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Journal of Social and Political Psychology: la rivista online di psicologia sociale e politica

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Journal of Social and Political Psychology (JSPP) è la rivista free online che pubblica articoli e saggi di psicologia sociale e politica con la finalità di contribuire alla comprensione dei problemi sociali e alla promozione della giustizia sociale.

“It provides a forum for innovation, questioning of assumptions, and controversy and debate. JSPP aims to give creative impetuses for academic scholarship and for applications in education, policymaking, professional practice, and advocacy and social action. It intends to transcend the methodological and meta-theoretical divisions and paradigm clashes that characterize the field of social and political psychology, and to counterbalance the current overreliance on the hypothetico-deductive model of science, quantitative methodology, and individualistic explanations by also publishing work following alternative traditions (e.g., qualitative and mixed-methods research, participatory action research, critical psychology, social representations, narrative, and discursive approaches).”

 

 

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eBook: W. Buttemeyer, Roberto Ardigò e la psicologia moderna

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Wilhelm BÜTTEMEYER, Roberto Ardigò e la psicologia moderna, Firenze, La Nuova Italia, 1969

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Archivio di Storia della Psicologia: testi, riviste e archivi online

Sante De Sanctis

[Sante De Sanctis]

L’Archivio di Storia della Psicologia è il portale del Dipartimento di Psicologia dinamica e clinica dell’Università La Sapienza di Roma che si propone di rappresentare attraverso digitalizzazione di testi, articoli e documenti di studiosi le diverse voci e correnti che hanno caratterizzato la scienza psicologica italiana nelle sue origini e nel suo svolgersi come disciplina.

Nell’ambito della cultura positivista di fine ottocento, per un interesse maturato in vari ambiti delle scienze umane, possono essere rintracciate le basi epistemologiche fondanti la scienza psicologia italiana (Mecacci, 2008). I fondamenti della scienza psicologica si devono dunque all’opera di diversi autori tra cui Roberto Ardigo’, il cui contributo epistemologico ha contribuito primariamente a delineare l’oggetto di studio della psicologia (Buttemeyer, 1969), Giuseppe Sergi, il cui interesse antropologico per le funzioni umane indusse ad occuparsi dello studio dei fenomeni psichici (Mucciarelli, 1987) e Gabriele Buccola, considerato tra i primi psicologi italiani per il contributo sperimentale dato alle ricerche psicologiche (Degni, Foschi & Lombardo, 2007). La produzione teorica e lo scambio con la comunita’ scientifica internazionale avviata da tali autori oltre alla creazione dei primi Laboratori di Psicologia permisero alla psicologia di caratterizzarsi in tale periodo come scienza e di affermarsi come disciplina nei primi anni del novecento (Cimino, 2006). In storiografia si e’ infatti soliti considerare il 1905 come l’anno caratterizzante la nascita della disciplina psicologica (Cimino & Dazzi, 1998; Lombardo & Foschi, 1999; Marhaba, 1981). Tra gli eventi considerati in letteratura l’istituzione delle prime tre cattedre di psicologia nelle Universita’ di Roma, Napoli e Torino affidate rispettivamente a Sante De Sanctis, illustre studioso i cui contributi in psicologia comprendevano sia l’ambito sperimentale che clinico-differenziale (Cimino & Lombardo, 2004; Lombardo, 2007), a Cesare Colucci, psicopatologo ed allievo di Leonardo Bianchi (Di Trocchio & Fiasconaro, 1998) e a Federico Kiesow, sperimentalista formatosi presso il laboratorio wundtiano (Sinatra, 2000). Oltre la formazione delle prime cattedre deve essere ricordata nello stesso anno l’organizzazione a Roma del V Congresso Internazionale di Psicologia presieduto da Sergi e la nascita, tra le riviste di argomento psicologico, della Rivista di Psicologia fondata da Giulio Cesare Ferrari (Mucciarelli, 1984) in collaborazione con i pragmatisti italiani. Attraverso la riflessione nata da questa seconda generazione di psicologi si tento’ di superare il riduzionismo fisiologistico di fine ottocento. Tra le figure che contribuirono a tale passaggio puo’ essere inoltre ricordato Francesco De Sarlo, illustre teorico e fondatore del Laboratorio fiorentino di psicologia dove si formarono autorevoli autori tra cui Antonio Aliotta ed Enzo Bonaventura (Albertazzi, Cimino, & Gori Savellini, 1999). Tra i diversi centri che in tale periodo contribuirono significativamente al definirsi della psicologia in Italia va inoltre annoverata l’Universita’ di Padova dove importanti studi furono svolti da Vittorio Benussi, le cui ricerche anticiparono molti degli temi affrontati dalla Gestalpsychologie (Antonelli, 1996; Mucciarelli, 1987), e dal suo allievo Cesare Musatti, le cui ricerche comprendevano l’ambito della psicologia e della psicoanalisi (Reichmann, 1996). Tra coloro che hanno contribuito allo svolgersi della disciplina psicologica nei primi decenni del Novecento e’ Agostino Gemelli, a cui si deve la creazione dopo la prima guerra mondiale di una cattedra e di un Laboratorio di Psicologia presso Universita’ Cattolica del Sacro Cuore di Milano da lui fondata (Dazzi, 1986). La cattedra di psicologia di Milano e quella di Roma affidata a Mario Ponzo, che era succeduto a De Sanctis, appaiono essere le uniche due attivate nel periodo tra le due guerre e permisero in tal modo una continuita’ istituzionale degli studi di psicologia nel periodo di critica neoidealista.”

Il portale è articolato in queste sezioni:

  • Opere
  • Periodici
  • Museo virtuale
  • Fondi e Link che include i collegamenti al fondo archivistico di Sante De Sanctis  e al catalogo degli strumenti sperimentali di laboratorio, utilizzati nell’Istituto di Psicologia dell’Università di Roma (1908-1980), ora conservati nel Dipartimento di Neurologia e Psichiatria di Sapienza Università di Roma, relizzato da Sergio Gregoris per le Edizioni Nuova Cultura.psicologi italiani e alcuni collegamenti a siti utili per la ricerca.
  • Articoli scientifici di storia della psicologia.

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eBook: C.G. Jung, Psychology of the unconscious

Jung

Carl Gustav Jung, Psychology of the unconscious. A study of the transformations and symbolisms of the libido. A contribution to the history of the evolution of though

” La struttura della psiche è in Jung assai complessa. Egli distingue, nell’inconscio, tra un livello personale e un livello collettivo. Nel primo si trovano l’Ombra (la faccia oscura dell’Io, il suo ‘doppio’, in sostanza l’inconscio personale), l’Anima/animus (cioè l’elemento femminile nell’uo­mo o quello maschile nella donna), e i Complessi (insieme di immagini correlate tra loro a forte valenza emotiva: per es., il «complesso materno»). Nel livello collettivo egli colloca invece gli Archetipi: il concetto di archetipo «è derivato dalla ripetuta osservazione che, per es., i miti e le fiabe della letteratura mondiale contengono certi motivi che ritornano sempre e ovunque», motivi che poi si ritrovano nei sogni e nelle allucinazioni degli individui. Sono una sorta di forme a priori della psiche, che predispongono l’individuo a formare certe immagini e a vivere determinate situazioni (l’Avversario, il Terrore, l’Unione, l’Inizio, il Sé e così via). Sul piano della coscienza, invece, Jung distingue tra l’Io e la Persona (l’insieme dei ‘ruoli’, una sorta di ‘maschere’, che l’individuo deve as­sumere per adattarsi al mondo esterno). Se l’Io e l’Ombra sono strutture di identità, Persona e Anima/animus sono strutture relazionali (servono a mediare il rapporto, rispettivamente, con il mondo interiore e quello esterno), mentre Com­plessi e Archetipi sono strutture generali” (tratto da Treccani.it)

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eBook di filosofia: Christian von Ehrenfels, On Gestalt qualities

Christian Freiherr von Ehrenfels

Christian von Ehrenfels, On Gestalt qualities

Traduzione in inglese di Cristian von Ehrenfels, Über Gestaltqualitäten. Vierteljahresschr. für Philosophie, 14, 1890, pp. 249-292

“Allievo di A. Meinong e di F. Brentano, oltre ad una concezione psicologica del valore (System der Werttheorie, 189798), ha elaborato in due saggi Über Fühlen und Wollen (1888) e Über Gestaltqualitäten (1890) una sua originale teoria delle “qualità formali”, ponendo le basi della psicologia della Gestalt. E. distingueva nella rappresentazione gli stimoli in quanto contenuto della rappresentazione, dall’atto mentale di orientamento e strutturazione di tali stimoli. Le Gestalten (forme spaziali, strutture ritmiche, melodie) sarebbero forme particolari, irriducibili alla semplice somma delle qualità sensibili, ed esprimenti rapporti caratteristici tra una certa serie di dati sensoriali che sola è in grado di permettere la rappresentazione dell’oggetto come totalità unificata e individuale. Trasferitosi a Praga (1896) come professore, estese i suoi interessi all’antropologia e alla critica musicale” (tratto da Treccani.it)

Si segnala:

Giovanni, Piana, L’idea di qualità ghestaltica in von Ehrenfels

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eBook di filosofia: E. Logica e psicologia nella cultura italiana del XIX secolo

Eulero

Emilio Gattico, Logica e psicologia nella cultura italiana del XIX secolo. Un tema di epistemologia genetica: analisi storico-critica della letteratura filosofica minore, Firenze, La Nuova Italia, 1995

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eBook di filosofia: F. Brentano, Psychology from an Empirical Standpoint

Brentano

F. Brentano, Psychology from an Empirical Standpoint

“Nella sua opera principale, Psychologie vom empirischen Standpunkt (2a ed. 1924; trad. it. Psicologia dal punto di vista empirico), Brentano traccia le linee di una psicologia descrittiva come teoria dei fenomeni psichici, distinta da una psicologia genetica e contrapposta alla scienza naturale, scienza dei fenomeni fisici. La caratteristica fondamentale del fenomeno psichico è la sua intenzionalità  (concetto che Brentano riprende dalla scolastica), come direzione a un oggetto, inteso, nella dottrina più matura (cui si connette altresì una critica del linguaggio), come reale o cosa. In base al diverso modo di riferirsi all’oggetto B. distingue tra classi di fenomeni psichici: rappresentazioni, giudizi e relazioni affettive (o fenomeni di odio-amore), sostenendo inoltre l’esistenza di una percezione interiore nettamente distinta dalla cosiddetta osservazione interiore. La teoria della verità, in corrispondenza alle posizioni assunte da B. riguardo alla natura del giudizio, diviene teoria dell’evidenza”.

Il copyright delle opere linkate appartiene ai rispettivi autori. Citandola in questa pagina ci si avvale del principio del fair dealing in quanto la diffusione che ne viene fatta è a fini di critica, recensione, informazione e insegnamento e non ha scopi economici. Gli autori possono comunque e in qualunque momento richiederne la rimozione.

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Risorse bibliografiche e sitografia sulle emozioni

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Se siete interessati alle emozioni e ai loro diversi aspetti (sociali, filosofici e scientifici), vi proponiamo quest’elenco dei principali centri di ricerca sull’argomento:

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eBook di filosofia: C. Cattaneo, Psicologia delle menti associate

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Carlo Cattaneo, Psicologia delle menti associate

Nell’ultimo periodo, dal 1859 al 1866, tenne a Milano, all’Istituto lombardo di scienze e lettere, un ciclo di conferenze sulla Psicologia delle menti associate. In esse, affermando l’impossibilità di distinguere, nella genesi del pensiero, tra la vita intellettuale dell’individuo e il progresso collettivo delle conoscenze, enunciò l’intento di fondare una psicologia sociale come punto intermedio tra la psicologia intesa come studio delle facoltà e l’ideologia della società, intesa come esame dei sistemi di idee già formati. Dopo una lezione introduttiva, Cattaneo affronta i termini di sistema, antitesi, sensazione e analisi, e ne propone una interpretazione collegata alla natura collettiva e storica del pensiero, e del pensiero scientifico in particolare. Nell’Archivio Cattaneo, conservato presso le Civiche Raccolte Storiche di Milano, oltre ai testi manoscritti delle lezioni luganesi e delle conferenze di Milano, inclusi nelle edizioni cattaneane, sono presenti frammenti e appunti diversi, solo in parte editi.

L’elaborazione teorica cattaneana, non confluita in una sintesi compiuta, è stata impropriamente avvicinata dai primi interpreti al positivismo, da cui mantiene notevoli motivi di differenziazione. Definibile come una “filosofia dell’intelligenza” dai tratti originali, essa è stata oggetto nel corso del tempo di rivalutazioni critiche, tra cui si segnalano quelle di Norberto Bobbio, che rappresentano tuttora un punto di riferimento essenziale negli studi dedicati allo scrittore milanese.” (tratta da Aspi, scheda a cura di Mariachiara Fugazza con Bibliografia)

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Comprendre. Archive International pour l’Anthropologie et la Psychopathologie Phénoménologiques: la rivista online di pscicopatologia fenomenologica

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La rivista Comprendre. Archive International pour l’Anthropologie et la Psychopathologie Phénoménologiques  nasce nel 1988 per iniziativa del Prof. Lorenzo Calvi, libero docente in clinica delle malattie nervose e mentali e in psichiatria e primario neurologo ospedaliero, con l’intento di collegare tra loro i vari esponenti dell’antropologia e della psicopatologia fenomenologia e di allargare la conoscenza del loro lavoro ad un uditorio più vasto. Il titolo della Rivista richiama un articolo del filosofo francese Henri Maldiney, Comprendre, comparso in Revue de Métaphysique et de Morale ( 1-2, 1961).

Dal 2008 (numero 16-17-18) la rivista esce anche on-line.

Più che un corpus dottrinario statico e di senso compiuto, Comprendre, in questi anni, ha evidenziato il carattere frastagliato della Psicopatologia fenomenologica, che è divenuta, durante un secolo di contributi, una sorta di mosaico fluido, un eterogeneo amalgama, dentro il quale hanno trovato posto e incrocio diverse prospettive, diverse posizioni. L’opzione di fondo jaspersiana sul comprendere più che sul compreso, e sul pensare in termini psicopatologici, piuttosto che sul pensato, la peculiare natura dell’ atteggiamento fenomenologico e l’ appartenenza al mondo della vita dei fenomeni da cogliere hanno creato la straordinaria geometria variabile dell’orizzonte fenomenologico, anche con il rischio di impostazioni tra di loro apparentemente inconciliabili e comunque irriducibili all’unità.
Ad ogni modo l’etereogenità, la contaminazione, la coesistenza di diversi paradigmi in seno all’orizzonte fenomenologico rappresentano proprio la vivacità di questo orientamento, costellazione, movimento. Ma Comprendre è stata, anche, e forse al di là delle sue intenzioni, la prima nucleazione “cartacea” delle voci di quella che oggi, a pieno diritto, Georges Charbonneau ha definito, in uno degli ultimi numeri della rivista l’ Art du Comprendre (fondata nel 1994 con Philippe Forget) come l’ Ecole Italienne de Psychopathologie Phénoménologique.

In una prima fase la Scuola italiana ha lavorato, dunque, alla traduzione, introduzione e divulgazione del pensiero fenomenologico applicato alla psichiatria. Poi essa ha iniziato a caratterizzarsi per alcune sue peculiarità. Se guardiamo alla letteratura, gli anni di produzione delle scuole nord europee (tedesca, francese, olandese) sono stati quelli a cavallo del Secondo dopoguerra. Gli anni di maggiore produzione della Scuola italiana sono andati, invece, dai Settanta alla fine del Secolo scorso, e hanno trovato, proprio in Comprendre, il loro giusto filo di sutura“. Tratto da La rivista Comprendre

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