Archivi tag: Ottocento

eBook di filosofia: G. Simmel, Il conflitto della civiltà moderna

SimmelConflittoDellaCiviltaModerna_0000

George Simmel, Il conflitto della civiltà moderna. Traduzione e prefazione di Giuseppe Rensi (1871-1941), Torino, F.lli Bocca, 1925

“La presenza di conflitto è una condizione normale, anche se problematica, della vita sociale. Secondo G. Simmel, il conflitto è una forma fondamentale di interazione sociale, che coinvolge necessariamente almeno due parti. Il conflitto ha origine nella stessa relazione originaria Ego-Alter. Di fronte a un altro essere umano ci troviamo infatti dinanzi al seguente dilemma: l’altro è risorsa o problema? Amico o nemico? Il conflitto non proviene da esperienze esterne alla dinamica in cui si muove la vita sociale, ma si origina dal suo stesso interno.

Il conflitto nasce nel momento in cui una parte tende a considerare le intenzioni o le azioni della parte opposta come un impedimento o una minaccia al conseguimento dei propri obiettivi. Si può dire che il conflitto ha per scopo la soluzione di tensioni divergenti nei vari ambiti della vita sociale. Tali tensioni possono avere una pluralità di cause, sono assai frequenti e si riproducono continuamente. È la loro assenza, e non la loro presenza, che va considerata come una condizione straordinaria: la pluralità degli attori, la contrapposizione degli interessi, i diversi orientamenti culturali e valoriali, i differenziali di potere e di status, l’esistenza di confini di gruppo, sono tutti fattori che possono generare dei conflitti. Su queste basi si originano poi delle lotte – condotte in modi e con strumenti molto diversi – dirette ad acquisire prestigio, potere e risorse, e a neutralizzare, ferire o eliminare il rivale. Da questo punto di vista il c. s. può essere interpretato come un effetto emergente delle relazioni e delle condizioni strutturali nelle quali si svolge la vita sociale. Una volta riconosciuto che il conflitto, così come il potere o la disuguaglianza, è un elemento costitutivo della vita sociale, la questione si sposta sulle sue forme e sulla sua intensità.”

tratto da Conflitto sociale, di Mauro Magatti – Enciclopedia Italiana – VII Appendice (2006) http://www.treccani.it/enciclopedia/conflitto-sociale_%28Enciclopedia-Italiana%29/

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in eBook di Filosofia, Filosofia politica, Sociologia

eBook di filosofia: F. Nietzsche, La Nascita della Tragedia

Nietzsche1882

Friedrich Nietzsche, La Nascita della Tragedia

“Opera (1872) di Fr. Nietzsche. L’autore, ancora molto dipendente dalle tesi di Schopenhauer, propone un’interpretazione della civiltà e dell’arte greca basata su un’acquisizione intuitiva che, superando l’accertamento storico-filologico, coglie, nella tragedia attica, la simultanea presenza di due impulsi, l’«apollineo» e il «dionisiaco». Il primo identifica il sogno, l’ideale razionale che si appaga nella saggezza e nella «parvenza» (ossia nel fenomeno), e nell’arte plastica; il secondo identifica l’ebbrezza, ossia «l’esaltazione in cui l’elemento soggettivo svanisce in un completo oblio di sé», esprimendosi nel canto e nella danza, ossia nella musica, come avviene agli «invasati da Dioniso» (1). Nei loro gesti «parla l’incantesimo», che una volta squarciato il «velo di Maia» e recuperata, al di sotto dell’illusione del soggetto, la «misteriosa unità originaria», discopre valori ‘simbolici’: «l’unità con l’intima essenza del mondo si rivela in un’immagine di sogno simbolica» (2). Se in Eschilo il coro dionisiaco esprime il dissidio, la duplicità delle «passioni roventi», in Euripide, come in Socrate, si impone invece un modello di razionalità ‘fredda’, che fonda un’estetica in cui «tutto deve essere razionale per essere bello» (12), ponendo una lacerazione in luogo della complementarità fra le due pulsioni fondamentali dell’arte. La musica non è «apparenza», ma «immagine della volontà stessa» (16) e da essa si genera il mito tragico che «parla per simboli della coscienza dionisiaca». Dalla lotta all’impulso dionisiaco sorge la cultura socratica (alessandrina) in cui prevale la serenità dell’uomo teoretico a discapito della cultura artistica (ellenica) e tragica (18) in cui «Dioniso parla la lingua di Apollo, ma alla fine Apollo parla la lingua di Dioniso» (21). Dalla musica e dalla tragedia è possibile innalzarsi alla «metafisica dell’arte» in quanto «solo come fenomeno estetico l’esistenza e il mondo appaiono giustificati» (24). Il sostrato dionisiaco del mondo è il «fondamento di ogni esistenza», ma la coscienza dell’individuo può attingerlo soltanto per trasfigurarlo secondo la pulsione apollinea, «sicché questi due istinti artistici sono costretti a sviluppare le loro forze in stretta proporzione reciproca, secondo la legge dell’eterna giustizia» ”

Tratto da Dizionario di filosofia (2009), Treccani, http://www.treccani.it

Lascia un commento

Archiviato in eBook di Filosofia, Filosofia contemporanea

eBook di filosofia: A. Lanzieri, Henri Bergson e la filosofia della mente contemporanea. Una lettura di Matière et mémoire (1896)

bergson1

Alfonso Lanzieri, Henri Bergson e la filosofia della mente contemporanea. Una lettura di Matière et mémoire (1896)

Tesi di dottorato discussa presso l’Università degli Studi “Federico II” di Napoli (2017)

“Il lavoro si propone di evidenziare le profonde consonanze – fino ad ora non adeguatamente rilevate – tra l’interpretazione dell’esperienza di Bergson in “Materia e memoria” e le più attuali teorie della filosofia della mente. In particolare, il ruolo assegnato da Bergson al corpo e alla sua interazione pragmatica con l’ambiente circostante in relazione all’esperienza cosciente, anticipa la centralità della dinamica corpo-ambiente rilevata,ad esempio, nel paradigma dell’Embodied cognition. Di più ancora, l’affermazione dell’originarietà di una “coscienza in” rispetto alla “coscienza-di”, permette di collocare immediatamente Bergson nel perimetro delle opzioni teoriche fondamentali di una buona parte dei pensatori riconducibili all’alveo del cosidetto “esternalismo” e specificatamente nel gruppo di quelli più critici verso l’idea di rappresentazione.”

Lascia un commento

Archiviato in eBook di Filosofia, Filosofia contemporanea, Filosofia della mente, Tesi

Les essentiels de la philosophie française: i classici online della filosofia francese

BNF biblioteca essenziale filosofia

In Gallica, la ricchissima biblioteca digitale della Biblioteca nazionale di Francia, potete trovare “Les essentiels de la philosophie française“.

Il portale presenta una selezione online delle edizioni originali dei classici della filosofia francese dal 1500 al secolo scorso.

Lascia un commento

Archiviato in Biblioteche digitali, eBook di Filosofia, Filosofia contemporanea, Filosofia moderna

eBook di filosofia: C. Zani, Bergson e la filosofia tedesca. 1907-1932

bergson1

Caterina Zani, Bergson e la filosofia tedesca. 1907-1932

“Questo saggio racconta una storia in gran parte dimenticata: quella dei rapporti di Bergson con la filosofia tedesca del suo tempo. Da L’evoluzione creatrice (1907) a Le due fonti della morale e della religione (1932) Bergson ridefinisce profondamente la propria filosofia, arricchendola di nuovi temi antropologici nei quali sono riconoscibili gli echi del dibattito tedesco sulla filosofia della vita. Attraverso l’analisi delle polemiche «tedesche» che in quegli anni riguardarono o coinvolsero Bergson, viene qui studiata non soltanto la ricezione dell’opera bergsoniana in Germania ma anche l’impatto durevole di questo intenso dialogo, sia sulla filosofia del pensatore francese (Le due fonti) che su quella di autori del calibro di Eucken, Simmel, Driesch, Windelband e Scheler. Le quattro tappe in cui il libro articola questo incontro filosofico (corrispondenti alle città di Jena, Berlino, Heidelberg e Gottinga) ci consegnano un profilo nuovo del pensiero bergsoniano, che si dimostra perfettamente all’altezza del dibattito contemporaneo sui temi brucianti della tecnica, della storia e della guerra.”

Lascia un commento

Archiviato in eBook di Filosofia, Filosofia contemporanea

eBook di filosofia: M. Scopelliti, L’attore di fuoco. Martin Buber e il teatro

martin-buber

Marcella Scopelliti, L’attore di fuoco. Martin Buber e il teatro

“Nell’anno che segna il cinquantesimo anniversario dalla scomparsa di Martin Buber, questo volume svela un ritratto inedito del filosofo colto nei suoi anni giovanili sullo sfondo di un’incandescente Vienna fin de siècle e riunisce, per la prima volta in italiano, una breve antologia di testi buberiani sul teatro.
Per il giovane sionista, poco attratto dall’intrattenimento e dallo spettacolo, il teatro costituisce un mezzo di ricomposizione etica e politica del mondo e l’attore si presta come prototipo universale di un uomo “nuovo” e autentico.
Viene qui ricostruita un’affascinante vicenda biografica via via animata da personaggi inattesi come Eleonora Duse, Ermete Novelli, il pittore Lesser Ury e Adolphe Appia. Si dimostra come l’incontro di Buber con il teatro costituisca senza dubbio una decisiva spinta verso il futuro e più maturo pensiero dialogico. La prospettiva del volume estende la portata del pensiero buberiano ben oltre i confini ebraici, facendo emergere una poetica (un “fuoco inesauribile”) valida per ogni uomo occidentale alle prese con la riformulazione della propria tradizione. In questo senso trova spazio nell’ultimo capitolo un’attenta analisi biografica e performativa di Jerzy Grotowski, il regista polacco che rivoluzionò il teatro del Novecento e che da oggi è così possibile includere in una tradizione “simpatica” che annovera Martin Buber come maestro e ispiratore”.

 

Lascia un commento

Archiviato in eBook di Filosofia, Estetica, Filosofia ebraica, teatro

eBook di filosofia: S. Aurora, Filosofia e scienze nel primo Husserl. Per una interpretazione strutturalista delle Ricerche logiche

husserl1

Simone Aurora, Filosofia e scienze nel primo Husserl. Per una interpretazione strutturalista delle Ricerche logiche

Tesi di dottorato discussa presso l’Università degli Studi di Padova (2015)

“La dissertazione si prefigge un duplice scopo. Dal punto di vista storico-filosofico, essa intende ricostruire, nella prima parte, la genesi della fenomenologia husserliana, dagli anni della formazione scientifica e filosofica del giovane Husserl sino alla pubblicazione delle Ricerche logiche, dando particolare rilievo alle trasformazioni che coinvolgono la matematica e la psicologia negli ultimi tre decenni del XIX secolo. Da un punto di vista teoretico, invece, essa intende dimostrare come la filosofia del primo Husserl – di cui le Ricerche logiche, testo al quale è dedicata tutta la seconda parte, costituiscono senza dubbio l’esito più importante – risulti pienamente solidale a quella rottura epistemologica che avviene a cavallo tra Otto e Novecento e che consiste nell’emergenza, in vari ambiti disciplinari, di un paradigma scientifico di tipo strutturale.”

Lascia un commento

Archiviato in eBook di Filosofia, Filosofia contemporanea, Tesi

eBook di filosofia: W. James, The Letters of William James

james1

William James, The Letters of William James, Volume 1

William James, The Letters of William James, Volume 2

“Fratello dello scrittore Henry, dopo aver studiato in molte univ. americane ed europee, iniziò (1872) la sua carriera come instructor in physiology nella Harvard University, dove fondò il primo laboratorio americano di psicologia sperimentale insegnò fino al 1907. È uno dei maggiori filosofi americani e il principale assertore del pragmatismo, per quanto J. stesso preferisse chiamare la sua dottrina «empirismo radicale». Opere principali: The principles of psychology (2 voll., 1890); Psychology briefer course (1892), compendio dell’opera precedente; The will to believe (1897; trad. it. La volontà di credere); Talks to teachers on psychology and to students on some of life’s ideals (1899; trad. it. Discorsi agli insegnanti e agli studenti sulla psicologia e su alcuni ideali della vita); The varieties of religious experience (1902; trad. it. Le varie forme dell’esperienza religiosa); Pragmatism (1907; trad. it. Pragmatismo: un nome nuovo per certi vecchi modi di pensare); The meaning of truth (1909); A pluralistic universe (1909; trad. it. Un universo pluralistico); Some problems of philosophy (post., 1911); Essays in radical empiricism (post., 1912; trad. it. Saggi sull’empirismo radicale). Le lettere di J. sono state pubblicate dal figlio Henry (2 voll., 1920); gli scritti di parapsicologia e metapsichica sono stati raccolti ed editi postumi da G. Murphy e R.O. Ballou (1960), con il titolo W. James on psychical research.”(tratto da Dizionario di Filosofia, http://www.treccani.it)

 

 

Lascia un commento

Archiviato in eBook di Filosofia, Filosofia contemporanea, Lettere

Ernst Mach Papers: un progetto completato di trascrizione online dell’archivio di Mach

mach

Vi segnaliamo “Ernst Mach Papers“, un progetto dello “Smithsonian Transcription Center”, un centro appunto che affida a volontari “digitali” il compito di trascrivere documenti storici o archivi con la finalità di rendere fruibile online prezioso materiale.

La trascrizione è stata completata e potete quindi visionare l’archivio di Mach conservato presso la Dibner Library of Science and Technology insieme alla trascrizione dei documenti (quaderni, 99 lettere, diagrammi, manoscritti, ritagli di giornali e articoli di riviste).

 

 

Lascia un commento

Archiviato in Archivi, Filosofia contemporanea, Filosofia della scienza, Inventari, Lettere

eBook di filosofia: A. Lossi, L’io postumo: autobiografia e narrazione filosofica del sé in Friedrich Nietzsche

Nietzsche1882

Annamaria Lossi, L’io postumo: autobiografia e narrazione filosofica del sé in Friedrich Nietzsche

“La strana coincidenza di autore e personaggio nell’autobiografia costituisce uno strano “paradosso” che impedisce una definizione precisa di questo genere letterario. Accanto al complesso mondo autobiografico è possibile individuare un’altra modalità di auto-narrazione, connessa all’autobiografia: la narrazione filosofica del sé di Friedrich Nietzsche (1844-1900) mette in opera una strategia che coinvolge l’“io” in maniera riflessiva, fisiologica e psicologica e costituisce un tratto saliente del suo stesso filosofare. Questa originalità stilistico-narrativa caratterizza già i primi scritti, ma è difficilmente catalogabile come “costruzione”, “ritrovamento” o “invenzione” del sé, tipici dell’autobiografia, avvicinandosi semmai ad una particolare forma di identità narrativa. I tentativi autobiografici del giovane Nietzsche si modificano man a mano in testi che, sulla scorta delle riflessioni filologico-filosofiche, giungono con esiti diversi a Ecce Homo. Soprattutto a partire dallo scritto del 1885 Al di là del bene e male l’approccio stilistico-narrativo evidenzia l’esigenza autoriale di riproporre attraverso nuovi paratesti, le prefazioni del 1886, una filosofia che non è altro che l’«autoconfessione involontaria» del proprio autore che si è sempre compreso come inattuale. Questi tratti culmineranno in Ecce Homo, un testo narrativamente difficile da definire, in cui tuttavia si ritrovano i motivi tipici dell’autonarrazione filosofica di Nietzsche.”

Lascia un commento

Archiviato in eBook di Filosofia, Filosofia contemporanea, Tesi