Archivi tag: neuroscienze

eBook di filosofia: S. Alovisio, L’occhio sensibile. Cinema e scienze della mente nell’Italia del primo Novecento

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Silvio Alovisio, L’occhio sensibile. Cinema e scienze della mente nell’Italia del primo Novecento

“Tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento il sistema dei media e il sapere neuroscientifico vivono un comune destino di epocale modernizzazione: da un lato, il cinema si afferma rapidamente come la più popolare esperienza comunicativa e spettacolare dell’Occidente, dall’altro gli sviluppi della ricerca neurologica, psicologica e psichiatrica consolidano la conoscenza dei fenomeni percettivi e mentali. Anche in Italia, così come in Francia, in Germania e negli Stati Uniti, le scienze della mente si mostrano da subito interessate a studiare il cinema e i suoi spettatori. Il nuovo medium è quindi posto al centro di una riflessione scientifica poliforme ma tutt’altro che occasionale: psicologi come Mario Ponzo, Agostino Gemelli, Sante De Sanctis e Cesare Musatti, neurologi come Giuseppe D’Abundo e Liborio Lojacono, fisiologi come Carlo Foà e Mariano Luigi Patrizi, psichiatri come Giuseppe Vidoni, Guglielmo Mondio e Fabio Pennacchi, studiano gli aspetti percettivi ed emozionali della ricezione spettatoriale, il ruolo assunto nella visione in sala dall’illusione di realtà, dalla memoria e dall’attenzione, i problematici effetti psichici e sociali prodotti dal cinema, ma anche le sue promettenti potenzialità pedagogiche.
Il presente volume, corredato da un’antologia di testi d’epoca, si propone di offrire un contributo alla conoscenza e allo studio di queste riflessioni della comunità scientifica italiana, maturate in un periodo decisivo non solo per la storia delle scienze psichiche e per la storia del cinema ma anche, e soprattutto, per la problematica costruzione della moderna soggettività novecentesca.”

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eBook di filosofia: S. Mezzalira, Tempo, soggettività, esperienza. Per un’ermeneutica trascendentale e fenomenologica del rapporto aporetico tra esperienza soggettiva e analisi neuro scientifica della percezione e dell’azione

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Selene Mezzalira, Tempo, soggettivita’, esperienza. Per un’ermeneutica trascendentale e fenomenologica del rapporto aporetico tra esperienza soggettiva e analisi neuro scientifica della percezione e dell’azione. 

Tesi di dottorato discussa presso l’Università degli Studi di Padova (2016)

” Nel primo capitolo viene affrontato uno degli interrogativi piu’ radicali sorti in ambito neuroscientifico intorno all’esperienza percettiva: come si crea la stabilita’ e la continuita’ della nostra esperienza temporale a fronte delle distorsioni, che emergono comparando i tempi neurali registrati sperimentalmente e i riferimenti soggettivi sul tempo vissuto? Viene esaminato criticamente il concetto di distorsione, il quale ha senso solo se viene previamente assolutizzata un’esperienza temporale misurata dagli orologi e un’esperienza spaziale misurata dai regoli.
Nel secondo capitolo vengono esaminati gli esperimenti che, a partire dai lavori di Libet, hanno messo in discussione l’esistenza del libero volere, principalmente sulla base dell’esistenza di eventi neurali che, precedendo gli atti motori volontari, consentono di leggere le nostre decisioni future prima che ne diventiamo consapevoli. Qui, un’ermeneutica d’ispirazione kantiana delle decisioni coscienti consente di ritrovare lo spazio della liberta’ come ambito essenziale dell’umano.
Il terzo capitolo prosegue la valutazione degli studi sul rapporto tra coscienza, percezione e azione, nonche’ sul loro inscindibile intreccio in ogni atto di costituzione dell’esperienza spazio-temporale.
Nel quarto capitolo viene analizzato il problema del binding, ossia del collegamento attivo responsabile dell’unitarieta della nostra esperienza, osservando come esso rimandi ad un processo di sintesi assai affine alla funzione svolta dalle strutture kantiane della soggettivita’ quali condizioni trascendentali di possibilita’ della costituzione dell’esperienza come un tutto coerente e dotato di senso.
Nel quinto capitolo, riprendendo le interpretazioni neuro quantistiche della coscienza, vengono esaminate le teorie che, detemporalizzando i processi mentali fondamentali, si avvicinano in modo sostanziale alla concezione kantiana dell’unita’ trascendentale della coscienza. In particolare, una prospettiva che si richiami allo schematismo trascendentale consente di individuare dei percorsi in grado di riannodare la divaricazione piu’volte emersa nel corso della ricerca tra esperienza soggettiva ed esperienza scientifica.
Nelle conclusioni, viene proposta una visione innovativa dei rapporti tra coscienza, spazio, e, soprattutto, tempo. Prendendo ispirazione non solo dalla prospettiva trascendentale di matrice kantiana, ma anche dalla fenomenologia husserliana e dalla fenomenologia della percezione di Merleau-Ponty, nonche’ dal pensiero heideggeriano, si perviene alla formulazione di un’interpretazione profonda degli inediti meccanismi con cui la soggettivita’ attua i processi di in-formazione dell’oggettivita’, cosi come emergono oggi in ambito neuroscientifico.
Il tema principale dell’appendice e’ costituito dai neuroni specchio, il cui comportamento fornisce elementi essenziali per la comprensione dell’esperienza nei suoi caratteri squisitamente intersoggettivi.”

 

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eBook di filosofia: R. Fumagalli, Philosophical foundations of Neuroeconomics: Economics and the revolutionary challenge from Neuroscience

neuroeconomics

Roberto Fumagalli, Philosophical foundations of neuroeconomics: economics and the revolutionary challenge from neuroscience

Tesi di dottorato discussa presso “The London School of Economics and Political Science” (2011)

“This PhD thesis focuses on the philosophical foundations of Neuroeconomics, an innovative research program which combines findings and modelling tools from economics, psychology and neuroscience to account for human choice behaviour. The proponents of Neuroeconomics often manifest the ambition to foster radical modifications in the accounts of choice behaviour developed by its parent disciplines. This enquiry provides a philosophically informed appraisal of the potential for success and the relevance of neuroeconomic research for economics. My central claim is that neuroeconomists can help other economists to build more predictive and explanatory models, yet are unlikely to foster revolutionary modifications in the economic theory of choice. The contents are organized as follows. In chapters 1-2, I present neuroeconomists’ investigative tools, distinguish the most influential approaches to neuroeconomic research and reconstruct the case in favour of a neural enrichment of economic theory. In chapters 3-7, I combine insights from neuro-psychology, economic methodology and philosophy of science to develop a systematic critique of Neuroeconomics. In particular, I articulate four lines of argument to demonstrate that economists are provisionally justified in retaining a methodologically distinctive approach to the modelling of decision making. My first argument points to several evidential and epistemological concerns which complicate the interpretation of neural data and cast doubt on the inferences neuroeconomists often make in their studies. My second argument aims to show that the trade-offs between the modelling desiderata that neuroeconomists and other economists respectively value severely constrain the incorporation of neural insights into economic models. My third argument questions neuroeconomists’ attempts to develop a unified theory of choice behaviour by identifying some central issues on which they hold contrasting positions. My fourth argument differentiates various senses of the term ‘revolution’ and illustrates that neuroeconomists are unlikely to provide revolutionary contributions to economic theory in any of these senses.”

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Glossary of Key Brain Science Terms

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Vi segnaliamo il Glossary of Key Brain Science Terms curato dalla Dana Foundation.

Si tratta appunto di glossario che riunisce le definizioni dei termini più comuni che si usano nella ricerca scientifica del cervello e del sistema nervoso.

 

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eBook di filosofia: A. Damasio, Descartes’ Error. Emotions, Reason, and the Human Brain

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Antonio Damasio, Descartes’ Error. Emotions, Reason, and the Human Brain

Laureatosi in medicina, attivo negli USA, è tra i nomi di maggior rilievo nel panorama internazionale delle neuroscienze. Ha approntato un sistema di ricerche sul rapporto mente-corpo di stampo antidualistico. D. ritiene che gli studi sul cervello non possano eludere la componente emotiva quale elemento dirimente nella pianificazione dell’azione e della memoria, e fattore immanente nei processi decisionali. L’organo cerebrale va analizzato senza trascurare l’organismo che lo ospita e le interazioni tra questo e l’ambiente. Autore di numerosissimi articoli scientifici, tra i suoi testi occorre citare: Descartes error. Emotion, reason and the human brain (1994); Feeling of what happens (1999); Looking for Spinoza. Joy, sorrow, and the feeling brain (2003); Self comes to mind: constructing the conscious brain (2010).” (tratto da Treccani.it)

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Cognition: la rivista online sulla conoscenza

Cognition

Cognition è la rivista online internazionale che pubblica articoli e saggi sui molteplici aspetti della conoscenza.

“It covers a wide variety of subjects concerning all the different aspects of cognition, ranging from biological and experimental studies to formal analysis. Contributions from the fields of psychology, neuroscience, linguistics, computer science, mathematics, ethology and philosophy are welcome in this journal provided that they have some bearing on the functioning of the mind. In addition, the journal serves as a forum for discussion of social and political aspects of cognitive science”.

 

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Comparative Cognition & Behavior Reviews: una rivista online sulla cognizione degli animali

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Comparative Cognition & Behavior Reviews è la rivista online,  peer-reviewed che pubblica recensioni, articoli e saggi nel campo della cognizione animale.

“The topics for these reviews and critiques include all aspects of research on cognition, perception, learning, memory and behavior in animals. Published by the Comparative Cognition Society, our web-based format is designed to encourage innovation in presenting information within the field.”

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Portraits of European Neuroscientists: la gallery dedicata ai neuroscienziati

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Portraits of European Neuroscientists è l’interessante sito sviluppato da Nicholas Wade, Marco Piccolino e Adrian Simmons che offre una galleria di ritratti di neuroscienziati partendo dai “pionieri”. La finalità è insieme artistica e storica. Ogni ritratto è accompagnato da un testo di presentazione sullo scienziato, sulla sua opera o sul suo pensiero.

” Neuroscience, as a discipline, did not exist until the late 20th century. It emerged as a consequence of the endeavours of many who conspired to illuminate the structure of the nervous system, the manner of communication within it, its links to reflexes and its relation to more complex behaviour, as well as to perceptual experience. Neuroscience is a neologism of recent years: the term was introduced in the 1960s by the American scholar Francis Otto Schmitt as a convenient term to indicate a multidisciplinary research team investigating brain function and the Society for Neuroscience was founded in 1970.

Schmitt’s original team included different researchers ranging from biologists, anatomists, biochemists, physicists, engineers to neurologists, psychiatrists, psychologists, but now the field of investigation covered by the term (often described in the plural form of Neurosciences) includes neurolinguistics, neurophilosophy and even neuroaesthetics and neuroeconomy. Despite the widespread use of the term ‘neuroscience’ it is seldom accorded a definition of any detail. In general, neuroscience thrives on its vague appeal to advances that are being achieved in studies of the nervous system, and as such the origins of neuroscience stretch back to antiquity. Particularly large strides were made in the nineteenth century. Neuroscience emerged from the biological sciences because conceptual building blocks were isolated, and the ways in which they can be arranged were explored. The foundations on which the structure could be securely based were the cell and neuron doctrines on the biological side, and morphology and electrophysiology on the functional side. The morphological doctrines were dependent on the development of microtomes and achromatic microscopes and of appropriate staining methods so that the sections of anatomical specimens could be examined in greater detail. Electrophysiology provided the conceptual modern framework on which the notion of the nervous function was envisioned as depending on an ongoing flux of electrical signals along the nervous pathways at both central and peripheral level. These aspects of the history of neuroscience will be explored by portraying some of those who have advanced understanding of the nervous system and its functions. With such a rich legacy it is difficult to determine a starting point. The one adopted is around 1500, when Leonardo da Vinci married art and science in his studies of the human body.

It is similarly difficult to define the geographical regions that should be surveyed. Great strides were made in Eastern medicine, especially in the period that is called the Dark Ages in Europe. However, the starting point chosen, around the turn of the 15th and 16th centuries, also determines the places where advances were made, and that is Europe. Within Europe the sweep of neuroscience followed that of science generally and it is clearly reflected in the nationalities of those portrayed. The impetus came from Italy in the 16th and 17th centuries, and then gradually moved west and north. France was in the ascendency in the 18th century, followed by Germany in the 19th century and afterwards England and America. Throughout, individual genius emerged in other countries, but the movements also reflected the institutionalization of science, both in specialised societies and in universities.”

 

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