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eBook di filosofia: P. Lapsia, Che cosa significa parlare a vuoto? Aristotele, il linguaggio e la logica arcaica

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Patrizia Lapsia, Che cosa significa parlare a vuoto? Aristotele, il linguaggio e la logica arcaica in “Annali del Dipartimento di Filosofia; Storia e Critica dei Saperi”

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eBook di filosofia: L. Veinstein, Violence et langage. Une lecture de la «Critique de la violence» de Walter Benjamin

Bernjamin

Léa Veinstein, Violence et langage. Une lecture de la « Critique de la violence » de Walter Benjamin

“Quels liens unissent le droit et la violence ? Peut-il y avoir une violence pure de cette relation au pouvoir ? C’est en 1921 que Walter Benjamin se pose ces questions, et publie « Pour une critique de la violence ». Partant des situations les plus concrètes que lui donne à penser la politique, il emmène son analyse dans le champ du mythe, de la théologie, inaugurant une articulation nouvelle entre le concept de violence et la philosophie du langage. Ce travail se propose d’analyser ce texte ligne à ligne afin d’en rendre la vivacité philosophique, la force politique, et le mystère poétique.”

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eBook di filosofia: Fortunato Tito Arecchi, Cognizione e realtà

FUP Cognizione

Fortunato Tito Arecchi, Cognizione e realtà

“Cognizione implica percezione e giudizio. La percezione consiste nell’interpretare uno stimolo sensoriale: è un processo comune a tutti gli animali con cervello e si può descrivere come una inferenza di Bayes in cui l’algoritmo interpretativo è immagazzinato nella memoria a lungo termine. Il giudizio riguarda, invece, il confronto fra due percezioni codificate in un linguaggio, in cui la precedente viene ripresentata dalla memoria a breve termine e confrontata con la successiva. L’operazione – chiamata Bayes inverso – non presuppone un algoritmo, ma ne costruisce uno nuovo attraverso il confronto. Nel libro si mostra come i salti algoritmici legati a operazioni linguistiche catturino aspetti della realtà non raggiungibili attraverso catene di inferenze di Bayes guidate dallo stesso algoritmo. Oggi sperimentiamo i successi dell’Intelligenza Artificiale (AI), la quale, però, opera per Bayes diretto, velocizza le catene ricorsive, ma non ricorre a salti algoritmici; pertanto, non contribuisce al linguaggio umano. “

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eBook di filosofia: A. Giacomelli, Simbolica per tutti e per nessuno. Linguaggio e figurazione in “Così parlò Zarathustra”

Nietzsche1882

Alberto Giacomelli, Simbolica per tutti e per nessuno. Linguaggio e figurazione in “Così parlò Zarathustra”

Tesi di dottorato discussa presso l’Università degli Studi di Padova (2012)

“I personaggi simbolici (Sinn-bilder) di Also sprach Zarathustra sono immagini sensibili, maschere sotto le quali si celano figure che vanno dallo spirito libero al melanconico, dallo scienziato positivista al genio artistico, dal socialista al libertino. Si tratta da un lato di archetipi simbolici senza tempo, di simboli eterni che costituiscono il basso continuo dell’antropologia filosofica, dall’altro di configurazioni dell’umano che rappresentano lo specchio di malattie tipicamente moderne, quali il venir meno di riferimenti assoluti (Sinnlosigkeit) e di fondamenti (Grundlosigkeit), che si articolano nelle molteplici sfaccettature del nichilismo. Alla modalità simbolica della personificazione s’intreccia nell’opera l’utilizzo, altrettanto simbolico e mutuato dalle favole e dai bestiari medievali, degli animali (Tier-bilder, Tier-gestalten) e delle cose, che si configurano come geroglifici, mezzi simbolici, che per lo più sfuggono ad un’interpretazione univoca e ad una decodificazione esaustiva, di cui Nietzsche-Zarathustra si serve per veicolare tutto il suo pensiero critico, tutta la propria filosofia.
La presente dissertazione propone dunque esegesi simbolica dell’opera più controversa del pensiero nietzscheano. Nel primo capitolo si è tentato di mettere in luce l’innovativo e peculiare rapporto tra contenuto e forma che caratterizza il linguaggio e lo stile scritturale dello Zarathustra, in cui attraverso il simbolo, l’allegoria, la metafora e l’enigma si esprime quell’intreccio filosoficamente essenziale non solo per l’estetica, ma per la filosofia in senso lato, tra filosofia e poesia, riflessione e ispirazione, volontà di verità e amore per la maschera.
Nel secondo capitolo viene proposta un’esegesi del Prologo, che si configura come sfida allegorica volta a selezionare il lettore degno di essere iniziato ai misteri dell’opera. Senza mai prescindere dall’ inevitabile quanto costante riferimento ai capitoli che costituiscono i primi tre libri dell’opera, si proporranno in una prima sezione alcune riflessioni sul rapporto intrattenuto tra Also sprach Zarathustra e Die fröliche Wissenschaft, nonché sul problema del tramonto della soggettività e della dialettica della maschera. In una seconda sezione verranno prese in considerazione le costellazioni metaforiche legate al simbolo del Sole e alla nozione di «virtù che dona», infine in una terza sezione si tenterà di delineare la controversa dottrina dell’Übermensch e di completare l’analisi simbolica del Prologo.
Nel terzo capitolo è stata presa in considerazione una serie di immagini essenziali contenute nei primi tre libri dell’opera: oltre ai temi celebri – e forse persino inflazionati – dell’ Übermensch e dell’eterno ritorno, a costituire un occulto elemento unificante sono i riferimenti alle Stimmungen della malinconia e ai simboli del cosiddetto «spirito di gravità» (der Geist der Schwere – Schwermut). Questo rapporto tra Zarathustra e la rimuginante divinità saturnina consentirà, oltre ad una serie di riflessioni su una questione da sempre teoreticamente centrale quale quella del tempo, una riflessione sulla critica alla massificazione metropolitana e all’emblematico luogo della città.
La seconda e ultima sezione di questo capitolo prevede infine un’analisi puntuale dei cosiddetti «uomini superiori» («l’indovino», «i due re», «il coscienzioso dello spirito», «il mago», «l’ultimo papa», «l’uomo più brutto», «il mendicante volontario», «l’ombra») descritti nel quarto libro dell’opera.
Dall’esigenza di una disamina dei tipi umani (Charaktertypen), e degli esperimenti esistenziali che costituiscono quel volto insieme inquietante ed iridescente dell’epoca coeva ed immediatamente successiva alla vita di Nietzsche, nonché dall’auspicio di far emergere il colorito e folto consesso di paradigmi antropici e tipologie caratterologiche che abita l’opera nella sua dinamica vitalità, nasce quindi la sfida di un’indagine sulla simbolica dello Zarathustra, ossia di un’opera che vuol farsi per il lettore vera e propria esperienza di vita”

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