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eBook di filosofia: Aristotele, De coloribus

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Aristotele, On Colorous (De coloribus): trad. in inglese e testo greco

Sul colore degli oggetti esiste una breve opera antica, l’unica dedicata esclusivamente al colore, che si è conservata integralmente ed è stata letta dai pittori e saggisti medievali attirando anche l’attenzione di Goethe, che l’ha tradotta in tedesco nella sua Farbenlehre.

L’opera, il cui titolo è Sui colori (in latino De Coloribus) è stata per molto tempo attribuita ad Aristotele, ma in età moderna è stata avanzata l’ipotesi che l’autore sia uno dei successori di Aristotele alla guida del Peripato, Teofrasto o Stratone. Il testo greco è stato pubblicato per la prima volta dallo stampatore ed editore Aldo Manuzio nel 1497 a Venezia, ed è stato tradotto dal greco al latino nel Medioevo. L’opera è stata letta anche da Leonardo da Vinci che pare abbia basato la propria teoria del colore almeno in parte su di essa.

L’impostazione del trattato in sei capitoli non è sistematica ma prevalentemente espositiva e illustrativa di alcuni fenomeni osservati del colore degli oggetti. Goethe ha dato questi titoli ai sei capitoli:

  1. I colori elementari, bianco, giallo e nero
  2. I colori intermedi, ovvero i colori mescolati
  3. L’indeterminazione del colore
  4. I colori artificiali
  5. Il colore delle piante e le loro trasformazioni mediante cottura
  6. Il colore di peli, piume e pelli

Nel primo capitolo l’autore nomina i colori “semplici” bianco, giallo e nero e li associa ai quattro elementi fondamentali. Diversamente dai precedenti scritti aristotelici, il bianco è associato all’aria, all’acqua e alla terra non tinta, il giallo è associato al fuoco e al sole, il nero è associato al mutamento degli elementi.

Nel secondo capitolo sono citate le mescolanze di colori semplici, dai quali derivano tutti gli altri colori. In questo caso si tratta però di mescolanze di luci e non di mescolanze per giustapposizione, sovrapposizione e complete elencate in Del senso e dei sensibili. In questo caso i colori citati sono il rosso, il viola, il grigio, il bruno. Tratta poi del colore del piumaggio degli uccelli e del colore apparente del mare e del cielo, riprendendo implicitamente le idee di Aristotele sulla mutabilità del colore delle cose indefinite:

Si ha il viola livido e brillante quando i raggi del sole si mescolano, deboli, col bianco pallido e velato. È per questo stesso motivo che l’aria prende talora di purpureo a levante e a ponente, quando il sole sorge e tramonta: allora i suoi raggi, particolarmente deboli, colpiscono l’aria scura.
Anche il mare tende al purpureo, quando le onde si alzano e la parte dell’onda che si inarca è in ombra, perché i raggi del sole colpiscono debolmente questa parte inclinata, e fanno sì che appaia il colore viola.
[Pseudo-Aristotele Sui colori] 2

Il quarto capitolo tratta dei coloranti naturali: fiori, radici, cortecce, foglie, frutti. Il viola si ottiene coi succhi secreti dal murice e per alcuni coloranti occorre un mordente. Il quinto e sesto capitolo trattano della mutevolezza del colore con il passare del tempo e delle condizioni ambientali. La maturazione e la mancanza di acqua tendono a modificare il colore verso il bianco, l’umidità e l’acqua verso il nero.

In un altro punto ancora distingue tra mescolanza additiva e sottrattiva.

In un altro punto significativo l’autore osserva che ogni luce è qualitativamente diversa da ogni altra (sole, luna, fuoco, lanterne) ed è modificata cromaticamente dagli oggetti dai quali è riflessa.” (tratto da Le dottrine del colore di Aristotele di Boscarol)

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eBook di filosofia: Platone, Lettera VII

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Platone, Lettera VII (in italiano)

Platone, Lettera VII (testo greco e traduzione in inglese)

“Nella VII lettera: un testo ritenuto autentico dalla maggior parte degli interpreti, Platone – a differenza che nei dialoghi – parla di sé in prima persona. E racconta che il tiranno siracusano Dionisio il giovane aveva messo per iscritto quanto udito da lui, presentandolo come proprio.

Su questo non c’è né mai ci sarà nessuna mia composizione scritta (syngramma); perché non si tratta affatto di qualcosa di dicibile (reton) come gli altri oggetti di apprendimento (mathemata), ma di qualcosa che d’un tratto viene ad essere nell’anima e si nutre di sé stesso, dopo una lunga comunione (synousia) e convivenza con la cosa, come luce che s’accende da una scintilla di fuoco. (341c)

Platone prosegue affermando che se avesse pensato che questo potesse essere scritto (graptea) in maniera adeguata per la moltitudine e fosse dicibile (reta), lo avrebbe fatto egli stesso. (341d)

…ma non ritengo che un tale tentativo (epicheiresis) sia un bene per gli uomini, se non per quei pochi che sono capaci di scoprirlo da sé con una piccola indicazione; quanto ai rimanenti, alcuni li riempirebbe di un disdegno non appropriato né intonato, altri di presunzione altezzosa e vuota, come se avessero appreso chissà quale mistero. (341e)

Platone non critica solo l’inadeguatezza della scrittura, ma anche quella della parola parlata. Questi passi della VII lettera non trattano della superiorità di una dottrina orale, esoterica, rispetto a una dottrina scritta, essoterica, ma della questione più generale della comunicazione del sapere.

Conoscere non significa mettere le mani su alcune nozioni, alla maniera del giovane tiranno siracusano, e proclamarle proprie; è una disciplina mentale ed esistenziale, un habitus di ricerca. Proprio perché questo habitus non può essere trasmesso meccanicamente, abbiamo il problema della sua comunicazione.” (tratto da “Bollettino telematico di filosofia politica“)

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eBook di filosofia: Aristotele, Metaphysics

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Aristotele, Metaphysics

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Cinema & filosofia: Il banchetto di Platone

Il banchetto di Platone è il film per la televisione francese del 1988, diretto da Marco Ferreri e tratto dal Simposio, dialogo di Platone.

“Con gli sceneggiatori Monique Canto e Radu Mihaileanu, Ferreri traspone uno dei dialoghi platonici abbassandone il tono con spunti prosaici e ribaltandone il senso: l’amore, esaltato da Socrate come “possesso perpetuo del bene”, passa per il corpo, non più per l’anima e diventa istinto naturale per la procreazione in cui la donna è egemone” (da MyMovies)

*Il copyright di quest’opera appartiene ai rispettivi autori. Citandola in questa pagina ci si avvale del principio del fair dealing in quanto la diffusione che ne viene fatta è a fini di critica, recensione, informazione e insegnamento e non ha scopi economici. Gli autori possono comunque e in qualunque momento richiederne la rimozione.

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eBook di filosofia: Platone, Il Simposio

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Platone, Il Simposio (solo traduzione italiana)

Platone, Il Simposio (testo greco e traduzione in inglese)

Maria Chiara Pievatolo, Il Simposio di Platone

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Revue d’ Etudes Augustiniennes et Patristiques

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Sul portale I-Revues trovate la digitalizzazione di una parte consistente dei numeri della rivista Revue d’ Etudes Augustiniennes et Patristiques (dal 1955 al 2002).

Si tratta della rivista semestrale dedicata sia al pensiero di Agostino e all’agostinismo sia in generale alla tarda antichità (patristica e letteratura greca e latina) e alla storia antica del Cristianesimo e dell’Africa del Nord.

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eBook di filosofia: Agostino, Le Confessioni

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Agostino, Le Confessioni (trad. di Carlo Carena)

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Le Confessioni di Agostino: testo e commento online

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Nel sito dedicato ad Agostino curato da James J. O’Donnell, potete trovare la versione online delle Confessioni curata dallo stesso O’Donnell e pubblicata nel 1992.

Si tratta del testo latino e del commento presente in ogni capitolo e in tutte le sezioni del testo. C’è anche la possibilità di fare ricerche testuali.

Each book of the text has a link to introductory commentary on that book, and each section of the text has a link to detailed comments on the section. Links within the commentary connect not only to the section of text directly being annotated, but also to other parts of the text and commentary. Footnotes in the commentary appear at the end of each book; the footnote numbers are links from the commentary text to the footnote and from the footnote text back to the com mentary. Where possible, links have been provided to the texts of classical works and Biblical passages cited in the commentary. Links at the end of each book of the text and commentary allow navigation to the next book or the previous one of text, comm entary, or both together“.

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Augustinus-Sekundärliteraturdatenbank: la bibliografia su Agostino

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Davvero ricchissima è la banca dati bibliografica Augustinus-Sekundärliteraturdatenbank, che riporta le segnalazioni di testi, articoli e saggi nelle principali lingue, con ampio spazio per quelle in italiano, su Agostino. Sebbene l’interfaccia sia disponibile solo in tedesco, la consultazione è piuttosto semplice. Si può effettuare una ricerca per autore, titolo, riferimenti bibliografici, per parole chiave (Referenzen) o a testo libero su tutti i campi indicizzati.

La bibliografia è curata dal Zentrum für Augustinus-Forschung di Würzburg che segue anche l’altro progetto: Bibliographie des Augustinus-Lexikons, la bibliografia del Lexikon su Agostino che, una volta completa, dovrebbe comprendere oltre 1200 lemmi sul pensiero, la vita e l’opera di Sant’Agostino.

 

 

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