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eBook di filosofia: E. Logica e psicologia nella cultura italiana del XIX secolo

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Emilio Gattico, Logica e psicologia nella cultura italiana del XIX secolo. Un tema di epistemologia genetica: analisi storico-critica della letteratura filosofica minore, Firenze, La Nuova Italia, 1995

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eBook di filosofia: F. Brentano, Psychology from an Empirical Standpoint

Brentano

F. Brentano, Psychology from an Empirical Standpoint

“Nella sua opera principale, Psychologie vom empirischen Standpunkt (2a ed. 1924; trad. it. Psicologia dal punto di vista empirico), Brentano traccia le linee di una psicologia descrittiva come teoria dei fenomeni psichici, distinta da una psicologia genetica e contrapposta alla scienza naturale, scienza dei fenomeni fisici. La caratteristica fondamentale del fenomeno psichico è la sua intenzionalità  (concetto che Brentano riprende dalla scolastica), come direzione a un oggetto, inteso, nella dottrina più matura (cui si connette altresì una critica del linguaggio), come reale o cosa. In base al diverso modo di riferirsi all’oggetto B. distingue tra classi di fenomeni psichici: rappresentazioni, giudizi e relazioni affettive (o fenomeni di odio-amore), sostenendo inoltre l’esistenza di una percezione interiore nettamente distinta dalla cosiddetta osservazione interiore. La teoria della verità, in corrispondenza alle posizioni assunte da B. riguardo alla natura del giudizio, diviene teoria dell’evidenza”.

Il copyright delle opere linkate appartiene ai rispettivi autori. Citandola in questa pagina ci si avvale del principio del fair dealing in quanto la diffusione che ne viene fatta è a fini di critica, recensione, informazione e insegnamento e non ha scopi economici. Gli autori possono comunque e in qualunque momento richiederne la rimozione.

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Risorse bibliografiche e sitografia sulle emozioni

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Se siete interessati alle emozioni e ai loro diversi aspetti (sociali, filosofici e scientifici), vi proponiamo quest’elenco dei principali centri di ricerca sull’argomento:

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eBook di filosofia: C. Cattaneo, Psicologia delle menti associate

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Carlo Cattaneo, Psicologia delle menti associate

Nell’ultimo periodo, dal 1859 al 1866, tenne a Milano, all’Istituto lombardo di scienze e lettere, un ciclo di conferenze sulla Psicologia delle menti associate. In esse, affermando l’impossibilità di distinguere, nella genesi del pensiero, tra la vita intellettuale dell’individuo e il progresso collettivo delle conoscenze, enunciò l’intento di fondare una psicologia sociale come punto intermedio tra la psicologia intesa come studio delle facoltà e l’ideologia della società, intesa come esame dei sistemi di idee già formati. Dopo una lezione introduttiva, Cattaneo affronta i termini di sistema, antitesi, sensazione e analisi, e ne propone una interpretazione collegata alla natura collettiva e storica del pensiero, e del pensiero scientifico in particolare. Nell’Archivio Cattaneo, conservato presso le Civiche Raccolte Storiche di Milano, oltre ai testi manoscritti delle lezioni luganesi e delle conferenze di Milano, inclusi nelle edizioni cattaneane, sono presenti frammenti e appunti diversi, solo in parte editi.

L’elaborazione teorica cattaneana, non confluita in una sintesi compiuta, è stata impropriamente avvicinata dai primi interpreti al positivismo, da cui mantiene notevoli motivi di differenziazione. Definibile come una “filosofia dell’intelligenza” dai tratti originali, essa è stata oggetto nel corso del tempo di rivalutazioni critiche, tra cui si segnalano quelle di Norberto Bobbio, che rappresentano tuttora un punto di riferimento essenziale negli studi dedicati allo scrittore milanese.” (tratta da Aspi, scheda a cura di Mariachiara Fugazza con Bibliografia)

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Comprendre. Archive International pour l’Anthropologie et la Psychopathologie Phénoménologiques: la rivista online di pscicopatologia fenomenologica

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La rivista Comprendre. Archive International pour l’Anthropologie et la Psychopathologie Phénoménologiques  nasce nel 1988 per iniziativa del Prof. Lorenzo Calvi, libero docente in clinica delle malattie nervose e mentali e in psichiatria e primario neurologo ospedaliero, con l’intento di collegare tra loro i vari esponenti dell’antropologia e della psicopatologia fenomenologia e di allargare la conoscenza del loro lavoro ad un uditorio più vasto. Il titolo della Rivista richiama un articolo del filosofo francese Henri Maldiney, Comprendre, comparso in Revue de Métaphysique et de Morale ( 1-2, 1961).

Dal 2008 (numero 16-17-18) la rivista esce anche on-line.

Più che un corpus dottrinario statico e di senso compiuto, Comprendre, in questi anni, ha evidenziato il carattere frastagliato della Psicopatologia fenomenologica, che è divenuta, durante un secolo di contributi, una sorta di mosaico fluido, un eterogeneo amalgama, dentro il quale hanno trovato posto e incrocio diverse prospettive, diverse posizioni. L’opzione di fondo jaspersiana sul comprendere più che sul compreso, e sul pensare in termini psicopatologici, piuttosto che sul pensato, la peculiare natura dell’ atteggiamento fenomenologico e l’ appartenenza al mondo della vita dei fenomeni da cogliere hanno creato la straordinaria geometria variabile dell’orizzonte fenomenologico, anche con il rischio di impostazioni tra di loro apparentemente inconciliabili e comunque irriducibili all’unità.
Ad ogni modo l’etereogenità, la contaminazione, la coesistenza di diversi paradigmi in seno all’orizzonte fenomenologico rappresentano proprio la vivacità di questo orientamento, costellazione, movimento. Ma Comprendre è stata, anche, e forse al di là delle sue intenzioni, la prima nucleazione “cartacea” delle voci di quella che oggi, a pieno diritto, Georges Charbonneau ha definito, in uno degli ultimi numeri della rivista l’ Art du Comprendre (fondata nel 1994 con Philippe Forget) come l’ Ecole Italienne de Psychopathologie Phénoménologique.

In una prima fase la Scuola italiana ha lavorato, dunque, alla traduzione, introduzione e divulgazione del pensiero fenomenologico applicato alla psichiatria. Poi essa ha iniziato a caratterizzarsi per alcune sue peculiarità. Se guardiamo alla letteratura, gli anni di produzione delle scuole nord europee (tedesca, francese, olandese) sono stati quelli a cavallo del Secondo dopoguerra. Gli anni di maggiore produzione della Scuola italiana sono andati, invece, dai Settanta alla fine del Secolo scorso, e hanno trovato, proprio in Comprendre, il loro giusto filo di sutura“. Tratto da La rivista Comprendre

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Dialogues in Philosophy, Mental and Neuro Science: rivista online

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Dialogues in Philosophy, Mental and Neuro Sciences  è la rivista ufficiale dell’associazione “Crossing Dialogues” che si propone di promuovere scambi e dibattiti nell’ambito della filosofia della psicopatologia e dei campi disciplinari affini (psicologia, psichiatria, scienze cognitive, neuroscienza, epistemologia, filosofia della mente, fenomenologia, filosofia della medicina, filosofia del linguaggio, semiotica, sociologia, antropologia, etica e studi multiculturali).

La rivista è open-access e accetta contributi valutati dal comitato di redazione.

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Classics in the History of Psychology: biblioteca digitale di psicologia

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Vi segnaliamo Classics in the History of Psychology, la biblioteca digitale curata da Christopher D. Green,  docente di Storia della psicologia presso l’Università York di Toronto, che contiente i testi classici di psicologia.

Potete fare sia delle ricerche testuali in tutti i testi, sia scorrere l’elenco delle opere digitalizzate per autore o per topic (suddivisione cronologica e tematica per gli autori del Novecento)

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Risorse bibliografiche su Carlo Stumpf

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Carlo Stumpf, filosofo e psicologo tedesco, è stato una delle figure di maggior rilievo della scuola di Brentano. Fu maestro di Edmund Husserl e Aron Gurwitsch, relatore della tesi di dottorato di Robert Musil e fondatore della scuola di Berlino (Max Wertheimer, Kurt Koffka, Wolfgang Köhler).

Nel sito del Carlo Stumpf Gesellschaft trovate la bibliografia primaria delle opere del filosofo e una selezione di quella secondaria dei testi sul pensatore dal 1990 ad oggi.

Nel Virtual Laboratory  dell’Istituto Max Planck di Berlino inoltre è possibile visionare articoli e manoscritti della ricerca di Stumpf nel campo della psicologia del suono.

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Rivista Internazionale di Filosofia e Psicologia (RiFP)

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Rivista Internazionale di Filosofia e Psicologia (RiFP) è un periodico open-access (a revisione paritaria) che si propone come luogo di riflessione critica sui nessi che legano reciprocamente la ricerca filosofica e quella psicologica.

RIFP promuove una pratica teorica aperta, critica, laica, antidogmatica, interdisciplinare e interculturale, che non considera filosofia e psicologia come due forme di sapere chiuse e ripiegate su se stesse, ma come due direzioni di ricerca reciprocamente intersecantisi in virtù del loro comune oggetto d’indagine: la condizione umana, intesa come complesso di relazioni intrasoggettive, intersoggettive e ambientali.

RIFP ospita contributi di natura teorica, critico-comparativa ed empirica aventi come oggetto la mente umana e il comportamento, con particolare attenzione per i processi cognitivi, emotivi e motivazionali; i fondamenti della teoria della conoscenza; la genesi dell’intersoggettività e delle relazioni etiche e sociali; il rapporto tra umano e non-umano; la genesi delle culture e la riproduzione dei processi culturali ; l’origine del campo della “anomalia” e del “patologico”, anche alla luce delle recenti scoperte compiute nei campi delle neuroscienze, delle scienze cognitive, della biologia e della genetica.

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William James Studies: la rivista online dedicata a William James

William James Studies è la rivista online edita dalla William James Society dedicata alla figura e all’opera dell’iniziatore dell’empirismo radicale.

Vi segnaliamo inoltre la versione web della ricca e interessante mostra “Life is in the transitions”: William James, 1842-1910 tenutasi presso la Hougthon Library dell’Università di Harvard curata dalla Prof.ssa  Linda Simon.

“The eight display cases in the exhibition reveal a complex, brilliant, lovable, fallible character searching for answers to life’s most pressing questions. They also show a man continually striving to be understood, to bring a bright clarity of thought and meaning to his ideas and work, and to find his place in the world. The show explores James’ eclectic mix of interests and intellectual pursuits: his early passion for art; his excursion to Brazil with the famed naturalist Louis Agassiz; his time at Harvard as a medical student and teacher; his interest in the metaphysical; his exploration of religion; and his great philosophical writings. […] Culling through the works, Simon chose to highlight the crossroads in James’ life that reveal how his changing interests, attitudes, emotions, and opportunities molded his personality and shaped his professional career and intellectual pursuits.[…] The first case reveals James’ desire to become an artist, much to the dismay of his father, who frowned on the prospect. In a letter written to his parents around 1860, James pleads with them to explain “the reasons why I should not be an artist.” The same display includes a series of sketches by the talented James. In one of his most famous drawings, which shadows his own struggles with depression, a man sits in a chair with his head bowed under the words “Here I And Sorrow Sit.” In another case, James’ diary offers up some of the scholar’s deepest feelings about his depression. A close inspection of the book reveals that some pages have been carefully cut out, perhaps by the family, in an effort to shield the most intimate side of the scholar from curious eyes. The exhibit includes information on James’ 34-year teaching career at Harvard, which encompassed subjects as diverse as anatomy and physiology, natural history, psychology and philosophy. Letters in the exhibition shed light on his family ties, his struggles to declare his love for his eventual wife Alice, his close connection to his brother Henry, and the loving but often professionally critical nature of their relationship. Early versions of his essays “Pragmatism” and “The Moral Equivalent of War” are also on view. The reworked manuscripts, replete with lines deleted, copious notes, and inserted words, offer important insights into “the way James’ mind was working.”

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