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eBook di filosofia: A. Firenze, Il primato ontologico della percezione in Merleau-Ponty. Prospettiva storico-filosofica e problemi aperti

Merleau Ponty

Antonino Firenze, Il primato ontologico della percezione in Merleau-Ponty. Prospettiva storico-filosofica e problemi aperti

“The aim of this article is to circumscribe, from an historical point of view, the theoretical contribution of the Merleau-Ponty’s perception’s philosophy to the philosophical relation between knowledge and perception. Therefore, to highlight the most original facet of his perception’s philosophy compared with the traditional theories about this problem, our reflection is divided in two parts. In the first part, we rough out the difference existing between the ancient and modern idea of knowledge and perception. To be more precise, we describe the transition of the ancient idea of perception as natural and objective knowledge’s instrument, to the modern idea of perception as subject’s mental operation. In the second part, we attempt to follow the footsteps of Merleau-Ponty’s perception’s philosophy to clarify the philosophical meaning of perception on the base of the perceptive experience as such.”

 

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eBook di filosofia: M. Merleau-Ponty, Phenomenology of perception

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Maurice Merleau-Ponty, Phenomenology of perception, 1962

Merleau-Ponty, nella Fenomenologia della percezione, che è la sua opera più vicina alla fenomenologia, ne dà un’interpretazione assai originale, che è chiaramente delineata nell’Introduzione. Egli concentra il fuoco dell’attenzione sul tema della riduzione e osserva che si tratta di un tema che ha tormentato Husserl per tutto il corso della sua riflessione. Ciò è dovuto essenzialmente al fatto che il filosofo tedesco non era soddisfatto dell’idea di riduzione come possibilità di isolare un Io puro e trascendentale, a partire dal quale la nostra esperienza diventa quella di un mondo unico, indiviso e abitato da soggetti identici e trasparenti. L’esperienza reale che noi abbiamo dell’altro e quella del mondo contraddicono questa visione idealista: il rapporto con l’altro è per me originario, l’altro ha una densità e un’opacità irriducibili e né io né lui siamo riducibili a degli «Ego puri». Ciò può anche esprimersi dicendo che entrambi siamo «in situazione», «gettati» nella «fatticità», nel qui e nell’ora, immersi in corpi che fanno parte di una natura. Merlau-Ponty, che, come si vede, collega Husserl e Heidegger interpretandoli assai liberamente, può dunque concludere: «Il più grande insegnamento della riduzione è l’impossibilità di una riduzione completa»; essa non mette capo, infatti, alle certezze assolute di un soggetto puro, ma alla «meraviglia» (étonnement) di fronte al fatto immotivato e paradossale che il soggetto si trova immerso in un mondo, tema che il filosofo francese riprende da Fink, essenziale figura di collegamento fra Husserl e Heidegger fin dagli anni Trenta. L’esperienza che l’uomo ha del mondo è dunque sempre parziale, nuova e da ricominciare; c’è un mondo della vita e della storia che è impossibile portare alla trasparenza dell’idea. Di conseguenza Merlau-Ponty dà del tema husserliano dell’intenzionalità una lettura molto personale, anche se non priva di agganci nei testi del maestro: all’intenzionalità «d’atto», che caratterizza i nostri giudizi coscienti, e che è quella con cui ha lavorato anche Kant, egli contrappone l’intenzionalità «operante» (fungierende Intentionalität), che è quella che si attua nella nostra vita preintelletttuale, in tutta quella dimesione «prelogica» della nostra esistenza che non riguarda tanto i giudizi logici e coscienti, ma che «costituisce l’unità naturale e antepredicativa del mondo e della nostra vita, che appare nei nostri desideri, nelle nostre valutazioni, nel nostro paesaggio». Di conseguenza, il programma della f., che è per definizione infinito e incompiuto e ha un «andamento incoativo», diventa la riscoperta di quella falda di senso, di vita irriflessa che è alla radice sia della vita individuale che della storia collettiva. Il programma del ritorno «alle cose stesse» diviene così, nell’interpretazione di Merleau-Ponty, per un lato, quello di analizzare il ruolo del corpo come vera matrice di tutte le conoscenze, per l’altro la riscoperta di quell’elemento «genetico», irriducibilmente dinamico dell’«essere al mondo» la cui «ripresa» non è mai un passivo ritrovamento, ma una sempre nuova creazione” (tratto da Fenomenologia in Treccani.it)

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eBook di filosofia: E. Pagni, Corpo Vivente Mondo. Aristotele e Merleau-Ponty a confronto

Merlau Ponty

Elena Pagni, Corpo Vivente Mondo. Aristotele e Merleau-Ponty a confronto

“L’indagine sull’essere vivente e sulla sensazione condotte da Aristotele nel De Anima e nelle opere biologiche pongono in luce molteplici corrispondenze teoriche con la nozione merleau-pontyana di percezione e l’ontologia del sensibile emergenti dalla Fenomenologia della percezione e dai Corsi sulla Natura. In Aristotele e in Merleau-Ponty la riabilitazione epistemologica dell’esperienza sensibile conduce, sul piano ontologico, alla teorizzazione di una nuova idea di soggetto vivente e di Natura: il sinolo biologico in Aristotele e la nozione di Leib nei termini di chiasma in Merleau-Ponty. Inoltre la nozione aristotelica di sinolo presenta delle forti analogie con la concezione merleau-pontyana di corpo vivo (Leib). Da un lato i risultati speculativi conseguiti da Aristotele nelle ricerche biologiche (dove emerge che la maggior parte delle funzioni vitali si realizzano mediante una totale compenetrazione di anima e corpo), e dall’altro la teoria del sinolo da egli elaborata nel De Anima (secondo cui la sostanza vivente costituisce un’unità indissolubile di materia e forma), presentano molti punti di contatto con l’idea di embodiment che attraversa l’intera opera merleau-pontyana a partire dalla Fenomenologia della percezione

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eBook di filosofia: M. Merleau-Ponty, Éloge de la philosophie et autres essais (1953)

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Maurice Merlau-Ponty, Éloge de la philosophie et autres essais (1953)

*Il copyright delle opere linkate appartiene ai rispettivi autori. Citandola in questa pagina ci si avvale del principio del fair dealing in quanto la diffusione che ne viene fatta è a fini di critica, recensione, informazione e insegnamento e non ha scopi economici. Gli autori possono comunque e in qualunque momento richiederne la rimozione.

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eBook di filosofia: M. Merleau-Ponty, L’oeil et l’esprit

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Maurice Merleau-Ponty, L’oeil et l’esprit, 1964

*Il copyright delle opere linkate appartiene ai rispettivi autori. Citandola in questa pagina ci si avvale del principio del fair dealing in quanto la diffusione che ne viene fatta è a fini di critica, recensione, informazione e insegnamento e non ha scopi economici. Gli autori possono comunque e in qualunque momento richiederne la rimozione.

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