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eBook: C.G. Jung, Psychology of the unconscious

Jung

Carl Gustav Jung, Psychology of the unconscious. A study of the transformations and symbolisms of the libido. A contribution to the history of the evolution of though

” La struttura della psiche è in Jung assai complessa. Egli distingue, nell’inconscio, tra un livello personale e un livello collettivo. Nel primo si trovano l’Ombra (la faccia oscura dell’Io, il suo ‘doppio’, in sostanza l’inconscio personale), l’Anima/animus (cioè l’elemento femminile nell’uo­mo o quello maschile nella donna), e i Complessi (insieme di immagini correlate tra loro a forte valenza emotiva: per es., il «complesso materno»). Nel livello collettivo egli colloca invece gli Archetipi: il concetto di archetipo «è derivato dalla ripetuta osservazione che, per es., i miti e le fiabe della letteratura mondiale contengono certi motivi che ritornano sempre e ovunque», motivi che poi si ritrovano nei sogni e nelle allucinazioni degli individui. Sono una sorta di forme a priori della psiche, che predispongono l’individuo a formare certe immagini e a vivere determinate situazioni (l’Avversario, il Terrore, l’Unione, l’Inizio, il Sé e così via). Sul piano della coscienza, invece, Jung distingue tra l’Io e la Persona (l’insieme dei ‘ruoli’, una sorta di ‘maschere’, che l’individuo deve as­sumere per adattarsi al mondo esterno). Se l’Io e l’Ombra sono strutture di identità, Persona e Anima/animus sono strutture relazionali (servono a mediare il rapporto, rispettivamente, con il mondo interiore e quello esterno), mentre Com­plessi e Archetipi sono strutture generali” (tratto da Treccani.it)

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eBook di filosofia: Christian von Ehrenfels, On Gestalt qualities

Christian Freiherr von Ehrenfels

Christian von Ehrenfels, On Gestalt qualities

Traduzione in inglese di Cristian von Ehrenfels, Über Gestaltqualitäten. Vierteljahresschr. für Philosophie, 14, 1890, pp. 249-292

“Allievo di A. Meinong e di F. Brentano, oltre ad una concezione psicologica del valore (System der Werttheorie, 189798), ha elaborato in due saggi Über Fühlen und Wollen (1888) e Über Gestaltqualitäten (1890) una sua originale teoria delle “qualità formali”, ponendo le basi della psicologia della Gestalt. E. distingueva nella rappresentazione gli stimoli in quanto contenuto della rappresentazione, dall’atto mentale di orientamento e strutturazione di tali stimoli. Le Gestalten (forme spaziali, strutture ritmiche, melodie) sarebbero forme particolari, irriducibili alla semplice somma delle qualità sensibili, ed esprimenti rapporti caratteristici tra una certa serie di dati sensoriali che sola è in grado di permettere la rappresentazione dell’oggetto come totalità unificata e individuale. Trasferitosi a Praga (1896) come professore, estese i suoi interessi all’antropologia e alla critica musicale” (tratto da Treccani.it)

Si segnala:

Giovanni, Piana, L’idea di qualità ghestaltica in von Ehrenfels

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eBook di filosofia: E. Logica e psicologia nella cultura italiana del XIX secolo

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Emilio Gattico, Logica e psicologia nella cultura italiana del XIX secolo. Un tema di epistemologia genetica: analisi storico-critica della letteratura filosofica minore, Firenze, La Nuova Italia, 1995

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Risorse bibliografiche e sitografia sulle emozioni

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Se siete interessati alle emozioni e ai loro diversi aspetti (sociali, filosofici e scientifici), vi proponiamo quest’elenco dei principali centri di ricerca sull’argomento:

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eBook di filosofia: C. Cattaneo, Psicologia delle menti associate

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Carlo Cattaneo, Psicologia delle menti associate

Nell’ultimo periodo, dal 1859 al 1866, tenne a Milano, all’Istituto lombardo di scienze e lettere, un ciclo di conferenze sulla Psicologia delle menti associate. In esse, affermando l’impossibilità di distinguere, nella genesi del pensiero, tra la vita intellettuale dell’individuo e il progresso collettivo delle conoscenze, enunciò l’intento di fondare una psicologia sociale come punto intermedio tra la psicologia intesa come studio delle facoltà e l’ideologia della società, intesa come esame dei sistemi di idee già formati. Dopo una lezione introduttiva, Cattaneo affronta i termini di sistema, antitesi, sensazione e analisi, e ne propone una interpretazione collegata alla natura collettiva e storica del pensiero, e del pensiero scientifico in particolare. Nell’Archivio Cattaneo, conservato presso le Civiche Raccolte Storiche di Milano, oltre ai testi manoscritti delle lezioni luganesi e delle conferenze di Milano, inclusi nelle edizioni cattaneane, sono presenti frammenti e appunti diversi, solo in parte editi.

L’elaborazione teorica cattaneana, non confluita in una sintesi compiuta, è stata impropriamente avvicinata dai primi interpreti al positivismo, da cui mantiene notevoli motivi di differenziazione. Definibile come una “filosofia dell’intelligenza” dai tratti originali, essa è stata oggetto nel corso del tempo di rivalutazioni critiche, tra cui si segnalano quelle di Norberto Bobbio, che rappresentano tuttora un punto di riferimento essenziale negli studi dedicati allo scrittore milanese.” (tratta da Aspi, scheda a cura di Mariachiara Fugazza con Bibliografia)

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Comprendre. Archive International pour l’Anthropologie et la Psychopathologie Phénoménologiques: la rivista online di pscicopatologia fenomenologica

comprendre

La rivista Comprendre. Archive International pour l’Anthropologie et la Psychopathologie Phénoménologiques  nasce nel 1988 per iniziativa del Prof. Lorenzo Calvi, libero docente in clinica delle malattie nervose e mentali e in psichiatria e primario neurologo ospedaliero, con l’intento di collegare tra loro i vari esponenti dell’antropologia e della psicopatologia fenomenologia e di allargare la conoscenza del loro lavoro ad un uditorio più vasto. Il titolo della Rivista richiama un articolo del filosofo francese Henri Maldiney, Comprendre, comparso in Revue de Métaphysique et de Morale ( 1-2, 1961).

Dal 2008 (numero 16-17-18) la rivista esce anche on-line.

Più che un corpus dottrinario statico e di senso compiuto, Comprendre, in questi anni, ha evidenziato il carattere frastagliato della Psicopatologia fenomenologica, che è divenuta, durante un secolo di contributi, una sorta di mosaico fluido, un eterogeneo amalgama, dentro il quale hanno trovato posto e incrocio diverse prospettive, diverse posizioni. L’opzione di fondo jaspersiana sul comprendere più che sul compreso, e sul pensare in termini psicopatologici, piuttosto che sul pensato, la peculiare natura dell’ atteggiamento fenomenologico e l’ appartenenza al mondo della vita dei fenomeni da cogliere hanno creato la straordinaria geometria variabile dell’orizzonte fenomenologico, anche con il rischio di impostazioni tra di loro apparentemente inconciliabili e comunque irriducibili all’unità.
Ad ogni modo l’etereogenità, la contaminazione, la coesistenza di diversi paradigmi in seno all’orizzonte fenomenologico rappresentano proprio la vivacità di questo orientamento, costellazione, movimento. Ma Comprendre è stata, anche, e forse al di là delle sue intenzioni, la prima nucleazione “cartacea” delle voci di quella che oggi, a pieno diritto, Georges Charbonneau ha definito, in uno degli ultimi numeri della rivista l’ Art du Comprendre (fondata nel 1994 con Philippe Forget) come l’ Ecole Italienne de Psychopathologie Phénoménologique.

In una prima fase la Scuola italiana ha lavorato, dunque, alla traduzione, introduzione e divulgazione del pensiero fenomenologico applicato alla psichiatria. Poi essa ha iniziato a caratterizzarsi per alcune sue peculiarità. Se guardiamo alla letteratura, gli anni di produzione delle scuole nord europee (tedesca, francese, olandese) sono stati quelli a cavallo del Secondo dopoguerra. Gli anni di maggiore produzione della Scuola italiana sono andati, invece, dai Settanta alla fine del Secolo scorso, e hanno trovato, proprio in Comprendre, il loro giusto filo di sutura“. Tratto da La rivista Comprendre

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Dialogues in Philosophy, Mental and Neuro Science: rivista online

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Dialogues in Philosophy, Mental and Neuro Sciences  è la rivista ufficiale dell’associazione “Crossing Dialogues” che si propone di promuovere scambi e dibattiti nell’ambito della filosofia della psicopatologia e dei campi disciplinari affini (psicologia, psichiatria, scienze cognitive, neuroscienza, epistemologia, filosofia della mente, fenomenologia, filosofia della medicina, filosofia del linguaggio, semiotica, sociologia, antropologia, etica e studi multiculturali).

La rivista è open-access e accetta contributi valutati dal comitato di redazione.

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Classics in the History of Psychology: biblioteca digitale di psicologia

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Vi segnaliamo Classics in the History of Psychology, la biblioteca digitale curata da Christopher D. Green,  docente di Storia della psicologia presso l’Università York di Toronto, che contiente i testi classici di psicologia.

Potete fare sia delle ricerche testuali in tutti i testi, sia scorrere l’elenco delle opere digitalizzate per autore o per topic (suddivisione cronologica e tematica per gli autori del Novecento)

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Risorse bibliografiche su Carlo Stumpf

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Carlo Stumpf, filosofo e psicologo tedesco, è stato una delle figure di maggior rilievo della scuola di Brentano. Fu maestro di Edmund Husserl e Aron Gurwitsch, relatore della tesi di dottorato di Robert Musil e fondatore della scuola di Berlino (Max Wertheimer, Kurt Koffka, Wolfgang Köhler).

Nel sito del Carlo Stumpf Gesellschaft trovate la bibliografia primaria delle opere del filosofo e una selezione di quella secondaria dei testi sul pensatore dal 1990 ad oggi.

Nel Virtual Laboratory  dell’Istituto Max Planck di Berlino inoltre è possibile visionare articoli e manoscritti della ricerca di Stumpf nel campo della psicologia del suono.

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Rivista Internazionale di Filosofia e Psicologia (RiFP)

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Rivista Internazionale di Filosofia e Psicologia (RiFP) è un periodico open-access (a revisione paritaria) che si propone come luogo di riflessione critica sui nessi che legano reciprocamente la ricerca filosofica e quella psicologica.

RIFP promuove una pratica teorica aperta, critica, laica, antidogmatica, interdisciplinare e interculturale, che non considera filosofia e psicologia come due forme di sapere chiuse e ripiegate su se stesse, ma come due direzioni di ricerca reciprocamente intersecantisi in virtù del loro comune oggetto d’indagine: la condizione umana, intesa come complesso di relazioni intrasoggettive, intersoggettive e ambientali.

RIFP ospita contributi di natura teorica, critico-comparativa ed empirica aventi come oggetto la mente umana e il comportamento, con particolare attenzione per i processi cognitivi, emotivi e motivazionali; i fondamenti della teoria della conoscenza; la genesi dell’intersoggettività e delle relazioni etiche e sociali; il rapporto tra umano e non-umano; la genesi delle culture e la riproduzione dei processi culturali ; l’origine del campo della “anomalia” e del “patologico”, anche alla luce delle recenti scoperte compiute nei campi delle neuroscienze, delle scienze cognitive, della biologia e della genetica.

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