeschichte), focalizzandoci sulle teorie del contrattualismo e del patto sociale proprie della tradizione filosofica moderna.
Il terzo e ultimo capitolo è una ricostruzione della ricezione del pensiero clastriano in filosofia politica contemporanea e in antropologia. Abbiamo qui analizzato i dialoghi di Clastres con Deleuze, Guattari e Foucault da una parte e, in seguito, alcune riprese e critiche delle sue tesi nel dibattito contemporaneo.
La seconda parte rende conto dei risultati del lavoro d’archivio che abbiamo svolto durante questi anni di ricerca. In Appendice I delle trascrizioni di interviste, che abbiamo consultato in formato audio e video all’INA (Institut National de l’Audiovisuel) alla BNF (Bibliothèque Nationale de France). Infine presentiamo una serie di testi mai tradotti in italiano, alcuni dei quali non erano segnalati dalla bibliografia di riferimento (il Cahier Pierre Clastres, curato da Miguel Abensour e Anne Kupiec) né dal catalogo del fondo IMEC – come, per esempio, l’intervista con Raymond Bellour in Le livre des autres. “

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eBook di filosofia: E. Franzini, L’estetica francese del ‘900. Analisi delle teorie

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Elio Franzini, L’estetica francese del ‘900. Analisi delle teorie

“Questa ricostruzione teoretica dell’Estetica francese del Novecento si pone come la prima e più completa esposizione ragionata oggi esistente dell’intero corso dell’importantissimo pensiero estetico francese compreso tra la fine dell’Ottocento e oggi.(…) Elio Franzini ci offre i risultati di un lungo e paziente lavoro di verifica e di controllo, svolto non «a orecchio»(come purtroppo se anche visto altre volte fare) ma direttamente sul campo, nelle biblioteche francesi ed a contatto non solo dei testi, ma delle persone, delle riviste e dei circoli culturali dove il pensiero estetico si agita e si dialettizza. Come è giusto fare, del resto; ma che qui si valorizza ancor meglio per il modo di procedere all’organizzazione di così vasta materia; il modo, che non è solo quello di un’analisi attenta a non lasciarsi nulla sfuggire e di farsi pronti e sensibili ad ogni svolta, ad ogni slancio o ad ogni arresto di tutto il cammino per più direzioni avanzante degli itinerari estetici del pensiero francese, ma che è anche quello, nello sforzo critico, comprensivo e organizzativo, di una onesta e distaccata ottica storica, capace di procedere nella ricerca limite di un obbiettivo giudizio, senza gabbie ideologiche o pregiudiziali partiti presi.(…)È così possibile cogliere, nel succedersi dei capitoli di questo volume, il sorgere e lo svilupparsi, anzitutto, delle tendenze epistemologiche, volte ad interrogare le possibilità «scientifiche»(in diversi sensi) – quelle che l’Estetica poteva sperimentare al proprio interno anche in relazione alla delimitazione di confini e di compiti nel più vasto ambito delle scienze dell’uomo – che caratterizzano una linea (sempre più debolmente rinascente) della riflessione estetica francese, specialmente nei primi decenni del secolo. Ma, accanto a queste istanze epistemologiche (ed anche al suo interno), ecco che si prospettano i problemi del sentimento estetico, della simpatia simbolica, della vita delle forme, dei rapporti tra arte e conoscenza, tra arte e filosofia, infine dell’emergere e provarsi di una Estetica fenomenologica e del suo intrecciarsi a volte dialettico con le filosofie esistenzialistiche e con le più avanzate ricerche ontologiche e semiologiche (Dalla “Presentazione” di Dino Formaggio)”

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eBook di filosofia: F. Ognibene, Per una nuova filosofia politica: Merleau-Ponty e la comunità originaria

Federica Ognibene, Per una nuova filosofia politica: Merleau-Ponty e la comunità originaria

Tesi di dottorato discussa presso l’Università degli Studi di Padova (2012)

“Il presente lavoro intende indagare il problema d’autrui nella filosofia di Merleau- Ponty a partire da quella dimensione pretematica e primordiale che rende possibile la riflessione, e allo stesso tempo svelare i parametri di una ricerca verso la possibilità del vivere assieme in una comunità in cui sia ego che alter esistono senza annichilirsi. Parte da qui l’indagine sull’intersoggettività che da semplice corollario al problema della trascendenza, acquisisce un ruolo fondamentale all’interno del movimento di trascendenza in cui l’altro diventa centrale nell’abbandono di una soggettività autonoma e autocostituita. Attraverso l’analisi dell’attualità politica e il passaggio a una ontologia carnale, si modifica il discorso intersoggettivo che non deve più raggiungere l’altro in quanto è già sempre presente all’io, cosicchè non c’è più una relazione tra soggettività ma un unico soggetto intersoggettivo, in cui io e altro sfumano. Si apre qui una suggestiva derivazione del pensiero merluapontiano che, preso atto di una intersoggettività impossibile, guarda a una sfera comunitaria non appartenitiva, immediata e mai conclusa che porta a una riconfigurazione della filosofia politica.”

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eBook di filosofia: V. Gammella, Potere, resistenza, bios. La costruzione del soggetto in Michel Foucault

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Valeria Gammella, Potere, resistenza, bios. La costruzione del soggetto in Michel Foucault.

Tesi di dottorato discussa presso l’Università Federico II di Napoli (2018)

“La tesi ricostruisce la tematizzazione foucaultiana della questione del soggetto dagli scritti letterari degli anni Sessanta fino agli ultimi corsi degli anni Ottanta, portando in evidenza com’essa proceda di pari passo ad una ricerca contestuale sulla verità, pensata – secondo angolature differenti – come perno attorno a cui ruota la costruzione del soggetto.”

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eBook di filosofia: I. Brancasi, Architettura e Illuminismo: filosofia e progetti di città nel tardo Settecento francese

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Irene Brancasi, Architettura e Illuminismo: filosofia e progetti di città nel tardo Settecento francese

Tesi di dottorato discussa presso l’Università degli Studi di Firenze, 2013

“This research focuses on the representation of the city in France at the end of the Old Regime, paying a particular attention to the contribution of architectural theory. The starting point is the analysis of a heterogeneous literature, which points out the need for a new observation of the urban space together with the possibility of a radical and material change. This intellectual reflection is observed from numerous reform projects as well as from the imagination of an ideal city drawn by the utopic literature; these texts are proposed in the wake of the link between reform and utopia established by Franco Venturi and Bronislaw Baczko. However, the core of this research is the representation of the city developed by the architectural theory and especially by the thought of two artists, Étienne-Louis Boullée (1728-1799) and Claude-Nicolas Ledoux (1736-1806). Based on some philosophical, social and cultural enlightenment ideas, both of them elaborate an image of the city whose transformation can give birth to a new society. In their thought, architecture becomes a real social art, essential to a new social design and to human emancipation. Their theory and their architectural planning have a double purpose: to receive the man”

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eBook di filosofia: G. De Michele, Gilles Deleuze: “Sur Foucault — 1985-1986”

Foucault

Girolamo De Michele, Gilles Deleuze: “Sur Foucault –€“ 1985-1986”

Tesi di dottorato discussa presso l’Università degli Studi di Padova (2016)

“Alla morte di Michel Foucault nel 1984, Gilles Deleuze intraprese un’attività di lettura dell’intero corpus dei suoi scritti, allo scopo di scrivere un libro. Il corso che Deleuze tenne nel 1985-1986 all’Università di Paris-VIII rappresenta una sorta di laboratorio nel quale Deleuze ha messo alla prova i propri concetti in via di sviluppo. Il libro che Deleuze scrisse al termine del corso, tuttavia, compresse in poche pagine le riflessioni sviluppate durante il corso, e risultò di difficile comprensione, o talmente personale da essere definito “una fiction metafisica”.
La pubblicazione delle registrazioni del corso (2011) permise una maggiore comprensione dell’interpretazione deleuzeana del pensiero di Foucault: è sorprendente vedere come Deleuze, che non poteva conoscere i corsi al Collège de France, avesse maturato un’intepretazione molto accurata del pensiero di Foucault.
L’ipotesi di lavoro di questa edizione critica del testo del corso di Deleuze del 1985-1985, pubblicato on line fra la primavera del 2013 e l’estate 2015, era che l’accurata interpretazione di Deleuze fosse motivata dalla conoscenza di alcuni testi in seguito raccolti nei Dits et écrits, e che i discorsi e le conferenze di Foucault avessero un’intima coerenza con i contenuti dei corsi al Collège, e costituissero una sorta di cannocchiale attraverso il quale leggere gli stessi Corsi. La conclusione del lavoro di tesi ha confermato questa ipotesi.
Deleuze, nel corso delle sue lezioni, interpreta l’intero sistema di pensiero di Foucault suddividendolo in tre assi: quello del sapere, quello del potere, e quello della soggettivazione. I primi due assi sviluppano e approfondiscono interpretazioni già note, che lo stesso Foucault conosceva. Il terzo asse è quello più rilevante, perché nel corso delle lezioni Deleuze rinuncia ad interpretarlo in base alla centrale nozione di desiderio, e coglie con esattezza le dinamiche dei processi di soggettivazione che Foucault aveva studiato attraverso la confessione cristiana, e poi attraverso il “coraggio della verità” e la nozione di parrhesia negli stoici e nei cinici.
Accanto al concetto di soggettivazione, altri concetti meritano di essere segnalati.
Mostrando la stretta relazione fra Foucault e Blanchot, e fra Foucault e Bichat, Deleuze mostra un’opposizione fra Foucault ed Heidegger che è confermata da alcuni appunti dell’ultimo corso di Foucault. In secondo luogo, per interpretare il concetto di soggettivazione Deleuze produce un nuovo concetto, quello di “piega”, che utilizzerà in seguito per il libro su Leibnitz. Infine, il concetto di “società del controllo”, che sembrava un’interpretazione arbitraria di Deleuze, appare dalle lezioni il prodotto di un pensiero originale, ma coerente con la teoria foucaultiana della biopolitica.
In definitiva, l’intero seminario di Deleuze appare essere un’originale, ma fedele, interpretazione del pensiero dell’amico.”

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eBook di filosofia: F. Voltaire, Dialogue entre un brahmane et un jésuite sur la nécessité et l’enchaînement des choses (trascrizione e traduzione in lingua inglese)

Voltaire

Voltaire, Dialogue entre un brahmane et un jésuite sur la nécessité et l’enchaînement des choses

Edizione digitale con introduzione, note editoriali, trascrizione a cura di Ruggero Sciuto e traduzione a cura Kelsey Rubin-Detlev

Strictly linked as it is to the problem of evil as well as to the notions of causation and moral freedom, the idea of determinism (or ‘fatalisme’, in eighteenth-century French parlance) was crucial to Voltaire’s philosophy and surfaces regularly in his works. From well-known contes philosophiques such as Candide or Zadig to understudied texts such as the Lettres de Memmius à Cicéron and the Traité de métaphysique, from the great historiographical works to the letters that he exchanged with Frederick II of Prussia and others, Voltaire constantly engaged with the problem of determinism and human freedom, offering various and often contrasting solutions to it.

Although short and apparently light in tone, the Dialogue entre un brahmane et un jésuite sur la nécessité et l’enchaînement des choses, presented here in a digital edition, is a key text in the evolution of Voltaire’s philosophical views. The two interlocutors – a Brahmin and a Jesuit – discuss precisely the question of whether human actions are free or not, with preference being clearly given to the latter position, which is expounded by the Brahmin and which solidly rests on the notion of the causal chain (or ‘chaîne des événements’). To be sure, anticipating what is today termed ‘the butterfly effect’, the Brahmin emphasises the extraordinary consequences that apparently minor causes can trigger. This is quite a common trope in eighteenth-century French texts, which has at its root Pascal’s famous statement in the Pensées that, had Cleopatra’s nose been slightly shorter than it was, the whole world would have been completely different.

The Dialogue entre un brahmane et un jésuite, of which, regrettably, no manuscript survives, was probably written in 1751 and was first published anonymously in the periodical Abeille du Parnasse of 5 February 1752. It then underwent several reprints during Voltaire’s lifetime, which, however, display only a limited number of variants. Our digital edition of this text, which is not meant to be definitive but is rather conceived as a prototype for future digital projects, is based on a 1756 edition, with variants collated from only one other witness of 1768. For a full scholarly edition, we refer the reader to the Œuvres Complètes de Voltaire, Oxford: Voltaire Foundation, 1968-, vol.32A, p.97-117.”

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