Archivi tag: Ottocento

eBook di filosofia: S. Aurora, Filosofia e scienze nel primo Husserl. Per una interpretazione strutturalista delle Ricerche logiche

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Simone Aurora, Filosofia e scienze nel primo Husserl. Per una interpretazione strutturalista delle Ricerche logiche

Tesi di dottorato discussa presso l’Università degli Studi di Padova (2015)

“La dissertazione si prefigge un duplice scopo. Dal punto di vista storico-filosofico, essa intende ricostruire, nella prima parte, la genesi della fenomenologia husserliana, dagli anni della formazione scientifica e filosofica del giovane Husserl sino alla pubblicazione delle Ricerche logiche, dando particolare rilievo alle trasformazioni che coinvolgono la matematica e la psicologia negli ultimi tre decenni del XIX secolo. Da un punto di vista teoretico, invece, essa intende dimostrare come la filosofia del primo Husserl – di cui le Ricerche logiche, testo al quale è dedicata tutta la seconda parte, costituiscono senza dubbio l’esito più importante – risulti pienamente solidale a quella rottura epistemologica che avviene a cavallo tra Otto e Novecento e che consiste nell’emergenza, in vari ambiti disciplinari, di un paradigma scientifico di tipo strutturale.”

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eBook di filosofia: W. James, The Letters of William James

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William James, The Letters of William James, Volume 1

William James, The Letters of William James, Volume 2

“Fratello dello scrittore Henry, dopo aver studiato in molte univ. americane ed europee, iniziò (1872) la sua carriera come instructor in physiology nella Harvard University, dove fondò il primo laboratorio americano di psicologia sperimentale insegnò fino al 1907. È uno dei maggiori filosofi americani e il principale assertore del pragmatismo, per quanto J. stesso preferisse chiamare la sua dottrina «empirismo radicale». Opere principali: The principles of psychology (2 voll., 1890); Psychology briefer course (1892), compendio dell’opera precedente; The will to believe (1897; trad. it. La volontà di credere); Talks to teachers on psychology and to students on some of life’s ideals (1899; trad. it. Discorsi agli insegnanti e agli studenti sulla psicologia e su alcuni ideali della vita); The varieties of religious experience (1902; trad. it. Le varie forme dell’esperienza religiosa); Pragmatism (1907; trad. it. Pragmatismo: un nome nuovo per certi vecchi modi di pensare); The meaning of truth (1909); A pluralistic universe (1909; trad. it. Un universo pluralistico); Some problems of philosophy (post., 1911); Essays in radical empiricism (post., 1912; trad. it. Saggi sull’empirismo radicale). Le lettere di J. sono state pubblicate dal figlio Henry (2 voll., 1920); gli scritti di parapsicologia e metapsichica sono stati raccolti ed editi postumi da G. Murphy e R.O. Ballou (1960), con il titolo W. James on psychical research.”(tratto da Dizionario di Filosofia, http://www.treccani.it)

 

 

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Ernst Mach Papers: un progetto completato di trascrizione online dell’archivio di Mach

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Vi segnaliamo “Ernst Mach Papers“, un progetto dello “Smithsonian Transcription Center”, un centro appunto che affida a volontari “digitali” il compito di trascrivere documenti storici o archivi con la finalità di rendere fruibile online prezioso materiale.

La trascrizione è stata completata e potete quindi visionare l’archivio di Mach conservato presso la Dibner Library of Science and Technology insieme alla trascrizione dei documenti (quaderni, 99 lettere, diagrammi, manoscritti, ritagli di giornali e articoli di riviste).

 

 

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eBook di filosofia: A. Lossi, L’io postumo: autobiografia e narrazione filosofica del sé in Friedrich Nietzsche

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Annamaria Lossi, L’io postumo: autobiografia e narrazione filosofica del sé in Friedrich Nietzsche

“La strana coincidenza di autore e personaggio nell’autobiografia costituisce uno strano “paradosso” che impedisce una definizione precisa di questo genere letterario. Accanto al complesso mondo autobiografico è possibile individuare un’altra modalità di auto-narrazione, connessa all’autobiografia: la narrazione filosofica del sé di Friedrich Nietzsche (1844-1900) mette in opera una strategia che coinvolge l’“io” in maniera riflessiva, fisiologica e psicologica e costituisce un tratto saliente del suo stesso filosofare. Questa originalità stilistico-narrativa caratterizza già i primi scritti, ma è difficilmente catalogabile come “costruzione”, “ritrovamento” o “invenzione” del sé, tipici dell’autobiografia, avvicinandosi semmai ad una particolare forma di identità narrativa. I tentativi autobiografici del giovane Nietzsche si modificano man a mano in testi che, sulla scorta delle riflessioni filologico-filosofiche, giungono con esiti diversi a Ecce Homo. Soprattutto a partire dallo scritto del 1885 Al di là del bene e male l’approccio stilistico-narrativo evidenzia l’esigenza autoriale di riproporre attraverso nuovi paratesti, le prefazioni del 1886, una filosofia che non è altro che l’«autoconfessione involontaria» del proprio autore che si è sempre compreso come inattuale. Questi tratti culmineranno in Ecce Homo, un testo narrativamente difficile da definire, in cui tuttavia si ritrovano i motivi tipici dell’autonarrazione filosofica di Nietzsche.”

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Franz Brentano – Carl Stumpf: die Korrespondenz (1867 – 1917)

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Nel sito dell’Internationale Franz Brentano Gesellschaft è disponibile: Franz Brentano – Carl Stumpf: die Korrespondenz (1867 – 1917). Si tratta dell’epistolario che comprende  321 lettere di Franz Brentano e Carl Stumpf.

Le lettere (visionabili cliccando sul numero progressivo) sono disponibili nella loro trascrizione e nel loro formato originale. Il progetto è stato realizzato dall’istituto dedicato a Brentato per conto dell’IFBG ed è stato sostenuto dalla German Research Foundation e dalla Fritz Thyssen Foundation. 

 

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eBook di filosofia: S. Di Paolo, Sulla lettura inferenzialista del primo Frege

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Silvia Di Paolo, Sulla lettura inferenzialista del primo Frege

Tesi di dottorato discussa presso l’Università “La Sapienza” di Roma nell’a.a. 2011/2012

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eBook di filosofia: L. Ferrara, Paradigmi della temporalità in Kant e Bergson

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Luca Ferrara, Paradigmi della temporalità in Kant e Bergson

Tesi di dottorato discussa presso l’Università degli Studi Napoli, a.a. 2015/2016

“Il nostro lavoro ha assunto come oggetto di indagine la nozione di tempo in Kant e Bergson. Nel primo capitolo viene analizzato in modo attento la bibliografia secondaria sul complesso tema del confronto tra Kant e Bergson, pervenendo alla necessità di superare l’impostazione metodologica degli unici due studiosi (Clifford Wellington Webb e Barthélemy-Madalue ) che si sono cimentati in un lavoro affine a quello svolto dal dottorando nella sua tesi. Inoltre, viene prestata particolare attenzione ai diversi paradigmi della temporalità, sedimentatisi nel corso della storia del pensiero occidentale. Nel secondo capitolo, viene studiato il rapporto tra tempo e spazio, come è teorizzato in Kant e Bergson, tenendo presente a riguardo la teorizzazione dei rispettivi autori del concetto di numero e le antinomie nelle interpretazioni dei due filosofi. Poi, nel terzo capitolo, quello più denso speculativamente, ho proposto una lettura dei due filosofi, facendo leva, da un lato sul rapporto tra tempo e coscienza, da un altro sulla relazione tra la coscienza e le sue stratificazioni. Infine, viene presentata in appendice una traduzione di un significativo inedito bergsoniano, sia da un punto di vista filologico, sia teoretico, che riguarda le Lezioni sulla filosofia moderna di Bergson dedicate alla Critica della ragion pura di Kant, dove sono anche elencate analiticamente tutte le occorrenze kantiane nei testi bergsoniani.”

 

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eBook di filosofia: F. Nietzsche, Works

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Friedrich Nietzsche, Works

Index of The Project Gutenberg Works of Friedrich Nietzsche

Vita e opere.   Studiò filosofia classica a Bonn e Lipsia e a questo periodo risale il suo entusiasmo per il pensiero di Schopenhauer e per la musica di Wagner, con cui strinse anche un’amicizia destinata però presto a sfaldarsi per gravi divergenze di pensiero. Prof. di filologia classica a Basilea nel 1869, nel 1872 pubblicò una delle sue opere più chiare ed efficaci – Geburt der Tragödie aus dem Geiste der Musik (trad. it. La nascita della tragedia) – alla quale si affiancarono gli studi sui presocratici e soprattutto l’importante saggio inedito del 1873, Über die Philosophie im tragischen Zeitalter der Griechen (trad. it. La filosofia nell’età tragica dei Greci). Seguirono le quattro Unzeitgemässe Betrachtungen (trad. it. Considerazioni inattuali) del 1873-76, dedicate rispettivamente a D.F. Strauss e il problema religioso, al problema dell’utilità o del danno della storia per la vita, a Schopenhauer, a Wagner. Le sue condizioni di salute andavano però sempre peggiorando e si facevano sempre più frequenti i disturbi psichici (dovuti forse a una paralisi progressiva) che dovevano portarlo successivamente alla pazzia. Nel 1879 N. lasciò definitivamente l’insegnamento e soggiornò poi a lungo in Italia e in Engadina. Questo periodo, segnato dalla rottura con Wagner e dalla pubblicazione di Menschliches Allzumenschliches (1878; trad. it. Umano, troppo umano), Morgenröte (1881) e, soprattutto, Die fröhliche Wissenschaft (1882; trad. it La gaia scienza), rappresenta la fase ‘critica’, o, come a volte si è detto, ‘illuministica’ di N., tutto impegnato in una critica serrata dei valori tradizionali e nello studio «genealogico» della cultura e della morale della civiltà europea. Frattanto si delineava però la svolta verso l’ultimo periodo, nel quale dominano i temi del superuomo, dell’eterno ritorno dell’identico e della volontà di potenza, svolta che, secondo il racconto di N. stesso, si colloca nell’ag. del 1881, quando, durante una passeggiata lungo il lago di Silvaplana, in Engadina, ebbe l’intuizione dell’«eterno ritorno dell’identico». L’affermarsi di nuovi temi comporta anche un mutamento stilistico rilevante, soprattutto nel celebre Also sprach Zarathustra (1883-85; trad. it. Così parlò Zarathustra), caratterizzato da un tono profetico ed enigmatico; insieme si fa sempre più forte l’annuncio del destino nichilistico della civiltà europea. Seguirono Jenseits von Gut und Böse (1886; trad. it. Al di là del bene e del male), Genealogie der Moral (1887; trad. it. Genealogia della morale), Der Fall Wagner (1888) e Nietzsche contra Wagner (1889; trad. it. in vol. unico: Scritti su Wagner), Götzendämmerung (1889). Di quest’ultimo periodo dell’attività di N. sono anche Antichrist (trad. it. L’Anticristo) e Ecce homo (trad. it. Ecce homo: come si diventa ciò che si è). Nel genn. del 1889 le condizioni di N. si aggravarono decisamente, fino alla crisi di follia, sopraggiunta a Torino, dalla quale N. non si riprese più. Trascorse gli ultimi anni della sua vita affidato alle cure della sorella Elisabeth a Naumburg e della madre a Weimar. Rimase perciò incompiuta l’opera a cui N. intendeva affidare la formulazione ultima del suo pensiero e che comparve poi nel 1906, a cura della sorella e di P. Gast, con il titolo Der Wille zur Macht (trad. it. La volontà di potenza); si trattava però di un’edizione condotta con criteri tutt’altro che rigorosi e a volte anche deformanti, per cui l’opera destò molte perplessità e polemiche: solo di recente si è giunti ad averne un’edizione critica.” (tratto da Dizionario di Filosofia, http://www.treccani.it)

 

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eBook di filosofia: A. Gupta, Kierkegaard’s Romantic Legacy. Two Theories of the Self

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Anoop Gupta, Kierkegaard’s Romantic Legacy. Two Theories of the Self

“In Kierkegaard’s Romantic Legacy, Anoop Gupta develops an original theory of the self based on Kierkegaard’s writings. Gupta proceeds by historical exegesis and considers several important ways of thinking about self outside of the natural sciences. His study moves theories of the self from theology toward sociology, from a God-relationship to a social one, and illustrates how a loss in theological underpinnings partly contributes to the rise in the popularity of cultural relativism. By drawing on Kierkegaard’s writings, Gupta develops a metaphysical account of the self that provides an alternative to the idea that there is no such thing as human nature. “

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eBook di filosofia: C. Descrivere il futuro. Scienza e utopia in Francia nell’età del positivismo

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Claudio De Boni,  Descrivere il futuro.  Scienza e utopia in Francia nell’età del positivismo

“Il volume ricostruisce le tensioni utopiche presenti nel positivismo, proiettate in genere verso descrizioni immaginarie del futuro, partendo dal Sistema di politica positiva di Comte in cui si descrive una società ideale basata sulla collaborazione fra classi diverse. La tentazione di descrivere il futuro in termini di realizzazione della perfezione accomuna molti altri autori vicini al positivismo. Tuttavia il libro evidenzia come le operazioni ucroniche alimentino talvolta un’immagine non fiduciosa, ma anzi preoccupata per le sue conseguenze sulla qualità umane, di un mondo troppo fondato sulla tecnologia e sui valori materiali dello sviluppo economico”

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