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eBook di filosofia: L. Ferrara, Paradigmi della temporalità in Kant e Bergson

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Luca Ferrara, Paradigmi della temporalità in Kant e Bergson

Tesi di dottorato discussa presso l’Università degli Studi Napoli, a.a. 2015/2016

“Il nostro lavoro ha assunto come oggetto di indagine la nozione di tempo in Kant e Bergson. Nel primo capitolo viene analizzato in modo attento la bibliografia secondaria sul complesso tema del confronto tra Kant e Bergson, pervenendo alla necessità di superare l’impostazione metodologica degli unici due studiosi (Clifford Wellington Webb e Barthélemy-Madalue ) che si sono cimentati in un lavoro affine a quello svolto dal dottorando nella sua tesi. Inoltre, viene prestata particolare attenzione ai diversi paradigmi della temporalità, sedimentatisi nel corso della storia del pensiero occidentale. Nel secondo capitolo, viene studiato il rapporto tra tempo e spazio, come è teorizzato in Kant e Bergson, tenendo presente a riguardo la teorizzazione dei rispettivi autori del concetto di numero e le antinomie nelle interpretazioni dei due filosofi. Poi, nel terzo capitolo, quello più denso speculativamente, ho proposto una lettura dei due filosofi, facendo leva, da un lato sul rapporto tra tempo e coscienza, da un altro sulla relazione tra la coscienza e le sue stratificazioni. Infine, viene presentata in appendice una traduzione di un significativo inedito bergsoniano, sia da un punto di vista filologico, sia teoretico, che riguarda le Lezioni sulla filosofia moderna di Bergson dedicate alla Critica della ragion pura di Kant, dove sono anche elencate analiticamente tutte le occorrenze kantiane nei testi bergsoniani.”

 

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eBook di filosofia: A. Palazzi, La concezione kantiana dell’aritmetica alla luce degli scritti di Johann Schultz

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Alberto Palazzi, La concezione kantiana dell’aritmetica alla luce degli scritti di Johann Schultz

Tesi di laurea discussa nell’anno accademico 1982/1983, Università degli studi di Bologna, Facoltà di Lettere e Filosofia. Relatore Prof. Antonio Schiavo

“Questa ricerca vuole essere la prosecuzione di un lavoro intrapreso da Gottfried Martin nel 1938 con il volume Arithmetik und Kombinatorik bei Kant dove il pensiero matematico kantiano, e specificamente la concezione kantiana dell’aritmetica, fu considerato tenendo conto dello sviluppo che la filosofia kantiana della matematica ebbe nelle opere di Johann Schultz, che fu l’esegeta ufficiale del criticismo contemporaneo a Kant ed al contempo un valente matematico.
La figura di Schultz non è sconosciuta agli studiosi della filosofia kantiana: che egli fosse un collaboratore molto vicino al grande filosofo, è ricordato molto spesso nelle biografie kantiane.
Tuttavia, i suoi volumi esegetici della Critica della Ragion Pura (Erläuterungen über des Herrn Professor Kant Critik der reinen Vernunft del 1784, e Prüfung der Kantischen Critik der reinen Vernunft, in due volumi, del 1789 e 1791), molto noti nel primo periodo del criticismo, come risulta dallo studio della biografia kantiana, furono poi pressoché completamente dimenticati dalla letteratura critica; con l’eccezione dello studio di Martin, mai nessun saggio fu loro dedicato.
Particolarmente eloquente è poi questo fatto: che la rivista Kant Studien, nella sua lunga vita che dura dal 1896, non ha mai dedicato una sola riga a Johann Schultz.
Ora, entrambe le opere esegetiche di Schultz sono effettivamente opere ingenue e scarsamente originali: solo sul tema della filosofia della matematica, che gli stette particolarmente a cuore, Schultz fu capace di originalità. Ma ciò non toglie che queste opere potrebbero avere un notevole interesse per lo studio di parecchi aspetti della prima Critica: in definitiva, i temi kantiani trattati sono esposti in un linguaggio piano e comprensibile, adatto ad un’opera divulgativa, e pressocché sempre in modo molto aderente al pensiero kantiano, che Schultz in generale sviluppò poco, ma probabilmente comprese in profondo.
Soprattutto, le opere di Schultz hanno un indubbio valore storico: scritte in una lingua adatta alle esigenze della divulgazione, esse danno un’idea chiara della cultura media del pubblico cui Kant si rivolgeva.
Questo sia detto quanto al valore delle esegesi di Schultz in genere per la comprensione della prima Critica; per quel che riguarda i temi della filosofia della matematica, il discorso è diverso, ed il valore delle opere di Schultz molto maggiore, perché Schultz, che fu un valente ed anche geniale matematico, sviluppò con molta passione la tematica della fondazione trascendentale delle matematiche.”

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eBook di filosofia: V. Pozzi, Kant e l’ortodossia russa

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Vera Pozzi, Kant e l’ortodossia russa. Accademie ecclesiastiche e filosofia in Russia tra XVIII e XIX secolo

“La diffusione della nuova filosofia kantiana nella cultura russa fu singolarmente precoce: anche le Accademie ecclesiastiche ortodosse furono coinvolte in questo processo, nonostante il controllo esercitato dalla censura a difesa della tradizione metafisica e teologica. La storia e le fonti della “filosofia delle Accademie ecclesiastiche” vengono esaminate anche attraverso l’analisi degli scritti di due autori (I.Ja. Vetrinskij e di P.D. Jurkevič), che, reagendo alla “rivoluzione” kantiana, attestano la precisa consapevolezza della imprescindibilità di un confronto reale con il criticismo. L’indagine sulla ricezione è completata da un’appendice dedicata alle complesse vicende degli studi kantiani in lingua russa durante i decenni segnati dalla parabola del regime sovietico.”

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eBook di filosofia: P. Giordanetti, R. Pozzo, M. Sgarbi (a cura di), Kant’s Philosophy of the Unconscious

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Piero Giordanetti, Riccardo Pozzo, Marco Sgarbi (a cura di), Kant’s Philosophy of the Unconscious

“The present volume aims to assess Kants account of the unconscious in its manifold aspects, and to discuss it from various perspectives: psychological, epistemological, anthroprological, and moral. We aim to show Kants relevance for future discussions on the topic. Kants philosophy of the unconscious has for a long time been a neglected topic in Kant scholarship, especially in English language publications. […]

The purpose of the present volume is to fill a substantial gap in Kant research while offering a comprehensive survey of the topic in different areas of investigation, such as history of philosophy, philosophy of mind, aesthetics, moral philosophy, and anthropology. The essays collected in the volume show that the unconscious raises relevant problems for instance in the theory of knowledge, as non-conceptual contents and obscure representations (Kitcher, Heidemann). In the philosophy of mind, it
bears on the topic of the unity of the consciousness and the notion of the transcendental self (Crone, Schulting). It is a key-topic of logic with respect to the distinction between determinate-indeterminate judgments (Lee), and to mental activity (Duque, Rockmore). In aesthetics, the problem of the unconscious appears in connection with the problems of reflective judgments and of the genius (Otabe, Giordanetti). Finally, it is a relevant issue also in anthropology and moral philosophy in defining the irrational aspects of the human being (Pollock, Snchez Madrid, Tuppini).”

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Contemporary Studies in Kantian Philosophy: saggi brevi sulla filosofia kantiana

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Contemporary Studies in Kantian Philosophy è il progetto del Contemporary Kantian Philosophy (CKP), in collaborazione con la North American Kant Society (NAKS), che si propone di pubblicare online brevi saggi originali e inediti sulla filosofia kantiana.

“CSKP) is a publication of the Contemporary Kantian Philosophy (CKP) project, whose basic aim is to develop and disseminate first-rate, original—and especially challenging, creative, and unorthodox—research in Kantian philosophy, broadly construed”.

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eBook di filosofia: P. Giordanetti, Kant e la musica

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Piero Giordanetti, Kant e la musica

“Sebbene la teoria musicale della Critica del Giudizio sia stata oggetto di giudizi disparati, vi è consenso generale almeno su di una affermazione: «Kant non capiva assolutamente nulla di musica». Kant avrebbe dunque elaborato una teoria irrilevante per la storia dell’estetica musicale, ed entro il contesto del suo sistema filosofico le affermazioni sulla musica sarebbero completamente prive di interesse. Analizzata in profondità, la teoria si rivelerebbe disseminata di contraddizioni e priva di
qualsiasi coerenza interna. Ma è veramente accettabile questo ritratto?

Le ricerche che qui si presentano si prefiggono di ricostruire fonti e genesi della teoria musicale elaborata dalla Critica del Giudizio. Il capitolo I traccia il quadro delle discussioni nel quale la teoria di Kant si è inserita, riportando alla luce le dottrine note al filosofo. Il capitolo II ricostruisce le diverse fasi dell’estetica musicale kantiana nelle loro linee fondamentali, mettendone in rilievo l’evoluzione. Il capitolo III è incentrato sull’opera pubblicata nel 1790 in prima edizione, nel 1793 e nel 1799 in seconda e terza edizione.”

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eBook di filosofia: N. Kemp Smith, A Commentary to Kant’s Critique of pure Reason

Norman Kemp Smith, A Commentary to Kant’s Critique of pure Reason

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eBook di filosofia: I. Kant, Risposta alla domanda: che cos’è l’illuminismo?

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I. Kant, Risposta alla domanda: che cos’è l’illuminismo?

“In stretta connessione con le sue concezioni etiche Kant ha successivamente svolto una filosofia della storia (Idee zu einer allgemeinen Geschichte in weltbürgerlicher Ansicht, 1784, trad. it. Idee di una storia universale dal punto di vista cosmopolitico; Was ist Aufklärung?, 1784, trad. it. Che cos’è l’Illuminismo?; Zum ewigen Frieden, 1795, trad. it. Per una pace perpetua), dove si assume come presupposto interpretativo la possibilità di un progresso che abbia come sua caratteristica principale il massimo potenziamento della libertà individuale” (tratto da Treccani.it)

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J. G. Herder’s Student Notes from Immanuel Kant’s Metaphysics Lectures: il sito delle trascrizioni degli appunti di Herder delle lezioni di Kant

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J. G. Herder’s Student Notes from Immanuel Kant’s Metaphysics Lectures è il sito “in progress” che riporta le trascrizioni, non ancora ultimate, degli appunti di Herder delle lezioni di Kant. Herder frequentò l’ateneo di Königsberg per sei semestri dall’estate del 1762 al novembre del 1764.

Immanuel Kant (1724-1804) lectured on philosophy at the university at Königsberg for forty-one years, from the winter semester of 1755/56 until the summer semester of 1796. He eventually assumed the professorship of Logic and Metaphysics (beginning with winter 1770/71), but for his first fifteen years he taught as an unsalaried Privatdozent.

Midway through this time an almost eighteen-year-old Johann Gottfried Herder (1744-1803) arrived from his hometown of Mohrungen and enrolled at the university as a theology student. Kant allowed Herder to attend all of his lectures for free, which Herder did — sometimes more than once — and he took extensive notes. The largest set of notes come from the metaphysics lectures, followed by physical geography and moral philosophy. Much smaller sets come from the lectures on physics, logic, and mathematics.

Herder arrived in Königsberg in the summer of 1762 and he left on November 22, 1764, to assume a teaching post at the cathedral school in Riga. His stay in Königsberg therefore overlapped with six semesters at the university, beginning with the latter half of summer 1762, and Herder’s very first lecture notes are dated from this time: 21 August 1762 (see the image, above, from one of his notebooks).

These are the earliest notes that we have from Kant’s lectures, and the only notes from his years as a Privatdozent. Previous transcriptions had been prepared and published by Menzer (1911; selections), Irmscher (1962), and Lehmann (1968/1970; AA 28). This website provides an improved transcription of Herder’s notes from Kant’s metaphysics lectures. […]

The Herder notes consist of 138 manuscript pages drawn from a collection of loose sheets of papers, sets of folded sheets forming signatures of varying length (some of which had been sewn together at one time), and passages from two bound notebooks (Brown, 4°; Blue, 8°) that also include poems, drafts of essays, and other miscellanea. These notes are grouped into thirteen sets, based on similarity of format and content, and range in length from 1 to 42 pages. “

Per approfondire: Metaphysics Notes

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La versione online dell’Opus postumum di Kant

Unbekannter Künstler, 19. Jahrhundert Immanuel Kant Öl auf Leinwand 62 x 58,5 cm (oval) Provenienz Neuenburg, Schweiz Museum Stadt Königsberg in Duisburg, Inv.-Nr. 1755

É disponibile in rete la versione digitale, per il momento parziale, dell’Opus postumum di Kant: Opus postumum Online – Edition. Nel sito potete vedere affrontate le trascrizioni e i manoscritti originali.

L’Opus postumum raccoglie i manoscritti redatti da Kant negli ultimi anni di vita in vista di una nuova grande opera teorica. Rinvenuti presso gli eredi nel 1858, furono in parte pubblicati solo nel 1882-84 da Rudolf Reicke.

“In dem nachgelassenen Manuskript, das insgesamt 290 lose Bögen und Blätter – zumeist Folio, aber auch kleineren Formats – mit 525 eigenhändig von Kant beschriebenen Seiten enthält, liegt kein fertiges Werk, aber auch kein Fragment vor. Was wir vorfinden, das sind mehrfach synchron und diachron bearbeitete Entwürfe – neben dem sog. Oktaventwurf 13 Entwürfe auf Foliobögen. Das von Kant intendierte Werk ist vielmehr als ein „Arbeitsmanuskript“ mit experimentellem Charakter zu bezeichnen. Es enthält neben reinschriftlichen Texten immer wieder Neuansätze, aber auch Wiederholungen, eine Vielzahl von Streichungen und Änderungen, eingeschobene Überlegungen zu anderen Themen, Ideensplitter bis hin zu Tagesnotizen des alternden Philosophen. In den beiden letzten Entwürfen aus der Zeit April 1800 bis Februar 1803 ist selbst der kleinste Platz ist beschrieben, letzte Zusätze finden sich oftmals zwischen den Zeilen bereits geschriebenen Textes, und die Zuordnung von einzelnen Teilen eines Zusatzes, ja sogar von einzelnen Zeilen oder Worten ist äußerst kompliziert. Das Ganze drückt bis in die sprachliche Haltung hinein die Bewegung des Kantischen Denkens aus. Denn der Philosoph Kant ist ein Autor, der „das Einzelne mit der Feder in der Hand durchdenkt“ (Erich Adickes)”

 

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