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eBook di filosofia: C. Nadeau, Justice et démocratie. Une introduction à la philosophie politique

Nadeau, Justice et démocratie

Christian Nadeau, Justice et démocratie. Une introduction à la philosophie politique

“Comment un philosophe ou un théoricien aborde-t-il une question en philosophie politique ? À quel exercice de la pensée se prête-t-il pour régler les problèmes bien réels et souvent très complexes qui se présentent à lui ? Pour l’auteur de cette introduction à la philosophie politique, l’investigation des concepts et des intuitions ainsi que le développement du sens critique sont des étapes nécessaires à la compréhension des principaux débats qui nous occupent encore aujourd’hui.
Dans ce livre, il s’agit donc de présenter des questions, mais aussi des théories. Christian Nadeau y traite de justice et de démocratie à travers le prisme de l’argumentation philosophique. Peut-on concevoir la démocratie comme un obstacle à la justice ? Est-ce que la démocratie est par définition juste et ne peut donc donner lieu qu’à des décisions justes ? Ces problématiques, comme celles de la liberté, des conflits sociaux, du pluralisme sont disséquées à la lumière du débat contemporain et des différentes approches théoriques.
Finalement, au-delà des questions politiques soulevées, le lecteur trouvera dans la singularité de cet ouvrage toutes les bases d’une initiation à la philosophie, qui lui permettront d’élaborer sa propre réflexion sur les sujets qui l’intéressent.”

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eBook di filosofia: F. Zuolo, Human-animal relations and the idea of cooperation

scimmie

Federico Zuolo, Human-animal relations and the idea of cooperation

“The idea of cooperation has been recently used in human-animal relations to justify the application of an associative theory of justice to animals. Following a post-Rawlsian understanding of justice, in virtue of animals’ cooperation with humans for the production of some valuable goods (assistance, nourishment, scientific progress), animals are owed a just treatment. In this paper, I discuss some of these proposals (by Coeckelbergh, Kitcher, Niesen, Valentini) and seek to provide a reformulation of the idea of cooperation suitable to human-animal relations. The standard idea of cooperation, indeed, presupposes mental capacities and attitudes which can be hardly found in animals. Hence, to make sense of the idea of human-animal cooperation we should try and formulate a version of cooperation that accommodates these differences while still being faithful to the core idea. To do this, I try to disentangle the idea of cooperation from other cognate notions and distinguish it from exploitation, use, and relationship of companionship. The upshot is a minimal taxonomy of human-animal relations that covers most of possibilities from the worst type of relation in terms of the neglect of animals’ welfare (exploitation) to the one which is most favourable to animals’ welfare (relationship of companionship). In this taxonomy cooperation is a form of relation where animals are used to produce a valuable good in a way that is compatible with their ethological features and without being harmed. This idea of human-animal cooperation maps onto some actual social practices but retains the normative purchase of cooperation and excludes relations that are harmful to animals.”

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eBook di filosofia: J. Rawls, Uma Teoria da Justiça

Rawls

John Rawls, Uma Teoria da Justiça

“Tra i maggiori filosofi della morale e della politica della seconda metà del Novecento, in contrasto con le dottrine utilitaristiche classiche dominanti nella riflessione etico-politica anglosassone, Rawls propose una teoria neocontrattualistica della giustizia sociale, riprendendo la tradizione di Locke, Rousseau e soprattutto di Kant. Tale teoria, elaborata in innumerevoli articoli (Outline of a decision procedure for ethics, in Philosophical review, 1951; Justice as fairness, in Philosophical review, 1958; The sense of justice, in Philosophical review, 1963; Distributive justice, in Philosophy, politics, and society, 1967) e nella sua opera fondamentale (A theory of justice, 1971; trad. it. Una teoria della giustizia), si fonda sul presupposto della scelta razionale, da parte di ciascun membro di un ipotetico «stato di natura», dei principi cui dovrebbero conformarsi le istituzioni per essere considerate giuste. Il punto di partenza è dato da un’ipotetica «posizione originaria» caratterizzata da un «velo di ignoranza» circa il ruolo che ogni membro occuperà nella società, e quindi da una condizione necessariamente imparziale in cui in tutti è presente almeno l’intenzione di non venire danneggiati a causa della posizione sociale che si andrà a occupare. A partire da tale condizione ciascuno sceglierebbe razionalmente due principi fondamentali su cui basare il funzionamento delle istituzioni. Il primo stabilisce che a ciascun membro della società spetteranno uguali diritti, doveri e libertà; il secondo (noto come principio di differenza) individua le condizioni per un’equa giustizia distributiva e stabilisce che le ineguaglianze economiche e sociali verrebbero tollerate soltanto nel caso in cui apportassero vantaggi ai gruppi sociali più svantaggiati (secondo il criterio del maximin della teoria dei giochi, consistente nel massimizzare i guadagni minimi). L’innovazione della teoria etico-politica di R. consiste soprattutto nella ridefinizione del contrattualismo classico attraverso l’utilizzazione dei modelli di comportamento razionale di tipo economico, con la conseguenza che una giustizia equa costituisce non solo un ideale etico-politico, ma anche il risultato di una strategia ottimale per la salvaguardia dei diritti fondamentali di ciascun individuo. Le proposte di R. sono state al centro di un vasto dibattito (Nozick, Harsanyi, Habermas, Hart, ecc.) sui principi cui si dovrebbero ispirare le istituzioni liberal-democratiche e sul ruolo e le finalità di tali istituzioni rispetto alla società civile. ” (tratto da Treccani.it, Dizionario di Filosofia)

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eBook di filosofia: P. Donini, Aristotele, la giustizia e la responsabilità

Aristotele

Pierluigi Donini, Aristotele, la giustizia e la responsabilità

“Nella storia del pensiero occidentale Aristotele è il primo pensatore che abbia enunciato un’organica e compiuta teoria della reponsabilità e meditato sul problema, legale e morale, del grado di imputabilità da attribuirsi agli agenti, sia in sede di giustizia, sia nel giudizio morale. A lui risalgono concetti e distinzioni che sono ancora il fondamento del nostro modo di pensare e, spesso, della legislazione degli stati europei e mericani. La presente Lezione si propone di illustrare i pregi e le difficoltà della sua concezione.”

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