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eBook di filosofia: Celebrating the Life and Work of J. H. van den Berg

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Celebrating the Life and Work of J. H. van den Berg (numero speciale della rivista Janus Head)

“Jan Hendrik van den Berg has been especially conscious of the historical and cultural embeddedness of phenomenological psychology. In fact, he was far ahead of the later postmodern critique of the dangers of foundationalism, essentialism, and historical and cultural universalism. He argues that the very project of all phenomenology is contextualized by limits of language, culture, time, and place. According to van den Berg, phenomenological psychology does not claim to have found a universally valid approach to human phenomena; rather, it is always self-conscious of its anthropological starting point. Van den Berg became especially known for the development and application of a historical phenomenological approach that he termed the metabletical method. Metabletica is a word derived from the Greek meaning “to change.” His book Metabletica: Principles of a Historical Psychology (published in English in 1961 as The Changing Nature of Man) describes the changing relation between adults and children many years before a similar work by the French historian Philipe Ariès. For example, Van den Berg describes the process of the infantilization of adulthood and the appearance of puberty as a historial and cultural phenomenon. The special feature of the metabletical method is that it approaches its object of study not diachronically, as development through time, but synchronically, from within a meaningful constitution of relations among different events during the same shared period. For example, in Leven en Meervoud (1963) (published in English in 1974 as Divided Existence), he provides a concrete portrayal and a surprisingly early postmodern interpretation of the development of the human psyche by connecting it with a variety of simultaneous developments in the surrounding culture, showing how the sense of self-identity is increasingly fragmented, divided, and determined by externals.” (tratto da Phenomenology Online)

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Spinoza Web: il portale dedicato a Spinoza

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Spinoza Web è il portale ideato e curato dal Dipartimento di “Philosophy and Religious Studies” dell’Università di Utrecht interamente dedicato al filosofo. È articolato in due grandi “sezioni”:

Il sito è ancora in versione beta ed è aperto a suggerimenti per il suo miglioramento.

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eBook di filosofia: F. van den Enden, Free Political Propositions and Considerations of State

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Franciscus van den Enden (a cura di Wim Klever), Free Political Propositions and Considerations of State.

“Nel corso degli anni sessanta si diffuse la voce che Van den Enden fosse ateo, sostanzialmente confermata da due brevi testi che pubblicò, anonimi, in questo periodo: Kort Verhael van Nieuw Nederland (“Breve resocoto sui nuovi Paesi Bassi”), del 1662, e Vrye Politijke Stellingen (“Libere proposte politiche”), del 1665. In questi testi, in effetti, Van den Enden esponeva le convinzioni filosofico-politiche che aveva gradualmente maturato, influenzato anche dagli studi che aveva portato avanti tra gli anni cinquanta e sessanta (nel trattato del 1665 compaiono, ad esempio, riferimenti diretti a Machiavelli e Grozio). Van den Enden affermava energicamente i principi di uguaglianza e di partecipazione collettiva alla vita politica, ritenendo che solo su di essi avrebbe potuto basarsi uno Stato stabile perché equo; era fautore di un ideale democratico radicale che sviluppò, nei suoi fondamenti e nelle sue implicazioni verosimili, tratteggiando nel Kort Verhael una proposta di costituzione per le colonie olandesi dell’America settentrionale, dove insisteva sulla libertà di pensiero, di parola e di culto, e sulla fondamentale separazione della sfera religiosa da quella politica. Giungeva a sostenere l’opportunità di estromettere dalle comunità desiderose di restare libere i predicatori, la cui influenza sulle opinioni considerava assolutamente deleteria. Affermava il principio dell’elettività delle cariche pubbliche e della votazione a maggioranza, con un suffragio basato sul criterio dell’istruzione ma tale da non fare alcuna distinzione tra uomini e donne. L’ostilità di Van den Enden rispetto alle ingerenze del potere religioso nella vita politica (del tutto analoga a quelle di Spinoza, anche se resta difficile stabilire con sicurezza relazioni di influenza) contribuì probabilmente a far nascere intorno a lui la fama di ateo; De Nazelle sosteneva che a Van den Enden si potesse attribuire, al massimo, un blando deismo, mentre uno dei primi biografi di Spinoza, Colerus, affermava senza esitazione che Van den Enden era responsabile della corruzione dei suoi studenti e della loro deviazione verso l’ateismo.” (tratto da Wikipedia)

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Franciscus van den Enden: il sito dedicato al maestro di Spinoza

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[piccolo schizzo raffigurante van den Enden e gli altri cospiratori coinvolti nel complotto contro Luigi XIV di Francia in procinto di essere impiccati, di fronte alla Bastiglia, nel 1674. Unica immagine di van den Enden ad essere sopravvissuta]

Se siete interessati a van den Enden, poeta, filosofo, mercante d’arte e maestro di Spinoza, vi segnaliamo Franciscus van den Enden, il sito a lui dedicato, frutto di un progetto di ricerca presso l’Università  di Ghent.

Queste le interessenti risorse che potete trovate:

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eBook di filosofia: W. Klever, Imperium aeternum. La critica di Spinoza a Machiavelli e la sua fonte in Van den Enden

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Wim Klever, Imperium aeternum. La critica di Spinoza a Machiavelli e la sua fonte in Van den Enden

“In uno stimolante ed originale articolo, Spinoza e l’acutissimo fiorentino, Paolo Cristofolini sostiene l’esistenza di una profonda «continuità di pensiero» tra Machiavelli e Spinoza. Egli colloca questa continuità nella simpatia che le opere di Machiavelli avevano nel circolo intellettuale nel quale si è sviluppata la filosofia di Spinoza. Una figura importante, in un certo senso il fondatore di questo circolo, fu il maestro di Spinoza, Franciscus Van den Enden, che viene descritto da Cristofolini come un cultore di Machiavelli. Tale qualifica non viene usata per Spinoza, ma non c’è dubbio che Cristofolini consideri anche Spinoza un ammiratore e discendente teoretico di Machiavelli.” (tratto da Foglio Spinoziano)

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eBook di filosofia: P. Cassuto, Spinoza et les Commentateurs juifs. Commentaire biblique au Premier Chapitre du Tractus Theologico-Politicus de Spinoza

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Philippe Cassuto, Spinoza et les Commentateurs juifs. Commentaire biblique au Premier Chapitre du Tractus Theologico-Politicus de Spinoza

“Dans cet ouvrage, nous nous proposons de parcourir le Tractatus Theologico-Politicus de Spinoza afin de donner au lecteur philosophe tous les éléments susceptibles de l’aider à saisir la place des citations bibliques dans cette œuvre, ainsi que ses conséquences sur la pensée philosophique de l’auteur. D’autre part nous voulons montrer au lecteur hébraïsant l’utilisation que Spinoza a faite des sources bibliques au sens large, mais traditionnel. Nous utiliserons également la grammaire de l’Hébreu que Spinoza a laissé inachevée : Compendium Grammatices Linguoe Hebroeoe, Abrégé de Grammaire Hébraïque, publié dans les Opera Posthuma, 1671. Nous tenterons une approche de son œuvre en dehors des luttes et des passions que son seul nom inspire, lui qui sa vie durant s’écartera par tous les moyens des combats de son époque afin de pouvoir accéder à la connaissance vraie qui seule apporte le bonheur”

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Digitalizzazioni delle opere di Enrico di Gand

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Nel sito del Dipartimento di Filosofia dell’Università di Asheville trovate le digitalizzazioni del testo latino dell’edizione critica delle opere di Enrico di Gand. Il Prof. Gordon A. Wilson dell’ateneo americano coordina infatti la pubblicazione in cartaceo dei testi.

Questo è l’elenco dettagliato:

Quodlibeta

Quaestiones Ordinariae (Summa)

Opere attribuite a Enrico di Gand

Nello stesso sito trovate anche una bibliografia aggiornata di e sul pensatore.

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eBook di filosofia: B. Spinoza, Ethic

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B. Spinoza, Ethic

“Movendo dai problemi più tipici del cartesianismo (concetto di sostanza, dualismo res cogitansres extensa), S. svolge la sua opera maggiore, l’Ethica, «ordine geometrico», cioè dando al discorso una struttura di tipo euclideo, e quindi procedendo per definizioni, assiomi, dimostrazioni, corollari, scoli. Centrale il problema della sostanza: sostanza è ciò che è in sé e viene concepito per sé, ciò il cui concetto non ha bisogno del concetto di un’altra cosa; tale sostanza – oggettivamente concepita – è causa sui: la sua essenza implica l’esistenza. Come tale la sostanza è unica, perché altrimenti sarebbe limitata e per ciò stesso condizionata da altro, il che è contro la definizione stessa di sostanza. Una è quindi la sostanza e questa è infinita. Tale sostanza – che può appellarsi anche Dio o natura – si manifesta in attributi o proprietà infinite: ogni attributo è infinitamente perfetto nel suo genere, ma non assolutamente infinito, perché ciascuno è determinazione o manifestazione dell’infinita sostanza. Degli attributi (che nel loro complesso sono la sostanza stessa) noi ne conosciamo due soli, il pensiero (la res cogitans) e l’estensione (la res extensa); cioè la sostanza si esprime a noi sotto due forme, quella dei fenomeni materiali e quella dei fenomeni spirituali. Ogni attributo è concepito per sé (in quanto costituente la sostanza), indipendentemente da ogni altro attributo, ma non per questo gli attributi rinviano a due sostanze distinte, bensì all’unica sostanza (superando così il dualismo di Cartesio). Ogni attributo si determina nei modi, affezioni della sostanza, che costituiscono l’insieme delle cose determinate e finite. I modi di ciascun attributo non agiscono sui modi dell’altro attributo (in quanto ogni attributo è concepito per sé e indipendentemente da ogni altro): ma i modi dell’attributo pensiero e i modi dell’attributo estensione si corrispondono perché hanno ciascuno per causa l’unica sostanza – o Dio – di cui gli attributi sono manifestazione. S. può dire che «l’ordine e la connessione delle idee è identico all’ordine e alla connessione delle cose», perché ciascun evento dell’una e dell’altra serie dei modi è lo stesso evento (data l’unicità della sostanza), visto ora sotto l’attributo pensiero, ora sotto l’attributo estensione: in questa prospettiva S. ritiene di aver superato il dualismo cartesiano anima-corpo. Ricondotta tutta la realtà all’unica sostanza, ove quindi le cose particolari non sono altro che modi mediante i quali gli attributi di Dio sono espressi e determinati, quell’unica sostanza – o Dio o natura – è la causa immanente di tutta la realtà e ogni cosa dipende necessariamente da essa nel suo essere e nel suo operare; nulla è contingente. La sostanza così intesa è la natura naturante (Dio in quanto causa libera); la natura naturata è invece la molteplicità dei singoli accadimenti quale segue necessariamente dalla sostanza e dai suoi attributi; Solo una visione parziale – legata al primo e inferiore grado di conoscenza, l’immaginazione – può far ritenere autonomi e contingenti i singoli esseri finiti; una conoscenza più profonda – intellettuale – fa cogliere il fondamento di tutti gli esseri nell’unica sostanza rispetto alla cui immanente causalità tutto è intrinsecamente determinato. Ma questa assoluta necessità – propria della natura di Dio – si identifica con l’assoluta libertà, in quanto Dio agisce libero da ogni condizione, come causa sui. In questa prospettiva, gli individui (i modi) rientrano nell’ordine eterno della realtà e sono tutti necessitati: le distinzioni e i giudizi di valore derivano da una visione settoriale e parziale della realtà, così come le distinzioni di bene e di male che derivano dall’ignoranza e dal non vedere l’intrinseca necessità che regge gli atti di tutti gli individui; soltanto elevandosi alla visione dell’unica sostanza (visione intuitiva) si coglieranno le realtà singole come necessarie e determinate a esistere e a operare in un nesso infinito di cause. […]

La dottrina politica di S. svolta nel Tractatus theologico-politicus si congiunge nella stessa opera al problema della staticità della Bibbia, del valore dei profeti e del rapporto tra filosofia e teologia. In sede di critica storica, S. è uno dei primi a porre in termini di analisi testuale l’esame della Bibbia con il rifiuto di attribuire a Mosè il Pentateuco e con tentativi di nuove attribuzioni e datazioni dei libri del Vecchio Testamento. Quanto ai contenuti dell’insegnamento biblico, essi per S. non presentano verità filosofiche o scientifiche ma semplicemente insegnamenti etico-pratici e richiedono obbedienza, fede; nessun contrasto quindi con la filosofia che svolge il suo discorso su un piano razionale, indirizzandosi alla minoranza degli uomini capaci di acquisire la virtù con l’esercizio della sola ragione: «lo scopo della filosofia non è altro che la verità; mentre quello della fede è soltanto l’obbedienza e la pietà» (XIV).” (tratto da Treccani.it)

 

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eBook di filosofia: B. Spinoza, Breve trattato su Dio, l’uomo e la felicità

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B. Spinoza, Breve trattato su Dio, l’uomo e la felicità

Nella formazione di Spinoza, accanto a temi baconiani e hobbesiani, matrici platoniche, fino alla filosofia dell’amore di Leone Ebreo, hanno un posto di primo rilievo gli scritti cartesiani, seppure su temi centrali, quali la dottrina della volontà, della libertà, o la concezione della mente come sostanza pensante, egli maturerà un profondo e radicale distacco dalle tesi del cartesianesimo. Il Korte Verhandeling van God, deMensch en deszelvs Welstand (Breve trattato su Dio, l’uomo e la beatitudine) composto intorno al 1660, presenta un orizzonte di riflessione in cui la dimostrazione a priori dell’esistenza di Dio, formulata diversamente che nell’Ethica, si compone con il necessitarismo, il rifiuto del creazionismo, l’identificazione di pensiero ed estensione come attributi divini, fino ad arrivare all’equivalenza di Dio e natura: «della natura viene affermato tutto e […] la natura consiste perciò di infiniti attributi, ciascuno dei quali è perfetto nel suo genere. E questo concorda esattamente con la definizione che si dà di Dio» (I, 2, 12) (tratto da Treccani.it)

*Il copyright delle opere linkate appartiene ai rispettivi autori. Citandola in questa pagina ci si avvale del principio del fair dealing in quanto la diffusione che ne viene fatta è a fini di critica, recensione, informazione e insegnamento e non ha scopi economici. Gli autori possono comunque e in qualunque momento richiederne la rimozione.

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eBook di filosofia: L.E.J. Brouwer, Life, Art, and Mysticism

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Luitzen Egbertus Jan Brouwer, Life, Art, and Mysticism

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