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eBook di filosofia: D. Verardi, La scienza e i segreti della natura a Napoli nel Rinascimento. La magia naturale di Giovan Battista Della Porta

Verardi

Donato Verardi, La scienza e i segreti della natura a Napoli nel Rinascimento. La magia naturale di Giovan Battista Della Porta

“Il volume è dedicato al tema degli ‘occulti segreti della natura’ nella magia naturale di Giovan Battista Della Porta (1535-1615). L’argomento è studiato in relazione sia ai dibattiti interni all’aristotelismo napoletano del XVI secolo, sia alle proposte della tradizione magica rinascimentale. Il libro affronta anche il problema della stregoneria, fenomeno non prettamente filosofico, ma storicamente connesso alla lotta che Della Porta conduce contro ogni forma di spiegazione superstiziosa dei segreti naturali, compresi quelli più scabrosi.”

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La biblioteca di Leonardo: la mostra online con la ricostruzione digitale dei testi

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La biblioteca di Leonardo è la mostra online curata dal Museo Galileo in collaborazione con l’Edizione Nazionale dei Manoscritti e dei Disegni di Leonardo da Vinci, l’Accademia Nazionale dei Lincei e la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, realizzata nel quadro del progetto di ricerca FISR «Scienza, storia, società in Italia. Da Leonardo a Galileo alle “case” dell’innovazione», promosso e sostenuto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

La mostra è la ricostruzione virtuale della biblioteca di Leonardo che è uno degli aspetti meno conosciuti del suo laboratorio vinciano, perché si tratta di una biblioteca “perduta”. Un solo libro è stato finora identificato, il celebre trattato di architettura e ingegneria di Francesco di Giorgio Martini (nel manoscritto della biblioteca Laurenziana, postillato da Leonardo). Di tutti gli altri libri è possibile però ricostruire la fisionomia analizzando le molte indicazioni presenti nei codici vinciani (nomi di autori, titoli di opere, liste di libri, citazioni). La biblioteca online raccoglie le digitalizzazioni di tutti i libri, selezionati nell’esemplare a stampa o manoscritto più vicino a quello citato, posseduto o utilizzato da Leonardo, e consente di consultarli in un unico ambiente di ricerca. Gli autori e i testi sono introdotti da schede descrittive elaborate da un’équipe internazionale di specialisti dell’opera di Leonardo e degli autori presenti nella biblioteca. Tutti i contenuti della biblioteca sono interrogabili con modalità di ricerca semplice ed avanzata, e collegati direttamente alle pagine dei codici vinciani.

“Dopo l’iniziale formazione fiorentina, legata alla cultura popolare dei mercanti e delle botteghe di artisti, artigiani e ingegneri, Leonardo si era avvicinato con crescente interesse al mondo dei libri e della parola scritta, diventando un appassionato lettore. Alla fine della sua vita, arrivò a possedere quasi duecento volumi: un numero straordinario, un numero straordinario per un artista-ingegnere del Quattrocento: testi tecnici, scientifici, filosofici, ma anche letterari e religiosi, testimonianza di un ininterrotto dialogo con gli autori antichi e moderni (o, come li chiamava lui, gli «altori»). Cosa leggeva Leonardo? Da ragazzo e da giovane, figlio di notaio (ser Piero) e nipote di mercante (nonno Antonio) si era formato in un ambiente in cui i libri e la scrittura erano del tutto familiari. Tra le sue prime letture, Dante e la Bibbia, e poi la poesia epico-cavalleresca (il Morgante di Pulci), la poesia lirica (Petrarca) e quella giocosa (Burchiello), le novelle, le facezie, le favole, le cronache e le storie. Isuoi primi libri sul mondo e sulla natura sono la Storia naturale di Plinio il Vecchio e le Metamorfosi di Ovidio: grandi opere aperte alle notizie del fantastico, del meraviglioso e del mito. Sono quasi tutti libri in volgare: Leonardo non conosceva il latino, e avrebbe tentato di impararlo da solo dopo i quarant’anni, raccogliendo un po’ di testi di grammatica e retorica, e di vocabolari, per migliorare la lingua e lo stile.Nel giro di pochi anni, però, lo scaffale scientifico e tecnologico si arricchisce di testi di medicina e chirurgia, filosofia, fisica, meccanica, ottica, matematica, geometria.  Alcuni «altori» fondamentali sono avvicinati anche con l’aiuto di maestri come Francesco di Giorgio e Luca Pacioli, che traducono e spiegano all’amico artista i testi più difficili. La lettura di Vitruvio ispira il celebre disegno dell’Uomo vitruviano (oggi a Venezia), che nasce come contributo visivo al dibattito sulle proporzioni ideali dell’uomo esposte nel De architectura. Euclide e Archimede sono avvicinati nel tentativo di rifondare la prospettiva e la scienza della pittura su basi matematiche, e di individuare i princìpi unificanti di tutta la ricerca scientifica (l’ottica, la prospettiva, l’astronomia, la meccanica). Tra i moderni, l’autore più amatoè Leon Battista Alberti, di cui Leonardo conosce gran parte delle opere tecniche e artistiche: il De pictura, il De statua, il De re aedificatoria, i Ludi matematici, il De nave.

Leonardo entra in contatto diretto con la nuova rivoluzionaria tecnologia di diffusione dei testi e della cultura, l’invenzione della stampa a caratteri mobili, avviata da Gutenberg in Germania alla metà del Quattrocento e subito diffusa in tutta Europa. Gran parte dei suoi libri è a stampa: incunaboli di formati e tipologie diverse, dalle piccole edizioni popolari, in quarto o in ottavo, di pochi fogli, ai grandi volumi in folio. Tra essi, alcuni dei più belli libri illustrati del Rinascimento: il trattato del Valturio, con le immagini delle macchine belliche; il Fasciculo de medicina con le prime illustrazioni scientifiche del corpo umano; la Cosmografia di Tolomeo, il primo libro moderno di geografia con la rappresentazione visiva del planisfero e delle regioni del mondo (non a caso, nel proemio al trattato di anatomia, Leonardo avrebbe paragonato le tavole anatomiche del corpo umano, chiamato «mondo minore» e cioè microcosmo, alle carte geografiche di Tolomeo).  In molti libri è fondamentale il rapporto tra parola e immagine,ereditatodallatradizione manoscritta alla fine del Medioevo, e già ben familiare a Leonardo (negli zibaldoni di artisti e ingegneri del Quattrocento come Francesco di Giorgio, Taccola, Ghiberti). I loro apparati di immagini, a loro volta, erano fonte di ispirazione, e anche una sfida ad andare oltre, a migliorarnela rappresentazione visiva con nuoveinvenzioni e scoperte (si pensiai mirabili disegni vinciani di macchine o di parti del corpo umano). L’unità dei linguaggi è al centro del metodo di Leonardo, sintetizzato dall’espressione «figurare e descrivere».

 

 

 

 

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eBook di filosofia: G. Gaimari C. Keen (a cura di), Ethics, Politics and Justice in Dante

Ethics in Dante

Giulia Gaimari and Catherine Keen (a cura di), Ethics, Politics and Justice in Dante

“Ethics, Politics and Justice in Dante presents new research by international scholars on the themes of ethics, politics and justice in the works of Dante Alighieri, including chapters on Dante’s modern ‘afterlife’.

Together the chapters explore how Dante’s writings engage with the contemporary culture of medieval Florence and Italy, and how and why his political and moral thought still speaks compellingly to modern readers. The collection’s contributors range across different disciplines and scholarly traditions – history, philology, classical reception, philosophy, theology – to scrutinise Dante’s Divine Comedy and his other works in Italian and Latin, offering a multi-faceted approach to the evolution of Dante’s political, ethical and legal thought throughout his writing career.

Certain chapters focus on his early philosophical Convivio and on the accomplished Latin Eclogues of his final years, while others tackle knotty themes relating to judgement, justice, rhetoric and literary ethics in his Divine Comedy, from hell to paradise. The closing chapters discuss different modalities of the public reception and use of Dante’s work in both Italy and Britain, bringing the volume’s emphasis on morality, political philosophy, and social justice into the modern age of the nineteenth, twentieth, and twenty-first centuries.”

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eBook di filosofia: S. Alovisio, L’occhio sensibile. Cinema e scienze della mente nell’Italia del primo Novecento

Alovisio

Silvio Alovisio, L’occhio sensibile. Cinema e scienze della mente nell’Italia del primo Novecento

“Tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento il sistema dei media e il sapere neuroscientifico vivono un comune destino di epocale modernizzazione: da un lato, il cinema si afferma rapidamente come la più popolare esperienza comunicativa e spettacolare dell’Occidente, dall’altro gli sviluppi della ricerca neurologica, psicologica e psichiatrica consolidano la conoscenza dei fenomeni percettivi e mentali. Anche in Italia, così come in Francia, in Germania e negli Stati Uniti, le scienze della mente si mostrano da subito interessate a studiare il cinema e i suoi spettatori. Il nuovo medium è quindi posto al centro di una riflessione scientifica poliforme ma tutt’altro che occasionale: psicologi come Mario Ponzo, Agostino Gemelli, Sante De Sanctis e Cesare Musatti, neurologi come Giuseppe D’Abundo e Liborio Lojacono, fisiologi come Carlo Foà e Mariano Luigi Patrizi, psichiatri come Giuseppe Vidoni, Guglielmo Mondio e Fabio Pennacchi, studiano gli aspetti percettivi ed emozionali della ricezione spettatoriale, il ruolo assunto nella visione in sala dall’illusione di realtà, dalla memoria e dall’attenzione, i problematici effetti psichici e sociali prodotti dal cinema, ma anche le sue promettenti potenzialità pedagogiche.
Il presente volume, corredato da un’antologia di testi d’epoca, si propone di offrire un contributo alla conoscenza e allo studio di queste riflessioni della comunità scientifica italiana, maturate in un periodo decisivo non solo per la storia delle scienze psichiche e per la storia del cinema ma anche, e soprattutto, per la problematica costruzione della moderna soggettività novecentesca.”

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eBook di filosofia: I. Testoni, Giulio Goggi (a cura di), Heidegger nel pensiero di Severino

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Ines Testoni, Giulio Goggi (a cura di), Heidegger nel pensiero di Severino. Metafisica, Religione, Politica, Economia, Arte, Tecnica

Il volume raccoglie gli Atti dell’omonimo Congresso, svoltosi a Brescia nei giorni 13-15 giugno 2019

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In ricordo di Giovanni Piana: Esistenza e storia negli inediti di Husserl (tesi di laurea di Giovanni Piana con introduzione di Enzo Paci)

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Giovanni Piana, Esistenza e storia negli inediti di Husserl

Il volume è la tesi di laurea di Giovanni Piana, compiuta nel 1962 e discussa nel febbraio del 1963. Essa è rimasta immutata nella pubblicazione del 1965, a cui venne aggiunta l’appendice “Significato della fenomenologia”. A questo lavoro Enzo Paci volle premettere un’ampia e generosa introduzione.

In ricordo di Giovanni Piana (Casale Monferrato, 5 aprile 1940 – Praia a Mare, 27 febbraio 2019)

Piana è stato allievo di Enzo Paci con il quale ha conseguito la laurea in Filosofia con una tesi sugli inediti di Husserl dell’ultimo periodo, realizzata tra il 1962 e il 1963 presso gli Archivi Husserl dell’Università di Freiburg im Breisgau, allora diretti da Eugen Fink. Dopo la laurea è stato assistente volontario e borsista del Ministero della Pubblica Istruzione e del Consiglio Nazionale delle Ricerche fino alla nomina ad assistente ordinario avvenuta nel 1968. Ha conseguito la libera docenza nel 1969, confermata nel 1975.
Ha insegnato Filosofia Teoretica, prima in qualità di docente incaricato a partire dal 1970 e poi in qualità di docente straordinario a partire dal 1980 e ordinario a partire dal 1984, presso il Dipartimento di Filosofia (Facoltà di Lettere e Filosofia) dell’Università degli Studi di Milano. Suoi allievi sono stati in particolare: Paola Basso, Alfredo Civita, Vincenzo Costa, Elio Franzini, Paolo Spinicci e Carlo Serra.
Giovanni Piana è stato direttore scientifico del Seminario Permanente di Filosofia della Musica (coordinatore: Carlo Serra) di cui è espressione il giornale on line “De Musica” ; è stato membro del Comitato scientifico della Rivista “Analisi”, Ricordi, Milano diretta da Marco De Natale e della Rivista “Sonus. Materiali per la musica moderna e contemporanea”, diretta da Antonio De Lisa. Ha diretto la collana di libri “Sensibilia” per l’editore Guerini, Milano. È stato coordinatore nazionale di un gruppo ministeriale interuniversitario di ricerca in connessione con l’Università di Trento e di Trieste sul tema “Fenomenologia e teoria degli oggetti”.
Nel dicembre 1999, si è ritirato dall’insegnamento e si è trasferito a Pietrabianca di Sangineto in Calabria. Di qui ha continuato a mantenere rapporti scientifici e culturali con l’Università degli Studi di Milano attraverso i due siti web: “Spazio filosofico” e “Archivio di Giovanni Piana”. Nel 2014 si è trasferito a Roma nel Parco di Veio. Nel 2016 è ritornato in Calabria prendendo la residenza a Praia a Mare, Contrada La Foresta ed in questa occasione ha donato duemila libri della sua biblioteca alla Biblioteca Comunale di Praia.

“La sua posizione filosofica è [stata] caratterizzata da una concezione della fenomenologia (“strutturalismo fenomenologico”) in cui sono presenti influenze di Husserl, Wittgenstein e Bachelard. Indicazioni su questa linea di tendenza si possono trovare nel saggio Die Idee eines phänomenologischen Strukturalismus, contenuto in Phänomenologie in Italien, hrsg. von Renato Cristin, Verlag Königshausen & Neumann, Würzburg 1996. I suoi interessi sono [stati] orientati in direzione della teoria della conoscenza, della filosofia della musica e della tematica della percezione e dell’immaginazione”. (tratto dal sito “Archivio di Giovanni Piana”)

L’ Archivio di Giovanni Piana è il sito in cui sono riuniti tutti gli scritti del filosofo pubblicati a stampa in volumi o in riviste

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eBook di filosofia: E. Nenci (a cura di), Bernardino Baldi “In mechanica Aristotelis problemata exercitationes”

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Elio Nenci (a cura di), Bernardino Baldi “In mechanica Aristotelis problemata exercitationes”

“”In mechanica Aristotelis problemata exercitationes”, scritte da Bernardino Baldi, vengono ristampate – provviste d’introduzione e commento – come quarto volume della collana “Sources” della “Max Planck Research Library for the History and Development of Knowledge”, la versione Italiana di “Sources 3”. Il volume è disponibile in internet senza limitazioni d’accesso anche come pubblicazione elettronica “open-access” all’indirizzo http://www.edition-open-access.de.
Il testo venne pubblicato nel 1621, quattro anni dopo la morte dell’autore. Questo libro appartiene alla lunga tradizione rinascimentale concernente lo studio dei “Problemi Meccanici” pseudo-aristotelici. A differenza della maggior parte delle altre opere scritte durante il XVI secolo, tuttavia, il testo di Baldi esprime una posizione critica nei confronti dell’approccio teorico presente nelle meccaniche pseudo-aristoteliche. Il testo delle “Exercitationes” mostra una sistematica applicazione dei principi archimedei alla spiegazione delle questioni discusse nei “Problemi Meccanici” e, dunque, illustra chiaramente la struttura a forma di patchwork della meccanica preclassica. Il testo, inoltre, presenta lunghe digressioni che ampliano considerevolmente i confini della meccanica.”

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ELMI – Elenchi di Link a pagine sulla matematica in Italia: biografie e bibliografie di matematici e filosofi della scienza italiani

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ELMI – Elenchi di Link a pagine sulla matematica in Italia è il sito curato da Gabriele Lucchini, Alberto Marini e Giuliano Moreschi che raccoglie collegamenti a pagine web a biografie e bibliografie di matematici italiani (e filosofi e storici della scienza).

“Questa attività è iniziata nella prima parte del 2017 con l’obiettivo della raccolta dei link alle pagine riguardanti matematici italiani e studiosi che hanno influenzato significativamente lo sviluppo della matematica in Italia. Per questo sono state riprese ed integrate importanti collezioni di pagine web curate da organismi e storici comprendenti non soltanto link ma limitandosi a gruppi circoscritti di persone.
Questa prima fase di lavoro si è concentrata su un elenco di persone, ciascuna munita di uno o più link e di qualche caratterizzazione codificata. riferiti alle persone.
Ogni linea di questo elenco, ora chiamato ELMI-ABB, fornisce informazioni concise che richiedono la conoscenza di molte scritture convenzionali; queste sono definite nella pagina ELMI-AbbRif.htm
Si intendono considerare persone di tutte le epoche, dai pensatori della Magna grecia ai ricercatori tuttora attivi. Inoltre non si vogliono restingere gli ambiti disciplinari delle persone nell’elenco e si sono inclusi anche studiosi di discipline vicine alla matematica come astronomi, statistici, economisti, fisici teorici, filosofi e storici della scienza.”

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eBook di filosofia: D. Guraschi, Giuseppe Rensi filosofo della storia

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Dario Guraschi, Giuseppe Rensi filosofo della storia

Tesi di laurea discussa presso l’Università degli Studi di Pisa nell’a.a. 2012/2013

“L’indagine che qui presento si configura nella forma di un contributo critico designato a illustrare e definire, nell’ambito di una filosofa della storia, la posizione teorica di Giuseppe Rensi. Viene così a costituirsi quale materia di ingadine il momento della storia – alla luce del significato che le viene attribuito – riconosciuto nella sua centralità per una comprensione adeguata dell’intera evoluzione spirituale di Rensi; il quale, dall’originaria elaborazione scettica, perviene ad una complessiva visuale pessimistica del destino umano. Vengono così ad essere esaminati i testi principali di Rensi fra gli anni 1916 e 1926, testi nei quali trova esposizione e discussione il concetto del divenire storico. Ivi poi trova compiuta espressione il travaglio di un meditare nutrito nell’inquietudine per una storia umana che si riconosce inafferrabile alle forme della ragione. Ed è nel solco della scissione tra storia e ragione, operata dilatando e coinvolgendo nel dominio delle vicende umane la validità metodologica del dubbio scettico, che ho inteso rievocare la genesi del pensiero storico in Rensi (capitolo primo), attraverso quell’episodio della compagine reale, la guerra, che rivela il suo valore compiuto per il giudizio storico-filosofico nel darsi come vicenda universale, figura ideale dello sgretolamento metafisico intrinseco alla ragione stessa, compiuta nel luogo della più elevata consapevolezza di sé, la realtà. Ho voluto così affermare la dimensione europea della riflessione rensiana, sì da riconoscerla in stretta congiunzione con quella che viene indicata come tradizione “antistoricistica” di pensiero, sorta nel secolo XIX e protrattasi fino alla prima decade del secolo XX, volta a promuovere una comprensione della storia alternativa allo storicismo hegeliano (capitolo secondo). Mi sono da ultimo proposto di intendere nella pienezza delle sue articolazioni il contributo che Rensi viene delineando negli anni complessi della maturità filosofica, consolidata nello scetticismo (capitolo terzo). In tal senso è risultato necessario testimoniare e motivare la formulazione scettica di un meditare rivolto dapprima a metter tra parentesi la storia della filosofia, esibendo la sistematica demolizione che Rensi intraprende della morfologia idealistica in quanto incapace di afferrare, nella corretta visione dei fatti, lo svolgimento temporale della filosofia, così da poter sostituire allo storicismo idealistico una filosofia della storia di carattere vitalistico. In un secondo momento mi sono impegnato a giustificare l’idea di poter istituire una forte connessione metodologica fra Hegel e Rensi, almeno sul piano della Geschischtsphilosophie, sostenendo la base hegeliana delle forme con cui il pensatore veronese imposta la problematica relativa alla connessione dei fenomeni storici, intesi secondo una struttura dialettica. Mi sono poi rivolto a delineare, nelle componenti essenzial,i la morfologia della storia, come Rensi ha voluto intenderla nel periodo compreso fra il 1923 e il 1926, ovvero nell’arco temporale all’interno del quale il pensiero scettico subisce il cruccio di una svolta, alla cui maturazione è delegato il sapere tragico, altresì l’emergere di quel pessimismo cosmico che Rensi non esita ad ampliare alla filosofia della storia; pessimismo dal quale traluce il concetto della storia esibito al pensiero nel dolore e nel conflitto universale. “

 

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eBook di filosofia: R. Visone, «He lived a long life doing profession of pessimism»: Michelstaedter vs Schopenhauer

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Roberta Visone, «He lived a long life doing profession of pessimism»: Michelstaedter vs Schopenhauer

“Tra le fonti del pensatore goriziano Carlo Michelstaedter, morto suicida a ventitré anni nel 1910 dopo aver ultimato la stesura della sua tesi di laurea sui «concetti di persuasione e di rettorica in Platone e Aristotele», un ruolo di rilievo va riconosciuto ad Arthur Schopenhauer. Non solo La persuasione e la rettorica, data alle stampe nel 1913, ma anche l’ampio corpus di appunti e scritti privati del giovane filosofo, ancora in parte inediti, testimoniano la profonda influenza che il sistema schopenhaueriano esercitò sulle due categorie polari intorno alle quali si struttura la meditazione di Michelstaedter.

Il saggio di Roberta Visone muove da una costatazione in apparenza contraddittoria con questo rilievo, ovvero dall’assenza di un riscontro immediato di tale influenza negli scritti michelstaedteriani. Citato raramente, Schopenhauer è oggetto di una severa critica da parte del Goriziano, che l’addita come colui che, lungi dal trarre le conseguenze ultime del suo “pensiero principale”, «visse tutta una lunga vita a fare professione di pessimismo». Roberta Visone scandaglia lucidamente il senso profondo di tale giudizio che ella legge come espressione della raggiunta autonomia della nozione di «persuasione» dalla noluntas schopenhaueriana. Ciò sullo sfondo di una peculiare idea di «pessimismo» che si radica nell’interpretazione michelstaedteriana della filosofia greca, di Parmenide, di Platone e del «rettorico» Aristotele, variazione originalissima di un tema già proprio del giovane Nietzsche. Nella critica alla «professione di pessimismo» del filosofo di Danzica si riverbera dunque, secondo l’autrice, la più generale condanna di Michelstaedter nei confronti di ogni retorica scientifica o filosofica, di ogni sapere che aspiri ad attingere presunti «assoluti», quasi che la ricerca delle verità ultime non fosse destinata a germogliare inevitabilmente, al pari di ogni altra espressione della nostra vitalità, sul terreno della dolorosa «insufficienza» della condizione umana” (dalla Prefazione di Edoardo Massimilla)

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