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In ricordo di Giovanni Piana: Esistenza e storia negli inediti di Husserl (tesi di laurea di Giovanni Piana con introduzione di Enzo Paci)

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Giovanni Piana, Esistenza e storia negli inediti di Husserl

Il volume è la tesi di laurea di Giovanni Piana, compiuta nel 1962 e discussa nel febbraio del 1963. Essa è rimasta immutata nella pubblicazione del 1965, a cui venne aggiunta l’appendice “Significato della fenomenologia”. A questo lavoro Enzo Paci volle premettere un’ampia e generosa introduzione.

In ricordo di Giovanni Piana (Casale Monferrato, 5 aprile 1940 – Praia a Mare, 27 febbraio 2019)

Piana è stato allievo di Enzo Paci con il quale ha conseguito la laurea in Filosofia con una tesi sugli inediti di Husserl dell’ultimo periodo, realizzata tra il 1962 e il 1963 presso gli Archivi Husserl dell’Università di Freiburg im Breisgau, allora diretti da Eugen Fink. Dopo la laurea è stato assistente volontario e borsista del Ministero della Pubblica Istruzione e del Consiglio Nazionale delle Ricerche fino alla nomina ad assistente ordinario avvenuta nel 1968. Ha conseguito la libera docenza nel 1969, confermata nel 1975.
Ha insegnato Filosofia Teoretica, prima in qualità di docente incaricato a partire dal 1970 e poi in qualità di docente straordinario a partire dal 1980 e ordinario a partire dal 1984, presso il Dipartimento di Filosofia (Facoltà di Lettere e Filosofia) dell’Università degli Studi di Milano. Suoi allievi sono stati in particolare: Paola Basso, Alfredo Civita, Vincenzo Costa, Elio Franzini, Paolo Spinicci e Carlo Serra.
Giovanni Piana è stato direttore scientifico del Seminario Permanente di Filosofia della Musica (coordinatore: Carlo Serra) di cui è espressione il giornale on line “De Musica” ; è stato membro del Comitato scientifico della Rivista “Analisi”, Ricordi, Milano diretta da Marco De Natale e della Rivista “Sonus. Materiali per la musica moderna e contemporanea”, diretta da Antonio De Lisa. Ha diretto la collana di libri “Sensibilia” per l’editore Guerini, Milano. È stato coordinatore nazionale di un gruppo ministeriale interuniversitario di ricerca in connessione con l’Università di Trento e di Trieste sul tema “Fenomenologia e teoria degli oggetti”.
Nel dicembre 1999, si è ritirato dall’insegnamento e si è trasferito a Pietrabianca di Sangineto in Calabria. Di qui ha continuato a mantenere rapporti scientifici e culturali con l’Università degli Studi di Milano attraverso i due siti web: “Spazio filosofico” e “Archivio di Giovanni Piana”. Nel 2014 si è trasferito a Roma nel Parco di Veio. Nel 2016 è ritornato in Calabria prendendo la residenza a Praia a Mare, Contrada La Foresta ed in questa occasione ha donato duemila libri della sua biblioteca alla Biblioteca Comunale di Praia.

“La sua posizione filosofica è [stata] caratterizzata da una concezione della fenomenologia (“strutturalismo fenomenologico”) in cui sono presenti influenze di Husserl, Wittgenstein e Bachelard. Indicazioni su questa linea di tendenza si possono trovare nel saggio Die Idee eines phänomenologischen Strukturalismus, contenuto in Phänomenologie in Italien, hrsg. von Renato Cristin, Verlag Königshausen & Neumann, Würzburg 1996. I suoi interessi sono [stati] orientati in direzione della teoria della conoscenza, della filosofia della musica e della tematica della percezione e dell’immaginazione”. (tratto dal sito “Archivio di Giovanni Piana”)

L’ Archivio di Giovanni Piana è il sito in cui sono riuniti tutti gli scritti del filosofo pubblicati a stampa in volumi o in riviste

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eBook di filosofia: E. Petrovich, The Fabric of Knowledge. Towards a Documental History of Late Analytic Philosophy

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Eugenio Petrovich, The Fabric of Knowledge. Towards a Documental History of Late Analytic Philosophy

Tesi di dottorato. Tutor: L. Guzzardi, M. D’Agostino. – Milano : Università degli studi di Milano. Università degli Studi di Milano, 2019 ((31. ciclo, Anno Accademico 2018.

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eBook di filosofia: F. De Carolis, Verso un’ontologia della vita: Ricoeur lettore di Spinoza

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Francesco De Carolis, Verso un’ontologia della vita: Ricoeur lettore di Spinoza

Tesi di dottorato discussa presso l’Università “Federico II” di Napoli (a.a. 2008/2009)

 

 

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eBook di filosofia: M. Gisondi, La formazione intellettuale e politica di Antonio Banfi

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Marcello Gisondi, La formazione intellettuale e politica di Antonio Banfi

Tesi di dottorato discussa presso l’Università Federico II di Napoli (a.a. 2010/2011)

“La tesi segue il percorso della formazione intellettuale di Antonio Banfi (Vimercate 1886 – Milano 1957), centrando l’attenzione sulla lenta maturazione del suo pensiero politico, nel tentativo di comprendere se e in che misura esso si pone in continuità con i suoi presupposti gnoseologici ed etici. Il lavoro del candidato si muove sui piani interconnessi della ricerca storica e della riflessione teoretica, utilizzando come fonti bibliografiche le pubblicazioni prettamente filosofiche dell’autore, i suoi carteggi, i suoi interventi sulla stampa, alcuni suoi inediti e molti sue opere postume. L’obiettivo non è solo quello di chiarire il significato delle scelte politiche banfiane e l’influenza che esse hanno avuto sullo sviluppo del suo razionalismo: attraverso la sua esperienza si tenta infatti di analizzare criticamente uno dei possibili sensi del rapporto fra teoresi e prassi. La tesi si sviluppa secondo un filo cronologico che copre il periodo che va dalla nascita del filosofo al 1922, anno di pubblicazione della sua prima monografia e del suo primo articolo di argomento politico, nonché momento di affermazione definitiva del fascismo. La formazione di Banfi avviene nella Lombardia di fine ‘800, in un ambiente familiare e culturale fortemente influenzato degli ideali patriottici mazziniani e garibaldini. Il candidato segue l’emergenza di questi ideali nella gioventù del filosofo e il loro successivo infrangersi, attorno al 1905, contro una visione sempre più spietata della borghesia industriale italiana. Questo passaggio coincide approssimativamente con la scoperta del pensiero hegeliano, che avviene poco prima che Banfi abbandoni gli studi di lettere per dedicarsi, sotto la guida di Piero Martinetti, a quelli di filosofia. Il candidato ricostruisce il percorso personale e filosofico che porta Banfi ad abbracciare le istanze etiche del kantismo martinettiano, pur mantenendo un prospettiva metafisica hegeliana. Nel 1910 l’autore si trasferisce a Berlino, dove trova in Georg Simmel il suo secondo e più determinante maestro. Con il berlinese Banfi scopre una dimensione più terrigena della cultura, abbandonando le sue remore per l’analisi dei fenomeni di massa, ed interessandosi finalmente, anche a causa dell’incontro con il rivoluzionario italo-russo Andrea Caffi, alla politica. Tornato in Italia, si dedica all’insegnamento liceale, collabora brevemente con «La Voce» di Giuseppe Prezzolini e comincia ad interessarsi sempre di più al socialismo. Intanto chiarifica la sua posizione gnoseologica, eliminando molti residui della metafisica hegeliana ed elaborando il concetto di autocoscienza pura, col quale riassume la posizione dell’a priori in un processo continuo d’interazione fra soggetto e oggetto. Riformato alla leva, rimane fuori dal primo conflitto mondiale. Il candidato ricostruisce l’ambiente culturale che circonda il filosofo, mostrando quanto isolata ed assoluta sia la sua scelta pacifista. Filosofia ed analisi politica convergono, e Banfi giunge ad una condanna senza mezzi termini dell’idealismo assoluto, colpevole, sul piano metafisico di fraintendere la struttura del reale, su quello storico di fiancheggiare il bellicismo che già dilaga in Europa. Gli autori su quali fonda la sua critica del conflitto sono principalmente Karl Marx, Lev Tolstoj e Romain Rolland: la prospettiva etica dei due scrittori e quella economico-politica del filosofo procedono parallele nel discorso banfiano, ponendosi come due momenti complementari della critica dell’etica borghese e della civiltà liberale. Sposatosi intanto con la contessa Daria Banfi Malaguzzi e divenuto padre, Banfi si ritrova alla fine del conflitto in uno stato di forte isolamento culturale. La sua adesione al socialismo, non ancora definitiva, non è condivisa dai suoi corrispondenti, ed egli stesso nutre forti dubbi a causa dell’idiosincrasia per il positivismo che innerva la cultura socialista stessa. Ciò nonostante, alla fine del 1919 si iscrive alla camera del lavoro di Alessandria e comincia ad organizzare scuole di cultura popolare. La sua idea è quella di fornire alle classi lavoratrici degli strumenti per uscire dal giogo dell’inferiorità culturale. Le sue posizioni sono però ancora molto critiche sia nei confronti del socialismo italiano, sia verso il neonato comunismo. All’inizio del 1922 Banfi pubblica La filosofia e la vita spirituale, monografia filosofica in cui Marx assume valore positivo come analista dei fenomeni sociali, ma non come autore unico di riferimento per un tentativo di cambiamento dell’incancrenita società borghese. Il candidato sottolinea la distanza che separa Banfi dalla teoria e dalla pratica della lotta di classe, rendendo la sua posizione politica estremamente complessa. Il suo razionalismo ormai maturo non muterà sostanzialmente di molto, mentre la sua posizione politica si sublimerà durante il fascismo in un senso d’attesa che avrà occasione di manifestarsi soltanto nel corso della seconda guerra mondiale con l’adesione alle forze della resistenza partigiana.”

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eBook di filosofia: L. Laino, L’autonomia del logos. Esposizione della filosofia di Ernst Cassirer da un punto di vista epistemologico

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Luigi Laino, L’autonomia del logos. Esposizione della filosofia di Ernst Cassirer da un punto di vista epistemologico

Tesi di dottorato discussa presso l’Università “Federico II” di Napoli (aa 2012/2013)

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eBook di filosofia: S. Minetti, La questione morale in ‘Abid Al Jābirī

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Stefano Minetti, La questione morale in ‘Abid Al Jābirī

Tesi di dottorato discussa presso l’Università Cattolica di Milano aa(2010/2011)

“La tesi illustra il pensiero del filosofo marocchino contemporaneo M.A. al-Jābirī (al-Jabri), uno dei principali filosofi arabi del XX secolo. Dopo una breve introduzione, la tesi illustra la struttura teoretica del pensiero di Jabiri e, dopo averlo contestualizzato nel panorama della filosofia araba contemporanea, si concentra sulla questione morale, illustrando come il pensatore marocchino ritenga si sia evoluta la filosofia morale in ambito arabo islamico. L’analisi si caratterizza per un approccio storico-filologico, benché i contributi teoretici elaborati da Jabri non siano trascurabili. Segue un ultimo capitolo che mette in evidenza alcune delle critiche mossegli – in particolare da un autore arabo, George Tarabishi, e da uno studioso italiano, Massimo Campanini – rispetto alla visione di Jabri. La tesi si conclude con alcune riflessioni personali del redattore di tesi.”

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eBook di filosofia: F. Giaculli, “Ciascun grado è perfetto”. Forme di intelligenza e abiti emotivi secondo Darwin

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Fiorella Giaculli, “Ciascun grado è perfetto”. Forme di intelligenza e abiti emotivi secondo Darwin

Tesi di laurea, Corso di Laurea in Filosofia all’Università di Napoli. Relatore: Felice Ciro Papparo. Anno Accademico di laurea 2012/2013

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eBook di filosofia: G. R. Cervo, Mondo, libertà, finitezza: Eugen Fink e la questione meontica dell’origine

Husserl e Fink

Giulia Roberta Cervo, Mondo, libertà, finitezza: Eugen Fink e la questione meontica dell’origine

Tesi di dottorato discussa presso l’Università degli Studi di Trento (a.a. 2015-2016)

“La tesi ricostruisce l’evoluzione del pensiero di Eugen Fink, dalla meditazione fenomenologica degli anni Trenta alla filosofia cosmologica del dopoguerra, inaugurata nel 1946 dallo scritto Nietzsches Metaphysik des Spiels, mostrando come sia improprio parlare di una “svolta” cosmologica nel pensiero finkiano e scorgendo anzi nella Weltfrage, oltre che nel concetto della “meontica”, il filo conduttore che consente di cogliere la continuità della riflessione del filosofo: la questione cosmologica non entra in scena con il dopoguerra, ma è anzi ciò che motiva l’interesse di Fink per la fenomenologia di Husserl, costituendo il banco di prova di fronte al quale si deve provare la validità del metodo fenomenologico. Ulteriore scopo del lavoro è far emergere l’originalità della filosofia finkiana sia rispetto a Husserl, sia e soprattutto rispetto a Heidegger, sulla base dei manoscritti inediti conservati presso l’Universitätsarchiv della Albert-Ludwigs-Universität di Freiburg im Breisgau – di cui si propongono, tradotti, alcuni passi – nonché attraverso confronti più circoscritti con una serie di altri autori (tra i quali Marx, Adorno, Gehlen e, soprattutto, Patočka). Dopo un’introduzione volta a ricostruire lo stato attuale delle ricerche e le principali interpretazioni dell’opera finkiana, il primo capitolo illustra gli elementi di novità che la Sesta meditazione cartesiana introduce rispetto all’impostazione husserliana, individuando in tale scritto la prima effettiva presa di distanza di Fink dal maestro e scorgendo l’originalità del contributo finkiano soprattutto nel ruolo assegnato allo spettatore trascendentale, concepito come mero “esponente funzionale” della riflessione fenomenologica, operante uno sfondamento del piano ontologico della coscienza trascendentale. Dopo avere mostrato il debito di Fink nei confronti di Hegel per la concezione dialettica dell’Assoluto fenomenologico, si illustrano le differenze tra Fink e Husserl nel modo di intendere la “mondanizzazione secondaria”, nonché le ripercussioni della teoria della riduzione come de-umanizzazione (Entmenschung) sui compiti pedagogici della fenomenologia e in relazione alla possibilità di un’etica fenomenologica. Trait d’union tra primo e secondo capitolo è la critica del concetto husserliano di mondo. Il secondo capitolo muove da un confronto tra l’interpretazione heideggeriana di Hegel e quella finkiana, incentrata sul concetto cosmologico della “Vita”, per poi svolgere un confronto tra differenza ontologica e differenza cosmologica, principalmente alla luce del Colloquio sulla Dialettica e dell’Heraklit-Seminar, mostrando come la cosmologia finkiana, lungi dall’essere una mera integrazione dell’ontologia di Heidegger, implichi una diversa concezione dell’essere, realizzando una vera e propria “rivoluzione della comprensione ontologica”, che sfocia in una differente esplicazione della libertà, vista non più come corrispondenza alla chiamata dell’Essere all’interno dell’Ereignis, ma come l’auto-produzione (Selbstherstellung) dell’uomo. Il terzo capitolo mostra infine come la filosofia finkiana del dopoguerra sia di fatto l’articolazione cosmologica di quella “Lehre von der Freiheit” che costituiva il nucleo profondo della stessa fenomenologia husserliana: l’esame del gioco quale essenza positiva della libertà, il confronto con Patočka, e, non da ultimo, una lettura fenomenologica della nietzscheana “trasvalutazione dei valori”, sono i momenti teoretici che consentono di delineare i tratti di una originale e inedita “fenomenologia della libertà”, nella quale si esprime il medesimo ideale finkiano – inaugurato dalla radicalizzazione della riduzione fenomenologica come “riduzione tematica dell’idea di essere” nella Sesta meditazione cartesiana – della filosofia quale liberazione dall’ “irretimento mondano” (“Weltbefangenheit”)”

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Core (COnnecting REpositories): online tesi, articoli e biblioteche digitali

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Core (COnnecting REpositories) è il portale sviluppato dal Knowledge Media Institute (KMi) dell’Open University che aggrega e rende fruibili risorse web open access disponibili in numerosi repository istituzionali. Vi potete trovare quindi articoli, tesi, papers, pre-print, biblioteche digitali.

“The goal of the project is to aggregate all open access content distributed across different systems, such as repositories and open access journals, enrich this content using text mining and data mining, and provide free access to it through a set of services. The CORE project also aims to promote open access to scholarly outputs. It fully supports the taxpayer’s entitlement to the research they have funded and facilitates the wide dissemination of the open access content. CORE works closely with digital libraries and institutional repositories.”

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EBSCO Open Dissertation: online tesi di laurea e di dottorato

EBSCO

EBSCO Open Dissertation è la nuova banca dati online che offre l’accesso ad oltre 800.000 tesi di laurea e dottorato in formato elettronico, provenienti da oltre 30 istituzioni. Per accedere al testo integrale delle tesi, dopo aver effettuato la ricerca, bisogna cliccare all’interno della scheda nell’URL riportata.

Gli autori possono chiedere l’inclusione della tesi nel portale.

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