Archivi tag: Svizzera

eBook di filosofia: D. de Rougemont, O Amor e o Ocidente

Denis_de_Rougemont_by_Erling_Mandelmann

Denis de Rougemont, O Amor e o Ocidente

“Conseguita la licenza in lettere all’Univ. di Neuchâtel, nel 1930 si stabilì a Parigi, dove fu direttore letterario della casa editrice Je sers. Impegnato nella corrente filosofica del personalismo, fu tra i fondatori delle riviste Esprit e L’ordre nouveau, e di Hic et Nunc, un periodico di teologia che traeva ispirazione tra gli altri da Karl Barth. Collaborò a numerosi periodici, tra cui la Nouvelle revue française, nel cui ambito elaborò nel 1932 il fascicolo speciale sui giovani chiamato “quaderno delle rivendicazioni”. Introdusse in Francia l’opera di Søren Kierkegaard e di Barth. “Intellettuale disoccupato” tra il 1933 e il 1935, visse nel sud ovest della Francia; nel 1934 pubblicò Politique de la personne, sorta di manifesto dell’impegno degli intellettuali, in cui difese il primato della persona, libera e responsabile, e del suo indissolubile vincolo con la comunità. Lettore all’Univ. di Francoforte sul Meno (1935-36), poté osservare da vicino il regime nazista. Muovendo dalla constatazione che il disordine del mondo moderno era all’origine di una profonda divaricazione tra pensiero e azione, lo scrittore affermò in Penser avec les mains (1936) la necessità di ristabilire un’autentica “comune misura umana”, liberamente accolta con un atto di fede.

Nel 1939 pubblicò la sua opera principale, L’amore e l’Occidente, tesi sull’origine storica e spirituale della coscienza poetica e amorosa dell’Occidente cristiano e della forma sociale in crisi che la accompagna, il matrimonio. A una psiche occidentale combattuta tra l’avventura individuale della passione e la morale collettiva della comunità, l’autore propose un’etica del matrimonio fondata sulle nozioni di decisione, impegno, libertà e responsabilità della persona.

Su commissione dell’Institut neuchâtelois, compose l’oratorio Nicolas de Flue (1939), musicato da Arthur Honegger. Mobilitato come primo tenente, nel 1940 pubblicò Mission ou démission de la Suisse e nel medesimo anno fondò la Lega del Gottardo, di cui redasse il manifesto programmatico. In seguito a un articolo sull’entrata delle truppe hitleriane a Parigi, le autorità sviz. lo inviarono negli Stati Uniti per tenervi delle conferenze sull’Europa e l’hitlerismo, attività che svolse anche in Argentina dove venne invitato nel 1941. Insegnò nel 1942 all’Ecole libre des hautes études a New York, divenne redattore alla sezione franc. dell’Ufficio per l’informazione di guerra statunitense (1942-43) e dal 1943 ottenne una borsa dalla Fondazione Bollingen. Rientrato nel 1947 in Europa, militò nei movimenti federalisti europei e si impegnò attivamente nella costruzione dell’Europa. Redasse il rapporto culturale del Congresso dell’Europa e il “Messaggio agli Europei” (L’Aia, maggio 1948) e organizzò la prima Conferenza europea della cultura a Losanna (1949); a Ginevra nel 1950 diede vita al Centro europeo della cultura, che diresse fino alla morte. Dal 1952 al 1966 presiedette il Congresso per la libertà della cultura. Nell’opera L’aventure occidentale de l’homme (1957) descrisse i principi di coerenza, le implicazioni filosofiche e le credenze che danno alla propria cultura senso e ragion d’essere. Al principio distruttore dello Stato nazione, origine di tutte le guerre in Europa, contrappose un federalismo creatore, basato sui com. e le regioni, individuando il fondamento dell’unione dell’Europa nella sua cultura. Nel 1963 creò a Ginevra l’Ist. univ. di studi europei, dove insegnò storia delle idee europee e federalismo (fino al 1985) e che diresse fino al 1978. Membro fondatore del Gruppo di Bellerive, organismo di riflessione sugli orientamenti della società industriale, nel 1977 diede alle stampe L’avenir est notre affaire, in cui esaminò a fondo la crisi globale dei sistemi sociopolitici causata da una gestione catastrofica del pianeta. Nel 1978 fondò la rivista Cadmos, ispirata al mito greco simbolo della ricerca di Europa, trasformando la nozione di un’Europa introvabile in un atto creatore esemplare. Fu insignito dei dottorati h.c. della facoltà di diritto dell’Univ. di Zurigo nel 1971 e dell’Univ. di Galway (Irlanda) nel 1981 nonché del gran premio Schiller nel 1982.
Archivi
– Centro europeo della cultura, Ginevra
– Fondo presso BPUN
Bibliografia
– B. Ackermann, D. de Rougemont, 2 voll., 1996 (con bibl.)
– B. Ackermann, D. de Rougemont, 2000
– M. Buss, Intellektuelles Selbstverständnis und Totalitarismus: D. de Rougemont und Max Rychner – zwei Europäer der Zwischenkriegszeit, 2005
– A.-C. Graber, D. de Rougemont, 2007
– E. Santschi, Par delà la France et l’Allemagne: Gonzague de Reynold, D. de Rougemont et quelques lettrés libéraux suisses face à la crise de la modernité, 2009

(tratto dal Dizionario storico della Svizzera)

Lascia un commento

Archiviato in eBook di Filosofia, Filosofia contemporanea

eBook di filosofia: O. Rudolf, The idea of the holy

iottoru001p1

Otto Rudolf, The idea of the holy. An inquiry into the non-rational factor in the idea of the divine and its relation to the rational

” Partendo su basi luterane da Kant, Schleiermacher, Fries, W.M.L. De Wette, e accentrando il proprio interesse intorno alla conoscibilità scientifica, all’essenza e alle forme del fatto religioso, nell’opera fondamentale Das Heilige (1917; trad. it. Il sacro) formulò per primo con risolutezza la tesi dell’autonomia del fenomeno religioso rispetto a tutti gli altri campi dello spirito e della sua natura essenzialmente irrazionale. Tentò un’analisi fenomenologica del sacro con il termine, da lui introdotto negli studi, del «numinoso», che egli considerava come un’irriducibile realtà obiettiva, accessibile all’uomo mediante una particolare facoltà dello spirito, quella religiosa. Ne rilevò e descrisse gli aspetti, ritenuti fondamentali, che distinse con termini latini (tremendum, maiestosum, energicum, fascinosum, augustum). Un lungo soggiorno in Oriente e lo studio dei testi indiani gli permisero di tracciare confronti tra la mistica cristiana e quella orientale. Si occupò anche di liturgia, propugnando l’introduzione di riforme nella liturgia protestante. Convinto della base obiettiva unica di qualsiasi esperienza religiosa, fondò una Lega religiosa dell’umanità (Religiöser Menschheitsbund). L’elemento duraturo del suo influsso consiste nella netta separazione del fenomeno religioso da altri (scientifico, morale, poetico) e in diverse osservazioni fenomenologiche.” (tratto da Treccani.it)

Lascia un commento

Archiviato in eBook di Filosofia, Filosofia contemporanea, Filosofia delle religioni

eBook di filosofia: P. Caloni, Hans Blumenberg: realtà metaforiche e fenomenologia della distanza

blumemberg

Paolo Caloni, Hans Blumenberg: realtà metaforiche e fenomenologia della distanza 

Tesi di dottorato. Tutor: M.C. Bartolomei ; coordinatore: P. Spinicci. – Milano : Università degli studi di Milano. Dipartimento di Filosofia, 2014 Mar 19. (26. ciclo, Anno Accademico 2013)

Lascia un commento

Archiviato in eBook di Filosofia, Filosofia contemporanea

eBook di filosofia: P. Conte, Sapere versus comprendere. Storia e filologia nell’opera di Johan Jakob Bachofen

Bachofen_200-2

Pietro Conte, Sapere versus comprendere. Storia e filologia nell’opera di Johan Jakob Bachofen

Lascia un commento

Archiviato in Antropologia, eBook di Filosofia, Filosofia contemporanea

eBook: C.G. Jung, Psychology of the unconscious

Jung

Carl Gustav Jung, Psychology of the unconscious. A study of the transformations and symbolisms of the libido. A contribution to the history of the evolution of though

” La struttura della psiche è in Jung assai complessa. Egli distingue, nell’inconscio, tra un livello personale e un livello collettivo. Nel primo si trovano l’Ombra (la faccia oscura dell’Io, il suo ‘doppio’, in sostanza l’inconscio personale), l’Anima/animus (cioè l’elemento femminile nell’uo­mo o quello maschile nella donna), e i Complessi (insieme di immagini correlate tra loro a forte valenza emotiva: per es., il «complesso materno»). Nel livello collettivo egli colloca invece gli Archetipi: il concetto di archetipo «è derivato dalla ripetuta osservazione che, per es., i miti e le fiabe della letteratura mondiale contengono certi motivi che ritornano sempre e ovunque», motivi che poi si ritrovano nei sogni e nelle allucinazioni degli individui. Sono una sorta di forme a priori della psiche, che predispongono l’individuo a formare certe immagini e a vivere determinate situazioni (l’Avversario, il Terrore, l’Unione, l’Inizio, il Sé e così via). Sul piano della coscienza, invece, Jung distingue tra l’Io e la Persona (l’insieme dei ‘ruoli’, una sorta di ‘maschere’, che l’individuo deve as­sumere per adattarsi al mondo esterno). Se l’Io e l’Ombra sono strutture di identità, Persona e Anima/animus sono strutture relazionali (servono a mediare il rapporto, rispettivamente, con il mondo interiore e quello esterno), mentre Com­plessi e Archetipi sono strutture generali” (tratto da Treccani.it)

1 Commento

Archiviato in eBook di Filosofia, Psicanalisi, Psicologia

L’archivio Jung: inventario e bibliografia delle opere di Jung

carl-jung-1-sized

L’intero archivio di Jung è conservato l’ETH Bibliothek di Zurigo. Si tratta di un consistente patrimonio formato da 1.000 manoscritti, più di 30.000 lettere scritte e ricevute da Jung, un archivio di articoli di giornali sul pensatore, una collezione di pubblicazioni di altri autori e degli “Assoziationspsychologische & psychogalvanische Studien”.  A questo nucleo è stata aggiunta di recente anche la corrispondenzza tra C.G. Jung e Sigmund Freud e tra C.G. Jung e Victor White.

Online trovate l’inventario dei manoscritti di Jung e la bibliografia delle opere di Jung.

Lascia un commento

Archiviato in Archivi, Inventari, Psicanalisi, Psichiatria, Psicologia

eBook di filosofia: J. Hersh, Tolérance entre liberté et verité

Hersh 1

Jeanne Hersh, Tolérance entre liberté et verité

Lascia un commento

Archiviato in eBook di Filosofia, Filosofia contemporanea

eBook di filosofia: H. U. von Balthasar, Solo l’amore è credibile

index

Hans Urs von Balthasar, Solo l’amore è credibile

“Nel breve libro Solo l’amore è credibile (1963) il teologo svizzero Hans Urs von Balthasar precisa la sua posizione teologica nel contesto della storia della teologia cristiana. La teologia dell’età patristica, medievale e rinascimentale ha battuto la via cosmologica, presentando il cristianesimo come il compimento dell’interpretazione del mondo data dall’antichità. La teologia dell’epoca moderna ha operato uno spostamento e pratica la via antropologica: il cristianesimo si presenta come la più profonda interpretazione dell’uomo. Ma, per von Balthasar, sia la via cosmologica sia la via antropologica sono delle interpretazioni riduttive, in quanto assumono il cosmo e l’esistenza umana come criteri di giustificazione del cristianesimo, che invece ha in sé ed esibisce da sé la sua giustificazione. La terza via, la via balthasariana, è la via dell’amore: «Solo l’amore è credibile». Nella rivelazione cristiana è l’amore assoluto di Dio, che in Cristo da sé si fa incontro all’uomo; Dio si autopresenta in Cristo nella gloria del suo amore assoluto. Questa via assume il nome di Estetica teologica, non nel senso di una teologia estetica, che mostri come il cristianesimo promuova il senso estetico e le arti; ma in senso più forte sia soggettivo sia oggettivo. La fede cristiana, nel suo polo soggettivo, è percezione e visione della Forma (Gestalt), come polo oggettivo, quale appare nella figura storica del Cristo, come Verbo di Dio fatto uomo, rivelazione della gloria di Dio e della sua volontà salvifica universale.” (tratto da Queriniana.it)

*Il copyright delle opere linkate appartiene ai rispettivi autori. Citandola in questa pagina ci si avvale del principio del fair dealing in quanto la diffusione che ne viene fatta è a fini di critica, recensione, informazione e insegnamento e non ha scopi economici. Gli autori possono comunque e in qualunque momento richiederne la rimozione.

Lascia un commento

Archiviato in eBook di Filosofia, Teologia

The Red Book of Carl G. Jung: Its Origins and Influence. Mostra virtuale

(Page 54. Reproduced from The Red Book by C. G. Jung ©The Foundation of the Works of C. G. Jung. With permission of the publisher, W. W. Norton and Company, Inc.)

The Red Book of Carl G. Jung: Its Origins and Influence è la mostra virtuale della Library of Congress intorno al famoso “libro rosso”, un resoconto di quello che Jung chiamava il suo “confronto con l’inconscio” nei primi decenni del ventesimo secolo.

Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in Mostre on-line