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eBook di filosofia: A. Schopenhauer, I due problemi fondamentali dell’etica

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Arthur Schopenhauer, I due problemi fondamentali dell’etica

“Stabilitosi a Francoforte sul Meno, nel 1836 pubblicò Über den Willen in der Natur (trad. it. La volontà della natura) e tre anni dopo, partecipando a un concorso indetto dall’Accademia di Trondheim, ottenne il primo riconoscimento ufficiale con lo scritto Über die Freiheit des menschlichen Willens (trad. it. La libertà del volere umano), che nel 1841 ripubblicò assieme al saggio Über das Fundament der Moral (trad. it. Il fondamento della morale) in un volume dal titolo Die beiden Grundprobleme der Ethik (trad. it. I due problemi fondamentali dell’etica)” (tratto da Treccani.it)

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eBook di filosofia: F. C. Brentano, Psychologie vom empirischen Standpunkt

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Franz Clemens Brentano, Psychologie vom empirischen Standpunkt

“n contrapposizione all’impostazione kantiana, B. riprende suggestioni aristoteliche e scolastiche, criticando inoltre varie dottrine del positivismo inglese di quel tempo. Nella sua opera principale, Psychologie vom empirischen Standpunkt (2a ed. 1924; trad. it. Psicologia dal punto di vista empirico), B. traccia le linee di una psicologia descrittiva come teoria dei fenomeni psichici, distinta da una psicologia genetica e contrapposta alla scienza naturale, scienza dei fenomeni fisici. La caratteristica fondamentale del fenomeno psichico è la sua intenzionalità (➔) (concetto che B. riprende dalla scolastica), come direzione a un oggetto, inteso, nella dottrina più matura (cui si connette altresì una critica del linguaggio), come reale o cosa. In base al diverso modo di riferirsi all’oggetto B. distingue tra classi di fenomeni psichici: rappresentazioni, giudizi e relazioni affettive (o fenomeni di odio-amore), sostenendo inoltre l’esistenza di una percezione interiore nettamente distinta dalla cosiddetta osservazione interiore. La teoria della verità, in corrispondenza alle posizioni assunte da B. riguardo alla natura del giudizio, diviene teoria dell’evidenza. Importanti gli studi storici su Aristotele. Grande influenza esercitarono le sue dottrine sullo sviluppo della filosofia fenomenologica (Husserl, Stumpf), e su altri pensatori posteriori come Meinong. Altre opere: Vom Ursprung sittlicher Erkenntnis (1889, 2a ed. 1921; trad. it. Sull’origine della conoscenza morale); Die vier Phasen der Philosophie und ihr augenblicklicher Stand (1895, 2a ed. 1926); Von der klassifikation der psychischen Phänomene (1911, 2a ed. 1925).” (tratto da Treccani.it)

 

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eBook di filosofia: S. Dasgupta, A History of Indian Philosophy

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Surendranath Dasgupta, A History of Indian Philosophy (1922)

 

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eBook di filosofia: J. G. Fichte, The vocation of man

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Johann Gottlieb Fichte,  The vocation of man

” Con il 1800, anno di pubblicazione di Die Bestimmung des Menschen (trad. it. La missione dell’uomo) si fa iniziare una nuova fase della speculazione di Fichte. In essa ritroviamo tutti gli elementi della precedente, ma con un mutamento di accenti e di toni. L’io puro diventa una sorta di assoluto, al di sopra dell’io finito; certamente è pur sempre l’io finito che rivela e realizza questo assoluto, ma è l’assoluto che è il primo, e la libertà, il sapere dei singoli gli sono subordinati. Fichte indulge a motivi religiosi, come quello della grazia o dell’aspirazione all’eterno, ripercorrendo itinerari neoplatonici; i vecchi motivi della sua filosofia continuano tuttavia a vivere, ma all’interno di questo nuovo quadro. Ciò è caratteristico del pensiero politico, i cui temi restano i medesimi, solo che Fichte sovrappone a essi una funzione pedagogica (e autoritaria), che li promuova; il popolo, per es., che egli aveva teorizzato sovrano, è ora incapace di governarsi da sé e ha ancora bisogno di essere educato.” (tratto da Treccani.it)

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William James Studies: una rivista online dedicata a James

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William James Studies è la giovane rivista open access interdisciplinare pubblicata dalla William James Society  che pubblica articoli e saggi sulla vita e sul pensiero del filosofo americano.

Nel sito della rivista trovate altre risorse interessanti su James:

 

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eBook di filosofia: K. C. Clement, Frege and the Logic of Sense and Reference

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Kevin C. Clement, Frege and the Logic of Sense and Reference

Reperito nel sito dell’autore

“I lavori di F. hanno notevole importanza, sia dal punto di vista filosofico sia da quello tecnico, nel quadro storico della logica matematica. Il valore della sua opera, pressoché ignorata in vita, fu pienamente riconosciuto solo dopo la sua morte. La posizione di F. è un rigoroso logicismo: egli sostiene infatti (e a lui s’ispirò, tra gli altri, Russell) che i concetti matematici fondamentali debbono essere esprimibili mediante concetti logici; vi sono cioè certi tipi di proposizioni e di operazioni inferenziali, quelle «puramente logiche», che sono privilegiate rispetto alle proposizioni delle teorie per così dire «applicate», in partic. dell’aritmetica; queste ultime teorie si considerano basate su premesse sicure solo se sono riconducibili alla logica pura. Tale atteggiamento portò F. a una serrata polemica con i formalisti. A F. si deve inoltre la distinzione tra il senso e la denotazione di un’espressione linguistica (nome, predicato, enunciato), distinzione che è stata al centro della logica filosofica e della filosofia del linguaggio del Novecento. La relazione di denotazione è poi alla base della teoria del concetto, termine con cui F. intende non qualcosa di psicologico ma, oggettivamente (e con rilevanti concessioni al realismo platonico), un’entità logica sui generis denotata da un’espressione predicativa; sua caratteristica fondamentale è la non saturazione, espressa, sul piano logico-linguistico, da una funzione proposizionale, cioè un’espressione con una variabile non vincolata da quantificatori (per es., «x è un numero primo») e che, prendendo oggetti come argomenti, assume come valore il vero o il falso. Tra i suoi scritti: Begriffsschrift, eine der arithmetischen nachgebildete Formelsprache des reinen Denkens (1879; trad. it. Logica e aritmetica), in cui viene costruito per la prima volta un calcolo degli enunciati e dei predicati e viene elaborato un opportuno linguaggio simbolico destinato a sostituire, in una formulazione rigorosa, l’ambiguo e impreciso linguaggio comune; Die Grundlagen der Arithmetik (1884; trad. it. Leggi fondamentali dell’aritmetica), in cui si tenta di definire il concetto di numero naturale; Grundgesetze der Arithmetik (2 voll., 1893, 1903), l’opera principale, in cui le ricerche precedenti vengono riprese e ampliate; Über Begriff und Gegenstand (1892) e Über Sinn und Bedeutung (1892), i due importanti articoli dedicati rispettivamente al concetto e al significato. Una trad. it. delle opere di F. è apparsa con il titolo Senso, funzione e concetto: scritti filosofici (1891-97).” (tratto da Treccani.it)

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eBook di filosofia: E. L. Posesorski, Between Reinhold and Fichte. August Ludwig Hülsen’s Contribution to the Emergence of German Idealism

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Ezequiel L. Posesorski, Between Reinhold and Fichte. August Ludwig Hülsen’s Contribution to the Emergence of German Idealism

“August Ludwig Hülsen (1765-1809) was a contributor to the emergence of German idealism. Notwithstanding, his name and works are up to this day almost entirely unknown to most scholars in the field. This monograph discusses the historical importance of Hülsen’s Prüfung der von der Akademie der Wissenschaften zu Berlin aufgestellten Preisfrage: Was hat die Metaphysik seit Leibniz und Wolf für Progressen gemacht? (1796), his only book, for the emergence of German idealism, especially the thought of Reinhold and Fichte during the 1790’s.

The usual way of focusing on the Wissenschaftslehre, and hence, on the emergence of German idealism, is as a “response” of Fichte to the skeptical objections of Schulze-Aenesidemus to Reinhold’s early Elementarphilosophie. This “response”, as Fichte himself recognized in 1798, was far from complete. Hülsen, a Fichtean thinker, restructured and regrounded those aspects of Reinhold’s system that Fichte left intact: in particular, Reinhold’s almost forgotten approach to the rational history of philosophy. In 1797, Hülsen’s achievement prompted Fichte’s recommendation of Hülsen’s book in Annalen des philosophischen Tons as an introduction to his Wissenschaftslehre. This indicates that Fichte recognized Hülsen as a partner in the development of his incomplete system. Accordingly, the historical importance of Hülsen’s book is that it completed Fichte’s attempt to overcome Reinhold’s standpoint and contributed to the emergence of German idealism.”

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eBook di filosofia: F. Masi, Il pathos della forma. Sul pensiero di Emil Lask

Emil Lask

Felice Masi, Il pathos della forma. Sul pensiero di Emil Lask

Tesi di dottorato discusssa presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”

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eBook di filosofia: E. Dufourmont, La traduction du Discours sur les sciences et les arts par Nakae Chômin (1847-1901)

Nakae, Chomin

Eddy Dufourmont, La traduction du Discours sur les sciences et les arts par Nakae Chômin (1847-1901) : une critique de la modernisation du Japon au nom de Rousseau et de la démocratie

“Si Nakae Chômin est bien connu pour sa traduction du Contrat social, celle du Discours sur les sciences et les arts l’est moins. La prise en compte des traductions d’autres textes des républicains français éclaire d’un jour nouveau cette traduction et la place de Rousseau chez Chômin.”

“Statesman and thinker. Born in Kochi, the son of a samurai of the Kochi Clan. After studying French studies in Nagasaki and Edo, he went to France to study in 1871. Returning to Japan in 1874, Nakae opened Futsugaku Juku. In 1875, he became a gonsho-shokikan (lower-ranked secretary) of the Chamber of Elders but resigned in 1877. He helped found the “Toyo Jiyu Shimbun” (Oriental Free Press) in 1881 and became its chief editor. He became a theoretical leader of the Freedom and People’s Rights Movement, advocating French-style theory. In 1887, he was sentenced to a two-year exile from Tokyo under the Peace Preservation Law for criticizing high-handed ways of clan clique-based government. Although he was elected as one of the first members of the House of Representatives in 1890, he resigned the following year. He wrote and translated many books including a translation of Rousseau’s “Social Contract””Min’yaku-yaku-ge”, “Sansuijin keirin mondo” (A Discourse by Three Drunkards on Government), “Ichinen yuhan” (A Year and a Half).” (tratto da Portraits of Modern Japanese Historical Figures)

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eBook di filosofia: R. Pettoello, Idealismo e realismo. La formazione filosofica di J.F. Herbart

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Renato Pettoello, Idealismo e realismo. La formazione filosofica di J.F. Herbart

“Anche Herbart, come gli idealisti suoi contemporanei, si ricollega direttamente a Kant, ma tenta di indirizzare il kantismo per una via del tutto opposta a quella di Fichte, Hegel, Schelling. La filosofia, per H., è «elaborazione di concetti dati», forniti cioè dall’esperienza, al fine di eliminarne le contraddizioni; infatti, sostiene H., non è vera la concezione hegeliana che la contraddizione costituisce l’anima stessa del reale; questa rappresenta semplicemente uno stadio inadeguato del conoscere. Sotto l’influsso di Leibniz, H. concepisce il mondo come risultante di una pluralità di esseri semplici e immutabili, i «reali». Questi, pur immutabili, sono, ognuno, un centro di relazioni molteplici, originate dall’accidentale incontrarsi reciproco. Possedendo però ogni reale delle qualità originarie che lo distinguono da tutti gli altri, il cozzare reciproco genera in ognuno una perturbazione interna, cui consegue un atto di resistenza o di autoconservazione. Con questa interpretazione meccanicistica, H. tenta di spiegare tutti i fenomeni del mondo fisico e psichico. Difatti anche l’anima, oggetto della psicologia, è un «reale» semplice, e la rappresentazione in essa non è altro che uno stato di resistenza, suscitato da una perturbazione. È improprio parlare di facoltà psichiche: tutti i fenomeni che si sogliono raggruppare sotto il nome delle varie facoltà sono mere rappresentazioni o combinazioni di rappresentazioni. Partendo da questi presupposti, H. ritiene possibile la fondazione di una psicologia scientifica: escludendo, infatti, la considerazione dell’anima come sostanza (in quanto, in sé, inconoscibile), e concentrandosi piuttosto sull’analisi dell’insieme delle rappresentazioni (coscienza), la psicologia sarà in grado di ridurre la meccanica delle rappresentazioni a rigorose formule matematiche. H. applica, quindi, i principi della sua psicologia all’elaborazione di una pedagogia scientifica. Nel campo della pedagogia, che è la parte più interessante del suo pensiero, H. sostiene che questa scienza ha il compito di indagare i principi universali che presiedono all’attività educativa nei suoi vari aspetti e, come l’estetica, deve essere integrata da una tecnica, l’arte educativa, cui spetta l’attuazione di quei principi. Essa si fonda da un lato nell’etica, che le assegna il fine, dall’altro nella psicologia, che le indica i mezzi, svelandole il meccanismo psichico dell’alunno. Il fine dell’educazione è la formazione del carattere morale. L’intuizione atomistica e matematizzante della realtà, il ripudio di ogni idea di svolgimento, la riduzione di ogni forma di attività all’autoconservazione puntuale dei «reali», contrastano profondamente, in H., con la costante preoccupazione d’interpretare e giustificare filosoficamente la sua seria esperienza del mondo morale e dei problemi dell’educazione.” (tratto da Treccani.it)

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