Archivi tag: Ottocento

eBook di filosofia: K. C. Clement, Frege and the Logic of Sense and Reference

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Kevin C. Clement, Frege and the Logic of Sense and Reference

Reperito nel sito dell’autore

“I lavori di F. hanno notevole importanza, sia dal punto di vista filosofico sia da quello tecnico, nel quadro storico della logica matematica. Il valore della sua opera, pressoché ignorata in vita, fu pienamente riconosciuto solo dopo la sua morte. La posizione di F. è un rigoroso logicismo: egli sostiene infatti (e a lui s’ispirò, tra gli altri, Russell) che i concetti matematici fondamentali debbono essere esprimibili mediante concetti logici; vi sono cioè certi tipi di proposizioni e di operazioni inferenziali, quelle «puramente logiche», che sono privilegiate rispetto alle proposizioni delle teorie per così dire «applicate», in partic. dell’aritmetica; queste ultime teorie si considerano basate su premesse sicure solo se sono riconducibili alla logica pura. Tale atteggiamento portò F. a una serrata polemica con i formalisti. A F. si deve inoltre la distinzione tra il senso e la denotazione di un’espressione linguistica (nome, predicato, enunciato), distinzione che è stata al centro della logica filosofica e della filosofia del linguaggio del Novecento. La relazione di denotazione è poi alla base della teoria del concetto, termine con cui F. intende non qualcosa di psicologico ma, oggettivamente (e con rilevanti concessioni al realismo platonico), un’entità logica sui generis denotata da un’espressione predicativa; sua caratteristica fondamentale è la non saturazione, espressa, sul piano logico-linguistico, da una funzione proposizionale, cioè un’espressione con una variabile non vincolata da quantificatori (per es., «x è un numero primo») e che, prendendo oggetti come argomenti, assume come valore il vero o il falso. Tra i suoi scritti: Begriffsschrift, eine der arithmetischen nachgebildete Formelsprache des reinen Denkens (1879; trad. it. Logica e aritmetica), in cui viene costruito per la prima volta un calcolo degli enunciati e dei predicati e viene elaborato un opportuno linguaggio simbolico destinato a sostituire, in una formulazione rigorosa, l’ambiguo e impreciso linguaggio comune; Die Grundlagen der Arithmetik (1884; trad. it. Leggi fondamentali dell’aritmetica), in cui si tenta di definire il concetto di numero naturale; Grundgesetze der Arithmetik (2 voll., 1893, 1903), l’opera principale, in cui le ricerche precedenti vengono riprese e ampliate; Über Begriff und Gegenstand (1892) e Über Sinn und Bedeutung (1892), i due importanti articoli dedicati rispettivamente al concetto e al significato. Una trad. it. delle opere di F. è apparsa con il titolo Senso, funzione e concetto: scritti filosofici (1891-97).” (tratto da Treccani.it)

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eBook di filosofia: E. L. Posesorski, Between Reinhold and Fichte. August Ludwig Hülsen’s Contribution to the Emergence of German Idealism

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Ezequiel L. Posesorski, Between Reinhold and Fichte. August Ludwig Hülsen’s Contribution to the Emergence of German Idealism

“August Ludwig Hülsen (1765-1809) was a contributor to the emergence of German idealism. Notwithstanding, his name and works are up to this day almost entirely unknown to most scholars in the field. This monograph discusses the historical importance of Hülsen’s Prüfung der von der Akademie der Wissenschaften zu Berlin aufgestellten Preisfrage: Was hat die Metaphysik seit Leibniz und Wolf für Progressen gemacht? (1796), his only book, for the emergence of German idealism, especially the thought of Reinhold and Fichte during the 1790’s.

The usual way of focusing on the Wissenschaftslehre, and hence, on the emergence of German idealism, is as a “response” of Fichte to the skeptical objections of Schulze-Aenesidemus to Reinhold’s early Elementarphilosophie. This “response”, as Fichte himself recognized in 1798, was far from complete. Hülsen, a Fichtean thinker, restructured and regrounded those aspects of Reinhold’s system that Fichte left intact: in particular, Reinhold’s almost forgotten approach to the rational history of philosophy. In 1797, Hülsen’s achievement prompted Fichte’s recommendation of Hülsen’s book in Annalen des philosophischen Tons as an introduction to his Wissenschaftslehre. This indicates that Fichte recognized Hülsen as a partner in the development of his incomplete system. Accordingly, the historical importance of Hülsen’s book is that it completed Fichte’s attempt to overcome Reinhold’s standpoint and contributed to the emergence of German idealism.”

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eBook di filosofia: F. Masi, Il pathos della forma. Sul pensiero di Emil Lask

Emil Lask

Felice Masi, Il pathos della forma. Sul pensiero di Emil Lask

Tesi di dottorato discusssa presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”

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eBook di filosofia: E. Dufourmont, La traduction du Discours sur les sciences et les arts par Nakae Chômin (1847-1901)

Nakae, Chomin

Eddy Dufourmont, La traduction du Discours sur les sciences et les arts par Nakae Chômin (1847-1901) : une critique de la modernisation du Japon au nom de Rousseau et de la démocratie

“Si Nakae Chômin est bien connu pour sa traduction du Contrat social, celle du Discours sur les sciences et les arts l’est moins. La prise en compte des traductions d’autres textes des républicains français éclaire d’un jour nouveau cette traduction et la place de Rousseau chez Chômin.”

“Statesman and thinker. Born in Kochi, the son of a samurai of the Kochi Clan. After studying French studies in Nagasaki and Edo, he went to France to study in 1871. Returning to Japan in 1874, Nakae opened Futsugaku Juku. In 1875, he became a gonsho-shokikan (lower-ranked secretary) of the Chamber of Elders but resigned in 1877. He helped found the “Toyo Jiyu Shimbun” (Oriental Free Press) in 1881 and became its chief editor. He became a theoretical leader of the Freedom and People’s Rights Movement, advocating French-style theory. In 1887, he was sentenced to a two-year exile from Tokyo under the Peace Preservation Law for criticizing high-handed ways of clan clique-based government. Although he was elected as one of the first members of the House of Representatives in 1890, he resigned the following year. He wrote and translated many books including a translation of Rousseau’s “Social Contract””Min’yaku-yaku-ge”, “Sansuijin keirin mondo” (A Discourse by Three Drunkards on Government), “Ichinen yuhan” (A Year and a Half).” (tratto da Portraits of Modern Japanese Historical Figures)

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eBook di filosofia: R. Pettoello, Idealismo e realismo. La formazione filosofica di J.F. Herbart

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Renato Pettoello, Idealismo e realismo. La formazione filosofica di J.F. Herbart

“Anche Herbart, come gli idealisti suoi contemporanei, si ricollega direttamente a Kant, ma tenta di indirizzare il kantismo per una via del tutto opposta a quella di Fichte, Hegel, Schelling. La filosofia, per H., è «elaborazione di concetti dati», forniti cioè dall’esperienza, al fine di eliminarne le contraddizioni; infatti, sostiene H., non è vera la concezione hegeliana che la contraddizione costituisce l’anima stessa del reale; questa rappresenta semplicemente uno stadio inadeguato del conoscere. Sotto l’influsso di Leibniz, H. concepisce il mondo come risultante di una pluralità di esseri semplici e immutabili, i «reali». Questi, pur immutabili, sono, ognuno, un centro di relazioni molteplici, originate dall’accidentale incontrarsi reciproco. Possedendo però ogni reale delle qualità originarie che lo distinguono da tutti gli altri, il cozzare reciproco genera in ognuno una perturbazione interna, cui consegue un atto di resistenza o di autoconservazione. Con questa interpretazione meccanicistica, H. tenta di spiegare tutti i fenomeni del mondo fisico e psichico. Difatti anche l’anima, oggetto della psicologia, è un «reale» semplice, e la rappresentazione in essa non è altro che uno stato di resistenza, suscitato da una perturbazione. È improprio parlare di facoltà psichiche: tutti i fenomeni che si sogliono raggruppare sotto il nome delle varie facoltà sono mere rappresentazioni o combinazioni di rappresentazioni. Partendo da questi presupposti, H. ritiene possibile la fondazione di una psicologia scientifica: escludendo, infatti, la considerazione dell’anima come sostanza (in quanto, in sé, inconoscibile), e concentrandosi piuttosto sull’analisi dell’insieme delle rappresentazioni (coscienza), la psicologia sarà in grado di ridurre la meccanica delle rappresentazioni a rigorose formule matematiche. H. applica, quindi, i principi della sua psicologia all’elaborazione di una pedagogia scientifica. Nel campo della pedagogia, che è la parte più interessante del suo pensiero, H. sostiene che questa scienza ha il compito di indagare i principi universali che presiedono all’attività educativa nei suoi vari aspetti e, come l’estetica, deve essere integrata da una tecnica, l’arte educativa, cui spetta l’attuazione di quei principi. Essa si fonda da un lato nell’etica, che le assegna il fine, dall’altro nella psicologia, che le indica i mezzi, svelandole il meccanismo psichico dell’alunno. Il fine dell’educazione è la formazione del carattere morale. L’intuizione atomistica e matematizzante della realtà, il ripudio di ogni idea di svolgimento, la riduzione di ogni forma di attività all’autoconservazione puntuale dei «reali», contrastano profondamente, in H., con la costante preoccupazione d’interpretare e giustificare filosoficamente la sua seria esperienza del mondo morale e dei problemi dell’educazione.” (tratto da Treccani.it)

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L’archivio online di Emil Lask

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Presso l’Università di Heildeberg è conservato l’archivio di Emil Lask che è stato digitalizzato. Trovate le scansioni a questo indirizzo. Il documento è visionabile in anteprima nel box di destra e scaricabile cliccando sull’apposita icona.

Qui invece trovate l’inventario

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eBook di filosofia: A. Spinelli, Vita, teoria e valore nel pensiero di Emil Lask

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Antonino Spinelli, Vita, teoria e valore nel pensiero di Emil Lask

Tesi di laurea discussa presso l’Università di Tubinga nel 2010

“La presente trattazione, collocandosi sulla scia di un recente risveglio dell’interesse, si propone di contribuire alla riscoperta di un pensatore tanto suggestivo quanto poco conosciuto. A differenza della stragrande maggioranza degli studi finora pubblicati, essa rivolge il suo interesse all’intera vicenda filosofica dell’autore, che va dallo scritto su Fichte del 1902 agli appunti postumi risalenti agli anni 1913”

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eBook di filosofia: F. Nietzsche, Sull’utilità e il danno della storia per la vita

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Friedrich Nietzsche (traduzione a cura di Monica Rimoldi), Sull’utilità e il danno della storia per la vita

Guida alla lettura e all’analisi

(tratto dai Contenuti digitali di M. De Bartolomeo – V. Magni, Storia della filosofia)

“il contributo della riflessione di Nietzsche, altro grande momento della concettualizzazione filosofica della storia nell’Ottocento, apporta, più che una novità assoluta, una radicalizzazione e una sistematizzazione in forma estremamente conseguente ed efficace: la seconda delle Unzeitgemässe Betrachtungen (Vom Nutzen und Nachteil der Historie für das Leben, 1874; trad. it. Sull’utilità e il danno della storia per la vita), primo grande contributo nietzschiano alla questione, più che una negazione della storia tout court, è una critica del cattivo utilizzo di essa e della riduzione al passato, nonché della negazione della vita, che conseguiva dal modo in cui Hegel aveva delineato il concetto. Al cattivo storicismo Nietzsche contrappone un uso critico della storia che è a sua volta un aspetto fondamentale della vita stessa e del suo rinnovamento. Per quanto riguarda l’idea nietzschiana di «eterno ritorno», le letture ormai prevalenti tendono a interpretarla non già come una riaffermazione della concezione classica antica, ma come una solidarietà fra un momento della novità e un momento della ripetizione, fra innovazione e ripresa della tradizione e della memoria nel solco della concezione romantica di cui si è detto.” (tratto da Treccani.it)

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Mnemosyne. Meanderings through Aby Warburg’s Atlas: online dieci pannelli

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Mnemosyne, l’ultimo progetto di Aby Warburg, è un “atlante figurativo composto da una serie di tavole, costituite da montaggi fotografici che assemblano riproduzioni di opere diverse: testimonianze di ambito soprattutto rinascimentale (opere d’arte, pagine di manoscritti, carte da gioco, etc.); ma anche reperti archeologici dell’antichità orientale, greca e romana; e ancora testimonianze della cultura del XX secolo (ritagli di giornale, etichette pubblicitarie, francobolli).”

The actual panels of the “last version” are no longer extant; only black and white photographs (18 x 24 cm) of them remain, held in the archives of the Warburg Institute. However, seventy-one years after Warburg’s death, Martin Warnke with the assistance of Claudia Brink, produced a magnificent edition of the atlas based on the “last version.” [See Der Bilderatlas: Mnemosyne in Warburg’s Gesammelte Schriften, II.1 (Berlin: Akademie Verlag, 2000 [reprinted in 2003, 2008]). The other volumes in the Gesammelte Schriften, from the two volumes of Warburg’s published writings [I.1-2], the Tagebuch der Kulturwissenschaftlich Bibliothek Warburg [VII] to the just published, Austellungen [II.3], offer other avenues for interpreting and supplementing the Mnemosyne Atlas.] In addition to providing Warburg’s draft Introduction to the Mnemosyne Atlas – a key if characteristically knotty fragmentary text – they also reproduce Fritz Saxl’s illuminating letter to a prospective publisher regarding the Atlas, while Warnke’s own Introduction provides important details about the Mnemosyne Atlas, its genesis, scope, and potential meanings.

We know, then, that Warburg’s plan had been to complete at least 79 and perhaps as many as 200 panels. Typically, though, Warburg’s vision was not fully realized. As we have it, the Atlas is frozen in a provisional state: panels appear without titles; individual images – there are 971 in all – were for the most part displayed without titles or other identifying information; and while some photographs are matted, most are not. Fortunately, though, in a notebook titled Überschriften: Synopsis of Plates [WIA, III.104.1], Warburg’s colleague Gertrud Bing, following her mentor’s lead, offers brief headings for each panel, furnishing thereby a kind of conceptual shorthand signposting main subjects and themes. For instance, the headings summarizing the astrological symbolism of panel 22 read: “Spanish-Arabic practice. (Alfonso). Manipulation. The cosmic system as dice table. Sorcery. Lithomancy.” Such abbreviated, aphoristic indications of what and how we are to interpret resemble the headings of an encyclopedic entry – albeit an encyclopedia consisting entirely of pictures. Or, if you will, the photographs of the panels serve as a set of post-modern grisailles, a belated memory palace, which invites us to contemplate Warburg’s syncretic vision of the afterlife of pagan symbolism and cosmography in medieval, Renaissance, and post-Renaissance art and thought.”

Nel sito Mnemosyne. Meanderings thorugh Aby Warburg’s Atlas trovate le fotografie di questi dieci pannelli accompagnati da una spiegazione e da suggerimenti bibliografici:

Panel B traces correspondences between the human being and the cosmos that underlie all other analogical associations in Warburg’s atlas. Spyros Papapetros offers this guided pathway.
Panel C addresses the epistemology and the practice of the creation of symbols. Claudia Wedepohl guides this pathway.
Panel 8 is given over to antique cults that centered on solar deities. Elizabeth Sears lights the way.
Panel 45 depicts excessive and alarming occurrences, the dangers of intense and unmediated passions. Hans Christian Hönes is our guide.
Panel 46 presents variations on the gesture of “bearing something/someone to something/someone else.” Andrea Pinotti elucidates.
 

Panel 47 is concerned with Florentine art of the later fifteenth century, exploring themes of protection and slaughter through the figure of the nymph. Ben Anderson provides this guided pathway.
Panel 48 is concerned with the shifting uses of the pagan goddess Fortuna in medieval and Renaissance imagery. Florian Fuchs provides this guided pathway.
Panel 61-64  is concerned with the storms of ambivalence, transformation, and conflict that characterize the of transmission Antiquity, despite the putative stability of the heritage. Lisa Robertson navigates.
Panel 70 is devoted to “Baroque Pathos.” This guided pathway traces the status of the Baroque in Warburg’s Atlas, which tends to privilege the Renaissance and its reception of antiquity. Jane O. Newman is our guide, with Laura Hatch.
Panel 79 has as its principal theme the Eucharist. Christopher D. Johnson provides this guided pathway.

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eBook di filosofia: E. Gasco, Mach’s contribution to the origin of Inertia

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Enrico Gasco, Mach’s contribution to the origin of Inertia

“Einstein riconobbe che la lettura degli scritti di Hume e di Mach rese «enormemente più facile» il suo lavoro critico e aprì la via alla sostituzione della meccanica newtoniana con la meccanica relativistica. Mach parte dal concetto di massa, ne critica la definizione newtoniana e le successive, ne dà una nuova definizione per astrazione (definisce, cioè, il rapporto delle masse di due corpi) e conclude che questa nuova impostazione rende ridondante il terzo principio della dinamica o principio di azione e reazione, che esprimerebbe una seconda volta lo stesso fatto utilizzato nella definizione.” (tratto da Treccani.it)

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