Archivi tag: Ottocento

L’archivio online di Emil Lask

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Presso l’Università di Heildeberg è conservato l’archivio di Emil Lask che è stato digitalizzato. Trovate le scansioni a questo indirizzo. Il documento è visionabile in anteprima nel box di destra e scaricabile cliccando sull’apposita icona.

Qui invece trovate l’inventario

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eBook di filosofia: A. Spinelli, Vita, teoria e valore nel pensiero di Emil Lask

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Antonino Spinelli, Vita, teoria e valore nel pensiero di Emil Lask

Tesi di laurea discussa presso l’Università di Tubinga nel 2010

“La presente trattazione, collocandosi sulla scia di un recente risveglio dell’interesse, si propone di contribuire alla riscoperta di un pensatore tanto suggestivo quanto poco conosciuto. A differenza della stragrande maggioranza degli studi finora pubblicati, essa rivolge il suo interesse all’intera vicenda filosofica dell’autore, che va dallo scritto su Fichte del 1902 agli appunti postumi risalenti agli anni 1913”

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eBook di filosofia: F. Nietzsche, Sull’utilità e il danno della storia per la vita

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Friedrich Nietzsche (traduzione a cura di Monica Rimoldi), Sull’utilità e il danno della storia per la vita

Guida alla lettura e all’analisi

(tratto dai Contenuti digitali di M. De Bartolomeo – V. Magni, Storia della filosofia)

“il contributo della riflessione di Nietzsche, altro grande momento della concettualizzazione filosofica della storia nell’Ottocento, apporta, più che una novità assoluta, una radicalizzazione e una sistematizzazione in forma estremamente conseguente ed efficace: la seconda delle Unzeitgemässe Betrachtungen (Vom Nutzen und Nachteil der Historie für das Leben, 1874; trad. it. Sull’utilità e il danno della storia per la vita), primo grande contributo nietzschiano alla questione, più che una negazione della storia tout court, è una critica del cattivo utilizzo di essa e della riduzione al passato, nonché della negazione della vita, che conseguiva dal modo in cui Hegel aveva delineato il concetto. Al cattivo storicismo Nietzsche contrappone un uso critico della storia che è a sua volta un aspetto fondamentale della vita stessa e del suo rinnovamento. Per quanto riguarda l’idea nietzschiana di «eterno ritorno», le letture ormai prevalenti tendono a interpretarla non già come una riaffermazione della concezione classica antica, ma come una solidarietà fra un momento della novità e un momento della ripetizione, fra innovazione e ripresa della tradizione e della memoria nel solco della concezione romantica di cui si è detto.” (tratto da Treccani.it)

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Mnemosyne. Meanderings through Aby Warburg’s Atlas: online dieci pannelli

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Mnemosyne, l’ultimo progetto di Aby Warburg, è un “atlante figurativo composto da una serie di tavole, costituite da montaggi fotografici che assemblano riproduzioni di opere diverse: testimonianze di ambito soprattutto rinascimentale (opere d’arte, pagine di manoscritti, carte da gioco, etc.); ma anche reperti archeologici dell’antichità orientale, greca e romana; e ancora testimonianze della cultura del XX secolo (ritagli di giornale, etichette pubblicitarie, francobolli).”

The actual panels of the “last version” are no longer extant; only black and white photographs (18 x 24 cm) of them remain, held in the archives of the Warburg Institute. However, seventy-one years after Warburg’s death, Martin Warnke with the assistance of Claudia Brink, produced a magnificent edition of the atlas based on the “last version.” [See Der Bilderatlas: Mnemosyne in Warburg’s Gesammelte Schriften, II.1 (Berlin: Akademie Verlag, 2000 [reprinted in 2003, 2008]). The other volumes in the Gesammelte Schriften, from the two volumes of Warburg’s published writings [I.1-2], the Tagebuch der Kulturwissenschaftlich Bibliothek Warburg [VII] to the just published, Austellungen [II.3], offer other avenues for interpreting and supplementing the Mnemosyne Atlas.] In addition to providing Warburg’s draft Introduction to the Mnemosyne Atlas – a key if characteristically knotty fragmentary text – they also reproduce Fritz Saxl’s illuminating letter to a prospective publisher regarding the Atlas, while Warnke’s own Introduction provides important details about the Mnemosyne Atlas, its genesis, scope, and potential meanings.

We know, then, that Warburg’s plan had been to complete at least 79 and perhaps as many as 200 panels. Typically, though, Warburg’s vision was not fully realized. As we have it, the Atlas is frozen in a provisional state: panels appear without titles; individual images – there are 971 in all – were for the most part displayed without titles or other identifying information; and while some photographs are matted, most are not. Fortunately, though, in a notebook titled Überschriften: Synopsis of Plates [WIA, III.104.1], Warburg’s colleague Gertrud Bing, following her mentor’s lead, offers brief headings for each panel, furnishing thereby a kind of conceptual shorthand signposting main subjects and themes. For instance, the headings summarizing the astrological symbolism of panel 22 read: “Spanish-Arabic practice. (Alfonso). Manipulation. The cosmic system as dice table. Sorcery. Lithomancy.” Such abbreviated, aphoristic indications of what and how we are to interpret resemble the headings of an encyclopedic entry – albeit an encyclopedia consisting entirely of pictures. Or, if you will, the photographs of the panels serve as a set of post-modern grisailles, a belated memory palace, which invites us to contemplate Warburg’s syncretic vision of the afterlife of pagan symbolism and cosmography in medieval, Renaissance, and post-Renaissance art and thought.”

Nel sito Mnemosyne. Meanderings thorugh Aby Warburg’s Atlas trovate le fotografie di questi dieci pannelli accompagnati da una spiegazione e da suggerimenti bibliografici:

Panel B traces correspondences between the human being and the cosmos that underlie all other analogical associations in Warburg’s atlas. Spyros Papapetros offers this guided pathway.
Panel C addresses the epistemology and the practice of the creation of symbols. Claudia Wedepohl guides this pathway.
Panel 8 is given over to antique cults that centered on solar deities. Elizabeth Sears lights the way.
Panel 45 depicts excessive and alarming occurrences, the dangers of intense and unmediated passions. Hans Christian Hönes is our guide.
Panel 46 presents variations on the gesture of “bearing something/someone to something/someone else.” Andrea Pinotti elucidates.
 

Panel 47 is concerned with Florentine art of the later fifteenth century, exploring themes of protection and slaughter through the figure of the nymph. Ben Anderson provides this guided pathway.
Panel 48 is concerned with the shifting uses of the pagan goddess Fortuna in medieval and Renaissance imagery. Florian Fuchs provides this guided pathway.
Panel 61-64  is concerned with the storms of ambivalence, transformation, and conflict that characterize the of transmission Antiquity, despite the putative stability of the heritage. Lisa Robertson navigates.
Panel 70 is devoted to “Baroque Pathos.” This guided pathway traces the status of the Baroque in Warburg’s Atlas, which tends to privilege the Renaissance and its reception of antiquity. Jane O. Newman is our guide, with Laura Hatch.
Panel 79 has as its principal theme the Eucharist. Christopher D. Johnson provides this guided pathway.

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eBook di filosofia: E. Gasco, Mach’s contribution to the origin of Inertia

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Enrico Gasco, Mach’s contribution to the origin of Inertia

“Einstein riconobbe che la lettura degli scritti di Hume e di Mach rese «enormemente più facile» il suo lavoro critico e aprì la via alla sostituzione della meccanica newtoniana con la meccanica relativistica. Mach parte dal concetto di massa, ne critica la definizione newtoniana e le successive, ne dà una nuova definizione per astrazione (definisce, cioè, il rapporto delle masse di due corpi) e conclude che questa nuova impostazione rende ridondante il terzo principio della dinamica o principio di azione e reazione, che esprimerebbe una seconda volta lo stesso fatto utilizzato nella definizione.” (tratto da Treccani.it)

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eBook di filosofia: G. Rensi, Spinoza

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Giuseppe Rensi, Spinoza

“Il grandioso sforzo di Spinoza è quello di guardare la realtà non con occhi umani, ma con quelli stessi della realtà se essa ne possedesse. Un realismo, la cui intrepidità non è mai stata oltrepassata; un perfetto ateismo, «merum Atheismum», come bene avevano visto i contemporanei (Ep. 42), se ci si rappresenta Dio secondo il concetto comune delle religioni, cosicché si corre rischio di equivocare profondamente nella comprensione dell’Etica se la parola «Dio» mentalmente non vi si cancella, e Johannes Clericus riferiva la voce che, in una presunta redazione originale olandese di essa, quella parola non figurava neppure e solo vi figurava la parola «Natura»” (dall’incipit)

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eBook di filosofia: H. D. Thoreau, Disobbedienza civile

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Henry David Thoreau, Disobbedienza civile

Il saggio “Resistance to Civil Government” viene letto da Thoreau come conferenza al Concord Lyceum nel gennaio 1848 e pubblicato, il 14 maggio 1849, in “Aesthetic Papers”, a cura di Elizabeth Peabody. Sarà poi pubblicato postumo nel 1866 con il diverso titolo di “Civil Disobedience

“Thoreau was an activist involved in the abolitionist movement on many fronts: he participated in the Underground Railroad, protested against the Fugitive Slave Law, and gave support to John Brown and his party. Most importantly, he provides a justification for principled revolt and a method of nonviolent resistance, both of which would have a considerable influence on revolutionary movements in the twentieth century. In his essay on “Civil Disobedience,” originally published as “Resistance to Civil Government,” he defends the validity of conscientious objection to unjust laws, which ought to be transgressed at once. Although at times it sounds as if Thoreau is advocating anarchy, what he demands is a better government, and what he refuses to acknowledge is the authority of one that has become so morally corrupt as to lose the consent of those governed. “There will never be a really free and enlightened State,” he argues, “until the State comes to recognize the individual as a higher and independent power, from which all its own power and authority are derived, and treats him accordingly” (“Civil Disobedience”). There are simply more sacred laws to obey than the laws of society, and a just government—should there ever be such a thing, he adds—could not be in conflict with the conscience of the ethically upright individual.

Political institutions as such are regarded by Thoreau with distrust, and although he probably overestimates the extent to which it is possible to disassociate oneself from them, he convincingly insists that social consensus is not a guarantee of rectitude or truth. One of the most valuable points he makes against the critics of John Brown is that a person should not be dismissed as “insane” by virtue of dissenting from the majority: his anger is grounded upon an awareness of the fact that slavery is a violation of human rights, and the law-abiding citizens of Massachusetts are not excused for turning away from this reality (“A Plea for Captain John Brown”). Passively allowing an unjust practice to go on is tantamount to collaborating with evil. Unfortunately, Thoreau seems to assume that all of Brown’s actions were justified because he was an inspired reformer with a sacred vocation. But he does succeed at pointing out the stupidity of certain knee-jerk responses to Brown’s raid, and in this respect his essay has a more general pertinence to debates about the individual’s relation to community norms. It also raises the issue of whether political violence can be justified as the lesser of evils, or in cases where it may be the only way of instigating reform.” (tratto dalla Stanford Encyclopedia of Philosophy)

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Bibliography of Eriugenian Works

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Se volete approfondire l’opera e il pensiero di Giovanni Scoto Eriugena, vi segnaliamo all’interno del sito della Society for the Promotion of Eriugenian Studies (SPES) la bibliography of Eriugenian Works (2000-2016).

Si tratta della bibliografia curata da Adriana Farenga ed Ernesto Sergio Mainoldi che segnala commenti, traduzioni, artcoli e saggi sulle opere di Scoto pubblicati tra il 200 e il 2016.

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eBook di filosofia: M. Stirner, L’unico

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Max Stirner, L’unico (prima edizione italiana del 1902)

“La sua opera fondamentale, variamente criticata (da M. Hess, da Feuerbach e acremente da Marx ed Engels in L’ideologia tedesca, post., 1932) è Der Einzige und sein Eigenthum (1845, cui seguirono numerose altre ed.; trad. it. L’Unico e la sua proprietà). Radicale oppositore del feudalesimo, del liberalismo, dell’idealismo tedesco di tipo hegeliano e dei suoi esiti rivoluzionari, combatté lo Stato in ogni sua forma, i legami sociali, la religione, la morale, il diritto, i partiti. Punto nodale della sua concezione è l’individuo (l’«unico»), al di fuori e al di sopra del quale non esiste nulla, se non vuote e mistificanti astrazioni (come, per es., l’idea di umanità). In questa prospettiva l’individuo diviene incondizionato sovrano del proprio mondo, creatore dei propri valori, unica realtà effettiva; di qui l’esigenza, da parte di S., di un’abolizione della società e dello Stato, sostituiti con una semplice associazione di «unici», non diretta all’utilizzazione delle varie individualità, ma essa stessa suscettibile di essere sfruttata dal singolo. Le posizioni teoriche di S., esito estremo dell’idealismo tedesco, esercitarono un’indubbia influenza sulla cultura del suo tempo. Sia Proudhon sia Nietzsche ne furono attratti (quest’ultimo in partic. dalla sua critica dei valori), mentre i teorici dell’anarchismo si richiamarono a lui come a una delle fonti delle loro dottrine (pur se rimane dubbia la possibilità di una riduzione integrale del pensiero di S. alle posizioni anarchiche).” (tratto da Treccani.it)

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eBook di filosofia: E. Salvati, John Stuart Mill e Harriet Taylor: amicizia e successivo matrimonio

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Elisa Salvati, John Stuart Mill e Harriet Taylor: amicizia e successivo matrimonio

Tesi di dottorato (Università degli Studi Roma 3, 2010)

Contiene:

  • traduzione del testo John Stuart Mill and Harriet Taylor: their Friendship and subsequente Marriage, New York, Kelley, 1951
  • Traduzione del diario di Harriet Taylor Mill, tratto da Jo Ellen Jacobs, The Voice of Harriet  Taylor Mill, Indiana, Indiana University Press, 2002.

“Harriet Taylor Mill (1807–1858) poses a unique set of problems for an encyclopedist. The usual approach to writing an entry on a historical figure, namely presenting a straightforward summary of her major works and then offering a few words of appraisal, cannot be carried out in her case. This is because she worked in such close collaboration with John Stuart Mill that it is exceedingly difficult to disentangle her contributions to the products of their joint effort from his, and the few pieces that we can declare without fear of contradiction to have been written primarily by her—some of which are published, some not—are philosophically slight. In attempting to assess Taylor Mill’s philosophical career, one encounters sharply conflicting reports about her intellect from people who knew her, contradictory evidence about what if any important philosophical works belong to her corpus as an author, and widely varying judgments about how much influence she exerted on Mill’s thought and work”(tratto da Dale E. Miller, Harriet Taylor Mill in Stanford Encyclopedia of Philosophy

Were I but capable of interpreting to the world one half the great thoughts and noble feelings which are buried in her grave, I should be the medium of a greater benefit to it, than is ever likely to arise from anything that I can write, unprompted and unassisted by her all but unrivaled wisdom.

—J. S. Mill (1977, 216)

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