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eBook di filosofia: T. Jappy, Peirce’s Twenty-Eight Classes of Signs and the Philosophy of Representation Rhetoric, Interpretation and Hexadic Semiosis

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Tony Jappy, Peirce’s Twenty-Eight Classes of Signs and the Philosophy of Representation Rhetoric, Interpretation and Hexadic Semiosis

The major principles and systems of C. S. Peirce’s ground-breaking theory of signs and signification are now generally well known. Less well known, however, is the fact that Peirce initially conceived these systems within a ’Philosophy of Representation’, his latter-day version of the traditional grammar, logic and rhetoric trivium. In this book, Tony Jappy traces the evolution of Peirce’s Philosophy of Representation project and examines the sign systems which came to supersede it.

Surveying the stages in Peirce’s break with this Philosophy of Representation from its beginnings in the mid-1860s to his final statements on signs between 1908 and 1911, this book draws out the essential theoretical differences between the earlier and later sign systems. Although the 1903 ten-class system has been extensively researched by scholars, this book is the first to exploit the untapped potential of the later six-element systems. Showing how these systems differ from the 1903 version, Peirce’s Twenty-Eight Classes of Signs and the Philosophy of Representation offers an innovative and valuable reinterpretation of Peirce’s thinking on signs and representation.

Exploring the potential of the later sign-systems that Peirce scholars have hitherto been reluctant to engage with and extending Peirce’s semiotic theory beyond the much canvassed systems of his Philosophy of Representation, this book will be essential reading for everyone working in the field of semiotics.”

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eBook di filosofia: M. A. Keeler, Discovering the Future in the Past. How C.S. Peirce’s 19th Century Ideas Challenge 21st Century Technology

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Mary A. Keeler, Discovering the Future in the Past. How C.S. Peirce’s 19th Century Ideas Challenge 21st Century Technology

Versione preprint caricata dall’autrice in Research Gate

Here is an account of C.S. Peirce’s manuscript archive, how much is still unpublished, and how his ideas encourage us to improve access. We intend this volume to be a “handbook” for those who might join us in continuing to improve access to Peirce’s archive of manuscripts. In the first half (chapters 1-7), we attempt to collect and preserve essential historical records of what has been done to provide access to C.S. Peirce’s manuscripts, followed by examination of how current technology can be used to improve access to help us continue discovering and developing his ideas. The last half of the volume (chapters 8-14) offers incentive for continuing to improve access to Peirce’s unpublished late work, which challenges us to invent new technology to represent his ideas. As a whole, we intend this volume to serve as a handbook for comprehending and navigating Peirce’s archive, an effort that will continue to be essentially collaborative. For more detail on the history and condition of the Peirce papers, see André De Tienne’s “The Peirce Papers: How to Pick up Manuscripts That Fell to the Floor.” Also see Nathan Houser’s “The Fortunes and Misfortunes of the Peirce Papers.”

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A Comprehensive Bibliography of the Published Works of Charles Sanders Peirce with a Bibliography of Secondary Studies

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Nel sito del Peirce Edition Project potete trovare la digitalizzazione de “A Comprehensive Bibliography of the Published Works of Charles Sanders Peirce with a Bibliography of Secondary Studies” curata da Kenneth L. Ketner, Christian J. W. Kloesel, Joseph M. Ransdell, Max H. Fisch e Charles S. Hardwick e pubblicata nel 1977 e infine revisionata nel 1986 dal prof.  Ketner sotto l’egida del “Philosophy Documentation Center”.

Si tratta della “Third Digital Edition of The Published Works of Charles Sanders Peirce” ed è articolata in due parti. Le notizie precedute dalla lettera P indicano le pubblicazioni di Peirce (si tratta di articoli e recensioni) mentre quelle precedute dalla lettera O si riferiscono ad articoli e saggi di altri autori su Peirce (fino al 1934).

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Minute Semeiotic: il progetto online sulle classi dei segni di Pierce

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Minute Semeiotic è il progetto online di ricerca che si propone di offrire una descrizione grafica delle 66 classi dei segni elaborati da Pierce e delle loro relazioni.

This is a research project that aims at the elaboration of a complete description of the classes of signs and their mutual relation, discussing its relevance to theory and epistemology of communication. A number of Peirce scholars and semioticians are diffident about formalistic approaches of semeiotic and take such projects as sterile. But a chart like this is a dream at length desired by many others for it would open doors for the solution of many of the problems that today obstruct the advance of semiotic – and maybe many other fields of knowledge

 

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eBook di filosofia: C. Sini, Il problema del segno in Husserl e in Peirce

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Carlo Sini, Il problema del segno in Husserl e in Peirce, in «Quaderni di Filosofia», n. 57, Torino, pp. 543-558.

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eBook di filosofia: R. Fabbrichesi, Sulle tracce del segno. Semiotica, faneroscopia e cosmologia nel pensiero di Charles S. Peirce

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R. Fabbrichesi Leo, Sulle tracce del segno. Semiotica, faneroscopia e cosmologia nel pensiero di Charles S. Peirce, Firenze, La Nuova Italia, 1986

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eBook di filosofia: C. S. Peirce, How to Make Our Ideas Clear

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C. S. Peirce, How to Make Our Ideas Clear in  “Popular Science Monthly”,  12 (January 1878), pp. 286-302.

“La teoria epistemologica di Peirce forse più nota è peraltro quella che, espressa per la prima volta nel saggio How to make our ideas clear (1878; trad. it. Come rendere chiare le nostre idee), fu poi diffusa e divulgata da James (1898) con il nome di pragmatismo: partendo dall’analisi della situazione di dubbio-credenza (belief) presente all’avvio di ogni ricerca, Peirce, dopo aver chiarito il valore del belief come abitudine (habit) utile alla sopravvivenza e definito l’habit come ciò che collega l’azione ai suoi effetti, giunge alla conclusione che l’oggetto della ricerca non è che l’insieme degli habits che lo riguardano; in altri termini, null’altro che l’insieme degli effetti pratici e delle conseguenze sperimentabili cui dà luogo. Le indagini nel campo della logica e le ricerche di un’adeguata teoria della conoscenza indussero infine Peirce alla costruzione di una semiotica, come teoria dei segni, in cui convergono molteplici fili delle sue indagini; il processo di pensiero, colto a livello segnico, mostra la necessità della presenza di una particolare relazione, considerata da Peirce irriducibile, quella triadica, relazione caratterizzante il processo segnico che va sempre in effetti concettualizzato secondo tre aspetti: dell’oggetto (o referente), del segno e dell’interpretante; in altri termini, ogni segno, per essere tale, ha bisogno di un referente e di un interpretante, concepito come una sequenza tendenzialmente infinita di azioni che interpretino il segno originario. La stessa logica delle relazioni permise inoltre a Peirce di elaborare una complessa classificazione delle scienze. ” (tratto da Treccani.it)

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eBook di filosofia: C.S. Pierce, Principles of Philosophy (1931)

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Charles Sanders Peirce,  Principles of Philosophy in The Collected Papers (1931)

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eBook di filosofia: C. S. Peirce, The Collected Papers, V: Pragmatism and Pragmaticism (1931)

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Charles Sanders Peirce, The Collected Papers, V:  Pragmatism and Pragmaticism (1931)

“I suoi scritti filosofici trattano di una grande varietà di temi e di problemi. I primi abbozzi di una filosofia sistematica sono fortemente influenzati dalla Critica della ragion pura (tendendo a un’analisi critica delle categorie kantiane, rifiutate sulla base dell’inadeguatezza della logica formale a esse connessa), oltre che da motivi speculativi di tipo platonico, dal pensiero di Duns Scoto e dalle elaborazioni logico-ontologiche degli scolastici. La necessità di strumenti logici più aderenti alle sue effettive esigenze speculative spinsero successivamente P. a una serie di ricerche nel campo della logica, che saranno determinanti per il costituirsi di questa in disciplina scientifica, anticipando genialmente molti sviluppi posteriori; in questo campo vanno notati i suoi contributi, valorizzati poi da Ernst Schröder nelle Vorlesungen über die Algebra der Logik (1890-1905), in materia di algebra di Boole, modificata e radicalmente trasformata per estenderne le applicazioni, l’introduzione di un anello di collegamento tra logica delle classi e logica delle proposizioni e l’elaborazione, sviluppando idee di De Morgan, di una logica delle relazioni, forse il suo apporto maggiore. Lo studio dei modi d’inferenza lo condusse anche, oltre che ad approfondimenti in campo logico, a formulare una teoria della probabilità e a un esame rigoroso dei principi del metodo scientifico, sottolineandone, anche in connessione con le più generali teorie della conoscenza, le caratteristiche di ipoteticismo e di fallibilismo. La teoria epistemologica di P. forse più nota è peraltro quella che, espressa per la prima volta nel saggio How to make our ideas clear (1878; trad. it. Come rendere chiare le nostre idee), fu poi diffusa e divulgata da James (1898) con il nome di pragmatismo: partendo dall’analisi della situazione di dubbio-credenza (belief) presente all’avvio di ogni ricerca, P., dopo aver chiarito il valore del belief come abitudine (habit) utile alla sopravvivenza e definito l’habit come ciò che collega l’azione ai suoi effetti, giunge alla conclusione che l’oggetto della ricerca non è che l’insieme degli habits che lo riguardano; in altri termini, null’altro che l’insieme degli effetti pratici e delle conseguenze sperimentabili cui dà luogo. Le indagini nel campo della logica e le ricerche di un’adeguata teoria della conoscenza indussero infine P. alla costruzione di una semiotica, come teoria dei segni, in cui convergono molteplici fili delle sue indagini; il processo di pensiero, colto a livello segnico, mostra la necessità della presenza di una particolare relazione, considerata da P. irriducibile, quella triadica, relazione caratterizzante il processo segnico che va sempre in effetti concettualizzato secondo tre aspetti: dell’oggetto (o referente), del segno e dell’interpretante; in altri termini, ogni segno, per essere tale, ha bisogno di un referente e di un interpretante, concepito come una sequenza tendenzialmente infinita di azioni che interpretino il segno originario. La stessa logica delle relazioni permise inoltre a P. di elaborare una complessa classificazione delle scienze. Negli ultimi anni si nota l’evolversi della riflessione di P. in direzione nettamente metafisica: il mondo è visto come un continuum, come un organismo vivente, e P. abbozza le linee di una cosmologia evolutiva in cui dal caos originario sarebbe emerso l’attuale Universo, in cui il peso del caso tende progressivamente a ridursi. Il pensiero di P., oltre alle accennate influenze in campo logico, ha avuto enorme importanza per le filosofie contemporanee: si rifanno in varia misura a P. sia il pragmatismo di Dewey, sia la semiotica di Morris, sia le correnti di filosofia della scienza sorte in ambito americano come, per es., l’operazionismo di Bridgman e certe posizioni metodologiche di Quine. Gli scritti di P., usciti pressoché tutti postumi, sono stati in gran parte pubblicati negli 8 voll. dei Collected papers (a cura di P. Weiss e di Ch. Hartshorne i primi 6, 1931-35, a cura di W. Burks i rimanenti 2, 1958; trad. it. parziale in Scritti di logica e in Le leggi dell’ipotesi: antologia dai Collected papers).” (tratto da Treccani.it)

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Risorse su Peirce nel sito del Centro Studi Peirce (CSP)

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Il Centro Studi Peirce (CSP) è il primo centro di ricerca in Italia dedicato a Charles Sanders Peirce (1839-1914), il pensatore, filosofo e scenziato americano. Il Centro Studi, fondato da Carlo Sini e Rossella Fabbrichesi, è confluito nel 2007 all’interno dell’Associazione Culturale Pragma, che si propone di operare come punto di riferimento e di coordinamento dei ricercatori italiani che si occupano o sono interessati al pragmatismo, sia americano che italiano.

Nel sito trovate moltissime risorse interessanti su Peirce:

Vi segnaliamo inoltre il portale dei manoscritti, che fornisce l’orientamento necessario per individuare, localizzare e consultare i manoscritti di Peirce e la tavola sinottica dei manoscritti pubblicati (a cura di Marco Annoni e Gabriele Gava) che è uno strumento valido per facilitare la ricerca dei manoscritti pubblicati e  tradotti di Charles Sanders Peirce.

Vi ricordiamo inoltre che la Biblioteca di Filosofia dell’Università degli Studi di Milano è l’unica sede in Italia a disporre dei manoscritti di C.S Peirce  in microfilm nonché l’unica al mondo a permetterne la consultazione tramite copie digitalizzate in formato pdf. Entrambe le copie sono considerate appartenenti al fondo archivistico Peirce e pertanto richiedono un’autorizzazione per essere consultate.

A questo fine, i passi necessari da compiere sono quattro:

  1. contattare il Centro Studi Peirce inviando una mail all’apposito indirizzo centrostudipeirce@gmail.com, nella quale si indica il giorno e l’orario (mattina/pomeriggio) nel quale si vogliono consultare i manoscritti;
  2. scaricare il  modulo per la richiesta di consultazione (disponibile anche presso il sito della Biblioteca di Filosofia);
  3. far controfirmare il modulo dalla Prof.ssa Fabbrichesi. In ogni caso il Centro Studi si premura di rendere disponibile un docente per la firma o un responsabile che consenta di effettuare la consultazione;
  4. consegnare il modulo presso la Biblioteca di Filosofia, dove si riceverrano le indicazioni per la consultazione del materiale richiesto.

Altri interessanti materiali sono presenti nella sezione Downloads del sito (tesi di laurea, appunti sulla fotografia, studi e documenti).

 

 

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