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eBook di filosofia: P. Spinicci, Dieci lezioni sulle proprietà espressive

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Paolo Spinicci, Dieci lezioni sulle proprietà espressive. Corso di Filosofia teoretica. Laurea triennale (a.a. 2016/2017)

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Il pensiero filosofico-religioso italiano del Novecento: un dizionario bio-bibliografico online

filosofia

Il pensiero filosofico-religioso italiano del Novecento. Un dizionario bio-bibliografico  è un’enciclopedia online curata da Omar Brino che offre in rete voci biografiche dei pensatori italiani che si sono occupati di filosofia della religione nel secolo scorso.

Tutte le voci presentano un rapido profilo su vita, opere e pensiero filosofico-religioso dell’autore e una biblio-sitografia aggiornata che presenta gli scritti principali e la letteratura secondaria, con particolare riferimento al pensiero religioso.

Il dizionario verrà completato progressivamente, con alcune voci già attive e altre che verranno aggiunte man mano; sono previsti anche aggiornamenti periodici alle biblio-sitografie delle voci già on-line.

 

 

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Discepoli di Galileo: la biblioteca digitale delle opere della Scuola Galileiana

Discepoli di Galileo

Discepoli di Galileo è la biblioteca digitale che rende disponibili in rete le opere della Scuola Galileiana (288).

Gran parte dei documenti che compongono la raccolta sono conservati presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.

C’è la possibilità di fare ricerche libere e di accedere direttamente alla versione digitalizzata dei testi.

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Digitalizzazioni e mostra virtuale sui Congressi degli Scienziati italiani

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Nel sito del Museo Galileo di Firenze potete trovare:

  • Congressi Scienziati Italiani, ossia la digitalizzazione degli Atti dei Congressi degli scienziati italiani (nove riunioni durante il periodo 1839-1848) che rappresentarono un’importante e stimolante occasione di incontro per gli uomini di scienza del tempo e mostrarono l’esistenza di una cultura italiana unitari.
  • Scienziati di tutto il mondo, unitevi!, ossia la mostra virtuale che rende disponibile online una selezione della raccolta documentale e iconografica relativa ai Congressi degli scienziati italiani (1839-1875) conservata nella biblioteca del Museo Galileo (36 faldoni contenenti migliaia di carte manoscritte). Di particolare interesse i documenti, interamente inediti, della riunione di Venezia (1847), che fu interrotta dalla polizia austriaca

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Bibliographia Kircheriana: una bibliografia online dedicata ad Athanasius Kircher

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Bibliographia Kircheriana è una sezione  del Gregorian Archives Texts Editing (GATE), il progetto collaborativo sviluppato dagli Archivi storici della Pontificia Università gregoriana che si propone di pubblicare in rete il ricco patrimonio archivistico dell’importante ateneo.

In particolare nella bibliografia potete trovare una lista aggiornata di testi, articoli e saggi dedicati a Kircher. La bibliografia si basa principalmente su due fonti ma tutti possono contribuire alla segnalazione di nuove risorse, usando il form online:

  • László Polgár, Bibliographie sur l’histoire de la Compagnie de Jésus, 1901-1980, Roma, Institutum Historicum S.I., 1981-1990;
  • la bibliografia annuale pubblicata nell’Archivum Historicum Societatis Iesu che dal 1981 prosegue l’opera di Polgár

 

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La Scuola di Milano: numero speciale della rivista online “ViaBorgogna3”

ViaBorgogna

ViaBorgogna3 è il bimestrale online della Casa della Cultura di Milano che si propone di rielaborare i dibatti e le ricerche dell’associazione fondata nel 1946 da Antonio Banfi.

Il primo numero è interamente dedicato alla Scuola di Milano e ai suoi protagonisti con interventi (tra gli altri) di Elio Franzini, Fabio Minazzi, Fulvio Papi, Emilio Renzi, Gabriele Scaramuzza, Carlo Sini e Amedeo Vigorelli.

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eBook di filosofia: St. Thomas Aquinas’ Works in English

Tommaso d'Aquino

St. Thomas Aquinas’ Works in English

“Se è erronea prospettiva storica considerare la filosofia di T. come una semplice ripresa della filosofia aristotelica nell’ambito di una concezione cristiana del mondo (influiscono e convergono nella sua posizione l’aristotelismo arabo e certe tesi del neoplatonismo filtrate attraverso Agostino, Boezio, Dionigi, il Liber de causis e Avicenna), è tuttavia evidente che l’aristotelismo costituisce il punto di partenza del pensiero di Tommaso. Da questo punto di vista è fondamentale l’accoglimento della metafisica di Aristotele con la sua concezione dell’essere, la dottrina della causalità, la distinzione tra potenza e atto, sostanza e accidente. La composizione di atto e potenza è propria di tutti gli esseri finiti, anche delle nature puramente spirituali. La potenza, ossia l’essere della possibilità, non rappresenta una mera possibilità logica, nel senso di una mancanza di contraddizione intrinseca, bensì alcunché di reale nel senso di un essere incompleto, che può diventare un determinato ente, pur non essendo ancora tale. Ciò che è in potenza, non si può realizzare da sé stesso ma presuppone un essere in atto dalla cui causalità viene attuato. Su questa dottrina di atto e di potenza si basa anche la concezione di T. della reale distinzione fra essenza ed esistenza nelle cose create e finite. Questa distinzione, già chiara nei primi scritti di T., è sviluppata attraverso la ripresa di un tema proprio della metafisica di Avicenna, inserito su una concezione del concreto che prende le mosse da un ripensamento originale di Boezio: le creature sono esseri per partecipazione la cui essenza non coincide con l’esistenza (l’essenza partecipa all’essere per esistere) e questa struttura composita del concreto ne segna la caratteristica, distinguendo radicalmente le creature dal creatore, perfezione pura in cui essenza ed esistenza coincidono. A questa dottrina si ricollega quella dell’analogia dell’essere: l’essere non è un concetto di specie, univoco, bensì analogo e si estende dai limiti del più tenue esistere partecipato fino a Dio, essere assoluto. La metafisica aristotelica viene così approfondita e in più punti coerentemente sviluppata: di particolare importanza, da questo punto di vista, è la teoria dell’unità della forma sostanziale con cui, eliminando ogni tipo di dualismo platonico-agostiniano, T. giunge fino all’affermazione che anche nell’uomo unico è il principio formale per cui egli vive, sente e intende, e questo principio (l’anima) si unisce immediatamente al corpo come sua forma, senza intermediari. È lo sviluppo coerente del concetto di sinolo e la più rigorosa difesa dell’unità sostanziale dell’uomo. Attorno a questa dottrina dell’unità della forma sostanziale, combattuta dai francescani, si accesero vaste polemiche ed essa fu condannata (con altre tesi in prevalenza averroistiche) dal vescovo di Parigi Étienne Tempier (1277), dagli arcivescovi di Oxford Roberto di Kilwardby (1277) e J. Peckham (1284). La metafisica si corona nella dottrina di Dio. L’esistenza di Dio non è dimostrabile a priori (con l’argomento di Anselmo d’Aosta, detto poi ontologico) perché tale argomento comporterebbe un illecito passaggio dall’ordine del pensiero all’ordine dell’essere. L’esistenza di Dio si dimostra, per T., a posteriori, attraverso cinque vie: la prima via procede dalla considerazione che ogni mosso richiede un motore, e che nella catena dei mossi si deve giungere a un primo motore immobile perché non si può andare all’infinito; la seconda via procede dalla connessione delle cause efficienti disposte verticalmente: anche qui si deve arrivare a una prima causa perché è impossibile un processo all’infinito; la terza via è dalla distinzione del possibile e del necessario: ciò che è possibile (cioè che può essere e non essere, che è contingente) presuppone un necessario, e così via via fino a un necessario assoluto, libero da potenza e che ha in sé la ragione della sua necessità, puro atto; la quarta via è dalla gradualità delle perfezioni (bene, buono, ecc.): questa gradualità presuppone un valore assoluto di cui i vari gradi partecipano; la quinta via è dall’ordine e finalità dell’Universo che rinvia a un principio di questo ordine e di questa finalità. Dio è creatore in quanto trae dal nulla tutti gli esseri, formandoli secondo le idee che sono in lui (esemplarismo platonico-agostiniano da tempo definitivamente acquisito nella teologia cristiana); ma gli esseri creati, sospesi all’atto della libera volontà creatrice (creazione continua), costituiscono un ordine naturale retto dalle leggi della causalità. T. respinge decisamente la dottrina di coloro che negano azioni proprie agli esseri naturali togliendo ogni autonomia alle cause seconde (la polemica è condotta in partic. contro i «loquentes in lege Maurorum», cioè i teologi musulmani; ma anche contro Avicebron e Avicenna); e l’accettazione della dottrina aristotelica lo sorregge nella difesa di un ordine naturale che non può essere semplice epifania del divino: anzi proprio nell’essere dotato di una reale capacità causativa esso manifesta la potenza e la carità di Dio che quella capacità ha concesso agli esseri creati. Tale difesa del concetto di natura, della sua attività e iniziativa, è di grande importanza anche in tutti i problemi in cui si discute del rapporto tra ordine naturale e ordine soprannaturale, come nel problema della libertà e della grazia. Con T. un’idea di natura schiettamente aristotelica si sostituisce all’idea di natura platonico-agostiniana tutta permeata di Dio. Gli enti creati, infatti, o sono composti di materia e forma, o sono forme pure (puri spiriti): nei primi il principio d’individuazione è la materia (materia quantitate signata); gli esseri spirituali invece costituiscono ciascuno una specie (anche la dottrina tomista dell’individualismo, molto combattuta dai francescani, viene condannata da Étienne Tempier nel 1277).” (tratto da Treccani.it)

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Archivio Nicolao Merker: biografia, bibliografia e testi online

Nicolao Merker

L’ Archivio Nicolao Merker è il sito dell’Università La Sapienza dedicato a Nicolao Merker docente di Storia della Filosofia moderna presso l’Ateneo romano dal 1974 fino al 2006.

Il sito contiente la biografia del filosofo, una sua bibliografia completa e rende accessibili i testi dei suoi libri ormai fuori commercio.

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eBook di filosofia: R. Chiaradonna, Tommaso Campanella e l’eternità del mondo

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Riccardo Chiaradonna, Tommaso Campanella e l’eternità del mondo

“This study examines Tommaso Campanella’s discussion of the eternity of the world, as presented in texts ranging from Philosophia sensibus demonstrata – published to defend Telesio from Giacomo Antonio Marta’s criticism, in 1591 – to Metaphysica, which Campanella drafted in a number of different versions and finally published in Paris in 1638. Campanella’s stance is marked by some striking recurrent features: most notably, his criticism of Aristotelian eternalism and a connection with the Platonic-Ficinian tradition of prisca theologia. This framework, stemming from the ancient tradition of debates on Plato and Aristotle that extended well into the 15th century, is combined in Campanella’s later works with a reference to the new astronomy, which —as the philosopher himself stresses— delivered a final blow to Aristotelian cosmology. The Apologia pro Galileo (1616) further shows that Campanella sought to incorporate Galileo’s astronomy into the framework of prisca theologia.”

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eBook di filosofia: A. Fabris, I media e l’etica della comunicazione

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Adriano Fabris, I media e l’etica della comunicazione

“Non c’è mai stato un buon rapporto tra i filosofi e i mezzi di comunicazione di massa. Figuriamoci poi tra coloro che si occupano di etica e, appunto, gli strumenti che hanno a che fare con la diffusione delle notizie e la partecipazione a ciò che accade nel mondo. A fronte di uno Hegel che in aforisma sosteneva, com’è noto, che la lettura del giornale è «la preghiera del mattino dell’uomo moderno», vi è tutta una tradizione che, sulla scia di Platone, diffida dell’opinione, teme la massa, ha orrore del pubblico.

Voglio cercar di capire il perché. Voglio affrontare la questione da un punto di vista filosofico: come un problema che può caratterizzare l’impostazione stessa e il destino di una specifica forma d’indagine, qual è quella che i filosofi conducono. Voglio inoltre capire se questa diffidenza è solo affare dei filosofi, chiusi molto spesso nella loro torre d’avorio, oppure è qualcosa di condiviso anche da chi filosofo non è. E, se ciò fosse, voglio cercar di vedere se proprio da un punto di vista filosofico possono venire indicazioni che aiutino a fare i conti con questa situazione, rispondano alla diffidenza che può insorgere, assicurino un comportamento corretto e rassicurino un pubblico all’apparenza sempre più disincantato. Il riferimento all’etica, infatti, serve anche a questo.”

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