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eBook di filosofia: I. Kant, Risposta alla domanda: che cos’è l’illuminismo?

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I. Kant, Risposta alla domanda: che cos’è l’illuminismo?

“In stretta connessione con le sue concezioni etiche Kant ha successivamente svolto una filosofia della storia (Idee zu einer allgemeinen Geschichte in weltbürgerlicher Ansicht, 1784, trad. it. Idee di una storia universale dal punto di vista cosmopolitico; Was ist Aufklärung?, 1784, trad. it. Che cos’è l’Illuminismo?; Zum ewigen Frieden, 1795, trad. it. Per una pace perpetua), dove si assume come presupposto interpretativo la possibilità di un progresso che abbia come sua caratteristica principale il massimo potenziamento della libertà individuale” (tratto da Treccani.it)

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J. G. Herder’s Student Notes from Immanuel Kant’s Metaphysics Lectures: il sito delle trascrizioni degli appunti di Herder delle lezioni di Kant

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J. G. Herder’s Student Notes from Immanuel Kant’s Metaphysics Lectures è il sito “in progress” che riporta le trascrizioni, non ancora ultimate, degli appunti di Herder delle lezioni di Kant. Herder frequentò l’ateneo di Königsberg per sei semestri dall’estate del 1762 al novembre del 1764.

Immanuel Kant (1724-1804) lectured on philosophy at the university at Königsberg for forty-one years, from the winter semester of 1755/56 until the summer semester of 1796. He eventually assumed the professorship of Logic and Metaphysics (beginning with winter 1770/71), but for his first fifteen years he taught as an unsalaried Privatdozent.

Midway through this time an almost eighteen-year-old Johann Gottfried Herder (1744-1803) arrived from his hometown of Mohrungen and enrolled at the university as a theology student. Kant allowed Herder to attend all of his lectures for free, which Herder did — sometimes more than once — and he took extensive notes. The largest set of notes come from the metaphysics lectures, followed by physical geography and moral philosophy. Much smaller sets come from the lectures on physics, logic, and mathematics.

Herder arrived in Königsberg in the summer of 1762 and he left on November 22, 1764, to assume a teaching post at the cathedral school in Riga. His stay in Königsberg therefore overlapped with six semesters at the university, beginning with the latter half of summer 1762, and Herder’s very first lecture notes are dated from this time: 21 August 1762 (see the image, above, from one of his notebooks).

These are the earliest notes that we have from Kant’s lectures, and the only notes from his years as a Privatdozent. Previous transcriptions had been prepared and published by Menzer (1911; selections), Irmscher (1962), and Lehmann (1968/1970; AA 28). This website provides an improved transcription of Herder’s notes from Kant’s metaphysics lectures. […]

The Herder notes consist of 138 manuscript pages drawn from a collection of loose sheets of papers, sets of folded sheets forming signatures of varying length (some of which had been sewn together at one time), and passages from two bound notebooks (Brown, 4°; Blue, 8°) that also include poems, drafts of essays, and other miscellanea. These notes are grouped into thirteen sets, based on similarity of format and content, and range in length from 1 to 42 pages. “

Per approfondire: Metaphysics Notes

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La versione online dell’Opus postumum di Kant

Unbekannter Künstler, 19. Jahrhundert Immanuel Kant Öl auf Leinwand 62 x 58,5 cm (oval) Provenienz Neuenburg, Schweiz Museum Stadt Königsberg in Duisburg, Inv.-Nr. 1755

É disponibile in rete la versione digitale, per il momento parziale, dell’Opus postumum di Kant: Opus postumum Online – Edition. Nel sito potete vedere affrontate le trascrizioni e i manoscritti originali.

L’Opus postumum raccoglie i manoscritti redatti da Kant negli ultimi anni di vita in vista di una nuova grande opera teorica. Rinvenuti presso gli eredi nel 1858, furono in parte pubblicati solo nel 1882-84 da Rudolf Reicke.

“In dem nachgelassenen Manuskript, das insgesamt 290 lose Bögen und Blätter – zumeist Folio, aber auch kleineren Formats – mit 525 eigenhändig von Kant beschriebenen Seiten enthält, liegt kein fertiges Werk, aber auch kein Fragment vor. Was wir vorfinden, das sind mehrfach synchron und diachron bearbeitete Entwürfe – neben dem sog. Oktaventwurf 13 Entwürfe auf Foliobögen. Das von Kant intendierte Werk ist vielmehr als ein „Arbeitsmanuskript“ mit experimentellem Charakter zu bezeichnen. Es enthält neben reinschriftlichen Texten immer wieder Neuansätze, aber auch Wiederholungen, eine Vielzahl von Streichungen und Änderungen, eingeschobene Überlegungen zu anderen Themen, Ideensplitter bis hin zu Tagesnotizen des alternden Philosophen. In den beiden letzten Entwürfen aus der Zeit April 1800 bis Februar 1803 ist selbst der kleinste Platz ist beschrieben, letzte Zusätze finden sich oftmals zwischen den Zeilen bereits geschriebenen Textes, und die Zuordnung von einzelnen Teilen eines Zusatzes, ja sogar von einzelnen Zeilen oder Worten ist äußerst kompliziert. Das Ganze drückt bis in die sprachliche Haltung hinein die Bewegung des Kantischen Denkens aus. Denn der Philosoph Kant ist ein Autor, der „das Einzelne mit der Feder in der Hand durchdenkt“ (Erich Adickes)”

 

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Bibliografia aggiornata su Kant della Mainzer Kant-Forschungsstelle e della Kant-Gesellschaft

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La Mainzer Kant-Forschungsstelle e la Kant-Gesellschaft curano il Bibliographischer Informationsdienst su Kant, ossia forniscono un aggiornamento bibliografico sugli ultimi studi su Kant.

La bibliografia esce online in primavera e in autunno.

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eBook di filosofia: I. Kant, Critica della ragion pratica

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Immanuel Kant, Critica della ragion pratica

“Opera (1788) di Kant in cui si studiano le condizioni trascendentali dell’agire morale, la cui legge si presenta come un «imperativo categorico», ossia pura legge del dovere, scevra da ogni contenuto. A differenza di quello «ipotetico», che comanda in vista di un fine, l’imperativo categorico è fondato sulla norma dell’«agire secondo ragione», dove la ragione è intesa in senso universale, ossia estesa a tutti gli esseri razionali. Ne derivano tre formulazioni: «Agisci secondo quella massima che, al tempo stesso, puoi volere che divenga legge universale» (dove «massima» è il principio soggettivo, contrapposto all’oggettività della legge); «agisci come se la massima della tua azione dovesse essere elevata dalla tua volontà a legge universale della natura»; «agisci in modo da trattare l’umanità, sia nella tua persona, sia in quella di ogni altro, sempre anche come fine, mai solo come mezzo». È la conformità fra volontà e principio razionale a determinare la moralità dell’azione che, non legata a premi o ricompense, si iscrive entro un razionale «regno dei fini», in cui si realizza l’unione di tutti gli esseri razionali mediante leggi «oggettive» comuni. La ragion pratica infatti, mediante la legge morale, postula la «libertà», che esula dalle determinazioni della natura fenomenica dell’uomo, l’«immortalità dell’anima», che proietta lungo un progresso infinito la tensione verso l’unione di felicità e bene, e l’«esistenza di Dio», inteso come garante di tale accordo” (tratto da Treccani.it)

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eBook di filosofia: R. Hohenemser, La genesi della Critica del Giudizio di Kant e la Prima introduzione

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Rudolf Ernst (Rolf) Hohenemser, La genesi della Critica del Giudizio di Kant e la Prima introduzione

Tesi di laurea sostenuta il 29 novembre 1950 con Carlo Antoni, facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università “La Sapienza”

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Kant’s Books: l’elenco dei testi della biblioteca personale di Kant

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Nella pagina web del Kant Research Group è presente la lista dei testi della biblioteca personale di Kant (Kant’s Books).

L’elenco è stato allestito seguendo il catalogo curato da Arthur Warda riportato nell’ Immanuel Kants Bücher (Berlin, Martin Breslauer, 1922). La lista contiene sia i testi presenti nella biblioteca di Kant sia quelli che Kant aveva lasciato in eredità a  J. F. Genischen.  L’elenco riporta i link, dove è possibile, alla stessa edizione online dei testi.

“Dopo essere divenuta proprietà di Johann Friedrich Gensichen, la biblioteca di Kant venne messa all’asta insieme a quella dello stesso Gensichen. Il catalogo a stampa, redatto alla morte di Gensichen, le comprende entrambe: vi sono elencate 848 descrizioni bibliografiche numerate in successione continua e suddivise in due parti. La prima, che comprende i libri della biblioteca di Kant, è così divisa: In Folio (nn. 1-14), In Quarto (nn. 15-86), In Octavo (nn. 87-372), In Duodecimo (nn. 373-377). La seconda, che comprende i libri della biblioteca di Gensichen, è così divisa: In Folio (nn. 378-386), In Quarto (nn. 387-407), In Octavo (nn. 408-773), In Duodecimo (774-790), Libri non rilegati (nn. 791-843), Manoscritti (nn. 844-848). Segue, con numerazione separata, l’elenco di 42 composizioni musicali a stampa (nn. 1-42) e, senza numerazione, l’elenco di 17 oggetti.
Secondo Warda non è affatto escluso che si sia verificato uno scambio di libri appartenenti alle due biblioteche.” (tratto da Biblioteche dei filosofi)

 

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Kantiana: il sito con i testi delle traduzioni italiane dell’opera di Kant ( 1807-1901)

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Kantiana è il sito di una ricerca inizialmente finanziata dall’Università della Valle d’Aosta il cui intento principale è di documentare la circolazione testuale di Kant in Italia. Il sito si articola in due sezioni: una dedicata ai testi (traduzioni e le prime interpretazioni ottocentesche) e l’altra in cui sono visionabili schede storiche di introduzione ai testi.

” Lo scopo di Kantiana è di seguire l’itinerario dell’irradiazione del pensiero kantiano in Italia attraverso le traduzioni del XIX secolo, i primi studi critici e gli autori che ne tentarono un’interpretazione in grado di contemperare il trascendentalismo kantiano con i contorni della filosofia accettata in Italia. La storia della prima circolazione di Kant in Italia, più volte oggetto di studio, mette in luce un’interessante parabola che lega i primi interessi per l’antropologia kantiana nati nell’ambito di un empirismo mitigato dallo psicologismo lockiano, agli approcci decisamente positivistici che caratterizzano quegli stessi interessi antropologici nella seconda metà dell’Ottocento. Se è difficile parlare di un kantismo italiano, qualcosa cioè di analogo all’hegelismo che si sviluppò a Napoli verso la metà dell’Ottocento, non va nemmeno del tutto trascurato il tentativo di avvicinarsi al criticismo, del quale non verrà in ogni caso mai penetrato a fondo il trascendentalismo.

L’irradiazione testuale di Kant trova in Milano il centro più attivo, mentre a Napoli si sviluppa maggiormente una riflessione teorica, con Galluppi (che rivendica la necessità di un confronto diretto con Kant, e con Colecchi prima, poi con i primi hegeliani napoletani. La presenza di Kant a Roma, Firenze e Torino è per lo più circoscritta alla stagione positivistica, in cui prevalgono gli interessi per la pedagogia”

Sono presenti inoltre altre risorse interessanti:

  • cronologia delle tappe della prima circolazione di Kant in Italia nell’Ottocento
  • bibliografia sulla circolazione di Kant in Italia

Questo è l’elenco (in ordine cronologico) delle Traduzioni italiane di Kant 1807-1901

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eBook di filosofia: P. Spinicci, Analitico e sintetico. Lezioni su Kant, Husserl e Quine

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P. Spinicci, Analitico e sintetico. Lezioni su Kant, Husserl e Quine

“Queste lezioni si prefiggono due compiti. Il primo, il più importante, è di natura didattica: vogliono cercare di far luce su una questione classica — la distinzione tra proposizione analitiche e sintetiche — così come essa è formulata nelle pagine di Kant, Husserl e Quine. A questo scopo di natura didattica, che motiva la scelta di uno stile espositivo semplice e piano e che determina la rinuncia ad ogni tentativo di rendere conto della storia dei problemi e delle interpretazioni, si affianca una preoccupazione teorica, avvertibile quasi in ogni pagina, che concerne il nesso che lega la vecchia domanda sul sintetico a priori ai temi e ai problemi di una filosofia dell’esperienza.”

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eBook di filosofia: I. Kant, Relazione introduttiva al proprio insegnamento nel corso del semestre invernale del 1765-1766

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 La regola da seguire è dunque questa: innanzitutto far maturare l’intelligenza e accelerarne lo sviluppo, esercitandola nei giudizi d’esperienza e indirizzandone l’attenzione verso quanto è possibile apprendere dalle sensazioni comparate dei vari organi di senso. Da questi giudizi o concetti essa non deve slanciarsi con balzi ardimentosi verso i più alti e remoti, bensì appropinquarvisi percorrendo il naturale e ben conosciuto sentiero dei concetti inferiori, che la conducono innanzi passo dopo passo: il tutto però rimanendo conforme a quella capacità intellettiva che il precedente esercizio ha dovuto necessariamente portare a maturazione in essa, non a quella che l’insegnante percepisce, o crede di percepire, in sé stesso, e suppone a torto anche nel suo allievo. In poche parole, questi non deve imparare dei pensieri, ma deve imparare a pensare; non deve portarlo, ma guidarlo, se si vuole che in futuro sia in grado di camminare da sé“.

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