Archivi tag: Schopenhauer

eBook di filosofia: R. Visone, «He lived a long life doing profession of pessimism»: Michelstaedter vs Schopenhauer

Michaelstader

Roberta Visone, «He lived a long life doing profession of pessimism»: Michelstaedter vs Schopenhauer

“Tra le fonti del pensatore goriziano Carlo Michelstaedter, morto suicida a ventitré anni nel 1910 dopo aver ultimato la stesura della sua tesi di laurea sui «concetti di persuasione e di rettorica in Platone e Aristotele», un ruolo di rilievo va riconosciuto ad Arthur Schopenhauer. Non solo La persuasione e la rettorica, data alle stampe nel 1913, ma anche l’ampio corpus di appunti e scritti privati del giovane filosofo, ancora in parte inediti, testimoniano la profonda influenza che il sistema schopenhaueriano esercitò sulle due categorie polari intorno alle quali si struttura la meditazione di Michelstaedter.

Il saggio di Roberta Visone muove da una costatazione in apparenza contraddittoria con questo rilievo, ovvero dall’assenza di un riscontro immediato di tale influenza negli scritti michelstaedteriani. Citato raramente, Schopenhauer è oggetto di una severa critica da parte del Goriziano, che l’addita come colui che, lungi dal trarre le conseguenze ultime del suo “pensiero principale”, «visse tutta una lunga vita a fare professione di pessimismo». Roberta Visone scandaglia lucidamente il senso profondo di tale giudizio che ella legge come espressione della raggiunta autonomia della nozione di «persuasione» dalla noluntas schopenhaueriana. Ciò sullo sfondo di una peculiare idea di «pessimismo» che si radica nell’interpretazione michelstaedteriana della filosofia greca, di Parmenide, di Platone e del «rettorico» Aristotele, variazione originalissima di un tema già proprio del giovane Nietzsche. Nella critica alla «professione di pessimismo» del filosofo di Danzica si riverbera dunque, secondo l’autrice, la più generale condanna di Michelstaedter nei confronti di ogni retorica scientifica o filosofica, di ogni sapere che aspiri ad attingere presunti «assoluti», quasi che la ricerca delle verità ultime non fosse destinata a germogliare inevitabilmente, al pari di ogni altra espressione della nostra vitalità, sul terreno della dolorosa «insufficienza» della condizione umana” (dalla Prefazione di Edoardo Massimilla)

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in eBook di Filosofia, Filosofia contemporanea

eBook di filosofia: A. Schopenhauer, Pagine scelte. Scritti sull’amore e sulla morte

Schopenauer1

Arthur Schopenhauer, Pagine scelte. Scritti sull’amore e sulla morte

1 Commento

Archiviato in eBook di Filosofia, Filosofia contemporanea

eBook di filosofia: A. Schopenhauer, Saggio sul libero arbitrio

Schopenauer1

Arthur Schopenhauer, Saggio sul libero arbitrio

“Nel Saggio sul libero arbitrio (1840) compreso nei Due problemi fondamentali dell’etica, Schopenhauer si era già pronunziato recisamente contro una libertà intesa come liberun arbitrium indifferentiae. Nello stesso tempo aveva, interpretando a suo modo la dottrina di Kant, riconosciuto la libertà dell’essenza noumenica o intellegibile dell’uomo. A questa soluzione egli si attiene anche nella sua opera principale. Il fenomeno, ogni fenomeno, è sottoposto a una delle forme del principio di ragione; dunque è necessità. Ma il noumeno è al di fuori di quelle forme; dunque è libertà, ed è libertà nel senso più vasto ed esteso, è libertà come onnipotenza. Onnipotente è dunque la volontà in sé, il noumeno di tutte le cose e perciò pure dell’uomo. Ma l’uomo è soltanto un fenomeno della volontà, la quale in sé è una e indivisibile; come può dunque essere libero? Schopenhauer distingue il carattere empirico dell’uomo che è puro fenomeno e quindi necessario e determinato, e il carattere intelligibile, che è un atto di volontà fuori del tempo e quindi indivisibile e immutabile. Il carattere intelligibile si manifesta nelle azioni e determina la sostanza del carattere empirico; ma neppure esso è in potere dell’uomo, perché non è l’uomo a sceglierlo, ma la volontà lo sceglie per lui Al carattere intelligibile e al carattere empirico si aggiunge poi il carattere acquisito, che si forma vivendo, con l’uso del mondo, e consiste nell’astratta e chiara consapevolezza del proprio carattere empirico. In tutto questo, ancora non c’è traccia di libertà. Eppure la volontà è in se stessa libera, e può promuovere nell’uomo e per l’uomo la sua propria liberazione. Ciò accade soltanto nell’atto in cui la volontà stessa perviene “alla piena coscienza di sé, alla chiara ed esauriente conoscenza del suo proprio essere, quale si rispecchia nel mondo”. Ma come questa coscienza della volontà, questa sua autoconoscenza o autoggettivazione, che non può essere che il prodotto della volontà stessa, possa annullare o bloccare la volontà onnipotente, è cosa che Schopenhauer non si ferma a spiegare.” (tratto da learningsources) 

Lascia un commento

Archiviato in eBook di Filosofia, Filosofia contemporanea

eBook di filosofia: U. App, Arthur Schopenhauer and China

Schopenhauer3

Urs App, Arthur Schopenhauer and China: a Sino-Platonic Love Affair

Lascia un commento

Archiviato in eBook di Filosofia, Filosofia contemporanea

eBook di filosofia: A. Schopenhauer, I due problemi fondamentali dell’etica

Schopenauer1

Arthur Schopenhauer, I due problemi fondamentali dell’etica

“Stabilitosi a Francoforte sul Meno, nel 1836 pubblicò Über den Willen in der Natur (trad. it. La volontà della natura) e tre anni dopo, partecipando a un concorso indetto dall’Accademia di Trondheim, ottenne il primo riconoscimento ufficiale con lo scritto Über die Freiheit des menschlichen Willens (trad. it. La libertà del volere umano), che nel 1841 ripubblicò assieme al saggio Über das Fundament der Moral (trad. it. Il fondamento della morale) in un volume dal titolo Die beiden Grundprobleme der Ethik (trad. it. I due problemi fondamentali dell’etica)” (tratto da Treccani.it)

Lascia un commento

Archiviato in eBook di Filosofia, Filosofia moderna, Filosofia morale

eBook di filosofia: G. Piana, Teoria del sogno e dramma musicale. La metafisica della musica di Schopenhauer

Piana

Giovanni Piana, Teoria del sogno e dramma musicale. La metafisica della musica di Schopenhauer

Lascia un commento

Archiviato in eBook di Filosofia, Filosofia della musica, Uncategorized

eBook di filosofia: G. Piana, Commenti a Schopenhauer

HD_ArthurSchopenhauer

Giovanni Piana, Commenti a Schopenhauer

1 Commento

Archiviato in eBook di Filosofia, Filosofia contemporanea

eBook di filosofia: G. Invernizzi, Il pessimismo tedesco dell’Ottocento. Schopenhauer, Hartmann, Bahnsen e Mainländer e i loro avversari

images

Giuseppe Invernizzi, Il pessimismo tedesco dell’Ottocento. Schopenhauer, Hartmann, Bahnsen e Mainländer e i loro avversari, Firenze, La Nuova Italia, 1994, pp. 602 (157).

Lascia un commento

Archiviato in eBook di Filosofia, Filosofia moderna

eBook di filosofia: A. Schopenhauer, Il mondo come volontà e rappresentazione

images

Arthur Schopenhauer, Il mondo come volontà e rappresentazione 

Arthur Schopenhauer, Il mondo come volontà e rappresentazione

” Opera (1819; edd. ampliate 1844, 1859) di A. Schopenhauer. Sviluppando le tesi esposte nella precedente opera, Sulla quadruplice radice del principio di ragion sufficiente (1813, 2a ed. 1847), Schopenhauer organizza la «struttura organica» (Prefazione) dello scritto in quattro parti, cui segue l’appendice Critica della filosofia kantiana (Kritik der Kantischen Philsophie) e, nelle edd. successive, vengono aggiunti i Supplementi (Ergänzungen). Il mondo è una ‘rappresentazione’ sottomessa al «principio di ragione» (I), ossia allo spazio e al tempo, e alla «legge della causalità»; tale principio, che determina sia l’esperienza sia i giudizi, e unifica soggetto e oggetto nell’ambito della rappresentazione, ha un’esistenza solo relativa, «è Maya, il velo ingannatore, che avvolge gli occhi dei mortali» (I, 3). Il mondo è però anche volontà (II), conosciuta attraverso il corpo, in quanto «tutto unico» (II, 18) con l’atto del corpo che la oggettiva. La volontà, «quell’alcunché direttamente conosciuto da ciascuno», è l’«unica conoscenza che abbiamo dell’intima essenza del mondo» (II, 22). Essa, in quanto «cosa in sé» è l’essenza sia del mondo sia dell’individuo, ma non si esaurisce in essi; ‘motivi’ e accadimenti sono soltanto determinazioni occasionali in cui si manifesta (II, 20). La volontà che precede la rappresentazione, e dunque non sottostà al principio di ragione, trascina l’individuo, sua funzione, come tendenza infinita verso l’esistenza, scevra di ragioni o scopi (II, 29). La rappresentazione può essere considerata indipendentemente dal principio di ragione, nell’oggetto dell’arte (III). Mediante la fugace e disinteressata contemplazione estetica si perviene, infatti, all’oggettivazione eterna e immutabile della volontà nelle idee platoniche, colte dalla metafisica dell’arte. Le idee, diversamente dai concetti, determinano i fenomeni, ma restano al di fuori della rappresentazione; esse vengono colte mediante il ‘genio’ (III, 36) presente, in diversa misura, sia in chi realizza l’opera d’arte, sia in chi la «apprezza» (III, 37). Nella gerarchia delle arti (e delle idee) il vertice è rappresentato dalla musica, espressione diretta della volontà: «la musica non è […] come l’altre arti, l’immagine delle idee, bensì immagine della volontà stessa» (III, 52). Diversamente dalla contemplazione estetica, che rende possibile il superamento della rappresentazione, l’ascesi, cui Schopenhauer dedica la parte conclusiva dell’opera, rende possibile il superamento della volontà fino a giungere alla sua negazione (IV). La liberazione dall’egoismo, illusione prodotta dalla volontà che origina insoddisfazione e dolore, viene indagata nei diversi livelli della ‘giustizia’, discoprendo la sovrapersonale ‘eterna giustizia’ (fondata sull’«identità della volontà in tutti i suoi fenomeni», IV, 64) della ‘compassione’ (superamento della distinzione fra la propria e l’altrui persona; IV, 67) e dell’‘ascesi’ (IV, 68), sereno distacco dai dolori come dai piaceri illusori della vita e accettazione della morte che culmina nella ‘negazione della volontà’, intesa nella sua essenzialità come volontà di vivere, una «conoscenza negativa» che culmina nel nulla assoluto (nihil negativum): «non più volontà, non più rappresentazione, non più mondo» (IV, 71)” (tratto da Treccani.it)

Lascia un commento

Archiviato in eBook di Filosofia, Filosofia moderna

Bibliothek Arthur Schopenhauer: alcuni testi digitalizzati della biblioteca personale del filosofo

Arthur Schopenhauer cartoon by W. Busch

[W. Busch]

Se siete interessati a Schnopenhauer, vi segnaliamo che è presente nel sito della Goethe University di Francoforte la Bibliothek Arthur Schopenhauers, ossia la digitalizzazione di 16 testi presenti nella biblioteca personale del filosofo.

Le 172 opere in 242 volumi conservate allo Schopenhauer Archiv nel Literaturhaus di Francoforte sul meno sono ciò che oggi resta della biblioteca che il filosofo aveva raccolto dai suoi primi anni di studio fino praticamente al giorno della morte” (Sandro Barbera, La biblioteca di Schopenhauer, in Guarigioni, rinascite e metamorfosi. Studi su Goethe, Schopenhauer e Nietzsche, Firenze, Le Lettere 2010, pp. 99-118.)

4 commenti

Archiviato in Biblioteche digitali, Filosofia moderna