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eBook di filosofia: T. Jappy, Peirce’s Twenty-Eight Classes of Signs and the Philosophy of Representation Rhetoric, Interpretation and Hexadic Semiosis

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Tony Jappy, Peirce’s Twenty-Eight Classes of Signs and the Philosophy of Representation Rhetoric, Interpretation and Hexadic Semiosis

The major principles and systems of C. S. Peirce’s ground-breaking theory of signs and signification are now generally well known. Less well known, however, is the fact that Peirce initially conceived these systems within a ’Philosophy of Representation’, his latter-day version of the traditional grammar, logic and rhetoric trivium. In this book, Tony Jappy traces the evolution of Peirce’s Philosophy of Representation project and examines the sign systems which came to supersede it.

Surveying the stages in Peirce’s break with this Philosophy of Representation from its beginnings in the mid-1860s to his final statements on signs between 1908 and 1911, this book draws out the essential theoretical differences between the earlier and later sign systems. Although the 1903 ten-class system has been extensively researched by scholars, this book is the first to exploit the untapped potential of the later six-element systems. Showing how these systems differ from the 1903 version, Peirce’s Twenty-Eight Classes of Signs and the Philosophy of Representation offers an innovative and valuable reinterpretation of Peirce’s thinking on signs and representation.

Exploring the potential of the later sign-systems that Peirce scholars have hitherto been reluctant to engage with and extending Peirce’s semiotic theory beyond the much canvassed systems of his Philosophy of Representation, this book will be essential reading for everyone working in the field of semiotics.”

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eBook di filosofia: J. Servois, Paul Natorp et la théorie platonicienne des Idées

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Julien Servois, Paul Natorp et la théorie platonicienne des Idées

“Cette étude porte sur la Platos Ideenlehre, la grande monographie que Natorp – l’un des principaux représentants avec H. Cohen et E. Cassirer de l’École de Marbourg – consacra en 1903 à Platon. Toute la difficulté (et tout l’intérêt) de cette monographie tient à l’ambiguïté de la stratégie interprétative adoptée par son auteur : la théorie des Idées est certes conçue comme l’origine historique de la méthode transcendantale établie par Kant dans la première Critique, mais la lecture que Natorp propose du texte platonicien est surtout pour lui l’occasion d’élaborer une conception originale de l’idéalisme critique qui se démarque sur certains points fondamentaux de la lettre kantienne. En ce sens, la lecture des Dialogues consiste moins à repérer les prémisses d’une doctrine constituée en dehors d’eux qu’à résoudre les deux problèmes majeurs de tout idéalisme véritable. Premièrement, comment concevoir l’articulation entre la discursivité logique et la réceptivité sensible sans mettre cette dernière au compte d’une faculté radicalement étrangère à la pensée ? Platon est précisément aux yeux de Natorp celui qui s’efforce de comprendre « la nature étrangère à la forme » non comme une altérité absolue, un datum extra-logique, mais comme l’autre qui est propre à la pensée. Deuxièmement, que signifie « être » pour l’Idée ?
Platon a clairement reconnu selon Natorp l’impossibilité de concevoir cet être comme une existence donnée : la pensée comme procès dialectique est au contraire originaire et l’Idée comme hypothèse ou position discrète ne reçoit de consistance qu’au sein de la continuité pure du dialegesthai.”

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eBook di filosofia: M. Quaranta, Peano e Vailati di fronte alla filosofia

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Mario Quaranta, Peano e Vailati di fronte alla filosofia

“Vailati, nativo di Crema, si era laureato a Torino in Ingegneria nel 1884 e in Matematica nel 1888. E’ poi assistente di Peano nel corso di Analisi infinitesimale. Soprattutto, collabora con Peano alla sua “Rivista di Matematica” con alcune Note e brevi recensioni. E’ in questo periodo che i suoi interessi, inizialmente rivolti allo studio delle strutture algebriche, progressivamente si orientano verso i problemi fondazionali della Geometria.

A metà degli anni ’90, a Torino arriva Volterra e così Vailati lascia Peano per passare con il nuovo professore ordinario di cui sarà assistente nel corso di Meccanica razionale. Vailati terrà per tre anni un corso libero di storia della Meccanica e le sue prolusioni a questi tre corsi risulteranno tra le pagine più impegnate della sua riflessione.

Con il cambio di secolo Vailati decide di abbandonare l’Università, anche per la difficoltà a trovare una sistemazione definitiva, e passa all’insegnamento secondario. Cambierà parecchie sedi, fermandosi anche in Sicilia e a Palermo lascerà tracce non trascurabili della sua presenza nei circoli intellettuali della città. Dal 1904 al 1907, collabora alla rivista “Leonardo” di Papini e Prezzolini.”

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eBook di filosofia: M. A. Keeler, Discovering the Future in the Past. How C.S. Peirce’s 19th Century Ideas Challenge 21st Century Technology

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Mary A. Keeler, Discovering the Future in the Past. How C.S. Peirce’s 19th Century Ideas Challenge 21st Century Technology

Versione preprint caricata dall’autrice in Research Gate

Here is an account of C.S. Peirce’s manuscript archive, how much is still unpublished, and how his ideas encourage us to improve access. We intend this volume to be a “handbook” for those who might join us in continuing to improve access to Peirce’s archive of manuscripts. In the first half (chapters 1-7), we attempt to collect and preserve essential historical records of what has been done to provide access to C.S. Peirce’s manuscripts, followed by examination of how current technology can be used to improve access to help us continue discovering and developing his ideas. The last half of the volume (chapters 8-14) offers incentive for continuing to improve access to Peirce’s unpublished late work, which challenges us to invent new technology to represent his ideas. As a whole, we intend this volume to serve as a handbook for comprehending and navigating Peirce’s archive, an effort that will continue to be essentially collaborative. For more detail on the history and condition of the Peirce papers, see André De Tienne’s “The Peirce Papers: How to Pick up Manuscripts That Fell to the Floor.” Also see Nathan Houser’s “The Fortunes and Misfortunes of the Peirce Papers.”

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eBook di filosofia: M. Ghilardi, L’unità di buono, vero e bello in Nishida Kitaro

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Marcello Ghilardi, L’unità di buono, vero e bello in Nishida Kitaro

Premio Nuova Estetica 2009

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eBook di filosofia: A. Brusadin, Wittgenstein e Hanslick. Per una valutazione del formalismo musicale

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Alessandra Brusadin, Wittgenstein e Hanslick. Per una valutazione del formalismo musicale

Tesi di dottorato discussa presso l’Università di Padova (2013)

“Obiettivo del presente lavoro è offrire una valutazione del formalismo musicale, così come è stato concepito da Eduard Hanslick nel Bello musicale, a partire dalle riflessioni sull’estetica e sulla musica di Ludwig Wittgenstein. Dopo una breve ricostruzione della storia del concetto di musica assoluta e del contesto storico-estetico in cui questo ha avuto origine – vale a dire l’estetica romantica della musica, rappresentata ai suoi esordi da autori come Wilhelm Heinrich Wackenroder, E. T. A. Hoffmann e Arthur Schopenhauer – viene proposta una definizione di formalismo in linea con le tesi contenute nel trattato di Hanslick. A partire da questa formulazione viene avviato un confronto fra la visione della musica hanslickiana e le riflessioni sulla musica e, in generale, sull’estetica di Wittgenstein, con riguardo tanto agli scritti della prima fase della produzione del filosofo – in particolare il Tractatus logico-philosophicus – quanto agli scritti della seconda fase – nello specifico le Ricerche filosofiche e le Lezioni sull’estetica. Le considerazioni sulle corrispondenze e divergenze che si possono scorgere fra il pensiero di Hanslick e quello di Wittgenstein aprono la discussione a una valutazione della plausibilità della dicotomia formalismo-antiformalismo e, in particolare, a una riflessione sulla direzione verso la quale l’estetica dovrebbe tendere per essere un momento di effettiva comprensione delle opere d’arte e del nostro rapporto con esse.”

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eBook di filosofia: G. Simmel, Il conflitto della civiltà moderna

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George Simmel, Il conflitto della civiltà moderna. Traduzione e prefazione di Giuseppe Rensi (1871-1941), Torino, F.lli Bocca, 1925

“La presenza di conflitto è una condizione normale, anche se problematica, della vita sociale. Secondo G. Simmel, il conflitto è una forma fondamentale di interazione sociale, che coinvolge necessariamente almeno due parti. Il conflitto ha origine nella stessa relazione originaria Ego-Alter. Di fronte a un altro essere umano ci troviamo infatti dinanzi al seguente dilemma: l’altro è risorsa o problema? Amico o nemico? Il conflitto non proviene da esperienze esterne alla dinamica in cui si muove la vita sociale, ma si origina dal suo stesso interno.

Il conflitto nasce nel momento in cui una parte tende a considerare le intenzioni o le azioni della parte opposta come un impedimento o una minaccia al conseguimento dei propri obiettivi. Si può dire che il conflitto ha per scopo la soluzione di tensioni divergenti nei vari ambiti della vita sociale. Tali tensioni possono avere una pluralità di cause, sono assai frequenti e si riproducono continuamente. È la loro assenza, e non la loro presenza, che va considerata come una condizione straordinaria: la pluralità degli attori, la contrapposizione degli interessi, i diversi orientamenti culturali e valoriali, i differenziali di potere e di status, l’esistenza di confini di gruppo, sono tutti fattori che possono generare dei conflitti. Su queste basi si originano poi delle lotte – condotte in modi e con strumenti molto diversi – dirette ad acquisire prestigio, potere e risorse, e a neutralizzare, ferire o eliminare il rivale. Da questo punto di vista il c. s. può essere interpretato come un effetto emergente delle relazioni e delle condizioni strutturali nelle quali si svolge la vita sociale. Una volta riconosciuto che il conflitto, così come il potere o la disuguaglianza, è un elemento costitutivo della vita sociale, la questione si sposta sulle sue forme e sulla sua intensità.”

tratto da Conflitto sociale, di Mauro Magatti – Enciclopedia Italiana – VII Appendice (2006) http://www.treccani.it/enciclopedia/conflitto-sociale_%28Enciclopedia-Italiana%29/

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eBook di filosofia: F. Nietzsche, La Nascita della Tragedia

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Friedrich Nietzsche, La Nascita della Tragedia

“Opera (1872) di Fr. Nietzsche. L’autore, ancora molto dipendente dalle tesi di Schopenhauer, propone un’interpretazione della civiltà e dell’arte greca basata su un’acquisizione intuitiva che, superando l’accertamento storico-filologico, coglie, nella tragedia attica, la simultanea presenza di due impulsi, l’«apollineo» e il «dionisiaco». Il primo identifica il sogno, l’ideale razionale che si appaga nella saggezza e nella «parvenza» (ossia nel fenomeno), e nell’arte plastica; il secondo identifica l’ebbrezza, ossia «l’esaltazione in cui l’elemento soggettivo svanisce in un completo oblio di sé», esprimendosi nel canto e nella danza, ossia nella musica, come avviene agli «invasati da Dioniso» (1). Nei loro gesti «parla l’incantesimo», che una volta squarciato il «velo di Maia» e recuperata, al di sotto dell’illusione del soggetto, la «misteriosa unità originaria», discopre valori ‘simbolici’: «l’unità con l’intima essenza del mondo si rivela in un’immagine di sogno simbolica» (2). Se in Eschilo il coro dionisiaco esprime il dissidio, la duplicità delle «passioni roventi», in Euripide, come in Socrate, si impone invece un modello di razionalità ‘fredda’, che fonda un’estetica in cui «tutto deve essere razionale per essere bello» (12), ponendo una lacerazione in luogo della complementarità fra le due pulsioni fondamentali dell’arte. La musica non è «apparenza», ma «immagine della volontà stessa» (16) e da essa si genera il mito tragico che «parla per simboli della coscienza dionisiaca». Dalla lotta all’impulso dionisiaco sorge la cultura socratica (alessandrina) in cui prevale la serenità dell’uomo teoretico a discapito della cultura artistica (ellenica) e tragica (18) in cui «Dioniso parla la lingua di Apollo, ma alla fine Apollo parla la lingua di Dioniso» (21). Dalla musica e dalla tragedia è possibile innalzarsi alla «metafisica dell’arte» in quanto «solo come fenomeno estetico l’esistenza e il mondo appaiono giustificati» (24). Il sostrato dionisiaco del mondo è il «fondamento di ogni esistenza», ma la coscienza dell’individuo può attingerlo soltanto per trasfigurarlo secondo la pulsione apollinea, «sicché questi due istinti artistici sono costretti a sviluppare le loro forze in stretta proporzione reciproca, secondo la legge dell’eterna giustizia» ”

Tratto da Dizionario di filosofia (2009), Treccani, http://www.treccani.it

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eBook di filosofia: A. Lanzieri, Henri Bergson e la filosofia della mente contemporanea. Una lettura di Matière et mémoire (1896)

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Alfonso Lanzieri, Henri Bergson e la filosofia della mente contemporanea. Una lettura di Matière et mémoire (1896)

Tesi di dottorato discussa presso l’Università degli Studi “Federico II” di Napoli (2017)

“Il lavoro si propone di evidenziare le profonde consonanze – fino ad ora non adeguatamente rilevate – tra l’interpretazione dell’esperienza di Bergson in “Materia e memoria” e le più attuali teorie della filosofia della mente. In particolare, il ruolo assegnato da Bergson al corpo e alla sua interazione pragmatica con l’ambiente circostante in relazione all’esperienza cosciente, anticipa la centralità della dinamica corpo-ambiente rilevata,ad esempio, nel paradigma dell’Embodied cognition. Di più ancora, l’affermazione dell’originarietà di una “coscienza in” rispetto alla “coscienza-di”, permette di collocare immediatamente Bergson nel perimetro delle opzioni teoriche fondamentali di una buona parte dei pensatori riconducibili all’alveo del cosidetto “esternalismo” e specificatamente nel gruppo di quelli più critici verso l’idea di rappresentazione.”

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Les essentiels de la philosophie française: i classici online della filosofia francese

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In Gallica, la ricchissima biblioteca digitale della Biblioteca nazionale di Francia, potete trovare “Les essentiels de la philosophie française“.

Il portale presenta una selezione online delle edizioni originali dei classici della filosofia francese dal 1500 al secolo scorso.

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