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eBook di filosofia: I. Testoni, Giulio Goggi (a cura di), Heidegger nel pensiero di Severino

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Ines Testoni, Giulio Goggi (a cura di), Heidegger nel pensiero di Severino. Metafisica, Religione, Politica, Economia, Arte, Tecnica

Il volume raccoglie gli Atti dell’omonimo Congresso, svoltosi a Brescia nei giorni 13-15 giugno 2019

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In ricordo di Giovanni Piana: Esistenza e storia negli inediti di Husserl (tesi di laurea di Giovanni Piana con introduzione di Enzo Paci)

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Giovanni Piana, Esistenza e storia negli inediti di Husserl

Il volume è la tesi di laurea di Giovanni Piana, compiuta nel 1962 e discussa nel febbraio del 1963. Essa è rimasta immutata nella pubblicazione del 1965, a cui venne aggiunta l’appendice “Significato della fenomenologia”. A questo lavoro Enzo Paci volle premettere un’ampia e generosa introduzione.

In ricordo di Giovanni Piana (Casale Monferrato, 5 aprile 1940 – Praia a Mare, 27 febbraio 2019)

Piana è stato allievo di Enzo Paci con il quale ha conseguito la laurea in Filosofia con una tesi sugli inediti di Husserl dell’ultimo periodo, realizzata tra il 1962 e il 1963 presso gli Archivi Husserl dell’Università di Freiburg im Breisgau, allora diretti da Eugen Fink. Dopo la laurea è stato assistente volontario e borsista del Ministero della Pubblica Istruzione e del Consiglio Nazionale delle Ricerche fino alla nomina ad assistente ordinario avvenuta nel 1968. Ha conseguito la libera docenza nel 1969, confermata nel 1975.
Ha insegnato Filosofia Teoretica, prima in qualità di docente incaricato a partire dal 1970 e poi in qualità di docente straordinario a partire dal 1980 e ordinario a partire dal 1984, presso il Dipartimento di Filosofia (Facoltà di Lettere e Filosofia) dell’Università degli Studi di Milano. Suoi allievi sono stati in particolare: Paola Basso, Alfredo Civita, Vincenzo Costa, Elio Franzini, Paolo Spinicci e Carlo Serra.
Giovanni Piana è stato direttore scientifico del Seminario Permanente di Filosofia della Musica (coordinatore: Carlo Serra) di cui è espressione il giornale on line “De Musica” ; è stato membro del Comitato scientifico della Rivista “Analisi”, Ricordi, Milano diretta da Marco De Natale e della Rivista “Sonus. Materiali per la musica moderna e contemporanea”, diretta da Antonio De Lisa. Ha diretto la collana di libri “Sensibilia” per l’editore Guerini, Milano. È stato coordinatore nazionale di un gruppo ministeriale interuniversitario di ricerca in connessione con l’Università di Trento e di Trieste sul tema “Fenomenologia e teoria degli oggetti”.
Nel dicembre 1999, si è ritirato dall’insegnamento e si è trasferito a Pietrabianca di Sangineto in Calabria. Di qui ha continuato a mantenere rapporti scientifici e culturali con l’Università degli Studi di Milano attraverso i due siti web: “Spazio filosofico” e “Archivio di Giovanni Piana”. Nel 2014 si è trasferito a Roma nel Parco di Veio. Nel 2016 è ritornato in Calabria prendendo la residenza a Praia a Mare, Contrada La Foresta ed in questa occasione ha donato duemila libri della sua biblioteca alla Biblioteca Comunale di Praia.

“La sua posizione filosofica è [stata] caratterizzata da una concezione della fenomenologia (“strutturalismo fenomenologico”) in cui sono presenti influenze di Husserl, Wittgenstein e Bachelard. Indicazioni su questa linea di tendenza si possono trovare nel saggio Die Idee eines phänomenologischen Strukturalismus, contenuto in Phänomenologie in Italien, hrsg. von Renato Cristin, Verlag Königshausen & Neumann, Würzburg 1996. I suoi interessi sono [stati] orientati in direzione della teoria della conoscenza, della filosofia della musica e della tematica della percezione e dell’immaginazione”. (tratto dal sito “Archivio di Giovanni Piana”)

L’ Archivio di Giovanni Piana è il sito in cui sono riuniti tutti gli scritti del filosofo pubblicati a stampa in volumi o in riviste

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eBook di filosofia: E. Nenci (a cura di), Bernardino Baldi “In mechanica Aristotelis problemata exercitationes”

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Elio Nenci (a cura di), Bernardino Baldi “In mechanica Aristotelis problemata exercitationes”

“”In mechanica Aristotelis problemata exercitationes”, scritte da Bernardino Baldi, vengono ristampate – provviste d’introduzione e commento – come quarto volume della collana “Sources” della “Max Planck Research Library for the History and Development of Knowledge”, la versione Italiana di “Sources 3”. Il volume è disponibile in internet senza limitazioni d’accesso anche come pubblicazione elettronica “open-access” all’indirizzo http://www.edition-open-access.de.
Il testo venne pubblicato nel 1621, quattro anni dopo la morte dell’autore. Questo libro appartiene alla lunga tradizione rinascimentale concernente lo studio dei “Problemi Meccanici” pseudo-aristotelici. A differenza della maggior parte delle altre opere scritte durante il XVI secolo, tuttavia, il testo di Baldi esprime una posizione critica nei confronti dell’approccio teorico presente nelle meccaniche pseudo-aristoteliche. Il testo delle “Exercitationes” mostra una sistematica applicazione dei principi archimedei alla spiegazione delle questioni discusse nei “Problemi Meccanici” e, dunque, illustra chiaramente la struttura a forma di patchwork della meccanica preclassica. Il testo, inoltre, presenta lunghe digressioni che ampliano considerevolmente i confini della meccanica.”

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ELMI – Elenchi di Link a pagine sulla matematica in Italia: biografie e bibliografie di matematici e filosofi della scienza italiani

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ELMI – Elenchi di Link a pagine sulla matematica in Italia è il sito curato da Gabriele Lucchini, Alberto Marini e Giuliano Moreschi che raccoglie collegamenti a pagine web a biografie e bibliografie di matematici italiani (e filosofi e storici della scienza).

“Questa attività è iniziata nella prima parte del 2017 con l’obiettivo della raccolta dei link alle pagine riguardanti matematici italiani e studiosi che hanno influenzato significativamente lo sviluppo della matematica in Italia. Per questo sono state riprese ed integrate importanti collezioni di pagine web curate da organismi e storici comprendenti non soltanto link ma limitandosi a gruppi circoscritti di persone.
Questa prima fase di lavoro si è concentrata su un elenco di persone, ciascuna munita di uno o più link e di qualche caratterizzazione codificata. riferiti alle persone.
Ogni linea di questo elenco, ora chiamato ELMI-ABB, fornisce informazioni concise che richiedono la conoscenza di molte scritture convenzionali; queste sono definite nella pagina ELMI-AbbRif.htm
Si intendono considerare persone di tutte le epoche, dai pensatori della Magna grecia ai ricercatori tuttora attivi. Inoltre non si vogliono restingere gli ambiti disciplinari delle persone nell’elenco e si sono inclusi anche studiosi di discipline vicine alla matematica come astronomi, statistici, economisti, fisici teorici, filosofi e storici della scienza.”

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eBook di filosofia: D. Guraschi, Giuseppe Rensi filosofo della storia

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Dario Guraschi, Giuseppe Rensi filosofo della storia

Tesi di laurea discussa presso l’Università degli Studi di Pisa nell’a.a. 2012/2013

“L’indagine che qui presento si configura nella forma di un contributo critico designato a illustrare e definire, nell’ambito di una filosofa della storia, la posizione teorica di Giuseppe Rensi. Viene così a costituirsi quale materia di ingadine il momento della storia – alla luce del significato che le viene attribuito – riconosciuto nella sua centralità per una comprensione adeguata dell’intera evoluzione spirituale di Rensi; il quale, dall’originaria elaborazione scettica, perviene ad una complessiva visuale pessimistica del destino umano. Vengono così ad essere esaminati i testi principali di Rensi fra gli anni 1916 e 1926, testi nei quali trova esposizione e discussione il concetto del divenire storico. Ivi poi trova compiuta espressione il travaglio di un meditare nutrito nell’inquietudine per una storia umana che si riconosce inafferrabile alle forme della ragione. Ed è nel solco della scissione tra storia e ragione, operata dilatando e coinvolgendo nel dominio delle vicende umane la validità metodologica del dubbio scettico, che ho inteso rievocare la genesi del pensiero storico in Rensi (capitolo primo), attraverso quell’episodio della compagine reale, la guerra, che rivela il suo valore compiuto per il giudizio storico-filosofico nel darsi come vicenda universale, figura ideale dello sgretolamento metafisico intrinseco alla ragione stessa, compiuta nel luogo della più elevata consapevolezza di sé, la realtà. Ho voluto così affermare la dimensione europea della riflessione rensiana, sì da riconoscerla in stretta congiunzione con quella che viene indicata come tradizione “antistoricistica” di pensiero, sorta nel secolo XIX e protrattasi fino alla prima decade del secolo XX, volta a promuovere una comprensione della storia alternativa allo storicismo hegeliano (capitolo secondo). Mi sono da ultimo proposto di intendere nella pienezza delle sue articolazioni il contributo che Rensi viene delineando negli anni complessi della maturità filosofica, consolidata nello scetticismo (capitolo terzo). In tal senso è risultato necessario testimoniare e motivare la formulazione scettica di un meditare rivolto dapprima a metter tra parentesi la storia della filosofia, esibendo la sistematica demolizione che Rensi intraprende della morfologia idealistica in quanto incapace di afferrare, nella corretta visione dei fatti, lo svolgimento temporale della filosofia, così da poter sostituire allo storicismo idealistico una filosofia della storia di carattere vitalistico. In un secondo momento mi sono impegnato a giustificare l’idea di poter istituire una forte connessione metodologica fra Hegel e Rensi, almeno sul piano della Geschischtsphilosophie, sostenendo la base hegeliana delle forme con cui il pensatore veronese imposta la problematica relativa alla connessione dei fenomeni storici, intesi secondo una struttura dialettica. Mi sono poi rivolto a delineare, nelle componenti essenzial,i la morfologia della storia, come Rensi ha voluto intenderla nel periodo compreso fra il 1923 e il 1926, ovvero nell’arco temporale all’interno del quale il pensiero scettico subisce il cruccio di una svolta, alla cui maturazione è delegato il sapere tragico, altresì l’emergere di quel pessimismo cosmico che Rensi non esita ad ampliare alla filosofia della storia; pessimismo dal quale traluce il concetto della storia esibito al pensiero nel dolore e nel conflitto universale. “

 

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eBook di filosofia: R. Visone, «He lived a long life doing profession of pessimism»: Michelstaedter vs Schopenhauer

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Roberta Visone, «He lived a long life doing profession of pessimism»: Michelstaedter vs Schopenhauer

“Tra le fonti del pensatore goriziano Carlo Michelstaedter, morto suicida a ventitré anni nel 1910 dopo aver ultimato la stesura della sua tesi di laurea sui «concetti di persuasione e di rettorica in Platone e Aristotele», un ruolo di rilievo va riconosciuto ad Arthur Schopenhauer. Non solo La persuasione e la rettorica, data alle stampe nel 1913, ma anche l’ampio corpus di appunti e scritti privati del giovane filosofo, ancora in parte inediti, testimoniano la profonda influenza che il sistema schopenhaueriano esercitò sulle due categorie polari intorno alle quali si struttura la meditazione di Michelstaedter.

Il saggio di Roberta Visone muove da una costatazione in apparenza contraddittoria con questo rilievo, ovvero dall’assenza di un riscontro immediato di tale influenza negli scritti michelstaedteriani. Citato raramente, Schopenhauer è oggetto di una severa critica da parte del Goriziano, che l’addita come colui che, lungi dal trarre le conseguenze ultime del suo “pensiero principale”, «visse tutta una lunga vita a fare professione di pessimismo». Roberta Visone scandaglia lucidamente il senso profondo di tale giudizio che ella legge come espressione della raggiunta autonomia della nozione di «persuasione» dalla noluntas schopenhaueriana. Ciò sullo sfondo di una peculiare idea di «pessimismo» che si radica nell’interpretazione michelstaedteriana della filosofia greca, di Parmenide, di Platone e del «rettorico» Aristotele, variazione originalissima di un tema già proprio del giovane Nietzsche. Nella critica alla «professione di pessimismo» del filosofo di Danzica si riverbera dunque, secondo l’autrice, la più generale condanna di Michelstaedter nei confronti di ogni retorica scientifica o filosofica, di ogni sapere che aspiri ad attingere presunti «assoluti», quasi che la ricerca delle verità ultime non fosse destinata a germogliare inevitabilmente, al pari di ogni altra espressione della nostra vitalità, sul terreno della dolorosa «insufficienza» della condizione umana” (dalla Prefazione di Edoardo Massimilla)

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eBook di filosofia: B. Del Giovane, Seneca, la diatriba e la ricerca di una morale austera

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“All’interno della prosa senecana è possibile individuare, secondo una terminologia da tempo codificata, un sostrato definibile come diatribico. Il presente volume si propone di sopperire alla mancanza di un moderno lavoro d’insieme sulla diatriba cinico-stoica in Seneca filosofo, analizzandone caratteristiche, influenze e mediazioni. In risposta a un precedente approccio critico quasi puramente compilativo pur nella sua sistematicità, viene qui offerta una disamina aggiornata e una contestualizzazione dei singoli stilemi portatori di un sigillo di preteso ‘diatribismo’. Il volume ricostruisce questo rapporto, che si è voluto definire ‘complesso’, tra la diatriba e la prosa senecana, perseguendo un ideale di ricerca capace di coniugare i contenuti moralistici con le forme stilistiche, la predicazione filosofica con la costruzione retorica e, non da ultimo, tenere conto anche di quanto si può ricostruire della cronologia dell’opera senecana. Tra le mediazioni fondamentali vengono individuate l’insegnamento dei maestri senecani (i Sestii e Attalo), la predicazione del Cinico Demetrio e la poesia oraziana.”

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eBook di filosofia: G. Ventura (a cura), Pico tra cultura e letteratura dell’Umanesimo

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Giacomo Ventura (a cura), Vico tra cultura e letteratura dell’Umanesimo. Giornata di studi in occasione del 550° anniversario della nascita (1463-2013)

“Assieme alla grandezza del suo ingegno, ciò che non manca mai di sorprendere di Giovanni Pico della Mirandola è la brevità della sua vita. Una parabola esistenziale racchiusa tra il 1463 – anno in cui, non si dimentichi, Ficino aveva finito di tradurre il Corpus Hermeticum, destinato a divenire testo di riferimento per la cultura filosofica fiorentina e per il nostro – e il 1494, l’annus horribilis con cui sarebbe iniziato il progressivo disfacimento culturale e politico delle signorie italiane e in cui passava a miglior vita, insieme a Pico, anche l’altro astro fulgente della Firenze medicea e suo intimo amico: Angelo Poliziano. Durata appena trentun anni, la vita di Pico continua a suggestionarci per la sua densità, unica e irripetibile, e per i suoi connotati prodigiosi, leggendari. La “Fenice degli ingegni” è infatti un giovane dagli interessi intellettuali tormentati, mosso da un’incessante e irrequieta attività di studio che lo avrebbe portato a spaziare oltre i confini del sapere filosofico della sua epoca e a distinguersi per il suo genio anche presso gli umanisti più preparati del Rinascimento italiano, assumendo presto, suo malgrado, un’aura sovrannaturale, mitica. “

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eBook di filosofia: M. Matteoli, Immaginazione, conoscenza e filosofia: l’arte della memoria di Giordano Bruno

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Marco Matteoli, Immaginazione, conoscenza e filosofia: l’arte della memoria di Giordano Bruno

“L’arte della memoria di Giordano Bruno, praticata, insegnata e sviluppata per tutto il corso della sua vita, non va considerata solo come un singolare mezzo per conservare il ricordo di quanto si apprende – entro l’orizzonte fantastico-visivo di una memoria che, nel caso di Bruno, era già di per sé prodigiosa–, ma rappresenta una vera e propria disciplina, che intreccia strettamente motivi filosofici con questioni di ordine retorico e metodologico.”

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eBook di filosofia: P. D’Alessandro, Lo stile del pensiero. Una lettura ipertestuale del caso emblematico di Friedrich Nietzsche

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Paolo D’Alessandro, Lo stile del pensiero. Una lettura ipertestuale del caso emblematico di Friedrich Nietzsche; con il contributo di Matteo Ciastellardi, L’informazione mediata. Il processo d’interazione nella cultura del testo

“Cosa succede quando la lettura non procede più secondo un percorso lineare? Come cambia il modo di pensare di fronte a testi mediali? Esiste uno “stile” del pensiero, che va di pari passo con il modo in cui i contenuti vengono strutturati, fruiti e rielaborati da ogni soggetto? Il presente testo rappresenta una sperimentazione aperta e ipertestuale, che declina le domande appena esposte mediante la proposta teoretica e culturale di un caso emblematico: lo stile di Friedrich Nietzsche. A metà tra scrittura ipertestuale e mappa cognitiva, la sperimentazione cerca di gettare luce sul modello del pensatore dello Zarathustra adattando il supporto al modello cognitivo che vuole sottolineare e illustrare. A completare il volume un’analisi critica del modello di scrittura ipertestuale e di lettura cognitiva a cura di Matteo Ciastellardi.”

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